In questi giorni si é riacceso il dibattito previdenziale relativamente alla proposta di pensione anticipata dai 64 anni estesa a tutti pensata dalla Lega, un nostro lettore Francesco, a seguito dell’approndimento sulla misura fatta dal Dott. Perfetto, ha deciso di porre al nostro esperto previdenziale una domanda per risolvere suoi ulteriori dubbi, certi che possa essere di interessse collettivo, la riproponiamo con relativa risposta, nella sezione ‘L’esperto risponde’
Pensioni anticipate a 64 anni: l’esperto risponde
Francesco scrive: “Dott. Perfetto, di quanto sarebbe ridotta (con tutto contributivo) una pensione di un soggetto che avrebbe i suddetti requisiti (rientrerebbe nel misto)?“
Così Il Dott. Perfetto: “Sig. Francesco, provo a riformulare la sua domanda in questo modo (se l’ho ben compresa):
Di quanto verrebbe ridotta la pensione di un lavoratore che rientrerebbe nel sistema di calcolo misto e che andasse in pensione a 64 anni di età con 20 anni di contribuzione con il sistema di calcolo interamente contributivo?
Non so rispondere a questa domanda in termini quantitativi. Ma provo a rispondere in termini qualitativi.
La pensione è tassata come il reddito da lavoro dipendente e pertanto è soggetta ad una tassazione strutturata in tre scaglioni IRPEF:
• 23% (da 0 € a 28.000 €)
• 33% (da 28.000,01 € a 50.000 €)
• 43% (da 50.000,01 € in su)
Il requisito di un importo pensionistico mensile pari ad almeno 3 volte l’Assegno sociale, e cioè pari a 1.638,72 euro lordi mensile per 13 mensilità, equivale ad un importo lordo annuo di 1.638,72 x 13 = 21.303,36 (nota: occorre ricordare che quando si parla di importi, ci si riferisce sempre ad importi lordi) .
All’importo lordo annuo si applica quindi il 23% di tassazione IRPEF.
Quindi, la pensione mensile netta risulta pari a 1.638,72 – (1.638,72 x 0,23) = 1.638,72 – 376,90 = 1.261,84 euro netti.
CONCLUSIONE
Chi pensa di optare per la pensione a 64 anni con almeno 20 anni di contribuzione potrebbe benissimo porsi la domanda riguardo a quanto perderebbe rispetto ad altre opportunità di scelta (per esempio, andando con la pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi di contribuzione con il sistema di calcolo misto, oppure con la pensione di vecchiaia a 67 anni di età con il sistema di calcolo misto).
Ma la domanda finale che si porrà chi pensa di optare per la pensione a 64 anni con almeno 20 anni di contribuzione con il sistema di calcolo interamente contributivo (anziché misto) è la seguente: mi sta bene una pensione di 1.261,84 euro netti mensili per 13 mensilità?
La Pensione a 64 anni estesa a tutti (anche a chi ha cominciato a versare i contributi prima del 1° gennaio 1996) si configura come una nuova possibilità di scelta. Una possibilità di scelta autofinanziata dal lavoratore utilizzando il TFR/TFS come pensione complementare.
La Pensione a 64 anni estesa a tutti rimane (purtroppo) una possibilità di scelta per pochi, per coloro che nella loro vita lavorativa hanno percepito salari medio-alti“.
Ringraziamo come sempre il Dott. Perfetto per essersi reso disponibile a rispondere ai dubbi dei nostri lettori.
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leggo su web che il 20 settembre a Pontida ci sara’ il ‘consueto’ raduno della Lega…penso che i dirigenti dovrebbero iniziare rileggendo i punti chiave firmati pubblicamente prima delle elezioni 2022 e spiegando alla base quali sono stati realizzati …in primis a proposito di pensioni e canone tv …
Rispondo al commento del sig. Marco FACCHETTI in data 22 Giugno 2026 alle 9:43 il quale domanda :
“Mia moglie compie 67 anni nel 2030 e il tutto acquisito come contributi nel 2031.C’è una possibilità contributiva per poterle pagare anni di contribuzione per poterle permettere di andare prima in pensione?”
Il sig. Facchetti non specifica QUANDO ha cominciato a lavorare sua moglie e QUANTI anni di contribuzione ha su moglie sino ad oggi (22 giugno 2026).
Il solo parametro certo che si evince dalla domanda del sig. Facchetti è l’età della moglie ad oggi (2026): 63 anni (poiché viene esplicitato che la signora compirà 67 anni nel 2030).
La prima possibilità per andare in pensione si presenterà nel 2027, quando la signora compirà 64 anni di età.
A LEGISLAZIONE VIGENTE (quindi senza tenere conto di possibili variazioni nelle misure pensionistiche decorrenti dal 2027) la signora potrà andare in pensione:
SCENARIO 1:
• A 64 anni di età + 1 mese (dal 1° gennaio 2027, a causa degli adeguamenti automatici alla speranza di vita previsti dalla legge, il requisito anagrafico sale a 64 anni e 1 mese)
• con almeno 20 anni contributi versati
• a condizione che abbia cominciato a versare i contributi dal 1° gennaio 1996
• a condizione che l’importo pensionistico sia uguale a 3 volte l’Assegno sociale (quindi 1.638,72 euro lordi al mese), oppure uguale a 2,8 volte l’Assegno sociale (quindi 1.529,47 euro lordi mensili, se la signora ha un figlio), oppure uguale a 2,6 volte l’Assegno sociale (quindi 1.420,22 euro lordi al mese, se la signora ha più di un figlio)
• con il sistema di calcolo interamente contributivo
Qualora dovesse entrare in vigore nel 2027 la misura che ad oggi è solo un’ipotesi, ovvero “Pensione a 64 anni estesa a tutti”, allora la signora potrà andare in pensione:
SCENARIO 2:
• A 64 anni di età + 1 mese (dal 1° gennaio 2027, a causa degli adeguamenti automatici alla speranza di vita previsti dalla legge, il requisito anagrafico sale a 64 anni e 1 mese)
• con almeno 20 anni di contributi versati (anche se sono stati versati a cominciare prima del 1° gennaio 1996)
• a condizione che l’importo pensionistico sia uguale a 3 volte l’Assegno sociale (quindi 1.638,72 euro lordi al mese), oppure uguale a 2,8 volte l’Assegno sociale (quindi 1.529,47 euro lordi mensili, se la signora ha un figlio), oppure uguale a 2,6 volte l’Assegno sociale (quindi 1.420,22 euro lordi al mese, se la signora ha più di un figlio)
• con il sistema di calcolo interamente contributivo (e quindi perderebbe il diritto al sistema di calcolo misto)
Poiché il sig. Facchetti domanda se esiste “una possibilità contributiva per poterle pagare anni di contribuzione”, formulo l’ipotesi per la quale la signora non abbia 20 anni di contributi versati.
In tal caso, fermo restando che la signora possa andare in pensione a 64 anni di età + 1 mese con almeno 20 anni di contribuzione:
SCENARIO 1 (a legislazione vigente):
• i contributi mancanti potranno essere colmati versandoli in maniera volontaria (di tasca propria)
SCENARIO 2 (se passa “Pensione a 64 anni estesa a tutti”)
• i contributi mancanti potranno essere colmati versandoli in maniera volontaria (di tasca propria)
• si potrà utilizzare il TFR/TFS come rendita complementare
Come sempre, mi corre l’obbligo di informare il sig. Marco Facchetti e tutti i lettori che le risposte corrette alle loro domande potranno essere fornite solo da un Patronato (senza pagare nulla) in quanto il Patronato ha la completa visione sui versamenti contributivi del lavoratore/lavoratrice nonché gli strumenti di simulazione aggiornati alla legislazione vigente.
Ringrazio il prof.Perfetto.Ho scritto in modo non appropriato alla domanda.Cerco di rimodulare il tutto se possibile.A mia moglie mancano 5 anni per avere il massimo della contribuzione con i requisiti attuali:41 anni e 10 mesi.Il patronato a cui ci siamo rivolti ci dice che tra i 67 anni di anzianità(+ i mesi dal 2027)e il massimo della contribuzione(41anni+10 mesi per le donne)non c’è molta differenza.Chiedo:mia moglie ha la possibilità PAGANDO di recuperare i 5 anni che le mancano?Anni mancanti per seguire i nostri 3 figli.Tutto quello che si poteva recuperare è stato fatto ma se riesco mi farebbe piacere che si godesse un po’ di riposo.Grazie Prof.Marco FACCHETTI
Prof. Facchetti, lei precisa che a sua moglie mancano 5 anni per avere il massimo della contribuzione con i requisiti attuali: 41 anni e 10 mesi.
Quindi mi domanda se sua moglie ha la possibilità di colmare quel vuoto di 5 anni pagando di tasca propria i 5 anni che le mancano per arrivare a 41 anni e 10 mesi di contribuzione.
La mia risposta è sì: quel vuoto di 5 anni può essere colmato versando contribuiti volontari. Ma ci sono delle condizioni da rispettare.
Sono appena rientrato in Italia dalla Germania e sono al momento preso da alcune cose da sistemare a causa della mia assenza dall’Italia.
Conto di poterle rispondere più diffusamente tra questa sera e domani. La mia risposta la troverà nell’articolo pubblicato da Erica Venditti proprio oggi.
Buongiorno.Volevo porre un quesito.Mia moglie compie 67 anni nel 2030 e il tutto acquisito come contributi nel 2031.C’è una possibilità contributiva per poterle pagare anni di contribuzione per poterle permettere di andare prima in pensione?Grazie Marco FACCHETTI
Provo a rispondere in maniera quantitativa alla domanda del sig. Francesco.
Per poter rispondere adeguatamente, occorrerebbe:
• Conoscere la storia contributiva del lavoratore ed effettuare simulazioni con strumenti adeguati: ciò può essere fatto consultando un Patronato, oppure utilizzando il simulatore “Pensami – Simulatore scenari pensionistici” dell’INPS al seguente link: https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-servizi.pensami-simulatore-scenari-pensionistici.pensami—simulatore-scenari-pensionistici.html (nota: il Servizio si rivolge a tutti gli utenti che, senza autenticazione, possono facilmente verificare i possibili scenari pensionistici);
oppure, in alternativa:
• Riportare la propria esperienza personale
Per rispondere, riporterò la mia esperienza personale.
Correva l’anno 2019 quando entrò in vigore la Pensione anticipata Quota 100 (requisiti minimi: 62 anni di età anagrafica e almeno 38 anni di contribuzione).
Nel 2019 avevo 63 anni si età anagrafica, 31 anni di contribuzione da lavoro dipendente, dal 1980 al 2010 estremi inclusi (FPLD: Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti – INPS), e 9 anni di contribuzione da lavoratore autonomo, dal 2011 al 2019 estremi inclusi (Gestione Separata – INPS). Avendo quindi nel 2019 63 anni di età anagrafica e 31+9=40 anni di contribuzione, avevo i requisiti per accedere alla pensione anticipata Quota 100.
Avendo iniziato a versare contributi prima del 1° gennaio 1996 (precisamente, in gennaio 1980), avevo maturato meno di 18 anni di contribuzione (precisamente, 16 anni di contribuzione), e quindi ricadevo nel sistema di calcolo dei “misti puri”.
Per chi avesse aderito a Quota 100 sarebbe stato applicato il sistema di calcolo misto.
Il 5 settembre 2019 mi recai al patronato INAS CISL per verificare le mie possibilità di scelta per andare in pensione.
Avevo due possibilità di scelta:
1. Aderire subito alla pensione anticipata Quota 100
oppure
2. Attendere 5 mesi per il compimento di 64 anni e andare in pensione anticipata con “Opzione 64 anni Computo Gestione Separata”: in tal caso i 16 anni di contribuzione in FLPD sarebbero confluiti in Gestione Separata e, di conseguenza, quei 16 anni sarebbero stati calcolati non più in riferimento al mio stipendio ma in riferimento alla quantità di contributi versati. Quindi, il sistema di calcolo che mi sarebbe stato applicato sarebbe stato interamente contributivo, e non più il calcolo misto
Il Patronato INAS CISL mi fece due simulazioni per il calcolo dell’importo pensionistico:
A) “PENSIONE QUOTA 100” (CALCOLO MISTO):
o Lordo mensile su 13 mensilità: 3.390 euro
o Netto mensile su tredici mensilità: 2.390 euro
B) “OPZIONE 64 ANNI COMPUTO GESTIONE SEPARATA” (CALCOLO INTERAMENTE CONTRIBUTIVO:
o Lordo mensile su 13 mensilità: 3.195 euro
o Netto mensile su tredici mensilità: 2.280 euro
CONCLUSIONI.
Avrei potuto scegliere una delle due opzioni di pensione anticipata.
Ho scelto QUOTA 100 (con calcolo misto), in quanto, rispetto alla “Opzione 64 anni Computo Gestione Separata” (con calcolo interamente contributivo) avrei guadagnato:
• 3.390 – 3.195 = 195 euro LORDI mensili su 13 mensilità
• 2.390 – 2.280 = 110 euro NETTI mensili su 13 mensilità
OSSERVAZIONE: con Quota 100 non avrei potuto continuare a lavorare stando in pensione (avrei potuto continuare a lavorare solo se avessi fatturato al massimo 5.000 euro l’anno, pena la sospensione della pensione). Se avessi voluto continuare a lavorare pur stando in pensione, sarebbe stato più vantaggioso optare per “Opzione 64 anni con Computo Gestione Separata”. Ho scelto Quota 100 perché non avevo intenzione di continuare a lavorare.
SINTESI
Sono andato in pensione il 1° gennaio 2021 con Quota 100 con 65 anni di età anagrafica e 41 anni di contribuzione (senza attendere la finestra di 3 mesi in quanto l’avevo abbondantemente superata nel 2021 da quando avevo maturato i requisiti nel 2019).
Ho inoltrato la domanda almeno DUE MESI prima da quando mi sarebbe stata erogata la pensione (è importante inoltrare la domanda quanto prima, per non attendere il tempo di smaltimento della pratica prima di ricevere l’importo pensionistico).
Il primo importo pensionistico l’ho ricevuto il 1° febbraio 2021 (con l’arretrato di gennaio 2021).
L’importo pensionistico a regime è stato pari a 3.646 LORDI al mese, ovvero 2.564 euro NETTI al mese.
In Luglio 2026 il mio importo pensionistico è pari a 4.059 euro LORDI ovvero 2.800 euro NETTI, aumenti (rispetto al 2021) dovuti all’allineamento all’inflazione, anche se non al 100% ma al 47% perché il mio lordo mensile si colloca tra 6 e 8 volte il trattamento minimo (nota: il cedolino di Luglio 2026 è già disponibile sul sito INPS).
NOTA: trattenute sulla pensione = (4059 – 2.800) / 4059 = 1259 / 4059 = 31%.
NOTA FINALE: COSA PIÙ IMPORTANTE DI TUTTO È AVERE LA POSSIBILITÀ DI SCEGLIERE SE ANDARE IN PENSIONE O CONTINUARE A LAVORARE (come è accaduto a me).
NOTA ESPLICATIVA.
In un precedente commento del 18 Giugno 2026 alle 18:43 la sig.ra Lory afferma:
“Chi ha sei o sette anni prima del 1996 e percepisce oggi uno stipendio lordo di fascia medio alta ci rimette parecchio. Nel mio caso quasi 800 euro lordi mensili di differenza, questo perché gli stipendi prima del 1996 erano in lire e trasformati in euro diventano contributi irrisori.” (FONTE: https://www.pensionipertutti.it/pensione-a-64-anni-estesa-a-tutti-pro-e-contro/#comment-126768).
Nei calcoli che ho riportato relativi alla mia situazione pensionistica, se avessi scelto “Opzione 64 anni Computo Gestione Separata” con calcolo interamente contributivo, avrei perso, rispetto a Quota 100 con calcolo misto (avendo 16 anni di contribuzione prima del 1996), 195 euro LORDI mensili, ovvero 195 x 13 = 2.535 lordi annuali.
In termini netti, avrei perso 110 x 13 = 1.430 euro netti annuali.
Mi domando: è possibile che la perdita di “800 euro lordi mensili” cui si riferisce la sig.ra Lory non siano invece 800 euro netti l’anno?
Se così fosse, allora la perdita di “800 euro netti l’anno” sarebbe più in linea con la ipotetica perdita di 1.430 euro netti l’anno cui sarei potuto andare incontro io qualora avessi scelto di aderire ad un calcolo interamente contributivo invece che misto.
Una perdita di 800 euro lordi mensili equivale ad una perdita ci 800 x 13 = 10.400 euro lordi annuali che, rispetto alla mia perdita ipotetica di 2.535 lordi annuali, è estremamente elevata.
Cosa che potrebbe anche essere, qualora i versamenti contributivi siano stati estremamente elevati a fronte di uno stipendio percepito estremamente elevato.
Potrebbe anche essere vero che la situazione della sig.ra Lory non sia identica alla mia in cui viene considerata la Gestione Separata. Tuttavia, una perdita di 800 euro lordi mensili equivalenti ad una perdita di 10.000 euro lordi annuali mi sembra davvero eccessiva.
A prima vista sembrerebbe anche a me eccessiva la affermazione della signora Lory.
La trasparenza del dottor Perfetto é ammirevole e non da tutti.
Sinceramente mi sarei aspettato, vista la competenza evidenziata nel curriculum e il contenuto dei suoi interventi sul sito, che il suo primo assegno pensionistico fosse più sostanzioso.
Saluti.
Complimenti al dott. Perfetto per la chiarezza esemplare ed esaustiva nel descrivere ogni passaggio della Sua scelta previdenziale.
Si perde tantissimo, quindi ognuno deve farsi i propri conti e valutare se conviene o meno. Detto questo, è sempre meglio avere un’opzione in più che non averla affatto. Un po’ come quando sono andato in pensione io: potevo optare per la Quota 103 interamente contributiva (cosa che non ho fatto) oppure aspettare i 42 anni e 10 mesi, più i 3 mesi di finestra. Nel mio caso, poi, i mesi di finestra sono diventati addirittura 4, perché ho raggiunto il requisito all’inizio del mese e la finestra partiva da quello successivo… la solita fortuna!