Pensioni anticipate ultime novità Fornero: ‘la riforma non favorirà i giovani’

Le ultime novità di oggi sulle pensioni anticipate di oggi 27 ottobre arrivano dalle parole di Elsa Fornero, ex Ministro del lavoro che è tornata a parlare della riforma che porta il suo nome, attaccando la nuova riforma portata avanti dal Governo Conte. Vediamo cosa ha detto in occasione della presentazione del suo ultimo libro Chi ha paura delle riforme. Illusioni, luoghi comuni e verità sulle pensioni.

L’ex ministro è stata invitata a Padova dal Dipartimento di Scienze economiche e aziendali ‘Marco Fanno’ a parlare del suo ultimo libro ed è stata un’occasione per parlare del futuro dei giovani e se davvero la nuova legge sulle pensioni garantirà turnover, e per parlare dei costi della prossima manovra. Vediamo cosa ha detto ai microfoni della testata dell’Universita: Il Bo Live.

Ultime novità Pensioni anticipate, parla Elsa Fornero

Alla Professoressa è stato chiesto quali saranno i costi della riforma delle pensioni, e per le pensioni anticipate  visto che il Governo parla di circa 7 miliardi, mentre l’Inps ne prevede almeno il doppio per il primo anno e un totale di 140 in dieci anni: “In parte dipende dalla risposta che ci sarà, perché è ovvio che se c’è la possibilità di un pensionamento anticipato e però anche vero che nessuno è costretto a farlo, quindi ci saranno sicuramente delle persone che penseranno che possa valere la pena di lavorare qualche anno in più”.

La Fornero poi continua: “Per quanto, stando a certe dichiarazioni polemiche, a volte sembri che gli italiani detestino il loro lavoro, io penso che ci siano invece molte persone che il loro lavoro lo amano, e se hanno buona salute sono anche disposte a continuare. C’è però anche un rovescio della medaglia: dare la possibilità di pensionamento anticipato vuol dire comunque esporre il lavoratore alle pressioni del datore di lavoro, sia pubblico che privato, perché anche nel pubblico quando hai la possibilità di andare in pensione è molto facile che ti dicano ‘Adesso fuori’. E questa sarebbe comunque una violazione di una libera scelta personale, una scelta che non è fatta a carico di altri”.

Pensioni anticipate 2018-2019, Fornero sul turnover per i Giovani

Infine alla Fornero è stato chiesto se la pensione anticipata potrà generare turnover e favorire l’occupazione giovanile, come sostene Di Maio: “Io dico che non ci sono dati di nessun tipo a favore di questa affermazione, anzi! Anche se in economia non c’è nulla di certo – lo dico sempre ai miei studenti – l’evidenza empirica, cioè i dati che abbiamo, dimostrano che casomai la relazione è positiva. È il mercato del lavoro che determina l’occupazione, e se un questo funziona ha spazio sia per gli anziani che per i giovani, e anche per le donne. Anche se, stando a questo contratto di governo, mi pare che la logica sia soprattutto quella di spingere le donne a rientrare nelle loro case”.

Voi cosa ne pensate delle dichiarazioni della professoressa? Siete d’accordo con lei o con le dichiarazioni di Di maio? Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguirci per esser sempre aggiornati con tutte le ultime novità sulle pensioni anticipate e per quello che riguarda la manovra sui temi previdenziali.

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

7 pensieri riguardo “Pensioni anticipate ultime novità Fornero: ‘la riforma non favorirà i giovani’

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    28 Ottobre 2018 in 13:01
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    Leggo che : “… L’ex ministro è stata invitata a Padova dal Dipartimento di Scienze economiche e aziendali ‘Marco Fanno’ a parlare del suo ultimo libro ed è stata un’occasione per parlare del futuro dei giovani e se davvero la nuova legge sulle pensioni garantirà turnover, e per parlare dei costi della prossima manovra. Vediamo cosa ha detto ai microfoni della testata dell’Universita: Il Bo Live…”…
    Certo che se la Professoressa va in certi ambienti, peraltro INVITATA, cosa si vuole aspettare, che Le diano torto o siano perfettamente d’accordo, in merito alle Sue teorie previdenziali, MI RIFERISCO A QUELLE PUBBLICHE?
    Io, al Suo posto, per essere certo di una panoramica più obiettiva possibile in merito, mi recherei anche a presentare il libro in questione ai lavoratori: nelle fabbriche, nei cantieri, tra chi lavora in mezzo alle autostrade sotto il sole l’estate, nelle aule di una insegnante con quaranta alunni, o negli uffici dove un impiegato non ha neanche il tempo per andare a fare pipì per la fila di clienti che inizia all’apertura dell’ufficio e finisce alla chiusura!

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    28 Ottobre 2018 in 12:48
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    Quindi, chi pensa che l’innalzamento dei requisiti pensionistici non blocchino il turn over, pensa che, andati in pensione gli ultimi lavoratori sopravvissuti ai continui peggioramenti previdenziali, finalmente, non ci saranno più assunzioni e tutto andrà avanti da solo per forza d’inerzia?
    Vorrei capire questo concetto TANTE VOLTE, da tanti, AFFERMATO MA MAI ARGOMENTATO NEL MECCANISMO DI COME FUNZIONEREBBE l’azienda di UN DATORE DI LAVORO CHE NON ASSUME, E DI COME ANDREBBE AVANTI IL SUO LAVORO SENZA DIPENDENTI!
    Tanto per capire, dato che leggo che in economia non c’è nulla di certo!

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    28 Ottobre 2018 in 12:30
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    Leggo: “… È il mercato del lavoro che determina l’occupazione, e se un questo funziona ha spazio sia per gli anziani che per i giovani, e anche per le donne…”.
    Finalmente la Professoressa argomenta una Sua affermazione.
    Però, devo sottolineare che, in merito al mercato del lavoro, che determina l’occupazione, va ben specificato il suo :”SE”, questo funziona…
    Io, nello specifico, avrei aggiunto: “… e, ha spazio, anche per gli anziani che, PUR essendo ormai troppo stanchi, demotivati e “vecchi” per lavorare, SONO COSTRETTI a farlo al posto dei, comunque, sempre tanti giovani in attesa…”.
    Avrei anche aggiunto che le Aziende sono costrette a tenersi, grazie alla Sua legge, vecchi che, demotivati, stanchi e ormai malati di vecchiaia, vorrebbero finalmente riposarsi e godere dei tanti soldi dei contributi versati per decenni; in molti casi, persone che POCO, PROBABILMENTE, SONO REDDITIZIE PER LE AZIENDE, ANCHE PERCHE’, in genere, POCO PREPARATE DAL PUNTO DI VISTA INFORMATICO COME INVECE SONO I GIOVANI; persone vecchie e stanche che lavorano, spesso, controvoglia MA COSTANO QUASI IL DOPPIO DI UN GIOVANE ALL’AZIENDA, PER I TANTI SCATTI DI ANZIANITA’ ACCUMULATI.
    Laddove la Professoressa leggo che dica: “… io penso che ci siano invece molte persone che il loro lavoro lo amano, e se hanno buona salute sono anche disposte a continuare…” mi chiedo allora, PERCHE’ LA SUA LEGGE LE ABBIA COSTRETTE, A LAVORARE, SE NON CE NE ERA BISOGNO PERCHE’ LORO AMANO LAVORARE! E Le vorrei spiegare CHE C’E’ LAVORO E LAVORO E, CERTI LAVORI, E’ PROPRIO IMPOSSIBILE AMARLI!
    La Professoressa fa BENE A OSSERVARE CHE : “… in economia non c’è nulla di certo …”.
    Così, un volta tanto che abbia argomentato, in pratica, poi non ha detto niente di certo.
    L’UNICA CERTEZZA, A MIO PARERE, E’ CHE I CONTRATTI CHE LO STATO STIPULA CON I LAVORATORI ANDREBBERO ONORATI PUNTUALMENTE E NON CAMBIATI CONTINUAMENTE IN CORSO D’OPERA, ALTRIMENTI SI RISCHIA CHE I CITTADINI E I LAVORATORI PERDANO FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI CHE RAPPRESENTANO LO STATO. COSA CHE A ME SEMBRA PERICOLOSISSIMA!

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    27 Ottobre 2018 in 20:29
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    Quota 100 per come è stata ideata è veramente un’ingiustizia totale e sta rivelando ogni giorno sempre più problemi per la sua applicazione. In pochi mesi andrebbero in pensione soprattutto negli statali un numero di persone che ci dovrebbero andare in almeno 5 anni, lasciando scoperti anche settori strategici non solo gente che ozia in uffici inutili soppiantati ormai dalla digitalizzazione ( ancora troppo insufficiente ) nella pubblica amministrazione. I nostri governanti poi non avevano calcolati agli indennizzi per i TFR degli statali stessi pensavano solo al voto di scambio che avrebbero ricevuto in cambio dai centisti privilegiati da una pensata iniqua. Ora per riparare a questa ideata ogni giorno mettono un nuovo paletto , preavvisi, finestre ,finestre con ritardi di tre mesi , non tutti insieme, solo per un anno,solo per due annii docenti no ………… ,ma basta ditelo chiaro che avete proposto una grande stupidaggine. Avevate promesso quota 41! Okay non si può fate quota 42 , non si può fate 42,6 ma fatelo ,sarebbero 9 mesi in meno MA SONO PER TUTTI E SONO. SENZA DUBBIO SOSTENIBILI. Inutile dire che l’anno prossimo faremo quota 41 dal 2020 e intanto i precoci nel 2019 si faranno 43,3 mesi ( 25 mesi in più di chi in pensione ci andrà nel 2020). Però
    adesso i Geni hanno ideato NOTIZIONA NOTIZIONA bloccheranno l’ADV NEL 2019 ma si potrà
    Andare in pensione 3 mesi dopo aver maturato i requisiti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! MA SE CI VOLETE PRENDERE IN GIRO DITECELO CHIARO ! UNA CAMPAGNA ELETTORALE INFINITA PER ABBUONARCI 2 MESI !!!!!!!!!!!!! MA ANDATE A CASA ( QUI RISCHIAMO LA TROIKA PER ELARGIRE IL REDDITO DI CITTADINANZA ) STATE BLOCCANDO TUTTE LE GRANDI OPERE E FINORA AVETE FATTO SOLO DANNI

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    27 Ottobre 2018 in 19:46
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    Rimango sempre dell’idea che la pubblicazione dei commenti deve essere immediato ,altrimenti come abbiamo visto nelle ultime due settimane non essendoci un contraddittorio tra noi lettori anche il numero degli stessi continuerà a diminuire.Il ferro va battuto quando è caldo

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    27 Ottobre 2018 in 19:00
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    La Sig.ra Fornero, a me sembra che abbia più di qualche problema, è giusto che chi voglia continuare e a la possibilità di continuare nell’esercitare il proprio lavoro lo possa fare. Ma questa possibilità, anche nella futura revisione pensionistica viene concessa ( PER CUI DI COSA PARLA ). Evidentemente lei non si rende conto, invece, della possibilità di persone che hanno raggiunto questi limiti e possano accedere, perchè disoccupati e via via con altre problematiche, mentre con la sua riforma devono aspettare tempi molto più lunghi.
    Lei, allontanando l’uscita dal lavoro tutti a prescindere, non si è preoccupata dei lavoratori che pur avendo anni di contribuzioni alte e senza introiti perchè hanno perso il lavoro. La sua riforma è servita per far cassa in un certo periodo e dettato dall’UE. Il governo Monti non ha calato solo la testa ma abbassato anche i pantaloni.

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      28 Ottobre 2018 in 12:40
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      Ed ha aperto la strada al Governo delle destre e del populismo, dato che era facile immaginare che nessuno si sarebbe rassegnato ad una controriforma pensionistica così spietata e inumana ed inaccettabile fisicamente e psicologicamente, al punto tale che è stato gioco facile per chiunque ne promettesse, GIUSTAMENTE, l’abolizione, prendere voti a bizzeffe!
      I tecnici, forse, conoscono la loro materia MA NON CONOSCONO LA REALTA’ DELLA VITA DELLE PERSONE, LA LORO MENTE, LE LORO REAZIONI E LA LORO INCAPACITA’, PER FORTUNA, DI ACCETTARE INGIUSTIZIE TALMENTE EVIDENTI COME QUELLA DI UN CONTRATTO NON ONORATO, per l’ennesima volta, e IN MANIERA ORMAI VISTOSISSIMA ED IMPROVVISA, TRA ISTITUZIONI E LAVORATORI!
      Per governare non basta conoscere la tecnica, occorre anche conoscere la psicologia di chi subisca certi trattamenti e quanto alcuni siano materialmente ed umanamente insopportabili!
      INOLTRE, AGGIUNGEREI, E’ IL GOVERNO PER LE PERSONE E NON LE PERSONE PER IL GOVERNO O, MEGLIO, PER BRUXELLES!
      NON SIAMO CARNE DA MACELLO DA IMMOLARE SULL’ALTARE DELLA FINANZA!

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