Pensioni anticipate, dibattito su Quota 100 senza vincoli: favorevoli e contrari

Nei giorni scorsi vi avevamo riportato il pensiero dell’esperto Claudio Maria Perfetto circa la sua proposta di una Quota 100 senza paletti come misura equa da apportare nell’immediato al fine di garantire un giusto ricambio generazionale ed avere il benestare dei fondi europei, molti i commenti giunti sul sito e tantissimi i favorevoli alla misura, eccovi le considerazioni dei nostri lettori. Per molti si tratta di una proposta talmente di buon senso che difficilmente potrà trovare attuazione, per altri sarebbe perfetta, ma resterà un sogno a discapito di chi con la fine della quota 100 sperimentale, in scadenza alla fine del 2021, si troverà nuovamente davanti uno scalone di 5 anni se il Governo non si appresterà a varare una nuova riforma per sanare tale ingiustizia.

Vi é anche chi si é sempre detto contrario a quota 100, precoci e donne, ed ancora mostra riluttanza anche alla nuova proposta di Perfetto, forse non avendo colto il beneficio che molti avrebbero nell’eliminazione dei paletti 62+38, definiti da molti un ‘ambo secco’.

Quota 100 senza paletti: chi vi rientrerebbe?

Per i precoci infatti venendo meno il requisito dell’età la quota 100 senza paletti sarebbe perfetta, chi fosse in possesso di 41 anni di contributi e di 59 d’età ad esempio, potrebbe usufruirne uguale. Potrebbero restare svantaggiate le donne giovani con pochi anni contributivi, per le più anziane 35 anni di contributi e 65 d’età, 36 anni e 64 ad esempio sarebbero sufficienti.

Certo il requisito anagrafico rispetto all’opzione donna resta elevato, ma ricordiamo anche che l’opzione donna prevede un taglio dell’assegno considerevole, trattandosi di contributivo puro e che dunque per molte non é una ‘scelta’ perseguibile dato il taglio a vita sull’assegno ultimo. Un carrellata di commenti che ben identifica favorevoli, la maggioranza, ed i contrari.

Quota 100 libera: troppo equa non verrà mai attuata dal Governo

Alessandro:E’ una soluzione talmente equa, semplice, salutare per il paese e per l’essere umano lavoratore nonchè per le famiglie che non verrà mai e poi mai fatta. I ben pensanti troveranno mille appigli di impossibilità economica o veti europei. Meglio portare nei ricordi il male fatto da una legge Fornero e lasciare marcire anziani a lavoro e giovani a casa”.

Totuccio: “Mi sembra una proposta concreta e condivisibile quella di Quota 100 senza paletti. Ma non credo che i liberisti di governo e di opposizione la sosterranno mai. Loro se ne fregano di anziani sessantenne stanchi e sfiduciati e dei giovani schiavizzati o disoccupati. Poi parlano di efficienza nella pubblica amministrazione, ma se gli anziani non sanno usare le nuove tecnologie, mentre i loro figli trentenni sono a casa disoccupati”.

Andrea: Quota 100 integrale è una soluzione ottimale e soddisfacente sia per i pensionandi che per i giovani, speriamo che ne apprezzino l’utilità”. Don62 aggiunge:Quota 100 senza paletti è un’ottima soluzione, la mia preferita da sempre… Avrei voluto questa soluzione già nel passato governo. Siccome è intelligente non la faranno mai“, poi ancora fa eco Walter: : “Sarebbe la soluzione migliore se venisse approvata. Un ricambio generazionale che darebbe la possibilità ai giovani di poter entrare nel mondo del lavoro e di svecchiare questo paese

Massimo: ” E’ sempre stata la soluzione più semplice, più logica, più equa e aggiungo io più giusta. Avrebbe risolto tante iniquità, una su tutte i lavoratori precoci ed invece si sono seguite le varie sirene dei distinguo per la paura che un tale provvedimento porterebbe le casse dello Stato alla rovina, ad essere sinceri era la proposta sbandierata in campagna elettorale e solo dopo ad elezioni terminate sono sorti i paletti (62+38) oltre a quello ncora più scandaloso dei 64 anni come età minima che per fortuna non ha avuto seguito. Abbia coraggio il Parlamento di cancellare la legge ‘Monti – Fornero’ in tema pensionistico e legiferare con delle regole semplici quale a mio avviso é la quota 100 libera

Pensioni, quota 100 senza vincoli non basta: quota 41 e opzione donna

Minni: “Quota 100 senza paletti lascerebbe fuori molte donne che non arrivano con la contribuzione, se non sbaglio opzione donna era già in programma da gennaio, perché non prorogano quello che avevano già in mente di fare?”

Vi é chi propone una quota 100 con un occhio di riguardo alle donne, chiedendo una quota 100 rosa con uno sconto annuale per ogni figlio, come Paola, che scrive:” Preferibilmente con quota rosa 1anno di contributi per figlio. Grazie”. Ricordiamo per correttezza nei confronti dei lettori che ci seguono da tempo che la quota 100 rosa é un’idea nata da Orietta Armiliato, amministratrice del CODS, ma non nasce affatto con queste finalità, ossia non intende avvantaggiare le donne con figli rispetto a chi non ne ha, creando ulteriori differenze tra donne. Lo scopo della sua proposta era invece ottenere un bonus contributivo di 2 anni, dunque permettere un’uscita con 62 anni e 36 di contributi, al fine di valorizzare anche ai fini prevdenziali il lavoro di cura che grava principalmente sulle donne, siano esse madri o meno. Questa é la vera quota 100 rosa.

Stefano dalla sua, contrario alla proposta di Pereftto, forse non avendo colto la differenza rispetto alla quota 100 attuale aggiunge:”Quota 100, solo degli egoisti menefreghisti, e gente che non ha mai lavorato seriamente in vita sua, potevano pensarla. 40, 41 anni per tutti è la soluzione equa. Con qualsiasi età”.

Voi dalla vostra sareste favorevoli o contrari a questa proposta, per chi sarebbe vantaggioso e chi rischierebbe, a vostro dire, di restare nuovamente escluso? Proposta fattibile o troppo esosa?

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

20 pensieri riguardo “Pensioni anticipate, dibattito su Quota 100 senza vincoli: favorevoli e contrari

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    26 Giugno 2020 in 14:26
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    Sig Carlo sono d’accordo con lei.. Sono anni che continuiamo a dire che quota 41 sarebbe il tetto massimo da raggiungere per andare in pensione come lo era quota 40 prima della fornero..distinguendola da altre riforme pensionistiche..ma purtroppo anno dopo anno i ben pensanti non hanno recepito il messaggio perché con 41 anni di lavoro sono troppo pochi per l’oro anche 43,1 mese la chiamano anticipata.. Sicuramente è gente che non ha mai lavorato o ha lavorato poco o niente.. Spero che qualcosa cambi anche per le nuove generazioni che possano trovare un lavoro e svecchiare questo paese.. Ma i ben pensanti non ci sentono forse dovremmo andare da un ottorino perché se le cose non cambiano dovranno incominciare a correre…

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    25 Giugno 2020 in 18:36
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    Opzione donna deve essere prorogata. Se poi ci dovesse essere anche quota 100 rosa una donna può scegliere.

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  • Pingback: Riforma pensioni, ultimissime proposte: flessibilità dai 62 anni e Quota 41 | Pensioni per tutti

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    25 Giugno 2020 in 11:46
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    Chiaramente ognuno vede la cosa dal proprio punto di vista. Nel mio caso a 62 anni con 36 anni di contributi non potrò rientrare in quota 100 per pochi mesi e, se non cambia qualcosa dovrò arrivare fino a 67 anni….roba da matti. Quota 100 senza vincoli mi permetterebbe di uscire con 63+37, magari dico io. Ma i signori liberisti non lo permetteranno mai, questi sono gli stessi signori che hanno privatizzato la sanità con i danni che abbiamo visto e che considerano lo stato sociale soldi buttati. Per carità, io lavoro e devo solo ringraziare soprattutto se consideriamo il fatto che, pur avendo iniziato presto a lavorare, ho dovuto sopportare alcuni periodi di cassa integrazione, mobilità, disoccupazione e i risultati si vedono negli anni di contribuzione. Mi chiedo anche quale sarà il mio destino in caso di ristrutturazione post covid dell’azienda (ha senso mettere ancora in cassa integrazione un ultra 62enne?) ma oltre a questo mi chiedo come sarà possibile per un giovane avere solo la speranza di trovare lavoro con i posti occupati da lavoratori come noi. Quando sono rimasto disoccupato pur tra mille difficoltà, un minimo di speranza mi era rimasta, un giovane oggi che speranze ha di migliorare la propria vita con contratti da medioevo ammesso che riesca a trovare lavoro? Forse il mio sarà un discorso interessato e terra terra, però mi sembra che quelli che hanno l’intelligenza e gli studi per prendere le decisioni giuste non ne abbiano azzeccata una, se non quella di arricchire sempre i soliti ambienti e i soliti interessi.

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    25 Giugno 2020 in 6:38
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    Ho letto tanti commenti giusti e sacrosanti, però lasciatemi parlare ancora di chi come me a 58 anni pensava ad una proroga di opzione donna. Il covid ha reso difficile la vita a molte persone preoccupate per la salute e per il posto di lavoro, con la paura a fine anno di ritrovarsi ancora in cassa integrazione o senza lavoro, opzione donna diventa una alternativa alla cassa integrazione o al reddito di cittadinanza. È una scelta. Alla nostra età trovare lavoro!!!! Si parla di flessibilità in uscita con penalizzazioni, opzione donna lo fa, usciamo in anticipo penalizzate con nostri contributi VERI, che non si debba dire di noi che andiamo in pensione senza avere versato un solo contributo. Sapere che a gennaio opzione donna era quasi una certezza e adesso invece siamo qui a elemosinare fa male. In mezzo a tutto questo tira e molla ci sono vite umane.

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      25 Giugno 2020 in 19:48
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      L’Italia è l’unico Paese con età pensionabili tanto alte, in tutta Europa da anni vanno in pensione a 62 anni senza penalizzazioni, inoltre utilizzano le forme flessibili del lavoro per decenni e quando si ammalano possono prendere giorni di pensione alternati a smart working e part time verticale, in sostanza non perdono un centesimo.

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    24 Giugno 2020 in 21:10
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    Quota 100 con paletti (62 + 38) è stato ed è un passo avanti rispetto alla famigerata Legge Fornero (43 per uomini e 42 per le donne sono assolutamente troppi per la stragrande maggioranza dei lavoratori privati e pubblici).
    Quota 100 senza paletti è senz’altro auspicabile anche per permettere ai giovani di trovare un lavoro dignitoso (senza essere sussidiati con il reddito di cittadinanza per non scendere in lotta contro un sistema infame, motivo per cui i liberisti l’hanno proposto).

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      25 Giugno 2020 in 14:50
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      Sig. Totuccio condivido quanto da Lei scritto!

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      26 Giugno 2020 in 11:53
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      Sig. Totuccio, perchè non ci fa sapere per chi, ” è stato ed è un passo avanti rispetto alla Legge Fornero”. Glielo chiedo perchè nel frattempo, in questo triennio, migliaia e migliaia di lavoratori ancora si subiscono e si pensionano ancora con la Fornero. Sarebbe più giusto dire che: ” E’ stato un regalo per qualcuno rispetto a chi ancora si subisce la Fornero”. Questi ultimi non hanno fatto nessun passo avanti nonostante hanno più età o più anni lavorati e più contributi.

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    24 Giugno 2020 in 16:43
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    Già più volte in passato ho espresso il mio favore per una quota 100 senza paletti di età e contributi,ma ora penso che sia giunto il tempo di togliere anche l’ultimo paletto,cioè quello rappresentato dalla quota o perlomeno ridurlo portandolo ad un valore più basso,tipo quota 97-96,almeno per chi ha una quota retributiva bassa e già una età alta o che ha altri problemi ,quali salute o perdita del lavoro.

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    24 Giugno 2020 in 14:24
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    Nel tempo le società cambiano e le leggi si adeguano al loro cambiamento.
    La legge Fornero ha adeguato la sostenibilità finanziaria dello Stato alle mutate condizioni dell’Italia nel 2011, appena poco dopo la crisi finanziaria del 2007-2008 generatasi in America e che ha contagiato il resto del mondo facendo crollare una banca dopo l’altra con effetto domino.
    Nel 2019 è apparso il Covid-19 che ha colpito l’economia reale delle nazioni: consumi, produzione, lavoro, famiglie, imprese. Questa crisi economica e sociale è ben più grave della crisi finanziaria del 2007-2008: il motore dell’economia si è fermato e prima che riprenda a girare al ritmo di prima occorrerà adeguare le leggi alle mutate condizioni della nazione.
    Nel 2020 occorrerà una nuova legge che regoli le pensioni e il lavoro, in modo da far nuovamente girare il motore dell’economia.
    Quota 100 è un esperimento. Cose buone le ha. Potrebbe essere estesa e migliorata con delle flessibilità. Non sappiamo ancora quale legge prenderà il posto di Quota 100. Una cosa però è certa come il sole che sorge ad est: la futura riforma pensionistica riguarderà una platea ampia di lavoratori e lavoratrici e sarà dotata di più gradi di flessibilità (sia rispetto alla legge Fornero, sia rispetto alla legge Quota 100).

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      24 Giugno 2020 in 15:13
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      Lei Sig. Perfetto, ha tutta la mia simpatia ma quello che ci separa è che Lei è un ineguagliabile ottimista e io molto meno. Lei, senza offesa, mi ricorda un democristiano doroteo, quello che dava un colpo al cerchio e uno alla botte e infine accontentava tutti, io invece sono uno che si schiera apertamente, o bianco o nero, o quota 100 utile o quota 100 orrenda, ottimista o pessimista. Ecco, visto che l’attuale situazione economica post covid 19 è peggiore della crisi del 2008 io prevedo che, come sempre, si farà cassa dove si può e le pensioni sono una buona cassa. A meno che questo governo cada e la prossima finanziaria la faccia finalmente chi ha sempre creato buchi spaventosi come appunto nel 2011 del quasi default. Il problema che molti fingono o non sanno è che il debito pubblico non appartiene allo Stato Italiano in quanto figura geografica ma appartiene ad ognuno di noi cittadini. Ogni cittadino ha attualmente un debito personale di 40.000 euro, neonati inclusi. Prima o poi qualcuno lo dovrà pagare. Se invece si crede che chi ha già portato il paese alla rovina nel 2011 possa risolvere l’enigma pensioni nel 2021, perchè con questa situazione finanziaria è proprio un enigma, aumentando ancora il debito pubblico come con la quota 100 allora ……. alzo le mani e mi arrendo all’idiozia. Non mi riferisco a Lei, ma tra i nostri amici commentatori c’è una fauna di creduloni che nemmeno allo zoo.

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        25 Giugno 2020 in 11:50
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        Sig. Franco Giuseppe, anche lei mi sta simpatico per le idee che espone attraverso i suoi commenti.
        È vero che ho la tendenza ad accontentare tutti. Se mi metto al posto del mio interlocutore e provo a seguire il suo ragionamento dalla sua prospettiva evitando di interferire con le mie ragioni, ebbene trovo che il mio interlocutore ha ragione.
        Quota 100 è giusta per chi ne può usufruire: 62 anni di età sono abbastanza e 38 anni di contribuzione sono sufficienti e inoltre dà la possibilità di scegliere se restare al lavoro o andare in pensione. Chi la pensa così ha ragione.
        Quota 100 non è giusta per chi non ne può usufruire: chi ha 59 anni di età ed ha lavorato per 41 anni raggiunge “Quota 100” ma non può andare in pensione come chi ha 62 anni di età e 38 di contribuzione, non ha la stessa possibilità di scegliere se restare al lavoro o andare in pensione (questa, sig. Franco Giuseppe è anche la sua posizione). Chi la pensa così ha ragione.
        Quota 100 è una mossa elettorale: sì, certamente.
        Quota 100 nasce dalla politica e tutte le leggi che nascono dalla politica perseguono lo stesso fine: ottenere i voti degli elettori.
        Non ci piace ciò che il governo fa? Alle elezioni lo si cambia.
        Il nuovo governo agisce come il precedente? Si aderisce ad un nuovo partito.
        Il nuovo partito non è diverso dagli altri? Si torna a quello di prima.
        Anche la politica si basa sulla legge della domanda e dell’offerta: di voti.

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      24 Giugno 2020 in 16:53
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      Condivido quanto espresso dal Dott. Claudio Maria Perfetto, quota 100 alla quale abbiamo fatto affidamento è sperimentale fino al 2021 compreso, e con tutto il cuore auspico che vada a termine come previsto e così come è, come sempre assicurato da personalità politiche e sindacali altrimenti senza pensione, senza lavoro e senza reddito per vivere, esodati, poi per il 2022 occorrerà una nuova legge che regoli le pensioni e il lavoro in modo da far girare il motore dell’economia, e quota 100 potrebbe essere estesa e migliorata con delle flessibilità.

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    24 Giugno 2020 in 13:29
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    Secondo me, è necessario dare flessibilità in uscita a partire dai 62/63 anni. Sarebbe auspicabile a quelle età l’INPS fornisse al futuro pensionato uno specchietto con l’importo della pensione a secondo si esca a 62,63,64,65….anni,basta dividere il montante per più anni. Unico paletto che l’importo minimo sia uguale alla pensione minima ufficiale senza integrazioni. Sarà poi il futuro pensionato a decidere, secondo la sua situazione finanziaria, quando richiedere la pensione. Per le casse Inps, non cambierebbe nulla, il montante sarebbe sempre quello, spalmato su più anni. Come diceva il vecchio detto.. Meglio un uovo oggi che una gallina domani… Mi viene da pensar male, non è che a Inps conviene portare sempre più avanti i pagamenti, sperando in una” selezione naturale”?

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    24 Giugno 2020 in 11:11
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    Per poter discutere della validità o meno della quota 100, ci si sarebbe dovuti trovare nella condizione imprescendibile di non essere soggetto in causa, Abbiamo discusso tra lavoratori che ne usufruivano e lavoratori che ne erano penalizzati. Sono stato uno dei più accaniti contestatore di questa pseudo riforma, attaccato comprensibilmente da chi ne è stato agevolato. Tra pochi giorni entrerò in pensione e non ci crederete, andrò felicemente con la legge Fornero, 43,2 di contributi con quasi la stessa età dei quota 100 ( 61,7) ma con 4 anni e mezzo di lavoro e di contributi in più. Ecco, è questo che mi ha fatto sempre arrabbiare. Non è stato compreso che a me la quota 100 non sarebbe interessata comunque, troppo gratificato dal mio lavoro, ma ho sempre parlato per tutti quelli che ne sono stati penalizzati. Quelli che comunque continuano ad essere obbligati ad arrivare ai 67 della vecchiaia ( altro che 62 ) e quelli che sono ancora obbligati ad arrivare ai 43,1 dell’anticipata della Fornero ( altro che 38). Entrambe queste categorie di lavoratori non hanno e continuano a non poter scegliere. Nel mio ambiente, sono due le persone che sono già in pensione con la quota 100, entrambe hanno pochi mesi più di me, ma 4 anni in meno di lavoro sulle spalle. Sono entrate dopo di me e vanno via prima, loro han potuto scegliere, io no. Loro sarebbero dovute arrivare ai 67 anni o, come me, ai 43,1 come migliaia di altri lavoratori che sono tuttora sotto la Fornero, ma han potuto scegliere di lasciare prima. La questione che per me è grave e indifendibile è che la quota 100 ha bloccato per tre anni qualsiasi seria, equa, giusta discussione atta a cancellare definitivamente la Fornero. Una legge per tutti e non per pochi fortunati.

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      24 Giugno 2020 in 19:58
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      Oh finalmente qualcuno che la dice giusta
      Anche io già ad oggi quota 101 stanti le attuali normative andrò con quota 105 e 43 anni di contributi, grazie all’anticipata Fornero.
      5 anni in più dei quota 100!!!!
      Grandioso! Persino quota 100 libera tutti non mi serve più
      E come me tanti nati nel 59/60.
      Ma come li fanno i conti? Solo per i voti di qualcuno?

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        25 Giugno 2020 in 7:03
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        Sig. Paolo, Lei dice “finalmente qualcuno che la dice giusta ” ? E’ da quando è nata quota 100 che scrivo su questo sito e sempre ho osteggiato questa legge. Lei non sa quante contumelie mi sono attirato da chi ha lavorato meno di me, versato meno di me e oggi è già in pensione. Pur di difendere una legge che li favoriva spudoratamente non hanno esitato ad attaccarmi dandomi dell’invidioso e insensibile. Si figuri.

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    24 Giugno 2020 in 10:08
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    Ho già dettagliato la mia idea a commento dell’articolo in cui Perfetto esponeva la sua proposta e qui cerco di sintetizzare per quanto possibile.

    Premessa: “Quota 100 con paletti” (la Quota 100 attualmente in vigore) è stata un provvedimento OPPORTUNO, anche se è stato utile ad una platea limitata di pensionandi, perchè ha messo in moto un meccanismo di riforma per cui non la si potrà lasciar finire facendo finta di nulla e rimandando gli italiani ad andare in pensione a 67 anni.
    Elsa Fornero si è “lamentata” anche di questo fatto e ciò che da fastidio alla Fornero secondo me è buono per gli italiani.

    Ma Quota 100 è stato anche un meccanismo “altamente imperfetto” perchè il paletto minimale dei 38 anni di contributi è troppo ALTO per troppa gente.
    Chi ha fatto l’università ha di per sè 4-5 anni in meno di contributi, che riscattare è estremamente oneroso e non fa quasi nessuno.
    Chi ha avuto buchi contributivi causa mancanza o saltuarietà del lavoro ha perso facilmente due, tre o quattro anni.
    Le donne in particolare sono spesso penalizzate, avendo avuto carriere spezzettate.
    Tutta questa gente non andrà MAI in pensione a 62 anni grazie a Quota 100, ci andrà se va bene a 64, 65 o 66, poco meglio della Fornero.
    Non a caso molti da subito hanno detto che “Quota 100” era di fatto una “Quota 102” (quando andava bene).

    “Quota 100 senza paletti” NON risolve minimamente questi problemi, perchè il “PALETTO” implicito dei 38 anni di contributi necessari per pensionarsi a 62 anni RIMANE.
    ESATTAMENTE COSI’ COME nella Quota 100 originale, l’uscita non ci sarà quasi mai a 62 anni, ma diversi anni dopo.
    E allora, A CHE SERVE?

    Certo, potrà essere utile a qualcuno che ha cominciato a lavorare a 18 anni (o prima) e che, per sua fortuna senza interruzioni lavorative, arriverebbe a “Quota 100 senza paletti” a 59 anni e 41 di contribuzione.
    Ma allora PER QUESTI si faccia finalmente la “QUOTA 41”, così tra l’altro chi ha cominciato a lavorare a 15 anni può andare in pensione anche a 56 anni (con una “quota 97”), senza aspettare i 59 o 60!
    E si SEPARI “Quota 41” dalla ormai imprescindibile FLESSIBILITA’ in uscita.

    In sintesi: “Quota 100 senza paletti” è un PANNICELLO CALDO, in gran parte un’ILLUSIONE, che NON risolve i problemi di contribuzione già evidenziati dalla Quota 100 originale, NON consente flessibilità, NON potrebbe essere sfruttata da gran parte dei pensionandi e si risolverebbe nell’ennesima presa in giro per gli italiani.
    Meglio di quella “con paletti”, certo, ma troppo poco meglio.
    NON CONVIENE lavorare sulla base di Quota 100, mantenendone i difetti di base, neanche per farci entrare di straforo una “Quota 41” che è una questione TOTALMENTE diversa dalla flessibilità in uscita.

    In questo momento mi pare che in generale i sindacati siano quelli che hanno le idee più chiare e sensate, pensando ad una VERA flessibilità (che se non facciamo adesso, mentre cerchiamo di ripartire eliminando vecchie storture, forse non faremo mai più) e ad una Quota 41 in AFFIANCAMENTO alla flessibilità.
    Lo ha fatto capire Ghiselli (CGIL) in questi giorni, lo ha detto non molto tempo fa Landini: “chi arriva a 62 anni deve poter andare in pensione a prescindere da quanti contributi ha, ricevendo in base a quanto ha versato”.

    Si può discutere, secondo me se, in quest’ottica flessibile, applicare o meno qualche moderata penalizzazione per gli anni di anticipo rispetto ai 67, ma QUESTA è la base da cui bisognerebbe partire, non un rimaneggiamento della altamente imperfetta Quota 100.
    Questa base con, IN AGGIUNTA, una Quota 41 come provvedimento SEPARATO.

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      25 Giugno 2020 in 23:40
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      Signor Carlo, ci tengo solo a ringraziarla per il suo brillante e saggio commento.
      Grazie!

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