Pensioni anticipate, Opzione Donna cancellata: Avvio Class Action

Riceviamo da Orietta Armliato, amministratrice e fondatrice del CODS, Comitato Opzione Donna Social, e volentieri pubblichiamo un comunicato che annuncia l’ avvio di un azione collettiva, class action, coadiuvata dal Team di avvocati dell’associazione Class Action Italia, allo scopo di tutelare il diritto di migliaia di donna con 35 anni e 61 d’età che si vedono ad oggi negare il diritto alla pensione anticipata a causa di restrizioni ingiustificate che hanno limitato l’accesso ad Opzione donna.

La situazione delle donne, che già si vedono combattere questa ingiustizia, non é andata certo migliorando con l’ultima Legge di Bilancio che ha posto fine all’uscita anticipata Opzione donna, lasciando nel baratro moltissime donne che non hanno 41 anni di contributi, non hanno 63 anni e dunque si trovano fuori da qualsiasi altra misura di uscita anticipata. Paradossalmente il Governo, capitanato da una donna, che avrebbe dovuto tener conto delle esigenze delle donne e delle loro richieste di ripristinare i vecchi requisiti, ha invece fatto l’opposto cancellando l’unica misura, seppur ormai ‘monca’ a cui potevano accedere le lavoratrici. Ad oggi lo ricordiamo non esistono misure per le donne che tengano conto del fatto che spesso le lavoratrici fungendo anche da care giver in casa non hanno potuto accumulare gli anni sufficienti di contributi necessari per accedere ai canali tradizionali.

Opzione donna cancellata: avvio della Class Action

Consapevoli dell’ennesimo torto subito, intanto le donne che già erano vittime di un’ingiustizia della precedente legge di bilancio hanno optato per agire insieme e chiedere non vengano fatte anche distinzioni tra licenziate di Serie A e Serie B, la Class Action é aperta a tutte le donne che si sentono vittime di un’ingiustizia, una legge che pare aver dimenticato ultimamente i punti cardine dell’art 3 della nostra Costituzione, che cita ‘ tutti i cittadini hanno pari dignità sociale ee sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religion, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”; e che ha fatto differenza anche tra madri e non madri, aggiungendo ingiustizia magari ad un dolore privato, non tutte possono essere madri. Di seguito il testo del Comunicato e le modalità per accedere alla Calss Action:

Comunicato CODS: come prendere parte alla Class Action

COMUNICATO PER L’AVVIO DI UNA AZIONE COLLETTIVA PROMOSSA DAL COMITATO OPZIONE DONNA SOCIAL (CODS) COADIUVATA DAL TEAM DI AVVOCATI DELL’ASSOCIAZIONE CLASS ACTION ITALIA.

Migliaia di donne con 35 anni di contributi e 61 anni di età si vedono negare il diritto alla pensione anticipata solo perché non dipendenti da aziende con “tavolo di crisi ministeriale attivo”. Questa è una discriminazione collettiva e la combattiamo insieme. L’Associazione CLASS ACTION ITALIA depositerà presso la Consigliera Nazionale di Parità un Piano per la Rimozione delle Discriminazioni (art. 37 D.lgs. 198/2006) per tutelare tutte le lavoratrici escluse ingiustamente da Opzione Donna dive, la normativa attuale, discrimina tra donne che hanno maturato gli stessi requisiti anagrafici e contributivi richiesti per poter accedere all’istituto. Presenteremo quindi formale istanza alla Consigliera Nazionale di Parità affinché intervenga per:

*Ottenere una circolare INPS che estenda il beneficio a tutte le lavoratrici licenziate

*Promuovere una modifica legislativa che rimuova i requisiti discriminatori

*Tutelare i diritti costituzionali (art. 3 Cost.) di tutte le lavoratrici L’AZIONE COLLETTIVA predisposta, mira a chiedere la riforma da parte del Legislatore delle norme in corso di vigenza, che prevedono la maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi per accedere all’istituto entro il 31/12/2024.

Tale iniziativa però, non si limita solo a questo, bensì ha anche finalità di esercitare una pressione POLITICO-SOCIALE che ha il fine di sottolineare l’importanza che l’istituto #opzionedonna ha per le donne italiane, TUTTE, anche coloro che stanno maturando i requisiti nel corso del 2025 e che potrebbero andare in pensione il prossimo anno se si riuscisse a fare in mondo che la proroga possa essere RE-INTEGRATA, possibilmente nella VERSIONE ANTE 2023, nella Legge di Bilancio 2026 che oggi , nel suo testo bozza, é approdata in Parlamento, sancendone la cancellazione. IN SINTESI: TUTTE le Donne possono aderire e, per farlo, é necessario iscriversi al gruppo FB dedicato CODS RICORSI OPZIONE DONNA e seguire le istruzioni.

Invitiamo le donne interessate che si sentono vittime di tale ingiustizia a seguire i canali ufficiali per poter accedere alla modulistica indicata dagli avvocati e prendere così parte attivamente alla Class Action.

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39 commenti su “Pensioni anticipate, Opzione Donna cancellata: Avvio Class Action”

  1. La discriminazione che è stata fatta da questo governo nei confronti delle donne non credo abbia precedenti. Persino la Fornero, tanto criticata, aveva mantenuto questa forma pensionistica, sicuramente penalizzante per le donne che rinunciavano al 30% a vita della loro pensione, sacrificandosi per il bene della famiglia, per aiutare i genitori anziani, i figli, i nipoti, ma comunque unica via di uscita per permettere loro di fare quel lavoro di assistenza per la famiglia, a beneficio gratuito dello Stato!!!
    Hanno dichiarato licenziate di serie A (grandi imprese) e serie B (piccole imprese). Hanno messo paletti a OD rendendola inaccessibile, riducendo di conseguenza gli accessi per farla apparire inutile e quindi cancellarla. Una donna licenziata a 60 anni non la vuole più nessuno. Eppure questo governo sbatte la porta in faccia a queste donne lasciandole senza pensione e senza programmi concreti per la ricollocazione nel mondo del lavoro. Centri per l’impiego inutili, vuoto totale !
    E molte di noi hanno 35,36,37,38 anni di contributi!!!!

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  2. Baby pensioni, parlamentari, opzione donna, usuranti, iso pensione, scivolo 5 anni, quota 100, 102, 103, tutto contributivo, 64+25, anticipata, vecchiaia, ecc. … ah ah ah ah … pazzesco !!!! … italianiiii … vot’Antonio vot’Antonio … Antonio La Trippa … ah ah ah ah !!!!

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    • Pio non essere choosy … vedrai che arrivera’ Fornero che dall’alto della sua immensa sapienza partorira’ una riforma equa e uguale per tutti … una riforma che azzerera’ i privilegi e tutti andranno in pensione con le stesse regole e stessi sacrifici … ah ah ah ah !!!! … ma scusa Pio, non essere choosy … questo era quello che dicevano Monti e Fornero anni fa … o mi sbaglio ?? … suvvia Pio, non essere choosy … ah ah ah ah !!!!

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  3. Rispondo a Wal che chiedeva come funziona in altre parti d’ Europa sul pensionamento delle donne. Prendo i paesi più importanti:
    Francia
    – Nessuna misura esclusiva per donne, ma:
    – Possibilità di pensione anticipata per chi ha iniziato a lavorare molto giovane (carrière longue)
    – Bonus contributivi per figli: fino a 8 trimestri per figlio (4 per maternità, 4 per educazione)
    – Le madri possono quindi andare in pensione prima, ma non per diritto esclusivo di genere.
    Germania
    – Sistema neutro rispetto al genere
    – Età pensionabile standard: 67 anni
    – Anticipo possibile con penalizzazioni a partire da 63 anni (con almeno 35 anni di contributi)
    – Bonus per figli solo nel calcolo dell’importo (non sull’età di uscita)
    Spagna
    – Nessuna misura riservata alle donne
    – Età pensionabile: 66 anni e 6 mesi (2025)
    – Anticipo possibile con 35 anni di contributi, ma con penalizzazioni
    – Bonus contributivi per figli, ma non tali da garantire un’uscita anticipata esclusiva
    Polonia
    – Unica eccezione significativa
    – Età pensionabile differenziata per genere: 60 anni per le donne, 65 per gli uomini
    – Sistema in discussione per equità e sostenibilità
    Considerazioni generali
    – La maggior parte dei Paesi UE adotta sistemi neutri rispetto al genere, ma riconosce il lavoro di cura (svolto prevalentemente da donne) con bonus contributivi o periodi figurativi.
    Di fatto, opzione donna non esiste in Europa eccezion fatta per la Polonia.
    Saluti.

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    • Grazie Nicola.

      La situazione tedesca mi é più nota delle altre che hai elencato.
      Colgo l’occasione per evidenziare il contenuto di un articolo e il paradosso per il quale dai grafici appare che: nonostante si sia la nazione con età di pensionamento più alta in Europa, si sia anche quella con vita lavorativa (media) trascorsa al lavoro più bassa.

      https://www.corriere.it/economia/lavoro/25_novembre_02/pensione-la-vita-lavorativa-piu-corta-d-europa-con-l-eta-piu-alta-per-lasciare-il-lavoro-i-motivi-del-paradosso-italiano-3d11cc27-4ac1-413c-90b0-3a1fa67f6xlk.shtml

      Soprassiedo sul rapporto esistente tra lavoratori/pensionati dove siamo i campioni Europei … ma in negativo.

      Saluti

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      • Vero Wal. Ma guardando la situazione europea, una domanda sorge spontanea: ma come fanno le donne francesi, tedesche, spagnole a gestire tutte le problematiche femminili elencate dalle donne italiane presenti in questo sito? Non credo abbiano meno problemi. Forse, la risposta per me non è la pensione anticipata, ma una gestione del welfare e una conciliazione vita privata-lavoro più efficiente e più attenta ai bisogni delle famiglie.
        Cominciamo a farci delle domande e a chiederci come fanno gli altri paesi europei a realizzare tutto questo senza per forza ricorrere a pensioni anticipate?

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    • Caro Nicola T, parlando di crisi demografica giusto 1 settimana fa si parlava in tv di Italia e Francia e una giornalista è stata chiarissima; più o meno 40 anni fa Italia e Francia erano allo stesso livello ma nascevano 200 mila persone in più di adesso; il tasso di riferimento era 1,20 nati per donna; la politica francese si è preoccupata delle donne e con serie costanti di incentivi, di congedi ha preso a cuore il problema; L’Italia NO NO; ora la media italiana è sotto 1, 20 nati; la Francia è a 1,63 nati; il livello ottimale sarebbe 2; riguardo opzione donna l’avrò ripetuto decine di volte; a quell’età con quei contributi solo casi estremi fino all’anno scorso, adesso neanche questi; questa ultima è stata una carognata; speriamo che la gente si svegli e li punisca già dalle prossime regionali e sul referendum sulla giustizia; saluti a te e ai gestori del sito

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      • Conclusione, a mio parere errata .
        Il referendum poi centra come i cavoli a merenda.

        Che le uscite siano molte o poche migliaia, la ragione
        la ha spiegata chiaramente Nicola.
        Ma ripetere giova.

        Poiché il sistema é a ripartizione, se non se ne ripristina il numero di lavoratrici/lavoratori, i restanti occupati percentualmente sempre più ridotti nel confronto numerico coi pensionati, dovranno lavorare sempre più a lungo oppure: si dovranno aumentare le imposte, ridurre i coefficienti di trasortrasformazione o gli adeguamenti delle pensioni esistenti.

        La aritmetica non é quella del voto ma quella attuariale a cui si assomma quella del vincolo esterno.

        Il risultato più evidente é stato : chi sta meglio può pensare di rinunciare a qualcosa (per cui la moglie accetta il tutto contributivo) chi sta peggio, come il caso di una coppia di lavoratori a basso reddito, si vedranno costretti entrambi a lavorare piu a lungo.

        Saluti

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        • hai dimenticato la proposta perfetto e c.; comunque per me quest’ultima di togliere tutto è stata una carognata; c’entrano come i cavoli a merenda? certo, ma quando si fanno carognate per me meritano questo; ma vinceranno visto che la gente non va a votare; saluti a te e ai gestori del sito

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          • Non dimentico affatto la soluzione proposta dal dottor Perfetto; chi la dimentica è la politica e il modello economico attuali.

            Saluti

        • Gentile Wal,
          Se avessi ancora il mio lavoro me lo terrei stretto e cercherei di arrivare ai 42 anni di contributi che ormai servono ma avendo perso il lavoro, per cause non dipendenti da me, né per crisi di impresa di azienda iscritta al tavolo bla bla bla… le assicuro che gli unici lavori che ho trovato sono di 2/3 mesi all’anno.
          Quanti anni impegnerò per arrivare ai 42 anni di contributi visto che ne ho raggiunti a stento 35?
          Lei che è bravo in matematica….
          E nel frattempo mangio a mesi alterni?

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          • Buongiorno signora Isabella.

            Al di la del dispiacersi per le diverse persone che possono ritrovarsi in situazioni simili alla sua … quello che resta, in fatto di pensioni, è l’ARITMETICA delle regole almeno sul numero dei contributi necessari e del rapporto lavoratori pensionati che non permettono il “liberi tutti”.
            Regole per chi ne vanta 30, 35 o 40 e che salvano altrimenti solo per poco tempo in casi diversi.

            E’ la logica delle scelte politiche ed economiche di questo schifo di società dai imbanditi per alcuni, a quelli di crisi per altri, a quello del non trovare più lavoro quando lo si perde e altre ancora.

            In casa mia, la consorte, nella sua vita lavorativa lo perso per tre volte il posto e a un anno dal raggiungere i 42 dell’anticipata che lei cita rischiava di perderlo per la quarta; quindi questo può capiate a tutti ai bravi in matematica o in letteratura o in altro.

            Pertanto de proprio deve guardi da altre parti per trovare dove stanno colpe e ragioni non ha chi pone un semplice ragionamento sulla sostenibilità o meno di un imperfetto sistema.

            Spero per lei che il futuro le sia migliore.

  4. Mi fa specie che si continui, anche in questo sito, a far credere che Opzione Donna sia riservato a tutte le donne. O meglio che basti essere donna per poterne fruire. Non è così! Opzione donna è ad esclusivo utilizzo di alcune donne, nello specifico di quelle che possono “vantare” una carriera all’interno di uno stesso settore: tutto pubblico o tutto privato. Le donne che hanno maturato carriere che sommano le due realtà sono escluse oppure devono pagare per la ricongiunzione. E questo da quando la legge è stata varata cioè dal 2004. Pertanto se si vuole fare una class action questa andava fatta a suo tempo per correggere questa stortura. Anche se donna concordo con molti commenti “maschili”. Le donne non ce la fanno più, sono stanche e distrutte (anche gli uomini) si occupano dei genitori anziani (anche gli uomini…spesso le mogli non vanno d’accordo con i suoceri) dolori e acciacchi (gli uomini non sono messi meglio) e potrei andare avanti con gli esempi. Condivido che se ci devono essere degli anticipi pensionistici questi non devono essere di genere ma considerati in modo equo per uomini e donne. Le donne parlano di parità di genere, di pari opportunità…ma non quando si parla di pensioni!

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    • Scusi Giorgia se faccio una battuta, ma visto il tenore del suo commento ed il suo nome di battesimo, lei rischia seriamente di essere additata come esponente del governo in carica.😀😀 Consideri poi che in questo blog, ci sono numerosi bloggisti che con la scusa delle pensioni invitano a votare dall’altra parte, come fossimo a tribuna politica. A parte gli scherzi, sono perfettamente d’accordo con la sua analisi.Saluti.

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    • Esatto … chi ha lavorato e pagato regolarmente per 40 anni non puo’ andare … deve mantenere baby pensioni, parlamentari, privilegi, iso pensione, usuranti, opzione donna, iso pensione, quota 100, ecc. … ah ah ah ah !!!!

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  5. Gli italiani come i bambini di Pompei che inizialmente giocavano con la pietra pomice……
    Ancora non immaginiamo nemmeno quello che ci aspetta…….

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  6. L’ ho detto anche in un altro commento.Oltre cinque milioni di donne sono andate in pensione dal 2004, anno di istituzione di opzione donna.Mentre, dal 2004 ne hanno usufruito circa 260000 donne, quindi parliamo del 5-6%, un opzione di nicchia.Perche? È troppo penalizzante fin dalla sua istituzione, quindi molte donne rinunciano, perché appunto è tutto contributivo e 35 anni sono pochi rispetto ai 41 e rotti della Fornero per un montante contributivo dignitoso.Io sarei d’accordo a mantenere l’ultima versione, per chi ha veramente bisogno di avere una pensione prima per ragioni gravi.Tanto per dare dei numeri, il bonus Giorgetti per continuare a lavorare dopo aver maturato la pensione con un stipendio maggiorato, ha già totalizzato 7000 adesioni in due mesi.Prendetela come una battuta; dei 20000 voti persi per aver abolito opzione donna ( questa era la media annuale di opzione donna come adesioni, prima delle modifiche), il governo Meloni con il bonus Giorgetti ha recuperato quasi la metà.Saluti.

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    • Non è questo il punto, ci sono donne che non ne possono più di lavorare e probabilmente hanno anche un marito che aiuta con il suo stipendio/pensione quindi è una scelta di vita non una scelta economica. Ovviamente per chi può permetterselo, le altre purtroppo dovranno continuare a lavorare. E’ una scelta personale e di libertà.

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      • Una scelta di libertà è anche la possibilità che i giovani possano godere in futuro di una pensione. Quello che mi stupisce è che nessuno capisca come funziona il sistema a ripartizione del sistema pensionistico italiano, il quale ha bisogno di due pensionati per ogni lavoratore e la demografia attuale e futura è già ben sotto. Una grossa colpa risiede in politici ormai defunti, che hanno messo in crisi il sistema con pensioni baby e pensioni totalmente retributive. Avrebbero dovuto ancora ai tempi di Dini, virare decisamente sulle pensioni integrative e sulle pensioni private, non lasciare ad uno stato con un debito pubblico alle stelle la gestione ancora esclusiva del sistema pensionistico. Le risorse ( mi dispiace dirlo perchè sono anch’io da poco in pensione) andrebbero in primis destinate a invertire la rotta demografica. Saluti.

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          • Gentile signora, il sistema di ripartizione si fonda sul rapporto tra lavoratori e pensionati, parliamo di persone non di stipendi, non mescoliamo le pere con le mele. Anche avessero lo stesso stipendio del pensionando che esce, il rapporto sarebbe sempre sbilanciato, la matematica non è un opinione.Saluti.

  7. NON credo si si possa avviare una class action direttamente contro le leggi di bilancio e sulle pensioni. La class action è uno strumento a disposizione solo per i consumatori per tutelare i diritti individuali omogenei lesi da un’impresa o da un gestore di servizi, ma non per contestare direttamente un provvedimento di legge.
    E pensare che questi al governo avevano promesso “QUOTA 41 x tutti” fin da subito.
    Che rabbia (per non dire altro)

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  8. Io mi sono iscritta alla Class Action! Forza Donne , dobbiamo lottare fino in fondo, a questo furto che ci hanno fatto, prima promettono, poi non mantengono…..e salavano la Santanche’ truffatrice Dell’Inps!

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  9. Care donne, vi eravate abituate troppo bene negli ultimi vent’anni. Ricordatevi che un privilegio momentaneo non potrà mai costituire un diritto eterno e tantomeno qualcosa da pretendere in barba ad un sacrosanto principio costituzionale di uguaglianza e di parità di diritti e doveri di tutti i cittadini di fronte alla Legge.
    Voi, egoisticamente, pensate unicamente al vostro orticello, ai vostri interessi, mentre del fatto che gli uomini debbano lavorare dieci anni più di voi per poter andare in pensione non ve ne frega assolutamente niente. Nè vi interessa niente del fatto che ogni anno circa mille uomini (maschi) muoiano sul posto di lavoro. Nè per voi fa una grinza il fatto che la vostra aspettativa media di vita sia più lunga rispetto a quella degli uomini. Tantomeno vi interessa minimamente il fatto che voi donne siate privilegiate nel mondo del lavoro, in quanto essenzialmente dedicate a mansioni d’ufficio o comunque per lo più sedentarie, mentre i lavori gravosi, pesanti e usuranti li lasciate fare tranquillamente agli uomini senza tanti complimenti e ringraziamenti per i benefici di cui voi stesse godete (le case in cui abitate ve le hanno costruite uomini, non certo donne, però ne usufruite anche voi, senza contare tutti i mestieri di riparazione e manutenzione che a voi fanno comodo, ma che a svolgerli sono unicamente uomini, dai meccanici, agli idraulici, dagli elettricisti ai falegnami, e potremmo continuare all’infinito). Perciò, care donne, ringraziate Dio per la condizione di privilegio in cui vi trovate e accontentatevi. Per quanto mi riguarda, il governo Meloni ha fatto benissimo a sopprimere “opzione donna”, un’ingiustizia che non ha eguali in Europa. Meglio tardi che mai. Finora avete potuto godere di un ingiusto privilegio da cui erano esclusi metà dei cittadini italiani.

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    • Ma che ti sei bevuto questa mattina, le donne hanno pienamente ragione. lavorano più degli uomini con stipendi nettamente più bassi. Non solo hanno diritto ad opzione donna ma dovrebbe essere anche senza limitazioni. le tue parole sono solo vergognose.

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      • Senza parlare di tutto il “lavoro” sommerso e non retribuito di accudimento dei figli, coniuge e familiari per tutta la vita… Siamo sfinite cari miei e il messaggio di Francesco ha qualcosa di delirante e becero.
        Paradossalmente poi vedo tanti maschi che, puntando molto su lavoro e carriera, spesso restano a lavorare anche oltre i limiti di età.
        Forse anche per sfuggire ad altri compiti in ambito familiare?
        Fatto sta che per le donne non è stato un grande affare entrare pure nel mondo del lavoro 😭

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    • Confondi le cose. La disuguaglianza pensionistica va risolta alzando l’asticella per tutti, non abbassandola per qualcuno. La parità non si ottiene negando diritti, ma bilanciando doveri e tutele per entrambi i sessi.

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    • Beh, non faccio né un lavoro sedentario né d’ufficio. La mia mansione è considerata gravosa. Mi sono barcamenta tra figli, turni assurdi e reperibilità notturne. Sono salita su ponteggi, sono salita sulle gru dei porti, ho lavorato in zone confinate con la maschera antigas e ho lavorato a contatto con l’amianto. Ho dovuto difendere la mia professionalità con le unghie che non potevano essere laccate di rosso. Sono 40 che lavoro e sono ancora qui. E sono una DONNA. E certi commenti e sempre i soliti luoghi comuni mi fanno tanto, tanto ridere.

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    • Non sono d’accordo su ciò che afferma. Non so se vive con delle donne prossime alla pensione. Se non ci convive guardi fuori dal suo cerchio ed osservi chi oltre al lavoro prepara da mangiare, stira, lava e specialmente accudisce costantemente i genitori e suoceri novantenni occupandosi della loro salute, della loro spesa quotidiana. Guardi chi tiene i figli dei nostri figli quando la loro mamma lavora. Si renderà conto che l’uscita anticipata con Opzione Donna non è un privilegio riservato alle donne, ma un vero e proprio welfare familiare visto che lo stato fornisce sempre meno servizi dall’assistenza agli anziani e agli asili per i bambini. Deve oltre a questo tenere conto di quanto doloroso possa essere per una donna che magari ha lavorato 35 anni rinunciare a una parte considerevole della propria pensione per aderire al regime contributivo di Opzione Donna. Questo governo presieduto da una donna si è tappato occhi ed orecchi e malgrado le promesse elettorali ha cancellato questa forma di pensionamento anticipato così utile alla comunità. Da uomo mi sento invece di solidarizzare con tutte le donne e ringraziarle per quello che fanno ed appoggio la loro protesta verso un governo bugiardo che ha calpestato i loro diritti.

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      • Scusi Antonio,
        Ma se lei è o in caso contrario se fosse sposato condivide o condividerebbe tutte le fatiche che ha elencato?
        Si o No!
        Se -No-, allora questo è il problema che hanno le donne : il MARITO che hanno scelto.
        Se-Si- allora il problema è di entrambi.
        Poi, considerato che non disponiamo più di alcuna “decisione sovrana”, in altre parti d’Europa … come funziona?
        Grazie.

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      • La flessibilità dovrebbe essere data su fatto oggettivi e non sui generi maschile o femminile. Tantissime donne sono single e non accudiscono nessuno. Al contrario ci sono uomini carigiver che non hanno nessun riconoscimento

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  10. Un esecutivo imbarazzante prima hanno limitato gli accessi e aumentato l’età riducendo drasticamente il numero delle donne che potevano usufruire, poi l’hanno cancellala dicendo che tanto non era richiesta. Praticamente ci hanno preso in giro in modo disgustoso. Spero che questa nostra azione porti a un ripristino della misura così com’era, anche con l’età 58/59 anni e 35 contributi!

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      • Il problema è nella domanda: è possibile in Italia avviare una class action direttamente contro una legge di riforma pensionistica, vale a dire è questo un possibile strumento giuridico adatto per contestare la legittimità costituzionale di una legge dello Stato?

        Chi risponde al quesito?

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