Pensioni anticipate 2026: con 64+25 in pensione solo quelli con redditi alti?

In questi giorni si é parlato a lungo dell‘ultima proposta della Lega ossia quella di anticipare l’uscita dai 64 anni con 25 di contributi a fronte di una pensione che comunque non sia inferiore ad un certo limite, lo scopo del Governo é ovviamente quello di tutelare da pensioni eccessivamente basse e dunque una vita poco decorosa. La proposta di Durigon, sottosegretario al lavoro leghista, é quella di poter raggiungere questo minimo, 1.616 euro, anche utilizzando il proprio Tfr. Da qui nascono le perplessità e le polemiche dei lavoratori. In primis ci si chiede: perché mai dovrei usare del denaro personale accantonato negli anni, dunque il mio risparmio, per poter accedere alla pensione oltre ad aver versato i contributi regolarmente? Ma sopratutto per alcuni questa possibilità potrebbe non essere utilizzabile in quanto diversi lavoratori nel corso degli anni hanno più volte chiesto un anticipo del TFR alla propria azienda per spese grosse, acquisto casa, matrimonio figli, spese mediche o per ragioni svariate quali lo studio dei figli, avendone oggi poco a disposizione, altri, invece, lo avevano accumulato proprio per un anticipo per la casa al mare, una vacanza desiderata da tempo e mai avrebbero pensato di dover usare quel fondo per poter accedere alla quiescenza. Ecco che molti oggi ritengono che la proposta della Lega, anche andasse in porto, sarebbe una beffa in quanto sarebbe l’ennesima proposta solo per alcuni, e nello specifico per coloro che hanno redditi alti.

Sarebbe davvero così? A sollevare il dubbio attraverso un articolo, linkato nei commenti, é il Sig, Wal, un nostro lettore molto attivo che ringraziamo, e a rispondere alle sue perplessità ci ha prontamente pensato il Dott. Perfetto, nostro esperto previdenziale. Le sue considerazioni al riguardo:

Pensioni anticipate 2026: l’uscita a 64 anni con 25 di contributi + TFR sarà solo per i redditi alti?

Così Perfetto: “Come spesso accade, il sig. Wal ci mette al corrente di informazioni davvero pregiate.

Mi riferisco, in questo caso specifico, al commento del sig. Wal nel quale è riportato il link ad un articolo dal titolo “Pensione, la beffa del Tfr: l’anticipo aiuta solo i redditi più alti” a firma di Paolo Florio pubblicato sul giornale “La Legge per Tutti” in data 9 Settembre 2025

La “beffa” che individua l’Avv. Paolo Florio (coordinatore della Redazione del giornale “La Legge per Tutti”) consiste nel dare SÌ la possibilità di pensionarsi a 64 anni con 25 anni di contributi utilizzando il TFR, ma SOLO per chi ha redditi alti.

È davvero una beffa, una delusione, per i lavoratori?

Già in passato i lavoratori sono rimasti “scottati”, delusi, “beffati”, dalle varie proposte divenute poi legge. Forse, oggi i lavoratori andrebbero più cauti nel valutare le proposte. Se le proposte sembrano andare incontro alle loro aspettative, forse i lavoratori comincerebbero a sospettare: “cosa c’è sotto questa proposta di pensione anticipata?” Ed ecco la verità espressa dall’Avv. Florio: “l’anticipo aiuta solo i redditi più alti”. E il lavoratore allora si dà da solo la risposta alla sua domanda: “Ah, ecco, lo sapevo che dietro a questa proposta si nascondeva una ‘fregatura’!”

Ma questa volta il lavoratore non ci casca. E quindi la beffa, la delusione, non sorge. Sul finire del suo articolo, l’Avv. Florio pone la seguente domanda: “La proposta rispetta le aspettative dei lavoratori sul Tfr?” Riporto le testuali parole dell’Avv. Florio espresse nel suo articolo:

“Infine, la misura tradisce le aspettative di una vasta platea di dipendenti. La maggior parte di coloro che hanno scelto di mantenere il Tfr in azienda lo hanno fatto con la precisa intenzione di ricevere l’intera somma maturata sotto forma di capitale al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

La proposta Durigon, invece, obbligherebbe chi aderisce a trasformare quel capitale in una rendita mensile erogata dall’Inps, negando di fatto una scelta di liquidità a lungo pianificata da milioni di persone”.

È vero. Sono certamente in molti (davvero milioni?!) i lavoratori che hanno rinviato la realizzazione di alcuni progetti di vita a quando andranno in pensione, perché si entra in possesso della liquidazione, del TFR, e allora si potrà comprare una nuova cucina, si potrà finanziare lo sposalizio della figlia o del figlio, o magari (perché no?) fare quella crociera che non si è potuta fare in occasione del viaggio di nozze.

Ora, invece, il lavoratore deve fare una scelta: usare il TFR per realizzare un progetto di vita a lungo rinviato, MA rinunciando ad andare in pensione; oppure usare il TFR per andare in pensione, MA rinunciando (o ridimensionando) un progetto di vita a lungo rinviato.

OGNI SCELTA IMPLICA UNA RINUNCIA: è ciò che in economia si chiama “costo opportunità”.

Ma c’è un’altra prospettiva sul TFR che meriterebbe di essere considerata, ed è stata illustrata nell’articolo del 9 Settembre 2025 a firma di Erica Venditti dal titolo “Pensioni 2026: In pensione a 64 anni con uso del TFR. Una proposta brillante”.

Riguardo alla considerazione che il TFR è “reddito differito” (reddito che verrà percepito nel futuro) si afferma testualmente:

“Trasformare il TFR in rendita pensionistica equivale ad applicare una percentuale al “reddito differito” in termini di contribuzione. Perciò, il vuoto contributivo che si viene a determinare con la decontribuzione viene ora colmato con i contributi versati sempre dal lavoratore col suo reddito differito e non più dallo Stato con la fiscalità generale. In soldoni, con la decontribuzione il lavoratore si troverà a versare non più il 6% (con il 4% versato dallo Stato) ma ancora il 10% del suo reddito costituito da “reddito corrente” + “reddito differito” (come prima della decontribuzione)”.

DOMANDA: perché nessuno (lavoratore, sindacalista, giuslavorista specializzato in diritto del lavoro, esperti previdenziali, Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS) alza la voce per dire “NON SI COPRE LA DECONTRIBUZIONE ATTINGENDO ALLA FISCALITÀ GENERALE”?

CONCLUSIONE Non è l’INPS che paga le pensioni ai pensionati.

Pensioni anticipate 2026: non é l’INPS a pagare le pensioni ai pensionati, ma..

Sono i lavoratori attivi che pagano le pensioni ai pensionati.

Utilizzare il proprio TFR per andare in pensione risolve il “problema finanziario”, ma non risolve il “problema fisico”. Occorrerà ancora un numero sufficiente di lavoratori attivi che pagano le pensioni ai pensionati.

Nell’era digitale vi sono i “lavoratori attivi digitali”. Una delle definizioni di “lavoratore digitale” viene offerta da Salesforce, un’impresa americana che fornisce servizi di cloud computing principalmente in ambito CRM (Customer Relationship Management):

“Un lavoratore digitale è un’applicazione software di intelligenza artificiale che opera come un collega, imitando le capacità umane e gestendo compiti complessi”.

La cosa sulla quale dovrebbero riflettere economisti, esperti di diritto tributario (come l’Avv. Paolo Florio), Governo e Sindacati è questa: PERCHÉ NON inserisce i “lavoratori digitali” nel novero della forza lavoro attiva ed equipararli a tutti gli effetti ai lavoratori umani, facendo versare anche ai lavoratori digitali i contributi previdenziali?

I progressi che personalmente sono riuscito ad ottenere nello sviluppo del mio pensiero scientifico in ambito economico e informatico elevando la disciplina economica al rango di scienza sperimentale al pari della Fisica, della Chimica e della Biologia li ho ottenuti proprio ponendomi la domanda: “PERCHÉ NON…?”

Ringraziamo da un lato tutti coloro che attraverso un commento come il Signor Wal aprono il dibattito su questioni importanti e tutti coloro che attraverso un pensiero critico ci aiutano a dare risposte sempre migliori, chiaramente un grazie speciale va a chi come il Dott. Perfetto ci aiuta nel dare specifiche e delucidazioni mirate ai lettori, offrendo sempre uno spunto diverso. Voi sulla questione dell’uscita dai 64 anni +25 con possibilità di usare il TFR come rendita cosa ne pensate? Se la proposta passasse sareste disposti a rinunciare ad una parte del vostro TFR pur di godervi la tanto desiderata pensione? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione ‘commenti’ del sito.

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11 commenti su “Pensioni anticipate 2026: con 64+25 in pensione solo quelli con redditi alti?”

  1. E chi ha un contratto Co.co.co da alcuni anni pertanto nessun tfr cosa succede? Per non parlare dei contributi….dovrebbero ABOLIRE questi contratti!!!

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  2. Proposta farlocca come la quota 103 e come il bonus per la rinuncia
    alla quota 103 o anticipata. Io sarei in 103 da 10 gg ma non ho chiaramente aderito perdendoci 300 euro al mese. Non ho neppure aderito al bonus perchè mi sono fatto i conti e in 8 anni di pensione andrei in pari con la cifra che riceverei in più nello stipendio mensile grazie al bonus. ho 62 anni e a 70 sarei in pareggio, quindi in tutti gli anni che mi rimarrebbero di vita ci perderei di pensione.
    Purtroppo ogni mossa che viene fatta sulle pensioni è contro il pensionato. Ricordarlo sempre

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    • Confermo anch’io l’anno scorso rifiutai quota 103 perché penalizzante e ho aspettato la Fornero anticipata maturata a inizio luglio di quest’anno ed in pensione a novembre, troppo penalizzante quota 103 per chi ha dai 10 anni un su di retributivo

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  3. Speriamo che oggi sul pratone la Lega torni a promettere di cancellare la legge fornero e introdurre quota 41 secca (senza se e senza ma) senza penalizzazioni, come promesso a inizio legislatura.
    Al momento il governo di cui fa parte anch’essa ha prodotto anche peggioramenti: i sanitari devono lavorare 3 anni in più (3 anni !!) se vogliono avere la stessa pensione di prima e le donne si sono viste di fatto private della vera Opzione donna (infatti rispetto a prima le domande presentate dalle donne sono circa un decimo), come ben evidenziato dal CODS -d.ssa Armilliato .
    L’unica quota 41 ora in vigore è penalizzante, con calcolo completamente contributivo…(e poi diranno che ci sono poche domande …)
    Certo non so chi potrà credere a nuove promesse, ma forse l’avvicinarsi delle prossime elezioni potrebbe farle nascere, come punto di (ri)partenza

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  4. Buona domenica a tutti. Anche se sono pensionato mi sono sempre battuto per i diritti dei pensionandi. Permettetemi di fare due riflessioni. La prima riguarda i pensionati che hanno visto sfumare il loro potere d’acquisto del 20% in pochi anni. La seconda e che i pensionandi che hanno INPS + altre Casse, sono fortemente penalizzati rispetto agli altri.
    Anche il cumulo e la totalizzazione o sono irraggiungibili o sono fortemente penalizzanti. Quindi c’è un problema di redditi e regole. Per esempio, chi ha 36 anni 18 con INPS e 18 con altra Cassa non avrà pensione se non raggiunge i minimi in uno dei due Enti.
    Giusto parlare di regole per pensionarsi, ma se avanti così, tra 10 anni con la pensione faremo fatica a fare anche solo una spesa decente.

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  5. Sono andato in un patronato per farmi fare il conteggio della mia futura pensione. Premetto che ho qs 66 anni per cui mi mancherebbe poco più di un anno alla fatidica data per la pensione. Non nego che mi piacerebbe andare via un anno prima ma i dati parlano chiaro perderei circa 500€ al mese con il calcolo tutto contributivo! Per questo motivo mi metto l’anima in pace e aspetterò i 67 anni. Tutto qst per dire che il calcolo tutto contributivo è una grande fregatura. Saluti

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  6. Come hanno già detto, ben vegano opzioni di uscita aggiuntive, poi ognuno sceglie quella più adatta alle proprie esigenze.

    Però, se obblighi alla conversione CONTRIBUTIVA (con una perdita economica), a chi avrebbe diritto al MISTO…
    come contropartita, potrebbero concedere l’uscita a 63 anni (1 anno prima).

    Anche sul discorso del TFR, vale la regola che è una possibilità, non un obbligo: se preferisci comprarti la casa al mare aspetti i 67 e ritiri il TFR; se sei stanco e vuoi andare prima in pensione, converti il TFR in una rendita.
    ( io non rientro nei 2 casi sopra citati, avendolo già preso per sistemare casa… )

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  7. Come dice bene Don è meglio poter scegliere che non scegliere; il mio percorso verso la pensione è molto diverso; resto in attesa di sapere se saranno 67 o 67 e 3 mesi per la vecchiaia; non mi faccio illusioni; saluti ai gestori del sito

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  8. Mah! Posso dire che è sempre meglio scegliere che non scegliere, questo è certo, poi ognuno farà i propri conti, dal mio punto di vista questa proposta non mi piace per niente.

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