Pensioni anticipate flop Quota 103, solo 1.153 gli assegni liquidati: intervista a Ghiselli (Civ INPS)

La pensione anticipata con i requisiti richiesti negli ultimi anni non convince più gli italiani, i dati sono chiari e non lasciano spazio ai dubbi, é quanto emerge dall’ultimo report sui rendiconti sociali regionali del Civ, Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps, da cui emerge che le pensioni liquidate nel 2024 dall’Inps sono state appena 1.153. Un flop totale sicuramente di Quota 103 che prevede per potervi accedere, lo ricordiamo, 41 anni di contributi e 62 anni d’età, ma come ulteriore ‘pecca’ ha il ricalcolo contributivo dell’assegno. Questo aspetto ha di molto disincentivato le uscite dal momento che i contributi richiesti non sono certamente bassi e le persone prediligono ancora attendere per raggiungere i requisiti, paradossalmente, della Riforma Fornero all’epoca tanto criticata. Questo fa pensare che le ultime due leggi finanziarie siano state peggiorative. A tal riguardo abbiamo deciso di confrontarci con il Presidente del Civ Inps , Roberto Ghiselli, eccovi cosa ne é emerso.

Pensioni anticipate, crollo generalizzato: requisiti peggiorativi rispetto alla Fornero

Con Quota 103 sono state circa 15 mila le domande complessive liquidate nel corso del 2024, i dati sono davvero significativi del crollo dell’uso delle misure di pensione anticipata se si considera che nella rilevazione vengono ancora conteggiate anche le domande pervenute da coloro che avevano già maturato i requisiti meno stringenti del 2023, quando l’assegno non era calcolato col metodo contributivo come oggi e per giunta la finestra mobile, il periodo che intercorre tra il momento di maturazione dei requisiti e la decorrenza dell’assegno, era anche più breve. Ancor più significativo il dato che evidenzia come le pensioni soggette al ricalcolo liquidate dall’Inps siano state appena 1.153, stiamo dunque parlando di coloro che hanno aderito alla Quota 103 tutto contributivo. Un numero davvero basso che fa comprendere come i pensionandi a queste condizioni preferiscano rinunciare ad accedere alla pensione anticipata 1 anno e 10 mesi prima se uomini e solo 10 mesi prima se donne rispetto ai requisiti Fornero dal momento che l’assegno risulta per giunta decisamente più ‘leggero’.

A conti fatti non conviene per più ragioni: assegno troppo penalizzante, anni contributi richiesti comunque alti (41), finestre mobili allungate e come ultimo requisito stringente anche il limite per l’assegno percepibile fino all’età di vecchiaia fissato per il 2024 a quattro volte il minimo. Abbiamo chiesto al Presidente Civ Inps, Ghiselli di darci una sua interpretazione di questi dati. Vi lasciamo alle sue dichiarazioni.

Pensioni anticipate non più accattivanti, crollo specie di Quota 103: L’intervista a Ghiselli

Pensionipertutti: A suo avviso come possiamo interpretare questi dati estrapolati dall’Istituto di Vigilanza Inps di cui é Presidente? Per quale ragioni i lavoratori oggi paradossalmente preferiscono restare al lavoro sperando nessuno modifichi la tanto discussa Riforma Fornero piuttosto che optare per una delle misure oggi fruibili relativamente alla pensione anticipata?

Roberto Ghiselli (Civ INPS): ” Perché, da un lato, i requisiti sono diventati più stringenti e, dall’altro, le condizioni economiche sono molto penalizzanti. Le ultime due leggi finanziarie hanno praticamente azzerato le uscite anticipate con le Quote (Quota 100, 102, 103) e con Opzione Donna. Sono stati inoltre innalzati i requisiti per accedere all’Ape sociale.

E anche per i piu giovani, quelli che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995, le condizioni per andare in pensione in anticipo sono peggiorate rispetto alla legge Fornero, essendo necessario, dal 2030, aver maturato una pensione di circa 1700 euro mensili e avere 30 anni di contributi, rispetto ai già alti 1300 precedenti, con 20 anni di contributi. Quasi nessuno potrà accedervi e quindi la prospettiva è andare in pensione dopo i 70 anni.

Pensionipertutti: Cosa si potrebbe fare, dunque, per superare questa sorta di ‘avversione’ alle pensioni anticipate verso cui stanno andando i lavoratori, sempre più delusi della poca considerazione dei loro desiderata da parte dei vari Governi in carica negli ultimi anni?

Roberto Ghiselli: “Forse sarebbe il caso di intervenire su queste storture prevedendo misure accettabili di flessibilità in uscita, in particolare riconoscendo i lavori più gravosi e delle donne e preoccupandosi seriamente del futuro previdenziale per i giovani. Comunque, considerando le incertezze che ogni anno si ripresentano, anche legate al tema dei requisiti pensionistici nel rapporto con la crescita della speranza di vita, sarebbe opportuno, una volta per tutte, stabilizzare il sistema dando regole certe e durature che consentano alle persone di gestire i loro percorsi di vita con serenità“.

Ringraziamo Roberto Ghiselli per la solita disponibilità al confronto e ricordiamo che, trattandosi di intervista in esclusiva per il portale, chi intende riprendere le dichiarazioni del Presidente Civ Inps, é tenuto a citare la fonte.

6 commenti su “Pensioni anticipate flop Quota 103, solo 1.153 gli assegni liquidati: intervista a Ghiselli (Civ INPS)”

  1. Buongiorno, mi auguro che il governo dia ancora piu’ privilegi ai parlamentari … lo meritano … inoltre mi auguro che portino le pensioni a 70 anni … dobbiamo mantenere le baby pensioni … ah ah !!!!

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  2. Buongiorno! Mi auguro che il Governo Italiano, prenda in considerazione i consigli degli esperti previdenziali, e aiuti i futuri pensionati ad accedere più facilmente alla quiescenza. Ringrazio tutti vivamente.

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  3. Parlamentari 4 anni circa … popolino 44 anni circa … e ancora stanno a sentire questi che blaterano e prendono per il …. ah ah ah ah ah ah !!!!

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  4. Quota 103 è stato un flop? Dipende sempre dall’ottica con cui si considera la misura. Per i lavoratori un disastro, quasi nessuno ha sfruttato l’uscita anticipata. Per converso, per chi l’ha ideata, è stata certamente molto efficace, anzi efficacissima….Meglio stendere un pietosissimo velo!…

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  5. Beh direi che l’obiettivo del governo è stato raggiunto, il tutto contributivo quando arrivi a 41 anni di contribuzione con circa 13 anni di retributivo dal mio punto di vista e non solo visto i risultati, se lo tengano loro.

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    • Certo Don, loro l’hanno studiata molto bene; praticamente costringere la gente a rimanere a lavorare; addirittura incentivano chi rimane oltre i requisiti Fornero; saluti a te e ai gestori del sito

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