Pensioni anticipate ultime oggi 11 gennaio: il NO della CGIL a quota 102

Nei giorni scorsi sulla riforma delle pensioni da più parti è arrvata la proposta di una quota 102 per modificare la legge Fornero una volta giunta a conclusione la sperimentazione di quota 100 che si concluderà nel 2021. A questa proposta rispondono i sindacati, che tramite un comunicato stampa fanno sapere di non essere d’accordo con la quota 102. Ecco le parole di Roberto Ghiselli, segretario confederale CGIL

Ultime novità Pensioni anticipate, Ghiselli su quota 102

Come si legge sul sito Rassegna.it, Ghiselli spiega che “Le ipotesi di riforma previdenziale che prevedono l’obbligo di avere un numero alto di contributi non possono essere accettate, come quella definita quota 102, con 64 anni di età e 38 di contributi, ancor peggio se accompagnate dal ricalcolo contributivo di tutta la carriera lavorativa. Interventi simili non consentirebbero l’accesso alla pensione anticipata alla maggior parte delle persone, in particolare quelle più deboli sul mercato del lavoro, a partire da giovani e donne”.

“Qualunque ipotesi di uscita anticipata, che per noi deve essere possibile dai 62 anni – sottolinea il dirigente sindacale – deve vedere un requisito contributivo che non superi i 20 anni e deve valorizzare previdenzialmente i periodi di lavoro discontinuo, povero, gravoso o di cura. Solo in questo modo si può parlare alla reale platea del mondo del lavoro, quella di oggi e ancor più quella di domani, oltre a garantire l’uscita con 41 anni di contributi a prescindere dall’età”.

“È quindi importante – conclude il segretario confederale – aprire immediatamente il tavolo tra governo e sindacati sulla previdenza, che riteniamo debba partire dai contenuti della piattaforma unitaria che il sindacato da tempo ha presentato all’esecutivo”.

Pensioni anticipate ultime news di oggi 11 gennaio dal sindacato di Polizia

Prima di lasciarvi, vi riportiamo le parole di Antonio de Lieto, Segretario generale del Libero Sindacato di Polizia, che evidenzia”E’ sotto gli occhi di tutti la crescente povertà dei pensionati, il crescente disagio di tutte le persone non autosufficienti che sono sempre più dimenticate dalle Istituzioni, da subito necessitano politiche sociali che sappiano affrontare i reali problemi della gente. I pensionati non sono dei ‘rami secchi’ e non pesano sulle spalle di nessuno, ricevono, solo in parte, quello che hanno versato in anni di pesante contribuzione”.

Antonio de Lieto prosegue: “Da troppo tempo i pensionati sono dimenticati da tutti i Governi che si sono succeduti, forse perché non sono in grado di scioperare, di bloccare servizi ecc. ecc. E’ indispensabile un’inversione di rotta, le ragioni dei pensionati devono essere tenute nella dovuta considerazione. Non è credibile che da oltre 20 anni i pensionati non abbiano un aumento vero delle loro pensioni, troppe volte misere, inadeguate, insufficienti”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

7 pensieri riguardo “Pensioni anticipate ultime oggi 11 gennaio: il NO della CGIL a quota 102

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    12 Gennaio 2020 in 17:02
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    Io lascerei quota 100 com e’ ora solo per disoccupati , lavori usuranti e categorie disagiate .
    Poi per chi lavora lascerei quota 100 con il calcolo contributivo .
    Se conviene è ancora lavoro né approfitto altrimenti aspetto .

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    12 Gennaio 2020 in 9:52
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    LA PROPOSTA DI BRAMBILLA E’ INACCETTABILE E VA RISPEDITA AL MITTENTE SENZA SE E SENZA MA.
    NON SI CAMBIANO LE REGOLE QUANDO IL GIOCO E’ GIA’ IN CORSO. CHI HA INIZIATO A LAVORARE PRIMA DEL 1996 HA IL DIRITTO DI VEDERSI RICONOSCIUTA LA FUTURA PENSIONE CON IL METODO MISTO/RETRIBUTIVO QUESTO E’ QUANTO DICE LA LEGGE, BRAMBILLA SE NE FACCIA UNA RAGIONE. RITENGO MOLTO PIU’ RAGIONEVOLE LA PROPOSTA DI DAMIANO CHE ANCORA GIACE IN PARLAMENTO RIGUARDO LA POSSIBILITA’ DI ANDARE IN PENSIONE ALL’ETA’ DI 62 ANNI, ( E NON 63 COME QUALCUNO STA’ GIA IPOTIZANDO) PER TUTTI COLORO CHE SOSTENGONO L’INNALZAMENTO DELL’ETA’ PENSIONABILE A 64 ANNI RIFLETTANO SU QUANTO E’ ACCADUTO 24 ORE FA IN FRANCIA

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    12 Gennaio 2020 in 8:27
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    In pensione dopo 40/41 anni di lavoro per i lavoratori privati e`gia`usurante nbbastanza per una persona… Perche’ chi ne ha 38 puo’andare con la quota 100 e con 41 no!!

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      15 Gennaio 2020 in 17:28
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      Perché chi va in pensione con quota 100 è anagraficamente più anziano

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    11 Gennaio 2020 in 21:01
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    Siamo alle solite, chi decide sulle pensionii nono ha mai lavorato quindi non capisce cosa vuol dire lavorare 41 anni. Se poi è donna ed ha iniziato a 15 anni a lavorare. Possibile che nessuno Capisca che non si può mettere due paletti Sia l’età, che i contributi. Questo non può andare specialmente per quei Fortunati che a 15 anni erano già stanchi di lavorare. Possibile che non ci siano Agevolazioni di uscita per questione operai Precoci. Non basta essere Precoci, senza altri paletti. Bastano 40 anni, non 41. State esagerando. Poi ci sono quelli che con 20 anni di contributi possono accedere alla pensione. Vi sembra normale. Per me assolutamente NO

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      12 Gennaio 2020 in 18:12
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      Io direi che è ora che i lavoratori precoci inizino a farsi sentire veramente, manovre sempre più restrittive e conoscono solamente un posto dove andare a prendere i soldi, le tasche di chi lavora da anni.
      Quota 41 promessa e mai fatta e se la faranno magari con altre restrizioni e pensioni sempre più magre.
      Facciamoci rispettare, facciamo quello che fanno in Francia. Basta non se ne po’ più!!!

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      13 Gennaio 2020 in 20:33
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      D’accordo con lei sig.Cecco..sono donna precoce…per noi arrivare a 41 anni e 10 mesi e vedere altri che vanno in pensione prima è inaccettabile…il fisico e la mente si logora a prescindere dall’età..

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