Pensioni anticipate 2025, 64+40 con sistema misto? La proposta

Si continua a fare un gran parlare della riforma pensioni, le misure inserite in legge di bilancio non hanno affatto soddisfatto, anzi, vi sono alcune categorie di lavoratori che sono rimasti particolarmente delusi come le donne, che purtroppo a tali condizioni useranno sempre meno l’opzione donna, e i precoci o i quarantunisti che vedono sempre più distante la possibilità di accedere alla quiescenza dopo 41 anni di contributi.

Un nostro lettore, Piti, ha deciso di fare il punto della situazione ad oggi facendo presente come una soluzione in realtà l’esecutivo l’avrebbe anche potuta trovare per cercare di soddisfare quante più persone possibili, visto che si é passati, sostiene dai vantaggi di chi ha potuto usufruire della quota 100 col misto a partire dai 62 anni, a chi si trova oggi a dover acecdere ad alcune misure solo dopo aver soddisfatto mille requisiti e per giunta potendo contare solo sul contributivo. Ecco allora la sua proposta, se tutti avessero ‘lasciato sul campo’ qualcosa, la soluzione migliore oggi sarebbe stata 64 anni d’età e 40 di contributi con il ricalcolo misto. Di seguito le sue considerazioni.

Pensioni anticipate 2025, a partire da 64+40 anni? una proposta

Così Piti, che dimostra una buona capacità di linguaggio ed una buona conoscenza della materia pensionistica: “Sono abbastanza certo che il problema stia, come ormai la maggior parte delle cose in Italia, nel manicheismo delle due fazioni.
Fino a pochissimo tempo fa sono state concesse Quota 100 e Quota 103 col calcolo misto. Entrambe le misure richiedevano 62 anni di età: ovvero 5 anni in meno dei 67 della Fornero.

Se invece di arroccarsi senza alcun costrutto su posizioni diciamo estreme, da una parte e dall’altra, si fosse proposta una misura che prevedesse 64 anni + 40 di contribuzione e calcolo misto dell’importo pensionistico, si sarebbero soddisfatte tutte le condizioni che le opposte tifoserie richiedono

a) 64 anni non sono 62 e lo sforzo economico per questo anticipo sarebbe decisamente inferiore a quello delle quote del passato. Due anni in meno di pensioni da pagare rispetto alle quote anticipatorie precedenti sono tanti soldi.

b) nello stesso tempo, 64 anni sono uno sconto niente male rispetto a 67 e 40 di lavoro sono analogamente un bel taglio rispetto ai 41 o 42 + 10 mesi richiesti per anzianità.

E’ evidente che serviva una soluzione salomonica che non si è voluta trovare, per disinteresse da parte della fazione “rigorista” e per dabbenaggine ideologica da parte della fazione “sociale”.

Vooi cosa ne pensate di questa proposta, avreste accettato? Vi pare una proposta di buon senso? Fatecelo sapere nell’appositasezione commenti del portale.

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66 commenti su “Pensioni anticipate 2025, 64+40 con sistema misto? La proposta”

  1. Rispondo al sig. Franco Giuseppe e al sig. Piti.

    Ero intento a scrivere una lettera all’INAPP, l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, l’Ente pubblico di ricerca di rilevanza nazionale, vigilato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, che si occupa di studio, ricerca, monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche negli ambiti del lavoro, istruzione e formazione, protezione sociale, politiche attive e passive del lavoro, terzo settore, inclusione sociale, e delle politiche che producono effetti sul mercato del lavoro.

    Ho ritenuto opportuno sospendere la scrittura della mia lettera all’INAPP, per rispondere ai sigg. Franco Giuseppe e Piti tra i quali è emerso uno scambio di parole accese che ritengo possa essere stato generato da un equivoco.

    Innanzitutto, intendo affermare che non ho alcuna obiezione da muovere nei confronti del pensiero espresso dal sig. Piti, riportato nell’articolo a firma di Erica Venditti e classificato come “inaccettabile, desolante e scandaloso” dal sig. Franco Giuseppe.

    Il sig. Franco Giuseppe nel suo commento scrive testualmente: ‘Trovo inaccettabile, desolante e scandaloso che qualcuno possa desiderare una riforma delle pensioni che come motivazione abbia il dover “cercare di accontentare più persone possibili” come ha scritto il Sig. Piti’.

    Ebbene, l’espressione “cercare di accontentare più persone possibili” non è da attribuire al sig. Piti, bensì alla Dott.ssa Erica Venditti.

    Ma anche in tal caso, la Dott.ssa Erica Venditti non ha espresso un parere personale, bensì un dato di fatto: il Governo effettivamente prova a “cercare di accontentare più persone possibili”, per la semplice ragione che intende assicurarsi quanti più voti possibili. Poi, come possiamo constatare dai fatti, il Governo, più che riuscire ad “accontentare” più persone possibili, riesce invece a “scontentare” più persone possibili.

    Al sig. Piti vorrei rispondere prendendo in prestito le parole che il sig. Wal ha espresso saggiamente nel suo commento rivolto al sig. Roberto: “Non si preoccupi, ognuno ha le proprie idee e le espone”.

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  2. Non sarebbe ora calcolare i costi con un bel 41 di contributi e coprire i medesimi costi chiedendo qualche sacrificio anche a chi sta godendo di diritti acquisiti da anni, godendo di benefici che oggi non hanno alcun senso? magari limitare le pensioni retributive pure 8sappiamo tutti che negli anni passati i retributivi puri gli ultimi anni di carriera facevano salti mortali per aumentare il reddito con ferie pagate, carriere concordate, straordinari a più non posso), verificare se il 50% delle pensioni erogate, che sono assistenziale, se è corretto continuare a pagarle (come è possibile arrivare all’età pensionabile senza aver pagato contributi o talmente pochi da non maturare la minima? sarà mica che non si evadevano i contribuiti o non si aveva bisogno di lavorare?) magari un controllo non sarebbe male.
    Insomma questo è un paese per vecchi, i nonni si godono pensioni retributive da 30 anni che oggi sono superiori agli stipendi, i figli non riescono ad accedere alla pensione e lavorano per 45 anni e i nipoti sono costretti ad elemosinare la paghetta perchè disoccupati o i più fortunati emigrare.
    Ci vuole tanto coraggio e una visione globale che non vedo ne politicamente ne sindacalmente.
    E’ uno schifo, la solidarietà generazionale è a senso unico

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  3. Due anni in più non risolvono nulla se non togliere altri 2 anni di vita al lavoratore anziano.
    C’è la proposta del dott perfetto che contiene ben altra soluzione; occorrerebbe una vera intenzione di lettura e discussione da parte dei politici e persone coinvolte alla riforma pensioni, perchè è l’unica proposta che prevede l’analisi di un futuro , oltretutto già presente, di calo lavoratori paganti contributi e aumento vertiginoso di Intelligenza artificiale e robot..

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    • Restituire/dare poco nulla e piu’ in la’ possibile con gli anni anagrafici, questo e’ il loro obiettivo…tutto il resto sono chiacchere con cercano di addolcire il boccone. Finestroni di Overton

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  4. Trovo inaccettabile, desolante e scandaloso che qualcuno possa desiderare una riforma delle pensioni che come motivazione abbia il dover ” cercare di accontentare più persone possibili ” come ha scritto il Sig. Piti. La Costituzione Italiana dice che siamo tutti uguali di fronte alla legge e anche le pensioni devono sottostare ad una legge che sia univoca e usufruibile da tutti i cittadini in egual misura. L’aver solo ipotizzato che qualcuno può essere accontentato e altri devono subire un trattamento diverso e peggiore è palesemente ignobile.

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      • D’accordo, sono una persona che non ha capito nulla. Però è Lei che ha scritto di una riforma che ” accontenti un maggior numero di persone” e qui ritorniamo al fatto che qualcuno inevitabilmente resterà escluso. E poi dopo aver ricordato le quote, ecco che ne ripropone un’altra che ci riporterà a persone favorite ed altre escluse. Allora lo scalone di 5 anni e la trasformazione dal misto al tutto contributivo non ha insegnato nulla, siamo punto e a capo. Dovete capire che la durissima e infame legge Fornero, almeno aveva il pregio di prevedere due distinti e separati canali di uscita, un massimo di età e un massimo di contributi. Su quelli si doveva intervenire, abbassando per ipotesi i 67 anni a 65 e nel secondo caso, dai 42,10 ai 42 massimi e togliere quella truffa delle finestre che comportano 3 mesi senza stipendio o in alternativa 3 mesi senza pensione. A quel punto si poteva affermare che la legge Fornero era davvero superata e il sistema pensionistico italiano si era attestato sui livelli del resto d’Europa. Invece abbiamo “ACCONTENTATO” persone con soli 62 anni di età ( probabilmente oggi lavoratori in nero ) e ” ACCONTENTATO” persone con soli 38 anni di contributi. Chi sono le persone che sono rimaste fregate ? Chi aveva già 65 anni e chi aveva già 41 anni di contributi. Questi ultimi si sono sorbiti la Fornero tutta per intero e fino in fondo. Oltretutto le casse dell’ INPS ne hanno risentito, tanto è vero che si corre velocemente e subito verso il contributivo puro per tutti. Però per chi mi ha sempre criticato …… ” qualcuno è stato accontentato “. Ma basta !!!!!

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        • Mi permetto di ricordare che non siamo al Bar e vige sempre un confronto che deve essere rispettoso e moderato, da ambo le parti. Ognuno grazie al cielo sul nostro potrtale,é libero di esprimere la propria opinione

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    • Mi trovo d’accordo al 100% con Franco. Credo si contribuirebbe alla non equità creando lavoratori di serie A e serie B come ha fatto la riforma Fornero che ha lasciato regole ben diverse a decine di migliaia di dipendenti delle forze armate che ancor oggi, per loro fortuna, non conoscono quella legge mantenendo regole ben più umane e degne di una uscita dal lavoro in tempi e calcoli più giusti.

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      • Caro Alessandro, dai ragione al 100% a Franco Giuseppe? ma se ha sempre detto che la legge Fornero non ha creato ingiustizie come quota 100? eppure le ha create; alla fine ogni legge lascia soddisfatti e insoddisfatti;

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  5. Voi continuate a guardare fino a quanti anni si sopravvive,ma le donne a 60 anni sono già sfasciate perché non tutte fanno le impiegate..E non c’entra il numero dei figli,non ce la facciamo più..Andate voi a lavorare,a tirare su e giù scatoloni a 60 anni. Noi a 60 anni abbiamo i nostri vecchi da curare,ma lo volete capire o no??Chi ha iniziato a lavorare tanti anni fa,non aveva le pari opportunità, noi donne siamo state messe in regola solo quando il titolare era certo che non restavano in cinta..Inoltre ai tempi c era tanto artigianato,si lavorava ma non c’erano i diritti di adesso.Le donne sono sempre quelle che pagano di più. Voi parlate di parità dei diritti sempre e solo quando vi conviene.

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  6. Faccio notare a chi ha partorito questa genialità,che evidentemente non toccai,che io a 64 anni,cioè fra 5 anni, avrò 45 anni!!!… studi qualcos’altro che è meglio.

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    • Caro Andrea, è una proposta come un’altra; ognuno di noi vorrebbe la proposta che ci piace; è un dato di fatto; la proposta migliore è quella del dott: perfetto e c.; chissà quando la faranno; speriamo in bene; saluti a te e ai gestori del sito

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  7. Senza portarci via continuamente anni di vita , oltretutto fregandoci nell’assegno per via di indici che ogni 2 anni diminuiscono, sarebbe sufficiente che i preposti a trovare questa benedetta riforma delle pensioni, si impegnassero a leggere la proposta del dott. Perfetto e dedicarci del tempo per valutare il valore che ne detiene , non solo per una vera equità di chi aspira alla pensione, ma soprattutto per le prospettive che offrirebbe per avere un sistema che si sostiene negli anni. Guadagnare 2 anni per lo Stato portando da 62 a 64 non risolve certo il problema per come sarà il lavoro oltre a peggiorare le aspettative dei lavoratori.

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  8. 64-40: Condivido sulla necessità di una soluzione salomonica che smussi lo scalone tra i 62 anni previsto dallle “quote” già mensionate e i 67 anni della legge Fornero, e anche uscire a 40 anni di contributi mi sembra un bello sconto.
    Magari si potrebbe associare ad una quota 41 slegata dall’età per favorire che ha iniziato presto

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  9. Se il sig. Pitti si rivolge solo a chi è rimasto coinvolto nello scalone della riforma Fornero, mi trova d’accordo, un giusto compromesso per chi non ha 67 anni per la pensione di vecchiaia. Questo non avrebbe generato malumori e differenze con le poi relative quote. Ma, se venisse applicato anche a chi è precoce allora no non ci siamo.

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  10. Io ho iniziato a 16 anni, dopo il biennio di professionale, ora ne ho 58, senza interruzioni di contribuzione, dopo aver creduto/sperato nella quota 41, ora prego non tocchino la Fornero.

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  11. Io ho preso il diploma e militare a19, corso serale per la abilitazione, tirocinio, lavoretti sabato e domenica.
    Alla fine esame di Stato scritto in Tribunale + orale dopo. È ora di finirla di dire che chi ha cominciato prima a lavorare ha faticato di più.

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  12. Quindi, chi come me ha iniziato a lavorare a 15 anni, dovrebbe andare in pensione a 64 anni, cioè con 49 anni di contributi… poi con qualche finestra del ##### facciamo cifra tonda: 50 anni di contributi.
    Allegria !!!

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  13. Quindi uno che ha cominciato a lavorare a 19 anni (a lavorare, non a cazzeggiare) dovrebbe raggiungere 45 anni di contributi… ma andate a cagare

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    • Con
      a) una speranza di vita che per le donne ormai è più vicina ai 90 che agli 80, e per gli uomini supera gli 80
      b) con un numero di nascite che è abbondantemente meno di un terzo dei nati del 1964

      se si va in pensione entro i 60 anni è facile che si chieda a pochissimi lavoratori futuri di pagare pensioni miste per trent’anni e anche oltre.

      Ma in ogni caso, se si mantiene contemporaneamente la anticipata Fornero, con i 41/42 e 10 mesi + finestra, chi ha cominciato a 17 anni, a 60 circa può andarsene

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    • Io credo che il sig. Pitti si rivolgesse non ai precoci ma alla conseguenza dello scalone creatosi con la legge Fornero. Se questo era il suo intento, mi trovo daccordo con il suo pensiero: meglio dare opportunità ad una massa maggiore rispetto ad aver creato quote solo per questioni politiche opportunistiche.

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      • Un numero massimo di anni di contributi ci deve sempre essere perché lavorare fino a 50 anni di contributi mi sembra folle, sono già molti gli anni richiesti dalla Fornero direi almeno di non peggiorarli.

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      • In sostanza lei Barbara ha interpetato esattamente il mio intervento. Che era quello di vedere (senza nessun potere di fare…) un compromesso fra una situazione difficile per bilancio pubblico e demografico da un lato e per limiti estremi di età per i lavoratori dall’altro.
        Il punto per i precoci è grave perché contiene una anomalia nostrana: da noi è stato possibile andare a lavorare molto giovani, praticamente ragazzini, fino a un certo momento storico. Poi però le esigenze del debito hanno portato la necessità di prevedere età pensionabili comunque non basse.
        Ovvio che la contraddizione sta in chi è andato a lavorare a 14/17 anni: chiedere una età anagrafica di 64 anni per costoro significa farli lavorare mezzo secolo.
        Però a questo punto, colpo di scena, soccorre la Fornero (gli aiuti arrivano sempre da chi meno te lo aspetti): se uno è andato a lavorare a 17 anni, si fa i 42 anni e 10 mesi di Fornero anticipata, un po’ di finestra e a 60/61 al massimo è in pensione.
        La mia proposta quindi era pensata per chi gli anni di lavoro ha cominciato a metterli insieme dopo i 22/24 anni, per evitare che per vedere una pensione siano costretti a sfiorare i settant’anni.
        E grazie per aver interpretato bene le mie parole

        Rispondi
      • Cara Barbara, in questo commento sei di una genericità totale: parli di quote e non distingui; facciamo degli esempi: quota 100 fu un’apertura molto controllata, sperimentale, con l’obiettivo di far andare in pensione molte persone; dalla successiva quota 102fu una chiusura e pochissimi la presero; poi altra minima apertura e poi chiusura di nuovo elevata; obiettivo: fare in modo che le persone non vadano in pensione; le nuove generazioni? molto generico; il 40 enne sa fin da adesso che DEVE farsi una pensione integrativa; opzione donna: l’avrò ripetuto centinaia di volte: solo casi estremi; tutto qui; saluti a te e ai gestori del sito

        Rispondi
  14. Ma finiamola. Adesso andiamo incontro alla Calderoni & c. ?
    Rimaniamo con quota 41 senza paletti come promesso da Salvini e STOP.
    SINDACATI SIETE PAGATI DATEVI DA FARE. IO SONO STUFO!!!!!!!!!!
    Carlo Sartorelli

    Rispondi
    • Esattamente così.
      41 senza se e senza ma!
      Riguardo la promessa elettorale NON mantenuta, il 2027 si avvicina…
      Di sicuro non ci fregano più, maggioranza preparate le valigie

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  15. Certo che arrivare a dire che le anticipate dopo 42/43 di versamenti sono parte e causa del problema; allora “Ciascuno si foggia idee e concetti secondo la propria convenienza, e poi escogita molte ragioni per giustificarli”.
    Cit. Baltasar Gracián.

    Rispondi
  16. So di non fare un commento popolare ed in quello che andrò a scrivere io sarei il primo a rimetterci in quanto ho iniziato a versare contributi nel 1985, Tutti dovremmo poter andare in pensione con il sistema contributivo decidendo personalmente quanto prendere di pensione in base al nostro montante e al coefficiente di trasformazione derivante dalla nostra età. Unico paletto corretto sarebbe un limite minimo all’importo per evitare pensionati indigenti.
    In questo modo si eliminerebbe il sistema retributivo che è stato un “privilegio” non sostenibile dalla comunità tanto quanto le baby pensioni etc etc, tutti “regali” della politica passata per ottenere voti!!

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    • Roberto, paragonare le baby pensioni con il sistema retributivo vuol dire non capire proprio nulla; vergognati; non ti saluto; vergognati; saluti ai gestori del sito

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      • davvero,allucinante!! Oltrettutto il sistema retributivo intero non c’è l’ha più nessuno,e pure misto siamo rimasti in pochi,e saranno sempre meno!!

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    • ma falla finita,ti ha risposto bene l’utente sotto Cosa c entrano le baby pensioni,con chi X anni si è ammazzato di fatica??Ormai il retributivo puro,non ce l’ha più nessuno,e il misto ormai riguarda pochi lavoratori.Quindi che non facciano scherzi,il misto deve rimanere, altroché.Ti se vuoi puoi sempre scegliere di andare col contributivo !!

      Rispondi
  17. So di non fare un commento popolare ed in quello che andrò a scrivere io sarei il primo a rimetterci in quanto ho iniziato a versare contributi nel 1985, Tutti dovremmo poter andare in pensione con il sistema contributivo decidendo personalmente quanto prendere di pensione in base al nostro montante e al coefficiente di trasformazione derivante dalla nostra età. Unico paletto corretto sarebbe un limite minimo all’importo per evitare pensionati indigenti.
    In questo modo si eliminerebbe il sistema retributivo che è stato un “privilegio” non sostenibile dalla comunità tanto quanto le baby pensioni etc etc, tutti “regali” della politica passata per ottenere voti

    Rispondi
    • Non si preoccupi, ognuno ha le proprie idee e le espone. Certamente da ex lavoratore il cui inizio risale al 1970, e con 41,5 anni di contributi versati retribitivi, per ovvie ragioni non le sposa alle sue.

      Ciò detto rilevo che: negli anni a cavallo tra il 1960 e il 1980 del secolo scorso, le diverse imprese attive nell’intero occidente, ebbero un notevole calo nei loro profitti e questo, la storia, lo fa risalire al: “ compromesso fordista tra capiate e lavoro”, che si dimostrò capace di permettere aumenti reali dei salari, riduzione annuale delle ore lavorate come lo fu anche il sabato divenuto festivo.
      Non dimenticherei la durata delle ferie per 4 settimane e la protezione del servizio nazionale sanitario.
      Negli anni 60, nella società che preciso era privata e non pubblica, presso la quale lavorava, da operaio, mio padre era disponibile il dentista sia per i lavoratori sia per i suoi familiari e, nel corso dell’anno, le famiglie che lo desideravano potevano disporre per i loro figli piccoli di colonie estive organizzate dal datore di lavoro.

      Poco di regalato, molto di conquistato e infatti vigeva anche l’istituto della contingenza grazie alla quale era tutelato il potere d’acquisto del proprio stipendio.

      Evidentemente un lavoratore del 1985, che forse ha potuto avvalersi solo per un breve periodo di una delle nostre conquiste, la contingenza, non penso possa imputarci le conquiste ottenute il fatto di pensioni se poi, ai suoi tempi, esaurita l’euforia necessaria a soddisfare produzione e consumi di massa ci si è ritrovati incapace di difendere il territorio dal pensiero hayekiano di imprese che la globalizzazione ha completato spostando il lavoro in altri lidi o in attività finanziarie.

      Saluti.

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      • Molto bello e veritiero il suo commento, altri tempi altre conquiste. Oggi critichiamo i sindacati e non andiamo nemmeno in piazza pensando che tutto ci sia dovuto.

        Rispondi
    • vedi caro Roberto, diciamo che vista l’ora del tuo commento eri poco lucido; anch’io commento molto presto ma io mi sveglio molto presto; detto questo poche cose: secondo me sei masochista; ci hanno fregato nel 1995 salvando chi aveva 18 anni di contributi e noi no (siamo vicini come contributi); a me la soluzione non va bene per il semplice motivo che sono vicino ma non ho 40 anni; facessero una quota contando anche le frazioni di anno non sarebbe male; togliere la parte retributiva? lo stanno già facendo per convincere la gente a rimanere a lavorare oltre misura; poi alla fine faranno quello che vogliono; saluti a te e ai gestori del sito

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    • Non peggioriamo già le condizioni attuali per noi a fine carriera, le persone più giovani sanno cosa gli spetta e possono porre rimedio… forse, ma noi misti lasciaci così ,molti non possono più porre rimedio a tale porcata.

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  18. Ci sono lavoratori , operai specializzati, formati nelle scuole professionali, che hanno cominciato a lavorare a 17 anni, che a 64 anni si troveranno con 47 anni di contributi. Che si fa ? sono tanti… sono quelli nati negl’ anni 60 e 70….

    Rispondi
  19. Grazie davvero per la considerazione.
    Sui precoci capisco il punto, si può studiare uno sconticino ma rendiamoci conto che la combinazione di aspettativa di vita, stato delle finanze pubbliche e dinamica demografica non permettono pensionamenti prima dei 60 e qualcosima. A volere una misura ad hoc che mandi in pensione chi ha 57/58 anni poi si concede troppo spazio alla fazione rigorista che accusa di fare saltare i conti pubblici.
    E grazie ancora per lo spazio concessomi

    Rispondi
    • Signor Piti, stante il suo ragionamento, mi scusi, ma le pare giusto che se io ho iniziato a lavorare a 14 anni devo lavorare e versare contributi per 50 anni (14+50=64), mentre altri lavoratori andranno in pensione alla mia stessa età dopo 40 anni di lavoro e di contributi ?
      Mi scusi, senza offesa, ma io e chi come me, siamo i più cogli#### ?

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  20. Potrebbe essere una soluzione, ma abolire la pensione anticipata Fornero come sostiene LucianoM ( poi non è vero che è un unicum in Europa perchè esiste anche in Francia), sarebbe come chiudere una falla per aprirne un altra. Forse che un lavoratore che ha iniziato a 19/20 anni non è precoce solo perchè non era minorenne quando ha iniziato a lavorare e quindi deve lavorare 44/45 anni ( 43 non sono abbastanza)? Aggiungo poi che non è certo una colpa aver lavorato continuativamente.

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    • Le due forme di pensione, la mia ipotesi e la anticipata Fornero possono coesistere, come del resto coestivano quota 100 e la anticipata Fornero, e come quota 103 mista e la anticipata Fornero. Poi ognuno sceglie in base alla propria situazione

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      • Si certo, allora facciamo coesistere migliaia di riforme ad personam!
        Ognuno si crea la propria riforma a secondo della convenienza.
        Ma mi faccia il piacere!
        Proposte più concrete e realizzabili sono state studiate ed esposte su queste pagine in passato.
        Per esempio Perfetto-Armiliato-Gibbin, una proposta con i fiocchi!

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  21. Dal mio punto di vista questa proposta non va bene perché i precoci a 64 anni potrebbero avere fino a 50 anni di contributi…decisamente troppo!

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  22. Mi sembra una proposta di buon senso se attuata in questi termini che avrebbe la soddisfazione di molti lavoratori prossimi alla pensione. Il problema del buon senso è che si scontra con la sostenibilita’ dei costi elaborati dall’organo preposto che ritengo abbastanza oppinabili in quanto frutto di decisioni politiche magari subalterne a direttive superiori ( vedi Europa ) Volete sapere come andra’ a finire. Una proposta del genere non vedra’ mai la luce o quanto meno verra’ affiancata da tanti paletti da renderla non conveniente. Si accettano scommesse.

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    • Non è l’Europa che avrebbe bloccato questa proposta ma sindacati e Lega da sempre sbilanciati sulle pensione di anzianità quando si parla di flessibilità. Questa misura sarebbe stata compatibile con i conti solo con l’abolizione della pensione anticipata attuale (unicum italiano) che attualmente ancora manda in pensione sotto i 62 anni. Probabilmente l’età media al pensionamento (il vero problema di sostenibilità delle pensioni italiane) si sarebbe alzata.

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        • Non riesco a trovare dati precisi, ma penso non aumenterebbe molto i costi salvare i veri precoci, cioè quelli con i 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età e magari anche i lavori usuranti (quelli veri però). Certo peggiorerebbe per chi ha iniziato a 19-20 anni e per sua fortuna non ha mai perso anni di contributi. Arriverebbero anche a 44-45 anni di contributi.

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