Pensioni anticipate, ultime: Quota 100 a rischio a causa del Coronavirus?

Ha sollevato moltissimo dibattito l’editoriale di Giuliano Cazzola pubblicato su Il Sussidiario che ieri abbiamo ripreso nel nostro articolo, in cui l’economista solleva il problema concernente la riduzione degli organici nella sanità a causa di Quota 100. Egli sostiene, tra le righe e nemmeno troppo velatamente, che taluni settori strategici come scuola, giustizia e soprattutto sanità abbiano subito seri problemi proprio a causa delle misure d’anticipo concesse dal Governo giallo-verde, come la “Quota 100 e dintorni” . Una sorta di correlazione dunque tra la mancanza di personale disponibile oggi per l’emergenza Coronavirus che ha determinato la necessità di richiamare medici ed infermieri già in pensione e l’uscita massiva con quota 100 dei mesi scorsi.

Per molti lettori le due cose sono slegate ed i problemi derivanti dalle carenze in sanità non sono certo atrribuibili alla Quota 100, che non va assolutamente messa in discussione fino a scadenza della speriemntazione. Tra questi anche Claudio Maria Perfetto, noto sul nostro portale per le sue lunghe ed interessanti disamine, che non le ha mandate a dire a Cazzola rispondendo a tono.

Ultime pensioni anticipate: Quota 100 e Coronavirus, prosegue il dibattito

Per il Dott Claudio Maria Perfetto quella di Giuliano Cazzola é stata una caduta di stile. “Il problema che solleva il prof. Guliano Cazzola riguardo alla riduzione degli organici nella sanità a casua di Quota 100 non sussiste. A questo personale viene proprosto di tornare al lavoro senza il vincolo del cumulo tra pensione e lavoro. C’è da aggiungere che far leva su un virus per tornare ad inveire contro Quota 100 assomiglia molto ad una caduta di stile. Forse sarebbe bene riflettere su cosa significa per una struttura di ricovero pubblica essere chiamata “azienda ospedaliera”. Le aziende, come tutti sanno, tendono al profitto (lo Stato no). E il profitto lo si ottiene (il più delle volte) riducendo le spese, riducendo i costi. Forse sarebbe bene riflettere su quali sono le voci di costo che lo Stato ha dovuto tagliare per rispettare il Patto di Stabilità e di Crescita fortemente sostenuto dalla Comunità europea. La sanità è la seconda voce di spesa per lo Stato, subito dopo quella delle pensioni: su queste due voci di spesa in primis si è abbattuta per anni la scure dei tagli. Per il resto, ritengo che Quota 100 debba essere mantenuta

Interessati dal commento rilasciato sul nostro portale abbiamo contattato il Dott Perfetto, esperto in previdenza e welfare autore di numerosi articoli su AdnKronos e autore di una rubrica settimanale su Il Valore Italiano, per chiedergli di spiegarci più approfonditamente il suo pensiero e rispondere dunque alle affermazioni di Cazzola, chissà che ne nasca un piacevole confronto con l’economista, saremo lieti di poter pubblicare la replica di Giuliano Cazzola.

Riforma pensioni: esiste una correlazione tra la carenza di personale in sanità e la quota 100?

Eccovi la disamina di Perfetto: “In data 24 marzo 2020 il sussidiario.net riporta l’articolo del prof. Giuliano Cazzola dal titolo “Riforma pensioni. Quota 100 e la ferita ancora aperta sul sistema sanitario”. Nel suo articolo il prof. Cazzola sostiene, in estrema sintesi, che “le misure di riforma pensioni come Quota 100 hanno determinato una diminuzione non indifferente del personale sanitario in Italia”. Con le gravi conseguenze di cui oggi siamo diretti testimoni. Ci sono tre passaggi chiave nell’articolo del prof. Cazzola che meritano un’attenzione particolare.

Il primo passaggio chiave è il seguente: “Il sindacato dei medici ospedalieri, Anaoo, dopo aver denunciato la mancanza negli organici di 46mila operatori di cui 8mila medici, ha avanzato delle proposte (alternative al richiamo in servizio dei pensionati), riguardanti la possibilità di avvalersi dei medici specializzandi e degli infermieri laureati non ancora iscritti all’Albo”.

Il secondo passaggio chiave è il seguente: “È singolare, però, che, in un momento in cui si va alla ricerca degli errori (vengono denunciati dai media – che ormai non parlano d’altro se non del coronavirus – tagli feroci alla sanità pubblica che stanno al confine del “sentito dire”), nessuno ha il coraggio di ricordare una delle cause recenti delle difficoltà che oggi si riscontrano per quanto riguarda l’adeguatezza degli organici.

Il terzo passaggio chiave è infine il seguente: “Quali sono stati gli effetti delle controriforme giallo-verdi in materia di riforma pensioni (quota 100 e dintorni)? A suo tempo furono espresse molte perplessità sull’introduzione di misure di anticipo dell’età di pensionamento perché avrebbero creato dei seri problemi in alcuni settori strategici come la scuola, la giustizia e soprattutto la sanità”

Pensioni e Coronavirus: Perfetto risponde a Cazzola

Poi spiega: “I tre passaggi procedono in sequenza, anzi sono così strettamente ravvicinati che possono essere benissimo raggruppati in un solo passaggio. Attraverso di essi il prof. Cazzola vuole dirci in sostanza questo (se l’interpretazione che ne diamo è corretta): 1) l’Anaoo, il sindacato dei medici ospedalieri, aveva già denunciato la mancanza negli organici (questo è vero); 2) i media denunciano tagli feroci alla sanità pubblica al confine del “sentito dire” (questo è al “confine del vero”); 3) Quota 100 ha creato seri problemi alla sanità (questo non è vero).

Quando il prof. Cazzola cita la mancanza negli organici sanitari denunciata dal sindacato medici ospedalieri Anaoo, evidenzia una parte della verità. L’altra parte è contenuta nelle parole di Carlo Palermo, Segretario Nazionale Anaoo Assomed, riportate nell’articolo “Pensioni, allarme sanità: con quota 100 via oltre 25mila medici” pubblicato su quifinanza.it il 3 ottobre 2018: “E’ necessario aprire una grande stagione di assunzioni in sanità – sollecita dunque Carlo Palermo, segretario nazionale Anaao Assomed – eliminando l’anacronistico blocco della spesa per il personale introdotto dal Governo Berlusconi/Tremonti nel 2010. Ma, soprattutto, bisogna dare una risposta al disagio oramai insopportabile che pervade tutte le strutture sanitarie pubbliche e che induce alla fuga verso il pensionamento, considerato come un ‘fine pena’, o verso la sanità privata, alla ricerca di posti di lavoro più remunerativi e meno logoranti”.

Carlo Palermo ribadisce il suo pensiero sulla pagine di facebook, come riporta quotidianosanità.it in data 29 febbraio 2020: “Oggi tutti si preoccupano dei tagli economici alla Sanità, dei tagli al personale e ai posti letto negli ospedali. Tutti riconoscono la necessità di un servizio sanitario pubblico e nazionale. Noi che su questi argomenti ci sgoliamo da un decennio, mai e poi mai avremmo immaginato un così repentino cambiamento nel sentimento popolare e anche dei politici”.

In sintesi conclude Perfetto rivolgendosi in modo più che diretto a Cazzola affinché vengano meno i collegamenti tra la quota 100 e l’emergenza sanitaria attuale : “Lo svuotamento degli ospedali è stato causato da tagli alla Sanità, tagli al personale e tagli ai posti letto. Quota 100 è soltanto la via di fuga da un “disagio oramai insopportabile che pervade tutte le strutture sanitarie pubbliche”.

Voi cosa ne pensate della disamina del dott Perfetto? Dalla nostra lo ringraziamo come sempre e invitiamo chiunque volesse riprendere parte dei contenuti a citare la fonte.

Condividi l'articolo o lascia un mi piace!
Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

15 thoughts on “Pensioni anticipate, ultime: Quota 100 a rischio a causa del Coronavirus?

  • Avatar
    29 Marzo 2020 in 17:22
    Permalink

    Quota 100 è il miglior provvedimento che un governo abbia mai varato negli ultimi vent’anni perché finalmente rende un po’ di diritti a lavoratori anziani vessati per anni da governi iniqui ed arrafoni con il placito benestare del sindacato , non solo quota 100 deve terminare la sua sperimentazione fino al 2021 ma andrebbe poi resa strutturale alla faccia dei saccenti venditori di fumo che sostengono il contrario

    Rispondi
  • Pingback: Riforma pensioni, ultime novità su Quota 100 e sanità: l'editoriale di Cazzola | Pensioni per tutti

  • Avatar
    26 Marzo 2020 in 14:05
    Permalink

    Se la vogliamo vedere da un’altra angolazione, mi pare che il ringraziamento che certi politicanti da strapazzo (che sono la vera sciagura del nostro Paese) hanno in animo di riservare alla classe medica, la quale così tanto si sta prodigando per contenere l’emergenza epidemiologica, è toglierle la possibilità di accedere al pensionamento “anticipato” di Quota 100.
    Il mio suggerimento: una bella iniezione di pancuronio con cloruro di potassio…..

    Rispondi
    • Avatar
      27 Marzo 2020 in 17:45
      Permalink

      Sig. Gian Condivido pienamente quanto scrive!

      Rispondi
  • Avatar
    26 Marzo 2020 in 11:29
    Permalink

    Quota 100 si abolisce da sola nel 2021, revocarla subito creerebbe nuovi esodati che si aggiungerebbero purtroppo a quelli gia’ esistenti – ai quali andrebbe estesa – e continuare a chiederne l’abolizione in questo periodo addossandole la colpa di carenza di personale ospedaliero è qualcosa di indefinibile.Che i beneficiari siano principalmente al nord è plausibile (piu’ concentrazione di aziende rispetto al sud) e riguardo agli evasori penso che purtroppo ce ne siano anche al sud.Infine l’assegno viene calcolato sui contributi versati, -meno contributi meno si percepisce – e non è un regalo considerando che si è lavorato almeno 38 anni. Se poi si vuole mantenere la Fornero, dar retta ai “suggerimenti” della comunita’ europea per far risparmiare gli stati sulla pelle degli anziani, auguri.

    Rispondi
  • Avatar
    26 Marzo 2020 in 7:39
    Permalink

    E’ CHIARO CHE IN QUESTO STATO SI VOGLIONO IMPOVERIRE I PIU’ POVERI ESODATI DISOCCUPATI CHE STANNO PAGANDO CON LE ULTIME RISORSE RIMASTE DECINE DI MIGLIAIA DI € DI CONTRIBUTI VOLONTARI PER RAGGIUNGERE QUOTA 100 A 63 ANNI . TUTTI I POLITICANTI E I SOLONI RICCHI E PASCIUTI CON 2 PENSIONI D’ORO SI DEVONO VERGOGNARE DI MANGIARE SULLA TESTA DEI POVERACCI, VERGOGNA MAGNA.

    Rispondi
  • Avatar
    25 Marzo 2020 in 22:49
    Permalink

    Attribuire a Quota 100 la carenza di medici è talmente idiota da essere incontentabile

    Rispondi
    • Avatar
      27 Marzo 2020 in 17:41
      Permalink

      Sig. Andrea noto Condivido pienamente quanto scrive!

      Rispondi
  • Avatar
    25 Marzo 2020 in 18:38
    Permalink

    Buona Sera,
    Nata dall’obiettivo di superare la riforma Fornero, questa misura non è che un privilegio concesso a uno specifico segmento della classe lavoratrice.

    Quota 100: arriva il restyling del governo giallorosso

    Il nuovo governo mescola continuità e discontinuità, tanto nelle persone quanto nel programma. Era inevitabile, perché il pilastro della coalizione è il medesimo della precedente e non poteva scon fessare interamente il proprio operato o la propria dirigenza. Sicché guarderei piuttosto alla discontinuità con le prassi di governo che più hanno danneggiato l’Italia degli ultimi decenni. Necessaria al Paese, questa discontinuità sarebbe anche utile ai due partiti di governo..

    Solo scelte coraggiose possono risollevare questi due partiti. Scelte che segnino una rottura netta con le prassi precedenti, che spesso trascuravano l’interesse generale a vantaggio di quelli particolari.

    Sono tipicamente scelte che comportano un costo politico, perché le categorie colpite reagiranno: ma è proprio accettando apertamente questi costi che la scelta compiuta acquista credibilità, e dunque efficacia. Si dice, per esempio, che Hernán Cortés conquistò l’impero azteco con poche centinaia di uomini perché affondò le proprie navi: fu un costo temerario, perché escluse ogni ritirata, ma impose ai soldati l’alternativa tra la vittoria e la morte o la dispersione in terre ignote.

    Contrastare l’evasione fiscale è l’esempio ideale delle scelte di cui parlo.

    Un regalo per pochi
    Vorrei discuterne uno meno ambizioso, che non è nel programma di governo ma che la coalizione sta tuttavia discutendo, secondo la stampa: abbandonare “Quota 100”. Nata dall’obiettivo di superare la riforma Fornero, questa misura non è che un privilegio concesso a uno specifico segmento della classe lavoratrice, già comparativamente favorito: «Un regalo ai baby boomer maschi», la definì una delle prime analisi. Perché potendo andare in pensione in anticipo e senza riduzione dell’assegno, i beneficiari riceveranno un trattamento di favore rispetto a lavoratori comparabili: un “regalo” che l’Inps stima in 20mila euro a testa, nella media

    LEGGI ANCHE / Quota 100 dal boom al flop

    Scarsi effetti sul mercato del lavoro
    Iniqua e costosa, questa politica è anche inefficiente. Nella sua ultima analisi dell’economia italiana, il Fondo monetario internazionale scrive che essa verosimilmente deprimerà sia la crescita potenziale, sia il tasso di partecipazione al mercato del lavoro; del resto, Quota 100 non sembra finora aver prodotto quell’effetto di ricambio (uno esce, due o tre entrano) che inizialmente pareva essere la sua principale giustificazione.

    La volle fortemente la Lega, per ragioni non difficili da individuare. Sempre secondo l’Inps i beneficiari sono prevalentemente residenti al Nord (42%): Quota 100 è una sorta di contraltare, per una parte del suo elettorato, dei vantaggi che la Lega assicurò a microimprese, professionisti ed evasori con la “flat tax” e la “pace fiscale”.

    DOSSIER / Pensioni: requisiti e novità

    Infatti Quota 100 è il più recente prodotto di una prassi antica, spesso nota come “politica delle mance”. La chiamerei invece politica di inclusione selettiva. Perché se è vero, come credo, che l’Italia è retta da un ordine sociale che ostacola l’innovazione per proteggere le rendite delle fasce più privilegiate e meno intraprendenti della società, è chiaro che questo equilibrio, che comprime le opportunità dei cittadini comuni, non può reggere senza un qualche grado di consenso popolare. E il consenso fu acquisito soprattutto mediante politiche particolaristiche simili a Quota 100: politiche che, garantendo privilegi o benefici a specifiche categorie, facevano nascere in loro l’interesse alla conservazione di quell’ordine sociale.

    LEGGI ANCHE / Le uscite alternative a quota 100

    Il terreno d’elezione di queste politiche fu proprio il settore della protezione sociale, a partire dalle pensioni concesse negli anni 50 ad artigiani, coltivatori diretti, e commercianti. Esse si moltiplicarono, anche perché ogni concessione di privilegi particolaristici suscitava rivendicazioni egualmente particolaristiche, e ora compongono quel sistema d’inclusione selettiva che, nella mia analisi, contribuisce a sostenere e consolidare l’equilibrio politico-economico sul quale l’Italia è assestata.

    Abbandonare politiche particolaristiche
    E se è vero che quell’equilibrio è alla radice dei principali problemi del Paese, abbandonare le politiche particolaristiche che lo sorreggono è un passo necessario per avviarsi credibilmente a cambiarlo. Più ancora che per le esigenze della manovra finanziaria, è per questa ragione che Quota 100 dovrebbe essere abolita, e nei limiti del possibile revocata. È certo possibile che gli slogan demagogici – sulla durezza della riforma Fornero – che ne permisero l’adozione abbiano un fondamento: ma allora occorre aprire una discussione sull’equità complessiva del sistema di protezione sociale, secondo la medesima logica universalistica che animò quella riforma.
    di Andrea Capussela..Il Sole 24 ore…

    * Visiting fellow alla London School of Economics, Department f Government

    Rispondi
    • Avatar
      29 Marzo 2020 in 18:22
      Permalink

      Lei dice, a riguardo di chi andrà in pensione con quota 100, “potendo andare in pensione in anticipo e senza riduzione dell’assegno”. Chiunque conosca ,anche superficialmente, quota 100, sa che nessuno potrà andare in pensione in anticipo senza riduzione dell’assegno . Dunque lei è un sommo ignorante o un falso.
      Insomma , come dicono i romani, ci fa o ci è .
      Cordiali saluti.

      Rispondi
      • Erica Venditti
        30 Marzo 2020 in 12:11
        Permalink

        Moderiamoci…il confronto deve essere costruttivo, non é il caso di dare giudizi!

        Rispondi
      • Avatar
        31 Marzo 2020 in 17:07
        Permalink

        Alessandro concordo perfettamente con Lei ….. purtroppo c’è ancora chi pensa che abolire quota 100 sia la panacea a tutti i mali …..nel sentire parlare costoro mi torna alla mente un dirigente di una ditta metalmeccanica dove ho lavorato per molti anni il quale non conoscendo minimamente il processo produttivo ed avendo scarse conoscenze anche di meccanica si limitava a controllare che il pavimento dell’officina fosse pulito !!!!

        Rispondi
  • Avatar
    25 Marzo 2020 in 18:24
    Permalink

    sono DECENNI che la sanità pubblica viene massacrata, i medici che vanno in pensione non sono rimpiazzati e il lavoro viene ripartito sui rimasti finché schiattano.
    Intanto le nuove leve di medici e infermieri o sono a spasso o emigrano.
    Ho due amici medici ospedalieri che mi tengono aggiornata di prima mano. Entrambi hanno avuto conseguenze molto serie di salute da questo stato di cose (uno ha lasciato il lavoro, l’altra cerca di fare altrettanto).
    La quota 100 mi pare veramente l’ultimo dei problemi… anzi!
    Almeno, in un sistema equilibrato, avrebbe aperto spazi per assumere giovani invece di spremere i vecchi fino alla morte!

    Rispondi
    • Avatar
      27 Marzo 2020 in 17:42
      Permalink

      Sig. Gabriella condivido pienamente quanto scrive!

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *