Nei giorni scorsi si é tornati a parlare delle possibile misure verso cui starebbe puntando il Governo, tra queste: Stop aspettativa di vita nel 2027, possibile pensione dai 64 anni per tutti, Tfr come rendita, revisione Opzione donna e Quota 103, alcuni nostri lettori dopo che abbiamo ripreso le dichiarazioni dell’onorevole Claudio Durigon hanno fatto notare come sia molto difficile che possano essere prese in considerazione le proposte, dal momento che le risorse sono poche, l’aspettativa di vita aumentata, il calo demografico evidente oltre al carente ricambio generazionale, essendo il nostro sistema a ripartizione, e come l’unica soluzione, probabilmente attuabile, sarebbe una sorta di ‘robot tax’ presente anche nella proposta già in mano al Governo scritta da Perfetto, Armiliato, Gibbin. Vi lasciamo allo scambio tra il nostro lettore Nicola.T e il nostro esperto che ha colto l’occasione per ringraziare il lettore del commento e precisare ancora alcune specifiche sulal proposta.
Pensioni anticipate 2025, verso robot tax per garantire una riforma pensioni equa e sostenibile?
Così Nicola T: “Gli strali contro Durigon e soci, andrebbero estesi a tutti i governi che si sono succeduti dal 2011 in poi, cioè dalla riforma Fornero. Perchè purtroppo la demografia del popolo italiano ( popolo più anziano della terra dopo il Giappone) non lascia scampo a opzione donna, quota 100, 102, 103, blocco dell’ aspettativa di vita ecc.ecc.
E’ una pura e semplice regola del sistema a ripartizione ed infatti il Dott. Perfetto con la sua proposta di riforma ha avuto la lungimiranza di capirlo e sostituire la contribuzione dei lavoratori mancanti con quella degli automi. Qualcuno qui scrive, separiamo la previdenza dall’ assistenza e i conti INPS sono in attivo, non è vero, ecco i dati del 2024 :
spesa pensionistica 317 miliardi di euro
spesa pensionistica al netto dell’ assistenza 303 miliardi di euro
entrate contributive 269 miliardi di euro
Chi paga per coprire il disavanzo: lo Stato che trasferisce all’ INPS prendendo la quota mancante dalla fiscalità generale, le tasse che pagano tutti gli italiani, anche quelli che lavorano.
Quindi, se non si applica la riforma del Dott. Perfetto, l’ unica strada è alzare l’ età pensionabile. Pacifico prendersela con il politico di turno, il Durigon in questione, ma quelli prima di lui per prendere consensi tutti hanno fatto le stesse cose, da Gentiloni, al cinque stelle all’ epoca di quota 100 ecc.ecc.
E’ un boccone duro da digerire, ma o si applica integralmente la riforma Fornero senza nessun sconto ( niente quote o opzioni donne) e aspettativa di vita legata ai dati ISTAT, o dovete sperare che qualcuno si decida a valutare la proposta del Dott.Perfetto”
Così Il Dott. Perfetto cogliendo la ‘palla al balzo’ per specificare ancora alcuni dettagli relativamebte alla proposta pensioni che lo vede primo firmatario
Pensioni anticipate 2025, saranno davvero i robot a pagarle?
“Mi ricollego al commento del sig Nicola dal momento che ha aperto il varco sul fronte fiscalità-automazione.
Come sappiamo, è dal 2017 che si parla di applicare la tassazione su robot e intelligenza artificiale, la cosiddetta “Robot Tax”; se ne continua a parlare anche nel 2025.
Desidero segnalare il recentissimo articolo dell’11 Giugno 2025 a firma di David Licursi dell’azienda Dgital4PRO dal titolo “La Robot Tax: Una nuova frontiera fiscale nell’Era dell’automazione”.
Tutti i punti espressi nel documento coincidono con i razionali espressi dalla Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin; mi limito a riportarne alcuni:
• “In una società in cui il lavoro è sempre più svolto da “entità non umane”, la tassazione del lavoro tradizionale rischia di diventare obsoleta. Ecco dove nasce il dibattito sulla robot tax: dovremmo tassare le macchine, le AI e gli algoritmi come se fossero lavoratori?”
• “Il vero nodo è la riconversione: la capacità dei sistemi educativi, delle politiche pubbliche e delle imprese di riqualificare i lavoratori in tempi rapidi. La robot tax è proposta da alcuni come uno strumento per finanziare questa transizione, raccogliendo risorse da chi trae vantaggio dall’automazione per sostenere chi rischia di esserne penalizzato.”
• “Il welfare state è stato storicamente costruito sulla base del lavoro umano. Le pensioni, l’assistenza sanitaria, i sussidi di disoccupazione e altri servizi pubblici sono finanziati principalmente attraverso i contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro. Tuttavia, con la crescente automazione, questo equilibrio si spezza: più robot lavorano al posto delle persone, minori sono i contributi versati.”
• “Una delle proposte più discusse è quella di introdurre una tassa diretta su ogni robot che sostituisce un lavoratore umano. Il principio sottostante è semplice: se un robot prende il posto di un impiegato, l’azienda dovrebbe versare un contributo pari alle imposte che quel lavoratore avrebbe pagato, più i relativi oneri sociali.”
• “Un altro approccio è tassare i profitti incrementali generati dall’automazione. Se un’impresa automatizza e, grazie a ciò, aumenta i suoi margini, la parte eccedente dei profitti potrebbe essere soggetta a un’aliquota più alta. Questo modello si basa sull’idea che l’automazione genera un valore economico che deve essere redistribuito. Il vantaggio di questo metodo è che non richiede di misurare direttamente l’uso dei robot, ma si concentra sui risultati finanziari. Tuttavia, può essere difficile distinguere tra profitti derivanti da automazione e quelli derivanti da altri fattori (strategie di mercato, aumento della domanda, riduzione dei costi generali).”
• “La robot tax deve essere parte di una strategia complessiva che includa istruzione, innovazione responsabile, diritti dei lavoratori e sostenibilità. Solo così sarà possibile sfruttare le immense opportunità offerte dall’automazione, senza lasciare indietro nessuno.”
Nell’ultimo punto citato sopra, che costituisce le Conclusioni dell’articolo di Digital4PRO, vengono elencate caratteristiche salienti che sono proprio le peculiarità della Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin:
─ innovazione responsabile (imprese più produttive con tecnologie avanzate, ma senza creare disoccupazione tecnologica)
─ diritti dei lavoratori (libertà di scelta di restare al lavoro o di lasciarlo, ma anche occupazione di giovani disoccupati, scoraggiati, e NEET)
─ sostenibilità (sotto il profilo finanziario dello Stato, ma anche sotto il profilo finanziario delle famiglie)
─ istruzione (riqualificazione del personale che viene sostituito dalle tecnologie, ma anche formazione e avviamento al lavoro degli studenti con l’introduzione nei piani di studio sia universitari che di scuole medie (superiori e inferiori) di discipline in linea con l’era digitale)”.
Voi cosa ne pensate al riguardo concordate con quanto detto da Nicola T. o pensate possa esistere un’altra soluzione per garantire lo stop dell’età pensionabile e altre misure di uscita anticipata considerando sempre però che il nostro sistema previdenziale é a ripartizione? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del portale, nel mentre ringraziao il nostro lettore ed il Dott. Perfetto per aver riaperto il dibattito.
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La legge fornero-monti doveva essere fatta? Sì. Poteva essere fatta meglio? Due volte sì! In quale situazione economica e politica è stata adottata? In un clima di vera o presunta “emergenza”. In ogni caso in un paese di analfabeti funzionali o di ritorno ….. hanno modificato definizioni delle tipologie pensionistiche …. un esempio le ormai mitiche pensioni maturate per anzianità contributiva (gli anni di contributi previdenziali versati e/o figurativi) nel 2010 fissata per maschi e/o femmine, indistintamente, ancora a 40 anni, ripeto di contributi previdenziali versati o risultanti tali, sono state ribattezzate pensione “anticipate” ordinarie e nel giro di 8 anni per la stessa tipologia per la stessa tipologia di pensione gli anni, necessari ad ottenerla sono diventati 42 per le donne e 43 per gli uomini…..mentre per le pensioni di vecchiaia a 67 anni bastano 20 anni di contributi versati ….o risultanti tali con buona pace dei principi costituzionali italiani o europei.
Poi è stata estesa a qualsiasi tipologia pensionistica (salvo deroghe ….. poi promesse e mantenute …..la più puzzolente di tutte la quota100 del felpato legaiolo…..che ha permesso pensionamenti (500.000 circa con soli 38 anni di contributi previdenziali …..ai 62enni per tre anni …… i 61ed i 60 enni con 40-41-42 anni di contributi hanno dovuto continuare a lavorare …… ed accontentarsi di promesse future di quote41 di contributi senza se e senza ma …. sempre più irrealizzabili) la correlazione tra requisiti pensionistici ed aspettativa di vita…….un’aumento dinamico e relativamente automatico, a rate e quindi poco percepito ancor meno capito. L’unico provvedimento relativamente “per tutti” i pensionandi è stato adottato dal governo Conte1 tramite preciso impegno del poi sputtanato ministro ad interim del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio, che ha sostanzialmente bloccato detta correlazione (unico paese al mondo dove questo avviene) fino a fine 2026 e ne ha modificato il metodo di calcolo di una aspettativa di vita straordinariamente galoppante dal 2011 al 2018. Oggi la ducetta bionda è particolarmente preoccupata …… perchè dal 2027 la correlazione dovrà essere riapplicata ….. e nel 2027 si vota.
Aggiungo per i vitalizi parlamentari di vecchio o nuovo calcolo la legge fornero-monti non ha alcun effetto ……..e certe posture anche dell’attuale pdc apparentemente e falsamente a favore dei giovani …..nascondono la totale ignoranza su leggi previdenziali che pure ha votato…..nascondendosi poi dietro alle indicazioni degli esperti di partito ….. uno di questi è stato messo a capo di un ente inutile, detronizzato da Renzi e resuscitato con staff, emolumenti e leggi ad hoc da Meloni….. per ribadire studi già esposti dalle commissioni parlamentari che hanno prodotto la legge monti-fornero, dalla ragioneria generale, dall’Istat, da organismi non statali ….esempio itinerari previdenziali.
Io i (quasi 43…..anni di contributi gli ho raggiunti….la finestra l’ho superata….la pensione la ricevo …malgrado ritardi e ricongiunzioni durate decenni ….domande datate 1988 e 1995 ….. la seconda risolta definitivamente e personalmente nel marzo 2023 a tre mesi dalla maturazione del diritto a pensione …..con obbligo di spid, appuntamento specifico, poi rinviato, post trombosi a gamba sx … post vaccinazioni anti-covid e covid.
Leggendo allora di tutto e di più ….. mi ero reso conto che la promessa 41 per tutti ….era una colossale balla…… possibile forse sarebbe stata 42 anni per tutti e tutte …… ma resa impossibile dalla oltremodo divisiva quota100 con soli 38 anni di contributi (sono i contributi versati che fanno il montante …..non l’età).
L’avevo proposta in questo sito……..qualcuno mi ha risposto …. perchè 42? sei un dipendente pubblico? …… la madre degli idioti e sempre incinta! Peraltro alcune categorie di dipendenti pubblici …tramite le finestre e non solo sono state più penalizzate di altre.
Concludo, hanno adottato quella legge volutamente in un clima convulso, confuso, modificando calcoli, definizioni ….. nominando un burocrate già ultra pensionato senatore a vita e presidente del consiglio ……poi cambiando (si) nome ai partiti o creandone di nuovi ….con una insistita ed ambigua costante ….. inserendo “italia” nel nome e nel simbolo dei partiti …. la correlazione requisiti pensionistici ed aspettativa di vita ….frenata e stoppata per tutti e tutte da Di Maio ….. per otto anni sta terminando ….. chi politicamente finora ci ha guadagnato è stato l’attuale governo il cui vertice … di leggi previdenziali e di calcoli tecnici e o matematici …. proprio non se ne intende …. vedi dichiarazioni in parlamento riguardo al valore ed al rapporto tra bot italiani e correlativi tedeschi ……che dimostra la mediocrità matematica e di cultura finanziaria di chi ha fatto certe affermazioni.
Per ottenere una pensione degna oggi servono anni di contribuzione altrettanto degna e congrua ……diversamente si continuerà ad aumentare la marea di pensioni minime …… che spesso in tutto o in parte sono sussidiate dall’intervento dello Stato e quindi sono assistenza e fonte di voti …. almeno dal 1994 ad oggi …. e di reiterate promesse elettorali .
“robot tax (proposta P.A.G) unica soluzione per stop età pensionabile?”
La domanda è una domanda retorica, non ci si aspetta una risposta in quanto la risposta è già nella domanda. E la risposta la si ottiene semplicemente omettendo il punto interrogativo (?).
Ecco dunque la risposta alla domanda iniziale:
“robot tax (proposta P.A.G) unica soluzione per stop età pensionabile”.
Ora, però bisogna spiegare perché la Proposta P.A.G è l’UNICA SOLUZIONE per stop età pensionabile.
Prima, però, occorre sgombrare il campo da un dilemma: come DEFINIRE robot e AI.
Già esiste il concetto di “identità digitale”: lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).
Quando una “identità” (individuo) si inserisce in un contesto sociale, si relaziona con altri, diviene una “persona”, e quindi diviene una “identità fisica”, diviene una “persona fisica”, e le persone fisiche che lavorano percepiscono un reddito da lavoro e quindi pagano l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF).
Ebbene, se l’essere umano può essere dotato di “identità digitale”, non possono anche robot e Ai possedere pure loro una “identità digitale”? E se robot e Ai interagiscono con gli umani, si relazionano con gli umani, non possono sviluppare una “personalità digitale”? E se una personalità digitale diventa un “lavoratore digitale” non gli spetterebbe (se non per contratto, almeno per logica) un reddito da lavoro proprio come lo riceve un lavoratore umano con stesse mansioni, e quindi pagare l’Imposta sul Reddito delle Persone Digitali? La Proposta P.A.G. chiama tale reddito col termine “IRAUT” (Imposta sul Reddito degli AUTomi).
Chiarita la natura di “identità digitale”, “persona digitale”, “lavoratore digitale” attribuita a robot e AI, possiamo spiegare perché la Proposta P.A.G è l’UNICA SOLUZIONE per stop età pensionabile.
La Proposta P.A.G è l’UNICA SOLUZIONE per stop età pensionabile perché è l’UNICA SOLUZIONE finora proposta per risolvere il problema della denatalità (impiegando i lavoratori digitali per supplire alla mancanza dei lavoratori umani a seguito del calo delle nascite), e all’invecchiamento della popolazione (facendo versare i contributi previdenziali anche a robot e AI in modo da finanziare le pensioni anche per periodi più lunghi dovuti all’aumento dell’aspettativa di vita).
Tutte le altre Proposte che vengono avanzate (Quota 100, Quota 102, Quota 103, “Quota 41 indipendente dall’età”, “Pensione con 64 anni e determinati requisiti di accesso”) non affrontano il duplice problema della denatalità e dell’invecchiamento della popolazione, ma assumono “denatalità” e “invecchiamento della popolazione” come input (ovvero, “poiché a causa della denatalità e dell’invecchiamento della popolazione … allora si lavorerà sempre più a lungo) da cui discendono le misure che si potranno attuare in base alla disponibilità di risorse finanziarie.
La disponibilità di risorse finanziarie sarà sempre di meno, proprio a causa di denatalità (sempre meno lavoratori che versano contributi) e dell’invecchiamento della popolazione (sempre più pensionati che percepiscono la pensione).
Anche con la pensione integrativa, complementare, utilizzando persino il TFR/TFS come rendita (e cioè, non più come somma da ricevere in blocco, per esempio, di 40.000 euro che potrebbe servire magari per far sposare i figli, ma come somma che viene rilasciata a rate nel tempo come pensione), ebbene, dicevo, nemmeno con la pensione integrativa si potrebbe andare in pensione anticipata, in quanto verrebbero comunque a mancare lavoratori che versano contributi previdenziali.
Che ironia della sorte! Denatalità e invecchiamento della popolazione diventano da “input” a “output”, da causa ad effetto. Denatalità e invecchiamento della popolazione non fanno altro che autoalimentarsi, autorigenerarsi.
Certamente ci sono persone che sviluppano ragionamenti simili a quello da me appena esposto. Persone del Parlamento europeo, del Parlamento italiano, esperti di diritto tributario di fama internazionale, Direttori di stabilimenti, professionisti come quelli di Digital4PRO citati nell’articolo.
Concludo citando un estratto dall’articolo di Laura Allevi (Senior Tax Auditor c/o Agenzia delle Entrate) risalente al 2020 dal titolo “Robot, soggettività passiva e presupposti d’imposta. Una nuova categoria di lavoratori soggetti ad imposta sul reddito?”:
“Non è da escludere, anzi, la creazione legislativa di una terza personalità (accanto a quelle delle persone fisiche e delle persone giuridiche), vale a dire delle personalità elettroniche, cui imputare diritti ed obblighi e, quindi, anche carichi d’imposta”.
(FONTE: https://novitafiscali.ch/articoli/2020/n-8-agosto-2020/robot-soggettivita-passiva-e-presupposti-d-imposta)
Volevo chiederle in paio di cose:
La robot tax non rischia di far scappare le nostre imprese?
Non sarebbe meglio che venisse applicata in tutta Europa?
Dai miei studi appare evidente che si tassa troppo il reddito e poco i patrimoni. Basterebbe lo O,.
Grazie
Alzando l’età pensionabile non si risolvono i problemi, perché? È presto detto avendo più lavoratori anziani vuol dire più giorni di mutua, più lavoratori con la 104 per assistere i propri genitori. Giovani che vanno a lavorare all’estero per un futuro migliore, nonni che non possono più fare i nonni. E l’industria 5.0 la facciamo con gli ultra sessantenni? Penso che l’unica soluzione sia quella del Dottor Perfetto
Sono d’accordo!