Le ultime novità sulle pensioni anticipate oggi 8 maggio giungono da un’interessante intervista che ci ha rilasciato il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti. Ci siamo confrontati con lui per comprendere se i timori dei lavoratori e dei pensionati siano fondati, ossia se l’emergenza Coronavirus abbia davvero posto in secondo piano e in stand-by la riforma previdenziale e soprattutto per comprendere se il confronto che si era avviato tra Governo e sindacato, prima del Covid 19, potrà riprendere e quali saranno le richieste che verranno portate avanti dalla UIl.
Pensioni 2020, la riforma pensioni tornerà ad essere una priorità?
Gentilissimo Domenico Proietti, i lavoratori ed i pensionati sono preoccupati che l’emergenza Covid 19 abbia eliminato dalle priorità del Governo la riforma delle pensioni, é davvero così?
In questi due mesi si è inevitabilmente fermato il confronto con il governo sulla previdenza che si era avviato molto positivamente . Adesso è il momento di riprendere la discussione su due aspetti specifici.
Pensioni 2020: 2 gli aspetti prioritari su cui discutere
Potrebbe dirci a quali aspetti si riferisce nel dettaglio?
Certo, Il primo è quello della flessibilità di accesso alla pensione, la proposta del sindacato è quella di fissare intorno a 62 anni l’età di accesso come avviene nella media europea. Le conseguenze dell’emergenza sanitaria saranno pesantissime sul sistema economico produttivo.
I dati sanitari indicano nelle persone ultra sessantenni le più soggette al virus al punto di fare ipotesi di divieto di farle rientrare al lavoro. La flessibilità diffusa e mirata diventa ora più che mai uno strumento utile per gestire la fase di ricostruzione economica del Paese. Una flessibilità che aiuterebbe anche il sistema produttivo e le imprese. Per questo è importante insidiare quantoprima la commissione sui lavori gravosi che rappresenta uno strumento per definire in quali settori sarà possibile estenderla. Il secondo punto è sostenere le pensioni in essere .
Quale la proposta del sindacato per sostenere i pensionati?
Veniamo da 8 anni di blocco della rivalutazione delle pensioni che hanno indebolito il loro potere di acquisto. La proposta è quella di estendere la famosa quattordicesima alle pensioni fino a 1500 euro. Questa scelta servirebbe a dare più reddito ai pensionati e sostenere i consumi e la domanda interna in una fase di drammatica recessione. Queste due proposte dovrebbero essere attuate subito perché sono utili ad affrontare l’emergenza che stiamo affrontando.
Pensioni anticipate, ecco gli altri interventi necessari
Lei afferma che queste due proposte dovrebbero essere attuate subito per affrontare l’emergenza in atto, tra le righe ci sta dunque dicendo che sarebbero in realtà necessari anche altri interventi, se ho inteso bene, nel caso, quali servirebbero per poter parlare di una riforma completa del sistema previdenziale?
Naturalmente, ha inteso bene, rimarrebbero anche altri temi importanti da affrontare dalle donne ai giovani, dai precoci al rilancio della previdenza complementare . Un intervento immediato deve essere invece fatto, a mio avviso, oltre ai due indicati in precedenza, per completare la salvaguardia degli esodati.
Ringraziamo il segretario confederale della Uil per la sua preziosa disponibilità al confronto e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che é tenuto a citare la fonte.
Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

a voi va bene 62 anni (proposta proietti)?
A me no. Perché sarebbe una quota 105 (altro che quota 100: 5 anni di lavoro in più!!!) ma nemmeno poi diversa dai 43 anni dell’anticipata Fornero.
41 anni di contributi o/e una quota 101/102 vi farebbe schifo?
Sapete quanti diplomati 1979/80 hanno 40 se non 41 anni di contributi e si vedono passare avanti chi ha lavorato meno?
L”impressione forte è di essere fregati ..per non dire peggio
.
buongiorno a tutti, vorrei porre una domanda spero che Erica possa aiutarmi. Fra pochi mesi, esattamente a metà ottobre, compirò 62 anni e ho quasi 41 anni di contributi. Sono nella P.A. e voglio fare domanda per ritirarmi con quota 100. Mi è stato detto che, considerando i sei mesi previsti per chi lavora nel settore pubblico, posso lasciare il lavoro il 1° maggio 2021. Quello che non mi è ancora ben chiaro è quando esattamente devo presentare la domanda di collocamento a riposo x quota 100 alla mia amministrazione, considerando che i sei mesi decorrono dal 1° novembre 2020. Non vorrei sbagliare nei tempi di presentazione e perdere questa opportunità considerando che ho già tanti anni di servizio rispetto ai 38 richiesti. Grazie mille
Gentilissima Paola mi sono interfacciata per lei con il Presidente di Patronato Domenico Cosentino e le ho sintetizzato la sua situazione. Il Presidente mi ha detto che può chiamarlo al suo cell: 333/3796926 al fine di poterle consigliare i tempi corretti . Spero di esserle stata d’aiuto, Faccia pure il mio nome nel corso della chiamata.
A presto, Erica
Grazie mille Erica per il suo aiuto è stata gentilissima. Spero di non disturbare la persona che mi ha indicato, credevo che la mia domanda fosse di ordinaria amministrazione per così dire.
Mi scusi Erica dimenticavo di dirle che ho visto che il Presidente Cosentino si occupa dell’INAPI (Ist. Naz. Ass. Piccoli Imprenditori) ma io faccio parte della pubblica amministrazione e non vorrei fare una chiamata fuori luogo.
Non si preoccupi il presidente é esperto previdenziale e cura ogni pratica. Mi faccia poi sapere. Notte
Preferisco quando si tratta di aspetti tecnici precisi a cui deve seguire una domanda di licenziamento non peccare di superficialità e delegare a chi è più competente di me.
Gent.ma Erica volevo comunicarle che ho parlato col Presidente Cosentino è stato molto cortese e mi ha chiarito i dubbi circa la presentazione della domanda per quota 100 alla mia amministrazione e anche all’INPS. Grazie mille
Benissimo sono molto contenta, se vuole può ora scrivere qui la risposta che credo possa tornare utile a tutti.
Certo. Allora riepilogo brevemente. Io sono una dipendente della P.A. a metà ottobre compirò 62 anni e avrò quasi 41 anni di contributi. Ho chiesto al Presidente del Patronato quando posso fare domanda presso la mia Amministrazione per ritirarmi con quota 100. Mi ha risposto di presentare domanda il giorno dopo il mio compleanno, considerando che i famosi sei mesi di preavviso decorrono esattamente dal primo giorno del mese successivo. Nel mio caso dal 1° novembre 2020. Per cui lavorerò sino al 30 aprile 2021. Mentre per quanto riguarda la comunicazione all’INPS bisogna presentare domanda circa tre mesi prima dalla fine rapporto lavorativo. Nel mio caso specifico a fine gennaio 2021. Spero di essere stata di aiuto.
Grazie infinite PAOLA! 🙂
Si continua ad ignorare chi ha più di 41 anni di servizio e lavora da una vita, è stato e continua ad essere preso in giro da governi e sindacati che continuano per loro comodità a privilegiare l’età anagrafica. I PRECOCI SONO ORA MOLTO POCHI E SONO GLI UNICI A PAGARE mentre la quota 100 vige ancora e umilia chi ha lavorato di più.
Sindacalisti e governanti, ci vediamo alle prossime elezioni!!!
41 anni di contributi sono più che sufficienti per la pendione anticipata + 63 anni per la vecchiaia
La flessibilità dai 62 anni in poi è GIUSTA, OVVIA, SACROSANTA.
Lo era prima del coronavirus figuriamoci dopo il coronavirus e la fragilità degli ultrasessantenni in luoghi di potenziale alto contagio come i luoghi di lavoro.
E’ perfino più giustificata della “quota 41 per tutti” (che pure è giusta), perchè uno che ha cominciato a 16 anni ed arriva ai 41 di contributi a 57 anni, comunque ha 57 anni e mediamente avrà molta più energia di un 62-enne (MOLTA: chi c’è arrivato a quell’età sa che la decrescita di energia dopo i 55 anni GALOPPA e 5 anni sono tanti).
Ma voglio essere chiaro: “quota 41 per tutti” è GIUSTA, solo che NON può essere l’UNICA soluzione (come molti sembrano pensare) perchè copre solo i PRECOCI che hanno avuto una CARRIERA LAVORATIVA COSTANTE: ai NON PRECOCI (es. chi ha fatto l’università) e con BUCHI CONTRIBUTIVI (e in questi decenni di vacche magre e licenziamenti sono tanti) la “quota 41 per tutti” NON INTERESSA, semplicemente perchè NON POSSONO RIENTRARVI. Basta vedere la difficoltà per tanti di arrivare ai 62 anni avendo 38 anni di contributi per poter sfruttare Quota 100.
Per cui ai precoci dico: avete ragione a voler andare in pensione raggiunti i 41, a qualsiasi età. Ma non potete dire che “quota 41 per tutti e abbiamo risolto il problema per tutti”, perchè NON E’ VERO.
La flessibilità a 62 anni, invece, risolve il problema per moltissimi non precoci, quindi va fatta in PARALLELO, e non in alternativa, con la “quota 41 per tutti”.
L’ideale sarebbe: in pensione a qualsiasi età dopo i 62 anni, a scelta del pensionando, senza penalizzazioni e senza minimi di anni di contribuzione. Se hai meno anni di contributi, prenderai di meno: quale ragione materiale e “morale” ci sarebbe per forzarti a tenerti al lavoro di più?
Credo però che sia oggi fantascienza sperare in “nessuna penalizzazione”, quindi una penalizzazione del 2% MASSIMO, la proposta Damiano, potrebbe essere ragionevole.
Comunque sia, la FOLLE Controriforma Fornero (che è nel solco dell’altrettanto delinquenziale precedente Controriforma Sacconi) e i suoi 67 anni va CANCELLATA al più presto.
Sono d’accordo con Proietti, in pensione a 62 anni e abolire la legge Fornero, perché un povero cristo deve lavorare 42 anni avere 67 anni e poi quando muore la pensione va alla moglie nella misura del 60/ 70 % in meno,mentre per i signori Politici basta una legislatura o al massimo 7/8 mesi in parlamento per prendere la pensione ( vedi tante persone tra attori attrici e pornostar ) ma la cosa che fa più rabbia e che a loro la pensione dura per tutta la loro generazione….e uno schifo !!!
41 anni di lavoro per tutti o 60 anni poi a casa chiuso il discorso
Ha perfettamente ragione e in più versare lacrime di coccodrillo
Ho fatto domanda di prepensionamento..sono OSS..lavoro gravoso tutti i requisiti ci sono .mms per assurdo inps non riconosce codice istat ..che fare?
I lavoratoriLICENZIATI, specie quelli LICENZIATI PRIMA DELLA RIFORMAFORNERO e rimasti disoccupati andrebbero collocati in pensione prima dei 67 anni. Si deve procedere per categorie ed assegnare le giuste priorità. Le vittime dei licenziamenti collettivi di quelle aziende che non hanno licenziato per crisi economica ma che hanno sfruttato l’opportunità offerta dalle leggi per licenziare i 50enni per riassumere giovani a basso costo, lasciando diversi lavoratori in mezzo alla strada. Questa categoria da 10 anni ed oltre senza reddito,nn puòesseremandata in pensionea 67 anni.
Sono contentissima per tutte le persone che desiderano di godere dei sacrifici fatti quasi sempre a scapito della famiglia e dei figli. Finalmente si potrà passare più tempo con i nipoti, gli amici o i genitori, per chi ancora li ha, ma soprattutto i giovani avrebbero più possibilità di lavoro senza dover espatriare. L’unica cosa che mi preoccupa sono i tempi per l’erogazione delle pensioni in quanto si sono quasi tri plicati e si rischia di rimanere per lunghi mesi senza nessuna risorsa . Non si vedono nemmeno quelle più urgenti quali quelle dovute al sopraggiungere di malattie gravi e l’INPS si preoccupa solo di rimpallare le responsabilità. Questo è il mio caso purtroppo ma sono fiduciosa, forse prima di chiudere gli occhi avrò quello che mi spetta, comunque faccio tanti auguri alle prossime new entry con la speranza che a loro vada meglio.
Nel settembre del 2022 compio 62 anni e 39 anni di lavoro.
Non posso andare con quota 100 pur avendo 101 perché il tutto viene bloccato con lo sbarramento dell’età.
Chiederei di togliere lo sbarramento del termine quota 100 al 2021.
Che sogno meraviglioso sarebbe poter andare in pensione fra 2 anni(62 e 101)e non fra 4 oppure fra 6 anni
Ma perché le donne devono andare in pensione con opzione donna rinunciando al 20. 30 per cento della pensione
“IN PENSIONE A 60 ANNI”.
Se a “60 anni” le persone sono a rischio, per sé e per gli altri.
Se a “60 anni” nessuno ti dà e ti darà più un lavoro, sarebbe moralmente giusto che a “60 anni” si possa andare tutti in pensione a prescindere dagli anni contribuitivi.
Tutti in “pensione a 60 anni”, sia donne che uomini, invece di percepire un frustrante sussidio di disoccupazione che mortifica chi lo percepisce e non crea certezze neanche per il lavoro per le giovani generazioni. Se tutto è cambiato, se niente sarà più come prima, invece di stanziare, in maniera poco lungimirante per chi ha “60 anni”, soldi per gli “ammortizzatori sociali” una parte di questi potrebbe essere destinata per garantire la “pensione a partire da 60 anni”…per Tutti. “ANDARE IN PENSIONE A 60 ANNI” altrimenti ci sarà solo povertà… “per tutti”.
Tanti persone hanno lasciato il lavoro per quota100 visto che scade nel 2021.
62 anni bastano in tutti i settori privati e pubblici come limite di scelta. Quindi Quota 100 e abolizione della famigerata Legge Fornero e del meccanismo truffaldino e banditesco della cosiddetta speranza di vita che in un periodo di pandemia suona anche come una presa in giro.
Quota 100 è abolizione Legge Fornero. Queste le vere riforme progressive.
Per me sarebbe giusto quota 96 per tutte le donne , sia con figli sia senza ma che hanno dovuto sostenere un lavoro di cura ai genitori anziani.
Per me sarebbe giusta la proposta di Proietti che mira all’uscita con 62 anni come gli altri paesi…
Sessantadue anni sono più che sufficienti, soprattutto x le donne, x nn parlare x quelle che lavorano nel settore della sanità, serve l assistenza più a loro che ai pazienti
Che lavoro fai? Fenomeno guarda i panettieri come me che da 40 e passa anni suona la sveglia alla 1 e ci spariamo 10 11 ore al giorno al sabato anche 12 magari sei uno di quelli che se fa 1 ora in più apriti o cielo e al venerdì alle 17 ha finito fallo tu fenomeno
Io ho approfittato della quota 100,senza questa possibilità sarei rimasto in cerca di lavoro, per arrivare ai 67 anni,ma ne avevo 59 quando ho perso il lavoro,come avrei potuto arrivare a 67 senza lavorare?chi ti dà lavoro a 60anni?la proposta di Proietti è sacrosanta e deve essere appoggiata da tutti i pensionati e da tutti i lavoratori!
Giusto e sacrosanto inoltre, non capisco perché noi italiani dobbiamo arrivare a 67 anni e gli altri paesi europei massimo 62 anni. Comunque anche con 20 anni di contributi dovremmo poter andare a 62 anni, perché ci sono donne che avendo dovuto occuparsi di genitori anziani non hanno avuto la fortuna di avere 40 anni di contributi, oppure per altri motivi, non potete farci crepare sul lavoro, cara Fornero, provi lei a stare tutto il giorno in piedi in un attività di ristorazione (tra le altre cose con patologie molto serie e congenite), provi lei cara DOTT Fornero, perché sa probabilmente il lavoro, quello che ti lascia a fine serata con mal di schiena o gambe distrutte lei non sa nemmeno cos’è il dolore fisico e estenuante, lei più che blaterare, è fare l economista del momento, dovrebbe se non altro non farsi più nemmeno vedere in televisione, e mettersi una mano sulla coscienza e chiedere scusa a quelle persone che si sono consumate sul lavoro e che non c’è la fanno più, e che dire ancora? Certamente vergognatevi tutti
Per me chi a un invalido al 100%100 e a un età che superi i 50 anni ed è disoccupato dovrebbe andare in pensione per assistere il familiare invalido.