Pensioni anticipate, Cazzola ‘nuova opzione bisex’: ha senso aggiungere nuovi oneri?

Abbiamo chiesto al Prof Giuliano Cazzola un suo parere in merito all’ ultima proposta previdenziale di Giorgia Meloni ossia opzione tutti come misura per evitare un ritorno in toto della Legge Fornero dal 1 gennaio 2023. Di seguito le considerazioni di Cazzola corredate da specifiche e grafici che ben fanno intendere il suo punto di vista e l’efficiacia dell’attuale misura opzione donna. Vi lasciamo alla sua disamina, ringraziandolo per la solita disponibilità al confronto.

Opzione tutti, ha senso introdurre un’identità di genere per le pensioni?

Così Cazzola: “Nei prossimi tre anni, il governo dovrà  trovare 32 miliardi in più solo per adempiere a quanto previsto a legislazione vigente in tema di rivalutazione automatica delle pensioni. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, ipotizzando un’inflazione superiore di due punti rispetto al 5,8% previsto nel Def per il 2022 (siamo ormai a poco meno del 9%), la rivalutazione delle pensioni all’inflazione costerà allo Stato circa 32 miliardi lordi nei prossimi tre anni (5,7 miliardi nel 2023, 11,2 nel 2024, 15,2 nel 2025) che andranno a beneficio degli oltre 16 milioni di pensionati.

Nella situazione attuale della finanza pubblica è problematico reperire le corrispondenti risorse per adempiere a questo esborso già disposto dalla legge. E’ il caso di aggiungere nuovi oneri, introducendo – come prevedeva il ddl Zan – una sorta di identità di genere anche per le pensioni? E’ in circolazione una nuova proposta, teoricamente ispirata a criteri di uguaglianza di genere (come si dice adesso). Anche ai lavoratori sarebbe consentito di optare per la pensione anticipata a 58 anni (dipendenti)  59 anni (autonomi) con 35 anni di contributi e ricalcolo dell’assegno tutto contributivo, come già accade per Opzione Donna: sembrerebbe essere questa la strada individuata da Giorgia Meloni per superare la riforma Fornero che tornerà dal prossimo anno se alla scadere di Quota 102 – ossia il 31 dicembre – non si troverà una soluzione.

Siamo sempre lì, tutto si fa pur di abbassare l’età alla decorrenza della pensione. Si arriva a strumentalizzare persino i sacri principi dell’eguaglianza. Se i requisiti previsti per Opzione donna venissero estesi anche ai lavoratori si determinerebbe un’ulteriore diseguaglianza di genere di carattere sostanziale. Opzione donna, infatti, fu introdotta dalla riforma Maroni nel 2003 allo scopo di attutire l’innalzamento dei requisiti dell’età pensionabile delle lavoratrici ( il requisito anagrafico del trattamento di vecchiaia è salito, in trent’anni, da 55 a 67 anni).

Ma la normativa prevista per Opzione donna è oggettivamente rivolta ad una minoranza dell’occupazione femminile, perché i fatti dimostrano che sono poche le lavoratrici che riescono ad accumulare un’anzianità contributiva di 35 anni, a causa della loro posizione di componente debole del mercato del lavoro (chi si avvale di Opzione donna sono poche decine di migliaia ogni anno).

RIPARTIZIONE DELLE DOMANDE ACCOLTE TRA L’1 GENNAIO 2019 E IL 31 GENNAIO 2021

PER FASCE D’ETÀ ALLA DATA DELLA DOMANDA GestioneFasce d’età – Numero 
 5859           6061
62            
 63 64 65Totale
Gestione privata46113.48010.9036.7513.5812.6651.9622.12741.930
Gestione pubblica793.6672.1259275844163351708.303
Totale54017.14713.0287.6784.1653.0812.2972.29750.233

(Fonte- Cdc)

Al contrario le stesse norme, estese agli uomini, aprirebbero un’autostrada ulteriore per l’uscita anticipata degli anziani/giovani, ovviamente con oneri moltiplicati rispetto al costo attuale, tutto sommato modesto.

COSTO DI OPZIONE DONNA – DOMANDE ACCOLTE DAL 2019 AL 31 GENNAIO 2021 (fonte- Inps)

Pensioni 2023, Opzione tutti/ bisex farebbe davvero risparmiare?

Si dice che <Opzione tutti> permetterebbe di ridurre anche di molto l’impatto previsto da ‘Quota 41’, che richiederebbe risorse pari a circa5 miliardi l’anno. Poi, a sottolineare le <virtù> della misura, ci sarebbe l’applicazione del calcolo contributivo sull’intera anzianità contributiva, compresa quella maturata in regime retributivo.

Per quanto riguarda questo aspetto vengono indicati tagli intorno al 25-30%, che sono esagerati. Oggi tutti i soggetti che vanno in pensione hanno nella propria storia lavorativa un periodo calcolato col metodo contributivo di almeno un decennio, ma in crescita col passare degli anni.

Pertanto il periodo da ricalcolare da retributivo a contributivo diminuisce progressivamente per quanti si avvarrebbero della nuova opzione bisex. Infatti  la Relazione Tecnica della Legge di Bilancio 2021 ha stimato una riduzione degli importi medi di pensione per effetto del calcolo contributivo mediamente pari al 7 per cento per le lavoratrici dipendenti e al 15 per cento per le lavoratrici autonome. Penalizzazioni  assolutamente sostenibili se si considerano il numero di anni in cui la lavoratrice riscuote anticipatamente la pensione. Il che varrebbe a maggior ragione anche per i lavoratori“.

Ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’editoriale che trattandosi di esclusiva é tenuto a citare la fonte e ringraziamo nuovamente il professor Cazzola per il tempo dedicatoci.

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28 commenti su “Pensioni anticipate, Cazzola ‘nuova opzione bisex’: ha senso aggiungere nuovi oneri?”

  1. Ho circa 8 anni di contributi prima del 1996. Per questo motivo la mia eventuale, oltre che auspicabile adesione alla formula “Opzione uomo”, non comporterebbe una penalizzazione eccessiva. Quello che non è chiaro è se, e come, potrebbero essere computati periodi di contribuzione nella gestione separata.
    Penso che in un sistema veramente contributivo non debba più esistere la separazione delle gestioni. Se uno ha periodi a gestione separata, anche a contribuzione inferiore, questi debbanoi essere computati automaticamente per quello che valgono, sia in termini di requisiti temporali (anni di contribuzione) che in termini economici (e quindi con importi più bassi). Deve essere finalmente data la possibilità di integrare, su base volontaria, gli importi, se il lavoratore desidera che i periodi a gestione separata siano computati, nel sistema contributivo, come i periodi di lavoro dipendente.
    In buona sostanza, è il lavoratore, in base a ciò che versa, che deve essere libero di costruirsi la sua pensione contributiva!

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  2. Il Prof. Cazzola dice a proposito della cosiddetta opzione tutti : “sembrerebbe essere questa la strada individuata da Giorgia Meloni per superare la riforma Fornero”.
    Non credo che questa sia la strada proposta dalla Meloni per superare la riforma Fornero, credo invece che questa sia la proposta solo di un’opzione già esistente per le donne ed estesa anche agli uomini.
    Se opzione donna fu introdotta per attutire l’innalzamento dei requisiti dell’età pensionabile delle lavoratrici allora fu un vero fallimento: i dati di chi ne ha usufruito lo dimostrano.
    Per attutire veramente l’innalzamento dei requisiti dell’età pensionabile delle lavoratrici bisogna introdurre una sorta di consistente “sconto figli” per le madri.
    Quindi, visto che sarebbe economicamente penalizzante (dato il ricalcolo contributivo), probabilmente non avrebbe grande successo nemmeno tra gli uomini ma sicuramente sarebbe sicuramente un paracadute per chi, donna o uomo, rimane senza lavoro dopo i 58 anni.
    Per chi si trova in questa condizione… “piuttosto che niente è meglio piuttosto”!
    Arrivare alla pensione lavorando è dura ma sperare di arrivare alla pensione da disoccupato (dopo una vita di lavoro) è quasi impossibile.
    La vera riforma per superare la legge Fornero deve partire dalla proposta dei sindacati/Lega cioè quota 41 senza vincoli oppure per risparmiare tempo e discussione basterebbe adottare la proposta del gruppo UTP, lì c’è già tutto scritto!
    Un saluto a tutti

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  3. mah… il 25% delle adesioni sono poche ??… 1/4 delle donne che per necessità, ma soprattutto per scelta hanno deciso per la loro vita …. (non tutti campano fino a 70 anni)
    non decidete per gli altri che siano tanti o pochi… poter vivere e organizzare la propria vita il proprio futuro come si vuole non ha prezzo!
    Un paese libero non costringe.. nessuno per qualcun altro… in un paese libero uomini e donne sono tutti uguali! In un paese libero non ti rubano i contributi….
    Inserire al sistema attuale il blocco automatico dell’eta (42 anni e 10 mesi o 67 anni per la vecchiaia) e un uscita flessibile opzione tutti (contributiva) e’ uguaglianza, e’ democrazia, e’ liberta. A breve tutti saranno nel contributivo.
    Basta le ape, basta classificazioni delle persone…. ogni lavoro ha la sua, ogni vita oncor di piu’!
    Cazzola , Landini. (BIP) ……!

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  4. Buongiorno Erica vorrei chiederle una cortesia ed è questa: tutti questi “grandi” economisti saccenti, dotti, e un pochino presuntuosi se sono così bravi a impartire lezioni di economia come mai questo paese va così male?? Domanda ovviamente da girare a questi signorotti che senza ombra di dubbio avranno una risposta pronta che non riguarderà propriamente ciò che gli è stato chiesto. Dulcis in fundo leggo oggi che un’altra economista intervistata ha detto che quota 41 legata a partire da una soglia anagrafica dai 63 anni in sù sarebbe sicuramente più accessibile per le esangui casse statali(proposta di Luigi se non ricordo male) che come ha già ribadito qualcuno, vale solo se si parla di riforma pensioni per tutto il resto ” ad abundantiam”

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    • Mi incuriosisce questo passaggio “un’altra economista intervistata ha detto che quota 41 legata a partire da una soglia anagrafica dai 63 anni” SA DIrmi il nome? forse mi é sfuggita…Grazie Luigi

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  5. A mio parere bisogna fare poco ma fare qualcosa per cui:
    – mandiamo in pensione chi ha 41 anni di contributi senza finestra e limitazioni alcuna, calcolando la pensione con il sistema in essere.
    – mandiamo in pensione chi ha almeno 35 anni di contributi e 62 anni di età – senza finestra e limitazioni alcuna, calcolando la pensione con il sistema in essere.
    – eliminiamo le doppie triple pensioni ricalcolandole tutte quante in base ai versamenti fatti.
    – Controlliamo tutte le pensioni di importo superiore ai 5000 euro mese per verificare la congruità rispetto a quanto versato e nel caso le ricalcoliamo in base a quanto versato con il sistema contributivo.
    – A chi oggi percepisce il reddito di cittadinanza gli offriamo il lavoro in sostituzione del lavoratore di 41 anni che va in pensione.

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  6. La matematica non è il mio forte, ma credo ci sia un errore nelle affermazioni.
    il governo dovrà trovare 32 miliardi in più solo per adeguamento delle pensioni e ne benificieranno circa 16 milioni di pensionati.
    Orbene 32miliardi diviso 16milioni fa esattamente 2000 euro. Se capisco bene l’aumento medio derivante dall’inflazione risulterebbe 2000 euro a pensionato. Capite bene che c’è qualcosa che non va.

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    • Il professore é molto preparato altrimenti non verrebbe ripetutamente ospitato sul nostro sito, poi le sue opinioni possono o meno essere condivise dai lettori. Ma per quanto concerne i ringraziamenti siamo noi a dover sempre ringraziare chi ci dedica del tempo.

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  7. c.a. Erica Venditti & c.
    Buongiorno,
    volevo chiedere ai gestori del sito o a chiunque se ne intenda cosa ne pensate del papabile ministro tecnico Marina Calendone nonché moglie del dott. Rosario de Luca membro del Consiglio di amministrazione Inps. Difenderà i pensionati?

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    • Credo queste valutazioni non spettino a noi, ma certamente faremo la domanda alle persone con cui abitualmente ci interfacciamo, al fine di darvi tutte le informazioni del caso. A presto Manuele e grazie della domanda.

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  8. La spesa pubblica si appresta a superare i 1000 miliardi all’anno cioè 3.000 miliardi nei prossimi 3 anni. Naturalmente i costi vanno ridimensionati solo al capitolo pensioni al fine di liberare risorse maggiormente produttive. Tutte le altre voci di spesa sono OK.

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  9. ringrazio il prof. Cazzola per le spiegazioni; tantissime volte non sono stato d’accordo con le sue posizioni ma comincio a capire il suo punto di vista; per me comunque opzione tutti come vorrebbe la Meloni , se rapportata a i 63 anni , è un furto visto che già adesso le pensioni sono ridotte proprio per il sistema di calcolo; meglio la proposta tridico che gli anni di retributivo non li perdi del tutto; poi vedremo cosa verrà fuori; saluti ai gestori del sito

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  10. Io non capisco per quale motivo le donne lavoratrici e non madri dovrebbero essere agevolate contro la Costituzione.
    Non comprendo per quale motivo la riforma delle pensioni non deve essere esclusivamente un modo per ridurre le povertà.
    Non capisco per quale motivo dovremmo anticipare la pensione a chi lavora e ha un reddito, senza decurtazioni, quote o opzioni che siano.
    Non capisco per quale motivo Landini e molti altri, sono contrari alle pensioni anticipate con decurtazioni, giudicate troppo basse, visto che l’alternativa è il nulla.
    Non capisco perché chi ha contributi con sistemi misti, INPS+ altri, possono andare in pensione pro quota, ma non hanno accesso alle pensioni anticipate attuali e che si propongono per il 2023.
    Io non comprendo perché una pensione decurtata debba essere considerata bassa, mentre il reddito di cittadinanza da 500 EUR. dovrebbe andare bene.
    Non capisco perché ai giovani danno il reddito di cittadinanza e non il lavoro di cittadinanza che risolverebbe il problema del lavoro nero.
    Non capisco per quale motivo il nostro sistema pensionistico sia “a ripartizione” cioè io pago la pensione ad altri.
    Non comprendo per quale motivo le pensioni baby e d’oro, che non hanno riscontro nei contributi versati, non siano pagate dall’ Erario, anche considerando il parametro dell’aspettativa di vita. Se uno prende la pensione da 40 anni che paghi lo Stato.
    Non capisco per quale ragione un ultra60enne, magari disoccupato, non possa decidere lui che fare dei propri contributi versati.
    Non capisco perché non si premia con l’anticipo pensionistico chi ha pagato un salasso di imposte e contributi, ovviamente con il minimo di 2O anni.
    Con un po’ di buon senso ognuno potrebbe godere dei contributi versati e l’INPS finalmente andare in pareggio.
    Visto che non capisco nulla forse sono cretino.

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    • Giovanni, hai posto degli ottimi interrogativi e non sei cretino assolutamente; al di là di quello che succedeva quasi 30 anni fa con le baby pensioni e con persone che a 40 anni d’età erano in pensione purtroppo poi sono intervenute tante leggi sulle pensioni per agevolare qualcuno e fregare altri; poi legge fornero e quota 100; adesso hanno chiuso i battenti a noi inc. del 1960; e adesso? bella domanda: tra novembre e dicembre qualcosa faranno ma lo spazio è minimo tra quello che dice l’Unione europea, la BCE, il Piano riserva e resilienza, lo spread etc; e che ci piaccia oppure no , come dice il dott. Perfetto, loro decidono in merito; speriamo in bene; saluti a te e ai gestori del sito

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  11. Nel mentre leggevo l intervista l occhio e andato sul tg5 dove era in onda il servizio sulla protesta degli universitari di Cagliari dopo il crollo dell’ aula magna.Su la cattedra principale c era scritto ci sono i soldi per finanziare la guerra in Ucraina ma per il mantenimento dell’ università( e non solo) e non ci sono.Aggiungo che ormai noto in lungo e in largo che il 40% del RDC e andato a nulla facenti.Si parla Sig Cazzola di almeno 8-9 miliardi regalati in tre anni.Vogliamo mettere i 110 miliardi spesi per i vari bonus vedi bici ferie psicologo tende ma soprattutto monopattini che se non vive su Marte sono andati a ruba ai trafficanti di droga nei paesi.Altro che alta velocità dei treni.Concludo dicendo che i circa 32 miliardi per rivalutazione mondo delle pensioni si possono trovare tranquillamente ma lei lo sa meglio di me che non si vuole agire nel bene ma agire nel male.Sempre se trova tempo non solo per le sue interviste ma anche per rispondere a chi segue questo blog sarebbe cosa giusta Saluti a Erica

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  12. Ringrazio come sempre I gestori del sito e il Professore che come sempre ci dedica del tempo. Dando per giuste le ipotetiche penalizzazioni da lei illustrate (7% e 15%), mi domando perché allora tutto questo terrorismo? (fino al 30%) perché parlare di contributivo e non semplicemente una uscita dai 60 anni con penalizzazioni fino ad un x%. Mi sembra poi che tutte queste ipotesi sia di spesa, che di %, che di numeri, siano sparate a caso; su quota 41 INPS dice 4 miliardi lei scive 5 la CGIL 1,3, su Opzione tutti leggo nel suo articolo dal 7 al 15%, i sindacati parlano di un 25 30% in meno, signori stiamo parlando di soldi i nostri soldi, credo che gli ITALIANI meritino più serietà e sincerità. Qualcuno non la racconta giusta. Tornando all “opzione bisex” e visto che sarà rivolta anche a lavoratori che hanno già superato sia i 60 anni e di gran lunga i 35 di contributi, perché un ulteriore finestra di un anno ? E in generale perché le finestre ? se faccio domanda per tempo dico 6 mesi prima l INPS ha tutto il tempo per l iter della pratica. Ne faccio poi un esempio; 61 enne con 41 anni di contributi, oggi 1.01.2023 faccio domanda di un ipotetica “opzione tutti” che senso ha la finestra di un anno, cosi diventano 62 e 42. Mi scuso se sono polemico su tutto il fronte ma ripeto stiamo parlando della nostra seconda vita dei nostri soldi del nostro tempo ma non riesco ad accettare questa approsimazione nei dati e queste ulteriori allungamenti non spiegabili.

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  13. Ciao perché non vanno con la proposta fatta da Tridico quella pensione divisa in due (contributivo poi a 67 anni) quello retributivo per quelli che hanno versato prima del 1995, sarebbe una soluzione semplice e giusta per gli over 60 , ad andare in pensione e lasciare il posto ai giovani.

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  14. Abbiamo capito che pagare le pensioni costa. Ma costa anche pagare il reddito di cittadinanza, i carri armati da mandare all’estero, il bonus monopattini ed il contributo per lo psicologo…
    Cosa facciamo? Per pagare tutto allontaniamo ancora di qualche anno la data del pensionamento di qualche milione di italiani (già fatto più volte) o facciamo finta che la legge Fornero valga quanto i dieci comandamenti ?

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  15. Buongiorno a tutti, premetto che io non ho studiato, sono un muratore ignorante, non capisco niente di quello che spiega Cazzola, so solo che i soldi per il reddito di cittadinanza sono stati trovati, per chi non ha voglia di lavorare, mentre io che ho la schiena rotta, e ho pagato i contributi prenderò due dita negli occhi. Sono nero anzi nerissimo.
    Spero nel contributo dei sindacati.

    saluti a tutti
    Carmelo

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  16. C’è una cosa importante da cambiare a mio avviso, ed e’ il fatto che non si possa cumulare le varie casse ad esempio: 22 anni come lavoro dipendente, 8 anni come gestione separata, 11 anni di gestione commercianti, inizio attività lavorativa nel 1979 età 62 e sono ancora qua che devo aspettare ancora e inoltre ho anche 3 figli. Mi sembra di aver dato abbastanza… Che ne pensate?

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    • Cerco conferma da chi ne sa più di noi … perché dici che non si possono cumulare le diverse casse io ho 36 anni
      da dipendente, 3 da commerciante, 1 anno di gestione separata, 2 di disoccupazione, chiesto l ecocert e tranne per l anno di gestione separata ( riconosiute solo 22 settimane) che si accavallava per dei periodi mi hanno conteggiato tutto. È cambiato qualcosa ???

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  17. Se Opzione Donna fosse estesa VERAMENTE a tutte le donne, anche a quelle che si trovano ad avere versamenti in due Ago, il numero delle beneficiarie sarebbe maggiore.
    E’ dal 2003, quando è stata varata questa Opzione, che non si è ancora riusciti a correggere questa stortura. Nessuno ne parla, né partiti né Sindacati, non rientra in nessun programma di riforma delle pensioni, com’è possibile che ci sia tanto disinteresse e menefreghismo? Sono pur sempre onesti contributi versati all’interno delle casse dell’Inps.
    La ricongiunzione a titolo oneroso comporta costi insostenibili che non sono stati richiesti, per esempio, per Quota 100 dove la ricongiunzione era a costo zero.
    Per onestà intellettuale, da parte di tutti, abbiate almeno il coraggio di dire e scrivere che Opzione Donna è riservata SOLO ad alcune donne…forse ci sentiremo meno prese in giro

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  18. E’ possibile evitare la rivalutazione delle pensioni per quelle pensioni di importi considerevoli che risultano essere non congrue rispetto ai versamenti effettuati.

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  19. No pensioni calcolate con il contributivo totale che sommano 35 anni di contributi a 58-59 anni per pensioni di 700-800 € mensili a vita per la maggioranza dei lavoratori e lavoratrici non hanno nessun senso…..e non serve un laureato in economia per capirlo.
    Non hanno pari senso i pareri di presunti esperti andati in pensione entro il 2010 con metodi e calcoli molto più generosi con signore pensioni e vitalizi parlamentari paralleli….invece che continuare a pontificare sui contributi previdenziali (molto più elevati dei proprii) altrui e delle età anagrafiche dei pensionandi…..che si vogliono ….suicidati.

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