Pensioni Anticipate 2026: come riscattare 5 anni di contributi e uscire prima dal lavoro

La possibilità di anticipare la pensione di cinque anni diventa concreta grazie alla nuova versione della pace contributiva, reintrodotta dalla Legge di Bilancio 2024 e operativo dopo la circolare INPS n. 69 del 29 maggio 2024. Si tratta di uno strumento pensato per permettere ai cosiddetti contributivi puri, ossia coloro che non hanno contributi versati prima del 1° gennaio 1996, di colmare eventuali vuoti contributivi e avvicinarsi all’uscita anticipata con un assegno potenzialmente più elevato. La scadenza per presentare la domanda è fissata al 31 dicembre 2025, un termine che impone a molti lavoratori una pianificazione attenta dei propri percorsi previdenziali.

Come funziona la pace contributiva e quali periodi si possono riscattare

La pace contributiva consente di riscattare fino a cinque anni di periodi privi di contribuzione, anche se distribuiti in modo discontinuo nel tempo, purché collocati dopo il 31 dicembre 1995 ed entro il 1° gennaio 2024. Il meccanismo permette quindi di “acquistare” anni mancanti per raggiungere i requisiti di pensionamento in anticipo e, allo stesso tempo, incrementare il montante contributivo, che si traduce in un assegno finale più consistente. La misura è stata ideata per chi nel corso della carriera ha vissuto stop lavorativi dovuti a inattività, viaggi, percorsi di formazione o difficoltà occupazionali, ma impone comunque limiti precisi. Non è infatti possibile riscattare periodi precedenti al primo impiego o già coperti da altre contribuzioni, anche se ormai prescritte.


Possono accedere allo strumento gli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria, alle sue forme sostitutive ed esclusive, gli autonomi iscritti alle gestioni speciali di artigiani e commercianti e gli aderenti alla Gestione Separata. Il beneficio è inoltre esteso anche a chi aveva già usufruito della precedente sperimentazione prevista nel triennio 2019-2021, con la possibilità di riscattare ulteriori cinque anni rispetto a quelli già recuperati.

Pensioni anticipate 2026: Quanto costa riscattare i periodi mancanti e come presentare domanda

Il costo del riscatto viene determinato applicando il metodo contributivo a percentuale, che utilizza come riferimento il reddito imponibile degli ultimi dodici mesi e le aliquote IVS previste dalla gestione di appartenenza. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione oppure attraverso una rateizzazione fino a un massimo di 120 mensilità senza interessi, purché ogni rata non sia inferiore ai 30 euro. La dilazione non è però ammessa se i contributi riscattati servono immediatamente a maturare il diritto alla pensione o a ottenere l’autorizzazione ai versamenti volontari.

A differenza della precedente versione attiva fino al 2021, non è più prevista la detrazione fiscale del 50%, ma resta la possibilità di dedurre integralmente le somme versate dal reddito, rendendo l’operazione comunque interessante per chi pensa a un anticipo pensionistico.

La domanda di riscatto va inoltrata entro la fine del 2025 esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale INPS nella sezione dedicata ai riscatti, tramite il contact center dell’Istituto, con il supporto dei patronati oppure per il tramite del datore di lavoro. In questo ultimo caso, l’azienda può utilizzare eventuali premi di produzione per effettuare il riscatto, con un doppio vantaggio fiscale: l’importo è deducibile per l’impresa o il professionista e non genera reddito imponibile per il dipendente.

20 commenti su “Pensioni Anticipate 2026: come riscattare 5 anni di contributi e uscire prima dal lavoro”

  1. Salvinone Salvinone … passato lo votone … ha scordato il riformone … perbacco perbaccone … si chiede il popolone … ci fate un pernacchione ?? … no no … dice Giorgettione … manca solo lo soldone … ma come come come … sorge allora un domandone … se manca lo soldone … perche’ per il parlamentarone … solo 4 (circa) annone … mentre per il popolone … sono 44 (circa) annone ?? … ah ah ah ah !!!! … rispondi rispondone … grande esperto Durigone … ah ah ah ah !!!!

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  2. Era già tutto previsto, cantava Cocciante..
    Manovra striminzita nel 2025 per rientrare dalla procedura di infrazione UE per debito eccessivo che deve rimanere sotto il 3% del rapporto deficit-Pil. Rientrati nel 3% potranno fare modifiche (compreso le pensioni) , nella legge di bilancio a fine anno 2026 affinchè possano accaparrarsi i voti nelle politiche del 2027.
    Tutto tranne che stupidi!!!
    Saluti
    Fabio

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    • Perchè nei precedenti governi succedeva qualcosa di diverso? Gli unici governi che non hanno la necessità dei voti ( in parte) sono i governi tecnici, i quali possono fare la manovra ” lacrime e sangue” stile Fornero. Anche Draghi avrebbe voluto fare molto di più, ,ma era costretto a barcamenarsi tra veti incrociati da destra a sinistra perchè i vari partiti non volevano perdere il riferimento dei vari elettori.
      Altro che governi politici, qui ci vorrebbe un governo tecnico di quelli seri con i partiti in soffitta finche il rapporto deficit-PIL arriva a zero ed il debito pubblico arriva all’80% del PIL, allora puoi fare quota 41 e altri provvedimenti.

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      • Fornero e Monti … quelli dei sacrifici per tutti … cancelleremo i privilegi … ah ah ah ah ah ah !!!! … parlamentari 4 anni (circa) … popolino 44 anni (circa) … ah ah ah ah !!!!

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  3. Però sulla genesi di una legge come quella della pace contributiva, bisogna anche sapere alcune cose prima di lanciarsi in giudizi come dire che è una buffonata.
    Primo : la pace contributiva non è un invenzione del governo Meloni, ma fu creata nel 2018 all’ epoca del governo Lega-Cinque stelle come misura valida per tre anni e sperimentale. Poi adesso è stata ripresa dall’ attuale governo cambiando poco o nulla( tranne la detrazione del 50% che diventa una deduzione legata alla propria aliquota IRPEF).
    Secondo : la legge in origine era stata concepita proprio per i giovani, i quali sappiamo benissimo in che situazione di precariato pieno di buchi contributivi si trovano rispetto alle passate generazioni che godevano di lavori più stabili ( ragionando a numeri, poi è chiaro ci sono sempre le eccezioni).
    Terzo : il calcolo del riscatto fatto sul contributivo puro è molto semplice, fatto su un misto diventa complicato perchè c’è la parte retributiva che comporta calcoli tipo ” la riserva matematica”, che io ho sperimentato quando ho fatto il riscatto della laurea. Quindi, per un misto il riscatto è più oneroso, è probabilmente il provvedimento avrebbe poco successo.
    In sintesi, la genesi di una legga va approfondita prima di lanciarsi in giudizi tranchant.Saluti.

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    • Caro Nicola rispondo volentieri riguardo le genesi della legge. Premetto che ho usato un termine molto generoso. Rispetto le tue osservazioni, ma per quanto concerne il terzo punto ritengo che sia l’interessato a decidere se accettare o meno un determinato provvedimento.
      Il vero motivo per il quale la legge esclude i misti e’ fare cassa così come ha giustamente affermato nel suo intervento Paolo prof, affermazione nella quale mi vede perfattamente d’accordo.

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      • La cassa l’ hanno fatta con me che ho dovuto sborsare quasi 9000 euro per riscattare un buco di cinque mesi di riscatto laurea nel sistema misto. Quindi, se proprio vogliono fare cassa la estendono ai misti , così vedrà quanti soldi ci vogliono per riscattare cinque anni di buchi contributivi con il calcolo della riserva matematica. Auguri.

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        • Caro Nicola T, mi dispiace per l’esborso veramente consistente che hai pagato; l’alternativa qual’era? pensionarti 5 mesi dopo? purtroppo hanno calcolato il tuo reddito attuale e il fatto che hai fatto domanda , senza offesa, da quasi pensionato; che ci vuoi fare? saluti a te e ai gestori del sito

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    • caro Nicola T, rispetto il tuo commento ma c’è qualcosa di più profondo su questo provvedimento: 1) sarà anche complicato farlo sui misti ma la ragione è un’altra: credi che non sappiano, quelli che ci governano, quante persone appartenenti ai misti, hanno vuoti contributivi? lo sanno benissimo; pensa a tutti quelli che si trovano, loro malgrado, ad aver lavorato e poi scoprono, 20 anni dopo, che non gli hanno versato i contributi; adesso come adesso lo fanno sui contributivi puri tanto dicono: ora che vanno in pensione gli cambio le regole 10 volte; il loro scopo primario è non mandare in pensione la gente; con il bonus giorgetti invogliano chi potrebbe andare in pensione a rimanere a lavorare giocando anche sul fatto, come ti ho detto, che ci sono persone, di 66-67, 68, 69, 70 anni , e ne conosco, che si domandano: e poi cosa faccio, come occupo il tempo etc; dimenticavo: fanno anche cassa sui contributivi puri; io la penso così ma non sono nessuno per dire che è la cosa giusta; saluti a te e ai gestori del sito

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      • Grazie la risposta Paolo Prof.Scusami una battuta, ma ci sono persone che non sono capaci tramite lo Spid di entrare nel sito Inps e controllarsi il loro estratto conto per controllare i contributi? Guarda, non ci credo che nel 2025 ci siano persone che scoprono la sorpresa del vuoto contributivo.Sono dieci anni che l’Inps ha abilitato gli utenti ad entrare nel sito e vedersi i propri dati.Suvvia,non ci vuole uno scienziato.Saluti.

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        • Caro NicolaT, ti possono assicurare che persone del genere esistono e non sono poche ma tantissime; ricordo anni fa che vidi il mio estratto conto contributivo; dovetti andare all’inps per capire qualcosa; sulla Rita, essendo usata da pochissimi, brancolavano nel buio invece loro; saluti a te e ai gestori del sito

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  4. Salvinone, Salvinone … con l’amico Durigone … non parlate piu’ di riformone … ma passato lo votone … seduti state sul cadregone … facendo un grande pernacchione … purtroppo il bel simpaticone … chiamato Giorgettione … dice che manca lo soldone … ma noi abbiamo un domandone: … perche’ per il parlamentarone … bastano 4 (circa) annone … mentre per il popolone … servono 44 (circa) annone ?? … ah ah ah ah ah ah !!!!

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  5. Trilussa, pseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Camillo Salustri[1] (Roma, 26 ottobre 1871[2] – Roma, 21 dicembre 1950)

    La Statistica

    Sai ched’è la statistica? È na’ cosa
    che serve pe fà un conto in generale
    de la gente che nasce, che sta male,
    che more, che va in carcere e che spósa.

    Ma pè me la statistica curiosa
    è dove c’entra la percentuale,
    pè via che, lì, la media è sempre eguale
    puro co’ la persona bisognosa.

    Me spiego: da li conti che se fanno
    seconno le statistiche d’adesso
    risurta che te tocca un pollo all’anno:

    e, se nun entra nelle spese tue,
    t’entra ne la statistica lo stesso
    perch’è c’è un antro che ne magna due.

    Er compagno scompagno

    Un Gatto, che faceva er socialista
    solo a lo scopo d’arivà in un posto,
    se stava lavoranno un pollo arosto
    ne la cucina d’un capitalista.

    Quanno da un finestrino su per aria
    s’affacciò un antro Gatto: – Amico mio,
    pensa – je disse – che ce sò pur’io
    ch’appartengo a la classe proletaria!

    Io che conosco bene l’idee tue
    sò certo che quer pollo che te magni,
    se vengo giù, sarà diviso in due:
    mezzo a te, mezzo a me… Semo compagni!

    No, no: – rispose er Gatto senza core
    io nun divido gnente cò nessuno:
    fo er socialista quanno sto a diggiuno,
    ma quanno magno sò conservatore!

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  6. Lo scopo è chiaro, far sembrare che ti diano qualcosa in modo che l’opinione pubblica legga distrattamente la notizia e poi rimanga convinta che questo governo abbia fatto qualcosa. Un esempio stupido: Proclamano a gran voce l’aumento di stipendio per il taglio dell’IRPEF……. 23€ (per un operaio) e poi aumentano le accise del carburante!

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    • L’esempio dell’aumento delle accise non mi pare assolutamente corretto: sono aumentate solo quelle del diesel, mentre quelle della benzina sono diminuite di egual misura. Tra l’altro, sul numero totale dei veicoli in circolazione, le seconde sono in leggero vantaggio sulle prime. Il taglio dell’IRPEF invece è reale. Poi se si vuole solo fare polemica…

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      • Vedi Franco, hai perfettamente ragione, siamo su un sito diciamo neutro, perchè continuare a fare critiche senza un briciolo di analisi indipendente dalla propria appartenenza politica? Tra l’ altro quasi tutte le case automobilistiche con la crescita delle auto ibride stanno facendo uscire dal mercato i diesel, diminuendo le accise sulla benzina si favorisce il ricambio del parco auto oltre naturalmente agli incentivi.
        Poi come dici tu, non va bene nemmeno tagliare l’ IRPEF. Può anche essere poco, ma negli anni scorsi, diciamo dal 2011, qualcuno ha mai tagliato l’ Irpef? A me non risulta. Saluti.

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  7. Ennesima buffonata, un lavoratore che ha iniziato la propria posizione contributiva per esempio nel 1990 e poi per svariati motivi sia rimasto per alcuni anni disoccupato non puo’ riscattare tale periodo. La motivazione parrebbe riferirsi al fatto che possono sfruttare questa legge solo i contributivi puri. Mi chiedo ha un senso tutto cio’? Assolutamente no, ma c’e’ un motivo per cui il legislatore ha prodotto una legge del genere; fare in modo che il minor numero possibile di potenziali futuri pensionandi ricorrano a questo strumento per poter anticipare la pensione.

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    • Guarda Massimo, è chiaro l’intento: recuperare soldi solo per quelli distanti dalla pensione; motivo: fare in modo ………. quello che hai detto tu; che ci vuoi fare; saluti a te e ai gestori del sito

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