Pensioni anticipate ultimissime notizie sul decreto, D’Achille: ‘Giudizio Negativo’

Le ultime notizie sulle pensioni anticipate di oggi 28 febbraio arrivano da un interessante post di Mauro D’Achille, amministratore del gruppo “Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni” che pochi istanti fa ha analizzato l’approvazione in Senato del decreto sulle pensioni.

Vediamo le ultimissime, l’analisi dei costi della misura e il primo giudizio in merito su quanto fatto fino a questo momento, con tutti gli emendamenti proposti che sono stati bocciati in Senato.

Ultimissime Pensioni anticipate, le notizie da Mauro D’Achille sul decreto

Ecco il post sulle pensioni anticipate scritto da D’Achille nel gruppo facebook: “Dunque, il decretone è stato approvato al Senato tra i fischi delle opposizioni e gli applausi della maggioranza. Premettendo che alla Camera ci saranno altre modifiche, chiaramente soltanto quelle proposte dalla maggioranza, un giudizio nel merito non può che essere negativo.

Perché? “È impossibile dare un giudizio sul decreto-legge in esame senza partire dalla Legge di bilancio 2019, visto che questo provvedimento rappresenta il cuore della politica economica del Governo per i prossimi anni. Reddito di cittadinanza e interventi sulle pensioni non arrivano infatti da Marte, ma dalle scelte irresponsabili compiute in quella sede. Essi vanno etti all’interno di una visione di politica economica che sta già dispiegando i suoi effetti recessivi in virtù del taglio degli investimenti, dell’aumento del costo del denaro e del deterioramento delle aspettative.

La maggioranza ha scelto deliberatamente di far pagare al Paese un prezzo elevatissimo, materiale e di reputazione, per Finanziare a qualunque costo il Reddito di cittadinanza e la cosiddetta «Quota 100» per le pensioni. Questo decreto-legge vede dunque la luce per spendere rapidamente – in maniera frettolosa, più che urgente – le risorse a questo fine stanziate dalla Legge di bilancio (commi 255-258 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145): 17 miliardi di euro per i prossimi tre anni per il Reddito di cittadinanza, ulteriori rispetto alle risorse già stanziate dai governi Renzi e Gentiloni per il contrasto alla povertà (4,9 miliardi di euro nel 2019, 5,9 miliardi nel 2020 e 6,2 miliardi nel 2021, che si sommano ai circa 2,2 miliardi di euro annui derivanti dall’abolizione del Reddito di inclusione dal 2019); ai quali vanno aggiunti 21 miliardi di euro nel triennio per le pensioni anticipate (4 miliardi di euro nel 2019, 8,3 miliardi nel 2020 e 8,7 miliardi nel 2021).

Si tratta di 38 miliardi di euro in tre anni: risorse ingenti con effetti nulli – se non negativi, come nel caso dei prepensionamenti – sulla crescita potenziale dell’economia italiana. Ed effetti redistributivi fortemente iniqui, ancora una volta soprattutto per le misure sulle pensioni” conclude.

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

16 pensieri riguardo “Pensioni anticipate ultimissime notizie sul decreto, D’Achille: ‘Giudizio Negativo’

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    1 Marzo 2019 in 16:03
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    Gent.ma Erica Venditti, nessun attacco e nessuna offesa nei confronti di nessuno . Parlavo di scelte e di compagni di viaggio. Io preferisco stare al lato delle persone deboli, dei lavoratori e dei pensionati e non della confindustria. Ho parlato della mancanza di manifestazioni e proteste sindacali quando si demoliva lo stato sociale il welfare e i diritti dei lavoratori e di manifestazione nazionale con confindustria a braccetto quando si promulgano leggi, con tantissimi difetti e perfettibili che cercano delle soluzioni per categorie vessate (con tutta la solidarietà nei confronti di persone che risultano ancora penalizzate e nella speranza che si possa trovare una soluzione giusta).
    L’unico aggettivo che ho usato è rosicone. Ma di questo si tratta perché aderire e promuovere la manifestazione del 9 febbraio dimostra proprio questo e cioè un forte dispiacere dell’enorme adesione e popolarità di quota 100 a confronto con gli scarsi risultati ottenuti, nel recente passato, dalla parte politica di quel signore, in temi pensionistici.

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    28 Febbraio 2019 in 17:39
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    Ma possibile (che esempio il mio caso ) per andare un anno prima in pensione es 42 invece che 43 mandiamo tutti in ROVINA? La fornero aveva fatto i calcoli che con la riforma veniva ingessato il sistema pensionistico.
    67 o 43,3 )con ADV che puntava dritto a 45 anni di contributi . REQUISITI CHE NON SONO RICHIESTI DA NESSUN PAESE OCSE. Quindi voleva che parecchi di noi cedessero sotto la fatica e lo sfinimento!
    Benvenuti i legastellati che fanno saltare questo stillicidio ,poi a guardare con i tagli ci guadagnano pure!

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    28 Febbraio 2019 in 17:29
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    D’ACHILLE SAPPIA CHE LA RECESSIONE NON E’ DOVUTA ALLA MANOVRA DEL GOVERNO BENSI’ E’ IN TUTTA EUROPA. CERTO CHE IL PAESE PAGHERA’ FORSE UN PESO ELEVATO, MA NOI COMUNI MORTALI SIAMO STANCHI DI CONTINUI SACRIFICI E POI NULLA. ALLORA VA BENE CHE OGNI TANTO UNA CARAMELLA VENGA DATA ANCHE NOI. DA COME HA IMPOSTATO IL COMMENTO SI DEDUCE CHE LEI D’ACHILLE DEVE ESSERE GIOVANE, MA NOI SIAMO STANCHI DI PAGARE ANCHE PER VOI GIOVANI E A NOI CHI CI PENSA…. BABBO NATALE.

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      3 Marzo 2019 in 12:37
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      LA RECESSIONE E’ DOVUTA A CHI SPAVENTA PENSIONATI E RISPARMIATORI CHE, IMPAURITI, SMETTONO DI SPENDERE CREANDO RECESSIONE.
      QUINDI, PER ESEMPIO, SE SI PAVENTA UN TAGLIO DI PENSIONI GIA’ IN ESSERE O FUTURE, I PENSIONATI E I PENSIONANDI SMETTERANNO DI SPENDERE PER CREARSI UN RISPARMIO “DI RISERVA” PER EVENTUALI, TEMUTI, TEMPI PEGGIORI. CREANDO RECESSIONE.
      ALLORA SI PAVENTERA’ UNA “PATRIMONIALE” SUI CONTI CORRENTI PER INDURRE A SPENDERE I RISPARMI PRIMA CHE LA EVENTUALE PATRIMONIALE LI COLPISCA.
      SE POI LA PATRIMONIALE LA METTESSERO VERAMENTE? ALLORA, PERSONALMENTE, IO, CHE HO UN MUTUO DA PAGARE, SE TEMO LA PATRIMONIALE, PARLO PER ME, USEREI I MIEI RISPARMI PER ESTINGUERE TUTTO O PARTE DEL MUTUO, EVITANDO COSI’ UNA EVENTUALE, FUTURA, PATRIMONIALE SUI MIEI RISPARMI. E MI DISPIACE PER LA BANCA CHE, AVENDOMI MESSO UN TASSO ALTINO SUL MUTUO E INTERESSI MOLTO BASSINI SUI MIEI RISPARMI, CI RIMETTEREBBE DALL’OPERAZIONE.
      COSA NE DITE, FACCIO BENE?

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    28 Febbraio 2019 in 14:34
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    Onorevole D’Achille, se, pur continuando a prelevare contributi previdenziali sugli stipendi ogni mese, LE PENSIONI LE ABOLISTE DEL TUTTO, GLI EFFETTI “REDISTRIBUTIVI” E SUL DEBITO PUBBLICO, SAREBBERO ANCOR PIU’ POSITIVI; PERCHE’ NON FARLO? FORSE PERCHE’ SAREBBE, QUESTO SI, INIQUO? O PERCHE’ DAREBBE UN TANTINELLO TROPPO NELL’OCCHIO? GUARDI CHE QUANTO ACCADE DAL 2011 DA’ GIA’,” MOLTO”, NELL’OCCHIO; O CI ARRIVEREMO? LEI CHE NE PENSA?TANTO PER SAPERE…
    ANCHE PER SAPERE SE, A QUESTO PUNTO, CONVENGA, E SIA GIUSTO, QUALCUNO POTREBBE CHIEDERSI, ANCORA, PAGARE I CONTRIBUTI PENSIONISTICI E SE, QUALCUNO, ILLECITAMENTE, POTREBBE ESSERE SPINTO A “LAVORARE IN NERO”, DATO CHE, POTREBBE, ILLECITAMENTE, PENSARE: “NO PENSIONE, NO CONTRIBUTI!”

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    • Erica Venditti
      1 Marzo 2019 in 10:38
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      Giuseppe Mauro D’Achille non éun onorevole, ma l’amministratore del gruppo ‘Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni’

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        2 Marzo 2019 in 16:03
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        Non lo sapevo, chiedo scusa. Non conoscendolo gli ho dato dell’Onorevole, così ero sicuro di non sminuirlo!

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    28 Febbraio 2019 in 14:20
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    Onorevole D’Achille, a me sembra che “il tallone d’Achille” delle Sue dichiarazioni risieda nel CONFONDERE:
    – UN DOVUTO “DIRITTO” ALLA PREVIDENZA, ORMAI RIDOTTA QUASI A NUOVA TASSA PER UN QUALCOSA DA DISTRIBUIRE NON SECONDO REGOLE CONCORDATE IN ANTICIPO TRA STATO E LAVORATORE MA “COSA ALTRUI” DA POSTICIPARE E PEGGIORARE A PIACIMENTO UNILATERALMENTE E CONTINUAMENTE, FINO A DIVENIRE QUASI UNA INUTILE “MANCETTA” DI PREMORIENZA, E,
    – PER USARE UN EUFEMISMO, L'”ASSISTENZA COSTITUITA DAL REDDITO DI CITTADINANZA”, QUESTA SI, PROBABILMENTE, DOVEROSAMENTE DA EVITARE E, EVENTUALMENTE, NON ESSENDO UN DIRITTO PAGATO, METTERE A CARICO DELLA FISCALITA’ GENERALE, COME NEGLI ALTRI PAESI, E NON A CARICO DELLE PENSIONI STRAPAGATE ALTRUI (33% DI CONTRIBUZIONE, LA PIU’ ALTA DEL MONDO).
    BASTA CONFUSIONE TRA IL ” DIRITTO” ALLA PREVIDENZA E L’ASSISTENZA, TRA “PREDAZIONE” ORMAI QUASI SFACCIATA DI QUANTO SPETTEREBBE AI LAVORATORI CHE SI PAGANO LA PENSIONE PER VEDERSELA CONTINUAMENTE SCAPPARE DAVANTI COME LA FINTA LEPRE DELLE CORSE DEI LEVRIERI!
    CHE LE ISTITUZIONI DELLO STATO INIZINO AD ONORARE I LORO CONTRATTI CON I LAVORATORI IN TEMA DI PENSIONI OPPURE, TEMO, I CITTADINI PERDERANNO FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI; MAGARI FATE ONORARE IL DOVERE AI 110 MILIARDI ANNUI DA PAGARE AGLI EVASORI FISCALI CHE SE LA RIDONO ALLA GRANDE, E FATE PAGARE QUESTI INVECE CHE CHI GIA’ HA PAGATO SEMPRE E TANTO QUANTO DOVUTO E, FORSE, “PIU'” DEL DOVUTO; PER SENTIRSI POI ANCHE DIRE CHE STA CHIEDENDO TROPPO, “ADDIRITTURA” DI ANDARE IN PENSIONE DA VIVO!
    ONOREVOLE D’ACHILLE, I PENSIONANDI E I PENSIONATI NON SONO IL SALVADANAIO DEI GOVERNI CHE NON RIESCONO A FAR PAGARE GLI EVASORI FISCALI! SE MAI SI INIZIA, MAI SI AVRANNO I SOLDI DOVUTI DA COSTORO E I LAVORATORI SONO ARCISTUFI DI FARE DA SALVADANAIO PER L’INEFFICIENZA DI CHI DOVREBBE STANARLI, GLI EVASORI, SOLO PERCHE’ E’ PIU’ FACILE, CON UN VOTO DI FIDUCIA, “IMPROPRIAMENTE”, PRENDERE SOLDI DOVE CI SONO INVECE CHE DOVE “ANDREBBERO” PRESI!

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    28 Febbraio 2019 in 13:36
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    Questo scrive stamattina Davide Colombo sul Sole 24 ore: “…in meno di un mese “quota 100” e le altre flessibilità prorogate e ampliate hanno dato risultati ben superiori a quelli raggiunti in due anni dalle “flessibilità selettive” dei governi Gentiloni e Renzi: Ape sociale e le altre norme, in 24 mesi, non hanno generato più di 60 mila nuovi pensionamenti anticipati.”
    Tutte le critiche esagerate fanno pensare che sia una certa dose di invidia ad alimentarle.
    Quota 41 per tutti? Si, certo sarebbe stata una scelta più equa. Quota 100 senza paletti? Si anche in questo caso. Ma non ce lo possiamo permettere!
    E allora chiederei a quel gran “Rosicone” del Signor D’Achille: Meglio che non ci andava nessuno come con i mitici Renzi e Gentiloni suoi “acclamati idoli”? Oppure meglio incominciare, con quei pochi soldi disponibili, a svuotare una massa bloccata dalla sciagurata riforma Fornero, mai osteggiata dal PD e dal sindacato con la stessa veemenza di oggi con quota 100?

    Io vedo che a questo individuo di cui sopra piace invece la rassegnata irrilevanza di quel tanto galantuomo quanto impalpabile Deputato PD Cesare Damiano che per anni ha predicato nel deserto per cercare sbocchi ai pensionati in attesa di una giusta soluzione. Non si capisce perché poi, visto che sempre è stato ostacolato nelle sue azioni, il Buon Damiano, non abbia voluto capire che magari poteva fare qualcosa abbandonando il PD dei Renzi, Gentiloni, Lotti, Boschi e compagnia cantante. Io un’idea ce l’ho…

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      28 Febbraio 2019 in 14:50
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      Il problema è che l’impressione che ricevo, posso sbagliare, è che ormai, alcuni Governi, “pungolati” da Bruxelles, che vuole che qualcuno paghi il dovuto (e chi è questo qualcuno?), abbiano dimenticato che la pensione sia un diritto che il lavoratore si paga ogni mese col 33% di contribuzione (la più alta del mondo) e che, come accaduto col TFR/TFS “sequestrato e congelato” per anni, sia “cosa loro” da “regalare”, come fosse non un diritto ma una elargizione, una elemosina, un regalino, una “caramella da distribuire” a piacimento, quando e come vogliono loro, a loro insindacabile giudizio!
      E, allora, se così fosse, BASTA CONTRIBUTI “OBBLIGATORI”, chiudiamo l’INPS e lavoriamo finché campiamo (tanto ormai, di fatto, è quasi così) ma senza dare più un euro per un qualcosa che sembra divenire sempre più lontano e più improbabile!:
      “NO PENSIONE, NO CONTRIBUTI!”.
      PER PAGARE BRUXELLES FACCIANO PAGARE GLI EVASORI FISCALI PER 110 MILIARDI ANNUI, STANANDOLI DAI LORO PARADISI FISCALI! O E’ TROPPO FATICOSI RISPETTO AL METTERE, IN UN MINUTO, UNA LEGGE AL VOTO DI FIDUCIA DI CHI MAI ABBANDONEREBBE LO SCRANNO RIFIUTANDOLA?

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      28 Febbraio 2019 in 18:33
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      A quanto ho capito a questo signore di nome Davide Colombo pare che la giustizia sociale non importi nulla. Non vi potevate permettere quota 41 per tutti ? Ok. Ma pare che con questa quota i potenziali usufruitori siano stati conteggiati in 470.000 mila. Le sembran pochi? Crede che se si fosse cominciato magari abbassando di un anno la legge Fornero e tolto l’aspettativa di vita sarebbero stati molto di più? Perchè non ci porta dati a confronto? Ci può spiegare onestamente per quale motivo mandare in pensione gente con soli 38 anni di contributi ? Glielo dico io, SI per risparmiare ma creando un’esercito di pezzenti che avranno una pensione inferiore ai mille euro. Asserisco questo perchè quando andrò in pensione io con la massima di 43 anni prenderò a malapena 1300 euro e se gli studi effettuati sono veri, un pensionato con quota 100 (62-38 ) avrà un taglio fino al 30% avendo meno contributi versati e un periodo più lungo di fruizione. Chi è la massa che è rimasta bloccata dalla Fornero? Chi aveva ancora pochi contributi o chi era in prossimità della pensione? Siamo noi precoci con 40-41-42 anni che siamo bloccati sul lavoro e dopo questa riforma lo saremo ancora. Siamo noi che pagheremo la pensione a chi ha meno contributi. Una cosa giusta e onesta l’ha detta il sig. Colombo: “Quota 41 per tutti sarebbe stata più equa”, ed infatti si son guardati bene dal farla: “Troppo equa”. Almeno da quel lato la Fornero è stata più onesta ed equa penalizzando tutti allo stesso modo mentre questo governo premia chi ha lavorato meno, chi ha versato meno e chi ha iniziato a lavorare a 24 anni. Di noi che ci abbiamo lasciato la gioventù nelle fabbriche al sig. Colombo non può fregare di meno. Si vergogni sig. Colombo e quando stasera torna a casa, dia una carezza sulla testa del suo bambino e gli dica che suo padre è ……..una brutta persona.

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      1 Marzo 2019 in 10:07
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      Non mi pare sia onorevole. Certo che se lo fosse sarebbe il caso di preoccuparsi seriamente

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      1 Marzo 2019 in 11:22
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      Proprio come dice Erica Venditti, D’Achille è una persona come tanti che amministra, in modo discutibile, un gruppo facebook. Il signor D’Achille con i suoi commenti ha dimostrato ampiamente di essere rancoroso e rosicante verso coloro che hanno prodotto dei risultati concreti, anche discutibili, se vogliamo. Lui insieme a tanti altri e, per la prima volta in assoluto con la Confindustria, sono resuscitati per la manifestazione del 9 Febbraio, mentre quando si smantellava lo stato sociale, i diritti dei lavoratori ed il welfare sono rimasti muti come pesci. Ma è risaputo che ormai per le classi deboli, per i lavoratori ed i pensionati hanno allergia e preferiscono i Montezemolo, i Boccia, i Calenda e la Confindustria. Auguri e buona estinzione.

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      • Erica Venditti
        1 Marzo 2019 in 14:15
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        Sergio, non é onorevole certo, ma D’Achille é molto preparato sul fronte previdenziale, penso stia semplicemente esprimendo un giudizio personale sulla riforma a fronte della sua preparazione. Non vi é il caso di attaccarlo , lei può esprimere la sua senzaoffendere nessuno. Grazie molte.

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        2 Marzo 2019 in 16:15
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        Caro Sergio,
        “quando si smantellava lo stato sociale, i diritti dei lavoratori ed il welfare” e quando, in un minuto, sono stati distrutti il futuro, i sogni, i progetti e, soprattutto, I DIRITTI, di milioni di lavoratori e pensionandi, è “INSORTO” IL SINDACATO CON UNO SPAVENTOSO, TERRIFICANTE, TREMENDO, TERRORIZZANTE SCIOPERO DI TRE ORE, TRE ORE TRE!
        UNO SCIOPERO DI TRE ORE PER UN “MASSACRO SOCIALE” DEL FUTURO E DEI DIRITTI STRAPAGATI E CONQUISTATI DAI LAVORATORI CON DECENNI DI LOTTE SINDACALI, CHE ERANO STATE FATTE ANCHE, QUESTE QUI, POI DISTRUTTE, SI, VERAMENTE, ANCHE PER LE FUTURE GENERAZIONI!

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