Pensioni anticipate, ultime Tridico su uscita con quota 100 e ‘sconti’ per madri e gravosi

Pasquale Tridico, Presidente dell’Inps, é tornato a parlare nel corso dell’audizione alla Commissione bicamerale di controllo degli enti previenziali di riforma pensioni e nello specifico di quota 100 e flessibilità in uscita. Il Presidente dell’Inps, stando a quanto riporta Teleborsa, non avrebbe solo fornito dati sulle domande accolte di quota 100, ma anche espresso la sua opinione circa la necessità di individuare un’età di riferimento per l‘uscita alla pensione che tenga conto, riducendola, da un lato delle lavoratrici madri, dall’altro di chi ha svolto nell’arco della propria vita mestieri usuranti.

Sarebbe dunque ora, ci tiene a precisare Tridico, di concedere una maggiore flessibilità tenendo conto non tanto di un’età di pensionamento uguale per tutti, quanto piuttosto di un’ età che tenga conto del tipo di lavoro svolto. Per Tridico, inoltre, il sistema pensionistico contributivo italiano é sostenibile, giacché i dati sono falsati dal fatto che ricomprendono la spesa per l’assistenza e l’irpef. Eccovi in dettaglio le dichiarazioni del Presidente Inps.

Pensioni anticipate 2020: 151 mila le domande accolte di quota 100

Così Tridico ” finora sono state accolte 151mila domande per quota 100: 42mila domande di queste hanno riguardato dipedneti pubblici, 75 mila privati e 34 mila autonomi” . Poi riferendosi a quanto sarebbe auspicabile trovare in una prossima riforma previdenziale ha aggiunto “Un’età di riferimento per l’uscita verso la pensione con riduzioni per le lavoratrici madri e per chi ha fatto lavori gravosi e usuranti” .

Siamo in un periodo di transizione, ha voluto sottolineare il Presidente dell’Inps nel corso dell’audizione alla Camera, “la legge dovrebbe dare grande flessibilità. Bisogna superare l’età di pensionamento uguale per tutti i lavoratori, questo è il punto, tenendo conto della gravosità dei lavori, fermo restando un’età minima di uscita da cui si opera una certa flessibilità”. Tridico ha aggiunto “laddove si passi al contributivo la flessibilità è un atto dovuto”. Tant’é che ha fatto notare il Presidnete dell’Inps chi ha comunque iniziato a versare i contibuti dal 1996 o chi opta per questo calcolo ha già comunque un assegno commisurato ai contributi versati. Poi si é parlato della sostenibilità del sistema previdenziale, ecco i dati reali.

Riforma pensioni: spesa totale dell’Inps sostenibile

Tridico nel corso dell’audizione ha altresì parlato della sua proposta di istituire un Fondo pubblico Inps dedicato ai trattamenti previdenziali complementari, che al momento non trova accoglimento da parte di Cgil, Cisl e Uil e della sostenibilità della spesa dell’Inps. Riferendosi al 2018 ha detto “Il totale della spesa Inps è il 18% del Pil, ma in questa sono comprese anche le prestazioni temporanee. La spesa pensionistica supera di poco il 15% del Pil ma questa non è solo previdenziale, tre punti percentuali di questa spesa sono assistenza. Se poi al poco meno del 12% che resta togliamo i 58 miliardi di Irpef che i pensionati versano e rientrano allo Stato la spesa vera e propria scende all’8%”. Poi ha concluso: “Sulla base di questi dati io dico sempre che il sistema pensionistico italiano contributivo è sostenibile. Sulla parte che grava sulla fiscalità generale la decisione è politica“.

Anche l’onorevole Cesare Damiano dalla sua ha accolto positivamente le affermazioni di Tridico dicendo nella sua ultima nota stampa: “Condivido le opinioni del Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, a proposito di pensioni, non é più possibile accollare alla previdenza il costo dell’assistenza e calcolare l’incidenza della spesa pensionistica sul Pil al lordo delle tasse. Inoltre giusto individuare la flessibilità come muro portante, aggiunge il dirigente del Partito dem, mano a mano che ci avviciniamo al contributivo puro, che decollerà all’incirca dal 2030, tenendo conto del lavoro svolto dai singoli.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

6 pensieri riguardo “Pensioni anticipate, ultime Tridico su uscita con quota 100 e ‘sconti’ per madri e gravosi

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    27 Febbraio 2020 in 14:10
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    Sì parla tanto dei valori della famiglia ma se a noi donne e madri non ci date nemmeno una piccola possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi che politica é questa

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    26 Febbraio 2020 in 18:33
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    Spero che non vada a penalizzare i precoci…!!!
    Solo perchè escludete la fabbrica tra i gravosi…
    Se è il gioco delle 3 carte ditelo!!!!
    Ma poi dopo aver dato 41anni di lavoro significa anticipare la pensione????

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    26 Febbraio 2020 in 16:32
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    Caro Sig.Tridico, siamo proprio curiosi di vedere se terrà in fede a quello che dice…io come tante altre donne ci sentiamo davvero prese in giro..su tutto ciò che dite…equità e dignità..ci state togliendo tutto…voi che avete studiato.. ma ci sono cose che capirebbe anche un bambino…

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      27 Febbraio 2020 in 13:40
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      Sì parla tanto dei valori della famiglia ma se a noi donne e madri non ci date nemmeno una piccola possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi che politica é questa

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  • Pingback: Riforma pensioni 2020 Damiano: via a 63 anni, no penalizzazioni gravosi, 2% gli altri | Pensioni per tutti

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    26 Febbraio 2020 in 11:37
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    Dai dati di Tridico si evince che, delle 151000 domande, circa un terzo, provengono da dipendenti pubblici e quindi da lavoratori che il posto di lavoro e un reddito mensile lo aveva ancora a tutti gli effetti. Ecco, a questi lavoratori che non erano disoccupati o cassintegrati, è stato fatto un gran regalo: lavorato meno e versato meno contributi e oggi sono già in pensione mentre altri con più di 62 anni o più di 38 anni contributi sono ancora al lavoro.
    Sarebbe interessante sapere quanti dei privati e degli autonomi avevano ancora un lavoro in corso che gli garantiva un reddito regolare.
    Si saprebbe finalmente quante persone erano invece in situazioni di disagio, senza lavoro e senza reddito .

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