Pensioni anticipate, ultime oggi 18/6: tutti concordi con Anief Q41, 100 no paletti

Le ultime novità sulle pensioni anticipate 2018 al 18 giungo concernono le ultime dichiarazioni di Pacifico, presidente Anief,  che trovano totale accoglimento da parte dei precoci e delle donne, le risorse, ha detto, vanno trovate prima di subito e le misure promesse in campagna elettorale, proroga opzione donna e quota 100 e 41 senza paletti vanno mantenute.  Le considerazioni dei nostri lettori

Pensioni 2018, quota 100 e 41 senza paletti subito

Carlo a commento del nostro precedente articolo in cui citavamo le opinioni di Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato, e anche segretario confederale Cisal, scrive: “Sono assolutamente d’accordo con Pacifico: nessun paletto a quota 100 né a 41 anni di contributi. Anzi aggiungo, rivolgendomi al prof. Brambilla,  i cosiddetti contributi figurativi sono relativi di solitohttps://www.pensionipertutti.it/pensioni-anticipate-2018-ultimissime-oggi-17-6-anief-su-quota-100-e-41 agli anni in cui le aziende o si devono riprendere, e perciò fanno ricorso alla Cig, oppure sono periodi di disoccupazione . Secondo Brambilla sono situazioni cercate dai lavoratori o sono imposte dagli imprenditori?”

Poi prosegue: “Se mettono i paletti alla riforma delle pensioni vuol dire che la Lega è rimasta sempre la stessa, agevola il nord a scapito dei lavoratori del sud che come noto hanno di solito contribuzioni discontinue. Il sottoscritto ha 62 anni d’età e 41,6 di contributi. Mi dicano Salvini e Di Maio, perché devo stare altri due anni disoccupato e senza alcun reddito, visto che supero abbondantemente quota 100 e i 41 anni di contributi? Lascino allora tutto com’è, così l’anno prossimo vado in pensione con l’ape social e guadagno un anno. Se invece vogliono o devono proprio mettere dei paletti, consentano ai disoccupati ultrasessantenni qualche deroga. Perché oggi il vero problema relativo alla disoccupazione è questo: gli ultracinquantenni usciti dal lavoro  non rientreranno mai più”.

Anche Stefano precisa le ragioni del suo voto: “Non capisco perché gente come me deve aspettare 64 anni con 41 anni di contributi (quindi con 105) mentre altri sempre a 64 con 36 anni di contributi (quindi con 100)…. quindi anche se ho contribuito 5 anni in più vengo penalizzato … Io ho dato il voto per quota 100 non per quota 100 ma solo se …. se ….. se …. se …..”

Pensioni quota 100 e 41: contributivo una truffa, meglio la Fornero

Tutti concordi anche sul fatto che non sarebbe corretto limitare gli anni contributivi figurativi, utili a raggiungere quita 100 e 41, a soli 2 anni e sul fatto che l’assegno non debba essere calcolato interamente a contributivo a partire dal 96, perché , per taluni, vorrebbe dire perdere parecchio sull’assegno ultimo: Tiziano, scrive: ” Ho 62 anni e a luglio 2018 faro’42 anni di contributi andrò in pensione a novembre 2019….sentire dire che vogliono calcolare le future pensioni con calcolo contributivo anche per i lavoratori che al 1995 avevano 18 anni di contributo mi fa ‘ dire : Di Maio/ Salvini la legge Fornero è’ meglio di quella che state pensando di fare!!!!!….cosa è’ servito votarvi ?????????

Francesco, aggiunge: “Nessuno sta dicendo niente sul fatto che il governo dopo le promesse vorrebbe calcolare l’assegno pensionistico dal 1-1-1996 a sistema contributivo anziché a retributivo. Se fosse così sarebbe solo una truffa e sarebbe peggiorativa della Legge Fornero. Perciò attenzione, per chi come me, avendo al 31-12-1995 (Legge Dini) 18 anni di contribuzione, quindi fino al 31.12.2011 a sistema retributivo, vorrebbero, poi, calcolargli dal 01-01-1996 tutto a contributivo.”

Pensioni 2018, opzione donna: la proroga venga resa strutturale

Le donne invece non solo confidano che vi sia, come promesso nel contratto di Governo ed in campagna elettorale, la proroga dell’opzione donna, ma che questa venga resa una misura strutturale al fine di non creare nuove discriminazioni, dice Rita.

Spero che opzione donna diventi una legge strutturale, che sia possibile accedervi per tutte le donne, anche quelle che raggiungano i requisiti anagrafici e contributivi negli anni successivi al 2019. Altrimenti rimarrebbe una legge discriminante per coloro che hanno faticato magari a trovare un lavoro negli anni giovanili o hanno avuto lavori precari che hanno lasciato dei penalizzanti vuoti contributivi”

Pensioni anticipate, Lega e M5s, il bivio: lasciamoli lavorare o voto perso?

I Pareri su come il Governo sta affrontando il capitolo pensioni iniziano ad essere contrastanti e si dividono tra chi teme di essere stato preso in giro e chi ancora vorrebbe dare loro una chance, pur con la consapevolezza che non tutto stia andando secondo le promesse iniziali, una sorta di ‘ultima chance’.

Massimo, scrive: Sono d’accordo con quanto sostiene il presidente Pacifico su tutta la linea. Quanto dichiarato e messo per iscritto al punto 17 del contratto di Governo non si presta al minimo dubbio di interpretazione. Così come è stata scritta la quota 100 va intesa senza limitazioni, a meno che non si voglia mettere in discussione la terminologia della lingua italiana.”

Enzo, più ottimista, spera si ravvedano: “Lasciamoli lavorare poi saremo in grado di valutarli , sicuramente non ci piace quota 100 con il paletto dei 64 anni età altra cosa da valutare e quota 41 se vengono decurtati anni di mobilità e di cassa cosa che non è mai dipesa dalla volontà dei lavoratori , sarebbe una nuova ingiustizia peggiore della legge Fornero .Perché porterebbe molti lavoratori precoci e non di versare contributi per più di 43 anni altro che cambiamento. Stiamo a vedere !!!!!”

 

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