Pensioni anticipate, arriva il Bonus Giorgetti 2026: aumenti per chi sceglie di restare

Il cosiddetto “Bonus Giorgetti” sarà confermato anche per il 2026. La misura, introdotta per incentivare i lavoratori a proseguire l’attività oltre la soglia della pensione anticipata, prevede un vantaggio economico immediato per chi sceglie di restare al lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato. In pratica, i contributi previdenziali a carico del dipendente vengono temporaneamente versati in busta paga, trasformandosi in un aumento mensile dello stipendio.

Come funziona il Bonus Giorgetti nel 2026

Il meccanismo è semplice: i contributi IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) a carico del lavoratore – pari al 9,19% dello stipendio lordo nel privato e all’8,89% nella pubblica amministrazione – non vengono versati all’Inps, ma riconosciuti direttamente in busta paga. La quota a carico del datore di lavoro, pari al 23,81% della retribuzione, resta invece invariata e continua a essere destinata ai versamenti previdenziali. L’incentivo incide solo marginalmente sull’importo futuro della pensione, poiché riduce per un periodo limitato la crescita della parte contributiva. In cambio, il lavoratore beneficia di un incremento immediato della retribuzione, un vantaggio che nel 2026 sarà nuovamente operativo per chi decide di rinviare il pensionamento.

Pensioni anticipate 2026: Gli aumenti per i lavoratori

Nel settore privato, il bonus si traduce in un incremento dello stipendio pari al 9,19% lordo e completamente esentasse. Ciò significa che un lavoratore con una retribuzione mensile di 2.500 euro riceverà circa 230 euro in più ogni mese, per un totale di oltre 3.000 euro lordi annui. Chi guadagna 1.740 euro, valore vicino alla paga base di un metalmeccanico di livello D1, avrà un aumento di circa 160 euro al mese. Con uno stipendio di 2.000 euro, l’incremento sarà di 185 euro mensili, equivalenti a 2.400 euro l’anno, mentre chi percepisce 3.000 euro ne guadagnerà 275 in più. Per i redditi più alti, l’incentivo diventa ancora più significativo: con 5.000 euro lordi mensili, il bonus raggiunge circa 450 euro aggiuntivi ogni mese. Nel pubblico impiego, la quota di contributi IVS è leggermente inferiore, all’8,89%, e di conseguenza anche l’aumento risulta più contenuto. Un dipendente statale con 1.750 euro lordi mensili riceverà 155 euro in più, mentre con una retribuzione di 2.000 euro l’incremento salirà a circa 177 euro. Chi percepisce 2.500 euro vedrà la busta paga crescere di 222 euro, e con uno stipendio di 3.000 euro l’incremento sarà di 266 euro. Per i dirigenti pubblici con compensi di 5.000 euro mensili, il premio toccherà i 445 euro al mese, pari a oltre 5.000 euro lordi aggiuntivi su base annua.

Pensioni anticipate e bonus Giorgetti: Finestre e modalità di accesso all’incentivo

Il bonus sarà riconosciuto a tutti i lavoratori, pubblici e privati, che nel 2026 matureranno i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, pari a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne. L’incentivo scatterà dopo la finestra di tre mesi prevista dalla legge. Anche chi rientra nei requisiti di Quota 103 (62 anni di età e 41 anni di versamenti) potrà accedere al beneficio, ma con tempi di decorrenza differenti: sette mesi per i lavoratori del settore privato e nove per quelli del pubblico. Nel 2025, i primi pagamenti sono stati erogati ad agosto per gli iscritti ai fondi speciali, come trasporti, poste e volo; a settembre per la generalità dei dipendenti privati, e da ottobre per il personale della pubblica amministrazione. Per ottenere il bonus è indispensabile presentare apposita domanda all’Inps, che provvederà a riconoscere l’aumento in busta paga nei mesi successivi alla maturazione dei requisiti.

39 commenti su “Pensioni anticipate, arriva il Bonus Giorgetti 2026: aumenti per chi sceglie di restare”

    • Buongiorno parlate tutti di Bonus Giorgetti
      Ma qualcuno lo ha visto in busta paga??
      NOIPA ad oggi non ha nessuna indicazione di come procedere

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  1. Grande Giorg … tu ne sai … alla lunga lista ora si aggiunge il “BONUS GIORGETTI” !!!! … ci mancava … ah ah ah ah … non bastavano baby pensioni, ape, opzione donna, usuranti, parlamentari, quota 100, 102, 103, 103 contributivo, anzianita’, vecchiaia, d’oro, ecc. … ah ah ah ah … grandissimo Giorg … il mito della vita eterna … ah ah ah ah !!!! … ma … un domandone: voi parlamentari dopo quanti anni maturate il diritto alla pensione ?? … ah ah ah ah !!!!

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  2. Buonasera! Ritengo che il lavoratore debba avere, non solo, la libertà di scegliere se proseguire l’ attività oltre la soglia della pensione anticipata, o di accedere alla quiescenza, ma che debba essere retribuito, anche, dignitosamente ( art.. 36 della Costituzione Italiana).

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    • Condivido pienamente: il diritto alla scelta e alla dignità retributiva non sono privilegi, ma pilastri di una società giusta. L’articolo 36 non è solo un numero, è un promemoria elegante che il lavoro merita rispetto… anche quando i capelli iniziano a diventare d’argento!

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    • Cara Teodora Moira, io la penso così ma io non sono nessuno per dire che è la cosa giusta: salvo situazioni estreme del tipo che la pensione, magari accumulata dopo una vita di lavoro, è talmente scarsa da crearti problemi seri una persona ha il diritto e secondo me il dovere di terminare; poi ci sono delle situazioni particolari: te ne elenco 3; Nicola T ha detto che adesso istruisce i giovani: lodevole; il Dott. Perfetto: pur in pensione sta facendo una cosa straordinariamente importante e siamo fortunatissimi che ancora si da da fare; conosco un signore, quasi 70 anni, che aiuta il figlio come meccanico bici: lodevole; per quanto mi riguarda ho terminato, volendo potevo rimanere a lavorare ancora, ma ho detto basta; coltivo vecchi interessi e nuovi, e ogni anno al 31 agosto, giorno di pensione per il personale della scuola, io festeggio; saluti a te e ai gestori del sito

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      • Buonasera! Gentilissimo Prof. Paolo, ha profondamente ragione quando sostiene che dovremmo ritenerci fortunati di avere l’ Illustrissimo Dottor Perfetto, come esperto previdenziale, che svolge un lavoro encomiabile. Spero che la proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin diventi, al più presto, legge. Cordiali saluti a LEI, alla Redazione di ” Pensioni per Tutti” e a tutti i lettori. Ringrazio tutti vivamente.

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  3. Buongiorno, chiedo se possibile, una spiegazione:
    nel mese di giugno 2025 ho maturato 41 anni di contributi e ad ottobre 2025 ho compiuto 63 anni.
    Credo di avere diritto alla pensione anticipata con quota 103.
    Se dovessi scegliere di usufruire del bonus Giorgetti fino al raggiungimento della anticipata Fornero (42 anni e 10 mesi + eventuale adeguamento) la mia pensione verrebbe calcolata con il metodo misto o con il metodo interamente contributivo?
    Ringrazio anticipatamente chiunque fosse così gentile da darmi una risposta.

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  4. Fatevi fare bene i conteggi. Avere un 10% in più in busta paga quasi sempre non paga rispetto al valore dell’assegno mensile di pensione un pò più alto che si prenderebbe a vita rinunciando a prendere il bonus.
    Nel mio caso, accettando il bonus, per 2 anni e 7 mesi di contributi non versati vivendo fino a 90 anni in tasca mi troverei 10.000 euro circa in meno.

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    • Certo, ti auguro di vivere 150 anni!

      Ma tieni presente che, secondo gli ultimi dati disponibili:

      La speranza di vita alla nascita in Italia nel 2024 è pari a 83,4 anni (81,4 per gli uomini e 85,5 per le donne).

      E che:

      La probabilità di vivere oltre 80 anni è circa 70 %

      La probabilità di vivere oltre 85 anni è circa 54 %

      La probabilità di vivere oltre 90 anni è circa 32 %

      La probabilità di vivere oltre 95 anni è circa 11 %

      La probabilità di vivere oltre 100 anni è circa 2 %

      Insomma… le possibilità non sono male — e questo vale sia per te che per me 🙂

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      • Egregio Gigi, ma non dovevamo essere quelli che vivono sempre più a lungo visto l aumento dell ‘aspettativa di vita automatico inserito in quella odiosa Legge? Ora leggo che solo la metá di noi vive fino agli 85 anni? E per quello dobbiamo lavorare fino ad oltre 70 anni di etá ??? Mi sa che sia una farsa anche l aumento della aspettativa di vita.

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        • Caro Ale,
          la statistica spesso inganna: come ricordava Trilussa con l’esempio del pollo, se in due persone una mangia due polli e l’altra nessuno, la statistica dirà che “ognuno ha mangiato un pollo”. Ecco perché parlare di aspettativa di vita media non significa che tutti vivano davvero più a lungo, ma solo che i numeri vengono distribuiti in modo da sembrare più favorevoli di quanto siano nella realtà.

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      • Caro Gigi Stock, io sapevo che a 100 anni ci arrivano 7 donne e 1 uomo; grazie dell’informazione; mi sembra altina per gli uomini quella sugli 80 anni; speriamo in bene; saluti a te e ai gestori del sito

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        • Caro Paolo, alle donne la longevità sorride di più,

          I dati che hai visto sono statistiche generali sull’intera popolazione italiana. Questo significa che non distinguono subito tra uomini e donne, ma danno una media complessiva.

          La speranza di vita alla nascita è di 83,4 anni, ma se guardiamo nel dettaglio:

          Uomini: 81,4 anni
          Donne: 85,5 anni

          Ecco perché, tra le persone che superano gli 80 o i 100 anni, le donne risultano nettamente più numerose. Infatti, a 100 anni si stima che ci arrivino circa 7 donne per ogni uomo.

          Quindi la probabilità “generale” di vivere oltre gli 80 anni (circa 70%) è una media che include entrambi i sessi. In realtà, per le donne è più alta, mentre per gli uomini è più bassa, proprio perché la loro vita media è più corta.

          In sintesi: la statistica che hai visto (fonte ISTAT) è corretta come media, ma se si guarda al dettaglio, le donne hanno un vantaggio significativo sulla longevità.

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  5. Riflessione sulla Convenienza del Bonus Giorgetti:

    Per richiedere il Bonus Giorgetti è necessario essere lavoratori dipendenti (pubblici o privati), iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) o a forme sostitutive/esclusive, e aver maturato entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne) o per la pensione anticipata flessibile (Quota 103, con 62 anni di età e 41 anni di contributi). Non si deve essere titolari di una pensione diretta (ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità) e non si deve aver raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia.

    Sconvenienza per chi ha maturato i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi):
    Nel caso in cui un lavoratore abbia già maturato i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), risulta generalmente sconveniente richiedere il Bonus Giorgetti. Infatti, in questa situazione, il lavoratore può decidere di andare in pensione immediatamente, richiedendo la pensione anticipata, e successivamente fare richiesta di essere riassunto dal proprio datore di lavoro. In tal modo, si verificherebbe una combinazione di pensione INPS e stipendio da lavoro, con il risultato di un reddito complessivo decisamente più elevato rispetto a quello che si otterrebbe accedendo al Bonus Giorgetti.

    Convenienza per chi opta per la pensione anticipata flessibile (Quota 103, con 62 anni di età e 41 anni di contributi):
    La situazione cambia per coloro che maturano i requisiti per la pensione anticipata flessibile, ossia la cosiddetta “Quota 103”, che prevede il raggiungimento dei 62 anni di età e almeno 41 anni di contributi. In questo caso, la pensione INPS potrebbe risultare meno vantaggiosa a causa di alcune penalizzazioni, tra cui una finestra di attesa che può arrivare da 7 a 9 mesi, il calcolo interamente contributivo (che comporta una pensione più bassa rispetto al calcolo misto), e il fatto che il reddito da lavoro non possa superare i 5.000 euro annui. Inoltre, il pensionato potrebbe ricevere un importo che non supera le 4 volte il trattamento minimo INPS, riducendo ulteriormente la disponibilità economica.

    Per questi lavoratori, potrebbe risultare più conveniente optare per il Bonus Giorgetti, che garantisce un sostegno economico immediato in attesa del pensionamento, senza le penalizzazioni del calcolo contributivo e senza le restrizioni sul reddito da lavoro. Tuttavia, questa scelta potrebbe essere vantaggiosa solo nel caso in cui non si preveda di continuare a lavorare con un reddito significativo o stabile.

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  6. Buongiorno si parla da un anno del Bonus Giorgetti ma ad oggi nessun dipendente pubblico anche se in presenza dei requisiti certificati dall’Inps ha ricevuto nulla in busta paga e NOIPA che dovrebbe essere la struttura preposta all’adempimento non è in grado di dare un termine.
    Possibile che nessuno si sia accorto di questo problema e si continua a parlare se conviene o no usufruire di questo fantomatico Bonus??
    Grazie

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  7. A parte il fatto che il bonus non è più così allettante…
    Ma uno dopo i 60 o 65anni non ha risparmiato qualcosa?
    Mancano proprio gli ultimi 100 euro prima di andare in cimitero?

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    • questo Bonus fa incontrare due esigenze: coloro che , raggiunti i requisiti Fornero, stanno bene nel loro lavoro al punto tale che non hanno alcuna intenzione di smettere e ce ne sono e il governo che non gli par vero che ci sia gente, con i requisiti Fornero, che voglia continuare a lavorare; tutto qui; saluti a te e ai gestori del sito

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      • Buongiorno paolo prof: ma questi signori sono dei geni …. per loro e’ piu conveniente questo specie di bonus o andare in pensione anticipata e poi dopo un mese farsi riassumere con lo stesso stipendio? o con un contratto part time o lavoro a chiamata per poi lavorare in nero? forse nel settore pubblico…
        Quanti cosi detti precoci oggi usano questo sistema….
        La norma potrebbe funzionare a fronte che una pensione anticipata non interamente contributiva non dovrebbe permettere di continuare a lavorare…

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        • Chissà quanti sono andati in pensione con la quota 100 e il giorno dopo lavoravano per la stessa azienda in nero e in smart working da casa e oggi prendono un doppio reddito uno dei quali nemmeno tassato. Però non diciamolo troppo forte che casomai si offendono e ci danno dell’invidioso.

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          • In smart working da casa collegati alla rete aziendale non lo consiglierei, soprattutto per la ditta. Sarebbe come certificare un lavoro in nero. Ahahahah

  8. È curioso come venga presentato il “Bonus Giorgetti” come un grande incentivo, quando in realtà si tratta semplicemente di restituire al lavoratore una parte dei suoi stessi contributi. Non è un regalo dello Stato, ma un’anticipazione di ciò che normalmente finirebbe all’Inps.

    Certo, l’aumento in busta paga fa piacere nell’immediato, ma non dimentichiamo che si ottiene rinunciando a una crescita futura della pensione. In altre parole: oggi qualche euro in più, domani un assegno più leggero.

    Inoltre, la misura sembra pensata per convincere chi ha già maturato i requisiti a restare al lavoro, quasi fosse un dovere morale “tirare avanti” ancora qualche anno. Ma non sarebbe più serio affrontare il problema strutturale delle pensioni e del mercato del lavoro, invece di inventare bonus temporanei che spostano il peso sempre sulle spalle dei lavoratori?

    Insomma, chiamarlo incentivo è un po’ fuorviante: è più un modo elegante per dire “lavora ancora, ti ridiamo i tuoi contributi”. Una soluzione di facciata che non risolve il nodo centrale: la sostenibilità del sistema previdenziale e la dignità di chi, dopo 43 anni di contributi, vorrebbe semplicemente godersi la pensione.

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    • Le fa delle riflessioni che io non condivido :
      se un lavoratore ha maturato 42 anni e 10 mesi secondo la legge Fornero, andando in pensione si prende il suo montante contributivo maturato e l’ Inps calcola la pensione alla data x.
      Viceversa, se decide di continuare a lavorare, non farà più 42 anni e 10 mesi, ma farà 44 anni e 10 mesi se lavora altri due anni ad esempio, quindi avrà alla nuova data x di pensionamento un montante contributivo più alto ( perchè il datore di lavoro continua a versare 2/3 dei contributi). Inoltre, avrà un età più alta e secondo la legge Fornero il coefficiente di trasformazione è più favorevole al crescere dell’ età di pensionamento ( l’ unico punto di domanda potrebbero essere eventuali variazioni al ribasso dei coefficienti di trasformazione nei due anni che lavora in più, ma sono compensati dall’ età).
      Inoltre, l’ aumento di stipendio potrebbe essere se uno desidera, messo nella pensione integrativa andando ad aumentare anche in questo caso il montante contributivo.
      Che calcoli ha fatto per dire che lavorando due anni in più avrà un assegno più leggero?Boh!

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    • vedi , Claudio, esistono persone, ,e non mi riferisco a Nicola T, che mi ha dato una risposta legittima e condivisibile del perchè, pur in pensione, istruisce i giovani, che all’idea di terminare di lavorare non ci pensano; qualcuno di loro lavorerebbe in eterno; molti hanno paura del trauma del dopo lavoro; e cosa faccio, come passo il tempo? lo ribadisco: è la fase più bella; hai il tempo a piene mani per quelle cose che prima non potevi fare visto che lavoravi; e ti coltivi vecchi e nuovi interessi; la frase tua: sono innamorati del loro lavoro e non possono farne a meno è la frase perfetta; saluti a te e ai gestori del sito

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    • Non è così semplicistico
      A) il bonus è esentasse. La rendita pensionistica di quei contributi è soggetta a Irpef. Quindi non sono cifre uguali corrisposte in tempi diversi
      B) percepire qualche migliaia di euro concentrati in dodici/trentasei mesi nell’ultimo periodo lavorativo oggettivamente diverso da prendere pochi spiccioli al mese quando si è in pensione
      Con 5000 euro faccio un bel viaggio o pago il dentista o rifaccio il bagno.
      Col 5/6% lordo (coefficiente di trasformazione a 66/67 anni) di quei 5000 euro prendo 250/300 euro lordi annui. Ovvero 20/25 euro al mese. Lordi. Ovvero una quindicina di euro al mese netti. Una cifra inutile.

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      • Vedi Piti, giusti i tuoi calcoli ma….. e adesso ti spiego i ma…..; la prima cosa è aver risparmiato un po’ nell’arco della vita ma per farlo bisogna aver fatto grossi sacrifici; per i viaggi bisogna aver tempo per farli e se lavori fai fatica a farli quando desideri tu; vedremo alla fine quanti aderiranno a questo bonus ; saluti a te e ai gestori del sito

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          • vedi Piti, tutto dipende dal lavoro che fai e di quanto non ne puoi più; esistono quelli che non hanno sofferto a sufficienza, fanno un bel lavoro e allora usufruiscono di questo bonus; chi ha sofferto a sufficienza e non ama il proprio lavoro non vede l’ora di terminare; tutto qui; saluti a te e ai gestori del sito

          • Chi sta “bene” sul suo lavoro di solito ha già accordi aziendali e con ruoli e stipendi già di rilievo…a prescindere dal bonus… cambierà poco…
            Ma siamo alla fiera delle banalità..

        • Rispondo qui perché al tuo commento sotto non c’è modo di replicare.

          Io mi chiedo se tu ti renda conto (e a quanto pare sei un insegnante) (annamo ‘bbene) di come commenti a casaccio.

          Si parla della convenienza o meno del bonus Giorgetti, io spiego perché conviene e faccio qualche esempio di cosa si può fare coi soldi di quel bonus e tu replichi divendo che bisogna aver risparmiato un po’ nell’arco della vita. Che ci azzecca la tua replica? La valutazione della convenienza del bonus prescinde OVVIAMENTE dall’aver risparmiato o meno in precedenza. Il fatto è che il bonus è detassato e la rendita pensionistica no, e inoltre il bonus ti dà relativamente molto in poco tempo e la quata di pensione mancante in seguito all’opzione bonus è irrisoria.
          E’ un concetto astruso?

          Dopodiché mi spieghi, rovesciando banalità fuori fuoco che chi è scocciato di lavorare se ne va comunque e chi invece lavora con piacere rimane.
          Ma non mi dire! Mi hai illuminato. Ti ringrazio. Da solo non ci avrei mai pensato
          E però -again- che ci azzecca parlare del piacere o dispiacere del lavoro valutando se convenga FINANZIARIAMENTE (che, ti do una notizia: è un dato oggettivo e non psicologico) accettare qualche soldo in più per restare al lavoro ancora un po, il valutare -che ognuno farà nel suo cuoricino- se preferisce rimanere a casa in pensione o rimandare di un po’ il riposo? Abbiamo bisogno di dirci che chi ne ha le palle piene resterà a casa e chi no andrà a lavorare? E’ questo il tuo contributo a una discussione che nasce da una domanda TECNICA, se convenga a soldi la scelta X oppure la scelta Y?
          Ma, perdonami, ti hanno mai spiegato che se uno nel corso diuna discussione collettiva non ha una cosa intelligente e centrata da dire può persino tacere?

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          • caro Piti, che convenga o meno, hai disquisito a sufficienza e hai detto la tua; vedremo quanti aderiranno e quanti no; il mio era un discorso più ampio; vedo che ti ha dato fastidio e l’hai esternato ampiamente; lascia stare i prof;

          • Ma mi scusi lei sa che è possibile raggiunto il diritto alla pensione, lavorare nuovamente sia come autonomo che come dipendente e pertanto percepire pensione e un nuovo reddito? Non le sembra che questo possa comportare un income netto superiore a questo bonus Giorgetti?

  9. Buongiorno a tutti. Ho risposto a paolo prof nel forum precedente. Volevo solo aggiungere una piccola considerazione finale. Non ho toccato l’argomento dell’etica e della moralità nella politica perché è un argomento molto delicato.
    Potremmo anche comportarci come fanno nel Nord Europa escludendo personaggi di dubbia moralità o di trascorsi giudiziari. Forse faremmo meglio. Soprattutto per chi è indiziato di reato. Ti “ripulisci” poi valutiamo. È anche vero però che citando, tra i tanti, due personaggi di rilievo, potremmo rifletterci sopra.
    Il primo è F.D. Roosevelt. Il secondo è W. Churchill. Se li giudichiamo per la loro moralità, ovviamente intesa al loro tempo, “mamma mia”.
    Se li giudichiamo nella storia, siano benedetti. Ovviamente l’etica resta un punto di riferimento. La morale cambia a seconda dei Paesi, dei periodi storici e delle circostanze. Un saluto e un grazie a tutti. In particolare alla Sig.ra Teodora Moira. Anche la gentilezza e cortesia sono qualità pregiate

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    • Grazie per la tua riflessione. Pur comprendendo il tuo punto di vista, non sono pienamente d’accordo.
      Trovo rischioso separare del tutto il giudizio storico da quello etico. Per me, la vera grandezza di un leader sta anche nell’aver agito con principi che, pur nel contesto del loro tempo, mostrassero un’integrità di fondo. Per quanto riguarda la politica odierna, credo che la soluzione non sia escludere le persone in attesa di un ‘ripulirsi’, ma pretendere trasparenza e comportamenti etici costanti da parte di tutti coloro che sono al potere.

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      • Certo sono d’accordo. Il mio era solo un passettino verso la realtà delle cose. Sarebbe bello e giusto se etica e morale trionfassero. Diciamo che, nell’ attesa di un mondo migliore, ci accontentiamo di avere politici onesti e capaci. La passione e il sangue c’è lo mette sempre il popolo

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    • Sarei d’accordo se in Italia possiamo chiudere occhi e fidarci ciecamente delle sentenze della magistratura. Ci sono inchieste che all’ inizio vengono messe in risalto da tutti i giornali, per poi finire con una bella assoluzione piena.Chi risarcisce queste persone messe alla gogna e poi assolti?In questo caso dovrebbe essere il magistrato che dovrebbe usando il suo termine ” ripulirsi”, ma sappiamo bene che la responsabilità civile dei giudici non si è mai attuata.Il partito radicale di Pannella ci provò, ma in Italia vige il sistema delle caste, dalla magistratura ai tassisti.Saluti.

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