Pensioni anticipate, ultime Damiano: Quota 100 fino al 2021, poi il Ddl 857?

Pensioni anticipate, ultime Damiano: Quota 100 fino al 2021, poi il Ddl 857?

Le ultime novità sulle pensioni anticipate al 28 ottobre 2019 giungono da una recente nota stampa di Cesare Damiano, dirigente del Partito Dem, che torna a puntare l’attenzione sulla quota 100 e su quello che avverrà una volta che questa finestra di flessibilità, giacché si tratta di una misura sperimentale a scadenza, verrà chiusa. Cosa accadrà dopo il 2021? fino a tale data per Damiano la misura va tenuta in piedi per evitare nuovi esodati, ma dopo sarebbe bene rivalutare proposte che sono già state presentate e che permetterebbero un’ equa flessibilità in uscita, ossia il Ddl 857.

Vediamo le parole dell’onorevole Damiano che sostiene, parlando appunto dell’uscita anticipata con quota 100, che i patti che i cittadini fanno con lo Stato non possano essere ripudiati quando cambia il Governo, ma che al tempo stesso proprio per evitare dal 2022 di ritornare alla rigida riforma Fornero sia necessario da subito progettare una soluzione di flessibilità strutturale del sistema pensionistico.

Pensioni anticipate 2019, dopo la finestra 100, si pensi al ddl 857

Così l’ex ministro del lavoro: “Quota 100 finira’ nel 2021, come sappiamo. Per questo preferiamo chiamarla ‘Finestra 100′, perche’ si tratta di un intervallo di flessibilita’, finito il quale ritorna la legge Fornero e la finestra si richiude”.

Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico, prosegue nella sua difesa sul portare a scadenza la quota 100: “E’ giusto mantenerla fino al 2021 – continua – perche’ i patti che lo Stato stipula con i cittadini non vanno ripudiati quando cambiano i Governi: soprattutto perche’, come in questo caso, si crea il rischio di ripetere la drammatica avventura degli esodati. Il problema di prospettiva, dunque, e’ quello di progettare fin d’ora una soluzione di flessibilita’ strutturale del sistema pensionistico.

Riforma pensioni 2019, Damiano: la soluzione al post quota 100 c’é già

Damiano fa notare come in realtà esisterebbe già una proposta di legge per il dopo quota 100 che insieme a Baretta e Gnecchi egli ha presentato nel 30 aprile del 2013. Una misura di uscita anticipata che consentirebbe di manternere una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni e 35 di contributi, con una piccola penalizzazione.

Così Damiano: Nella scorsa legislatura, insieme a Pierpaolo Baretta e Maria Luisa Gnecchi, ho presentato una proposta di legge, la 857 del 30 aprile 2013, che prevedeva una uscita a partire dai 62 anni, avendone almeno 35 di contributi, con una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia. Ragioniamoci”. Poi il dirigente del partito democratico conclude: “L’argomento va ripreso per tempo e affrontato seriamente se non si vuole tornare, dal 2022, alla rigidita’ della legge Fornero e a una pensione di vecchiaia di 67 anni per tutti”.

Cosa ne pensate di tale proposta? vi convincerebbe passare dalla quota 100 al Ddl 857 di Damiano? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

100 pensieri su “Pensioni anticipate, ultime Damiano: Quota 100 fino al 2021, poi il Ddl 857?

  1. Buongiono non vogliono prendere gli evasori commercianti avvocati medici perche’ se no non pigliano voti se controllano il codice fiscale e non dichiarano arresto ho secuestro dei beni immediato e nei casi piu eclatanti arresto con pena certa cosi facendo potremmo andare in pensione prima sluti giuseppe

  2. Sprechi in Italia 200 miliardi evasione 100 miliardi. Ecco dove sono i soldi per le pensioni …ma è difficile farlo perché altrimenti Italia sarebbe un paese troppo bello e giusto.. Invece c’è qualcuno che questo non vuole che succeda.. Puoi la gente è povera e più la puoi dominarla…

  3. Buongiorno, cerco di mantenere la calme e di esprimere il mio, pensiero e accetto correzioni se sbaglio. Ho 60 anni e 41 anni di contributi regolarmente versati (o meglio prelevati essendo da sempre dipendente). Ho lavorato per anni attenendomi ad un contratto, che mi tutelava con dei diritti acquisiti, cioè a 35 anni di versamenti, avrai diritto alla pensione, indipendentemente dall’età anagrafica. Questi diritti, mi sono stati tolti per ben 3 volte, alzandomi l’età pensionabile, senza appello. Ma non è una cassa nella quale uno versa per un certo numero di anni, dopo il quale ha maturato una quota, che gli verrà restituita a scadenza? Questo mi fa rabbia, perchè con Quota 100 pensiona chi ha versato per 38 anni, ora si parla di permettere l’uscita con penalizzazioni in base all’età anagrafica (Ddl 857), ma questa soglia dei 62 anni lo vogliamo capire che non è altro che far arrivare all’uscita tutti con la legge Fornero ai 43 anni???? Fate per bene i conti i nati 1959/60/61 entrati nel mondo del lavoro dal 1978/79/80 con un titolo di studio di media superiore, ora con la finestra quando pensioneranno…. è l’Europa che ce lo impone….

    1. E giustissimo quel che dice alberto io o 61 anni o fatto 43 anni e 1 mese da ottobre 2019 sono in pensione .era ora o iniziato nel 1976 e s andava in pensione a 35 anni io o fatto 8 anni in piu di lavoro ma vi sembra logico che io per un anno in meno di eta o fatto 5 anni in piu di lavoro per andare con la fornero quota cento ne fatto 38 di anni di lavoro e 62 di eta .chi piu lavora lo prende sempre in quel posto .saluti

    2. Concordo con te l’attuale quota 100 va benissimo ma deve essere abbinata ed una forma di uscita dal lavoro che tenga esclusivamente conto degli anni di contributi versati senza limiti di età ( 41 o 41,5 anni senza vincoli di età )

  4. Se non erro la riforma Damiano(o meglio la prima proposta) prevedeva una quota cento 100 secca senza penalizzazioni,mentre successivamente aveva anche proposto come pensione anticipata 41 anni secchi a prescindere dall’età. Ovviamente le penalizzazioni,ma sarebbe meglio chiamarlo assegno in base a ciò che si è versato,sarebbero in base al versato. Quindi 65-35=100 ma anche 60-40 che non sarebbe male, non penso poi ci saranno tutti questi lavoratori che a 60 anni avranno 40 anni di versamenti….Ovviamente lasciando libera scelta al lavoratore se fermarsi ed avere un assegno più sostanzioso.

  5. Io andrò in pensione il prossimo anno con la legge Fornero che prevedeva l’uscita a 43 anni e 3 mesi.
    Con la riforma fatta dal governo giallo verde cosa è successo.
    Con Quota 100 nel 2019 escono dal mondo del lavoro persone che hanno 62 anni d’età e 38 anni (escono 5 anni prima).
    Bloccano i 5 mesi d’aumento dell’aspettativa di vita ma mettono 3 mesi di finestra.
    Nel mio caso mi trovo ad oggi ottobre 2019 ad avere 42 anni e 4 mesi di lavoro, ma non ho i 62 anni d’età e quindi devo rimanere al lavoro fino ai 42 anni e 10 mesi + i 3 mesi di finestra. Vi chiedo è giustizia ?????? c’è gente che esce dal lavoro 5 anni prima (Fortunati loro) e persone come il sottoscritto che oltre ad aver lavorato per 42 anni e 10 mesi deve farsi anche i 3 mesi. Mi sembra un’ingiustizia molto grossa.

  6. Sig.ra Francesca la finisca di condividere tutto quello che commentano altri, cerchi ogni tanto di scrivere quello che pensa, ammesso che pensa, a parte quota 100 che debba rimanere.

    1. Quindi stando a quello che ho letto su questo articolo dovrei andare in pensione a 62 anni
      con 46 anni di contributi e pagare anche delle
      penalità???????!!!!!!!
      Quindi i precoci come me rimarrebbero doppiamente fregati !!!!
      Spero che questi gegni della finanza finiscano
      nel tritacarne elettorale che si stanno costruendo diventando loro stessi i migliori sponsor di Salvini.Evidentemdnte la lezione Umbra non è bastata!!!

  7. Ok la 857 damiano può essere una buona cosa ma per chi ha 41/42/43 anni di contributi e 59/60 età cosa cambia non può andare in pensione perché non ne ha 62 ma che cavolo di legge è se fa 62. E 35 contributi e 41 senza età e una cosa sensata altrimenti è la solita bufala

  8. I commenti prima descrivono chiaramente lo stato d’animo dei cittadini comuni, vorrei soffermarmi dove reperire le risorse per le pensioni.Proviamo a ridurre gli sprechi,amministratori pubblici pagati a raggiungimento degli obbiettivi,caccia a evasori fiscali,al lavoro nero,caporalato, ai mafiosi ecc..ma forse a chi governa tutto questo non interessa.Dove (i nostri parlamentari)troverebbero uno stipendio così alto nel privato,unico loro interesse è appunto interesse privato. Oltretutto qualcuno come me, mostra chiaramente lacune culturali.Bravi loro a farci abbracciare il loro pensiero(o interesse)mettendoci gli uni contro altri smettiamola e mandiamoli a casa tutti, perché negli ultimi anni hanno governato destra e sinistra ma non è cambiato niente.Grazie

  9. Per me occorre lasciare Quota 100 così com’è fino alla naturale scadenza del 2021. Nel frattempo occorrerà prima tacitare Renzi che è sempre il punto di squilibrio ovunque si trovi e poi pensare ad una valida alternativa. Quella di Damiano non mi sembra male ma personalmente lascerei Quota 100, sempre come opzione, senza alcun paletto.

  10. NON sono d’accordo. Fate quota 100 come somma di anni lavoro e di età senza vincoli. Tanto fra pochi anni ci saranno le nuove generazioni che avranno contributi in una vita se va bene 30, 35 anni e quindi andranno con 70 anni o 65 di età.( che è quello che vuole l’Europa e tutti quelli al governo) Gli altri, quelli dei 40 anni e più di contributi saranno già tutti a miglior vita.

    1. Sono d’accordo sia con Aldo che con Ale , nel senso che sarebbe certamente meglio una Quota 100 senza paletti da subito ma siccome ho smesso da tempo di credere a Babbo Natale so che questo non accadrà mai per cui resti pure l’attuale quota 100 fino al 2021 e poi se viene cambiata in meglio bene ma se così non fosse ( e lo temo molto ) che venga confermata così come è anche dopo

  11. Un altra trovata che non agevola le classi più deboli come i disoccupati, lavori usuranti, etc. Anche ora con l Ape Social si è creata una disparità di trattamento senza uguali!!! Infatti a parità di requisiti 63 anni e 30 di contributi, solo se hai perso il lavoro a seguito di licenziamento da contratto a tempo indeterminato ed ultimato la Naspi da tre mesi, puoi accedere all Ape Social. Chi ha perso il lavoro da contratto a tempo determinato non può accedere alla misura!!!! Un peso due misure!**

  12. Buongiorno, sono un metalmeccanico che è la bellezza di 37 anni che lavoro come meccanico in un officina di mezzi pesanti. Premetto che negli anni 80 e oltre le frizioni, freni guarnizioni e altro al suo interno c’era amianto. Pensate giusto che chi fa questo lavoro non gli sia stato riconosciuto neppure un giorno di amianto? E pensate giusto dare lavoro usurate a maestre a barellieri ecc ecc? Grazie

  13. 41 anni e 6 mesi, 63 anni compiuti a luglio e dovrei andare in quiescenza con q. 100 e con una penalità. Vi sembra giusto? Voi tutti non avete il coraggio di abbassare 15.000,00 euro di stipendio quanto a dignità :zero. Mettevi in discussione o anche qui arriveremo ad indossare il gilet giallo. Non voto più. Tutti uguali siete. Io mi sento ricca con il mio stipendio e riesco pure a fare beneficenza e voi che ne fated ei vostri soldi? Non sono tanti?

    1. 41per tutti mi sembra giusto 35 con penalizzazione per chi vuole anticipare
      Sono un agente di commercio che fa 50.000km all’anno, ho quasi 60 anni e arrivare in macchina a 67 mi sembrano troppi.

    1. Caro Fausto, resisti altri 10 mesi, e con 42 anni e 10 mesi di contributi potrai accedere alla pensione anticipata, indipendentemente dall’età. Poi hai ragione, sono tantissimi anni di contribuzione e forse in un paese civile ti staresti già godendo il frutto del tuo lungo lavoro da qualche anno, ma tant’è purtroppo.

  14. Ma di quale libertà si parla, in Italia non esiste … meglio dire in Europa.. la giusta cosa è libera scelta di pensionarsi a 62 Anni a prescindere gli anni di contributi, se poi uno vuol restare un altro anno al massimo e non di più va bene . Bisogna lasciare il lavoro ai giovani invece di farli andar via dall’Italia… ma fanno bene che questo è un paese di M…..a . Ovunque vanno stanno meglio e possono studiare nella ricerca. Un giovane rende per tre volte un andiamo che lavora oltre i 60 anni ma i politici questo non lo capiranno mai…. so o troppo impegnati a fare apparenze e preoccuparsi per la propria poltrona invece di pensare a fare progetti per far crescere il paese e far tornare i giovani emigrati…. adesso basta sono stufo anche di scrivere.. tanto non serve un C……o. Ciao a tutti.

  15. Inutile chiedere al Sen. Damiano. Lui è persona onesta e le sue proposte sono sempre state messe da parte all’ interno del suo partito. Lì prevalgono, per le riforme pensionistiche, le idee dei provenienti da Scelta Civica come Tinagli e Romani o quelle di presunti riformisti Ichino, Morando ..Boeri e lo stesso Nannicini. Quest’ultimo è bravo a proporre ricette salate per i lavoratori ma dopo il voto in parlamento del TAGLIO dei PARLAMENTARI si è proposto, insieme a pochi altri senatori, per un referendum contrario. Seguitelo bene nelle sue iniziative!

  16. Trentacinque anni di contributi o sessanta di età; questa è la regola aurea. I soldi ci sono, basta prenderli ad evasori, miliardari, pensionati sopra i 2000 euro.

    1. Scusa non ti è mai passata per l’anticamera del cervello l’idea che probabilmente se uno ha una pensione di 2000 euro forse ha versato nelle casse dell’Inps più di te ?

  17. Sig.Damiano, si spieghi meglio, CON 62 ANNI COMPIUTI E 42 ANNI DI CONTRIBUTI, ANCORA UNA PENALIZZAZIONE DEL 10_12%?????
    Grazie

  18. Credo che la proposta di Damiano ….sia la piu logica…lasciare libera scelta ai lavoratori di andare via dal lavoro quando vogliono…..anche oltre i 67 …68…previsto attualmente dalla riforma Fornero…
    La libertà di scelta non ha valore ….

  19. La pensione é un sacrosanto diritto x ogni lavoratore a prescindere dal tipo d lavoro ke svolge. Ognuno dovrebbe avere la possibilità d decidere quando smettere d lavorare, secondo le proprie necessità.se al governo nn cambia la mentalità nn si avrà nessuna speranza. Come ministro del lavoro c vorrebbe una persona ke sà cosa significa lavorare. Intendo ogni tipo d lavoro, solo così forse le cose cambierebbero……… Forse

  20. Secondo Voi 40 anni di Veleno buttati nei posti di lavoro non sono sufficienti? Chi non è d’accordo con me deve morire senza godersela la pensione.

  21. Proporrei solo ed esclusivamente quota 100 per tutti anziani e giovani da oggi in poi si può anche fare 80 anni e 20 di contributi oppure 60 anni e 40 di contributi fate ciò che volete ma la somma deve fare sempre 100 punto e basta

  22. La pensione deve essere x tutti senza limite di età a 41 anni di contributi x che sono tantissimi punto i signori del governo devono capire che e così e basta x che 41 anni di contributi sono tantissimi.

  23. È inutile i precoci sono troppo utili a questo governo quello che versano come contributi sono pari a quanto verserebbero due giovani assunti in più uscendo dal mondo del lavoro prenderebbero una bella pensione quindi ….. Facciamoli morire sul posto di lavoro
    Rassegniamoci sarà un utopia la quota 41

  24. Legge 41 senza eta’, visto che noi siamo andati a lavorare a 15 anni e le aziende frodatrici non ci hanno versato tutti i contributi, almeno questa nuova riforma ci farebbe felici. Forza che siete Capaci.

  25. Premetto di considerare quota cento un grave errore; sugli esodati il punto reale è che sono state allargate a dismisura la maglie di accesso alle varie salvaguardie: non è vero che tutti si sono trovati nel dramma di essere improvvisamente senza pensione e reddito (basta analizzare i parametri di accesso alle 8 onerosissime salvaguardie). Poi la penalizzazione: se ho tutto il calcolo o ricalcolo con il contributivo non vedo perche vi debba essere, visto che è gia “incorpaorata” nel sistema. Se ci si riferisce solo alla quota retributiva si puo ragionare

  26. Senza dubbio 62 e poi libera scelta a chi non sa stare senza lavorare. Esistono anche loro e comprendo. Non comprendo quando tutti hanno l’obbligo di fare ormai, forse, delle cose noiose e risapute. Forse essendo anche stanchi ad una età certa. Purtroppo non siamo tutti uguali e non tutti fanno dei lavori magari piacevoli e rilassanti.

    1. Io invece sui 62 ho molti dubbi. Ci sono persone che finita la terza media hanno iniziato a lavorare e quindi a 14 anni, per loro vorrebbe dire 48 anni di lavoro. Neanche la Fornero ha concepito una cattiveria simile. Poi ci sono persone che hanno iniziato a lavorare a 24/25 anni finita l’università e si farebbero 38 anni di lavoro. Cosa c’è di giusto in tutto cio? Io penso invece che debba essere stabilito un limite di anni di lavoro, per esempio 41 per tutti senza se e senza ma, e solo in alternativa per chi non riesce a raggiungere tutti questi contributi una sorta di quota anche queste senza vincoli. Stabiliamo che 62+35 vada bene come dice Damiano, ok. Però allora deve andare bene anche un 61+36 o un 60+37 o un 59+38 e così via. Chi ha contribuito più a lungo è giusto che possa smettere un pò prima.

  27. io vi chiedo questa spiegazione: chi a 62 anni ha 42 anni o più di contributi (io perces. ne avrò quasi 43 ) peggiorero’ rispetto alla fornero o mi manca qualche pezzo che non ho capito? Grazie

  28. Ho 59 anni suonati e 40 di contributi (a dicembre 2019), fino a quando dovrò lavorare?
    Mandano in pensione chi non raggiungono 38 anni contributivi, e io con questi governi pazzi rischio che non bastino nemneno 43.
    È una vergogna!!!

  29. Direi che in Italia ci vorrebbe la bacchetta magica. Comunque inviterei i politici a fare qualsiasi lavoro fino a 67 anni per uno stipendio appena dignitoso. Sono convinta che modificherebbero subito la legge. Parlo per me che inseno e dico: si può stare fino a 67 anni con bambini?? Non credo. Il bello è che paghiamo profumatamente i politici per rovinarci

  30. Salve a tutti, la proposta del sen. Damiano la conosciamo dal 2013. Il PD l’ha tenuta nel cassetto per illudere i lavoratori per diversi anni. Finalmente nel 2019 è arrivata quota 100. Ora, quelli come me che ci sono dentro devono sentirsi in COLPA per aver lavorato di continuo per diversi anni. Il sen. Damiano un mese fa si dichiarava favorevole nel portare a termine il triennio di quota 100 e proponeva, eventualmente, un innalzamento dell’età a 63 anni ( anziché 62).L’On Nannicini ha proposto: a)una quota 92 con 30 anni di contributi. Quanto potrà prendere di pensione un lavoratore!?! b) uscita a 64 anni uomo/donna solo accettando il sistema contributivo. Bel ragionamento: propone un appiattimento visto che c’è Opzione donna (solo contributivo) facciamolo anche per gli uomini! Anziché migliorare la situazione delle donne la peggiora per gli uomini. Ma ci sono anche altri Economisti che ogni giorno propongono la loro ricetta. La prof.ssa Tinagli si dichiara contraria a Q 100 perché sostiene che escono molti Dirigenti con € 2000 e sono molto avvantaggiati. Personalmente ho superato i 39 anni di contributi ed i 62 di età ma non ho ancora optato per tale scelta. Sono un insegnante e la situazione stipendiale è tra le più basse d’Europa; immaginatevi la pensione.Il fatto di poter sfruttare Q100 fino alla caduta del governo mi faceva stare tranquillo.Ora è tutto in discussione.Ricordo a questi egregi economisti che loro vedono solo numeri e non persone.Come mai nessuno parla del blocco dell’ anno 2013 ai fini della progressione economica per il personale della scuola? I governi di allora hanno fatto risparmi sulla scuola con i nostri soldi. E poi un discorso che investe tutti i lavoratori: le condizioni lavorative sono peggiorate in tutti i campi negli ultimi 10/15 anni. Come possono pensare di tenere a lavoro fino a 67/70 anni? Poi la questione su ASPETTATIVA di VITA. Di ciò ne parlano gli Economisti. Questi signori si dovrebbero sedere intorno ad un tavolo con medici ed esperti per capire che esiste anche un’ ASPETTATIVA di VITA SANA. Il corpo umano tende a deteriorarsi dopo i 60 anni in ambito fisico, psichico ed intellettuale. Buon lavoro a tutti.

    1. Ben detto, Egr. Sig. Giuseppe. Sono pienamente d’accordo con Lei. Aggiungo un commento sul l’aspettativa di vita, bella trovata per ingannare i lavoratori ed aumentare l’età pensionabile. Infatti non tutti sono a conoscenza del sistema di calcolo dell’aspettativa di vita. Magari più di qualcuno pensa che sia calcolata nel modo più ragionevole, ovvero prendendo come riferimento l’età delle persone decedute in un determinato periodo e fare una media aritmetica ponderata. Invece per questi “signori” in poche i riferimenti non sono le persone, e non sono neanche interessati delle loro condizioni di salute. Poco gliene importa di ciò che Lei giustamente definisce “aspettativa sana”. Non considerano che, anche se fosse vero, ciò che si è allungato della vita non è la giovinezza ma la vecchiaia, età in cui non si può certo ancora andare a lavorare. I loro riferimenti sono semplicemente le pensioni, pertanto ne consegue che più tardi si va in pensione e più aumenta l’aspettativa di vita. Faccio un esempio un po’ grossolano: supponiamo che stabiliscano che l’età pensionabile debba essere di 80 anni, nel periodo successivo preso in considerazione il più giovane pensionato morirà ad 80 anni. Tutti quelli che moriranno prima non saranno presi in considerazione, chi morirà dopo contribuirà ad umentare l’aspettativa di vita. Ed ecco che più aumentano l’età pensionabile e più aumenta l’aspettativa di vita

      1. Signore Luigi le dico che la definizione di Aspettativa di Vita Sana non è la mia ma quella sostenuta da molti medici luminari e scienziati.

  31. La questione che va valutata è che la necessità di uscire dal mondo del lavoro è collegata alla sostenibilità delle mansioni. Ci ha iniziato posto a lavorare ha un numero di contributi elevati ma una età inferiore ai 62 anni. Con la quota 100 e quello che proponete successivamente di mantiene li stesso principio. A mio parere si deve sempre tenere presente il numero dei contributi versati, in parte anche l’età, e trovare un meccanismo che tratti tutti in modo uguale, non penalizzando chi ha iniziato giovanissimo a lavorare. Tenere presente che chi ha iniziato posto docente ha mansioni di basso profilo, più importanti a livello fisico e quindi anche maggiormente debilitanti. Saluti

  32. Sono del 1954 durante la mia esistenza ancora lavoro con 35 anni di lavoro al 31 12 2019 .
    Per motivi di poca fortuna ho avuto due imprevisti,perdita di lavoro per chiusura ditta, 6 anni senza lavoro,poi aperto azienda come socia,ma dopo 9 anni chiusura per crisi .
    Così sono arrivata a 65 anni ma non posso andarci perché oppezione donna si è chiusa nel 2018 ,sto aspettando che venga data una proroga nel 2020 ,sto inseguendo la speranza che vada a buon fine altrimenti sarò di nuovo penalizata per altri due anni per pensione di vecchiaia.

  33. Buona sera governo volevo spezzare una lancia per quelli come m’è del sud, che hanno lavorati per 40 anni.e’ purtroppo la metà non in regola, e dovevi stare a questi patti altrimenti ti lasciavano a casa cosa risponde a tal proposito, spero prendiate in considerazione quanto detto grazie.

  34. Vorrei sapere quale sarà la mia infausta sorte ,considerato che ho dato le dimissioni volontarie dal pubblico impiego per motivi di salute.A seguito dimissioni volontarie ,avendo 31 anni e mezzo di contributi ed essendo nata ad ottobre 1958 quando riceverò la mia pensione .Mi farete morire prima considerata tra l’ altro la continua indecisione di questa nazione.Cornuta e mazziata

  35. Avendo 63 anni e 37 di contributi ,quale forma mi converrebbe di più, quota 100 l’anno prossimo con i 38 di contributi oppure la proposta Damiano col 2% annuo?

  36. Buonasera, era molto più logico fare quota 41 per tutti non quota 100 premiando così chi ha versato meno contributi e per la ddl 857 è ancora peggio perché penalizza ancora di più chi ha cominciato a lavorare a 15 anni…

  37. Credo che per un lavoratore possano bastare 35 anni di lavoro a prescindere dalla eta’, anche perche’ sulla aspettativa di vita , lo dice la stessa parola ,non si puo scommettere un soldo bucato ,oggi forse si puo’ vivere di piu’ grazie alla medicina ma non dimentichiamo che esistono i fulmini a ciel sereno e che purtroppo al cancro non e stata trovata ancora una soluzione . Aggiungo inoltre che e doveroso fare una distinzione tra I vari lavori, perche questo pezzo importante manca per la valutazione della pensione tenendo presente le statistiche fatte da organi preposti alla sorveglianza della salute e quindi delle probabilita’ ad essa connesse.

  38. Quale sarà la mia sorte ,considerato che ho dato le dimissioni volontarie dopo anni di duro lavoro nel pubblico impiego per problemi di salute ,Preciso che mi sono dimessa con 31anni e mezzo di contributi il 6/6 /2019 e sono senza pensione e senza stipendio.Preciso che sono nata in ottobre 1958 ,Quando maturerà il mio diritto a pensione quando sarò morta? Che dolore!

  39. Continuo a pensare che quota 100 mi sembra giusta. Pur tuttavia passati i 60 anni ,mi sembra giusto poter chiedere di andare in pensione ( col calcolo dei contributi versati ). Inoltre io pur avendo quasi 36 anni di contributi prenderò ( se ci arrivo) una pensione da fame. Maledetta la riforma della pensione non più calcolata col sistema RETRIBUTIVO

  40. La proposta dell’ex ministro Damiano propone: una soglia di partenza di 35 anni contributivi e 62 di età, con una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo a 67 di età. Orbene chi ha versato più di 35 anni (38,40 e così via) avrebbe la stessa penalizzazione? Se così fosse sarebbe una vera fregatura! Avendo versato più anni di contributi e conseguentemente sostenuto il bilancio pensionistico, a me pare che costoro dovrebbero avere un occhio di riguardo rispetto a quanti sceglieranno di andare in pensione con la soglia minima (35/36). Sarebbe più giusto prevedere, di pari passo, un decremento di penalizzazione a favore di coloro che hanno versato più anni di contributi, perché credo che penalizzare tutti allo stesso modo sarebbe ingiusto!
    Scusate, mi prendo una licenza per andare fuori dal seminato: dicono che il vitalizio non rientra nel concetto di “pensione”, mi sapreste dire se i vitalizi di parlamentari e consiglieri regionali gravano sul capitolo di bilancio pensionistico? Se così fosse ….

  41. Non mi sembra giusto ritornare ad un pensionamento anticipato con penalizzazione.
    È più equo un pensionamento che abbia come base l’ età uguale per tutti e libertà di scelta negli di contribuzione per il ritiro dal lavoro.
    La pensione dovrà avere la durata della contribuzione versata alla scadenza della quale il fondo acquisito terminerà la sua elargizzazione. Ognuno deve essere responsabile delle proprie azioni.
    Questo oltre ad essere democraticamente giusto è anche costituzionalmente riconosciuto .
    Ciò favorirebbe le politiche giovanili e del lavoro congiuntamente.
    La produzione e soprattutto l’economia del Paese ne trarrà maggiore vantaggio.
    Basta con l’ ipocrisia e la demagogia politica e dei politicanti.

  42. Tengo a rispondere con chi sostiene la tesi di Boeri, lui vuole far calcolare la pensione tutta contributiva anche chi è nel misto creando parecchi danni al lavoratore. Quindi nulla, quota 100 deve rimanere,non è vero che è iniqua, ci siamo dimenticati la disparità per chi aveva 18 anni di servizio prima del 1995?? Oppure quando hanno applicato dall’oggi al domani la Fornero, creando esuberi…. Quelle sono inique e per quanto riguarda la proposta di Damiano, la domanda è perché si fa riferimento sempre ai 67 anni della riforma Fornero??

  43. Caspita ma si ragiona oppure no..? Quota 41 e basta x tutti, la quota 100 per mio conto e stata una presa in giro x i precoci che hanno più dei 38 di contributi ma non avendo l’età non vanno in pensione, si e favorito chi ha lavorato meno..!

  44. Se il PD era contrario a quota 100, perché troppo onerosa, con quale motivazione propone ora una quota 97? Avrei capito una quota 102 (62+40 op. 64+38) op. Quota 41 per tutti con un coefficiente diverso in base all’età di uscita e degli ipotizzati anni di beneficio della pensione. É giusto infatti che chi uscirà dal lavoro a 57 anni con 41 di contributi percepisca qualcosa di meno di chi uscirà a 65 con pure 41 di contributi perché usufruirà di 8 anni di pensione in piú. Ma la coerenza non pare dote di questa classe politica. Come fidarsi?

  45. Non male come idea, che il DDL 857, se approvato, possa rappresentare un buon punto di soluzione
    per impedire eventuali futuri ergastoli lavorativi, non può essere che encomiabile. Grazie

  46. Quello che dice il dott.re
    Damiano mi trova d’accordo l’unica cosa che non riesco a condividere è che quota 100 sia per i Pochi, è un livello pensionistico che democraticamente parlando uno ne può usufruire oppure no è una scelta individuale cmq non sono d’accordo che venga abbolita almeno fino al 31 12 2021 deve restare in vigore così come è stata concepita

    1. Concordo perfettamente con quanto detto dal Dott. Damiano. Quota 100 non deve essere toccata fino al 2021. Almeno il dott. Damiano ha fatto una proposta che parte dal 2022, anzichè Renzi che vuole abolirla senza nessuna alternativa e così creare ulteriori esodati!!!

  47. CONDIVIDI PIENAMENTE QUANTO PROPOSTO DALL’ON. DAMIANO, QUOTA 100 FINO AL 2021 COMPRESO E COME DICHIARATO DA MOLTI ESPONENTI DELLA POLITICA E COSI’ COME E’ E FINO ALLA FINE DELLA SPERIMENTAZIONE DEI 3 ANNI, POI VA BENE LA PROPOSTA DA LUI GIA’ FATTA A PARTIRE DAL 2022.

    1. Quota 100 deve deve continuare anche anche dopo la scadenza, altrimenti vi crereanno un diverso trattamento per i nati dopo il 1960. Che fa quelli nati fino al 1959 li premiamo e gli altri che fa li puniamo facendoli lavorare tre o quattro anni in più. Mi sembra ingiusto. Ho bloccano tutto o la legge quota 100 deve essere attiva anche dopo. Evitiamo di fare particolarità siamo tutti lavoratori uguali che abbiamo pagato i contributi.

      1. Chi non arriverà a quota 41 perché ha iniziato tardi dimenandosi tra laurea e concorsi? Chi dice quota 41 per tutti , pensa che in lavori delicati e specializzati si possa lavorare anche oltre i 70 anni ?

        1. Io 41 anni li ho quindi mi andrebbe bene …..ma penso he moltissimi a 41 anni non ci arriveranno mai quindi i 41 anni per tutti andrebbero abbinati ad una quota che tiene quindi conto dell’età anagrafica es quota 92 come proponeva Nanncini con delle penalizzazioni però che non siano da suicidio ma bensì sopportabili

  48. La proposta di Cesare Damiano non convince. È una questione di prospettiva.
    La proposta di Damiano parte dal limite superiore di “67 anni” e dice: se si va in pensione PRIMA dei 67 anni si viene PENALIZZATI del 2% per ogni anno di ANTICIPO rispetto ai 67 anni.
    La mia proposta, invece, è partire dal limite inferiore di “62 anni”: se si va in pensione DOPO i 62 anni si viene FAVORITI del 2% per ogni anno di POSTICIPO rispetto ai 62 anni (e si può andare anche oltre i 67 anni).
    La pensione è reddito da lavoro differito nel tempo ed è quella parte di reddito del lavoratore che lo Stato trattiene presso di sé per 38 anni (secondo la formula 62+38=Quota 100).
    Poiché l‘aspettativa di vita è di circa 82 anni, è probabile (ma non certo) che il lavoratore riuscirà a spendere in 20 anni (82 meno 62) quanto ha accumulato presso lo Stato in 38 anni di lavoro.
    E così i conti tornano, sia per il lavoratore che per lo Stato.

    1. Claudio Maria Perfetto,
      concordo PIENAMENTE.
      Se si vuole superare la Legge Fornero, perchè continuano ad essere proposti come riferimento i parametri di quella Legge (67 anni)?
      Soluzione equa per tutti i lavoratori, a prescindere dalla tipologia di lavoro svolto, potrebbe essere – per esempio – avere la possibilità di chiedere il pensionamento a partire dai 60/62 anni (62 per gli uomini e 60 per le donne), con contributi versati di 35 anni senza penalizzazioni.
      Avendo possibilità di scelta, chi volesse rimanere oltre avrebbe una pensione più alta, corrispondente ai maggiori contributi versati.

  49. Credo che sia una buona proposta di legge la 857 di Damiano, ci deve essere una flessibilita’ su base volontaria per tutti quei lavoratori che hanno bisogno di uscire prima in pensione, come cmq anche quella di Nannicini che prevede anche 62 anni e 30 anni di contributi minimo per uscire solo per le categorie svantaggiate invalidi ecc.. grazie

  50. Se la proposta di legge 857 del 30 aprile 2013 rimane nella sua forma originale, ovvero rimane soprattutto il punto 3 che recita “Sono fatte salve, se più favorevoli, le disposizioni in materia di accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti
    di cui al decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, nonché le disposizioni in materia di esclusione dai limiti anagrafici per i lavoratori che hanno maturato il requisito di anzianità contributiva di almeno
    quarantuno anni.” sono favorevole. Visto che almeno a parole sia il PD, che il M5S, che la lega continuano a parlare di Quota 41, bene passiamo dalle parole ai fatti. Grazie.

  51. Niente da fare !!! Gira che ti rigira, cambiano i governi, tutti promettono, ma alla fine gli unici che sono obbligati a schiopparsi i 43 anni di lavoro e di contributi sono i precoci. A questi non si riesce ad abbassarci la condanna nemmeno di qualche mese. E speriamo bene, perchè se l’economia dovesse girare male ………

  52. Per la massa del pari bisogna approvare da subito quota 41per tutti senza vincoli…..ma si manda in pensione gente che ha meno contributi e non si manda lavoratori che anno 42 anni di contributi personalmente mi sembra che vi siete bevuti il cervello

  53. Scusate ma Damiano non sosteneva i 41 anni per tutti senza alcuna penalizzazione? Perché si continua a parlare di età e non di contributi versati? Quando uno ha lavorato per 40 anni o più cosa cavolo vuole ancora questo stato sanguisuga.

    1. Bravo ė quello che ho chiesto io…a 62 anni avrò quasi 43 anni di contributi…..preferisco la fornero con 41 e 10 mesi

  54. No, NON SONO D’ACCORDO. Preferirei UNA RIFORMA COME PROPOSTA DAL BOERI LIMITE 63 ANNI ED IL CALCOLO MISTO DI QUANTO VERSATO.ECCO. NEGLI ANNI

    1. Mi pare di ricordare che Boeri propone la flessibilità in uscita a 63 anni ma con il calcolo CONTRIBUTIVO!
      Se così cambia molto. Cosa dicono gli esperti?

  55. Buongiorno, mi piacerebbe sapere quanti anni ha accumulato di ‘vero lavoro’ la ministra Bellanova. Per lei sembra che l’unico male in Italia sia Quota 100, sulla quale si è accanita. Ma dovrebbe svolgere anche altre mansioni, per l’ambiente, l’agricoltura ed il turismo? Mi sembra un manicomio!!!! Comunque lei sicuramente il suo bello stipendio ed una decente pensione ce l’avrà sicuramente assicurata.

    1. Claudio ti posso rispondere io: nessuno!
      Perchè di solito chi fa proposte destinate solo ad aumentare l’età lavorativa è gente che NON HA MAI LAVORATO ed hanno stipendi da favola (nannicini, marattin, boeri,fornero e quella m. di renzi.) Se sapessero cosa vuol dire stare in fabbrica 42 anni ed aspettare di diventare sempre più vecchio per poter uscire un po’ prima non si accanirebbero sempre e solo sulle pensioni!

    2. La ministra Bellanova parla per bocca del suo capo ” il bulletto di Rignano ” il quale si è fatto un suo partito personale solo per avere più visibilità ( come se gli italiani non lo conoscessero già abbastanza avendolo bocciato varie volte ) quindi non avendo nessuna autonomia e nessun potere decisionale ma essendo una semplice ” ragazza di bottega ” la ministra non è degna nemmeno di essere menzionata

  56. buongiorno sono del 1963 ho 38 di contributi, posso uscire con 41 anni di contributi,avendo 1 anno di minorenne o devono solo vedere i fatti loro grazie

    1. Ma porca la miseria, una persona dopo 41 anni di contributi va in pensione. Più facile di così. E quota 100 e quota 101 prima, dopo. C’è la faremo a fare le cose semplici!!!

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