Pensioni anticipate ultime oggi: i lavoratori vogliono nel 2021 quota 41

Le ultime novità di oggi sul mondo delle pensioni ci arrivano dai lavoratori che commentano quotidianamente sul nostro sito e che continuano a chiedere a gran voce l’uscita dal mondo del lavoro con il raggiungimento di 41 anni di contributi. Dopo la scadenza della quota 100 prevista per il prossimo anno c’è bisogno di nuove pensioni anticipate e quota 41 è sicuramente il regime più richiesto dai nostri utenti.

Ultime novità Pensioni anticipate e quota 41: i commenti dei lavoratori

Il primo commento che ci arrivato su un nostro articolo è da parte di Alessandra che dice: “Poiché quota 100 andrà in scadenza, mi auguro che gli interventi siano tali da non abolire anche la anticipata oggi stabilita dalla Fornero in 42 e 10 mesi per gli uomini o a 41 e10 mesi per le donne. Mi auguro anche che non peggiorino il calcolo del sistema misto applicabile a tale pensionamento anticipato. Ma poiché non c’è limite al peggio, pensare che per alcuni giorni possano decurtarti il 30% del valore a oggi stimato attraverso il calcolo fattibile nel sito INPS, mi fa rabbrividire”.

Ma c’è anche chi chiede di più e vuole poter uscire dopo 41 anni di lavoro, come Daniele: “Nel 2021 a febbraio maturo i 39 anni di contributi e sono un lavoratore precoce. Per motivi di salute vorrei uscire con i 41 anni di contributi, ma lavoro in un azienda con poco più di trenta dipendenti, per cui niente buono di 5 anni, niente isopensione insomma niente di niente. In Germania a partire già dai dai 40 di contributi hanno libera scelta di ritirarsi con una pensione dignitosa, dovrebbe esser così anche in Italia”. Vuole i 41 anni anche Max che ci scrive: “Continuano a fare riformine su piccoli numeri, e poi propaganda sul come risolvere i danni collaterali che essa ha fatto, oscurando le giuste rivendicazioni di chi con 41 anni senza cavilli non puo’ ancora andare in pensione”.

Pensioni anticipate 2021, ultimissime su quota 41 dai lavoratori

Rivendicazione per quota 41 anche da parte di Vincenzo che lancia la sua proposta: “Scriviamo al ministro Catalfo, ai sindacati tutti ed al Presidente Conte che già è stata fatta una profonda ingiustizia imponendo per quota 100 (che scade nel 2021) il paletto dell’età anagrafica di 62 anni per il pensionamento. Non è l’età anagrafica che usura ma gli anni di lavoro, per cui dopo 40/41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica, si DEVE andare in pensione e senza alcuna penalizzazione al sistema misto (retributivo/contributivo) per chi ha lavorato sino al 1995.

È un dovere morale, oltre che un diritto. Non si può giocare con la pelle di chi ha lavorato una vita (e 40/41anni di lavoro lo sono). Allora se davvero questi soggetti vogliono davvero modificare la legge Fornero e visto che ci sono stati risparmi per circa 7 miliardi per quota 100, perché non utilizzare questi risparmi per adottare quota 100 anche da 60 anni d’età e 40 anni di contributi dal 2021 e quota 41xtutti dal 2022, ovviamente senza penalizzazioni?”

Infine, il lettore che si firma P.F ci da la sua ricetta per la riforma delle pensioni: ” Quello che conta per me, più di ogni altra considerazione, è una riforma che consenta a tutti i lavoratori di poter progettare il proprio futuro: 1) un’età anagrafica per poter ottenere la pensione di vecchiaia a prescindere dagli anni di contributi versati (diciamo 65 anni); 2) gli anni di contributi minimi necessari per poter ottenere una pensione a prescindere dall’età anagrafica (diciamo 38 anni di contributi); 3) una regola che consenta al lavoratore di poter calcolare in funzione della propria età/contributi versati l’importo che andrà a prendere una volta in pensione così da poter valutare individualmente, raggiunti i limiti di cui sopra se andare in pensione o dover fare ancora qualche sacrificio in più.Ci fosse la volontà di politici e sindacati non credo che sarebbe difficile da realizzare, ma penso faccia più comodo a tutti, alla faccia di noi lavoratori, continuare con parole, parole, parole”.

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

7 pensieri riguardo “Pensioni anticipate ultime oggi: i lavoratori vogliono nel 2021 quota 41

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    27 Dicembre 2020 in 21:02
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    41 anni e poi libera scelta se continuare o uscire dal mondo del lavoro….

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    27 Dicembre 2020 in 19:29
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    Auguri a tutti, soprattutto a chi crede nella giusta legittima umana e sostenibile quota 41.
    Stancamente,ormai, perché non ce la faccio più a lottare…mi sono svegliato che sono già verso quota 42…
    e in tutti questi anni cosa abbiamo ottenuto ?
    Auguri comunque anche a questo magnifico sito e ai suoi curatori.

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    26 Dicembre 2020 in 11:58
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    mi chiamo paolo 41 anni di lavoro in fabbrica sono assai pesanti quindi andare in pensione e solo un diritto

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    24 Dicembre 2020 in 15:20
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    Buongiorno, c’è poco da Fare quota 41 è l’unica riforma che in questo momento manca al nostro sistema Pensionistico…

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    24 Dicembre 2020 in 11:31
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    Si penso anche io che 41 anni di lavoro siano più che sufficienti.Poi si potrebbe lasciare libertà di chi vuole continuare a lavorare oltre i 41.

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    24 Dicembre 2020 in 11:01
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    buongiorno, mi chiamo giuseppe e intendo esprimere il mio parere sulle pensioni ; dopo 41 anni o al massimo 41 anni e 6 mesi di CONTRIBUTI VERSATI si deve andare in pensione, indipendentemente dall’eta’ anagrafica e questo deve essere garantito. la mia generazione e’ gia’ stata ampiamente danneggiata e penalizzata da riforme inique e tutti i lavori dopo diventano usuranti. quindi visto che ora si guarda ai contributi versati, 41 ANNI O AL MASSIMO 41 ANNI E 6 MESI di contributi versati indipendentemente dall’eta’ SONO AMPIAMENTE SUFFICIENTI.

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