Riforma pensioni 2023, e quota 41

Pensioni anticipate ultime novità su quota 41: che fine farà nel 2024?


Da tempo si discute della riforma strutturale delle pensioni, e stando alle ultime novità potrebbe prendere piede nel 2025. Tale iniziativa rappresenta uno degli obiettivi chiave del Governo Meloni, soprattutto dalla Lega di Matteo Salvini in prima linea, che l’aveva promossa come uno dei principali temi durante la campagna elettorale. Sebbene precedentemente rimandata, il 2024 si prevede come l’anno decisivo per la sua attuazione effettiva, con l’obiettivo di farla partire a tutti gli effetti a partire dal prossimo anno. Emerge chiaramente una tendenza a limitare le uscite anticipate e ancora una volta tiene banco la reintroduzione della Quota 41, soprattutto dopo le dichiarazioni di Durigon degli scorsi giorni.

Quota 41 e pensioni anticipate: i piani del Governo per il 2024

La questione ruota costantemente attorno alla carenza di risorse sufficienti per avviare una riforma delle pensioni, nonostante sia stata già delineata a grandi linee dalla maggioranza. Un elemento di grande rilevanza è il ritorno in primo piano della Quota 41, che il Governo ha nuovamente proposto.

In un contesto in cui la maggior parte degli assegni pensionistici futuri seguirà il metodo contributivo, estendere la Quota 41 a tutti non dovrebbe risultare particolarmente oneroso per le finanze statali. È importante ricordare, in questo contesto, che il Governo Meloni ha manifestato l’intenzione di introdurre la Quota 41 senza limiti anagrafici entro la fine della legislatura, sebbene tale prospettiva finora sia rimasta più un’aspirazione che una realtà concreta. Data l’insistenza della Lega su questo punto, è probabile che la questione venga nuovamente affrontata al momento della riapertura del tavolo di confronto con le parti sociali.

Pensioni anticipate e quota 41: la soluzione è il contributivo, alternativa quota 104?

La quota 41, con ogni probabilità seguirà le restrizioni sull’assegno già in atto quest’anno per la proroga di quota 103 (41 anni di contributi e 62 di età anagrafica). Per quota 103, infatti Il calcolo dell’assegno pensionistico avviene esclusivamente mediante il sistema contributivo, comportando un ricalcolo dell’assegno con una tendenza al ribasso. Considerando un periodo contributivo di almeno 41 anni, che rappresenta il requisito minimo, circa un terzo dei versamenti subirebbe una penalizzazione, determinando una riduzione dell’importo della pensione nell’ordine del 15-17%.

Sebbene la situazione possa variare a seconda delle singole circostanze, la convenienza rispetto al 2023 risulta compromessa. Inoltre, si registra un allungamento dei tempi di attesa per l’accesso alla pensione, con una finestra mobile di 7 mesi per i lavoratori del settore privato e 9 mesi per quelli impiegati nel pubblico impiego. Anche l’importo minimo erogabile dall’Inps fino al compimento dei 67 anni di età si abbassa a 4 volte il valore del trattamento minimo, circa 2.270 euro al mese.

Tutte queste restrizioni saranno applicate con ogni probabilità anche ad un eventuale quota 41 per tutti, in caso il Governo decida di realizzarla già il prossimo anno. In alternativa per le pensioni anticipate si potrebbe portare quota 103 a quota 104 (prevedendo come requisiti 63 anni d’età e 41 di versamenti), come è già comparsa nelle bozze della scorsa manovra. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

48 commenti su “Pensioni anticipate ultime novità su quota 41: che fine farà nel 2024?

  1. Abbiamo pochi strumenti per farci sentire ma quello che ha più efficacia è il voto.
    Ricordiamoci delle false promesse elettorali quando sarà il momento di votare.
    Mai più la mia preferenza a chi ci ha fregato… senza se e senza ma!

  2. Articoli

    Certi articoli sono solo fuorvianti e certi commenti fanno solo il gioco di chi vuole seminare sconforto e preparare il terreno politico a soluzioni magari inconsistenti o inadeguate, ma che passeranno come un sollievo, per averci fatto scampare cose peggiori, come le tanto pubblicizzate misure che stanno girando, al punti di farci desiderare l’odiata legge Fornero. Il solito trucco.
    Cosa c’è di nuovo e concreto in tutte queste chiacchiere su quota 41 e sistema contributivo ? Niente di nuovo. Solo proclami pre elezioni, interviste velleitarie dei soliti politici inaffidabili o le esternazioni generaliste e scontate del governo . Fatti per ora zero e contesto economico sfavorevole a qualsiasi superamento della Fornero.
    Sono anni che ci propinano le solite balle e anche giornali non sanno più che cosa inventarsi pur di scrivere qualcosa. Che tristezza di paese.

    1. Luke aspettiamo un suo elaborato da pubblicare affinché non sia più tediato dai nostri. Purtroppo noi ci occupiamo di informazione non ci viene in mente un articolo differente.

    2. caro Luke, non sono mica proclami pre elettorali; è la cruda realtà; ti stanno semplicemente dicendo come è la situazione; certamente non fa piacere ma questo è; il loro scopo è chiaro: legge fornero e quasi nulla, che ci piaccia o no; saluti a te e ai gestori del sito

  3. Non ho capito. Siccome in futuro tutte le pensioni avranno una base di calcolo esclusivamente contributiva non dovrebbe essere un problema fare da subito quota 41 per cui da subito la facciamo tutta contributiva con una penalizzazione degli assegni del 15÷17%????
    Francamente non riesco a seguire, e preferisco non seguire, la logica del ragionamento. A chi e cosa si cerca di tirare la fuga e perchè? Comunque sia, prendendo per buona la percentuale ipotizzata di penalizzazione, a me risulta più alta, un assegno da 1.200,00 ÷ 1.300,00 €/mese, dopo questa quota 41 senza penalizzazioni come promesso, può regredire a 996,00÷1.105,00 €/mese. Il tutto a beneficio dell’equilibrio dell’erario.
    Ometto i commenti sulla sostenibilità della vita in presenza di assegni simili, sostenibilità ben nota a tutti tanto che potendo sia politici che lavoratori pubblici e privati fanno carte vere e false per avere ben altre entrate, ma direi che la sostenibilità dell’erario, doverosa, viene caricata tutta su malati e pensionati pur essendo invece un problema che coinvolge tutto lo stato nel suo insieme e nelle sue categorie, categorie tutte interessate dagli effetti della piramide demografica ad esempio.
    Quali altre strade? Nell’ultima intervista Valdis Dombrovskis, presidente della commissione europea dal 2014, oltre a rilevare l’inadeguatezza ai parametri europei del bilancio italiano, sollecitato dall’intervistatore, sottolineava come non è possibile all’europa dire ad un paese membro come spendere i soldi per cui, in presenza di sforamenti dei parametri l’unica cosa possibile è dire di contenere le spese più rilevanti. Quindi, dopo inutili quanto faraonici sprechi in cassa per il mezzogiorno, pensioni baby, cattedrali nel deserto varie pagate e mai finite ecc. mi aspetto che le pensioni, il cui costo contiene una quota rilevante di assistenza, non siano l’ennesimo caso in cui, in onore a sacrosanti principi si fa pagare dolorosamente il conto a chi con una vita di lavoro ha contribuito a contenere i danni.

  4. Ci hanno cambiato in continuazione le regole non abbiamo riscattato la laurea, non serviva, non abbiamo fatto una pensione integrativa, non serviva, non ci hanno permesso di programmare il nostro futuro ed ora ci vogliono portare alla soglia della povertà.
    Siamo gli ultimi nel sistema misto e non chiediamo di andare in pensione a 50-60 anni, come tanti altri, che si riempiono la bocca di raccomandazioni e previsioni, mentre stanno percependo pensioni alte, da anni, senza averle versate.
    Perché siamo sempre noi quelli che devono pagare? non sarebbe giusto in un paese equo che ognuno facesse la sua parte? vedi parlamentari, chi sta percependo pensioni dall’età di 50 anni, chi percepisce somme esagerate e mai completamente versate
    Siamo stanche, non tutti arrivano dopo i 60 anni in salute, è necessario avere la possibilità di scegliere se fermarsi o continuare in base alle proprie forze. Si, ci sono anche persone che desidererebbero continuare a lavorare ma a 67 anni sono obbligati a lasciare il lavoro, perché non farli proseguire?
    Proprio perché ci hanno cambiato le regole in corso, non possono mandarci in pensione solo con il sistema contributivo e applicare in continuazione penalizzazioni. Abbiamo visto un anno fa i nostri quasi coetanei andare in pensione all’età di 62 anni e con 38 di contributi. Dove sta l’equità sociale.
    Cambiano di tutto sulla nostra pelle e noi subiamo in silenzio, le altre forze politiche all’opposizione cosa fanno, cosa pensano? i sindacati cosa stanno facendo?

    1. Cara Roberta, te l’ho già detto in un’altra occasione ma non mi ricordo se è uscita o meno; chi ti ha detto che non serviva riscattare l’università e chi ti ha detto che non serviva farsi una pensione integrativa; parliamo dell’università: a fine anni 80 mi dissero: attenzione: riscatta l’isef; ti costerà ma se fai la domanda adesso ti costa poco, se la fai tra 20 anni ti costa un occhio della testa (conta il momento della domanda); dopo la batosta del 1995 con il sistema contributivo e la salvaguardia di coloro che avevano 18 anni di contributi ci dissero: vi hanno buttato a mare; ricordo che calcolai un 63% dell’ultimo stipendio per cui dovetti per forza farmi la pensione integrativa; solo grazie a quella ho potuto terminare prima anche se vista l’aria che tira sarà complicato; saluti a te e ai gestori del sito

    1. Credo che la Giorgia nazionale debba cambiare i suoi responsabili alla comunicazione perchè non riescono a capire e spiegare bene l’impatto di questa pace contributiva che risulta una contemporanea e automatica dichiarazione di ostilità a chi abitualmente paga esaustivamente le tasse.
      Ad esempio, in una recente conferenza stampa, sollecitata in proposito, ha detto che la suddetta pace è in linea con il tanto declamato principio di non disturbare chi mostra voglia di fare. Benessum!!!! (non è latino ma dialetto romagnolo). In molti hanno rilevato che la voglia di fare l’hanno anche una marea di ladruncoli che periodicamente attentano all’integrità fisica dei serramenti delle nostre case. Magari, meno evoluti, non sono in grado di rubare alla collettività per cui si accontentano, ma hanno sicuramente voglia di fare. Considerato il contesto il paragone non è eccessivo e l’uso del sacrosanto principio per uno stato di diritto è distorto.

  5. OCSE , cioè quell’organizzazione i cui funzionari vanno in pensione a 59 anni dopo aver preso, rubato, stipendi esentasse per anni!

  6. Se l’Italia fosse una Nazione sovrana e non una colonia governata da governi illegittimi e collaborazionisti, l’ocse si prenderebbe un sonoro vaffa seguito da fragorosa pernacchia! Maledetti bastardi

  7. Unica soluzione da 62 anni liberi di scegliere, o continuare o smettere senza paletti di nessun genere se non 35 anni.

  8. Intanto lasciano al Signor Durigon a mettere la faccia per sbandierare quota 41 contributiva!!!!! E gli Altri cosa dicono … Niente di Niente.
    Aspetto le votazioni carissimo Salvini, dopo quota 100 siamo arrivati a quota 103,90 tutta contributiva. Un bel salto ma all’indietro!!!

  9. Quota 41 solo contributiva, come opzione volontaria all’anticipata Fornero “mista” (42+10) è poco incentivante e molto demagogica (utile solo alla propaganda), ma a qualcuno potrebbe anche andare bene. Ma se questa fosse proposta “ in sostituzione” della Fornero, sarebbe una tale porcata da gridare vendetta e imbracciare i forconi e correre a Roma …

    1. e sara’ cosi’ come scrivi…..alle lega solo il nome Fornero ,mette ribrezzo ,anche se a questo punto le porcate fatte da Salvini e soci sono peggiorative della Fornero.

  10. Sarebbe interessante conoscere che fine faranno le finestre e l’aggancio automatico all’aspettativa di vita, queste vessazioni sono sinceramente intollerabili e vanno eliminate senza ma e senza se.
    E’ ridicolo ad esempio dire abbiamo fatto quota 41 e poi però c’è una finestra di 6 mesi, allora non hai fatto quota 41 ma hai fatto quota 41,5, sarebbe ora di smetterla di prendere per il c@@o i lavoratori che per diverse decine di anni si sono recati sul posto di lavoro a faticare.
    E’ altresì oltraggioso il meccanismo dell’aspettativa di vita, perché se mai dal 2025 ci sarà quota 41, ora del 2035 sarà diventata quota 43, allora non è più una quota 41 ma l’ennesima presa in giro soprattutto quando la liquidazione è calcolata col sistema contributivo che ha già nel coefficiente di trasformazione è insito questo meccanismo.
    Ad esempio un lavoratore che nel 2010 lasciava il lavoro a 57 anni con 41 di versamenti contributivi che hanno prodotto un montante di 500.000€ avrà avuto una pensione annua di € (500.000*4,720%) = 23.600 perchè allora l’ISTAT ipotizzava una vita residua di 21,2 anni, oggi a parità di montante l’importo sarebbe di € (500.000*4,270%) = 21.350 in quanto la vita residua è salita a 23,4 anni.
    Per quanto riguarda il blocco a 4 volte il trattamento minimo cioè 2270€ al mese secondo me è un falso problema perché per arrivare ad un montante così alto da generare quell’importo significa che un lavoratore abbia avuto uno stipendio medio di circa 50.000€ lordi all’anno per 40 anni, quindi almeno il 90% dei lavoratori non vedrà mai una simile cifra e quindi non vedrà nessuna decurtazione prima dei 67 anni,

    1. Tutto vero, purtroppo abbiamo a che fare con farabutti patentati, ai quali nulla importa dei cittadini, sono lì per obbedire a chi sappiamo e nel frattempo, totalmente impuniti, fare i loro interessi e quelli della Cechia di famigli che li circonda.

    2. Salve, nel 30 Giugno 2025 farò 62 anni con 41 anni abbondanti di contributi per avere quota 103, se poi a fine anno decidono di passare a quota 104, ma quando andrò in pensione se ogni anno aumentano?

      1. caro Adriano, la matematica non è un’opinione; facciamo 2 calcoli; nel 2026 con il tutto contributivo oppure nel 2027 con la legge fornero; questa è la mia previsione; magari mi sbagliassi in positivo; forza e coraggio; saluti a te e ai gestori del sito

    3. caro Emilio, vedo che con i numeri ci sai fare; tutte queste misure che fanno (blocco a 4 volte la minima, il tutto contributivo, l’aumento delle finestre) ha uno scopo: fare in modo che la gente al 99,99% non vada in pensione prima dei requisiti Fornero; tutti i soldi del pnrr te li danno a patto che non si usino per le pensioni; chi comanda ragiona così: visto il debito pubblico, viste le poche nascite, visto l’invecchiamento della popolazione la soluzione per loro è semplice: non facciamo andare in pensione la gente prima di una tarda età; giocano sul fatto che la gente muoia sul posto di lavoro o che si goda la pensione per pochissimi anni; poveri noi, in che mani siamo; saluti a te e ai gestori del sito

  11. Abito in Abruzzo ed il prossimo anno dovrei andare in pensione con la Fornero, a breve ci saranno le elezioni regionali, visto quello che propone la Lega ( tutto contributivo) il pacchetto di voti della mia famiglia ( una decina di voti)sarà dirottato alla altra coalizione.

  12. Ho l’ impressione che vogliono creare un esercito di futuri pensionati poveri…per poi continuare coi lavoretti a nero per arrotondare???!!! Genteeee..dove sieteeee

  13. Quota 41 solo contributivo non vale un fico secco Salvini Durigon Meloni possono tenersela per loro a noi lavoratori non serve. Potrebbero invece abbassare l’età di vecchiaia da 67 a 65 anni.

  14. Buongiorno! Penso che il Governo Italiano, per quanto riguarda le pensioni, debba abolire le misure restrittive. Ringrazio tutti immensamente.

  15. 41 e’ un limite enorme.Se poi è tutto contributivo credo ci resti solo da piangere.Da me il voto non lo avranno mai.Fac59

  16. una volta 40 era il massimo; adesso 40 non basta per niente; al di là che se anche mettessero 40 tutto contributivo se lo tengano pure; il loro scopo è fregare alla gente gli anni di retributivo; poveri noi, in che mani siamo; saluti ai gestori del sito

  17. Di fronte alla situazione che si è venuta a creare in campo previdenziale, soprattutto nelle ultime settimane, ogni considerazione è purtroppo vana, forse soltanto un Nostradamus in forma potrebbe profetizzare quali sconcezze ci aspettano!

  18. Ma che dobbiamo commentare, oggi l’OCSE ha fatto calare il sipario sulle pensioni anticipate. Noi nati negli anni ’60 siamo destinati ad andare in pensione quando Dio vorrà, da tempo mi sento di dire che la pensione non la vedrò. Una profonda ingiustizia, paghiamo per gli sperperi di tanto tempo fa, quando in pensione si andava già a 40 anni. L’ Italia è il Paese delle enormi disuguaglianze.

    1. guarda la sottigliezza di questi signori dell’ocse; praticamente la Meloni ha massacrato le pensioni anticipate con il tutto contributivo e devi pure avere 62 anni e 41 di contributi; a questi dell’ocse non gli basta: per loro, pur se tutto contributivo, un margine c’è se una persona vuole andare in pensione; e allora cosa dicono: eliminare totalmente le pensioni anticipate; in che mani siamo; poveri noi; saluti a te e ai gestori del sito

  19. Temo che la tanto promessa “QUOTA 41 x tutti senza paletti”, sia tornata in auge, in virtù delle elezioni europee… della serie “Promettiamo quota 41,così il popolo di pecoroni, ci vota”.
    l’UE non vuole farci andare in pensione; il “popolo non è sovrano” e sono convinto che mantenere in vigore la legge Fornero sia l’obbiettivo principale, ma che presto verrà addirittura peggiorata.
    Naturalmente Salvini, Meloni, Durigon, Giorgetti e soprattutto la pseudo opposizione: Schlein, Landini e combriccola, siano tutti d’accordo: eseguire pedissequamente gli ordini impartiti dalla Von Der Leyen e dalla “simpaticona” Lagarde.
    La vedo dura; e come il titolo del famoso film di Massimo Troisi e Roberto Benigni … “NON CI RESTA CHE PIANGERE” … o ribellarci

    1. Gentile Marco B, non è la prima volta che scrive commenti di questo tipo. Le vorrei rammentare che la sx, da quando è nata la Fornero nel 2011, non l’ha mai rinnegata, ritenendola l’unica possibilità per tenere i conti previdenziali in equilibrio. Sono altri che per motivi elettorali hanno promesso di cancellarla, ma la legge Fornero è ancora tra noi viva e vegeta. Se oggi stanno progettando addirittura di peggiorarla è perchè in questi anni, qualche idiota, ha pensato bene di affossare ulteriormente i conti dell’Istituto di Previdenza, con norme e quote che hanno dissanguato le casse dell’INPS. Lo dico io ? NO ! Lo ha detto Giorgetti: ” La quota 100 è stato un salasso per le casse dell’ente “. 23 miliardi di spesa per anticipare di 5 anni solo a qualcuno, una legge non per tutti. Infatti oggi, qualcuno andrà in pensione con 41 invece che con 38 e prenderà meno di un quota 100. Avrà lavorato di più, avrà versato più contributi, ma prenderà un assegno inferiore. Quindi per favore la smetta di incolpare quei partiti che nulla hanno a che fare con il caos odierno. Se non se ne è accorto, ormai qui sul sito, tutti sperano che non venga peggiorata la Fornero. Stiamo correndo il rischio che aumentino ancora gli anni di lavoro e di ricevere un assegno tutto contributivo, che vuol dire in soldoni, 200-300 euro in meno. Quando capirete che è stata la quota 100 a rovinare il sistema, forse capirete anche con chi prendervela. Se molti di voi la pensione la vedono allontanarsi ogni anno di più con l’aggravante di una diminuzione dell’assegno, chiedete pure conto a Salvini e Durigon. E finitela con queste colpe ai sindacati, alla sx, all’europa, all’ocse e via dicendo.

      1. gentilissimo Franco Giuseppe,che ci si metta pure a difendere una sinistra che quando aveva in mano il potere con i suoi sindacati politicizzati ,spariti nel nulla per decenni e riapparsi solo ora per non combinare una mazza,periodo che ha visto peggiorare sensibilmente le condizioni di lavoratori e pensionati per inefficienza dei politici in carica e sindacati conniventi, mi pare alquanto singolare….poi uno voti quello che gli pare,ma se le destre stanno facendo le loro porcate, le sinistre gli hanno dato una bella mano negli anni passati. buon proseguimento….

        1. Caro seba, io non difendo la sx intesa come PD, inoltre voto altro partito. Ho semplicemente ricordato che il PD non ha mai promesso nulla sulle pensioni prima delle elezioni per acchiappare voti dai creduloni, ritenendo che la legge Fornero fosse adeguata alle circostanze economiche e sociali che stiamo vivendo. Penso che anche tutti i sindacati avessero ben presente la disastrosa situazione del 2011 e spero che anche tutti noi sappiamo cosa ha subito la Grecia, dove ci sono stati tagli indiscriminati di stipendi statali e pensioni passate e future anche del 30%. Sono andato in pensione con la legge Fornero, quindi l’ho subita anch’io con un aumento di 3 anni rispetto alla Sacconi-Brunetta. A me non piace essere preso per i fondelli e preferisco di gran lunga chi non mente. Non so se lei è già in pensione, ma si ricordi che la sx non le ha mai mentito per rubarle il voto e se un domani dovesse subire il tutto contributivo, magari una passeggiata sotto casa di Salvini potrebbe anche farla. Saluti.

  20. Mi sembra che dopo 42 anni di lavoro sia giusto andare in pensione. Ma non corretto la decurtazione se non si hanno 67 anni cioè se è anticipata.ma la colpa è di aver cominciato da giovani??19 anni e non 30 come i giovani d oggi che per motivi di studio incominciano più tardi

  21. Una quota 41 con queste fattezze, è un lusso che si possono permettere in pochi, per la stragrande maggioranza delle persone significa un assegno poco più alto di 1000 euro.
    Di fatto sarà una scelta che prenderanno quasi esclusivamentele persone con redditi alti.
    Personalmente non la prendero’ mai in considerazione, 250 euro di differenza con l’anticipata Fornero e oltre 300 con la vecchiaia dopo qualche anno è ciò che passa dall’indigenza al minimo di decoro.

    1. Da decenni una laurea non garantisce più, in questo sfortunato paese, la sicurezza di un posto di lavoro qualificato, impiegatizio o dirigenziale, con la conseguenza che molti si sono dovuti accontentare di un lavoro poco remunerativo per portare la pagnotta a casa. Questo ha comportato anche l’impossibilità economica di riscattarsi gli anni di laurea faticosamente conquistata. Altri con redditi migliori lo hanno fatto e grazie anche a queste quote favorevoli sono andati in pensione stra-anticipata. I redditi alti hanno sicuramente avuto meno disagio a scegliersi le quote. Se poi aggiungiamo che hanno usufruito anche degli anni di retributivo, il vantaggio è stato enorme. Chi oggi opta per uscire con la quota 103,6/9, tutta contributiva prenderà un assegno di molto inferiore. Gli ultimi 5 anni sono stati un disastro economico e intellettuale. Per chiedere informazioni su questo disastro ……….. citofonare alla coppia Salvini-Durigon.

  22. Bee oggi l’OCSE ha pubblicato il suo pensiero;basta forme anticipate (tipo quota 100) lasciare la legge Fornero così come e tassare di più le pensioni più alte.
    Caro Durigon non ti lasceranno mai e poi mai a togliere la Fornero,tanto fumo e niente arrosto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su