Pensioni anticipate e quota 100: ultime su requisiti per il 2021 e 2022

Oggi 12 giugno 2020 facciamo il punto sulle pensioni anticipate e sulle uscite per i prossimi due anni. La quota 100 è ancora attiva e nonostante la crisi legata al Coronavirus dovrebbe rimanere in vigore fino alla sua naturale scadenza del 2022. La Confederazione italiana agricoltori della Toscana, con un articolo sul proprio sito ha ricordato come saranno le uscite nel prossimo futuro e come cambieranno i requisiti. Ecco tutte le informazioni.

Pensioni anticipate 2020: aspettativa di vita e requisiti per i prossimi anni per precoci e gravosi

Per prima va ricordato che Fino al 31 dicembre 2022 resta invariato l’indice “aspettativa di vita”, per cui nei prossimi due anni sia gli uomini che le donne potranno andare in pensione di vecchiaia a 67 anni di età e con almeno 20 anni di contributi. Invariato anche lo sconto di 5 mesi sull’età pensionabile per gli addetti ai lavori gravosi, per i quali viene confermata la possibilità di pensionamento a 66 anni e 7 mesi di età se hanno maturato almeno 30 anni di contributi.

Per la pensione anticipata, spiega il giornale del’agricoltura e delle aree rurali Dimensione Agricoltura: “Rimangono invariati i requisiti fino a tutto il 2026, così come l’attesa dei tre mesi di finestra di uscita successiva alla maturazione dei requisiti contributivi. Il limite minimo di questi ultimi rimane fermo a 42 anni e 10 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne, mentre per i lavoratori precoci il limite minimo è di 41 anni a prescindere se uomo o donna.

Ultime su Pensione anticipata ‘contributiva’ e quota 100

Sempre nell’interessante articolo in cui si fa il punto sulle uscite anticipate, possiamo leggere come “La pensione anticipata in versione “contributiva”, che come sopra ricordato interessa i lavoratori che hanno il primo contributo accreditato dopo il 1995, potrà essere ottenuta con 20 anni di contributi ed almeno 64 anni di età, a condizione però, che l’importo mensile non sia inferiore a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale, traguardo quest’ultimo, non facile da raggiungere. La famosa pensione in Quota 100 dovrebbe vedere la sua fine allo scadere del 2021. Fino a quel momento, salvo proroghe, possono beneficiarne i lavoratori con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi. Per questa pensione è prevista una “finestra di uscita” di tre mesi per il settore privato e di sei mesi per il settore pubblico”.

Infine per concludere la nostra panoramica sulle uscite anticipate segnaliamo che “Particolare interesse ha riscosso negli ultimi mesi la pensione in totalizzazione, che spesso è l’unica alternativa per chi ha contributi accreditati in diverse gestioni previdenziali. Fino a tutto il 2022, per ottenere la pensione di vecchiaia in totalizzazione, l’interessato dovrà avere almeno 66 anni di età e 20 anni di contributi ed attendere 18 mesi per effetto della “finestra di uscita”. La pensione anticipata potrà essere richiesta con 41 anni di contributi ma con un’attesa di 21 mesi”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

12 pensieri riguardo “Pensioni anticipate e quota 100: ultime su requisiti per il 2021 e 2022

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    4 Luglio 2020 in 7:47
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    Fissare paletti di età non è equo, facciano quota 41 oer tutti oppure quota 101 con somma tra età e anni di contributi senza paletti !!

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    28 Giugno 2020 in 19:31
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    35 o 38 anni di contributi versati sono più che sufficienti per mandare tutte le persone in pensione, ” hai voglia penso bastano e avanzano” in particolare al Sud dove chi è fortunato inizia a lavorare tra 27 ai 30 anni ” per andare in pensione forse mai ! Invece quelli che lavoriamo ci vediamo aumentrare di anno in anno l’età per poter andare in pensione al punto di portarci sempre più vicini alla morte per vecchiaia o altro. Il problema consiste nel fatto che i nostri contributi versati non servono solo per pagare le pensioni a coloro che oggi possono per loro fortuna andare ina in pensione con quota cento, come giusto che sia ! Costoro vanno in pensione ma non dimendichiamo che hanno versato contributi per altri, adesso noi li versiamo per loro, un giusto equilibrio ! Purtroppo questo equilibrio non funzione anzi va a rotoli perché siamo costretti a pagare le pensioni anche per coloro che di questi contributi ne hanno pagati poco o niente affatto; mi riferisco a tutti i parlamentari, funzionari che sono una miriade, poi ci sono i parlametari delle regioni anche loro con i propri funzionari ect ! Tutti costoro non solo gia prendono indennita da capogiro al mese, come se tutto ciò non bastasse vanno pure in pensione con qualche legislatura o pochi mesi solo per essere stati in parlamento. La loro pensione poi almeno il triplo o piu di uno che ha lavorato e versato contributi per 45 anni ! Non voglio neppure parlare di reddito di cittadinanza, indennita di disuccupazione, invalidità e altro….. Tutti diritti scrosanti ( quelli veri ), questi soldi Inps da dove li prende? Ebbene li prende dai quei poveri coglioni che ci alziamo ogni mattina per andare a lavorare e farci in mazzo tutto il giorno, allo scopo di pagare tutte queste teste di cazzo e sanguisughe. Mi pare logico che Inps a questo punto non può reggere nel far fronte a questo squilibrio tra entrate ed uscite : soluzione più ovvia si aumenta età pensionabile possibilmente fino alla morte ! Che bella dittatura sotto il nome di Democrazia ! Ci vedremo alle prossime elezioni potete starne certi !!!!

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    27 Giugno 2020 in 4:56
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    Anche io sono penalizzata per quota 100 .colpa dello sbarramento dell’età.
    Classe 1960 ,età anagrafica 60, età lavorativa 37.
    Quota 100 salta x sbarramento Eta.
    Ho letto che metterebbero quota 102 oppure quota 103 ma sempre con sbarramento era a 64 anni
    Se vado avanti così andrò in pensione a 67 anni dopo aver lavorato 45 anni…
    Supplichiamo di togliere lo sbarramento eta’.
    Chiediamo proroga quota 100 x un altro anno fino al 2022.
    Provate a chiederlo.
    Grazie

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    17 Giugno 2020 in 12:48
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    Sono un cittadino italiano residente in Francia classe 1957. Nel settembre 2019 ho fatto domanda in Francia per la mia pensione con decorrenza 1/4/2020. La Francia ha onorato tutti i suoi impegni con un cronoprogramma condiviso online e rispettato.
    L’INPS , al quale é stata notificata la mia richiesta il 13/01/2020 dall’ente francese, come previsto dalla procedura, tace e non risponde alle richieste di informazione.
    Come é possibile un comportamento cosi’ diverso tra due paesi cha hanno condiviso lo stesso momento storico della pandemia ?
    Sono vittima di un incidente burocratico oppure é la norma in Italia ?
    Faccio presente che l’Italia si é presa il 70% dei miei contributi ed io rientro nella legge Fornero con oltre 43 anni di contributi.

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    15 Giugno 2020 in 18:51
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    Salve forse non anno capito come la vita, secondo me sia loro e le loro famigliari non cono scono le campagne non conoscono fare i muratori e no fare l’autobus ho di linea e non conoscono la fame ma anno capito che nessuno si sposa nessuno può comprassi un appartamento quindi di che cosa parliamo perche la tornerò e gli altri non provano alzarsi la mattina per andare nei campi aposto vedi fare i fighetti del cazz…. cosi le economia e ferma e le aziende chiudano i giovani a casa i vecchi a lavoro e una vergogna……..

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        1 Settembre 2020 in 13:28
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        E’ un generatore automatico di blast.
        Più o meno come i discorsi dei politici, solo che non dice bugie 🙂

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    15 Giugno 2020 in 15:32
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    Buongiorno, io sarò uno dei famosi esclusi da Quota 100, nel senso che a gennaio del 2022 raggiungerò i requisiti necessari; ma Quota 100 in quella data sarà terminata da pochi giorni, ed io per colpa di quei pochi giorni in teoria dovrò attendere altri 5 anni.

    Noto che negli ultimi giorni a volte voi giornalisti utilizzate la parola ‘proroga’ come possibilità riferita a Q100, mentre prima nessuno ne faceva uso.

    Anche in questo stesso articolo voi scrivete “La famosa pensione in Quota 100 dovrebbe vedere la sua fine allo scadere del 2021. Fino a quel momento, salvo proroghe, possono beneficiarne i lavoratori con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi.”
    Quindi voi dite ‘salvo proroghe’.

    E’ realistico forse aprire una speranza per gli ipotetici esclusi da Q100 come me? O è ancora troppo presto per poter sperare in una proroga?
    Grazie mille se potete riportare aggiornamenti recenti che possano far luce su questo delicatissimo punto.
    Cordiali saluti.

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    • Erica Venditti
      15 Giugno 2020 in 16:55
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      Chiaramente Marco é assolutamente prematuto poter parlare oggi di proroga, noi seguiamo da vicino le proposte, i rumors e ve li riportiamo per tenervi aggiornati, non appena vi sarà qualcosa di più specifico ed ufficiale sarete i primi, come sempre , a saperlo.

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    13 Giugno 2020 in 9:51
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    35 anni per andare in pensione sono piu che sufficienti spazio per I giovani liberi di scegliere con 35 anni di ritirarsi

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      15 Giugno 2020 in 13:28
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      Sono completamente d’accordo… Soprattutto se sei donna dopo 35 anni di lavoro non ne puoi più.
      E’ assurdo che nel 2020 sia ancora la donna ad essere penalizzata, vedi l’opzione donna dove ti viene ridotto l’importo della pensione del 30%! Una vergona!

      Elisabetta

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      1 Luglio 2020 in 17:09
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      Ma quali 35, io ne ho già 41. Ne farò 43 con quota 105 ( quasi 106) e vai a sapere se basterà…
      41 per tutti o quota 101 per tutti vi farebbe schifo? Sono poco realistico io…ma qui si sogna! Provate a ragionare su 41 per tutti e fare blocco e poi valutate come votare..
      Perché anche l ‘attuale quota 100 e’ una mezza schifezza che permette di andare prima in pensione a chi ha lavorato meno.

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