Pensioni anticipate, ultime oggi 16 gennaio dai Sindacati: 41 anni devono bastare

Pensioni anticipate, ultime oggi 16 gennaio dai Sindacati: 41 anni devono bastare

In attesa del confronto sul tema delle pensioni anticipate che Governo e parti sociali avranno il 27 di questo mese, anche oggi 16 gennaio arrivano nuove richieste da parte dei sindacati per le pensioni di donne, precoci, esodati e quota 41. Vediamo le parole di Domenico Proietti segretario confederale della Uil su questi argomenti, ricordandovi che proprio ieri sul nostro sito abbiamo pubblicato un intervista esclusiva a Ghiselli, segretario confederale della CGIl.

Pensioni oggi 16 gennaio 2020: le parole di Domenico Proietti

In un intervista a Tiscali notizie, Proietti ribadisce molti concetti espressi anche nella nostra intervista al segretario Uil e ribadisce ancora una volta il no secco alla quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi): “Non condividiamo questa ipotesi. Pensiamo che dopo Ape sociale e Quota 100, che hanno reintrodotto elementi di flessibilità per l’accesso alla pensione, occorra definire un pacchetto più complessivo per una flessibilità di accesso più diffusa. Quota 100 ha dato risposta a tanti lavoratori, tuttavia resta un ambo secco, perché si può fruirne solo con 62 anni di età e 38 di contributi. Se hai 63 anni e 37 di contributi non ci vai. Lo strumento crea dunque diseguaglianze nel mondo del lavoro. Una flessibilità più diffusa, partendo dai 62-63 anni, caratterizza tutta l’Europa, dove la media d’accesso è 63 anni. Flessibilità diffusa e volontarietà sono le nostre parole d’ordine”.

Poi sul delicato tema delle pensioni per i giovani dice: “Noi abbiamo molto a cuore il tema delle future pensioni dei giovani, non è vero che i sindacati pensano solo ai pensionati e a chi ha l’occupazione. Abbiamo a cuore fondamentalmente le prospettive future del Paese e quindi dei giovani. Per questo abbiamo avanzato proposte per un intervento di contribuzione figurativa per loro che copra i buchi derivanti dalla precarietà dei rapporti di lavoro di questi anni”.

Proietti e le proposte dei sindacati per Donne, esodati e quota 41

Secondo i sindacati ci sono categorie su cui bisogna intervenire il più presto possibile, come ad esempio le donne, che ricorda Proietti, “Nel nostro sistema previdenziale continuano ad essere i soggetti più penalizzati. Noi proponiamo di valorizzare, ai fini della contribuzione, il lavoro di cura e la maternità. Abbiamo proposte precise in merito”. Così come: “Bisogna completare la vicenda degli esodati mettendovi positivamente fine. Sono rimaste poche migliaia di persone e va completata la salvaguardia”.

Infine sui lavoratori precoci e su chi chiede quota 41 per uscire dal mondo del lavoro Proietti spiega: “C’è infine, non ultimo per importanza, il tema dei 41 anni di contribuzione. E’ veramente assurdo che una persona con 41 anni di contributi non possa andare in pensione, a prescindere dall’età. E’ un argomento oltremodo delicato riguardante settori lavorativi molto delicati e bisogna affrontarlo per dargli una risposta adeguata”.

Furlan su Pensioni: ‘Troppe Iniquità e divari nel sistema previdenziale’

Oltre a Proietti, ha parlato anche la Segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan, che in una nota ha spiegato come serva un Confronto con il Governo e che vada aperto un “Tavolo serio e che dovrà riprendere anche provvedimenti dell’ex governo Gentiloni, come l’ape sociale, da rendere strutturale, l’individuazione dei lavori usuranti, la separazione dalla assistenza alla presidenza, alla pensione di garanzia per i giovani e il riconoscimento di almeno un anno di contributi per figlio alle donne. Se noi banalizziamo un atto di riforma così importante, dando un po’ di numeri su come cambiare quota 100, vuol dire che non si sono capite le priorità del paese”.

Su Twitter poi, Furlan ha scritto poche ore fa: “Dall’Istat oggi un quadro allarmante: troppe iniquità e troppi divari tra nord- sud anche nel sistema previdenziale. Un pensionato su tre vive con 1000 euro al mese. Molti non superano i 500 euro. Le donne sono penalizzate per la loro carriera discontinua. Intervenire è un dovere morale e sociale“.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

9 pensieri su “Pensioni anticipate, ultime oggi 16 gennaio dai Sindacati: 41 anni devono bastare

  1. Buonasera, si, concordo, potrebbero anche fare per prendere voti la quota 41!!!!! Ma come? Una forte penalizzazione del tipo opzione donne per tutti!!!!!

  2. Io direi 40 anni per le donne e max 41 per gli uomini ,sono non sufficienti ,ma una esagerazione .Ci sono troppe disuguaglianze ,chi ci puo’ andare con 20 anni ,chi con 30 ,molti con 35,ecc ecc .Poi qualcuno mette i paletti dell’eta’ ,o non capisce un c.zz. ,oppure e’ meglio che stia zitto .I famosi Precoci con 64 anni di eta’ ,vengono a maturare 44/45 anni di contributi ,ma siete fuori .Anzi gli si potrebbe riconoscere gli anni lavorati prima dei 20 anni di eta’.A mio parere ci si va a 40 le donne ,e 41 gli uomini ,senza considerare l’eta’.I nostri Politici non devono piu’ avere tutti quei Privilegi,dai vitalizi ,ai 2 /3 stipendi piu’ anche 2/3 pensioni ,perche’ hanno avuto piu’ di un incarico istituzionale .Spero che prima o poi gli ITALIANI inizino ad andare a protestare in piazza queste pazzie POLITICHE.Buona giornata

  3. Dicono che il problema non sono gli anziani.. ma dare lavoro ai giovani.. giusto… Allora mandateci in pensione 41 anni Sono una vita.. Basta parole vi vogliono i fatti

  4. Credo che la parte politica che abolira qiuota 100 è destinato solo a fallire in questo paese non hanno ancora capito che dopo 40 anni di lavoro uno ha sacrosanto diritto ad andare in pensione e non parlate di solo di mestieri usuranti il fisico invecchia anche per chi lavora nei servizi. Si parla tanto di aumento costante degli infortuni sul lavoro andate a vedere le statistiche e vi accorgerete che i lavoratori over 50 sono I più soggetti a infortuni gravi e gravissimi

  5. Come faccio ad andare in pensione se ogni anno mi diminuiscono le ore e prendono le ferie 2x volta x far combaciare le mie 5io lavoro nelle scuole contratto 12 ma va a finire che il mese di agosto mi mettono in prn e capita che non sto veste dunque malattia da 35 ne ho 33e qualche mese aiutatemi

  6. Dopo aver lavorato per 41 anni credo che sia giusto per una donna andare in pensione. Una donna dopo 41 anni che ha fatto doppio lavoro, casalinga e lovoro, ormai è stanca e certamente non rende e non ha più la pazienza. Si è parlato tanto di lavoro gravoso per non avere niente come agevolazione

  7. Oooohhh, l’avete capito finalmente che 41 anni bastano (sono anche troppi, ma vabbé…).
    Adesso non lasciamoci fregare dalla concessione dei 41 anni e poi ti stangano con una penalizzazione che diventa in pratica impossibile accedere alla pensione anticipata.

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