Pensioni anticipate, ultime Ghiselli: donne, precoci, esodati aspettano ancora Riforma

Pensioni anticipate, ultime Ghiselli: donne, precoci, esodati aspettano ancora Riforma

Le ultime notizie sulle pensioni anticipate in questi primi giorni di Novembre arrivano da Roberto Ghiselli che in un suo recente post su Facebook si rivolge direttamente a chi continua a sostenere che la riforma Fornero con la quota 100 sia stata superata e che dunque questa misura verrà difesa in ogni modo.

Il riferimento da cui parte il segretario confederale della Cgil é una frase pronunciata dal Leader della Lega Matteo Salvini che ha ribadito di non volere “il ritorno alla Fornero”, Ghiselli gli fa notare, senza tanti giri di parole, attraverso il suo esplicito post che “forse gli sfugge che questa legge é tutt’ora in vigore“. Eccovi le frasi pungenti che Ghiselli rivolge al leader del Carroccio.

Pensioni anticipate 2019, Ghiselli: la legge Fornero é tutt’ora in vigore

Così Ghiselli scrive il 1 novembre sulla sua pagina Facebook, a cui hanno fatto seguito moltissimi likes e commenti: “Salvini dice di non volere “il ritorno alla Fornero”. Gli sfugge che questa legge é tutt’ora in vigore, non é stata cambiata dal suo Governo e Quota 100 cesserà nel 2021, mentre 15 milioni di lavoratori , ad iniziare dai giovani, dalle donne , da chi fa i lavori pesanti, dai precoci e dagli esodati, aspettano ancora una riforma.

Poi conclude non risparmiando una frecciata all’attuale Governo in carica affinché si faccia davvero qualcosa di serio e duraturo in campo previdenziale, procedendo verso provvediemnti che possano davvero portare ad una riforma del sistema pensionistico: ” Quella che – la riforma s’intende- il sindacato sta chiedendo anche a questo Governo”. Moltissimi i lavoratori che hanno commentato sotto il pensiero di Ghiselli, di seguito vi riportiamo i commenti più significativi, che ben fanno trapelare le ansie di quanti temono che anche nella prossima legge di bilancio nulla di equo e strutturale verrà fatto per il comparto pensioni, se non procedere con qualche provvedimento ad hoc e di ‘anno in anno’ per poche categorie di fortunati beneficiari, e che confidano dunque, per vedere realizzate le proprie istanze nel supporto del sindacato.

Riforma pensioni 2019, esodati, precoci e donne confidano nel sindacato

Gabriella Stojan, amministratrice del Comitato ultimi 6.000 esodati: “Gli ultimi 6.000 esodati quindi confidano nel sostegno del sindacato per ottenere finalmente il provvedimento di riapertura dei termini dell’ottava salvaguardia nella Legge di Bilancio 2020!”.

Maurizio D’Onofrio, amministratore del gruppo precoci : “Rivolto a chi dice che la legge Fornero é stata superata: Quindi secondo voi avete superato la Lgge Fornero? Secondo voi le persone si usurano per l’età e non per gli anni lavorati? Se uno inizia a lavorare a 15/16/17 anni (lavoratori precoci) quanti anni di lavoro deve avere? Non credete che dopo 41 anni di lavoro una persona possa andare in pensione? Chiediamo troppo? A me non sembra di chiedere la luna, ma di volere ciò che ci siamo ampiamente guadagnati e questo a prescindere dall’età”

Giuseppina Vigilante scrive: Proroga opzione donna al 2023 e quota 100 rosa! Siamo stanche di gridarlo! Quota 100 ha favorito solo un’alta percentuale di uomini! E’ giunto il momento propizio di prendere in considerazione anche le donne! La propoga di opzione donna ‘di anno in anno’ é uno stillicidio oltreché un ‘offesa per tutte le donne che svolgono da sempre il lavoro di cura! Confidiamo in lei. Grazie!” Da cosa si ripartirà il prossimo lunedì 4 novembre a seguito della nuova convocazione che i sindacati hanno ricevuto dal Governo? A farne il punto ,ringraziando ieri Ghiselli, Orietta Armiliato amministratrice del CODS, che ha poi condiviso post direttamente sulla pagina del segretario confederale della Cgil

Riforma pensioni 2019, si riparta da qui per la Ldb 2020

Su Rassegna.it a seguito dell’incontro tra Governo e sindacati dello scorso 11 ottobre, il sindacato in una nota, ricorda Armiliato, aveva sottolineato che : Quota 100 deve completare il suo iter e ha richiesto alcune risposte immediate che vadano nella direzione del riconoscimento del lavoro di cura e delle donne, ai fini dell’anticipo pensionistico ( 1 anno per figlio ed 1 anno ogni 5 anni di lavoro di cura), un accesso più favorevole all’Ape sociale e precoci per chi ha svolto lavori gravosi, soprattutto rimuovendo gli eccessivi vincoli attualmente previsti dell’1.5 per accedere alla pensione di vecchiaia nel regime contributivo. E’ stata inoltre richiesta la definitiva soluzione del problema ‘esodati’ e la riproposizione di Opzione donna”.

Così va al ‘sodo’ il post dell’Armiliato, centrando il punto sulle richieste del suo Comitato, alla luce di quanto già avanzato dai sindacati: “Chiediamo a Roberto Ghiselli ed ai colleghi Domenico Proietti ed Ignazio Ganga di sostenere la nostra mozione affinché la proroga dell’Opzione donna non sia assoggetatata al barabaro sistema del ‘di anno in anno’ ma che, dato l’esiguo costo annuale certificato dall’Inps in ragione di 400milioni di euro all’anno, sia estesa all’anno 2023 e poi per ovvi e logici motivi tecnici derivanti dalla vigenza a partire dal 1996 del sistema contributivo per tutti, chiusa in maniera tombale, in attesa di una migliorativa nuova riforma

Voi dal canto vostro cosa ne pensate delle osservazioni fatte da Roberto Ghiselli, la legge Fornero a vostro avviso é stata o no effettivamente superata con la quota 100? Fatecelo sapere attraverso un commento, nell’apposita sezione del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

15 pensieri su “Pensioni anticipate, ultime Ghiselli: donne, precoci, esodati aspettano ancora Riforma

  1. Ciao a tutti, leggendo, mi sembra una guerra tra poveri!!!! Quota 100= età anagrafica + anni di contributi!!!! Per molti mesi, il governo passato ha illuso i lavoratori!!! Ma come sempre, noi lavoratori non ci arrabbiamo abbastanza!!!! Svolgo un lavoro faticoso da 39 anni ma con i paletti, che appositamente hanno architettato, non rientro nella quota 41!!!! Che dire!!!! Questi sono i nostri governi!!!!

  2. Parliamo di Precoci .Se sono Precoci hanno iniziato a lavorare e versare contributi ad una eta’ anche a 14-15 anni di eta’. Provate ad aggiungere 42 anni di lavoro ,visto che la matematica non e’ una opinione .Arriviamo a 56-57 anni .Con qualsiasi uscita in questo momento per questi soggetti si attaccano al tram.Non possono andare in pensione .Oltre che i precoci servono 41 anni per certi tipi di lavoro,gravoso usurante ecc ecc .Ma chi ha maturato 58 anni di eta’ e 41 -42 anni di contributi? Quando andranno in PENSIONE Ma un po’ di TESTA per coloro che studiano tutti questi paletti del C…. hanno mai lavorato? Scrivo queste date perche’ purtroppo conosco personalmente questa situazione .Non vi sembrano un po troppi far lavorare una persona 42 anni e 10 mesi ? Ma che lavoro fa ,Sono tutti uguali ANDATE A LAVORARE 42 ANNI E 10 MESI POI NE PARLIAMO VAFFA’

  3. Quota 100 inizialmente era stata concepita senza vincoli poi per limitarne i costi sono stati introdotti dei paletti che ne limitavano l’accesso e da qui sono nati tutti i discorsi sulla giustizia ,e equità e non equità di questo provvedimento , ormai questo provvedimento è legge da quasi un anno e per quanto mi riguarda deve rimanere tale fino alla sua naturale scadenza perché molte persone si sono programmate la loro vita sull’uscita dal mondo lavorativo con questo provvedimento e cancellarlo ora sarebbe demenziale perché creerebbe molti disagi e nuovi esodati. Alla fine della sua sperimentazione cosa giusta per me sarebbe renderla libera da vincoli di accesso

  4. Quota 100 è stata voluta da Salvini anno scorso. È stata “partorita” male. Perché lasciata libera a tutti. Mi spiego meglio. Per uscire con 41 anni i lavoratori precoci sono stati selezionati in base al lavoro svolto se usurante, gravoso.
    Quota 100 libera; può uscire anche chi non ha deliberatamente versato i contributi, chi ha fatto del nero, ecc. ecc.
    Quota 100 doveva essere “selettiva” cioè rivolta a lavoratori/trici i quali durante l’arco della.propria vita lavorativa avessero avuto problemi legati a disoccupazione, chiusure aziendali, casse integrazioni, movikuta, ecc.
    Quota 100 libera costa allo Stato Italiano decine di migliaia di euro ogni aderente.
    Un errore politico non averla emendata anno scorso, non averla contrastata. Oggi due firmatari di quella legge sono ancora al Governo. Il PD non ha avuto la volontà e la forza per dirimere questa “falla economica” che durerà non solo fino alla fine del 2021 ma rimarrà strutturale perché già oggi si indica che al primo gennaio 2022 ci sarebbero lavoratori costretti a fare 5 anni in più.
    Ricordo che chi scrive, lavoratore precoce che ha iniziato a lavorare a 16 anni, appunto, chi scrive, dovrà lui fare i 5 anni in più. Senza scelta. Perché precoce e quindi “giovane” per poter usufruire di quota 100.
    Quota 100 appunto costosa e iniqua. Crea discriminante per chi ha lavorato già 39 40 41 anni e oktre ma non ha l’eta. Ma scusate, usura il lavoro, non l’età!!!
    Eppoi se vogliamo dare un taglio giusto al ragionamento, guardiamo questa tabellina che mi appartiene per certi aspetti:
    38 + 62 =100
    42 + 58 = 100
    Se si manda a casa un lavoratore con la prima tabella (quota 100 vigente) il costo a carico dello Stato è elevato.
    Nella seconda ipotesi il costo è relativamente più basso in quanto la contribuzione è quasi arrivata alla soglia dei 42e10 (43 e 1 con finestra).
    Quindi quota 100 così come impostata e come, pare, reiterata, avrà per anni un costo sempre più alto a carico dello Stato e successivamente all’INPS.
    Quota 100 deve essere migliorata emendata. Se Gigino Di Maio dice che fino a quando c’è lui al Governo quota 100 non si tocca ( Gigino dicet) ,bene… Andiamo a vedere i dati relativi al Reddito di Cittadinanza e ci prendiamo paura. Perché anche qua non ha creato ad oggi occupazione. Quindi, che facciamo?
    Quota 100 succhia le.risorse già labili per poter dare risposte serie a tutti i lavoratori, soprattutto quelli che hanno versato più contributi, appunto.
    Quota 100 non ha avuto contrasto ne politico ne sindacale, perché purtroppo si sta oggi perdendo di vista la realtà delle cose nel variegato caotico sistema previdenziale.
    Oggi c’è la necessità di creare le condizioni politiche per una seria revisione dinamica e progressiva della legge Fornero nel suo complesso. Oggi ci sono alcune centinaia di provvedimenti mirati specifici non strutturali che hanno creato confusione disparità costi su una legge iniqua sibillina che ripeto fino allo stremo, occorre seriamente metterci mano. Occorreranno anni per sistemare le disparità create da questa Legge.
    Quindi conservare questa quota 100 così come male partorita, significa continuare a dare trattamenti diversi e discriminatori a stesse fasce di lavoratori ovvero “tu si tu no”. Senza una logica sociale morale politica che possa dare tutela a questa quota 100.
    Chi scrive è già avviato alla uscita con la Fornero che pone i 43anni ed 1 mese .
    Altro che 38 anni. Un precoce dovrà fare 5 anni in più rispetto a quelli di quota 100
    E senza nessuna possibilità di appello.
    No. Non va proprio questa quota 100.
    Un errore politico averla accettata e oggi promulgata senza che venga emendata migliorata. E con le risorse risicate che abbiamo, così stante le cose , uno spreco.

    1. Cristian, non entro nel merito del giudizio che dai su quota 100 e sono sostanzialmente d’accordo con te.
      Dove dici una cosa non corretta è nell’esempio che porti con la tabellina e cioè che la seconda ipotesi sarebbe meno costosa, non è proprio vero !!! E’ molto più costosa in quanto visto che la vita media delle persone è circa 82 anni nella prima ipotesi la pensione verrebbe pagata per 20 anni nella seconda per 24 anni a fronte di contributi che sono si diversi ma che non portano a penalizzazione nel calcolo in un caso e nell’altro. Se non ci fosse questo ‘piccolo’ dettaglio di 4 anni di differenza avrebbero fatto quello che tu sostieni senza alcun dubbio. La decisione di impostare quota 100 nel modo che sappiamo è stata presa solo in funzione dei costi che avrebbe avuto. Personalmente ( sono un 42 / 62 e quindi minimamente avvantaggiato ) avrei preferito che, stabilito il budget di spesa, tutti fossero stati favoriti allo stesso modo con 6 mesi, 12 mesi di bonus uguale per tutti fermo restando un minimo di età

    2. Christian sono perfettamente d accordo con te…gli anni lavorati quando li hai fatti pesano tutti a prescindere dall’età…e noi donne precoci che lavoriamo dentro e fuori casa, seguiamo genitori anziani e cresciamo i figli..la viviamo davvero come una grande ingiustizia sociale…oltretutto quando si parla di aumento di aspettativa di vita…non tutti arrivano a 82 anni…quanti al giorno d’oggi non arrivano neanche a godersi un giorno di pensione perché muoiono di malattie??? Mah forse è proprio quello che i nostri cari politici sperano….

  5. questo governo non sembra pensare minimamente a riaprire le salvaguardie per gli esodati prefornero ridateci i nostri diritti siamo umani anche noi ci avete agnentati rovinato l ‘esistenza non fate altro che prenderci in giro anno dopo anno siamo veramente arrabbiati finitela una volta per tutto vergogna…..vergogna

  6. E’ veramente incredibile che mentre tutti i giorni ci sia qualcuno pronto a criticare qualche pagliuzza relativa a Quota 100 nessuno si dia invece la pena di mettere in discussione la trave relativa al reddito di cittadinanza!
    Leggo oggi su “La Stampa” che in una città del Sud, dove è nato un importante esponente di un altrettanto importante partito attualmente al governo, su 39 mila abitanti ben 12 mila percepiscono il RdC!!!
    E’ mai possibile? Tutto regolare? Esistono in Italia zone dove la miseria cotanto impera? Ma per favore!!!
    Finitela di rompere le scatole ai futuri quotisti che hanno onestamente lavorato per quasi 40 anni ed impiegate piuttosto le vostre inesauribili energie a verificare altrove dove recuperare i quattrini necessari a far quadrare i conti!!

  7. Bisogna ribadirlo ancora, ancora e ancora, volete ascoltarci? Opzione Donna è assolutamente penalizzante ma se è l’unica possibilità dopo anni di lavoro di avere un’entrata, perché senza lavoro o per motivi familiari personali, allora bisogna, raggiunti i requisiti, dare la possibilità a tutte le donne, ANCHE A CHI HA VERSATO IN CASSE DIVERSE, di cumulare i contributi. E non prorogarla di anno in anno ma al 2023 altrimenti non possiamo programmare il nostro futuro rimanendo in attesa, ad ogni LdB, di sapere cosa viene deciso dai nostri governanti.

  8. Infatti caro salvini la fornero non è stata toccata e tutta li..non capisco perché continua a dire non si ritorna alla fornero .. la quota 41 era la priorità ma come al solito non è stata fatta con la scusa che era troppo costosa ..hanno fatto la quota 100 e dicono e troppo costosa ..ma noi abbiamo pagato i contributi era un patto con lo stato dove sono finiti i nostri soldi.. Vogliamo vedere quanto viene versato all’anno di contributi dai lavoratori e dividere previdenza da assistenza..allora potrò dire che non ci sono i soldi per i pensionati.. Fateci vedere quant’è la previdenza e quant’è assistenza le due cose divise ci faranno vedere se i soldi per noi non ci sono..

  9. 1) Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil: “Quella che – la riforma s’intende – il sindacato sta chiedendo anche a questo Governo…”
    2) Gabriella Stojan, amministratrice del Comitato ultimi 6.000 esodati: “Gli ultimi 6.000 esodati quindi confidano nel sostegno del sindacato…”
    3) Maurizio D’Onofrio, amministratore del gruppo precoci: “Chiediamo troppo”?
    4) Giuseppina Vigilante (non so chi sia): “Confidiamo in lei…”
    5) Orietta Armiliato, amministratrice del CODS: “Chiediamo a Roberto Ghiselli ed ai colleghi Domenico Proietti ed Ignazio Ganga di sostenere la nostra mozione”.
    Osservo: “Confidiamo”, “Chiediamo”. CONFIDIAMO?! CHIEDIAMO?! Ma dico, ci troviamo in presenza di avvocati di provincia che, percependo di aver perso la causa, nel momento in cui si accinge a dare il meglio della propria oratoria nella sua arringa finale si esprime dicendo: “mi appello alla clemenza della Corte”?! Roberto Ghiselli, Gabriella Stojan, Maurizio D’Onofrio, Giuseppina Vigilante, Orietta Armiliato, il vostro impegno nel promuovere equità e giustizia è ammirevole. Ma vano!
    Che cosa pensiamo (ci domanda la nostra Erica Venditti che gentilmente ci ospita su questo sito) delle osservazioni fatte da Roberto Ghiselli? Io penso questo: quando è il tempo di essere al fianco dei lavoratori il sindacato non parla mai dei pensionati; e quando è il tempo di essere al fianco dei pensionati il sindacato non parla dei lavoratori. Il sindacato si comporta come la banderuola che è sui tetti delle nostre case di campagna: si volge dove il vento spira. In pratica: il sindacato non serve proprio a nulla.
    Per quanto riguarda la legge Fornero, invece, a mio avviso non è stata effettivamente superata con la quota 100. La legge Fornero dura da otto anni e, per durare così a lungo in tempi così mutevoli per una nazione, vuol dire che qualche merito deve pure averlo (anche se io non ne conosco alcuno). Giusta o ingiusta che sia, la legge Fornero è Legge, e va rispettata. E Quota 100 (con scadenza naturale 31 dicembre 2021), equa o iniqua che sia, è anch’essa LEGGE. E va rispettata.

  10. Di solito sono prolisso nel scrivere. Questa volta vedo di essere coinciso. Ghiselli ha ragione ma occorre ricordare che per la quota 100 basta andare a leggere cosa si diceva un anno fa ovvero: “quota 100 non basta …”
    Parto da quota 100 e insisto che è stata male impostata. Un anno fa occorreva essere più precisi incisivi e soprattutto attenti. La discriminazione che ha portato questa quota 100, le risorse che vengono impegnate, ad oggi rimane ben poco per migliorare le condizioni di uscita dei lavoratori precoci. Quindi, cosa facciamo ?
    Andiamo a chiedere di fare altro debito? Oppure è il caso di regolare meglio l’accesso a quota 100?
    Oramai siamo sfiniti a forza di dire ridire e girarci intorno.
    Per avere più risorse occorre andare a toccare quota 100. Ma non si farà mai. Perché due firmatari di quel provvedimento sono il Pres. del Consiglio e il Min. degli Esteri.
    Per quello che dice Salvini, fa rabbia perché proprio lui ha infossato l’uscita con 41 anni per i precoci , dice della Fornero e sa bene che non l’ha intaccata, fa la sua parte nel ruolo di opposizione e sotto sotto….????
    Sotto sotto si gongola perché gli hanno tenuto questa quota 100.
    Quindi cari colleghi precoci, avviamoci ai 43e1 mese e guardiamo di lato chi esce con quota 100. Questa la triste realtà per noi precoci. Continuiamo a dire, ridire; ascoltare le varie prese di posizione su un tema o l’altro. Ma i giochi sono fatti. Coperta oramai ridotta ad un fazzoletto e nessun margine per noi precoci puri. Pessimista? Realista.

    1. Quello che vado dicendo da tempo. Visto che due leggi sulle pensioni non possono esistere, quota 100 è solo un’ opzione che potremmo chiamare appunto ” quota 100″, così come OD (opzione donna), opzione APE social, opzione lavori usuranti. Tutte queste opzioni rientrano nella famigerata e tuttora viva legge Fornero. Per esempio: Può una donna andare in pensione avendo 65 anni e 29 di contributi ? NO ! Ne con OD ne con ape social. Deve necessariamente arrivare alla vecchiaia che per le donne è 66 e qualcosa. Quota 100 era cosa giusta se avesse interessato solo ed esclusivamente disoccupati precedenti all’uscita della nuova normativa, aver aperto a tutti indiscriminatamente anche a chi un lavoro sicuro lo aveva ancora è stato un enorme regalo per alcuni e una presa in giro per altri.

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