Pensioni anticipate, ultime da Damiano su quota 100: non va abolita

Pensioni anticipate, ultime da Damiano su quota 100: non va abolita

Le ultime novità sulle pensioni anticipate al 15 febbraio giungono dall’ultima nota stampa diffusa da Cesare Damiano, dirigente del partito democratico, che ribadisce con convinzione di essere d’accordo con Gualtieri circa le due misure cardine del Governo quota 100 e reddito di cittadinanza sostiene: “non vanno abolite”.

Serve maggiore chiarezza, afferma, riferendosi alle tante dichiarazioni relative alla quota 100 che in questi giorni si sono susseguite sui media a seguito dell’incontro calendarizzato tra Governo e sindacati. Si rivolge altresì ai partiti che pur essendo al Governo, paradossalmente, dice, fanno estrema opposizione, il riferimento é esplicito ed é ad Italia Viva. Eccovi le sue parole, che qui riportiamo.

Pensioni anticipate: quota 100 non va toccata fino a scadenza

Così Damiano a LaPresse: “Condivido le parole del ministro Gualtieri circa Quota 100 e Reddito di cittadinanza‘Non vanno aboliti’. La Quota 100, prosegue l’onorevole “va portata al suo naturale esaurimento, perché scade a dicembre del 2021, per poi introdurre nuove misure strutturali di flessibilità, e il Reddito va migliorato per quanto riguarda le politiche attive.

Inoltre Damiano insiste e non é il solo, tra gli esponenti politici, sul fatto che occorra dare maggiore chiarezza ai cittadini, é necessario, dice, che si confermi Quota 100 e si ribadisca che non verrà toccata fino a fine sperimentazione. Anche l’onorevole leghista Durigon, ex sottosegretario al Ministero del Lavoro, che abbiamo intervistato nei giorni scorsi, ha chiesto attraverso un question time al Ministro Catalfo certezza sul destino di quota 100, affinché anche per i lavoratori non aumenti l’ansia e vi sia maggiore consapevolezza sul proprio destino previdenziale. Damiano nell’ultima stampa diffusa ha rimarcato quanto notizie confuse e contraddittorie stiano disorientando i cittadini, eccovi le sue dichiarazioni.

Pensioni, ultime Damiano: meno male che Gualtieri rassicura

Il dirigente del partito dem, conclude: “Un po’ di chiarezza non guasta in una situazione politica caratterizzata da una girandola di dichiarazioni, molte volte tra loro contraddittorie, che disorientano i cittadini. Fino al paradosso di partiti, come Italia Viva che, pur stando al Governo, svolgono un eccellente ruolo di opposizione. Quando ascoltiamo un politico, come Gualtieri, che traccia un percorso senza troppe curve a gomito, non possiamo che sentirci rassicurati“.

Infine rivolgendosi a Governo e sindacati invita tutti a collaborare al fine di partire da quando già ‘é sul piatto’ per arrivare ad una vera riforma previdenziale che abbia in sé i principi di flessibilità e possa essere una riforma strutturale ed equa per tutti, una riforma che tenga conto specie di alcune categorie rimaste maggiormente colpite dalla Riforma Monti- Fornero: “Partiamo da questi paletti e costruiamo, con i sindacati, una vera riforma previdenziale che affronti i temi della flessibilità strutturale, dei lavori usuranti e gravosi, dei precoci, degli ultimi esodati e della rivalutazione delle pensioni medio-basse”.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

8 pensieri su “Pensioni anticipate, ultime da Damiano su quota 100: non va abolita

  1. Sono nata il 14/01/1959 e a gennaio 2021 compirò 62 anni….poi la finestra di 6 mesi e forse (se verrà mantenuta come io fortemente mi auguro) potrò andare in pensione con la tanto denigrata quota 100 il 1° agosto 2021…..avrò 62,7 anni e 40,7 anni di contributi da calcolare con il sistema misto. La mia liquidazione TFS come mi ha detto il Patronato a cui mi sono rivolta per farmi fare i conteggi la vedrò se tutto va bene fra 5 anni perchè chi va in pensione con quota 100 la riscuote a 67 anni di età e non subito come erroneamente è stato detto!!!! Che si informino bene prima di parlare (che fortuna!!!!)…..Che immenso regalo che ho avuto!!!! Altrimenti sarei potuta andare con Opzione Donna che è un vero furto di Stato riservato a noi Donne alle quali non è stato concesso dai vari Governi succedutisi in questi anni assolutamente niente!!!! Spero vivamente che quota 100 rimanga così com’è fino al 31/12/2021 e costituisce l’unica possibilità per chi ha problemi di salute e familiari di ritirarsi dal mondo del lavoro e ribadisco…..senza avere alcuna facilitazione e nessun previlegio come erroneamente viene detto continuamente!!!

  2. Da fare subito: dare a tutti la possibilità di aderire alla “pace contributiva” che permette di coprire con versamenti volontari eventuali buchi contributivi dovuti a mancati versamenti. Dico a tutti perché a quanto ho capito ad oggi è possibile farlo solo per i periodi dal 1996 in poi.
    Poi, come succede in Francia, si potrebbe attuare che ogni periodo di 50 giorni di disoccupazione venga trattato come un trimestre assicurativo: https://www.service-public.fr/particuliers/vosdroits/F31249
    Non credo che da noi esista una simile possibilità….
    Indispensabile è mettere un plafond sulle rendite pensionistiche (certamente considerando l’attività svolta, le responsabilità e il ruolo ricoperto) in modo tale che l’assegno erogato non superi un tetto massimo (5.000 euro?), come del resto avviene in altri paesi (vedi Francia e Usa). Così facendo l’istituto della previdenza sociale tornerebbe ad avere la sua autentica funzione, che non è quella di arricchire, ma di garantire una dignitosa pensione a tutti.
    Poi lavorare seriamente sul recupero dell’evasione fiscale.
    Infine, tutto quanto riguarda l’assistenza deve far riferimento a una fiscalità altra e riguardare dunque tutti gli italiani. Già con questi accorgimenti le cose migliorerebbero sia per gli attuali pensionandi che per i giovani, e sarebbe poi più semplice rivedere la riforma delle pensioni in modo più equo per tutti.
    Le due misure, finestra 41 e quota 100 (senza paletti e senza penalizzazioni), dovranno essere contemporaneamente in vigore. Adottarne solo una significherebbe rendere parziale e iniqua la riforma perché non consentirebbe un equo accesso alla pensione a tutta la platea dei lavoratori, dato le svariate variabili lavorative.

  3. Si è dimenticato delle donne che da sempre sono in credito e fortemente penalizzate dall’attuale sistema.
    PROROGA OPZIONE DONNA AL 2023!

  4. Condivido pienamente quanto espresso ( e che ringrazio) dall’On, Damiano, Min. Gualtieri, On. Durigon (che attraverso il question time ha avuto la rassicurazione che quota 100 già legge e alla quale le persone hanno fatto affidamento, rimane e così come è fino alla fine della sperimentazione 2021 compreso e non si tocca per nessun motivo come previsto) se servono soldi si devono trovare altrove.

  5. Aggiungo un altro tassello all’ingiustizia di questa quota 100 perpetrata nei confronti proprio dei lavoratori gravosi che non usufruiscono della quota 41 precoci e che non hanno 62 anni.
    Si sono accorti i gravosi (muratori, camionisti ecc.) andati in pensione anticipata con la Fornero nel 2019 o che ci andranno nel 2020, che questa legge che ha beneficiato molti ha posticipato di tre mesi il loro accesso alla pensione? Per loro nel 2018 Gentiloni aveva già bloccato l’incremento dell’aspettativa di vita senza penalizzazioni; per cui secondo la legislazione previgente sarebbero potuti andare in pensione con 42 e 10 mesi di contributi senza dover aspettare tre mesi per riscuotere. Quindi lo stato, eliminando questa piccola agevolazione, ha fatto cassa con i lavoratori più svantaggiati, che oltre alla beffa di lavorare 5 anni in più rispetto a chi va in pensione con 38, si sono visti aumentare il periodo lavorativo oppure, a scelta, defraudare di tre mesi di pensione.

  6. ….meno male o male minore?
    No. Questa quota 100 andava migliorata e qui potrei concordare con l’On.le Damiano. Ma non è possibile difendere questa quota 100 così per altri 2 anni.
    Per i costi e per le iniquità le disparità create tra lavoratori.
    Un precoce non ha aiuti, non ha appello. Non ha una possibilità, anche minima, di uscire prima dei 43 anni e 1 mese.
    Bastava un piccolo segnale a favore di chi lavora da oltre 40 anni. Invece questa bella idea partorita ( un podalico ) da una parte politica che ha barattato con uscita dei precoci ( 41 anni) e con reddito di cittadinanza, non ha lasciato une minima possibilità di uscita a chi lavora da oltre 40 anni.
    Nei tavoli di confronto si faccia giustizia e si vada a modificare questa iniqua quota 100 lasciata aperta a tutti , anche a chi non ha deliberatamente versato contributi. Infatti conta solo età e contributi versati. (62-38).
    E chi ne ha da lavorato 42 e 58 di età?
    Che è un precoce che ha fatto lavoro usurante gravosi per una buona parte della vita lavorativa? Usura il lavoro e un po’ meno l’età, non scherziamo.
    Perché chi ha 58 anni avrà pure 4 anni in meno ma ne ha già 4 in più lavorati.
    Quota 100 andava migliorata anziché promulgarla in toto senza un minimo provvedimento di modifica.
    La togliessero, lo scalone lo hanno già creato nei confronti dei lavoratori precoci. Basta con questi provvedimenti reiterati senza senso logico e che creano differenze di trattamento all’interno delle stesse categorie di lavoratori. Emanate un provvedimento e il giorno dopo dite che siete preoccupati per li scalone che si verrà a creare il 31/12 /2021 quando scadrà??? Ma scusate, pensate che siamo tonti o bamboccioni? Lo sapevate bene tutti perché detto ridetto e scritto da più parti. No. Non ci siamo. Su quota 100 avete commesso degli errori e dovete cercare di riparare per dare un minimo segnale anche a chi lavora da oltre 49 anni. E lasciate stare il contributivo, perché la generazione che scrive ha già subito 3 importanti trasformazioni del sistema previdenziale. Da 35 anni a 43 anni di lavoro con un sistema misto e con i coefficienti di trasformazione delle rendite mensili, che ci penalizzano e non poco.
    E stiamo a difendere questa quota 100…..
    Con quali risultati? Con quali costi???
    Si vada a dividere il costo complessivo con il numero delle persone al quale è stato rivolto il provvedimento e si evince un costo individuali le medio per anno dimoktre 30mila euro a carico dello Stato. Non male, non c’è che dire. Emerge essere un provvedimento per pochi . Io credo andava studiato qualcosa per tutti . Non c’è l’ho certamente con chi è uscito o sta per uscire, ci mancherebbe. Ma questo provvedimento non armonizza un sistema previdenziale vigente, bensì crea ulteriori disparità. Così stanno le cose. Così non vanno bene.

    1. Parole al vento Sig. Cuppi. La quota 100 era una misura accettabile se era rivolta solo ed esclusivamente a quei lavoratori ultrasessantenni che erano disoccupati da anni e non più reinseribili nel mondo del lavoro odierno. L’aver allargato la possibilità a chi invece un lavoro lo aveva ancora è stata la porcata più assurda e inconcepibile mai commessa da politici e sindacati. La cosa che mi da più fastidio è il fatto che c’è chi ha ricevuto questo regalo enorme e inaspettato che ancora si spertica le mani in applausi. Anzi addirittura ci spiegano che la quota deve arrivare al suo termine per correttezza nei loro confronti. La stessa correttezza che non usano nei confronti di chi invece è stato penalizzato. Ci sono lavoratori che i 38 anni di contributi li raggiungono a 67 anni ma per loro è equo. Altri lavoratori che 62 anni di età li raggiungono con 43,1 di contributi e anche qui lo ritengono equo. Intanto loro con 62-38 prenderanno la liquidazione prima dei penalizzati che nel frattempo continueranno a doversi pagare gli interessi del mutuo per la casa invece di rinegoziare il debito e risparmiare migliaia di euro. Perchè tra tante ingiustizie bisogna mettere in conto anche questo danno finanziario.

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