Pensioni anticipate, nel Def via quota 100 e senza Mes allarme sui pagamenti?

Le ultime novità sulle pensioni al 24 aprile 2020 non sono delle migliori, i rumors che si stanno diffondendo in queste ore sono di quelli che spaventano e molto i pensionandi e i pensionati. Due le ultime notizie che stanno circolando in rete, diffuse anche da fonti piuttosto autorevoli come Il Giornale.

La prima riguarderebbe il destino di quota 100, la misura sperimentale fino al 2021 parrebbe essere entrata nuovamente in discussione in vista del Def, il documento di economia e finanza che fa da cornice alla Legge di bilancio. Essendo necessarie molte risorse ed avendo il Def il compito di prevedere quello che il Governo dovrà fare il prossimo anno, dalle parti della maggioranza pare essere tornata la proposta di abolire il pensionamento anticipato, Quota 100 appunto, varato dal primo Governo Conte, in quanto questo taglio potrebbe liberare risorse preziose. La seconda concerne uno sfogo di un esponente del M5S che avrebbe fatto notare come “Senza Mes e il sostegno dell’Ue su prestiti ed investimenti fra tre mesi lo Stato rischia di non avere i soldi per pagare le pensioni”. Come a fare intendere, a chi ancora si oppone nel suo partito, che dal Mes volenti o nolenti non si scappa. Eccovi le ultime news in dettaglio

Quota 100 a rischio, occorrono risorse per il Covid 19: fine anticipata

Il Def contiene il quadro programmatico, ossia la quantificazione degli effetti dei conti pubblici delle principali scelte politiche, una sorta di sintesi della Legge di Bilancio. Dal Def si potrebbe anche comprendere se il Governo aderirà al nuovo prestito del Mes, 36 miliardi di finanziamento, che andranno a finire nel debito pubblico seppur con tassi inferiori rispetto a quelli delle obbligazioni del Tesoro. Nelle ultime ore la maggioranza sta discutendo proprio sulle misure che potranno entrare nel Documento di economia e finanza che dovrà poi essere presentato in Parlamento ed in Ue. Lo scostamento di bilancio ipotizzato sarà di circa 50 miliardi, proprio per la mole di risorse necessarie sta circolando l’ipotesi di un taglio della quota 100 nella prossima riforma delle pensioni .

Questo uno dei punti su cui si sarebbe tornati a discutere insistentemente giacché il Governo attraverso il Def, come anticipavamo poc’anzi, decide la prossima politica economica e questa in un contesto di crisi, come quello attuale, diventa di assoluta importanza. Su Il Giornale ne parla il collega Antonio Signorini dopo aver udito fonti di Governo a Palazzo Chigi e anticipa: Dalle parti della maggioranza é tornato d’attualità anche il tema Quota 100. L’abolizione del pensionamento anticipato varato dal primo governo Conte potrebbe liberare delle risorse preziose”.

Pensioni, senza Mes da luglio non ci sarebbero più i soldi per pagarle

La seconda notizia non pare certo più rincuorante della prima per quanti già sono in pensione o per quanti sono prossimi ad ottenerla, pare riemergere lo spettro di una frase detta nei giorni scorsi dal Presidente Inps Tridico e poi ritrattata, ossia che verranno meno i soldi per pagare le pensioni. Nello specifico Tridico aveva asserito ospite a Di Martedì “Abbiamo i soldi per pagare fino al momento in cui é stato sospeso il pagamento dei contributi. Quindi fino a maggio non ci sono problemi di liquidità. Poi il Presidente, visto il panico creatosi tra i cittadini, si era affrettato a smentire: “Non esiste nessun rischio di blocco per il pagamento delle pensioni, perché sono garantite dallo Stato e saranno pagate sempre“.

Questa volta a ‘lanciare la bomba’ nel corso di uno sfogo sarebbe stato un esponente grillino, forse esausto dalle continue diatribe tra M5S e Pd proprio su questo fronte. Sebbene il M5S si sia da sempre detto contrario all’accettazione del Fondo Salva Stati, l’esponente grillino si sarebbe fatto scappare, anticipando probabilmente la decisione già presa dal Governo, che senza MES non vi saranno più soldi, e questi verranno meno anche per le pensioni. La frase, seppur non sia trapelato in nome dell’esponente grillino e non si sia certi dunque della fonte, ha già fatto il giro dei social e dei maggiori quotidiani, ragione per cui ve la proponiamo: “Senza Mes e il sostegno dell’Ue su prestiti ed investimenti, fra tre mesi lo Stato rischia di non avere i soldi per pagare le pensioni”.

E ora? Non resta che attendere eventuali nuove smentite sul rischio del pagamento delle pensioni e di comprendere se queste voci, specie quelle su quota 100, resteranno tali o si tradurranno in qualcosa di concreto, per buona pace di quelli che nella sperimentazione fino al 2021 ci avevano creduto.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

43 pensieri riguardo “Pensioni anticipate, nel Def via quota 100 e senza Mes allarme sui pagamenti?

  • Pingback: Pensioni anticipate, ultime su smart working e valorizzazione lavoro di cura | Pensioni per tutti

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    26 Aprile 2020 in 20:05
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    D’accordissimo con Riccardo, Danila, Franco, Enzo, Totuccio, Niki, Stefano, Francesca, Gian, Ubaldo.

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    25 Aprile 2020 in 17:16
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    NON SI CAMBIANO LE LEGGI PENSIONISTICHE DALLA SERA ALLA MATTINA, COME CAMBIAR MUTANDE. SI CREANO CENTINAIA DI MIGLIAIA DI NUOVI ESODATI IN AGGIUNTA A QUELLI LASCIATI DALLA FORNERO.

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    25 Aprile 2020 in 9:04
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    l’aspettativa di vita attuale a 65 anni (22,5 anni per le donne e 19,3 anni per gli uomini)
    Al 1 gennaio 2019 in pagamento 652.687 pensioni previdenziali da più di 38 anni, relative a uomini e donne andati in pensione nel lontano 1980 o anche prima. Ora si comprende come gli effetti del passato pesino inevitabilmente su quanti richiedono di poter uscire anzitempo oggi, giacché quelle elargizioni ‘generose’ , si pensi alle baby pensioni, che ancora incidono sulla spesa previdenziale italiana.
    Forse sarebbe ora
    1. di ridurre in qualche modo gli importi di quelle 652.687 pensioni che hanno superato in durata di due volte le attuali “stime dell’aspettativa di vita” ….. l’aspettativa di vita a 65 anni (22,5 anni per le donne e 19,3 anni per gli uomini) per lo stesso motivo per cui …. chi ha già 41 anni di contributi pagati e non figurativi …. non può andare in pensione se non ha raggiunto (nei fatti) i 43 anni di contributi se uomo ed i 42 se donna (chissà perchè le donne un’anno in meno …. visto che secondo le stime del calcolo dell’aspettativa di vita …vivono almeno 3 anni di più);
    2. di smettere di agevolare e di anticipare le pensioni per età e bastonare continuamente i lavoratori precoci, nota bene la maggioranza di questi hanno cominciato con lavori scomodi, usuranti, pesanti e senza contributi e poi hanno migliorato e magari i primi mesi o anni in nero e 40-45 anni fa il reddito di cittadinanza …… non era neanche nel vocabolario,
    3. di ridurre le spese dell’amministrazione pubblica …….. in primis gli stipendi delle figure apicali
    4. di ridurre le figure politiche ed i loro emolumenti
    poi altre cose…..
    l’aspettativa di vita attuale a 65 anni (22,5 anni per le donne e 19,3 anni per gli uomini)
    premesso che le modalità con le quali è stata valutata in questi anni l’aspettativa di vita …… non sono chiare …… ma ora voglio proprio vedere ….. come saranno le stime a fine 2020.

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      25 Aprile 2020 in 21:18
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      cartesio…ma vedi se ti fai un giro…chissà perchè le donne un anno meno…ma se le donne sono il welfare dello stato…assistono i figli i genitori i mariti che dicono sproloqui come te…fanno il doppio lavoro a casa e fuori…ma dai ma smettiamola di dire fandonie…gli uomini fanno un anno in più perchè chi ha fatto l anno di militare gli viene riconosciuto come contribuzione figurativa e quindi se tu hai fatto l’anno di militare anche prima di essere lavoratore dipendente ti vale come un anno di lavoro. Ma cosa facciamo la lotta di genere? Non ho parole!

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        26 Aprile 2020 in 18:50
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        Guarda Annamaria58 che:

        1. l’anno di militare ti viene riconosciuto perché lo hai fatto e non figurativamente! Mica tutti sono raccomandati e l’hanno fatto sotto casa dal maresciallo! Se sai cosa vuol dire “caserma operativa” o “guardia alla polveriera” (inverno ’80 con temperatura notturna -25) ti assicuro che me lo sono guadagnato!

        2. Basta con questa manfrina che le donne fanno questo e anche quest’altro… Non siamo più negli anni ’50. Adesso (ma nel mio caso è da sempre) l’uomo lavora in casa e accudisce i figli tanto quanto le mogli! Ed è giustissimo!
        Sulla cura degli anziani anche siamo pari, te lo dice uno che una notte sì e una no fa assistenza a sua madre 96-enne che sta ancora in famiglia ma naturalmente non è più autonoma.

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          27 Aprile 2020 in 13:50
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          Sig. Salvatore (primo), lei ha perfettamente ragione.
          Anche gli uomini fanno a volte ciò che le donne fanno sempre.
          I commenti delle lettrici di questo portale sui molteplici impegni da assolvere sia al lavoro che in famiglia sono in netta maggioranza rispetto a quelli degli uomini sulla stessa tematica.
          Ovviamente questo non vuol dire che gli uomini non svolgano gli stessi molteplici impegni che svolgono le donne (e lei ne è una diretta testimonianza). Vuol dire solo che, in base alle testimonianze delle donne, la platea femminile coinvolta nei molteplici impegni supera numericamente di gran lunga quella degli uomini.
          Poiché le donne parlano dei loro molteplici impegni in maniera così frequente vuol dire che vivono la loro doppia condizione di lavoratrice e di supporto famigliare (madre, figlia e moglie) come una condizione davvero pesante (sia sotto il profilo fisico che psicologico).
          Con tutta onestà intellettuale, non saprei dire se anche l’uomo sia dotato della stessa forza che è capace di esprimere una donna.
          E allora la donna vive la sua condizione pesante in virtù della sua forza o a causa della sua forza?
          In un caso o nell’altro è fuor di dubbio che sia la donna ad essere il vero fulcro della famiglia e di quella “cosa” chiamata società.
          Chi è in grado di comprendere il valore della donna comprenderà anche la necessità della “Quota 100 rosa” (requisiti d’accesso alla pensione 36 anni di contributi e 62 d’età).

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    24 Aprile 2020 in 21:50
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    È ora di finirla di attaccare le pensioni ! Se hanno bisogno soldi per l’emergenza questa volta vadano a recuperarli da altre fonti . Dopo 41 anni abbiamo diritto di alzarci il mattino e di fare quello che desideriamo

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    24 Aprile 2020 in 21:47
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    Ora dovrebbero smettere di regalare soldi a tutti quelli che non hanno mai avuto voglia di lavorare. Chi ha pagato i contributi ha il sacrosanto diritto di andare in pensioni prima di riempire il proprio loculo. Poi anche tutta questa classe dirigente statale andrebbe leggermente ridimensionata, costano troppo e non servono poco o nulla.

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  • Pingback: Pensioni e Inps, ultime: Faraone chiede dimissioni di Tridico, mera propaganda? | Pensioni per tutti

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      24 Aprile 2020 in 19:29
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      NON STIAMO PARLANDO DI REGALI, DI FONDO PERDUTO, DI BONUS , DI VITALIZI, DI PENSIONI D’ORO,DI PRIVILEGI, STIAMO PARLANDO DI ANDARE IN PENSIONE CON QUANTO MATURATO AL MOMENTO, BASTA! NON SE NE PUO’ PIU’! QUOTA CENTO NON SI TOCCA!

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    24 Aprile 2020 in 15:18
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    Se dicono che non ci saranno più soldi per pagare le pensioni, allora che provino se hanno coraggio i benpensanti a far slittare di qualche mese lo stipendio ai menager e a tutti i dipendenti pubblici, come succede spesso nel privato poi sarei curioso di vedere cosa accadrà.

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    24 Aprile 2020 in 10:46
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    Se è questa la prospettiva allora va preparato lo sciopero generale ad oltranza, se Landini e la Cgil tradisce anche questa volta, dopo la mancata lotta contro la famigerata Legge Fornero, allora lo sciopero va autorganizzato con i sindacati disponibili e i comitati di lotta in tutti i posti di lavoro, mentre le sedi della Cgil pagate dai lavoratori vanno occupate ed autogestito dai comitati e consigli di fabbrica e azienda.
    Questa volta non pagheranno la crisi i lavoratori e le masse popolari.
    QUOTA 100 NON SI TOCCA!
    VIA LA LEGGE FORNERO!
    VIA LA COSIDDETTA SPERANZA DI VITA!
    BASTA CON IL LIBERISMO.

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      24 Aprile 2020 in 12:34
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      Se tolgono quota 100 compro un mitra e vado a Roma

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      • Erica Venditti
        24 Aprile 2020 in 17:16
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        non esageriamo eh….commenti che abbiamo un senso!

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        • Avatar
          24 Aprile 2020 in 18:20
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          “Mitra è una divinità dell’induismo e della religione persiana ed anche un dio ellenistico e romano, che fu adorato nelle religioni misteriche dal I secolo a.C. al V secolo d.C. Numerosi sono del resto gli aspetti in comune fra questi tre culti.”
          Magari lo intendeva in questo senso.
          Non sarebbe poi del tutto fuori squadra appellarsi a qualche divinità mistica affinchè la facciano finita una volta per tutte con questo continuo tita-molla su Quota 100 si-no, che sta letteralmente minando la salute a molti pensionandi….

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          • Erica Venditti
            24 Aprile 2020 in 18:31
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            🙂 IMMAGINO

        • Avatar
          24 Aprile 2020 in 20:39
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          Io vorrei sapere quando ci andrò io in pensione sono del 63ha maggio ho 57anni ho guasii36anni di contributi quando me la danno quando sono morta visto che il mondo di lavoro non mi offre nulla non c’è per i giovani figuriamoci per la nostra età opzione donna ci rientro vorrei un chiarimento chiaro grazie

          Rispondi
          • Erica Venditti
            26 Aprile 2020 in 15:31
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            Le consiglierei di rivolgersi ad Orietta Armiliato iscrivendosi al gruppo Facebook comitato opzione donna social

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      24 Aprile 2020 in 13:51
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      Certo hai ragioneeeeeee! Non si può SEMPRE, SEMPRE E COMUNQUE A NOI. Io ho scritto al Presidente della Repubblica, se può servire, inondiamolo di email.

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        24 Aprile 2020 in 19:14
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        Non scherziamo sulle pensioni

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    24 Aprile 2020 in 10:16
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    Letto questo articolo, il mio pensiero è volato subito ad una famosa canzone di Cocciante: “Era già tutto previsto”, forse ancora prima del coronavirus. Questo è un paese dove c’è chi sopravvive ogni anno grazie ai centri di assistenza sociale e caritas e contemporaneamente abbiamo notai e avvocati che non riescono ad arrivare a fine mese e chiedono i 600 euro di aiuti statali. Questo è il paese dove chi riceve il RdC, non accetta in questo momento tragico, di andare a fare qualche ora di lavoro nei campi a raccogliere ortaggi che vanno a male per mancanza di manovalanza, come abbiamo visto dai TG. Questo è un paese dove c’è chi ha creduto che sperimentale, temporanea o a scadenza, significasse che dopo l’esperimento, si sarebbero aperte le porte del paradiso per i futuri pensionandi e dal 2022 un liberi tutti, senza fare minimamente conto delle variabili economiche del paese. Il ragionamento della quota 100 è come le cure del coronavirus: “Sperimentiamo”: Se va bene…… bene ! Se non funziona, si ritorna a capo e chi c’è c’è e chi non c’è si arrangi. Buttati tre anni per una riforma seria ed equilibrata, una spesa enorme a debito pubblico con il risultato che la cura avrà funzionato solo per pochissimi fortunati e quelli che verranno dopo dovranno aspettare il vaccino pensionistico che anche loro dovranno pagare. Avevo presentato la mia domanda di pensione poco prima dell’affermazione del Presidente INPS Tridico, con i miei 43,2 della Fornero. Se le voci, i rumor, dovessero essere confermati, forse, sarebbe meglio ritirare la domanda e continuare a lavorare. Magari, almeno lo stipendio mi arriverà.

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    24 Aprile 2020 in 8:50
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    Io chiederei di spostare quota 100 al dicembre 2022 con 38 anni, così più persone andranno in pensione con una trattenuta in più ma molti giovani potrebbero trovare lavoro.specialmente x i comuni.Sarebbe una bella cosa e grande respiro.
    Grazie

    Rispondi
    • Avatar
      24 Aprile 2020 in 11:44
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      Sig.ra Monica, Quota 100 andrà mantenuta non tanto per fare entrare i giovani nel mondo del lavoro, quanto invece per non farli uscire dal mondo del lavoro.
      Le imprese ripartiranno a rilento, con una minore necessità di personale, dal momento che i consumi, almeno all’inizio, non stimoleranno a sufficienza la produzione (basti pensare solo al turismo e a tutti i servizi che gli ruotano attorno, in primis trasporti e ristorazione). Sarà giocoforza per le imprese privilegiare personale giovane, lasciando che i sessantenni vadano in pensione con Quota 100 (che si rivelerà tra l’altro un utile ammortizzatore sociale in luogo della cassa integrazione).
      C’è poi da considerare che andrà costruita l’Italia digitale. Non sarà una libera scelta, ma una necessità, e l’Italia dovrà accelerare il passo. L’Italia ha infatti un indice di digitalizzazione dell’economia e della società (indice DESI) davvero bassissimo (su 29 Paesi è al 25esimo posto, davvero il fanalino di coda). Anche qui saranno i giovani ad essere i più indicati a farlo, soprattutto in ambito scolastico (personalmente, non ce lo vedrei proprio un professore sessantenne alle prese con le tecnologie digitali per l’insegnamento a distanza – a meno che non abbia la vocazione di uno youtuber o di un influencer – ma questi, come si sa, sono giovani).
      Il ricambio generazionale che il coronavirus detterà come una delle priorità da attuare sarà davvero un grande respiro.

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        24 Aprile 2020 in 16:43
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        Dott. Claudio Maria Perfetto, condivido quanto da Lei espresso!

        Rispondi
      • Avatar
        25 Aprile 2020 in 21:29
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        Claudio Maria Perfetto, se non fosse per il fatto che chi diventa politico ci delude sempre sempre sempre, ti candiderei subito come ministro del lavoro, delle pari opportunità, delle politiche giovanili, dei pensionati, del welfare…di tutto…ma sono convinta che purtroppo falliresti perchè trascinato nelle logiche del potere e dei partiti, purtroppo.
        Dobbiamo ancora appurare chi ha avuto colpa di non bloccare l’Italia prima di marzo quando il governo sapeva da fine gennaio di questa epidemia, hanno voluto prendere gli aperitivi a fine febbraio…NO COMMENT! Qualcuno deve rispondere di tutti i morti, del grave danno economico e della pazzia che ci sta avvinghiando per questo LOCKDOWN disumano!
        Gli italiani non hanno colpa, anzi sono stati ubbidienti verso questi arresti domiciliari forzati. Ora non possono parlare di sovvertire le regole pensionistiche! Non voglio più parlare perchè la rabbia è tanta e direi cose ancor più cattive. GIU’ LE MANI DALLE PENSION!

        Rispondi
        • Avatar
          26 Aprile 2020 in 11:35
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          Gentile sig. Annamaria58, grazie per la considerazione che mi riserva. Oltre ai ringraziamenti mi sento di aggiungere che nella mia vita il fallimento non è contemplato. Possono esserci deviazioni dagli obiettivi che mi pongo (e ci sono stati, e molti pure), ma il fatto di raggiungere comunque un risultato, anche se diverso da quello originale, non lo considero affatto un fallimento. Invero, il fallimento non consiste nel non raggiungere l’obiettivo, ma nel rinunciare a raggiungere l’obiettivo senza nemmeno averci provato.
          Di chi è la colpa nel non aver bloccato l’Italia prima di marzo, dal momento che il governo sapeva già dell’epidemia da gennaio? Quando sta per arrivare un’onda anomala, uno tsunami, la gente rimane sulla spiaggia pietrificata, immobile. Pochissimi istanti che separano tra lo stare fermi e la fuga sono il confine tra la morte e la vita. Credo che una cosa analoga sia avvenuta anche per il nostro governo. Nessuno a gennaio aveva capito cosa veramente ci stava venendo addosso. La colpa la si può attribuire a chi sa in anticipo ciò che accadrà a seguito della sua azione o non azione, ma non può esservi colpa se uno non prende una decisione perchè non “com-prende” ciò che sta per accadere.
          Se il governo non ha colpa, gli italiani pure non hanno colpa per avere disertato i luoghi di lavoro non già per scioperi ad oltranza ma perché obbligati dai decreti governativi all’isolamento (“arresti domiciliari forzati”, come dice lei).
          Sig.ra Annamaria58, si rassicuri: le regole pensionistiche (Quota 100 e quant’altro) non verranno sovvertite. I soldi per pagarle con continuità ci saranno.
          Ma resta il fatto che i prestiti che il governo chiederà all’Europa, bisognerà pur restituirli (e l’Europa, come ben sappiamo, è esigente, cioè “esige”). Il governo avrà due sole possibilità per restituire i prestiti ricevuti dopo che l’emergenza economica sarà superata: applicare una patrimoniale alle famiglie (il cui risparmio è stimato attorno ai 1400 miliardi di euro), oppure applicare una patrimoniale allo Stato (il cui valore dei beni immobili si aggira attorno ai 340 miliardi di euro).
          Potrebbe esserci una terza possibilità. Ma non la conosco.

          Rispondi
        • Avatar
          26 Aprile 2020 in 21:49
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          Sulla questione coronavirus, vorrei porle alcune considerazioni: Lei ritiene che il governo italiano sia stato l’unico paese dell’occidente ad aver ricevuto quella informativa sul rischio epidemia? Si rende conto che l’Italia, per combinazione, per sfortuna, per sfiga, è stato il primo paese in tutto l’occidente ad essere colpito con questa intensità ? Come mai gli altri paesi europei si sono mossi dopo e attualmente sono in ritardo di 2-3 settimane rispetto a noi? Si rende conto che le decisioni e le restrizioni del governo del nostro paese, sono attualmente prese a modello da tutte le altre nazioni ? In fin dei conti, dalla fine di gennaio al primo caso accertato il 21 febbraio, sono solo tre settimane. Credo che il tempo di comprensione e di reazione del governo sia nell’ordine delle cose, direi accettabile. Per quanto riguarda le pensioni, il discorso è molto variegato e spesso, anche tra di noi, si parla di interessi personali e interessi generali e le due cose sono in antitesi. Ognuno guarda il proprio giardino.

          Rispondi
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    24 Aprile 2020 in 8:34
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    E’ una forte discriminazione sociale per i Pensionati che hanno l’ accredito in Banca avere la propria pensione con otto giorni di ritardo(4/5/2020) rispetto a quelli che hanno l’ ‘accredito alle Poste(27/4/2020). Brava Ministra del lavoro CATALFO.

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      26 Aprile 2020 in 11:02
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      Mi vien da ridere, ‘forte discriminazione sociale’ il fatto che qualcuno ( come il sottoscritto ) riceve la pensione ben 8 giorni dopo chi incassa alle poste.
      Siamo sull’orlo del precipizio e qualcuno pensa a queste cose. A parte che non tutti incassano il 27 ma solo quelli il cui cognome inizia per A e B e che in banca questo mese si incassa il 4 perche 1, 2 e 3 sono festivi potresti annullare l’accredito in banca e farti la fila alle poste se questo ti disturba così tanto,
      Pensa anche che i pensionati alla fine non sono penalizzati dalla attuale situazione in quanto percepiscono la pensione piena mentre i lavoratori dipendenti o autonomi si sono visti penalizzati non poco. Addirittura viste le difficoltà a spenderli questi soldi i pensionati sono la sola categoria che alla fine si trova più soldi in tasca.
      Questo vizio tutto italiano di lamentarsi sempre ….

      Rispondi
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    23 Aprile 2020 in 23:46
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    Ancora contro quota 100; è assurdo. Non si possono cambiare le regole di accesso alla pensione continuamente; queste cose richiedono programmazione. Un simile intervento, oltre a creare migliaia di esodati, con relativi costi, sarebbe una beffa per i disoccupati che si stanno pagando onerosissimi contributi volontari per arrivare a 38 anni di contributi.

    Rispondi
    • Avatar
      24 Aprile 2020 in 16:46
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      Sig. Stefano di Serio Condivido quanto da Lei espresso!

      Rispondi
  • Avatar
    23 Aprile 2020 in 20:01
    Permalink

    Quota 100 e le pensioni correnti non sono a rischio.
    Quota 100 seguirà il suo corso naturale (e forse verrà migliorata) e le pensioni verranno pagate regolarmente.
    Rimane, certo, il problema delle coperture: infatti, a causa dell’aumento della disoccupazione che tra poco ci sarà, ci saranno meno lavoratori che verseranno i contributi per pagare le pensioni correnti.
    Le coperture per la gestione corrente (pensioni e quant’altro) e per la ripresa economica verranno dai prestiti della Bce, di Sure, dei Recovery Fund (e forse del Mes).
    Ma vi è una domanda alla quale bisogna rispondere: l’Italia come pensa di restituire i prestiti che riceverà?

    Rispondi
    • Avatar
      24 Aprile 2020 in 1:55
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      Dott. Claudio Maria Perfetto, condivido quanto da Lei espresso!

      Rispondi
  • Avatar
    23 Aprile 2020 in 18:17
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    Puro terrorismo mediatico.
    Non aggiungo altro.

    Rispondi
    • Erica Venditti
      23 Aprile 2020 in 21:05
      Permalink

      Infatti nel riportare le info abbiamo fatto notare che attendiamo ulteriori info…e magari smentite….così come ip titolo presenta di proposito il ? E

      Rispondi
  • Avatar
    23 Aprile 2020 in 18:09
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    Mi spiace per tutti questi personaggi ma il tempo in cui si faceva cassa rapinando le pensioni – quelle dei contributi realmente versati e non i “figurativi” – è finita per sempre. E che, pensano forse di tenerci al lavoro fino a 70 anni mentre loro sperperano soldi a dritta e a manca??
    GIU’ LE MANI DA QUOTA 100!!!!!!!

    Rispondi
    • Avatar
      23 Aprile 2020 in 21:43
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      E proprio mentre buttano fuori questa notizia, il cui chiaro scopo è solo quello di indurre i 5Stelle a far marcia indietro sulla chiusura al MES, leggiamo che grazie all’avvocato Paniz la Camera annulla parte della delibera sul taglio dei vitalizi ai parlamentari, e cioè: voi poveri diavoli finirete col digiunare, ma per noi il pasto sarà sempre, sempre gratis, tagli o non tagli. Capito???
      QUOTA 100 FOREVER!

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      24 Aprile 2020 in 1:56
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      Sig. Gian , Condivido quanto da Lei espresso!

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