Pensioni anticipate 2026: Opzione Donna e uscita a 59 anni ancora possibile?

Il capitolo previdenziale della legge di Bilancio 2026 appare particolarmente sobrio. Il Governo Meloni, per contenere la spesa pubblica, ha scelto di intervenire in modo limitato, introducendo soltanto un rinvio parziale dell’aumento dei requisiti anagrafici previsto dal 2027. L’incremento di tre mesi dei requisiti pensionistici sarà infatti applicato gradualmente: nel 2027 l’aumento sarà di un solo mese, per poi raggiungere i tre mesi pieni solo dal 2028. Parallelamente, l’esecutivo sembra aver deciso di chiudere definitivamente alcune delle misure di flessibilità in uscita più note, come Quota 103 e Opzione Donna. Quest’ultima, in particolare, rappresenta la fine di un lungo percorso, iniziato nel 2004 e rinnovato quasi ogni anno fino ad oggi.

Cosa cambia per Opzione Donna nella Manovra 2026?

Sebbene la legge di Bilancio non sia ancora stata approvata in via definitiva, appare ormai certo che Opzione Donna non sarà prorogata. La misura, che negli anni ha consentito a migliaia di lavoratrici di anticipare il pensionamento, è rimasta in vigore fino al 31 dicembre 2025, data fissata come scadenza dall’ultima legge di Bilancio.

La mancata menzione della misura nel nuovo testo conferma che il Governo ha scelto di non rinnovarla, segnando così la chiusura ufficiale dell’esperienza di Opzione Donna a partire dal 1° gennaio 2026. Tuttavia, non per tutte le lavoratrici la finestra è definitivamente chiusa: chi avrà maturato i requisiti entro la fine del 2024 potrà ancora accedere alla pensione anticipata nel 2026.

Pensioni anticipate: Uscita a 59 anni nel 2026: requisiti e condizioni per sfruttare ancora Opzione Donna

Opzione Donna, nella sua formulazione originaria, prevedeva requisiti distinti per le lavoratrici dipendenti e per le autonome. Le prime potevano accedere al pensionamento con 58 anni di età e 35 anni di contributi, maturati entro il 31 dicembre dell’anno precedente la domanda. Le lavoratrici autonome, invece, necessitavano di 59 anni di età e degli stessi 35 anni di versamenti. La misura garantiva così un’uscita anticipata di diversi anni rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria, ma a fronte di un ricalcolo dell’assegno interamente con il metodo contributivo, comportando quindi una riduzione sensibile dell’importo rispetto al calcolo misto tradizionale. Negli ultimi anni, tuttavia, Opzione Donna ha perso gran parte del suo appeal, sia per la penalizzazione economica, sia per le restrizioni introdotte alle categorie ammesse. La platea potenziale si è infatti progressivamente ridotta, fino a includere soltanto alcune tipologie di lavoratrici: caregiver che assistono familiari disabili, donne disoccupate o licenziate, lavoratrici di aziende in crisi e invalide con un grado di invalidità pari o superiore al 74%.

Nonostante la chiusura della misura, il sistema previdenziale italiano prevede una tutela importante: la cosiddetta “cristallizzazione del diritto”. In base a questo principio, chi matura i requisiti previsti da una determinata misura mentre essa è ancora in vigore, conserva il diritto a beneficiarne anche successivamente, anche se la norma viene abrogata.

Ciò vale anche per Opzione Donna. In pratica, le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2024 avranno raggiunto i 35 anni di contributi e l’età minima prevista ( 61 anni per tutte con possibili riduzioni in base al numero di figli e alla categoria) manterranno la possibilità di accedere al pensionamento anticipato anche nel corso del 2026, pur in assenza di una proroga formale della misura.

14 commenti su “Pensioni anticipate 2026: Opzione Donna e uscita a 59 anni ancora possibile?”

  1. … Errata corrige…Buonasera! Desidererei porre, gentilmente, una domanda:” Quali sono le misure previdenziali alle quali possono accedere gli invalidi civili?”. Cordiali saluti alla Redazione di ” Pensioni Per Tutti” e a tutti i lettori. Ringrazio tutti immensamente.

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  2. Ok mi arrendo. Secondo voi abbiamo dei buoni politici e gli italiani sono ricchi di senso civico. Basta fare un giro in Trentino per capire la differenza. Saluti ai Sig.ri Wal e Franco

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    • Buona sera.

      Non sostengo che gli italiani siano tra i più “ricchi di senso civico” e, forse, senza recarsi in altri posti d’Europa basterebbe come lei sostiene farsi un giro in Trentino per cogliere le differenze.

      Temo che, al di la dell’etica, non ci sia rimasto nemmeno quel forte legame proprio della famiglia che ci distingueva maggiormente da altri.

      A questo si aggiunge certamente un eccesso di litigiosità politica e una costituzione che nel tempo non ha saputo mantenere l’integrità nazionale originaria.
      Tralascio il fatto di subire l’influenza dalle pressioni di provenienza dall’esterno.

      Ma per stare in argomento, ovvero sul “legame tra lavoro e pensione”; nel primo semestre del 2025 si è avuto un aumento del 29% dei casi di “procedure concorsuali”
      – strumenti giudiziari per la gestire di crisi economica per impresa insolvente – (fonte Sole 24 ore).
      PMI e settori coinvolti maggiormente oltre a quello delle costruzioni sono in genere l’industria e la moda.

      Le cause sono ormai note: dalla debolezza della domanda europea, alla concorrenza globale a cui si è aggiunta la bolletta energetica.
      I tutto ha portato ad un aumento deciso della cassa integrazione e a un possibile impatto, imminente, di perdita di migliaia di posti di lavoro.

      Difficile per chiunque … legiferare.

      Saluti

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  3. Mahhh certo la parità in tutto ha ha ha..nell’assistenza ai familiari disabili non mi pare. Comunque penso che sarebbe giusto continuare a prevedere una opzione di pensione anticipata per care giver in generale donne o uomini e per invalidi sia uomini che donne dia nel privato che nel pubblico

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  4. Un governo si giudica per il programma, le promesse e quello che ha fatto. Qui vedo solo ultras di dx o di sx. Alcuni che rimproverano altri perché parlano di politica. E non è la politica che deve risolvere i problemi del Paese? Fare politica si traduce col fare delle scelte.
    A me hanno consigliato di spegnere la TV di Stato se non è imparziale. Oppure di andare a ramazzare il parco giochi se pieno di sporcizia. Dovrei fare io anche la manutenzione? Gaber, 50 anni fa, aveva capito tutto. Infatti si era stato maledetto da tutti i partiti. Lui intendeva che era la testa degli italiani che doveva cambiare. Siamo al punto di partenza.
    Anche la storia non ci ha insegnato nulla.

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    • Buogiorno.

      Il mio consiglio a chiunque fa questo genere di affermazioni … alcuni del governo non sanno ne leggere ne scivere, oppure … hanno bisogno del supporto di un bicchiere per disegnare una O, ma anche … sono stufo di sentire le b…le del capo del governo.

      Dove vivo osservo: giardinetti dei bambini puliti, campagne curate e bordi dei campi liberi da erbacce e immondizia.

      Meglio dare l’esempio che soffermarsi solo a criticare.

      Mi stia bene Giovanni

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    • Scusi Giovanni, la libertà di critica è il sale della democrazia, però c’è un limite a tutto.Mi sono permesso di criticare i post di questo Gigi Stock, perché ci sono perfino le sottolineature in grassetto, cosa che di solito non è permesso nel blog, come sottolineava Wal.Inoltre, un post che sponsorizza lo sciopero della Cgil, che c’entra con i commenti sugli articoli? Si vede chiaramente che è fatto apposta per raccogliere voti verso una parte politica.Il sig.FrancoGiuseppe che ha idee ben diverse dalle mie, è ben lontano dal tenore di questi post.Saluti.

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  5. A dire il vero, durante la campagna elettorale del 2022 e nei primi mesi di governo, la premier Meloni non si era impegnata in modo specifico alla tutela delle pensioni femminili, viceversa aveva promesso un’estensione agli uomini della facoltà di anticipo pensionistico già garantito per il sesso femminile con Opzione Donna, che sarebbe dunque stata ampliata all’intera platea dei cittadini italiani e resa per di più strutturale. Nel momento in cui, per svariate ragioni non sempre ben comprensibili, si è tornati alla volontà, da parte del governo, di continuare nell’escludere gli uomini da questo beneficio, era perfettamente logico che, per una questione anche costituzionale di equità, di parità e di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla Legge, tale beneficio venisse abrogato anche per le donne. Perfettamente logico e anche giusto e sacrosanto: o tutti o nessuno! Perchè mai solo metà dei cittadini dovrebbero poter godere di un beneficio e l’altra metà no? Ovvio che questo privilegio dovesse finalmente cessare, e così è stato. Consoliamoci, dunque: mal comune, mezzo gaudio! Io, come uomo, la vedo così e sono felicissimo che le donne non verranno più privilegiate e vezzeggiate come è stato finora. Ormai non aveva più alcun senso continuare con questa misura del tutto iniqua, oltrechè obsoleta. Le donne hanno raggiunto la parità lavorativa in tutto, spesso addirittura superato di numero gli uomini nelle professioni e carriere più prestigiose (vedi magistrati, medici, avvocati, docenti e via discorrendo). Continuare a trattare le cittadine come una categoria da proteggere ormai suonava risibile, per non dire assurdo.

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    • Caro Francesco
      le sue affermazioni sull’anticipo pensionistico di Opzione donna come un privilegio da o estendere anche agli uomini o eliminare non le trovo giuste e le spiego perchè…
      4 figli, vedova, 35 anni di lavoro quest’anno, 60 anni, caregiver ….cosa devo dare ancora il sangue??? ho 3 fratelli maschi molto presenti con mio padre, ma lui abita nel mio stabile secondo lei chi corre, chi gli porta da mangiare, chi lo aiuta a lavarsi ? e chi faceva lo stesso pur lavorando con i 4 figli? certo gli uomini danno una mano, ma la fatica e il peso da sempre lo portano le donne, compreso il fatto che nel mio caso tra 4 gravidanze e allattamenti… conciliare lavoro e lavoro domestico non è stata una passeggiata di salute.
      Affermare che togliere del tutto questo “privilegio” ( considerato anche la grande penalizzazione economica di Opzione Donna) sia giusto per una questione di parità mi sembra una teoria alquanto bizzarra che però mi rattrista e anzi…mi irrita.

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  6. Leggere che Opzione Donna non sarà prorogata nella Manovra 2026 lascia un profondo senso di amarezza. Non solo perché si chiude una misura che, pur con i suoi limiti, ha rappresentato per anni una concreta possibilità di uscita anticipata per migliaia di lavoratrici, ma soprattutto perché si tradisce ancora una volta la fiducia di chi ha creduto nelle promesse di questo Governo.

    Durante la campagna elettorale e nei primi mesi di legislatura, l’esecutivo aveva più volte ribadito l’intenzione di tutelare le donne, riconoscendo il loro ruolo centrale nella società e le difficoltà che spesso affrontano nel mondo del lavoro. Eppure, oggi ci troviamo di fronte a una scelta che va nella direzione opposta: si cancella una misura simbolica, senza offrire alternative credibili o strutturate.

    Comprendiamo le esigenze di contenimento della spesa pubblica, ma è difficile accettare che a pagare siano sempre le stesse categorie: donne, caregiver, lavoratrici fragili. La cristallizzazione del diritto è un’ancora di salvezza per poche, ma non può bastare a giustificare l’assenza di una visione più equa e inclusiva del sistema previdenziale.

    Ci auguriamo che il Parlamento possa ancora intervenire per correggere questa rotta. Le promesse non sono slogan: sono impegni presi con i cittadini. E meritano rispetto.

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    • Buonasera! Desidererei porre, gentilmente, una domanda:” Quali sono le misure previdenziali alle quali possono accedere gli invalidi civili?” Cordiali saluti alla “Redazione di Pensioni Per Tutti” e a tutti i lettori. Ringrazio tutti immensamente.

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