Pensioni anticipate, news Proietti: quota 100 utile, ora via dai 62/63 anni e quota 41

Pensioni anticipate, news Proietti: quota 100 utile, ora via dai 62/63 anni e quota 41

Le ultime novità al 3 gennaio 2020 sulle pensioni anticipate arrivano dalle ultime dichiarazioni di Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, che nell’ultima nota stampa rilasciata ad Adnkronos é tornato a ribadire la necessità di riaprire i tavoli di confronto col Governo, in quanto qualcosa é stato fatto e confermato nell’ultima Legge di Bilancio 2020, ma non può certo bastare, specie in campo previdenziale.

La quota 100, dice Proietti, può essere definito un ‘ambo secco’, effettivamente i requisiti da raggiungere sono precisi 38 anni di contributi e 62 d’età, ma nonostante i due paletti stringenti che ha tagliato fuori molti, é risultata comunque una misura utile per 175 mila lavoratori, che sono riusciti ad accedere alla quiescenza prima nel 2019. Questo dimostra, prosegue Proietti, quanto la flessibilità e la volontarietà siano due misure importanti perché consentono ai lavoratori di scegliere in libertà quando e se andare in pensione. Ecco perché ora, afferma Proietti, bisogna puntare ad una flessibilità diffusa tra i 62-63 anni ed alla quota 41

Pensioni 2020, Proietti: “serve flessibilità diffusa tra i 62-63 anni”

“È evidente che Quota 100 non è uno strumento perfetto, perché è definibile come un ‘ambo secco’, però ha permesso a 175 mila lavoratori di andare in pensione nel 2019” Poi ricorda come l’uso di Quota 100 fosse stato inizialmente sovrastimatoÈ bene ricordare che la platea dei potenziali utilizzatori di quota 100 era di 350 mila”.

Per il futuro, spiega, “si deve puntare a una flessibilità diffusa tra 62/63 anni, diminuendo gli anni di contribuzione necessaria, senza penalizzazioni né ricalcoli contributivi”. Ecco come arrivare all’obiettivo.

Riforma pensioni 2020, Proietti: 41 anni devono bastare

Per farlo si devono perseguire due strade primarie, fa intendere dalle sue dichiarazioni: “Ciò é perseguibile separando l’assistenza dalla previdenza e diversificando l’accesso alla pensione tra le diverse tipologie di lavoro. A tal proposito, vanno insediate subito le due commissioni istituzionali”.

Infine Proietti ribadisce che 41 anni di contributi versati devono essere considerati più che sufficienti per accedere alla pensione indipendentemente dall’età del richiedente: “si deve stabilire che 41 anni di lavoro sono sufficienti per andare in pensione, a prescindere dall’età”. Altre tematiche da affrontare nei prossimi tavoli di governo, come vi anticipavamo nel precedente articolo, restano per la Uil la valorizzazione del lavoro di cura delle donne, la salvaguardia definitiva degli esodati e il tema delle future pensioni dei giovani.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

9 pensieri su “Pensioni anticipate, news Proietti: quota 100 utile, ora via dai 62/63 anni e quota 41

  1. E’ opportuno pensare e prendere in seria considerazione , che un invalido con una percentuale del 74 %, e una contribuzione massima di 35 anni, debba andare in pensione per ovvi motivi!!!!
    MA I POLITICI CONOSONO LE DIFFICOLTA’ SALUTISTICHE DI UN INVALIDO????

  2. Il governo paga Ragazzoni per stare sul divano ad aspettare un lavoro che non arriverà mai perché non c’è, e costringe gente invalidi e malati con 41-42-43 anni di servizio a lavorare e non pensiate che i dirigenti siano delicati con persone che non hanno più la salute anzi!!!!!……

  3. BISOGNA FARE 41 SENZA SE. E SENZA MA DIREI CHE 41 ANNI DI CONTRIBUTI ONESTAMENTE VERSATI BASTANO CI SIAMO ROTTI I COGLIONI DI ESSERE PRESI X IL CULO

  4. Per dare le pensioni anticipate e quindi prendere voti….a me ed sl mio convivente.. come hanno fatto con tantissimi hanno tolto dal 3 gennaio 2020…euro 260 al mese!!
    Non c e bisogno di aggiungere altro

  5. Purtroppo chi decide ,sono persone che non hanno mai lavorato una settimana .Chi scrive e’ gia’ in pensione ho lavorato 36 anni ed a 54 anni sono andato in pensione .Penso che onestamente altri 2/ 3 anni di lavoro li avrei potuto affrontare. Ma sempre onestamente sarebbero pesati tantissimo a livello fisico ,e molte notti proprio le ho trascorse faticosamente. Mi e’ andata bene come incidenti sul lavoro ,ma ripeto mi e’ andata bene ,Capitemi. Come si dice ,con la mia esperienza posso dire ,Le Donne max 38 anni di lavoro ,e max 40 per gli Uomini ,e senza paletti di eta’ in uscita .Anche perche’ i Precoci di riconoscimento non hanno ricevuto un bel NULLA Chi ci guadagna e’ chi ha iniziato a lavorare a 30 anni.Sembra Impossibile che nessuno ci pensi .Non si puo’ che certi vanno in pensione con 20 anni di contributi e altri e’ in discussione 41 anni ,CHE SCHIFO .Avete la mia Email ascoltate chi ha LAVORATO

  6. Questo è quello che andava fatto anni fa e sarebbe stata una cosa equa per tutti.. La vogliono capire che 41 anni di contributi sono tantissimi e che continuare a tenere vecchi al lavoro e controproducente gli anziani non spendono più non fanno girare economia il lavoro va dato si giovani che devono crearsi una vita e allora si economia ripartirà.. Ma purtroppo abbiamo dei cervelloni che certe cose non le capiscono continuano a far lavorare anziani e a non liberare posti per i giovani..

  7. Nei casi polizieschi colui che indaga ha sempre tre elementi da far quadrare: movente, occasione e mezzi.
    Proietti delinea una situazione analoga, indicando obiettivi (flessibilità diffusa tra i 62-63 anni e quota 41) e modi per arrivare gli obiettivi (seguire due strade primarie: separare assistenza e previdenza; diversificare l’accesso alla pensione tra le diverse tipologie di lavoro).
    Mancano i mezzi per percorrere le due strade primarie che servono per arrivare agli obiettivi.

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