Pensioni anticipate (42+10) e coefficienti di trasformazione: quanto incidono sul calcolo?

Il tema riforma pensioni continua ad essere un argomento molto ‘caldo’, sul portale moltissimi stanno facendo domande a seguito dei nostri articoli sulla cristallizzazione del diritto maturato relativamente all’anticipata Fornero qualora cambiassero le leggi dal 2025. Una domanda molto interessante é stata posta al nostro esperto previdenziale dal Signor Giancarlo che cerca di comprendere se la cristallizzazione comprenda anche il coefficiente di trasformazione biennale. Il Dott. Perfetto fornisce come sempre un risposta accurata e semplice allo stesso tempo. In estrema sintesi Perfetto fa notare come il coefficiente di trasformazione non sia vincolato dalla cristallizzazione del diritto in quanto è legato all’età anagrafica, quindi verrà calcolato tenendo conto dell’anno in cui uno decide di andare in quiescenza e non dell’anno in cui é stato maturato il diritto. Inoltre il coefficiente di trasformazione varia in funzione della speranza di vita: se la speranza di vita diminuisce, il coefficiente di trasformazione aumenta. Di seguito la domanda e la puntuale risposta del nostro esperto, che ringraziamo sempre per essere così di supporto al nostro portale con la sua preparazione in ambito previdenziale e la sua capacità di tradurre in semplice il complesso delle norme che sottendono alle misure.

Pensioni anticipate 2025, con 42+10 il diritto si cristallizza, ma anche il coefficiente di trasformazione?

Così Giancarlo: Buongiorno. Vi ringrazio per la vostra puntuale e competente risposta in merito alla cristallizzazione del diritto per chi ha maturato i requisiti pensionistici con legge Fornero (anticipata ordinaria), anche con circolare INPS al riguardo.
Quello che non mi è chiaro è se la cristallizzazione comprende anche il coefficiente di trasformazione biennale.
In sostanza, avendo maturato quest’anno i 42 anni e 10 mesi avrei una pensione calcolata col coefficiente di trasformazione del biennio 2023-2024. Se dovessi andare in pensione l’anno prossimo, avrei il calcolo con i nuovi parametri del biennio 2025-2026 o 2023-2024.
Cari saluti. Giancarlo C

Così Il Dott. Perfetto: “Sig. Giancarlo Casimirri, lei domanda se la cristallizzazione riguarda anche il coefficiente di trasformazione biennale.

La risposta è NO. La cristallizzazione NON riguarda il coefficiente di trasformazione biennale.

Pertanto, se lei andasse in pensione quest’anno, le verrebbe applicato il coefficiente di trasformazione in vigore per il biennio 2023-2024 corrispondente alla sua età anagrafica, mentre, se andrà in pensione il prossimo anno, le verrà applicato il coefficiente di trasformazione in vigore per il biennio 2025-2026 corrispondente alla sua maggiore età anagrafica.

Se, per esempio, la sua età anagrafica fosse di 64 anni, il coefficiente di trasformazione che le verrebbe applicato oggi sarebbe uguale a 5,184%. La rimando al sito pensionioggi.it dove potrà consultare i vari coefficienti di trasformazione nei vari bienni passati e in corrispondenza delle età anagrafiche che vanno da 57 a 71: https://www.pensionioggi.it/dizionario/coefficienti-di-trasformazione

Noterà che nel biennio 2023-2024 i coefficienti di trasformazione sono più alti (e quindi più favorevoli) rispetto al biennio precedente 2021-2022. Ciò dipende dal fatto che il coefficiente di trasformazione è in funzione della speranza di vita: se la speranza di vita diminuisce, il coefficiente di trasformazione aumenta. Poiché la speranza di vita nel 2020 è diminuita a causa del Covid-19, ecco che nel biennio 2022-2024 il coefficiente è aumentato.

Coefficiente di trasformazione varia in funzione dell’età e della speranza di vita: non si cristallizza con il diritto alla pensione

Continua Perfetto: “Ma oggi, poiché la speranza di vita è tornata ad aumentare, c’è da aspettarsi che per il biennio 2025-2026 il coefficiente di trasformazione diminuisca rispetto al biennio 2023-2024.

Ora si domanderà, sig. Giancarlo, se verrebbe penalizzato qualora decidesse di andare in pensione nel 2025.

La risposta è NO. NON verrebbe penalizzato, se decidesse di andare in pensione nel 2025. Perché?

Perché andrebbe in pensione con un anno in più (o comunque con dei mesi in più, ed il coefficiente di trasformazione tiene conto anche dei mesi in più legati all’età anagrafica). Pertanto, se da un lato il coefficiente di trasformazione diminuisce, dall’altro lato aumenta, in quanto è relativo ad un’età anagrafica maggiore.

Le porto un esempio pratico di quanto le ho appena esposto.

Se ci riferiamo alla tabella riportata al link di pensionioggi.it di cui sopra, osserviamo che nel passaggio dal biennio 2019-2020 al biennio 2021-2022 il coefficiente di trasformazione è diminuito. Chi si fosse pensionato, per esempio, a 64 anni nel 2020 avrebbe goduto di un coefficiente uguale a 5,083%. Ma se, anziché pensionarsi nel 2020, si fosse pensionato nel 2021, all’età di 65 anni, avrebbe goduto di un coefficiente uguale a 5,220% (quindi più alto rispetto a 5,083%).

CONCLUSIONE.

Se lei, sig. Giancarlo, dovesse andare in pensione l’anno prossimo, avrebbe il calcolo con i nuovi parametri del biennio 2025-2026 e non del 2023-2024. Qualora nel biennio 2025-2026 i coefficienti di trasformazione venissero ridotti rispetto al biennio 2022-2024, lei, in virtù della maggiore età anagrafica, godrebbe tuttavia di un coefficiente di trasformazione più alto rispetto a quello attuale

Ringraziamo moltissimo i nostri lettori per portare l’attenzione su specifiche tanto complesse e spesso non tenute in conto negli articoli, e il Dott. Perfetto che grazie alla sua dispponibilità ha permesso la realizzazione di questo approfondimento sui coefficienti di tarsformazione.

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52 commenti su “Pensioni anticipate (42+10) e coefficienti di trasformazione: quanto incidono sul calcolo?”

  1. Ho letto ma forse in qualche caso, come il mio per esempio, l’aumento del coefficiente in virtà dell’età non compenserebbe la riduzione dello stesso nel 2025 per l’aumento dell’aspettativa di vita. Sono in dubbio se andare in pensione al 1/12/2024 o al 1/1/2025….praticamente con una anzianità maggiore di solo un mese ma perdendo i coefficienti del 2024. Dott.Perfetto, anche in questo caso andare nel 2025 sarebbe situazione favorevole?

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  2. Una domanda per il dott. Perfetto, che ringrazio in anticipo per la consueta disponibilità. Ho già maturato il requisito dei 42 anni e 10 mesi (col cumulo tra INPS e cassa professionale), ma sto pensando di attendere i 67 anni (febbraio 2025) per pensionarmi di vecchiaia. Il motivo è di avere due pensioni distinte anziché un’unica in cumulo: il mio timore è che in futuro possano esserci provvedimenti (tipo contributi di solidarietà o altri balzelli) che con due pensioni separate forse sarebbero evitati o perlomeno meno pesanti: che ne pensa? Questa scelta ha un fondamento?

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    • Sig. Antonino, non so rispondere con precisione alla sua domanda.

      Se interpreto bene il suo pensiero, lei intende evitare il cumulo dei contributi tra la previdenza obbligatoria INPS e la previdenza della cassa professionale alla quale appartiene, ciò che le consentirebbe di accedere alla pensione anticipata 42 anni e 10 mesi; mentre, invece, vorrebbe godere della pensione di vecchiaia a 67 anni utilizzando i contributi versati all’INPS e al tempo stesso godere della pensione che le verrebbe erogata dalla sua cassa professionale, al fine di godere di due pensioni distinte.

      Certamente, sig. Antonino, non ci sono ostacoli nel godere di due pensioni. So che le casse professionali erogano pensioni a favore dei professionisti iscritti all’albo professionale (avvocati, dottori commercialisti, ingegneri, infermieri, periti industriali, chimici, attuari, ed altri ancora), ma francamente non sono a conoscenza di eventuali normative di legge che regolano l’interazione tra casse professionali e la previdenza obbligatoria INPS.

      In merito a quanto mi domanda, il Patronato è in grado di poterle rispondere in maniera precisa.

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  3. Mi chiedo forse sbaglio perché si chiama pensione anticipata dopo aver lavorato x 43 anni e un mese ho contributi versati dal 1980 nato nel 1965 con tante cose meno agevolate rispetto ad ora ( x fortuna ) dei giovani di adesso un solo esempio sacchetti di cemento all’ ora 50 kg ora 25 e non c’era la gru per scaricare il bancale

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  4. Buongiorno, volevo sapere un’informazione. Io raggiungerò gli anni pensionistici della legge Fornero anticipata ordinaria 42 e 10 il 1 novembre 2025. Poi purtroppo avrò da fare anche la finestra di 3 mesi, quindi sarò fuori il 1 febbraio 2026. Mi cambierà qualcosa con la prossima legge di bilancio che faranno a fine 2024? Oppure no perché ho raggiunto i requisiti? Grazie aspetto risposta. Cordiali saluti Alessandro Paci.

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    • Sig. Alessandro Paci, lei domanda se con la prossima Legge di Bilancio potrà cambiare qualcosa per il suo pensionamento.

      Purtroppo sì, qualcosa potrebbe cambiare per il suo pensionamento.

      Lei ci dice che maturerà i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata Fornero di 42 anni e 10 mesi (più tre mesi di finestra di attesa prima di ricevere i soldi della sua pensione) il 1° novembre 2025.

      La Legge di Bilancio per il 2025 potrebbe introdurre variazioni per quanto riguarda le pensioni; tali variazioni entrerebbero in vigore a partire dal 1° gennaio 2025. Pertanto, sig. Alessandro Paci, poiché lei maturerà i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata Fornero solo dopo che entreranno in vigore le variazioni, le non si troverà i requisiti pensionistici della pensione anticipata Fornero “cristallizzati” prima delle variazioni.

      Al momento non è noto se verranno effettivamente introdotte variazioni alla Riforma Fornero (sia per la pensione di vecchiaia a 67 anni, che per la pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 1 anno in meno per le donne).

      Si potrebbero formulare delle ipotesi. E ad oggi è possibile dire tutto e il contrario di tutto (come si può evincere dai numerosi articoli di giornale).

      Occorrerà attendere di conoscere la Proposta che il Gruppo di Lavoro del CNEL sta elaborando e che sottoporrà all’attenzione del Governo verso la fine di luglio.

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  5. Qualcuno mi può spiegare il calcolo del coefficiente, visto che io me lo trovo più basso in rapporto all’attesa di vita? Grazie

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  6. Buongiorno. Sono un impiegato Ente Locale e maturo il diritto alla pensione anticipata ordinaria (42 anni + 10 mesi) i 6/9/2024, con finestra di tre mesi che decorre quindi ad inizio dicembre; ho gia’ presentato domanda di pensione scegliendo decorrenza dal 1/1/2025. Chiedo con quali coefficienti sarà calcolato l’assegno: quelli attualmente in vigore, avendo già presentato domanda? In caso contrario, mi conviene modificare la domanda e fare decorrere il pensionamento dal 31/12/2024? Grazie per l’attenzione.

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  7. Buongiorno a tutti ,
    leggo con molto interesse quanto si va dicendo per l’argomento pensioni: ogniuno di noi cerca di portare acqua al proprio mulino, sperando che mantengano la Fornero .. che non cambino le aspettative di vita , che non diminuiscano i coefficienti di trasformazione…. tutte buone speranze, ma occorre ragionare su cosa ha provocato questo ” problema ” e cercare di uscirne per le generazioni future. Non dimentichiamoci che il pubblico ( parecchi lavoratori appartengono a questa categoria ) aveva una sua Cassa di previdenza ( …. ) ma è stata inglobata nella nostra dei dipendenti privati, poichè era estremamente in rosso…. ( con ovvie ragioni : baby pensionati , pensioni sulla base delle retribuzioni, che sistematicamente aumentavano appena arrivavano a fine carriera ) dovuto anche perchè i dipendenti pubblici non sono pochi e con stipendi elevati.
    Bene : ora come possiamo sperare che possa il Governo di turno sistemare le cose , se non facendo altre ” lacrime e sangue ” per tenere in piedi la baracca pensioni ? Rosicchiando quanto può…un pò da una parte , un pò dall’altra… cercando di scontentare il meno possibile. Solo a fine novembre del 2024 , sapremo come saranno le regole per il meritato riposo nel 2025…e così tutti gli anni a venire : una manovra definitiva non sarà mai possibile , perchè cozzerebbe con l’elettorato di questo o quell’altro partito. La mia idea è presentarsi alle prossime elezioni e fare scheda bianca….. ma tutti gli aventi diritto di voto…. magari qualche politico intuisce che la strada che stanno intraprendendo non è la più giusta ( Francia insegna )

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  8. Buongiorno, ho 64 anni compiuti, e 39 anni di lavoro a fine anno 2024, c’è qualche opzione per andare in pensione anno prossimo a 65 anni e 39,5 di lavoro?

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    • coefficiente di trasfomazione che diminuisce, al contempo l’indirizzo è trasformare tutto in contgributivo ed aumenta l’età per andare in pensione.
      Se tutto va bene siamo rovinati. Complimenti a questo governo.

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  9. È ragionevole che il coefficiente diminuisca di circa 0,1 per i 67enni. In questa ipotesi calerebbe da 5,723 a 5,623. Non conosco però il calcolo completo.

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  10. Ribadisco che il dover ridurre il costo della spesa pensionistica è una barzelletta. Chi ha pagato regolare paga per gli altri. Fanno ciò che dovrebbe fare l’Erario. E basta raccontare palle!

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  11. Mi ritrovo un po’ a cavallo, maturero’ i 41 anni e 10 mesi di contributi a inizio dicembre 2024 (e per raggiungere questo obiettivo mi sono pagata quasi 2 mesi di contributi per il periodo all’estero per adozione internazionale, oggi considerati periodo di maternità ma a suo tempo solo aspettativa senza assegni e senza contributi! ).
    Considerati i 3 mesi di finestra riceverò quindi la pensione “anticipata Fornero” a partire dal marzo 2025.
    Nel periodo dei 3 mesi di finestra avrei intenzione di lavorare se non rischio di venire in qualche modo penalizzata.
    Chiedo al dottor Perfetto e ai vari esperti presenti nel sito, se avendo maturato i requisiti entro il 2024, posso considerare scampato il pericolo di vedermi una pensiome calcola tutta col contributivo.
    Nel caso invece ci sia questo rischio, chiedo se a vostro avviso, cambierebbe qualcosa dando le dimissioni entro fine anno, cioè cristallizzando la mia posizione di pensionata entro il 2024 (anziche continuare a lavorare nel 2025 rinunciando ad un paio di mesi di stipendio e ancora senza pensione, pur di mantere il calcolo misto).
    Grazie

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    • Sig.ra Adri, non ha nulla di cui preoccuparsi. Maturando la pensione anticipata Fornero di 41 anni e 10 mesi di contributi a inizio dicembre 2024, lei in quel momento “cristallizza”, “congela” i requisiti di accesso alla pensione anticipata Fornero.

      Qualora dovesse entrare in vigore una Nuova Riforma Pensioni, questa sarà operativa dal 1 gennaio 2025 e riguarderà i lavoratori che matureranno i requisiti pensionistici dal 1 gennaio 2025 in poi.

      Pertanto, una Nuova Riforma Pensioni non toccherà affatto i requisiti da lei maturati. Anche qualora si dovesse apportare alla pensione anticipata Fornero la variazione della finestra di attesa dai tre mesi attuali a quattro mesi o più, i suoi requisiti di accesso all’anticipata Fornero rimarranno: 41 anni, 10 mesi e tre mesi di finestra di attesa.

      Sul sito InvestireOggi,it è riportato un articolo in cui una lettrice esprime una domanda simile alla sua. La rimando quindi anche a detto articolo, precisando che ci sono due refusi. La pensione Fornero per gli uomini è di 42 anni e 10 mesi (e non 41 anni e 10 mesi come viene riportato nell’articolo), mentre per la pensione anticipata per le donne il requisito è 41 anni e 10 mesi (e non 40 anni e 10 mesi come riportato nell’articolo). L’articolo, a firma di Pasquale Pirone è stato pubblicato il 15 luglio 2014 su InvestireOggi.it con il titolo “Riforma pensione anticipata, se cambiano i requisiti chi li ha già cristallizza il diritto alla Fornero?” ( investireoggi.it/fisco/riforma-pensione-anticipata-se-cambiano-i-requisiti-chi-li-ha-cristallizza-il-diritto-alla-fornero/)

      In sintesi, sig.ra Adri: non ha nulla da temere. A inizio di dicembre 2024 lei cristallizzerà il diritto di accesso alla pensione anticipata Fornero così com’è oggi, potrà continuare a lavorare se lo vorrà, e potrà esercitare il suo diritto acquisito alla quiescenza quando lo vorrà, in qualsiasi momento, con qualsiasi legge pensionistica che sarà in vigore, con qualsiasi Governo che governerà.

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    • Cristallizzi il diritto quando arrivi a 41 anni e 10 mesi, puoi decidere di lavorare i 3 mesi di finestra o no ed andare in pensione nel 2025.

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      • Molte grazie al dott. Perfetto per la precisa e dettagliata risposta, e grazie anche a Don (sempre sul pezzo!).
        Un saluto e grazie anche alla redazione

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  12. Ma scusate le attuali regole della pensione ordinaria di vecchiaia ( 67 anni) e quella ordinaria anticipata ( 42 anni e 10 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne )non è garantita per legge fino al 2026?
    Ma la certezza del diritto in Italia esiste o no?

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  13. La logica direbbe, nel mio esempio, che vengano traslati i coefficienti dei 2 mesi successivi nel mese corrente, ma si sa che qui di logico c’è sempre meno, staremo a vedere cosa si inventeranno per darci sempre meno.

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  14. Quota 41 penalizzante. Quota 92 una vaccata. Visto che RIFORMA=RIDUZIONE lottiamo per tenerci quello che c’è! A 67 anni non si può obbligare a lavorare le persone. Dove e a fare cosa? Se sei disoccupato sei già morto a 50/60 anni.

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  15. Ormai mi sembra evidente che sulle pensioni Salvini deve sottostare ai diktat di Giorgetti, a costo di fare figure come quella che sta facendo con gli elettori che avevano creduto alle sue promesse elettorali (e anche a Durigon )
    Non a caso alle Europee ha perso centinaia di migliaia di voti…inutile dare poi la colpa agli astenuti …

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  16. Se i coefficienti l’anno prossimo diminuiranno si avrà un lieve peggioramento, perchè è vero che più si ritarda la pensione più i coefficienti aumentano, incrementando di fatto la pensione mensile, ma si riceve la pensione per meno anni. La somma del percepito alla data di morte sarà inferiore.

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    • Sig. Walter, lei dice che, sebbene la pensione mensile si incrementi in quanto si va in pensione più tardi, tuttavia si riceve la pensione per meno anni. Ciò che asserisce è corretto dal punto di vista logico.

      Poi conclude: “La somma del percepito alla data di morte sarà inferiore”. Dal momento che qui lei fa entrare in gioco una “somma”, ebbene, questa sua asserzione andrebbe dimostrata matematicamente.

      Quando lei asserisce che “si riceve la pensione per meno anni”, questa sua asserzione è corretta dal punto di vista logico.

      Sappiamo che l’importo pensionistico viene calcolato in riferimento alla speranza di vita, che per gli uomini è stimata nel 2023 in 81 anni mentre per le donne è stimata in 85 anni (fonte ISTAT).

      Riprendiamo la sua asserzione “La somma del percepito alla data di morte sarà inferiore”: questa potrà essere allora trasformata in “la somma del percepito quando si morirà ad 81 anni sarà inferiore”. Ammesso ma non concesso che la sua affermazione “trasformata” sia corretta (in altre parole, ammettiamo per ipotesi che sia corretta, ma riservandoci di verificarla matematicamente), certamente non è corretta se il pensionato vivrà oltre gli 81 anni (l’importo maggiore sarà dovuto solo in parte al coefficiente di trasformazione, e in massima parte per il tempo che si vive più a lungo).

      In estrema sintesi, il mondo delle pensioni e meno simile ad un “labirinto” (come si esprimerebbe il maestro della Prof.ssa Fornero) e più simile, invece, ad una “lotteria”: se si muore “prima della speranza di vita”, vince l’INPS; se si muore “dopo la speranza di vita”, vince il pensionato.

      Ad ogni modo, nel determinare gli importi pensionistici, i calcoli attuariali tengono senz’altro conto (ma è solo una mia ipotesi da non attuario), della possibilità che qualche volta “vinca” l’INPS (forse il più delle volte, perché altrimenti fallirebbe) e qualche altra volta “vincano” i pensionati (a questo punto, devo aggiungere, il meno delle volte). È davvero difficile mantenere il sistema previdenziale in “equilibrio”. È più facile, invece, renderlo “sostenibile”, riducendo la spesa pensionistica (ed è quello che fanno in nostri Governi, indipendentemente dal loro colore).

      Il cosiddetto punto di “equilibrio” è una certezza in fisica. L’economia l’ha preso in prestito dalla fisica, ma l’equilibrio in economia non è una certezza, e serve più che altro per sviluppare modelli matematici astratti che servono da guida per sviluppare politiche pratiche da attuare nella nostra società (personalmente faccio uso della parola “equilibrio”, in quanto sviluppo modelli matematici per dare una pensione a chi una pensione non c’è l’ha, e per dare lavoro a chi un lavoro non ce l’ha).

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      • Togliamo i vitalizi così l’INPS si toglie un po’ di ciurma da mantenere dai poveri contribuenti 43.1 anni di lavoro non una legislatura. Giusto ma per loro è anticostituzionale. Poveri ITALIaNI

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      • Cortese dottor Perfetto, cerco di spiegarmi con un esempio esagerando sui numeri

        ipotizziamo che l’aspettativa di vita sia 80 anni nell’anno in corso, e che nell’anno prossimo diventerà 91
        se un sessantenne va in pensione oggi, riceverà il montante/20 ogni anno di pensione.
        se decide di andare in pensione l’anno prossimo, la sua pensione annuale sarà di montante/30 (sto tralasciando l’incremento del montante dovuto al versamento di un anno in più e alla rivalutazione, andrebbero tenuti in considerazione, ma i calcoli si complicherebbero troppo)

        alla data della morte (ipotizziamo 100 anni) il nostro pensionato nel primo caso avrà ricevuto
        (montante/20)*40 = 2*montante
        nel secondo caso
        (montante/30)*39 =1,3*montante

        sono ovviamente numeri esagerati, ho usato “lieve peggioramento” nel primo posto proprio perché le modifiche di aspettativa di vita sono di pochi mesi, non di 11 anni

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        • Sig. Walter, nei suoi calcoli lei considera il fattore “montante” ma non considera il fattore “coefficiente di trasformazione”.

          Lei afferma che, ipotizzando un’aspettativa di vita pari a 80 anni, “se un sessantenne va in pensione oggi, riceverà il montante/20 ogni anno di pensione”.

          In altre parole, sig. Walter, lei calcola la pensione dividendo il montante (che ipotizziamo per semplicità tutto contributivo) per il numero di anni per i quali si percepirà la pensione.

          Ma non è così!

          La pensione viene calcolata moltiplicando il montante contributivo per il coefficiente di trasformazione (come giustamente lei riporta nel suo commento del 16 Luglio 2024 alle 13:52 nell’articolo su Bombardieri di Stefano Rodinò) .

          Ipotizzando un’aspettativa di vita pari ad 80 anni (come è oggi), se un sessantenne va in pensione oggi riceverà come pensione annuale il “montante x coefficiente di trasformazione”. Il coefficiente di trasformazione per un 60enne è per il biennio 2023-2024 pari a 4,615% (si veda il link riportato nell’articolo in corrispondenza dell’età anagrafica 60 pensionioggi.it/dizionario/coefficienti-di-trasformazione).

          Proviamo allora a fare i calcoli utilizzando la formula che contiene il coefficiente di trasformazione.

          Supponiamo che nell’arco della sua vita lavorativa di 40 anni un lavoratore abbia accumulato un montante contributivo pari a 250.000 euro, versando ogni anno (250000/40) = 6250 euro di contributi (manteniamo i calcoli molto semplici). Se un 60enne andasse in pensione oggi, gli verrebbe applicato un coefficiente di trasformazione pari a 4,615%. La sua pensione annuale sarà data (250.000 x 4,615%) = 11.537 euro. La sua pensione mensile sarà data da (11.537/13) = 877 euro.

          Supponiamo, ora, che il 60enne vada in pensione l’anno successivo, a 61 anni, con un montante pari a (250.000+6250) = 256.250 euro. Supponiamo che il coefficiente di trasformazione per il biennio 2025-2026 non sia più uguale a 4,744% (si veda il link riportato nell’articolo in corrispondenza dell’età anagrafica 61 pensionioggi.it/dizionario/coefficienti-di-trasformazione) come per il biennio 2023-2024, ma sia invece minore, e cioè pari a 4,615% come nel 2023-2024 relativo agli anni 60. Ebbene, la pensione annuale del 61enne sarà pari a (256.250 x 4,615%) = 11.825 euro. La sua pensione mensile sarà data da (11.825/13) = 908 euro.

          Colgo l’occasione per segnalarle un altro esempio sul calcolo della pensione contributiva indirizzandola al seguente link di iposa.it: ipsoa.it/guide/calcolo-pensione.

          Sintesi: andando in pensione con più anni, anche se il coefficiente di trasformazione diminuisce rispetto agli anni precedenti, poiché il montante aumenta, l’importo pensionistico mensile comunque aumenta.

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  17. L’anno prossimo il coefficiente di trasformazione diminuirà a parità di età in confronto a questo biennio, speriamo non di molto, diciamo una via di mezzo tra questo biennio e quello precedente, probabilmente andrà così.

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  18. Mamma mia ! Quante super…zzole…
    Cercano in tutti modi di far digerire il biscottone avvelenato… non c’ e’ bisogno ci beviamo tutto ugualmente….

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  19. Complimenti per la chiara e precisa esposizione. Dopo tante chiacchiere per lo più inutili un articolo ben fatto che analizzata un caso nel concreto.

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