Pensioni anticipate ultimissime su quota 100 e emendamenti da Salvini e Damiano

Pensioni anticipate ultimissime su quota 100 e emendamenti da Salvini e Damiano

Le ultime notizie di oggi sulle pensioni anticipate arrivano dalle parole di Cesare Damiano, che chiede alcuni emendamenti importanti al decretone (esodati, Ape Social, donne) e da quelle del vice-premier Matteo Salvini.

Il Leader della Lega conferma la sua soddisfazione per la nuova quota 100, ribadendo la bontà di questa forma di pensione anticipata per la gente che era “ingabbiata dalla legge Fornero“. Ecco le ultime dichiarazioni di oggi 12 febbraio.

Ultimissime novità su Pensioni anticipate: parla Damiano su emendamenti

In una nota all’ agenzia di stampa Askanews, Damiano ha reso noto il suo pensiero sulle pensioni anticipate, spiegando cosa servirebbe negli emendamenti presentati in commissione lavoro: “Mi auguro che nella pioggia di emendamenti prevista per il ‘Decretone’, ci sia anche una norma per salvare gli esodati, circa 6.000, rimasti ancora intrappolati dalla legge Fornero. Nella scorsa legislatura i componenti Pd della Commissione Lavoro della Camera si sono battuti per conquistare otto salvaguardie per gli esodati, che hanno mandato in pensione oltre 150.000 lavoratori, anche con il contributo dei gruppi di opposizione. Mi auguro che la battaglia continui con la nona salvaguardia o con misure di equivalente efficacia che risolvano definitivamente il problema. Il ‘Decretone’ è l’occasione buona”.

Poi il dirigente del PD continua chiedendo altri emendamenti importanti: “Il primo emendamento da fare è correggere l’attuale norma dell’Ape sociale che consente ai disoccupati che abbiano 63 anni di poter accedere alla pensione con soli 30 anni di contributi. A condizione, però, che abbiano terminato l’utilizzo degli ammortizzatori sociali: questo vincolo va cancellato. Bisogna considerare che di circa 80.000 domande per l’Ape sociale, oltre il 75% riguarda persone disoccupate. Inoltre, rendere strutturale l’Ape aiuterebbe a risolvere il problema. Si tratta di una questione di giustizia: se si concentra tutto su Quota 100 si privilegiano solo i lavoratori che hanno alle spalle lunghe e stabili carriere: 38 anni di contributi, infatti, non sono alla portata di tutti. Poi Damaino conclude “In questo modo si discriminano le donne, i giovani che svolgono lavori precari, le attività discontinue di stagionalità e di cantiere e i disoccupati”.

Pensioni anticipate ultimissime oggi 12 febbraio su quota 100: Salvini contento

Intanto Salvini si gode la vittoria in Abruzzo del centrodestra, aiutata probabilmente anche dalle pensioni anticipate e dal superamento della legge Fornero che hanno portato voti alla Lega. Sui social Salvini ha ripreso un passaggio della sua intervista a SkyTg 24 e ha ribadito: ” Gente che era ingabbiata dalla legge Fornero potrà scegliere se andare in pensione, lasciando il posto ad altrettanti giovani. Questa è la politica che cambia la vita”. Il post si conclude poi con l’hastag #quota100.

E proprio su quota 100 gli ultimi dati parlano di oltre 35mila domande arrivate all’INPS, e Salvini citando questi numeri ne ha approfittato e ha risposto ai Sindacati che sono scesi in piazza nello scorso week-end per protestare contro il Governo: ” Mi incuriosisce come una CGIL che era stata muta quando veniva approvata la Legge Fornero, nella prima settimana in cui è stata smontata quella Legge scenda in piazza. Ma è una curiosità solo mia”

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

14 pensieri su “Pensioni anticipate ultimissime su quota 100 e emendamenti da Salvini e Damiano

    1. Come non vale più Gaetano? Al più verrà estesa, se passeranno gli mendamenti, perché non dovrebbe più valere? Non é in discussione, ed é già stata approvata, con 62+38 anni di contributi, se maturati entro il 31/12/2021, si può accedere alla pensione

  1. Leggo con piacere dell’elezione di Landini a Segretario della CGIL; persona che stimo e considero sinceramente rispettosa del mondo del lavoro e dei lavoratori e pensionati, ultimamente ridotti, di fatto, “sul lastrico” e depredati dei loro strapagati diritti, ideologicamente e materialmente.
    Però, quando Lo sento esordire, parlando di pensioni, dicendo che per il diritto a pensionamento “NON TUTTI I LAVORI SONO UGUALI”, inizio a preoccuparmi del fatto che, sicuramente in buonissima fede, stia anche Lui cadendo nel tragico errore di ragionare ENTRO LA STESSA LOGICA che viene dal 2011 in poi e che vorrebbe che, in pensione, dopo essersela strapagata, ci si vada NON per realizzare i progetti che si erano fatti da giovani e da realizzare, finalmente, al pensionamento ma solo quando, di fatto, non puoi più lavorare perché non ti reggi in piedi e ti sdrai su un letto ad attendere la morte…
    Caro Landini, “per il bene che ti voglio”, spero di sbagliare nel ricevere l’impressione, da questa dichiarazione, che anche Tu, non volendo, SIA PREDA, e TI PREGO DI USCIRNE SPEZZANDOLA E RIVOLUZIONANDOLA, DELLA LOGICA REAZIONARIA che, dal 2011 in poi, ricevo l’impressione abbia sfruttato una – eventuale – crisi per quella che a me sembra essere stata una rivincita ideologica politica di destra contro il mondo del lavoro e delle sue conquiste strapagate con decenni di lotte sindacali.
    Caro Landini, spero che il “Divide et impera”, la guerra tra poveri, che tanto evidente e tanto malaugurato successo ha avuto finora da chi ricevo l’impressione abbia in odio il mondo del lavoro e i suoi diritti, il mettere i “privilegiati” pensionati contro le “future generazioni”, da questi, secondo una infondata quanto infamante accusa e calunnia, “depredate del loro futuro”, e questo metodo di odio sociale di “tutti contro tutti” non sia ora arricchito, non volendo, a fin di bene, anche dal tuo “NON TUTTI I LAVORI SONO UGUALI!”.
    Basta con l’ideologia dell’”ospedale da campo” e dell’”eterna emergenza” e della “coperta corta” che ti fa scoprire alcuni se vuoi coprire altri; SCOPRIAMO I “PADRONI” E GLI EVASORI PER 110 MILIARDI ANNUI CHE, EVIDENTEMENTE FINORA IMPUNITI, SE LA RIDONO ALLA FACCIA DI CHI I SOLDI SE LI GUADAGNA COL SUDORE DELLA FRONTE E, LA CRISI, EVENTUALE, FACCIAMOLA PAGARE A LORO!
    E, in pensione, TUTTI, andiamoci da vivi, e presto, e tutti con le stesse buone regole, UGUALI PER TUTTI, di una volta; E PER DIVERTIRCI DA ANZIANI MA VIVI, E NON IN ATTESA DELLA MORTE IMMINENTE E SOLO PERCHE’ ORMAI NON C’E’PIU’ NULLA DA SPREMERE…!
    Con immenso rispetto e stima ti faccio i migliori auguri di una gestione che ripristini IL DIRITTO ALLA VITA E AL PIACERE DELLA VITA, ALLA PENSIONE DA “ANCORA IN VITA” CONQUISTATI COL LAVORO! E NON CON L’ELEMOSINA DI STATO!
    Saluti comunisti,
    Giuseppe C.

    1. Perché non avremmo dovuto? Qui c’é libertà di pensier, se i toni sono rispettosi, non si insulta pesantemente nessuno, pubblichiamo ogni commento Pantaleo

  2. DAMIANO, DOVEVI SPIEGARE COSA SERVIVA AI TUOI DEL PD ALLORA QUANDO NON TI HANNO ASCOLTATO. ADESSO NON SI PUO’ MODIFICARE PIU’ DI TANTO L’IMPIANTO DELLA RIFORMA, IN QUANTO I SOLDI A DISPOSIZIONE SONO POCHI. E ALLORA NON FARE IL TONTO E ACCETTA LE COSE COME SONO, CHE A ME SEMBRA GIA’ QUAL’COSA. SE FOSSI IN LEI PRENDEREI POLETTI E NANNICINI 2 CIUCCI IN 1 E LI METTEREI A DIRIGIRE IL TRAFFICO AL CAIRO

  3. Sarebbe molto più giusto prima mandare in pensione quelli che hanno versato 41 42 ecc anni di contributi e poi pensare a tutti gli altri che hanno lavorato e versato di meno!! Non vi sembra più logico?

  4. Ma per piacere Damiano non commentare la riforma pensionistica.
    La riforma per i 41 redatta, credo, da te e sostenuta nascosta nei cassetti di Poletti e Renzi bastava applicarla e tutto questo non sarebbe successo ed il PD non sarebbe stato asfaltato.

  5. Capisco dare l’aiuto a tutti . Ma siccome inps è una assicurazione prima devono pagare quelli che hanno versato 40/41/42/43 anni di contributi poi fanno un fondo ad hoc e se hanno i soldini pagano le pensioni a quelli di 30 ecc ecc. il nostro problema è che inps sta diventando il bancomat di tutti.!!!!!

    1. Infatti: INPS come Istituto, ormai, assistenziale di Stato, invece che Previdenziale come, nel nome e nei fatti, per diritto, dovrebbe essere! L’Assistenza si faccia pagare, come negli altri Paesi normali, alla fiscalità generale e non coi soldi altrui delle pensioni altrui!

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