Pensioni anticipate oggi 2 aprile 2022: i nodi da sciogliere, l’intervista a Marino

Il DEF, la riforma delle pensioni nel suo complesso, le eventuali misure di pensione anticipata restano al centro del dibattito pubblico e sopratutto social, tra gli altri temi che in questi giorni hanno fatto discutere anche la fine dello smart working per i soggetti fragili, lo stop dei pagamenti anticipati delle pensioni che sono tornate ad essere pagate il 1 del mese come nel periodo pre Covid. Di tutti questi aspetti ci siamo confrontati con uno dei nostri esperti previdenziali, Mauro Marino, di seguito l’interessante intervista in esclusiva che ci ha rilasciato.

Pensioni anticipate 2022-2023: vi saranno denari nel DEF per le misure? I nodi da sciogliere, l’intervista a Marino

  • Pensionipertutti: Il DEF è alle porte ed i lavoratori sono molto in ansia visto che l’Argomento previdenziale pare non essere più tra quelli prioritari del Governo, crede che vi sarà qualche accenno alle pensioni o teme che il sentore di quanti attendono da tempo una riforma della legge Fornero sia purtroppo corretto?

Mauro Marino: “All’inizio dell’anno il Governo aveva affermato che il suo intendimento era quello di inserire un’ipotesi di accordo di nuova legge previdenziale già nel DEF. Questo voleva dire che avrebbe dovuto indicare anche quanti denari avrebbe messo su piatto della riforma. Poi sappiamo tutti che c’è stato uno stop di quasi due mesi cominciato già prima della guerra e che la situazione si è di molto ingarbugliata. Il Governo non sa cosa fare e vorrebbe procrastinare il discorso riforma fino alla fine dell’anno, rinnovare di un altro anno Opzione Donna, Ape Sociale e Quota 102 e aspettare le elezioni del 2023 lasciando ad un governo politico la soluzione di questa difficile problematica. Ovviamente questa mia ipotesi non sarà esplicitata da nessun esponente del Governo e pertanto ritengo che nel DEF da presentare in Parlamento la prossima settimana ci sarà solamente un impegno di attuare delle modifiche previdenziali ma queste saranno assolutamente generiche e con nessuna indicazione delle somme impegnate

  • Pensionipertutti: Nei giorni scorsi abbiamo intervistato il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, che ci ha confermato che la parola chiave, da inserire da subito nel DEF, resterebbe la flessibilità in uscita, egli ha ribadito che la quota 41 per tutti senza limiti anagrafici e l’uscita dai 62 anni d’età con leggere penalizzazioni restano le direttrici base verso cui propenderanno i sindacati non appena riprenderanno gli incontri col Governo. Dalla sua crede che si sarebbe dovuto fare di più in questa occasione di ‘silenzio’ da parte del Governo o che il sindacato non avrebbe potuto agire diversamente rispetto a quanto fatto?

Mauro Marino: “Il Sindacato in questa difficile trattativa per una nuova riforma previdenziale si è comportato in maniera del tutto passiva. Ha dapprima presentato una bellissima proposta di legge previdenziale organica e strutturale che contiene i 41 anni per tutti o in alternativa la flessibilità dai 62 anni con leggere penalizzazioni, poi pensioni di garanzia per giovani e donne e particolare attenzione al lavoro di cura solo per citare alcuni aspetti della proposta ma, poi, si limitato ad aspettare per tutto il 2021 ed anche in questi primi mesi del 2022 una convocazione senza fare nulla di concreto per ottenerla. Lo stesso sciopero generale del dicembre scorso per avere un risultato pratico avrebbe dovuto essere attuato nel mese di settembre. Uno sciopero effettuato a metà dicembre era ovvio che non potesse ottenere alcunché. E difatti l’esecutivo ha proposto solo il rinnovo di Opzione Donna, Ape Sociale e l’assurda quota 102 e ha portato in Aula Parlamentare un testo blindato che è stato votato senza alcuna modifica con la fiducia. Adesso il sindacato sta avendo lo stesso atteggiamento attendista. Ma c’è una spiegazione a tutto ciò. Ci sono fortissime divisioni tra CISL da una parte e CGIL e UIL dall’altra già evidenziate in occasione dello sciopero generale di dicembre a cui la CISL non ha aderito e accentuate ulteriormente in occasione della guerra russo/ucraina con la CISL assolutamente favorevole all’aumento dello stanziamento degli armamenti al 2% del PIL e gli altri due sindacati che sono invece molto più reticenti“.

Lavoratori fragili e smart working: fine stato emergenza fine tutele?

  • Pensionipertutti: Con la fine dello stato di emergenza sono venute meno anche delle tutele per i lavoratori, una su tutte quella dello smart working per i lavoratori fragili, crede che dovrebbe essere prorogato il lavoro agile almeno per queste categorie o è corretto che si torni per tutti alla normalità pre-Covid anche a livello lavorativo?

Mauro Marino:Sono assolutamente d’accordo alla continuazione dell’istituto dello smart working non soltanto per i lavoratori fragili ma per tutti i lavoratori che lo desiderano. Questa pandemia che ha costretto le aziende e i lavoratori a lavorare in modo diverso si è dimostrata, in questo, un ‘opportunità. Per la stragrande tipologia di lavori d’ufficio ha dimostrato che può perfettamente svolgersi da casa, tra l’altro con risultati anche migliori in termini di efficienza e produttività. Ritengo, quindi, che lo smart working debba essere mantenuto per sempre perché gradito sia a molti lavoratori che alle aziende dal momento che ne traggono benefici in termini economici. A parte, forse, i ristoratori dove i lavoratori effettuavano la pausa caffè e la pausa pranzo, ci sono vantaggi per tutti come risparmio di tempo e denaro per recarsi al lavoro e minore inquinamento atmosferico, di conseguenza, quindi, lo smart working va assolutamente confermato e, se possibile, ampliato“.

Pagamento pensioni aprile: Stop anticipato, giusto o era giusto il rinvio?

  • Pensionipertutti: “Cosa ne pensa della decisione dell’INPS di stoppare il pagamento anticipato delle pensioni di aprile? Moltissimi pensionati hanno lamentato lo scarso preavviso e si sono appellati affinché la normalità potesse tornare in vigore col pagamento della pensione di maggio, dalla sua l’ente previdenziale ha fatto presente che con la fine dello Stato di emergenza al 31/3 è naturale che le pensioni di Aprile tornino ad essere pagate dal 1 del mese come è sempre stato prima del Covid. Eccessiva pretesa da parte dei pensionati, questo ulteriore rinvio, ormai abituatesi all’anticipo dal 25 del mese, o comunicazione ritardata ed inefficace da parte dell’Inps che ha portato a questa spiacevole situazione in cui molti hanno lamentato di non avere le risorse per arrivare fino al 1 aprile?

Mauro Marino: La decisione dell’INPS è assolutamente incomprensibile. Innanzitutto i pensionati avrebbero dovuto essere informati almeno con due mesi di anticipo. Questo per rispetto agli oltre 16.000.000 di pensionati che sono stati i più colpiti dalla pandemia. Poi se anche questo anticipo fosse fatto per sempre a parte il primo mese di attuazione dove il pensionato guadagna qualche giorno e l’erario ci perde in termini monetari successivamente il costo per l’erario è nullo. Sono questi i comportamenti assurdi che creano un solco tra cittadini ed istituzioni. Lo Stato ne ha benefici quasi inesistenti ma la fiducia tra cittadini e le istituzioni ne risulta molto compromessa. Spero quindi che il Governo e di conseguenza l’INPS torni su questa decisione e che l’anticipo possa diventare strutturale.

29 commenti su “Pensioni anticipate oggi 2 aprile 2022: i nodi da sciogliere, l’intervista a Marino

  1. 7 APRILE : INCONTRO GOVERNO E SINDACATI ?

    Sono anni dove si fanno incontri dopo incontri, solamente per prendere tempo e fissare altri incontri che faranno seguito ad un altro incontro, per dire che ne parleremo nell’incontro successivo.

    FATTI E NON PAROLE !

  2. No, questi politici non li abbiamo messi noi li, li hanno messi le segreterie politiche e stanno la solo per riscaldare la poltrona, Renzi con il suo 1 per cento ha messo Draghi, se questa voi la chiamate democrazia, sole le bombe e i missili non lanciano. Per il resto dei lavoratori non gle ne frega proprio niente e della loro pensione. Non c’è da aspettarsi proprio niente dalle prossime elezioni, sicuramente hanno già studiato come mettere lì di nuovo Draghi. Saluti.

  3. Buonasera! Spero che, come sostiene Papa Francesco, tacciano al più presto le armi, e che il Parlamento Italiano torni ad affrontare i temi che riguardano tutti i cittadini, come ad esempio la lotta alla povertà ed alla disoccupazione, la Riforma delle Pensioni e l’aumento delle Pensioni agli invalidi civili totali e parziali. Grazie di cuore a tutti!

  4. Bisogna cominciare a cancellarsi dai sindacati ed in questo modo si otterrebbe un risparmio in termini di trattenute in busta paga; rimanere iscritti non serve a niente se non a finanziare chi non si occupa dei lavoratori così come dovrebbe.

  5. Il 7 aprile sarà lo spartiacque definitivo per comprendere se i sindacati sono attigui al governo oppure no. O faranno ciò per cui sono pagati lautamente da tutti i lavoratori oppure si chiudono i rubinetti delle tessere. Altre opzioni non ce ne sono. In tempo di crisi economica risparmiare sulle spese superflue è d’obbligo.

  6. E vero ci eravamo abituati con la pensione ogni 25 del mese e questo mese ognuno di noi una settimana fa aspettare il primo non è giusto ma tanto al governo cosa gli interessa di noi loro il suo stipendio dio non come la nostra pensione loro le tasche sono pieni ma poveri noi a che mani siamo finiti

  7. I soldi ci sono, ma a decidere come impegnarli è l’UE ,allora qualsiasi spesa è lecita,
    Per i lavoratori non ci sono scappatoie questo era già stato deciso anche prima che scoppiasse la guerra in Ucraina. Quando le cose non interessano, vengono accantonate e posticipate all’infinito, qualcuno prima o poi si stancherà di tirarle in ballo. Noi lavoratori non dobbiamo stancarci di ricordarglielo!
    Basta con le quote e i numeri dell’otto in Pensione dopo 41 anni di versamenti o 62 di età.
    Chi vuole lavorare fino a ottant’anni è libere di farlo.

  8. BISOGNA SOLTANTO SCENDERE TUTTI IN PIAZZA A PROTESTARE CIVILMENTE.
    MA PURTROPPO NON SIAMO IL POPOLO FRANCESE.
    E CON QUESTO HO DETTO TUTTO.

  9. aldilà di tutte le analisi ed ipotesi sulla riforma previdenziale che condivido, una domanda mi “assilla”: ma i sindacati sono consapevoli che il governo non se li fila proprio ed hanno indetto uno sciopero inutile facendo perdere, tra l’altro, una giornata di paga a migliaia e migliaia di lavoratori? Un minimo minimo di orgoglio e dignità Sbarra, Borbandieri e Landini non ce l’hanno proprio?

  10. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla questo sono politici e sindacati.chiacchieroniiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.

  11. La cosa che mi infastidisce maggiormente è che nessun politico ne parla, fanno tutti finta di niente tanto decide Draghi e più si rinviano le decisioni meglio è. L’argomento pensioni è tra i più importanti e va affrontato, ci vuole una riforma e anche urgente. Non si può vivere nell’incertezza del futuro. Si mettessero nei panni di chi ha perso il lavoro e ha superato I 60 anni avendo lavorato per 38/39/40 anni. Quali possibilità lavorative ci sono per queste persone. Nessuna. Si perde la dignità. Cosa stanno facendo i sindacati, dove sono. Prima c’era la scusa del covid, adesso la guerra. Ma insomma la vogliono smettere di prenderci per i fondelli questi deficienti? Scusate lo sfogo ma qui si vive solo di ansia. Buona serata.

  12. Ancora con questi sindacati???? Bastaaaaaaaaas, non ci rappresentano più, sono inutili per Noi poveri cristi lavoratori privati, forse rappresentano ancora i lavoratori pubblici. Per le pensioni anticipate ho già scritto qui numerose volte che è giustissimo l’anticipo a 62 anni per tutti con piccolissima penalizzazione ed eliminare il minimale di 2,8. Speriamo bene e complimenti a Voi!

  13. Io dico che senso ha… Parlare di pensioni penalizzate ecc ecc.
    Quando ancora non si e fatto nulla per le pensioni D’oro,vitalizzi vari ecc ecc
    Quindi.. lo stato dovrà fare i conti con l’alzamento di assegni per vivere fino a quando la persona percepirà la sua pensione.
    Perché non penso che il lavoratore regalerà all’INPS anni in più senza avere nulla.
    Penso che presto ci sarà un’esercito di lavoratori che si faranno campare dallo stato.

  14. I soldi per le armi si trovano subito, per le pensioni mai!
    Puntiamo su Quota 103 senza penalizzazioni come misura strutturale e definitiva, con il minimo di 62 anni. Ritengo sia attuabile e compatibile con le attuali risorse disponibili. Coniuga le due ipotesi sindacali (62 anni e 41 di contributi) e darebbe realmente ai nati dal 1960 in poi delle scelte che non penalizzino troppo il lato economico.

    1. gianni, la tua quota 103 con 62 anni e 41 di contributi scordatela; e sai perchè? ormai Draghi ragiona su 64 anni; comanda lui; Orlando fa quello che dice lui; potrebbe anche accettarla ma solo con tutto contributivo quindi…………………………… oppure devi avere la pensione integrativa e mangiartela come capiterà a me; e i sindacati? lasciamoli perdere saluti a te e ai gestori del sito

    2. gianni, quota 103 come dici tu non la faranno mai; salvo che ti mangi la pensione integrativa con la RITA come capiterà a me oppure………………………….se la fanno è meglio che non aderisci perchè sarà tutto contributivo; ragionano sui 64 anni; forse chi ci governa avrà un odio particolare per quelli nati nel 1960 (i famosi inc. saluti ai gestori del sito

    3. Le scelte sindacali non sono 62 anni e 41 di contributi bensì sono 62 anni O 41 di contributi senza quote.

  15. Concordo in pieno con Marino. I sindacati con la loro fissazione O così o così Non ascoltano le persone, che non si spaventano per una eventuale piccola penalizzazione ma che possono mantenere il sistema misto, proposte Tridico o una piccola percentuale in meno per ogni anno di anticipo. Ho fra pochi giorni 65 anni, ho sempre lavorato ma… Per bollettini che l’INPS non trovava più in merito a un lavoro correttamente registrato, alcuni lavori che quando ero giovanissima non avevano cassa, alcune estati in Germania quando studiavo che in realtà poi non prevedevano contributi, mi mancava per poco la possibilità di uscita per una pensione anticipata. Sempre lavorato, 26 anni poi in una Rsa, responsabile animazione… Due figli cresciuti… Da sola… È così difficile ascoltare ciò di cui le Persone hanno bisogno, anziché fissarsi sulla propria immagine?

    1. Quello che mi fa arrabbiare veramente oltre questa situazione di silenzio da parte dei politici , ma chi come me a già 40 anni ci contributi versati e utilizzati dal IMPS non è che un anno in più fa cambiare le cose , i veri problemi bisognava risolverli prima e poi non diamo colpa al COVID che al INPS a portato una montagna di pensioni non più pagate con versamenti fatti per 40 anni .

  16. Buongiorno a tutti …certo che i sindacati
    Con una banda di politici …che non dicono nulla …tutti zitti..bisogna unirsi tutti insieme
    Scendere in piazza ..60…facciamo Sentire
    Le nostre ragioni .lavoro ai figli ..e noi in
    Pensione.

    1. Si Ciai Ragione bisogna che ci ribelliamo altrimenti noi la pensione cie la possiamo scordare se la prendono i nostri politici compreso i sindacati che sono complici anche loro i nostri figli moriranno di fame.E ora che ci svegliamo.Ma subito immediatamente .

  17. come sempre il dott. marino dice cose giuste; la patata bollente sarà passata al prossimo governo dell’anno prossimo; i sindacati? hanno perso di vista il loro ruolo primario; cordiali saluti ai gestori del sito

  18. La pensione anticipata con leggere penalizzazioni, come dice l’articolo, sarebbe anche un’opzione intelligente e facoltativa. Risolverebbe di colpo due problematiche. Innanzitutto l’INPS risparmierebbe perché non dovrebbe erogare prestazioni assistenziali, tipo RDC ai senza reddito e disoccupati e indennità di disoccupazione. Somme che sono erogate a fondo perduto e non sulla base di contributi effettivamente versati. Oltretutto i senza reddito godono di un sacco di agevolazioni e bonus che verrebbero meno in buona parte.
    In secondo luogo si sanerebbe il vuoto lasciato dalla Fornero, per gli ultrasessantenni disoccupati.
    Faccio un appello a chi ha la possibilità di discutere col Governo: BASTA CON ELARGIZIONI A FONDO PERDUTO!
    SI A USCITE ANTICIPATE DOVE NESSUNO CI RIMETTE APPLICANDO DEI GIUSTI COEFFICIENTI.
    DAL 2006 LE PERSONE IN DIFFICOLTÀ ECONOMICA SINO TRIPLICATE!
    SPERO CHE QUALCUNO FACCIA CAPIRE AL GOVERNO CHE NON CI PERDE UN SOLDO.
    E che i sindacati non dicano che le pensioni anticipate sarebbero troppo basse.
    Perché forse €500 del reddito di cittadinanza sono tanti? E oltretutto sono a fondo perduto!
    Spero che si ritorni alla ragionevolezza!
    FACCIO APPELLO A TUTTI PERCHÉ SI REMI IN QUESTA DIREZIONE! TUTTE LE OPINIONI SONO RISPETTABILI, MA LE PENSIONI ANTICIPATE FACOLTATIVE DEVONO ESSERE
    UN PUNTO FERMO.
    Un saluto ai gestori che spero condividano le mie posizioni, ancorché perfettibili.

    1. Ok sono d’accordo. Però non dimentichiamoci di chi ha sistemi misti. Tipo Casse obbligatorie + INPS. Se la pensione viene pagata pro quota, anche la pensione anticipata deve esserlo.
      Altrimenti altra grave discriminazione.
      Vogliamo fare le cose uguali per tutti?
      Eccetto ovviamente lavoratrici madri e usuranti.

  19. La nota dolente è proprio il silenzio e l’inerzia del Sindacato in questo periodo, infatti lo sciopero ma anche altre manifestazioni andavano fatte da tempo e non a fine dicembre- questo fa pensare che la triplice tace volutamente in barba agli interessi e alle giuste aspettative di noi lavoratori- questa è la cosa grave purtroppo, cioè non ascoltare e non fare niente di fronte al grido di dolore dei propri iscritti e non solo- mi domando poi dove sono le altre sigle sindacali, non parlano e non criticano il Governo per le mancate decisioni sulla riforma pensioni, quasi come se fosse un problemino da quattro soldi- veramente scandaloso questo atteggiamento, come d’altra parte quello di tutti i politici, iniziando da quelli di sinistra che non accennano nemmeno a evidenziare il serio problema, dimostrando che tutti ormai sono prostrati e in ginocchio davanti a Draghi. Se il 7 aprile il Sindacato non si farà sentire e rispettare , credo che il nostro destino è deciso, saremo sempre in balia di questi politici e burocrati che fanno il bello e cattivo tempo alla faccia nostra- si deve scendere in piazza e poi li aspettiamo alle urne.

    1. Buonasera a tutti .Egregio Sig. Sergio quello che dice lei è vero ,non mi esimo per carita’ ,ma queste persone a quel posto le abbiamo messe noi con i nostri voti ,non aggiungo altro ,inoltre questo silenzio puo’ anche essere la consequenza delle cose dette in merito all’esborso previsto per gli armamenti ,da fare anche quelli per carità, visto che non c’era mai un centesimo per le pensioni ,detto ad arte per stoppare il ragionamento ,all’improvviso escono i soldi .Come la mettiamo adesso?ci sono o non ci sono i soldi ?Le parti sociali a questo punto tengono una marcia in piu’ se non approfittano adesso ,almeno a parlarne ,quando credono di farlo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna su