Pensioni anticipate ultime novità oggi 26/11, Boeri attacca quota 100 e il turnover

Non si placa minimamente la discussione sulle pensioni anticipate e su quota 100, e le ultime novità di oggi 26 novembre sullo scontro arrivano dal nuovo attacco di Tito Boeri, presidente dell’INPS alla quota 100 e al turnover generazionale che la stessa dovrebbe creare secondo Di Maio e Salvini. Durante Che Tempo che Fa, condotto da Fabio Fazio, il presidente dell’istituto nazionale della previdenza sociale è tornato a parlare di pensioni e l’ha fatto criticando il Governo. Ecco le sue parole.

Pensioni anticipate ultime novità oggi: Parla Tito Boeri su quota 100

Tito Boeri durante l’intervista su Rai 1 inizia a parlare di pensioni anticipate e ricorda subito che “in campagna elettorale sono state fatte promesse molto impegnative, ma poi bisogna fare i conti con la realtà: con lo spread, coi vincoli di bilancio e col fatto che servono compratori del nostro debito”. Boeri continua, convinto che la riforma proposta da Lega e M5S non sia attuabile: . Fare le cose che hanno promesso sarebbe troppo costoso e rischierebbe di scardinare i conti e il patto intergenerazionale su cui si regge il tutto”.

Poi nel dettaglio prosegue spiegando che “Stanno parlando di 62 anni di età e 38 di lavoro, questo avrebbe costi elevati. Non sono sostenibili perché farebbe aumentare il debito pensionistico. Con 38 anni di contributi andrebbero in pensione persone che hanno gran parte dell’assegno calcolato con il sistema retributivo, particolarmente generoso. In quei casi conviene loro andare in pensione prima possibile. Noi da 4 anni facciamo proposte di flessibilità in uscita, ma noi dobbiamo permettere loro di andare in pensione prima se queste vengono trattate come chi va in pensione dopo: non dobbiamo fare un regalo a chi va in pensione prima”.

Ultime notizie Pensioni anticipate oggi 26 novembre: Boeri sul turnover generazionale

Il presidente dell’INPS poi continua a smontare la riforma delle pensioni proposta dal Governo, tornando su un tema molto caldo, quello del turnover generazionale che quota 100 potrebbe garantire: “Non c’è nessuna garanzia che se 400 mila persone andassero in pensione 400 mila giovani avrebbero un posto di lavoro. È una visione distorta del mercato del lavoro: si pensa che funzioni come un autobus nell’ora di punta perchè qualcuno sale qualcuno deve scendere, in realtà funziona più come un treno in cui ci sono alcuni vagoni che sono abbastanza pieni e alcuni sono vuoti: qualcuno può scendere senza che qualcuno salga e viceversa.  Se noi guardiamo alle imprese che assumono soprattutto giovani sono imprese giovani e innovative, che non hanno persone che stanno andando in pensione, mentre molte persone che stanno andando in pensione lavorano in imprese che non stanno assumendo”.

Pensioni anticipate ultime: Boeri: ‘ Occorrono più lavoratori, servono più stranieri’

Infine Boeri affronta un altro tema, quello dell’immigrazione su cui Salvini ha fatto campagna elettorale per anni, e in controtendenza con il  vicepremier rilancia la necessità di avere più stranieri in Italia: “Parliamo degli immigrati regolari che pagano i contributi. Noi ne prossimi anni avremo una situazione che peggiora nel rapporto tra pensionati e lavoratori: affinchè si paghino le pensioni abbiamo bisogno che si versino i contributi. Oggi abbiamo due pensionati ogni tre lavoratori, se non vogliamo che questo rapporto peggiori nel tempo avremo bisogno di dieci milioni di lavoratori in più, non basta azzerare la disoccupazione ma abbiamo bisogno di lavoratori in più e date le tendenze demografiche in atto l’unico modo è avere più persone straniere che vengono a lavorare da noi“.

Infine proprio sul tema arriva l’ultima stoccata a Salvini: “In Italia c’è la percezione che gli immigrati siano il 25% della popolazione, mentre in realtà sono solo il 10%. Siamo il paese in cui c’è più sovrastima degli immigrati, forse perché qualcuno ha creato un clima di paura e ostilità nei loro confronti e sembrano di più di quanti siano in realtà. Ma non si tiene conto del fatto che per pagare le pensioni servono più lavoratori”

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

3 pensieri riguardo “Pensioni anticipate ultime novità oggi 26/11, Boeri attacca quota 100 e il turnover

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    27 Novembre 2018 in 13:18
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    Bravissimo ALESSANDRO, peraltro .. quella che si sta proponendo/imponendo e’ RETORICA DI BASSA LEVA!!

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    26 Novembre 2018 in 12:00
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    Parafrasando un famoso detto che recita “Siamo tutti froci con il culo degli altri” si tende a scaricare il Patto intergenerazionale, che è stato da tutti disatteso, su chi -i cosiddetti baby boomers- il loro dovere l’ha fatto versando maggiori contributi, rispetto a chi è uscito dal mondo del lavoro prima della famigerata fornero. Quindi il buon Boeri non può attribuire la responsabilità del fatto, a chi la rottura l’ha subita (gli attuali pensionandi).
    Inoltre, ha bisogno di un pallottoliere nuovo perché il calcolo che fa sui persunti lavoratori con il sistema retributivo é SBAGLIATO. Vediamo perché: chi, oggi, ha 38 anni di contributi, al massimo può contare sul sistema misto che non va oltre il 1995, perché da quella data -riforma Dini-, poteva contare su non più di 15 anni di lavoro e non il minimo richiesto di 18 anni, per mantenere il sistema TOTALMENTE RETRIBUTIVO.
    Per quanto riguarda il presunto regalo a cui si riferisce Boeri, non se ne conosce la natura, ma si sa, che chi ha versato meno (anni di contributi), si vedrà ridotto l’assegno in modo proporzionale. E quale sarebbe il regalo?????? Chi va in pensione con 20 anni di contributi non godrà sicuramente di una pensione intera come se ne avesse lavorati 40.
    Per il ricambio generazionale (che non si realizzerebbe in modo matematico), come mai il ministro Bongiorno chiede di procrastinare l’uscita dei dipendenti della P.A. di circa sei mesi, previo preavviso (a fronte dei normali due)???? La motivazione sta nel cercare di evitare un emorragia di personale che potrebbe portare alla paralisi delle Amministrazione Pubblica.
    Quindi, cerchi di essere più esatto nell’esporre le varie problematiche, evitando le mezze verità o le mezze bugie.
    Si ricordi che non è un politico.

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    26 Novembre 2018 in 10:42
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    PURTROPPI BOERI HA RAGIONE ,NON CI SARA’ UN RAPPORTO 1 A 1 MA PROBABILMENTE 1 A 3 / 1A4 . PENSIONARE GENTE 5 ANNI PRIMA NON PRODURRA’ NESSUN RICAMBIO GENERAZIONALE

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