Pensioni anticipate e opzione donna, ultimissime news oggi 22 gennaio 2018

Come di consueto ecco le ultime novità di oggi 22 gennaio 2018 per quanto riguarda le pensioni anticipate. In questo periodo di piena campagna elettorale, il tema pensionistico resta uno dei principali dell’agenda politica, ma c’è ancora molta confusione tra le proposte dei vari partiti. Vediamo le parole di Orietta Armiliato del Comitato Opzione Donna Social e quelle del segretario della Uil Domenico Proietti che tramite una nota stampa a Italpress è tornato sul tema delle pensioni.

Ultimissime novità Pensioni anticipate oggi 22 gennaio: il punto di Armiliato

Ecco l’interessante riflessione di Armiliato pubblicata sabato nel gruppo Comitato Opzione Donna Social a riguardo delle misure di “reddito di cittadinanza” e pensioni minime di cui si è tanto parlato negli ultimi giorni: “Noi del CODS cerchiamo nei limiti del possibile, anche se è impresa ogni giorno più ardua data la campagna elettorale in pieno svolgimento, di astenerci dall’entrare nel merito partitico essendo questo un Comitato senza alcuna connotazione di colore e che non ha nè vuole avere, né uno sponsor nè qualcuno da sponsorizzare; tuttavia questa considerazione, per altro assolutamente oggettiva, ritengo sia corretto proporla”.

Armiliato poi conclude: “Dunque, sapete che molte donne che si sono pensionate accedendo alla misura Opzione Donna percepiscono 750/800€ mese dopo aver versato contributi per 35anni? E quindi, si può pensare di poter proporre un reddito di cittadinanza pari a 780€ mese (proposta M5S) oppure di alzare le pensioni minime a 1.000€ mese (Berlusconi & Co) senza aver mai versato neppure 1€ o poco più? Veramente si fa fatica a comprendere come ci possa essere qualcuno disposto a credere che queste misure possano essere basate su concreti presupposti di realizzabilità. E voi, cosa ne pensate?”

Pensioni anticipate ultime news: Proietti torna sull’argomento

Ecco le parole del segretario della Uil in una nota stampa: “Nessuno dimentichi che le imposte in Italia le pagano prevalentemente i lavoratori dipendenti e i pensionati, conseguentemente la riduzione deve riguardare questi milioni di cittadini evitando di fare ulteriori regali agli evasori fiscali. Bisogna estendere il taglio di 80 euro ai redditi fino a 45.000 euro compresi i pensionati, sui quali grava un’imposizione doppia rispetto alla media europea. Questa e’ la via maestra per dare più’ reddito a tanti italiani sostenendo la ripresa della domanda interna con un conseguente beneficio per le attività’ produttive ed occupazionali” Voi cosa ne pensate? Come sempre fatecelo sapere nei commenti qui sotto e continuate a seguirci ogni giorni su pensionipertutti.it!

 

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

4 pensieri riguardo “Pensioni anticipate e opzione donna, ultimissime news oggi 22 gennaio 2018

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    22 Gennaio 2018 in 19:56
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    Ho versato un’enormità di contributi per 35 anni, prima della legge Fornero, e sono riuscito ad andare in pensione con “l’aggravante” del retributivo (perché banche e finanziarie quando erogano un prestito decennale fanno pagare interessi e un lavoratore che presti per decenni, sotto forma di contributi pensionistici, i suoi soldi allo Stato, deve riprendere SOLO quanto versato, tutt’al più attualizzato al potere d’acquisto?) e ora prendo circa 1300 euro netti.
    Dopo tanto parlare, a mio giudizio erroneamente, di “ricalcolare le pensioni per dare solo quanto effettivamente versato (calcolo peraltro impossibile da fare perché manca un elemento essenziale per la sua esattezza, dato che occorrerebbe sapere la futura data di morte del pensionato), troverei strano che le pensioni sociali, di chi non ha mai versato una lira o un euro, prendessero mille euro secondo Berlusconi, o un reddito di cittadinanza di 780 euro secondo il M5s!
    Ma allora io, che peraltro sono riuscito ad andare in pensione con 35 anni di servizio e 58 di età, prima della legge Fornero (figurarsi i penalizzati dalla stessa e successive e precedenti, che andranno con 41/42 e 67) sono fesso che, dopo aver versato (il mio Istituto era tra quelli che versavano contributi più alti) un salasso per 35 anni, prendo 1.300 euro a retributivo e, altri, ne prenderebbero 1.000 o 780, senza aver mai versato niente?
    Alla faccia della coerenza e della equità; alla faccia delle nostre “povere” future generazioni!
    E pensare che il Governo Berlusconi, con il Ministro Sacconi, salvo errori, ha introdotto l’innalzamento periodico dell’età pensionabile secondo l’aspettativa di vita, che si va a sommare a tutte le altre penalizzazioni coesistenti PER CHI LAVORI; e, ora, ci dice che, invece, per chi non abbia mai lavorato, si regalano 1000 euro al mese di pensione!
    E il M5s, che ha tanto criticato le pensioni d’oro che, secondo lui, prendono più di quanto versato, io non sono d’accordo, ci dice che si danno 780 euro come reddito minimo di cittadinanza a fronte di 0 euro di versamenti?
    Insomma, qui si regalano soldi per non lavorare? quando basterebbe assumere per mettere in sesto il territorio, pulire le città, disinquinare i terreni avvelenati ecc. e, invece… no: pagati per non lavorare? Avrò capito male?
    Se invece ho capito bene, mi viene spontaneo chiedermi se si voglia ridurre l’Italia a una Repubblica democratica fondata sull’Assistenza?
    Dimenticavo: perché non mettere nel programma anche un bel TFR da regalare, visto che QUELLO DI CHI SE LO E’ VERSATO è stato congelato per due/quattro anni abbondanti? Se mi si vuole prendere in giro per i miei 1.300 euro tanto rinfacciati per il retributivo e strapagati per 35 anni, tanto vale farlo bene! TFR subito a chi non ha mai lavorato né versato!
    Una proposta equa: ricalcolare a retributivo tutte le pensioni miste e a contributivo e riportare l’età pensionabile a 35 e 57! TFR subito come da diritto, sono soldi del lavoratore accantonati. Ciò attiverà il turn over per far GUADAGNARE pensioni e TFR ai giovani.
    Dimenticavo: separare Previdenza da Assistenza e far pagare quest’ultima alla fiscalità generale, come negli altri Paesi.
    Restituzione all’INPS degli 80 miliardi “risparmiati” con la legge Fornero e destinati, invece che, semmai, a rafforzare l’INPS, a ridurre il debito pubblico, cosa che andava fatta con la fiscalità generale e non coi soldi dei lavoratori pensionandi e pensionati.
    E far pagare i 120 miliardi annui di evasione fiscale che, per un arretrato di cinque anni esigibili per il c.c., farebbero 600 miliardi l’anno; peraltro, con ciò, si estinguerebbe il debito in meno di quattro anni.
    Non è più giusto far pagare i disonesti che far cassa coi soldi delle persone oneste, solo perché più facile?

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      22 Gennaio 2018 in 21:18
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      Concordo in pieno con il commento appena letto . Preciso e puntuale .

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        23 Febbraio 2018 in 20:42
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        Secondo me il reddito di cittadinanza che viene erogato in TUTTI I PAESI DEMOCRATICI EUROPEI PROGREDITI- e da decenni!!!- è un atto di giustizia sociale x chi ha perso il lavoro o vive sotto il livello di sopravvivenza .
        X chi è in età lavorativa, egli dovrà accettare le proposte di lavoro alla 4a proposta, salvo perdere il reddito di cittadinanza e nel frattempo seguire corsi di aggiornamenti utili al re inserimento nel mondo del lavoro.

        Poi secondo me dovrebbe esserci un ricalcolo x chi invece ha già versato 35/40/42 anni , aumentando la pensione secondo gli anni di versamento x ottenere pensioni dignitose come sono quelle all’estero, in modo da non pensare di essere penalizzati ed iniziare una guerra tra poveri: la cifra 780 euro è stata calcolata non dal M5s, ma da istituto europeo sulla povertà .

        I 1000 euro di Berlusconi sono solo x i pensionati, giusto perché siamo in lotta pré elettorale e Berlusconi vuole accaparrarsi del voto degli anziani : questa mossa non è dettata da giustizia sociale, ma da sfacciato voto di scambio (cose fece Renzi con hli 80 euro alle europee!)

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    22 Gennaio 2018 in 14:21
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    PROROGA OD AL 2018 O STRUTTURALE L’UNICA SOLUZIONE X LE DONNE DI 60 ANNI DISOCCUPATE X CESSATA ATTIVITÀ DELL’AZIENDA CON 35 DI CONTRIBUTI.

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