Pensioni anticipate ultime novità oggi: solo metà platea accede a quota 100

Anche oggi 24 aprile 2019 continuano le polemiche sulla misura di pensione anticipata conquota 100. Al centro del dibattito restano le risorse stanziate per la misura e le stime della platea coinvolta. Stando allo studio condotto dalla Fondazione Di Vittorio e dalla CGIL meno della metà della platea prevista uscirà tramite quota 100, circa 128mila persone (rispetto alle 300mila ipotizzate). Vediamo lo studio e le parole di Ezio Cigna, responsabile della previdenza pubblica della CGIL Nazionale.

Ultime notizie Pensioni anticipate, lo studio sulla quota 100

Ecco quanto riporta il sito della CGIL, Rassegna.it: “L’indagine è basata sui dati Inps: sono prese in esame diverse misure pensionistiche inserite nel decreto n.4/2019, convertito con la legge n.26/19: Quota 100, il blocco della speranza di vita per le pensioni anticipate e la proroga di opzione donna. Nello specifico, per il dirigente sindacale Ezio Cigna “la differenza è ancora più marcata se si prende a riferimento la platea prevista nel triennio. In questo caso, infatti, si stima che quota 100 coinvolgerà solo un terzo delle persone previste dal governo, 325 mila invece di 973 mila”.

“Questo coinvolgimento molto più basso rispetto alla platea prevista dal governo – aggiunge Cigna – determinerà un avanzo importante di risorse.Nel triennio per l’insieme delle misure previdenziali prese in esame non saranno utilizzati 7 miliardi e 200 milioni, dei 21 miliardi stanziati in Legge di Bilancio. Nel 2019, dei 3,968 miliardi stanziati dal governo, non saranno utilizzati 1,6 miliardi, nel 2020 si prevede il mancato utilizzo di 2,9 miliardi e nel 2021 di 2,6 miliardi”.

Pensioni anticipate ultime novità: le parole di Ghiselli su quota 100

Secondo il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli: ” Con quota 100 siamo di fronte ad un’ulteriore provvedimento a termine, il provvedimento coinvolgerà alcune migliaia di persone ma che lascia del tutto invariate le cose in prospettiva. Altro che abolizione della Legge Fornero”. Da tempo, ricorda il sindacalista, “avevamo chiesto un confronto al governo per affrontare il tema di una vera riforma previdenziale che superasse strutturalmente e definitivamente la legge Monti-Fornero. Purtroppo, invece, si è deciso di intervenire senza ascoltare il sindacato, non accogliendo nessuna delle nostre proposte.”

I dati che però stanno emergendo dimostrano che anche in questo caso le previsioni della Cgil erano fondate e che le risorse impegnate a bilancio saranno utilizzate solo in parte. “Vi è la necessità – conclude Ghiselli -, e vi sono quindi anche le condizioni, per intervenire con altre misure, sulla base delle proposte contenute nella piattaforma che il sindacato unitariamente ha presentato al governo, garantendo una flessibilità in uscita per tutti dopo 62 anni e prevedendo interventi che tengano conto della specifica condizione delle donne, dei lavoratori discontinui e precoci, dei lavoratori gravosi o usuranti e l’introduzione di una pensione contributiva di garanzia per i giovani”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

7 pensieri riguardo “Pensioni anticipate ultime novità oggi: solo metà platea accede a quota 100

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    26 Aprile 2019 in 8:41
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    perche non pubblicate tutti i cmmenti?

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    • Erica Venditti
      26 Aprile 2019 in 14:13
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      Patrizio, collega in ferie e sono centinaia in questi gg, mi dia il tempo, pietà 🙂

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    26 Aprile 2019 in 7:15
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    caro franco giuseppe ,non sei obbligato a fare la quota 100. ma con la fornero non ce niente di meglio . per cui quota 100 e’ una libera scelta.tra l’altro sembra anche meno costosa .non capisco di cosa parlano .non si sta regalando nulla.w quota 100.

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      27 Aprile 2019 in 9:49
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      Gentile Patrizio, certo nessuno è obbligato ad accettare quota 100, c’è libertà di scegliere, ma questo succede per alcuni non per tutti, è questo che rende iniqua e ingiusta questa legge. Prenda il mio caso; a settembre compirò 42 anni di contributi ( non 38 e sono già 4 anni di lavoro in più. Le sembra poco ? ) A me è stata offerta la possibilità di libera scelta ? NO. Mi è’ stata offerta la possibilità eventuale di accettare una penalizzazione ? NO. Ma è informato abbastanza o non ha mai sentito da agenzie specializzate che andare in pensione con 62-38 porta ad una riduzione del reddito mensile di ben il 30% causa i minor contributi versati ? Sa cosa vuol dire ? Che un terzo della cifra della pensione che si sarebbe ottenuto con la pensione di anzianità non c’è più. Su una pensione di 1200, un terzo se ne va e quel reddito scenderebbe a poco più di 800 euro. E’ matematica. Per questo molti non hanno accettato quota 100 e le domande sono di molto inferiori del previsto. Dimenticavo, io sono COSTRETTO ad andare con la Fornero, a me ed a tutti i precoci non hanno regalato nulla, a quelli di quota 100 almeno hanno dato la scelta.

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    25 Aprile 2019 in 6:12
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    Come che non si parla di tutte le domande bloccate nei vari Caf patronato e Inps che non sanno dare una risposta perchi a dei contributi Inps più quelli versati all’estero non c’è direttiva che si può cumulare i contributi per quota 100 grazie

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    • Erica Venditti
      25 Aprile 2019 in 13:09
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      Scriva a Domenico Cosentino in pvt su messanger, é il Presidnete del Patronato Inapi, magari potrà fornirle le giuste indicazioni e monitorare la sua pratica, ni purtoppo possiamo fare poco per lei.

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    25 Aprile 2019 in 0:34
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    In articoli passati avevo paventato questo quasi flop della richiesta di pensionamento. Chi dopo 38 anni di lavoro si vede costretto a decidere se continuare con uno stipendio mensile di 1400 euro o scegliere di andarsene con 1000 euro mensili per il resto della vita. Non tutti possono permetterselo e infatti dicevo che la scelta sarebbe stata accettata solo da chi sta bene già di suo o da chi pensa di avere altri introiti magari in nero. E’ positiva invece per chi il lavoro lo ha perso e non ha più una qualifica che oggi è richiesta. Una legge nata da promesse che hanno abbagliato l’elettorato, una legge non equa e piena di ingiustizie sociali. Loro hanno preso i voti noi pagheremo i danni prodotti. L’ aumento IVA costerà ad ogni famiglia 580 euro annui, le tasse comunali sono in deciso aumento. Come faranno con soli 1000 euro al mese a vivere questi nuovi pensionati? Li vedremo presto alla Caritas ? Era questo che il governo voleva ?

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