Pensioni anticipate, ultime: via da 62-64 anni con tagli fino al 6%, nuova ipotesi

Molti i rumors sulle proposte a seguito dell’incontro tra Governo e sindacati tenutosi nella giornata di ieri, il tavolo calendarizzato che era incentrato sulla tematica della flessibilità in uscita ha avuto una durata piuttosto breve in quanto il Governo ha ascoltato le proposte delle rappresentanze sindacali, ora però si devono stimare i costi per comprendere quanto vi é a disposizione per poter agire sulla riforma pensioni. I sindacati infatti chiedono di poter avere, al più presto, cifre esatte o almeno un’idea di quanto sarà destinabile al comparto previdenza, altrimenti diviene difficile poter parlare realisticamente di Riforma e misure di uscita anticipata.

Quel che é certo é che i sindacati hanno ribadito di essere totalmente contrari ad un’uscita pensionistica anticipata post quota 100 a fronte del ricalcolo interamente contributivo dell’assegno ultimo, la pensione rischierebbe un taglio del 30%, insostenibile specie per le pensioni più basse. Ecco allora spuntare tra le controproposte del governo quella, ancora al vaglio, di una penalità di circa il 6% a fronte di un’uscita anticipata a 62-64 anni.

Pensioni 2020, spunta l’ipotesi del taglio del 6%

Le forze sociali, come ci ha confermato Proietti attraverso la sua intervista esclusiva al termine dell’incontro, continuano a rimarcare la necessità di flessibilità in uscita a partire dai 62, ma non con calcolo coontributivo, da associare alla concessione della pensione senza limiti anagrafici per quanti hanno alle spalle 41 anni di contributi versati.

La nuova idea del Governo che parrebbe emergere in queste ore é quella di una nuova misura di uscita anticipata che andrebbe o a sostituire a scadenza quota 100 o ad affiancarla fino al raggiugimento della sua naturale scadenza o ancora a sostituirla direttamente. Allo studio un’uscita a 62 anni di contributi e 38 d’età oppure a 64 anni d’età e 36 di contributi a fronte di una penalità di circa il 6%. Il 6% dovrebbe corrispondere ad un anticipo di tre anni, una sorta di rivisitazione della proposta di Damiano che prevedeva un taglio del 2% per ogni anno di anticipo, insomma si tratterebbe pur sempre di un taglio dell’assegno ultimo, ma certamente più sostenibile rispetto al ricalcolo contributivo. Su questo, molto più che sul ricalcolo contributivo, si potrebbe, forse, trovare un accordo tra Governo e sindacati. L’uscita dai 62 anni con 20 anni di contributi proposta da Cgil, Cisl e Uil, pare sia stata bocciata dal Governo in quanto troppo onerosa. Misiani, viceministro Pd dell’economia, intervistato a Repubblica avrebbe detto: “L’importante é dare certezza a chi deve andare in pensione nel 2021 e fare una riforma equa e sostenibile che tuteli i giovani e le categorie più fragili con costi inferiori a quelli di quota 100″

Pensioni dal 2022 quota 100 rivista con che soldi?

In molti parlano già di una sorta di quota 100 rivista, quel che preoccupa alcuni esponenti politici tra cui Cesare Damiano, dirigente del partito democratico, sono alcune delle affermazioni fatte dal tecnico del governo Marco Leonardi, secondo cui la riforma delle pensioni per superare la Monti-Fornero dovrebbe costare meno di quota 100. Dichiarazioni confermate anche dalle parole di Misiani. Per Damiano: “Ai tempi dell’Inps con Presidente Boeri, l’istituto stimava il solo costo di quota 41 in 8 miliardi e 2,5 mld per prolungare l’Opzione donna. E vero, aggiunge, che successivamente con il Governo gialloverde, le stime dei costi sono diventate più ragionevoli, ma difficilmente, conclude, si può far stare un elefante in una 500′.

Inoltre per l’esponente dem é fondamentale che la pensione non si trasformi in una lotteria e che non venga tradito il patto che lo Stato ha stipulato con i cittadini, ossia é importante non venga meno la quota 100 fino a naturale scadenza. Ma altresì é importante che non si accettino forme di flessibilità alcuna in cambio di un assegno totalmente ricalcolato con contributivo. Per alcuni nostri lettori invece la risposta data ieri ai sindacati non ha convinto, eccovi il commento di uno di loro.

Riforma pensioni, Il governo non convince

Così Andrea: “Domenico Proietti dice: “Il governo si è impegnato a valutare le nostre proposte ”. Ma questa non è la stessa frase che abbiamo letto dopo il primo incontro del 27 gennaio ? Quindi cosa significa ? Che in 2 settimane non ci è stato neanche mezzo passo avanti ?

Dopo il prossimo incontro dovremo sentire ancora la stessa frase ? Non è che il governo sta prendendo in giro le parti sociali dando loro il contentino di organizzare questi incontri facendo poi quello che vogliono ?

Voi cosa ne pensate di questi tavoli di confronto serviranno o avete il medesimo dubbio di Andrea? e soprattutto sareste o meno favorevoli all’uscita anticipata a fronte di una penalizzazione del 2% annuo, dunque del 6% per un’uscita dai 64 anni? Fatecelo sapere attraverso la sezione commenti del sito.

22 commenti su “Pensioni anticipate, ultime: via da 62-64 anni con tagli fino al 6%, nuova ipotesi

  1. L’articolo inizia con “Molti i rumors sulle proposte” e concordo con l’affermazione perché anche per me si tratta della solita aria fritta e nulla di nuovo sotto questo sole, in altre parole ne governo ne sindacati sanno cosa fare. L’articolo poi continua dicendo “L’uscita dai 62 anni con 20 anni di contributi proposta da Cgil, Cisl e Uil, pare sia stata bocciata dal Governo in quanto troppo onerosa.” mi appare ovvio che fosse così poiché si parla di abolire finestra 100 che consente l’accesso a parità di età con 38 anni di contributi e qui si vogliono dimezzare i contributi con costi ovviamente astronomici. E’ chiaro che fosse una proposta campata per aria.
    E anche quando si parla di “Allo studio un’uscita a 62 anni di contributi e 38 d’età oppure a 64 anni d’età e 36 di contributi a fronte di una penalità di circa il 6%. Il 6% dovrebbe corrispondere ad un anticipo di tre anni,” è evidente che non ci sia una chiara strategia poiché non può essere 62 anni la proposta, se il taglio è del 6% che corrisponde a 3 anni e 67-3 fa 64, quindi l’obbiettivo è sostituire finestra 100 (62+38) con calcolo misto con una nuova finestra 100 più penalizzante ovvero 64+36 con taglio del 6% in pratica un finestra 100 contributiva sotto mentite spoglie.
    E proprio sul sistema di calcolo contributivo mi pare che regni molto allarmismo e confusione, forse messa in giro ad hoc, sull’argomento. Leggo spesso che col contributivo si avrebbero tagli del 30% sull’assegno, io vorrei capire da dove deriva questo calcolo perché io ho dati completamente diversi.
    Con diversi amici abbiamo fatto alcune simulazioni sui nostri assegni futuri, e facendo confronti omogenei, le percentuali che otteniamo sono molto diverse.
    Ad esempio (per questioni di privacy userò nomi e importi fittizzi) il sig. Rossi con la regola attuale si pensionerebbe dopo 42 anni e 10 mesi ad un età di 63 anni e col calcolo misto avrebbe un assegno di 100, se la legge dovesse ipoteticamente dire che il sistema misto non è più in vigore andando in pensione con gli stessi requisiti ma col calcolo contributivo otterebbe 94,78 con una differenza solo del 5,21%, quindi ben meno del 6% proposto (che in realtà dovrebbe essere un 8% se si considera la regola di un 2% ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni), come dicevo questo taglio che appare piccolo in realtà è un calcolo contributivo mascherato, anzi in questo caso il contributivo puro sarebbe più conveniente. Certamente se ci fosse la quota 41 in vigore il sig. Rossi potrebbe accedere alla pensione a 61 anni con 41 di contributi e se fosse calcolata col sistema interamente contributivo il suo assegno sarebbe di 91,21 cioè l’8,88% in meno rispetto alla legge attualmente in vigore, però il confronto non è omogeneo poiché il sig. Rossi avrebbe lasciato il lavoro 2 anni prima, quindi dovrei confrontarlo per correttezza con un assegno misto maturato dopo 41 anni e non dopo quasi 43 che in realtà sarebbe di 96,17 contro il 100 iniziale. Dunque se confrontassi il 96,17 e il 91,21 la differenza sarebbe ancora attorno al 5% e non quasi 9.
    Viceversa se il sig. Rossi decidesse di continuare a lavorare fino alla pensione di vecchiaia a 67 anni e quindi versare contributi per quasi 47 anni il suo assegno ancorché calcolato col contributivo puro ammonterebbe a 114,61 quindi il 14,61% in più rispetto al pensionamento con i 42 anni e 10 mesi col misto. Quindi il contributivo non è che taglia solamente dipende da contributi ed età a cui si richiede la pensione.
    Quello che voglio dire è che non esiste una percentuale magica che stabilisce la differenza tra i due sistemi di calcolo ma ogni caso va studiato a se.
    Il pericolo che vedo sta nel voler studiare sistemi astrusi e con formule strane ma che in soldoni sia menzognero, in altre parole ti faccio credere che non ti applico il contributivo ma in pratica ottengo lo stesso risultato chiamandolo con un nome diverso cioè faccio la cosa che nego di voler fare. Sta succedendo anche adesso che finestra 100 sia chiamata quota 100 ma come ben sappiamo sono due cose completamente diverse.
    Secondo me sarebbe ora di cominciare a dire la verità, ovvero se vuoi stare a casa prima avrai più tempo libero ma meno soldi, accetti tutto ciò? Se la risposta è positiva si possono studiare vari sistemi di pensionamento flessibile, altrimenti saranno tutti piccoli aggiustamenti che alla fine non accontenteranno nessuno e creeranno ulteriori disparità e ingiustizie.
    Partendo da due pilastri imprescindibili, ovvero separare assistenza e previdenza e usare il calcolo contributivo per tutti, con eventuali aggiustamenti di tipo assistenziale per i casi meritevoli, si potrebbe avere:
    una finestra di pensionamento tra i 55 anni e i 64 anni dove ognuno sceglie liberamente quando vuole smettere di lavorare, questa è la forma più flessibile.
    Una forma un po’ più rigida è estendere l’opzione donna a tutti che quindi consentirebbe di pensionarsi a partire dai 58 anni con almeno 35 di contribuzione, nei fatti una finestra 93.
    Una quota 96 vera che ricomprenderebbe al suo interno quota 41 poiché chi ha cominciato a 14 anni e avesse tutti i contributi regolarmente versati lascerebbe a 55 e appunto 55+41=96. Ciò sarebbe anche vantaggioso per i precoci che avessero dei buchi contributivi. Pensiamo al ragazzino che ha dovuto accettare di lavorare senza che gli fossero pagati i regolari contributi perché altrimenti sarebbe stato messo alla porta dal suo datore di lavoro. Ad esempio un ragazzo inizia a lavorare a 14 anni ma ha un buco di 2 per il motivo sovraesposto, quindi in pratica con quota 41 si pensionerebbe a 57 anni avendo lavorato 43 anni ma solo 41 di contributi con quota 96 invece potrebbe “recuperare” un anno lasciando il lavoro a 56 con 40 di contributi e 42 di lavoro effettivo in luogo dei 43 precedenti.

    1. Mi sono fatta fare il conto da un caf di quanto inciderebbe sulla mia pensione il calcolo tutto contributivo rispetto al misto e da 1200 e col misto , se andassi in pensione col contributivo avrei poco più di 800 e ………qualcosa non torna nei calcoli?? A chi debbo credere??? A me risulta una decurtazione del 30% Che è tantissimo!!!

    2. …i vostri CALCOLI sul CONTRIBUTIVO non sono assolutamente indicativi perchè possono cambiare e di molto da situazione a situazione, ma comunque è APPURATO che le donne che optino per OPZIONE DONNA ci perdano molto più del vostro illusorio 5,21%….Tutta sta pappardella per accettare il calcolo contributivo per poter andare in pensione prima ??? Ma poi prima di cosa ??? 67 stabilito da chi ?? Oggi l’eta’ media di uscita è 62-63….del MONDO DEI PENSIONATI, quindi al massimo, chi vuole andar via prima di 63 è accettabile SOLO una piccola penalizzazione sulla sua parte RETRIBUTIVA…..P.S. Emilio, lasci perdere….che è meglio

  2. ….. Si prende in giro i lavoratori , manca il senso del rispetto sopratutto per i giovani che cercano il lavoro e che hanno di fronte un futuro sempre più incerto, si vergognino a chiamare pensione anticipata una pensione di 41 anni … al posto dei giovani si preferisce stazionare chi ha già dato il contributo necessario e quindi poter aspirare almeno a una vecchiaia serena, si incrementa la disoccupazione…….i soldi non ci sono si danno alle banche fallite. e poi qualcuno scrive che siamo in calo demografico.

  3. Non mi pare che il governo stia concedendo granché. In definitiva è molto simile all’APE volontaria. Forse lor signori politici dimenticano che noi passiamo la vita lavorando e non stando comodamente seduti a Montecitorio . Magari se non dovessimo distogliere così tante risorse, per fargli fare la bella vita, ci sarebbero le coperture per mandarci in pensione un po’ prima di arrivare all’età di Matusalemme.

  4. Ecco che, come sospettavo, il problema dello scalone che si paventa nel 2022, viene fuori in tutto il suo dramma. Sarei stato veramente curioso di sapere come il geniale Durigon avrebbe risolto il problema. Non certo con la quota 41xtutti, perchè anche per lui sarebbero arrivate critiche. Da chi? Da quei lavoratori che nel 2002 arrivati a 62-38 della quota 100, si troverebbero obbligati ad arrivare fino a 41, tre anni in più di lavoro e quindi arrivare a 62-41. Oppure fare contemporaneamente quota 100 e quota 41 ? Ma come ? Quota 41 da sola non era già troppo esosa ? Quindi fare entrambe le quote è matematicamente insostenibile. Lo possiamo dire senza troppi giri di parole ? Quota 100 è stata una norma pastrocchio e foriera di futuro caos. Nemmeno Lui sarebbe riuscito a risolvere la situazione. Intanto, a causa della norma pastrocchio, che ha bloccato per la bellezza di tre anni, qualsiasi seria possibilità di una normativa equa per tutti, in questi tre anni, migliaia di lavoratori sono ancora costretti e obbligati a sorbirsi la Fornero, tutta e fino in fondo al proprio deretano, per la gioia dei quota 100 ma soprattutto per la gioia della Lega che si è comprata i voti perenni.
    Quindi la situazione attuale è questa: Con la quota 100 ci sono stati migliaia di lavoratori penalizzati, pur avendo lavorato di più e versato di più. Un domani ci saranno nuovamente migliaia di lavoratori penalizzati perchè non potranno godere della favorevolissima combinazione 62-38.
    Davvero un gran caos, assurdo e pazzesco. Non ci sono parole per definire chi ha varato quella norma.

  5. Eventuale proposta del governo 62 o 64 anni di età e 38 di contributi, poi togliere il 2% per ogni anno di anticipo. E allora chi ha 41 anni di contributi e magari 58 di età come si sistema???? Possibile che non capiscano che chi ha 41 anni di contributi deve accedere alla pensione direttamente senza paletti tipo l’età anagrafica???? Lo capirebbe anche un bambino che sarebbe un’ingiustizia assurda!!!!

  6. Chiedo umilmente scusa, ma per un 62 disoccupato, con possibilità di reinserimento (???) pari a zero, con una trentina di anni di contributi faticosamente accumulati nel privato, i sindacati, il governo e tutte le parti interessate, cosa pensano di fare??!!!!!!!!

  7. E’ vergognoso che qualche anno fa i lavoratori con sistema retributivo andavano in pensione con un assegno addirittura maggiore dello stipendio e con meno anni di lavoro. Ora i “benpensanti” propongono di aumentare l’età pensionabile e tagliare l’assegno pensionistico. Hanno promesso che QUOTA 100 sarebbe rimasta fino alla fine del 2021 ed ora cambiano come il vento! Tante persone hanno creduto in questa misura e secondo me hanno diritto ad usufruirne fino alle fine del 2021. Perché alcuni si e altri no? Ah dimenticavo siano in Italia. Per quanto mi riguarda, lavoro da 40 anni e confidavo nella grande misura di “OPZIONE DONNA”. Mi han fatto i calcoli e dopo 40 anni di lavoro riceverei un assegno pari a quello di una donna che ha usufruito delle BABY PENSIONI di cui mai nessuno parla. Ricordo che chi ha usufruito di tale misura ha lavorato massimo 19 anni e sei mesi e conosco gente che è andata in pensione a 35/36 anni per la stessa cifra che oggi darebbero a me con 40 anni di servizio. Che belle lusinghe…Ricordatevi che la gente è stanca e lavora spaccandosi la schiena ed a volte purtroppo rimettendoci la vita. Questa è la ricompensa? Chi ha lavorato tutti questi anni avrà dato qualcosa al Paese o no? Scusate lo sfogo ma penso che alle prossime elezioni la gente saprà come comportarsi.

  8. E non ho finito!
    Vorrei pregare la redazione di voler chiedere cortesemente ai vari esperti pensionistici intervistati che credibilità pensano mai di poter avere quando da un lato si deve assistere alla sceneggiata che mandano in onda sulla “pensione di garanzia” da pensare a favore dei giovani precari di oggi mentre contestualmente si discute di tagliare del 30% e passa gli assegni in erogazione: una pensione ridotta a 1100 euro lordi (tagliata per oltre 350 euro mensili) sarebbe forse dignitosa??
    NO, NO, NO e poi ancora NO!!
    QUOTA 100 NON SI TOCCA!!!!!!!!!

  9. BORDA…….
    Ancora discorsi……
    BLA BLA BLA BLA BLA
    Vogliamo i fatti, basta PARLARE
    dovete approvare fino a scadenza di quota100 anche 41 per tutti senza vincoli DA SUBITOOOOOO
    Poi a gennaio 2022 si vedrà.

  10. Mi pare evidente che se andranno a toccare Quota 100, che come tutti ben sanno evidenzia risparmi molti consistenti rispetto a quanto era stato inizialmente stanziato, le conseguenze non saranno da poco.
    Chiedo: avrebbe ancora senso versare contributi ai sindacati visto che l’unica tutela effettiva degli aspiranti pensionandi arriverebbe solo da Salvini?? E quanti nuovi esodati si andrebbero ulteriormente a contare? E che credibilità avrebbero le nuove misure pensionistiche visto che dopo due anni gli stessi che le hanno proposte se le potrebbero rimangiano come farebbero ora? E fino a quando noi lavoratori continueremo a farci prendere in giro in questo modo? E perchè il conto della male gestione del denaro pubblico finisce sempre ad essere pagato dai lavoratori maturi, ieri come oggi? E fino a quando ce ne staremo buon i e zitti?
    QUOTA 100 NON SI TOCCA!!!!

    1. Caro Salvatore (Primo), se allude a me, chiamandomi quel “qualcuno”, non fa un servizio corretto alla discussione. Io avevo solo riportato alcune dichiarazioni fatte su questo stesso sito mesi fa, circa l’intenzione di alcuni lavoratori, che già nel 2019 avevano i requisiti, di attendere il 2021, anno di fine sperimentazione, per presentare domanda di pensione in modo che aggiungevano altri due anni di contributi alzando cosi il loro assegno pensionistico. Personalmente altri due li conosco nella vita. Non è quindi farina del mio sacco. Io non sostengo proprio niente, prendo solo atto della possibilità di rinviare un po per avere di più. Con rispetto.

      1. Gentile signo Franco Giuseppe,
        niente di personale e comunque non è il solo che ha pubblicato considerazioni sull’opportunità di aspettare a presentare la domanda per Quota 100 o qualsiasi altra forma di anticipo maturata.
        Il problema di fondo che io vedo (ma è una opinione personale, come le sue e quelle di chiunque altro) è che non ci si può fidare di nessun politico in Italia.
        Quota 100 è legge e con tutti i suoi difetti e se vogliamo iniquità verso coloro che ne restano fuori, è legge e deve essere rispettata la sua naturale scadenza che non è stata decisa da Salvini o da Dimaio, ma dal Parlamento del Popolo Italiano.
        Non passa giorno che Mattarella e compagnia cantando non perorino la causa del “rispetto per le istituzioni”, ma questo rispetto che essi ci ricordano è solo nel caso si tocchi loro privilegi o è per tutti?
        E’ una domanda semplice mi pare, no?
        A questo proposito vorrei invitare l’attuale governo a rispettare le decisioni del Parlamento e dare corso completo alla legge denominata “Quota 100” che a tutt’oggi risulta mancante di alcuni provvedimenti in essa contenuti e furbescamente rimandate con la scusa della mancanza dei decreti attuativi. Mi riferisco in particolare all’anticipo del TFS negoziato con le banche.

        La conclusione, comunque la si guardi è una sola: ognuno pensi al proprio interesse e alla propria convenienza perché è quello che i politici ci insegnano ogni giorno.
        Buona giornata.

  11. I soliti discorsi illusori…
    Parlano del futuro dei giovani…ma TANTO pur sapendo che questi ultimi non andranno mai a Marzo a protestare…(pensano che ci sia sempre tempo per incavolarsi…)
    Alla fine in piazza andranno le generazioni ANNI 60…o poco piu a battersi per qualche diritto…

  12. Manuela condivido quanto dice, è sempre stato assicurato e dichiarato che quota 100 già legge alla quale le persone hanno fatto affidamento e programmato arriverà a scadenza 2021 compreso e così come è, da molte e importanti personalità politiche e sindacali (anche qualche giorno fa), e che poi ci sarebbe stata una nuova riforma pensionistica, non si possono cambiare le regole in corso alle quali si e fatto affidamento ma deve andare avanti fino al 2021 compreso così come sono , come previsto e come sempre assicurato e dichiarato.

  13. Non è ammissibile che si ricattino i lavoratori con un età di 62, 63, 64…. e 40 anni di lavoro, (chi più e chi meno), barattando la flessibilità in uscita con la decurtazione percentuale sul futuro assegno o addirittura con il ricalcolo contributivo. La decurtazione è già insita nel fatto che se ti ritiri prima versi meno contributi prendi una pensione ridotta, è semplicemente una scelta soggettiva, ma alle condizioni sopra dette non tutti potranno scegliere ed è a questo che punta il governo, o meglio, una parte di esso. Il fatto è che i sindacati, che in questa fase si oppongono, staremo a vedere se saranno capaci di andare fino in fondo e imitare i nostri cugini francesi.
    Aggiungerei anche il peso non irrilevante che potranno avere le elezioni regionali che si terranno nei prossimi mesi.

  14. Io dico solo che in questo governo ci sono solo persone che non conoscono la parola dignità.
    Dove sono finite le assicurazioni “quota 100 arriverà alla sua naturale scadenza” ?
    Passano sopra a tutto senza alcuna dignità , l’ unico interesse è mantenere il posto in parlamento , infischiandosene di tutto e di tutti , gli incontri con sindacati , associazioni ed altro , sono solamente apparenze.

    1. Manuela condivido quanto dice, è sempre stato assicurato e dichiarato che quota 100 già legge alla quale le persone hanno fatto affidamento e programmato arriverà a scadenza 2021 compreso e così come è, da molte e importanti personalità politiche e sindacali (anche qualche giorno fa), e che poi ci sarebbe stata una nuova riforma pensionistica, non si possono cambiare le regole in corso alle quali si e fatto affidamento ma deve andare avanti fino al 2021 compreso così come sono , come previsto e come sempre assicurato e dichiarato.

  15. Io faccio un lavoro gravoso ed ho 59 anni. Spero al max tra 3 anni di poter dire basta. Non mi ci vedo oltre i 62 anni a fare carico e scarico in un deposIto di 50 mila mq. Sotto il sole e la pioggia, vento e ghiaccio. Tra 3 anni avrò 62 di età e 40 di contributi, credo che a quel punto la mia parte l’avrei fatta…

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