Pensioni anticipate 2026, proroga/ripristino opzione donna o addio definitivo? Ultime news

Negli ultimi mesi relativamente ai contenuti della prossima Legge di Bilancio si sta sentendo davvero di tutto, molte sono le ipotesi sulle future misure di pensione anticipata, ma poche ad oggi le certezze. Si vocifera di una possibile quota 41 flessibile, o ancora di un’uscita dai 64 anni + 25 di contributi con possibilità di utilizzare il proprio Tfr per raggiungere la soglia minima per la pensione. Ma su una cosa pare purtroppo esserci certezza, la questione ‘donne’ sembra interessare poco l’agenda politica, come la stessa Orietta Armiliato, fondatrice ed amministratrice del CODS tiene a precisare nel post che ha diffuso sui social, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica al riguardo e scuotere, si spera, le coscienze dei politici al Governo. Si é parlato in passato di proroga di opzione donna, o meglio di ritorno ai vecchi requisiti visto il flop relativamente all’utilizzo della nuova versione della misura, taluni hanno sperato, specie i sindacati, in misure alternative che potessero tenere in conto ai fini pensionistici anche il lavoro di cura svolto quotidianamente dalle donne, ma sostanzialmente si legge poco o nulla. Ecco allora lo sfogo dell’Armiliato che vi riportiamo.

Penzioni anticipate 2026, Opzione donna addio definitivo?

Così Armiliato:Si legge “la qualunque” ed il suo esatto contrario ma in questo mare magnum di parole, proponimenti, idee e propaganda, si rileva una grave mancanza ovvero vi sono delle grandi escluse in tutto questo affannoso e arruffato mondo di proposte e sono LE DONNE.

Proprio coloro che di questa società sono pilastro e motore, che sopperiscono ad un welfare carente, frequentemente assente e che lavorano accettando spesso impieghi umili o, per lo più mal retribuiti, per concorrere al fabbisogno familiare anche se, questo, va a discapito della propria situazione economica futura poiché così mai raggiungeranno i traguardi contributivi che si stanno profilando oggi ancor più penalizzanti sia di quelli passati sia di quelli vigenti.

Abbiamo un esecutivo che non apre il confronto con le parti sociali che sono, fra l’altro, gli organismi depositari del malessere delle lavoratrici e che quindi possono rappresentare al meglio le questioni che le riguardano; questioni che, evidentemente, sono state oggetto di propaganda elettorale ma che sono cadute nel dimenticatoio in un batter di ciglia.

Già … perché madri mogli zie sorelle nonne sono una “roba” che lavora e produce benessere così alacremente ma così silenziosamente che può essere, senza meno, dimenticata.

Ed allora, poiché non abbiamo a nostra disposizione molti strumenti per poter rappresentare il nostro “ESSERCI” facciamo girare ovunque in rete, facciamo diventare virale postando sui social condividendolo sui nostri profili e su quelli dei politici che sosteniamo ideologicamente o anche no, questo manifestino che ricordi loro la necessità di tutele, pensionistiche, salariali, lavorative delle quali le donne hanno un grande bisogno:

#perledonnedioggiedidomani e perché #ledonnesonoincredito ricordando loro che #rimediaresidevesipuó e che é necessario ripristinare la misura originale de #opzionedonna

Abbiamo altresì raccolto alcuni commenti sotto al post per evidenziare ancor più il malessere diffuso delle lavoratrici che sono esauste di misure che già scarse, nel tempo sono andate addirittura a peggiorare, rendendo vani i pochi risultati raggiunti in passato.

Pensioni 2026, Opzione donna: ripristino vecchi requisiti unica soluzione?

Paola R, aggiunge: “Concordo pienamente! Rivogliamo Opzione Donna! Originale! Senza paletti 58/59 anni 35 anni di contributi!!!! Chi l’aveva attuata, era l’On Maroni ricordo! Era di destra, della Lega…..Chi ha orecchie per intendere…..intenda! Ministro Giorgietti…..Ministro Salvini e tutte le ministre, Onerevoli della destra!Ministra Calderone…..lei non perviene alle donne! Così come il / la presidente del Consiglio Giorgia Meloni!

Graziano: “Donne marchigiane,il 28/29 settembre si vota ricordatevi l’ ennesima “VIOLENZA” che questo governo ci ha fatto!!!

Luciana un pò affranta: “Purtroppo spesso le donne sono quelle che si rendono meno conto..di tante cose ..non solo delle pensioni

Anna, anche lei ormai quasi rassegnata: “e dal gennaio 2023 che lottiamo per questo..a tutt’oggi…ci sono state nuove news?

Ma poi vi é chi non demorde come Anna ed incita ad azioni visibili per riportare il focus sulle donne, che sembrano essere state dimenticate: “Compagne, donne…unite nella lotta LOTTA CONTINUA…nel caso scendiamo in piazza numerose

Non resta che attendere per comprendere cosa intenderà fare questo Governo, le donne sperano solo che non si facciano altri danni, visti già i paletti precedenti, e che l’esecutivo con dati alla mano, avendo certezza dell’errore fatto e del flop sull’uso dell’attuale nuova versione, si redima e torni al rispristino dei requisiti originari di Opzione donna.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

26 commenti su “Pensioni anticipate 2026, proroga/ripristino opzione donna o addio definitivo? Ultime news”

  1. Leggo i commenti e mi viene un dubbio: ma c’è un solo italiano che si è reso conto che l’Italia si è impegnata a spendere in armi 100 miliardi per 10 anni (MILLE MILLE MILLE MILIARDI) e come si potrà mantenere questo impegno senza intaccare le pensioni, la sanità e l’istruzione?

    Rispondi
  2. Anch’io ho una domanda da fare come il Sig. Bernardo.
    Io maturo le 2227 settimane dei 42 anni e 10 mesi previsti dalla legge Fornero la seconda settimana di gennaio 2026.
    Volevo sapere se posso stare tranquillo.
    Grazie mille.

    Rispondi
    • Vedi Luca, quello che succederà nel 2026 è ancora tutto da scrivere; siamo a settembre inoltrato e adesso si discute della legge di bilancio per il 2026; detto questo maturando i requisiti Fornero a gennaio 2026 poi c’è anche il discorso della finestra; vai da un patronato ad informarti; resta alla finestra in attesa di novità; in bocca al lupo e saluti a te e ai gestori del sito

      Rispondi
  3. Buonasera! Spero che le donne non vengano discriminate ma vengano tutelate sia per quanto riguarda il lavoro sia per quanto riguarda l’ agognata quiescenza. Ringrazio tutti infinitamente.

    Rispondi
  4. scusate, vorrei chiedere una cosa:
    ho 65 anni, sistema misto.
    Ho i requisiti da Fornero da Maggio 2025, più finestra di 4 mesi in quanto dipendente pubblico.
    facendo parte di quelle categorie poco fortunate per cui ad Agosto 2025 mi viene detto che ricalcolano in peius la pensione dopo avere pagato per riscattare la laurea,, sono rimasto in servizio e ho fatto domanda di pensione dal 30 dicembre 2025.
    Se decidessi di rimanere altri 3 mesi (giacchè la pensione è il 57% del mio ultimo stipendio), potrei correre il rischio di dovere rimanere fino a 67 anni, oppure avendo maturato i requisiti nel 2025 posso uscire quando voglio?
    Grazie

    Rispondi
    • caro bernardo, mi sfugge una cosa: chi ti ha fatto il calcolo del 57% dell’ultimo stipendio? mi pare veramente poco; comunque è molto tecnica la questione; io consulterei più patronati e pure l’inps; in bocca al lupo e saluti a te e ai gestori del sito

      Rispondi
      • Sia inps che patronato. Ho una quota parte molto alta di voci non pensionabili.
        Più che altro il mio problema è: ho la certezza di poter uscire o potrei essere costretto a stare fino a 67 anni, anche se i requisiti Fornero li ho maturati ?
        Grazie

        Rispondi
        • Caro Bernardo, il problema non è quello: a che mi risulta anche se hai i requisiti Fornero puoi continuare fino ai 67 anni; il problema è se ti accontenti del 57 % dell’ultimo stipendio; il rischio è che se proroghi di altri 4 mesi tu debba rimanere; è molto tecnica la questione; devi rivolgerti ad un patronato al 100% ; molto probabilmente ti risponderà il dott. Perfetto; in bocca al lupo e saluti a te e ai gestori del sito

          Rispondi
    • Sig. Bernardo, lei afferma testualmente: “Ho i requisiti Fornero da Maggio 2025”.

      Afferma anche di avere 65 anni. Quindi non ha il requisito Fornero di pensione di vecchiaia a 67 anni.

      Dovrebbe allora avere il requisito di pensione anticipata Fornero 42 anni di contribuzione e 10 mesi.

      Anche se ha maturato il requisito Fornero di pensione anticipata già a Maggio 2025, lei potrà continuare a lavorare finché lo desidera, continuando quindi ad aumentare il suo montante contributivo, il coefficiente di trasformazione e quindi la sua pensione.

      In definitiva, sig. Bernardo, lei “cristallizza” i requisiti di pensione anticipata Fornero, e potrà esercitare il suo diritto acquisito di pensionamento in qualsiasi momento; potrà uscire quando vuole, senza dover correre il rischio di rimanere fino a 67 anni.

      Lei afferma anche che ha fatto domanda di pensione dal 30 dicembre 2025. Quindi, se ho capito bene, lei intende lavorare ancora 3 mesi dopo essere andato in pensione dal 1° gennaio 2026. Può farlo. Ma verifichi col Patronato che l’importo lavorativo che andrebbe a percepire da pensionato non entri in conflitto con l’erogazione dell’importo della sua pensione.

      Rispondi
  5. Hanno messo dei paletti molto stringenti per poi dire che non viene utilizzata! Spero che la ripristinino con i criteri originari! Una donna Presidente del Consiglio e una donna Ministro del Lavoro e le più penalizzate sono state le donne.

    Rispondi
    • Cara Cristina, io ve lo auguro ma temo che ai vecchi criteri non si tornerà più ma mai dire mai; la spiegazione è semplice: lo spauracchio del tutto contributivo ha ancora efficacia sugli uomini visto che il minimo è 41 anni e la fetta di retributivo è consistente; per voi invece con una quota 94 fatta da 59 e 35 allo stato non conviene minimamente; poi fanno anche un calcolo: la donna vive in media 3-4 anni in più e la faccio andare via prima? non esiste; altri dati: adesso come adesso con quota 105 con 65 e 40 salvo casi disperati l’uomo non ha NULLA; quindi alla fine opziona donna solo per casi disperati; sul discorso grandi aziende piccole aziende con tavolo di crisi temo vogliano evitare furbate ma non me ne intendo; comunque lottate e ricordatevi quando a brevissimo si voterà; in bocca al lupo e saluti a te, alle donne e ai gestori del sito

      Rispondi
  6. Spero che per le donne qualcosa di concreto ed efficace facciano, anche se purtroppo ci credo poco, l’attuale opzione donna è una presa in giro, auguri donne.

    Rispondi
    • Bungiorno Don.

      Credo, sia un po cosi in quasi tutta Europa per le donne.
      Ovvero si hanno sconti di uscita se si è avuta una vita lavorativa accompagnata dall’arrivo di figli (uno due o tre) ad esempio pare che possano uscire a una età prefissata di vantaggio o con una quantità di contributi definiti infeirori a quelli che sarebbero altrimenti.
      Sarebbe interessante che la redazione indagasse e mostrasse dei paragoni in modo da dimostrare se siamo i peggiori dal punto di vista legislativo o se è, viceversa, la famosa tendenza di avvicinare sull’argomento un certo indirizzo comune.

      Poi, come ci diciamo da sempre, le nazioni del Nord Europa che di regola offrono meno possibili uscite anticipate, permettono una vita lavorativa alle donne più continua (senza la necessità di ricorrere ai nonni), dovuta in parte a sostegni economici più solidi nei periodi in cui le donne crescono i figli.

      Ma, in assenza di questi, non credo che abbiano un eccessivo vantaggio se paragonate alle regole a cui dovrebbero attenersi i loro uomini.

      Saluti

      Rispondi
  7. Durigone fara’ il riformone … Pio non ridere … non essere choosy … parlamentari 4 anni circa … popolino 44 anni circa … mancano i soldi … ah ah ah ah !!!!

    Rispondi
  8. Comitato Opzione Donna Social 🙂 (CODS) 12670 donne per il ripristino di Opzione Donna com’era in origine senza assurdi requisiti (cargiver, invalidita…) Ci vorrebbero forme di pensionamento anticipato per la platea femminile che riconoscano il lavoro di cura domestico ordinario! O diminuire di almeno 3 anni i requisiti anagrafici e contributivi per le lavoratrici in OGNI tipo di pensionamento!

    Rispondi
    • Come evidenziato da più parti, è davvero assurdo e beffardo che a stravolgere in questo modo Opzione Donna sia stato un governo con un premier donna e un ministro del lavoro donna.
      Per le 12670 donne del comitato, del tutto inascoltate, e per tutte le donne in generale, l’unico modo di farsi sentire resta il voto, a partire – per molte – dalle prossime elezioni regionali

      Rispondi
  9. Alla donna,madre,cristiana auguro le stesse, e anche più marcate, difficoltà , fisiche e familiari ,che abbiamo noi, che stavamo rincorrendo, opzione donna ,da anni, e che la madama,ci ha tolto proprio sul traguardo! Provare x capire! E comunque, le donne sessantenni, licenziate, dovrebbero ricaderci TUTTE x diritto!!!!!!!!TUTTE!

    Rispondi
    • Con stipendi da sogno che circolano in quelle stanze le difficoltà si affrontano e si superano molto più facilmente rispetto ad averle da comuni lavoratori con stipendi bassi quali i nostri e fermi da 15 anni !

      Rispondi
  10. Noi donne siamo il welfare gratuito della Nazione.
    Ripristino opzione donna senza paletti, anche al fine di fare accedere al mondo del Lavoro donne giovani

    Rispondi
  11. Ve lo auguro che venga rintrodotta opzione donna con i vecchi requisiti anche come giustizia sociale viste le differenze certificate nel mondo del lavoro per quanto riguarda stipendi e carriere. Purtroppo però non fatevi illusioni visto il Governo che abbiamo.

    Rispondi

Lascia un commento