Pensioni anticipate, ultimissime news sconto contributivo madri: donne favorevoli?

Le ultimissime novità ad oggi 26 febbraio sulle pensioni anticipate vertono sulle ultime proposte emerse nel confronto con Governo e Sindacati; il sottosegretario Durigon avrebbe riferito che allo studio dell’esecutivo vi sarebbe un ‘importante modifica al Dl 4/2019 che andrebbe a favore delle lavoratrici madri. “Stiamo valutando una soluzione per le donne, 500 milioni all’anno é il costo per riconoscere un anno per ogni figlio”. La misura risulterebbe così in linea con quanto previsto già dall’Ape social, ma lo sconto contributivo ipotizzato per le donne con figli ha creato sui social non poco malcontento.

La stessa Orietta Armiliato, fondatrice del Comitato opzione donna social che si batte per l’importanza e la valorizzazione del lavoro di cura per tutte le donne, non poteva che non affrontare la questione sul gruppo e dire la sua alle iscritte, generando un piacevole e costruttivo scambio di opinioni in tal senso. Le Donne sono dunque favorevoli o no a questa nuova proposta governativa? Le donne madri devono avere ‘più diritti pensionistici’ rispetto alle lavoratrici che non hanno figli a carico, o si rischia un frantendimento della richiesta di valorizzazione del lavoro di cura e di creare donne di serie A e donne di serie B? Il punto ad oggi 26 febbraio 2019.

Pensioni anticipate 2019, sconto contributivo donne con figli, basta?

Così Armiliato sulla pagina del Comitato: “Il lavoro di cura, prevalentemente svolto dalle donne, é parte fondamentale del welfare informale del nostro paese indipendentemente dal fatto che le donne siano o meno madri; per quest’ultime, é chiaro che il peso si aggravi e che sia corretto pensare a un qualche riconoscimento in più a prescindere da un riconoscimento che sia per tutte quante.”

Molte iscritte hanno commentato il post esprimendo pareri differenti, vi é chi é favorevole ad un ‘bonus contributivo’ per le mamme, chi assolutamente contrario, eccovene una carrellata dei più significativi.

Pensioni 2019, bonus contributivo figli: favorevoli/contrari

Assunta T: “Concordo Orietta perché tutte le donne #sonoincredito, ma chi è anche madre meriterebbe un pur se minimo riconoscimento in più. Non è discriminazione ma attenzione a diverse esigenze delle lavoratrici”. La pensa diversamente Marina D: “Concordo pienamente Orietta. Non ci devono essere donne di serie A e di serie B”.

Emilia S. aggiunge:Verissimo!!!!!!!!!!!!!! È importante!!!!! Si dedicano 24 ore al giorno!!!!!!!…… quando si Hanno genitori invalidi in casa da accudire!!!!!!…non si vergognano???????… dovrebbero provare loro a essere soli con anziani malati!!!!! Vita sociale zero!!!!!!!!! Tutto abbandonato!!!!! E senza riconoscere i contributi figurativi per la pensione!!!!!!! Vergognatevi!!!!!”. L’Armiliato però controbatte spiegando che anche in questo caso, se si pensasse solo alle donne che assistono disabili, si fraintenderebbe il senso intrinseco della valorizzazione del lavoro di cura per cui si batte: “Ok, però ho idea che ancora non sia chiaro che cosa si intenda quando si parla di ‘lavoro di cura’ che é peculiare e differente dall’occuparsi di persone disabili, ho idea che bisognerà tornarci su”. Filomena V avvalora quanto detto dall’amministratrice aggiungendo: “Emilia S. il lavoro di cura per me è anche quello che svolgiamo nell’ambito familiare che ci siano o no persone disabili”.

Il dibattito prosegue evidenziando come ogni realtà pesi differentemente sulle spalle delle donne (siano esse madri, care giver disabili, donne senza figli che si occupano del menagé famigliare), la donna ha comunque, qui emerge chiaramante dalle dichiarazioni, la percezione di avere un carico maggiore di lavoro di ‘cura’ sulle spalle rispetto all’uomo. Che non si tratti solo di percezione, ma di dati oggettivi pare confermarlo Monica Z, una lavoratrice che riporta, nel suo commento, dati Istat.

Pensioni anticipate, le donne sono in credito, Il Governo lo sa?

Monica Z: “È assolutamente corretto ciò che scrivi, cara Orietta, e non è una tua, o mia, o nostra opinione ma, un dato di fatto, certificato anche da un ente di statistica/ricerca come l’ISTAT, che il lavoro di cura, inteso in senso ampio, è il “welfare informale” che sostiene e spesso sostituisce, il “welfare formale” che sono i servizi dello Stato come l’asilo nido o la casa di riposo, o il centro diurno o il doposcuola e altri.

Senza il welfare formale e anche quello informale, difficilmente lo Stato potrebbe arricchirsi tramite il lavoro e l’impresa che impiega forza lavoro in età da lavoro; i minorenni e gli anziani che compongono la società con gli adulti, abbisognano di accudimento; ma anche una persona adulta ne necessita e come descrive l’ISTAT spesso sono le donne che, in una famiglia, sacrificano la carriera lavorativa e di conseguenza la pensione invece che gli uomini, perché c’è da adempiere quelle azioni che portano via tempo ed energie, che soddisfano i bisogni primari, come l’alimentazione e l’igiene. Poi conclude: “Dovrebbe, quindi, essere naturale il riconoscimento del “diritto naturale” di chi si occupa del lavoro di cura, di avere sostentamento p. es. nel perfezionamento del diritto alla pensione, tramite leggi specifiche che lo quantificano in termini di contributi previdenziali o di sconto anagrafico. Teniamo alta l’attenzione, per noi e per le nostre figlie, che vivono ancora in questa nostra cultura italiana non sufficientemente paritaria”.

Dove vi collocate in questo prezioso confronto? Tra le favorevoli o le contrarie allo sconto contributivo per le lavoratrici madri proposto da Durigon?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

5 pensieri riguardo “Pensioni anticipate, ultimissime news sconto contributivo madri: donne favorevoli?

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    27 Febbraio 2019 in 16:34
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    Io penso che ci vuole un po’ di riguardo per le donne, hanno fatto sempre doppio lavoro fuori e dentro casa. crescendo figli, aiutare i propri genitori già anziani e non è finita qua la donna è sempre attiva anche nella cura e crescita dei nipotini.

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    27 Febbraio 2019 in 15:52
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    Penso che tutte le donne che svolgono lavori di cura debbano ottenere un adeguato riconoscimento, proporzionale all’identità di tale lavoro, ad esempio numero di figli, assistenza a genitori…. Dovrebbero essere cumulabili ed incidere sia sull’ età anagrafica che suicontributi richiesti. Dovrebbe inoltre essere legge,non esperimento

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    27 Febbraio 2019 in 11:36
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    Ciao a tutte/i come ho già scritto in altri post vorrei esprimere la mia opinione anche qui. Io in quanto donna lavoratrice sono ovviamente d’accordo con aiuti, sconti, bonus ecc.. La cosa importante è che in sede di ” studio ” si pensi bene alle varie opzioni che possano aiutare davvero tutte le donne lavoratrici indistintamente. Ad esempio leggo che si parla di sconto ” contributivo “, ma questo sconto riguarderebbe solo esclusivamente la quota 100 ? cioè invece dei 38 anni contributivi richiesti verrà scontato uno o più anni? e se la lavoratrice in questione avesse già superato l’anzianità richiesta ( magari ha già 39 o più anni ) ? in questo caso si potrebbe applicare lo ” sconto ” sui requisiti contributivi richiesti dalla Fornero ? oppure potrebbe essere applicato lo sconto riducendo l’età prevista di 62 anni? Perché se l’aiuto verrebbe applicato solo sull’anzianità contributiva inevitabilmente ci saranno donne escluse. ( come me che ho quasi 40 anni di contributi ma 60 anni di età, nel mio caso appunto lo sconto sui contributi non servirebbe ma anche un solo anno di aiuto per l’età sarebbe davvero apprezzato).

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    26 Febbraio 2019 in 20:35
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    Favorevole ovviamente. Non si può trattare comportamenti differenti allo stesso modo.

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