Pensioni anticipate ultime novità oggi 5 agosto: il miraggio di quota 41 nel 2022

Le ultime novità di oggi 5 agosto sulle pensioni anticipate, ci arrivano direttamente da un lavoratore precoce, conosciuto sui social come Andrea detto il Toscano, che ha pubblicato in queste ore uno sfogo relativo alla quota 41 sul gruppo facebook Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti. Vediamo la sua lettera qui di seguito e cosa ha detto.

Pensioni e quota 41 ultime news: la lettera di un precoce

Andrea detto il Toscano inizia: “Cari amici di tante lotte, come ho sempre detto, la nostra condizione di “precoci” è una specie in via di estinzione. Da molti anni, quanti giovani hanno iniziato a lavorare a 15 anni? Sicuramente pochissimi, visto la scolarizzazione che abbiamo adesso e visto l’obbligo scolastico di 10 anni. Per coloro che compiuti i 16 anni hanno terminato l’obbligo scolastico è possibile svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa con un occhio sempre alla tutela dell’integrità psico-fisica. Ma quanti sono, quanti ne conoscete che in questi tempi hanno iniziato a lavorare a 16 anni? Io non ne conosco !! Per cui la nostra “condizione” è sempre stata una fase di transizione fra generazioni. Questo non sarebbe un male di per se stesso, poiché motiverebbe gli adolescenti allo studio e alla conoscenza, molto di più di quello a cui noi eravamo abituati.

E la politica questo lo sa molto bene, ed è per questo che sta provando a concedere la Quota 41 dal 2022, ben sapendo che dal 2022 saranno veramente un numero piccolissimo di lavoratori che avranno maturato quei requisiti. Questa storia, come ho scritto varie volte, si sta protraendo da moltissimo tempo, da quando abbiamo iniziato a fare baccano, a manifestare, a scrivere ai politici e ai giornali e a farci sentire.

Quello che molti di noi non hanno ben compreso è che questa “melina politica” che TUTTI i partiti, TUTTI i sindacati hanno messo in atto era finalizzata a concedere sì la Quota 41, ma il più tardi possibile, quando a beneficiarne sarebbero stati una manciata di lavoratori, come lo è stato per la Quota 41 relativa ai lavori usuranti, dove erano stati compresi gli “stuntman”, be sapendo che stuntman con quei requisiti ce n’erano solo 6, MA NEL MONDO! E quindi di cosa stiamo parlando?”

Pensioni anticipate e quota 41 nel 2022: lo sfondo dei lavoratori precoci

Il precoce continua poi il suo ragionamento: “Io adesso sono in pensione, raggiunta con la legge più iniqua e ingiusta dopo le leggi razziali di mussoliniana memoria che siano state varate in Italia, cioè la Legge Fornero, con 43 anni e 1 mese di contribuzione. Anche se ne ho dovuti lavorare 45 perché un imprenditore non mi ha versato 2 anni e mezzo di contributi, ma questa cosa sta fra me e il cielo!! Ma se fossi ancora al lavoro, come lavoratore precoce, mi sentirei ancora una volta preso in giro dalla politica tutta, di destra, di sinistra, di centro, movimenti ecc.. E taccio sui sindacati che si sono venduti le nostre rivendicazioni in cambio di loro progetti relativi al pubblico impiego, sindacati i quali non sono (da me) mai stati creduti, poiché non hanno mai fatto niente per cancellare i loro benefici, concessi dal D.L 564/96 che stabilisce una vera e propria disuguaglianza fra lavoratori comuni e sindacalisti.

E allora, alla luce di tutto questo, possiamo continuare a lottare come abbiamo fatto fino adesso, ma dobbiamo essere ben consci che saremo tanti Donchisciotte, e i mulini a vento, purtroppo, avranno sempre la meglio, saranno sempre più forti di noi, perché solo loro, e loro soltanto che stanno nelle stanze del potere e hanno sempre avuto la facoltà e l’intenzione di mandarci in pensione il più tardi possibile, cercando di risparmiare a più non posso, poiché è dovuto a questo risparmio che hanno potuto avere benefici quanti ne hanno voluti e potuto accaparrarsi negli anni. La vergogna non alberga nelle loro stanze”. Voi cosa ne pensate di questo duro sfogo del lavoratore precoce Andrea? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito e tornate sul nostro sito per tutti gli aggiornamenti sulle pensioni anticipate e non solo!

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

34 thoughts on “Pensioni anticipate ultime novità oggi 5 agosto: il miraggio di quota 41 nel 2022

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    14 Settembre 2020 in 13:02
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    Concordo con quanto detto dal Toscano eccetto per un piccolo dettaglio…. Perchè 41 anni e non 40.
    Io sono del parere che quando una persona ha lavorato 40 anni ha acquisito il diritto all apensione oltre che una medaglia al lavoro.
    E qui vorrei sentire il parere dei sindacalisti. Ma attenzione vorrei che alla loro proposta ci fosse allegato l’estratto conto contributivo (giusto per capire da che parte stanno).

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    14 Settembre 2020 in 12:44
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    Buongiorno , a mio parere a tutte quelle persone che hanno lavorato per 40 anni bisognerebbe dargli una medaglia “al lavoro” oltre che la posibilità di ritirarsi senza alcuna penalizzazione e senza nascondere ulteriori ritardi nelle fatidiche finestre.

    Quindi chiedo gentilmente se qualche sindacalista ci legge, o agli autori del sito se avranno modo ed occasione di chiedere:
    Non pensate che 40 anni di versamento siano piu che sufficienti.? Sappiamo tutti che difficilmente i giovani di oggi (ma anche quelli che hanno iniziato 20 anni fa) difficilmente raggiungeranno questo traguardo. Si pensa di portare avanti questa proposta o, ci dobbiamo rassegnare al fatto che per qualche manciata di voto nascondete la testa sotto la sabbia e continuate a spremerci.

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    8 Agosto 2020 in 8:54
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    salve, mi associo, dall’età di 16 anni sono nel mondo del lavoro, ora a 57 (verso i 58..) sono in disoccupazione avendo perso il lavoro nel novembre del 2018 a causa di una patologia neurologica alle gambe che mi ha permesso di acquisire il misero 35% di invalidità, tra tutto, pure i 2 anni e 3 mesi non versati da un datore di lavoro, ho 40 anni di contributi, trovare un lavoro alla mia età non e mica facile e ho addirittura richiesto di versare i contributi mancanti per arrivare alla soglia dei 41 anni come lavoratore precoce…

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      25 Agosto 2020 in 13:25
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      Ciao Nicola! per quanto di mia conoscenza, con il 35% di invalidità puoi avvalerti della possibilità di essere assunto attraverso il “collocamento obbligatorio”, recati presso l’ufficio del lavoro della tua città portando con te il certificato di invalidità e loro dovranno trovarti un lavoro come invalido presso una delle aziende che hanno l’obbligo di assunzione di una quota di invalidi in proporzione al numero di dipendenti.
      Buona fortuna
      Mauro

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    8 Agosto 2020 in 0:14
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    Ho 37 anni di contributi e lavoro da quando ne avevo 14. Penso che dopo 41 anni di versamenti tutti abbiano il diritto di andare in pensione.

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    6 Agosto 2020 in 14:26
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    ……stanno buttando via le risorse a destra e a manca, bonus strani , incentivi elargiti senza una reale criterio di un ritorno economico positivo, e di riforme strutturali non se ne sente parlare ,solo pagliativi immorali .non aggiungo altro

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    6 Agosto 2020 in 11:16
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    Carissimi avete tutti un cuore e una giusta,ragione compreso io iniziato a lavorare a 16..lasciando la mia famiglia al sud italia oggi sono un fabbrica tre turni mattina pomeriggio e notte e spero venga approvata al piu presto 41xTutti anche se sono usurante..però e giusto pet tutti a prescindere dall età ..perche essere dipendente è dura ..Politici di Destra…..Centro…Sinistra basta com ste chiacchiere approvate sta legge è non rompete…….

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    6 Agosto 2020 in 8:20
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    Ciao,
    non dimentichiamo altri due aspetti…
    a) noi abbiamo lavorato in periodi dove le ore di straordinario non si contavano. Dieci ore al giorno e molto spesso anche i sabati mattina più qualche domenica. Se si trasformano tutte le ore in giorni, in molti abbiamo lavorato nel corso della nostra vita lavorativa anni in più.
    b) se non liberiamo un po di posti di lavoro i nostri ragazzi, che già non sanno dove sbattere la testa per trovare un lavoro, come troveranno occupazione?

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      7 Agosto 2020 in 8:32
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      Da 2022 vado in pensione con la fornero. Con 43 anni di contributi È una vergogna. Tutti con 42 anni dal 2021 e finiamola.o bisogna fare una rivoluzione vera e propria. Svegliamoci..

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    6 Agosto 2020 in 1:00
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    Signori le chiacchiere stanno a zero… noi lavoratori di 60 anni di età (piu o meno) che abbiamo cominciato a lavorare a 15/16 (senza “marchette” il piu delle volte) ed abbiamo la fortuna di ritrovarci 40/41 anni di versamenti , come dobbiamo uscire dal mondo del lavoro? Dentro una bara secondo i nostri politici? I nostri figli quando cominceranno ad essere seriamente inseriti nel mondo del lavoro e cominciare il ricambio di generazione? Come fanno i nostri politici a parlare di benefici per noi lavoratori che gli riempiamo le casse e mandiamo avanti questo paese con il nostro sudore ? Hai cominciato a lavorare da giovanissimo? E mica ci possono rimette loro mandandoti in pensione adesso! loro stimano 20 anni max di pensione per te (tanto ti fanno morire prima perchè con la miseria che ti danno non riesci nemmeno a vivere dignitosamente pensa se devi curarti)…tu ne versi 43 anni e due mesi (questi due mesi sono fondamentali per loro)! Qualcosa non torna nei nostri conti. Se i soldi nelle casse dell’inps mancano non è per colpa di noi lavoratori perchè non abbiamo versato il dovuto, ma per voi politici che “andate in pensione” con migliaia di privilegi che non vi siete mai ridotti dopo solo pochi mesi di legislatura e non con mille euri come ci date a noi, che ci fate con quella miseria, ma con cifre impensabili per un comune lavoratore che per una vita è stato abituato a farsi bastare il guadagno frutto del suo onesto lavoro riuscendo a far quadrare quasi sempre il proprio bilancio familiare. Continuate ad aumentarvi privilegi che noi tutti vi paghiamo nonostante che siete consapevoli che non c’è piu un centesimo da spartire e noi no abbiamo piu “gocce” da spremere, vi infischiate che questo paese tra poco crollerà e chiederà il conto perchè ci siamo stufati di questo vostro modo di fare solo ed esclusivamente per i vostri benefici. Cominciate seriamente a governare questo meraviglioso paese che state svendendo ai stranieri piu facoltosi e ridate dignita di vita sociale e produttiva ad un popolo che non ha nulla da invidiare ai tedeschi , francesi o chi altro vuole farci da insegnante. Andate a zappare i nostri bei campi invece di riempirli di mondezza e cemento. E sopratutto mandateci in pensione con il sorriso di goderci per il tempo che il buon Dio ci darà cio che ci siamo costruiti con una vita di sacrifici.

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      6 Agosto 2020 in 14:10
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      Paolo C. trovo il tuo post bellissimo, condivido ogni sillaba. Grazie !

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      7 Agosto 2020 in 8:41
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      Tutti con 42 anni di contributi dal gennaio 2021. Svegliamoci

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    5 Agosto 2020 in 21:57
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    Buona sera a tutti, per via del mio lavoro sono abituato a parlare con i numeri e non con le opinioni: i numeri – se corretti – sono uguali per tutti, le opinioni no. Premesso ciò, posso dichiarare che il sistema pensionistico in Italia è stato demolito molto tempo fa e anche per colpa dei lavoratori stessi. Ecco qualche dato:

    |> In tutto il mondo, ivi comprese Nazioni con welfare ben più efficiente e sviluppato del nostro, la pensione è sempre stata CONTRIBUTIVA, MAI RETRIBUTIVA. Solo in Italia esiste questa stranezza. Questo sistema italiano ha favorito molto chi ha fatto carriera dopo 20-30 anni di lavoro, pur contribuendo poco nel complesso: fino a qualche tempo fa, nel settore pubblico era prassi promuovere a dirigente taluni impiegati arrivati a uno o due anni dalla pensione. Una pensione RETRIBUTIVA da dirigente, fino a oltre il 30% in più di assegno mensile. E perché nessuno ha protestato, manifestato, all’epoca? Dove erano i sindacati, dove erano i lavoratori?

    |> Nel 1973 Rumor, per motivi elettorali, emana una legge che istituisce la possibilità di andare in pensione dopo 20 anni, ovviamente con pensione RETRIBUTIVA. Morale: ancora nel 2018 l’INPS dichiarava di erogare ancora ben 55000 pensioni pre-1980 con importo mensile compreso tra i 1350 e i 1650 Euro. Chiaro che si tratta di 55000 baby pensionati: se nel 1980 fossero andati con 35-40 anni di contributi, oggi avrebbero circa 100 anni e le statistiche non confermano 55000 ultracentenari. Chiediamoci: se ancora oggi sono 55000, quanti ne erano ancora in giro 10, 20, 30 anni fa, che percepivano tali importi? Ma la grossa ingiustizia è lavorare 20 anni e percepire una pensione – per giunta RETRIBUTIVA – per 40-50 anni: altro che la Fornero! E perché nessuno ha protestato, manifestato, all’epoca? Dove erano i sindacati, dove erano i lavoratori?

    |> Nel 1996, Dini istituì il sistema CONTRIBUTIVO. Oltre a questo, introdusse il famigerato “scalino”: ricordo molto bene – anche se all’epoca, a 33 anni con una carriera davanti, potevo disinteressarmi del discorso pensione – lamentele, scioperi e pressioni forti da parte del mondo del lavoro per evitare lo scalino. Alla fine lo scalino fu veramente ridotto, quindi poco efficace per una riforma vera. Ricordo molto bene quanto dissi ad alcuni colleghi, tutti con 15-20 anni di lavoro sulle spalle: “Oggi ci si lamenta perché si vuole lavorare 35 anni invece di 37 o 38, vedrai che quando toccherà a te dovrai farne più di 40. Dovremmo fare noi più giovani una manifestazione, lanciando un sasso nello stagno così come accadde nel 1980 con la famosa marcia dei 40000 a Mirafiori”. Non un collega mi prese sul serio: l’ultimo è andato in pensione nel 2018 con 44 anni di lavoro e 58 di età, un’altro sta andando adesso con 43 anni di lavoro e 63 di età. Perché nessuno ha protestato, manifestato, all’epoca? Dove erano i sindacati, i lavoratori?

    Oggi ho 58 anni e 31 anni di contributi: andrò in pensione con Fornero a 68 anni con 41 anni di contributi e sistema misto dal 1996 (non dal 2011, come molti di quelli che si lamentano). Faccio notare che potrò godermi la pensione per soli 13 anni (stante la vita media di un uomo pari ad 81 anni di età): grossa ingiustizia pensando a quei 55000 che sono loro i colpevoli, non altri. Nonostante ciò, non condivido le lamentele e le proteste di chi si preoccupa di fare uno o due anni di più, quando alcuni miei giovani colleghi andranno a 70 anni di età con sistema CONTRIBUTIVO puro: si godranno per una decina di anni una pensione magrissima dopo aver lavorato 45 anni. Per la cronaca, non ho figli, quindi il mio discorso è del tutto scevro da opportunismi.

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      6 Agosto 2020 in 14:20
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      Luca L., l’analisi delle politiche pensionistiche è condivisibile, quello che non condivido e non capisco come fai a non capire è che tu hai 58 anni e 31 di contributi quando io (non voglio personalizzare ma solo fari conti con la realtà) a 58 anni di contributi e quindi di lavoro ne avevo 40. Dove eri ha 19-20-21-22-23-24-25-26 etc anni mentre io ero in fabbrica ? Probabilmente e me lo auguro per te, all’ università. Hai idea della differenza ?? Non riesci proprio a capire che chi come me ha 60 anni e più di 41 di lavoro ha voglia di avere qualche anno per fare le cose che hai potuto fare tu da giovane e noi per i più disparati motivi non abbiamo potuto fare (laurea compresa) ? Buona serata!

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      7 Agosto 2020 in 14:31
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      Trovo sempre deprimente vedere che ancora ha un certo successo la propaganda per cui “noi italiani viviamo al di sopra delle nostre possibilità”, e ciò viene associato anche alle pensioni, quando è vero l’opposto: noi viviamo AL DI SOTTO delle nostre possibilità, al di sotto di quanto potremmo fare per intelligenza e volenterosità. Lo abbiamo dimostrato fino agli anni Settanta e almeno parte degli Ottanta.

      Le baby pensioni sono un “problema”? La parte retributiva è un “problema”?
      Forse, in parte, ma nessuna delle due è il VERO problema delle pensioni.

      Il VERO problema che abbiamo, e che non riguarda solo le pensioni ma che se non ci fosse nessuno andrebbe a colpevolizzare le pensioni, è che IL NOSTRO PIL E’ FERMO DA VENT’ANNI.

      Si può andare a vedere che nel 2007 (dati Eurostat) la Germania spendeva in pensioni il 12.1% del suo PIL mentre l’Italia il 13.9%, il 16% in più dei tedeschi, non moltissimo di più.
      Arriviamo al 2016 e, voilà, l’Italia spende il 16.0% del PIL e la Germania l’11.9% (sempre dati Eurostat), ovvero il (certamente deprecabile) gap italiano è più che raddoppiato, ora +34% sulla Germania.
      Un peggioramento per l’Italia del 15% circa (dal 13.9 al 16.0) in nove anni.
      Ah, eccoli lì questi italiani che “vivono al di sopra delle loro possibilità”, è colpa delle “pensioni allegre”!

      Mica vero.
      La risposta è nell’andamento del PIL in Germania in quegli anni (rimasto STABILE, +1%) e quello dell’Italia (MENO 16%) e così si capisce perchè “noi spendiamo tanto per le pensioni in rapporto al PIL”.

      Perchè, storture a parte del nostro sistema pensionistico (che ci sono, nel senso che ci sono diversi privilegiati e, peggio, un buon numero di autentici “ladri”, vedi falsi invalidi, a fronte di una marea di pensionati e pensionandi che non nuotano nell’oro), “E’ IL PIL, BELLEZZA”.

      Dato che le pensioni sono (per qualcuno) quest'”orrido diritto acquisito”, le si può tagliare ma non oltre certi limiti di decenza, neppure in Italia!, quindi la spesa rimane più o meno quella.
      Mentre se viene la crisi del 2007, il PIL nei paesi strutturalmente deboli (e non per colpa dei pensionati …), come Italia e Spagna, va facilmente a picco.
      In Spagna il rapporto “spese pensionistiche/PIL” è peggiorato ben più che in Italia, circa +40% (da 9% al 12.6% dal 2007 al 2016).

      Da qui, carramba che sorpresa!, anche il peggioramento (aumento) del rapporto “spesa pensioni/PIL”.
      Se il denominatore diminuisce …

      Per cui, no, non sono i “baby pensionati” e neppure la “parte retributiva” il VERO problema: il VERO problema è che l’Italia NON CRESCE, mentre la vita media aumenta e quindi ci sono sempre più pensionati.
      Rivolgersi alla nostra “fantastica” classe imprenditoriale e manageriale media per informazioni sulla nostra mancata crescita da due decenni.

      E questo non è certo colpa dei pensionati, neanche dei baby pensionati e di quelli che hanno una parte retributiva: non prendiamoci in giro, CHIUNQUE (tranne un autentico masochista o un citrullo totale) avrebbe accettato condizioni di pensionamento favorevoli se è lo stesso STATO (quello stesso che d’altra parte così spesso ti “frega” e non ti riconosce diritti) a proporle!

      Facciamo ripartire l’Italia, torniamo ad avere un’occupazione e stipendi decenti, a livello dei grandi paesi europei, e il “problema di pagare le pensioni” sarà automaticamente risolto.
      E senza bisogno di colpevolizzazioni o masochistiche auto-colpevolizzazioni.

      Certo, “fare cassa” con le pensioni, sciorinando a giustificazione “numeri” parzialissimi e fuorvianti che non affrontano il VERO problema, è molto più semplice.
      Se però gli stessi pensionati e pensionandi danno corda a questo modo di pensare e di fare, che ha già fatto danni, è molto PEGGIO …

      P.S.: a scanso di equivoci, non sono pensionato (e perciò men che meno “baby pensionato”!), allo stato attuale ho ancora la bellezza di quattro duri anni da lavorare, per arrivare al limite indecente della Fornero, se il governo e i sindacati non si inventano a breve qualcosa di intelligente (e non ci vuole molto, per fare meglio della Fornero).
      Per cui, non sto parlando per difendere nulla di personale, solo la ragione contro le tante considerazioni “contabili” miopi, parziali e a volte auto-colpevolizzanti che sento.
      E dopo vent’anni di “rigorosi contabili” a proporre ricette restrittive disastrose, pure sulle pensioni, è davvero ora di cambiare prospettiva.
      Anche sulle pensioni.

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    5 Agosto 2020 in 20:31
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    La cosa che mi fa imbufalire e vedere che con 43 anni e 9 mesi di lavoro venga chiamata
    pensione anticipata sono dei delinquenti chi ci governa,quindi tagliano la pensione altrimenti devi arrivare a 70 anni con 55 anni di contributi ma hanno un po’ di coscienza chi
    Non vede queste evidenze ?

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      6 Agosto 2020 in 8:31
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      Io mi son fatto un idea.. E cioè se inseriscono quota 41 poi occorre lavorare 41 anni! Invece in Italia si sistemano tutti prima a parte noi poveri tapini. Pertanto sindacalisti e politici si riempiono solo la bocca per i loro interessi o per cerca di voti. Come tutti sappiamo qualcuno ne fece la sua campagna politica e abbiamo visto come è andata a finire. Per quanto riguarda i denari che sembrano mancare, la cosa fa sorridere, pensando che proprio in questi giorni stanno scervellandosi per come spenderli anche con proposte a dir poco bizzarre.. Insomma i soldi ci sono e ci son sempre stati. Ma non per noi!

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      6 Agosto 2020 in 18:29
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      Speriamo Sempre che si faccia 41 x Tutti ,ci sono ancora al lavoro tutti Nati del 60,70 che Hanno iniziato dopo la terza media e sono tantissimi allora vigeva l’apprendistato fate 41 il prima possibile …. Grazie

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    5 Agosto 2020 in 14:59
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    Buongiorno sono anche io d’accordo con tutti voi ho 60 anni quasi 40 di contributi non arriverò a quota 100 per un mese e 19 giorni, mi chiedo che sarà di me e di quelli che si trovano nelle mie stesse condizioni visto che i politici non fanno altro che parlare parlare parlare e basta non c’ è nulla ancora di chiaro come intendono risolvere questo grosso grosso problema che interessa milioni d’ITALIANI (ONESTI) la pensione è un diritto di tutti quelli che hanno maturato con lavoro e pagando contributi per tutti questi anni. Propongo quindi perchè non ci date tutti i soldi versati per tutti questi anni e Vanf………..alla pensione.

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    5 Agosto 2020 in 14:45
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    Mi sono appena pensionato con 43,2 anni di lavoro e con la legge Fornero. Quando si parla di legge sulle pensione, bisogna ricordarsi che questa è l’unica legge esistente ad oggi. La quota 100 non è una legge, è un regalo che è stato fatto a pochi a danno di tutti gli altri che ne avevano più diritto. L’unica legge morale che esiste è quella che: “Hai lavorato e versato di più ? ” “Vai in pensione prima di chi ha lavorato e versato meno”. Questa dovrebbe essere la regola in un paese serio. Anche noi precoci avevamo il diritto di scelta se avere un assegno ridotto in proporzione agli anni di anticipo della Fornero, nella stessa misura dei quota 100 che sarebbero dovuti arrivare ai 67 della vecchiaia o ai 43,1 dell’anticipata. Il resto sono solo delle chiacchiere.

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      6 Agosto 2020 in 17:47
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      Ma vi rendete conto una buona volta che questa storiella dei precoci è servita solo a rompere il fronte dei lavoratori e metterci gli uni contro gli altri? Quota 41 doveva essere per tutti e non solo per i precoci, ed inoltre non sarebbe bastato perché non tutti hanno avuto la fortuna di avere una carriera lavorativa
      continuativa. Chi spesso ha pochi contributi non li ha per colpa sua, quindi imporre di andare in pensione a 67 anni quando non ce la si fa più è semplicemente disumano. Come da vigliacchi è stato far passare (riforma Dini) che chi aveva 18 di contributi nel ’96 continuava a rimanere nel vecchio sistema. Ora si vuole continuare a colpire chi da quella riforma fu maggiormente colpito. A mio avviso la riforma più giusta è quota 100 senza paletti e senza penalità,in quanto l’anticipo lo si paga già con una riduzione dell’assegno pensionistico ,implicito nel sistema di calcolo.

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    5 Agosto 2020 in 14:26
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    È stancante doverlo ripetere. Andrea ha ragione. Siamo quelli di 60 anni o quasi con 41 di contributi. Siamo molti: i diplomati del 1978/1979.Siamo quelli che quota 100 sparisce prima di poterne beneficiare. Quelli che nel 2022 ne avranno 43 di contributi, per un totale di quota 105!!!! E quindi pronti per la Fornero.
    Cari sindacati che ce ne facciamo di quota 41 nel 2022?
    È una vita che lavoriamo e non è certo colpa nostra lo sconquasso d’Italia. Intanto ci faremo 5 anni in più dei quota 100…e senza nessuna possibilità di scelta.
    È nel 2021 che ci vorrebbe un po’ di giustizia per noi!
    Fate finta di non capire…o capite troppo bene,
    E promettete un finto miglioramento?
    Quota 41 dal 2021!
    Quota 101/102 libere da vincoli!
    Basta! Potremmo arrabbiarmi!

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    5 Agosto 2020 in 11:04
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    Credo che quanto scritto da Andrea (detto il Toscano) sia INCONTESTABILE. Su queste pagine ci sono centinaia di testimonianze di esseri umani che hanno 41 anni e oltre di contributi e per molti gli anni di lavoro sono anche stati superiori, ma con banditi che non hanno versato contributi. Abbiamo chi più chi meno 60 anni, lavoriamo da quando non avevamo neppure 20 anni (personalmente dal 1979); forse non ne abbiamo più la forza, ma voglio ricordare ai nostri nullafacenti potentati che siamo quelli del ’77 e sappiamo come far valere i nostri diritti. Non obbligateci a farlo.

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      5 Agosto 2020 in 13:03
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      Sono totalmente d accordo con Andrea detto il toscano. Sono anch’io un lavoratore precoce stufo di vedersi preso in giro da politici e sindacati credo sia ora di farsi sentire da queste persone che tutelano solo chi non ha mai lavorato.

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        5 Agosto 2020 in 19:41
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        Leggo spesso i commenti di Andrea, come sempre analisi lucida che arriva sempre al bersaglio. Che dire, avendo 60 anni e quasi 41 di contributi spero che si faccia una riforma che consenta di andare in pensione con i famosi 41 al più presto, magari nel 2021. Saluti.

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          6 Agosto 2020 in 0:16
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          Siamo ancora ai borbottii, ai mugugni, ma finché non faremo qualcosa di “concreto” scordiamoci che la situazione cambi a nostro favore, siamo rane bollite inconsapevoli…

          Rispondi
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          7 Agosto 2020 in 23:57
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          Buongiorno ,41 Per tutti sicuramente e una giustizia sociale a mio modo di vedere è il vero scavalcamento alla famigerata legge Fornero

          Rispondi
      • Avatar
        5 Agosto 2020 in 20:16
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        Ottobre prossimo faccio 42 anni di contributi con lavoro precoce ho cominciato a lavorare a 15 anni ho 59 anni quando vado in pensione grazie

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      5 Agosto 2020 in 13:25
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      È stancante doverlo ripetere. Andrea ha ragione. Siamo quelli di 60 anni o quasi con 41 di contributi. Siamo molti: i diplomati del 1978/1979.Siamo quelli che quota 100 sparisce prima di poterne beneficiare. Quelli che nel 2022 ne avranno 43 di contributi, per un totale di quota 105!!!! E quindi pronti per la Fornero.
      Cari sindacati che ce ne facciamo di quota 41 nel 2022?
      È una vita che lavoriamo e non è certo colpa nostra lo sconquasso d’Italia. Intanto ci faremo 5 anni in più dei quota 100…e senza nessuna possibilità di scelta.
      È nel 2021 che ci vorrebbe un po’ di giustizia per noi!
      Fate finta di non capire…o capite troppo bene,
      E promettete un finto miglioramento?
      Quota 41 dal 2021!
      Quota 101/102 libere da vincoli!
      Basta! Potremmo arrabbiarmi!

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    5 Agosto 2020 in 10:48
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    buongiorno sono un metalmeccanico di 59 anni che da 38 anni lavora preso un officina di mezzi pesanti..vedere quali lavori vengono considerati usuranti mi viene da sorridere.vorrei tanto che chi stabilisce il lavoro usurante venisse qualche anno a lavorare a fianco mio.forse capirebbe che anche il nostro lavoro al pari di infiermeri,maestre ecc con rispetto per tutti sarebbe da considerare usurante.

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      7 Agosto 2020 in 8:38
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      Pensione con 42 anni di contributi dal gennaio 2022 e finiamola. Con le pagliacciate. Bisogna fare una rivoluzione. Svegliamoci.

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      7 Agosto 2020 in 21:01
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      Per favore mi spiegate il.perché della circolare Inps 93 del 06082020 relativa ai lavoratori poligrafici? Grazie

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