Pensioni anticipate con quota 42 e superbonus: chi ci guadagna e chi ci perde

Le ultimissime novità sulle pensioni anticipate al 10 luglio 2018 arrivano in parte da Cesare Damiano che elenca le priorità pensionistiche su cui si batterà per dare il suo contributo, ed in parte da una lavoratrice, Paola, che a commento di un nostro articolo, sul sito fa sentire la propria voce contro il Governo colpevole, dice, di non essere affatto del cambiamento, ma di aver dimenticato nelle proprie misure i soggetti più deboli: giovani e donne. Assolutamente non tutelati dalle modifiche che potrebbero vedere la luce già dalla prossima legge di bilancio.  I dettagli

Pensioni 2019, Damiano: ripartire dai temi sociali e no al ricalcolo

Nelle ultime note stampa Damiano conferma quali saranno i contenuti principali della sua battaglia congressuale, che vedono in primo piano la tutela dei temi sociali, che devono tornare ad essere un tema centrale della politica del Pd. Poi specifica: Per le pensioni: continuare sulla strada, già iniziata dai nostri Governi, di superamento della legge Fornero; sì alla Quota 100, ma a partire dai 63 anni; sì al mantenimento strutturale dell’Ape sociale e volontaria, alla nona salvaguardia degli esodati, alla continuazione della sperimentazione di Opzione Donna e al rallentamento dell’aggancio dell’età pensionabile alla aspettativa di vita. Sì al raddoppio delle risorse per il Reddito di inclusione.

Poi si dice assolutamente contrario al ricalcolo degli assegni, perché si potrebbe creare un pericoloso precedente che metterebbe a rischio anche le pensioni di bronzo:  “I 15 milioni di pensionati in essere devono vigilare: c’è nell’aria, mascherato dal giusto taglio dei vitalizi e delle pensioni più alte, una “tosatura delle pecore” generalizzata contro la quale bisogna mobilitarsi. NO al ricalcolo, SI al contributo di solidarietà, ma solo per le pensioni d’oro”. La discussione in questi giorni sui social è incentrata non solo sul possibile ricalcolo degli assegni , ma anche e soprattutto sulla quota 42 e sul superbonus.

Superbonus e Quota 42: penalizzano i più deboli

In discussione ovviamente la quota 42 esente da limiti anagrafici che dovrebbe sostituire la quota 41, e che garantirebbe un vantaggio di appena 3 mesi, rispetto alla Fornero, per le donne che dal 2019 centrerebbero la pensione piena con 42 anni e 3 mesi di contributi. Mentre per gli uomini il guadagno seppur minimo, sarebbe almeno pari ad 1 anno e 3 mesi. Contraria in toto, e non è la sola, anche al superbonus che dovrebbe contenere la platea degli interessati ad uscire con la quota 100, garantendo un benefit del 30% in più in busta paga.

Misura che avvantaggerebbe coloro che hanno carriere continuative e mestieri non troppo usuranti, che potrebbero decidere di restare sul posto di lavoro nonostante il raggiungimento dei requisiti pensionistici, trovando un netto maggiorato del 30% in busta paga, mentre penalizzerebbe enormemente i giovani che confidavano in misure che garantissero il tanto atteso ricambio generazionale. Ecco lo sfogo della signora Paola.

Pensioni anticipate 2018: quota 42 penalizza le donne

A nome di tutte le donne vorrei dire…… governo del cambiamento ….. ma graaaaaziiieeeeee x tenere le donne in così tanta considerazione, giustamente lo sconto rispetto alla Fornero per noi femminucce è di soli tre mesi ovvio !!!! tanto a noi è concessa pure l’Opzione Donna anche se con una minima decurtazione, solo il 30% !!!!!! E in virtù del principio che uomini e donne hanno stessi diritti e doveri, la tanto declamata Opzione Donna verrà allargata anche agli uomini. Fin qui no problem.

Ma allora non capisco è sempre in virtù di questo principio che, vista la strada di quota 41 in dirittura per tramutarsi in quota 42, vede gli uomini rispetto ai 43 anni e 3 mesi previsti x l’uscita, guadagnare 1 anno e tre mesi e invece noi donne, guadagnamo soli tre mesi???? Alla faccia dell’equità!!!! Ci state levando giorno per giorno pure la minima speranza nel vostro governo del piffero, chi come me ha visto evaporare quota 100…… mi mancherebbero SOLI 4 anni…… di età…… anche se compensati da 39 di servizio….. illusa illusa…. sperava enormemente in quota 41 !!!!! Ora  non posso scrivere cosa ho pensato quando ho letto poco fa che magicamente 41 diverrà 42 !!!!!  Non è possibile ce l’hanno con noi. Aspettano che ci venga un coccolone. Ma dalla rabbia eh!

Pensioni anticipate 2018: superbonus penalizza i giovani

Poi prosegue Paola nella sua lunga analisi parlando anche del superbonus e del fatto che questa misura penalizzerà i giovani, tra cui i propri figli, che nonostante i titoli conseguiti, per lavorare si vedranno costretti a cercare ‘fortuna’ all’estero: “Quindi non solo tocca aspettare il 2020 se va bene, ma già hanno ventilato che saremmo in troppi a volercene andare a casa. Morale chi ha 36 anni pure se 64 di età non solo può andarsene in pensione, ma volendo, può decidere di rimanere col superbonus! Chi di anni ne ha 40 deve continuare a lavorare e basta, senza nemmeno troppo sperare che i signori politici si preoccupino di mantenere le tante promesse fatte prima delle elezioni, tanto ormai si è bello che capito l’andazzo.

Mi piacerebbe però sapere come questo governo pensa di poter aiutare i nostri figli, i giovani, a crearsi un futuro, una propria famiglia, una vita. Io ormai ho aperto bene gli occhi e rimarrò in attesa che qualcuno si decida a darmi lo stop, spero di non dover attendere troppi anni, visti questi chiari di luna. Alla lunga saranno altri 4 anni che vuoi che sia. Devo x forza. Mi spiace davvero tanto per i miei figli con lauree e master continuano a trovare sempre lavori sottopagati, temporanei e sperano di trasferirsi all’estero per avere possbilità maggiori. Non è giusto. Non è per questo che li ho messi al mondo. E’ troppo desiderare un futuro migliore per i figli qui in Italia? Governo oltre alle parole cerchiamo di fare i fatti per questi ragazzi, dategli delle opportunità”

Chi ci guadagna e chi ci perde?

In sintesi ci guadagneranno quanti hanno avuto carriere continuative e sono impiegati in mestieri poco usuranti in quanto potranno decidere se restare sul posto di lavoro percependo un bonus del30% in più in busta paga, ci rimetteranno le donne, che avranno un vantaggio di soli 3 mesi rispetto alla Fornero, penalizzate rispetto agli uomini che avranno invece un vantaggio di 1 anno e 3 mesi, in barba dunque alle richieste di valorizzazione del lavoro di cura, e si vedranno penalizzati i giovani che tarderanno ancora l’ingresso nel mondo del lavoro, per mancanza di turnover generazionale. Entrambe le misure, inoltre, a nulla servono per chi ha perso il lavoroper chi è rimasto escluso dalle precedenti salvaguardie.

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981, ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino con una tesi dal titolo “L’indebitamento delle famiglie in Italia tra difficoltà, desiderio, identità e strategia”. Ho focalizzato negli ultimi anni il mio interesse di ricerca sui temi riguardanti l’indebitamento delle famiglie italiane e il credito al consumo. Nel febbraio 2010 ho pubblicato con Meloria Editore l’ebook “Il credito al consumo: strategia di vita o trappola? Il fenomeno dell'indebitamento e la sua evoluzione sociologica”. Ho collaborato dal 2006 al 2012 presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Torino partecipando a progetti di Ricerca sulla transizione alla vita adulta e sulla crisi del Ceto Medio, scrivendo 3 capitoli del libro “Restare di Ceto Medio” edito da Mulino nel 2010. Attualmente , dopo aver vissuto in Germania per 4 anni, sono tornata a risiedere a Torino e i miei principali interessi riguardano i temi economici-sociali . Nell'ultimo periodo dal 2013 ad oggi collaborando con più testate giornalistiche online sono divenuta 'esperta di lavoro ' mi occupo principalmente di stilare articoli riguardanti tutto ciò che concerne il tema pensioni! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista.

6 commenti su “Pensioni anticipate con quota 42 e superbonus: chi ci guadagna e chi ci perde

    IlDiavoloTentatore

    (11 luglio 2018 - 9:12)

    la sola persona che ad oggi ha sempre mantenuto la sua linea di condotta, anche se infame, è stata purtroppo la fornero. ha sempre dichiarato che l’abolizione della sua legge sarebbe stata un’impresa impossibile e così si sta dimostrando. la lega sta blaterando proposte allucinanti che non fanno altro che PEGGIORARE l’attuale situazione. forse cio’ ha la finalità di farci tornare al voto entro l’anno ed eliminare lo scomodo alleato 5S. attenzione però che l’italiano è come un elefante, ricorda, ricorda ..

    massimo

    (10 luglio 2018 - 22:37)

    CARI FRANCO E ALBERTO QUELLO CHE DITE E’ SACROSANTO. TUTTAVIA IERI NELLA TRASMISSIONE DI RETE QUATTRO INTITOLATA “STASERA ITALIA” MASSIMILIANO FEDRIGA E’ SEMBRATO PRENDERE LE DISTANZE DA ALBERTO BRAMBILLA.
    FEDRIGA HA RIBADITO LA SUA PROPOSTA SULLA QUOTA 100 COSI’ COME PROPOSTO IN CAMPAGNA ELETTORALE SENZA ALCUNA LIMITAZIONE. ORA VEDIAMO SE ANCHE SALVINI AVRA’ IL CORAGGIO DI SOTTOSCRIVERE QUANTO DETTO DA FEDRIGA, OPPURE SPOSERA’ LA TESI DI ALBERTO BRAMBILLA. IO SCOMETTO CHE SOSTERRA’ LA SECONDA IPOTESI O QUANTO MENO NON SI ESPRIMERA’ IN MODO NETTO.

    Franco

    (10 luglio 2018 - 17:58)

    Salve a tutti. Credo che tutto questo vociare di paletti penalizzazioni trasformazioni di quote bonus prelievo di solidarietà ecc.ecc. provengano, già comunque ben condite da giornalisti e opinionisti , dall’esperto economista della lega Sig.Brambilla che a mio parere sta facendo più danni al movimento di Salvini che l’intera storia dei rimborsi elettorali che secondo la magistratura sono stati usati impropriamente. Ora i casi sono 2 : questo Signore parla a titolo personale ed esprime il suo punto di vista sul tema previdenziale e allora sarebbero auspicabili correzioni da parte dell’esecutivo ( magari proprio da Salvini visto che e’ della stessa famiglia) oppure è proprio il portavoce dello stesso e allora sono guai e molto grossi .Per il momento smentite alle sue dichiarazioni non ce ne sono state! Settembre non è poi così lontano cari Signori (vedi legge stabilità )

      roby57

      (10 luglio 2018 - 23:01)

      Salvini non si è ancora espresso, e questo non é un fatto positivo. La questione migratoria lo stà assorbendo in modo assoluto, ed anche questo non é un fatto positivo. La questione pensioni è stata parimenti determinante nel consenso, come quella migratoria ma questa materia é completamente diversa . I paletti non sono solo quelli dei campi di sci. Stiamo per assistere ad un peggioramento complessivo della questione pensioni. Sicuramente Salvini si giustificherà dicendo che tutte le riforme, necessitano di un tempo per essere realizzate. Ma il contratto di governo parlava di 41 anni contributivi e non 42 rimandando il provvedimento tra 2 anni. E’ una presa in giro !

    Alberto Manzi

    (10 luglio 2018 - 15:44)

    Stiamo tutti dimenticando che abolire la legge fornero (” aboliremo la monti-fornero senza se e senza ma” ) significa tornare alla situazione precedente:

    quota 96 con età minima di 60 anni e almeno 35 anni di contributi per i lavoratori dipendenti
    quota 97 con età minima di 61 anni e almeno 35 anni di contributi per i lavoratori autonomi
    40 anni di contributi versati, indipendentemente dall’età (requisito unico di contribuzione).

    Le assicurazioni che erano state fatte da Lega e 5S pre-elezioni erano:
    quota 100 come somma di età anagrafica e contributiva senza alcun vincolo
    41 anni di contributi versati, indipendentemente dall’età senza alcun vincolo.

    Già questa proposta sarebbe stata penalizzante rispetto agli obiettivi dichiarati.

    Oggi, dopo annunci provenienti dagli stessi elementi che compongono la falange governativa, scopriamo che:
    Quota 40 diventerà quota 42 con varie penalizzazioni sul ricalcolo .
    Quota 100 con un minimo di età di 64 anni, diventerà per molti “precoci” quota 108, 110…
    Si vorrebbe addirittura istituire un bonus per mantenere la gente al lavoro.
    Non c’è alcuna intenzione di cancellare l’ADV.

    Siamo o no di fronte a ciarlatani che non hanno alcuna intenzione di aprire il mondo del lavoro ai nostri giovani ?

      Amaranta

      (10 luglio 2018 - 19:18)

      Scusami Alberto ma perchè anche quando scriviamo noi nei blog non diventiamo piú chiari e precisi? Premesso che a questo punto tanto meglio la fornero invece di quello che ora ci raccontano e mantenere il retributivo fino al 2011 oer chi aveva maturato i requisiti come me e sto parlando del non rispetto dei diritti acquisiti che avviene da sempre per noi categorie deboli. Dichiarare che si è capito che si va con un minimo di 64 anni significa fare il loro gioco invece è giusto dire che chi a almeno 36 anni di contributi puó andare con quota 100 se ha minimo 64, ma chi ha 60 anni e 42 anni che di quota ha raggiunto 102 puó uscire subito. È questo da dire.
      A prescindere che non sono d accordo coi paletti col ricalcolo contributivo dal 96 perchè già dal 2019 diminuiscono il montante contributivo, io ho 41 anni di anzianità e 60 anni, donna, precoce anzianità prima dei 19 anni, voglio andare in pensione. E questo è un diritto e non la promessa di questo governo. Hanno il dovere di rispettare le promesse e no far tappa e buca e aumentare da 41 a 42 anni di colpo. Ohhhh ma Brunetta fece meglio, molto meglio. 40 anni e 12 di finestra. 41 anni. E bastaaaa. Noi donne siamo stanchem

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