Pensioni quota 100

Pensioni anticipate, ultim’ora Boeri, Ghiselli e Brambilla su Quota 100: flop in arrivo?

Le ultime novità sul pacchetto pensioni al 9 gennaio 2019 non sono confortanti, infatti dalle ultime dichiarazioni rilasciate da Tito Boeri, Presidente dell’Inps, da Alberto Brambilla, esperto previdenziale, e da Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, emergono tutte le perplessità in merito al capitolo previdenziale e nello specifico sulla quota 100. Anche i lavoratori iniziano a pensare che questo provvedimento, cambiato da quanto era stato promesso inizialmente, ed arrichitosi di tanti paletti che lo hanno snaturato rispetto alle aspettative, rischierà di portare solo guai. Il sistema, dicono alcuni esperti non reggerà e ci si potrebbe addirittura imbattere, in futuro, temono altri confrontandosi sui social, in una Fornero bis. Il punto ad oggi 9/1 e le ultime dichiarazioni ben poco confortanti, in attesa dell’emanazione del decreto.

Pensioni anticipate 2019, Boeri: i soldi non basteranno

Il Presidente dell’Inps nel corso di un’intervista rilasciata alla Stampa spiega che per ” le pensioni anticipate i soldi previsti non basteranno”, poi aggiunge : “dobbiamo ancora fare le ultime valutazioni sul decreto, ma il rischio é quello di non rispettare il tetto di spesa. E le tasse sono destinate ad aumentare”. Poi dice critico “la durata triennale potrà spingere ad anticipare le uscite soprattutto nel privato e il divieto di cumulo è sbagliatissimo: finirà per alimentare il lavoro nero”.

Poi rivolgendosi tra le righe al vicepremier Salvini che si é sempre detto pro abilizione della Fornero, aggiunge riferendosi al blocco delle indicizzazioni delle pensioni: ” Se tutto va bene il blocco delle indicizzazioni sarà ad aprile. Ciò significa che la prima decurtazione accorperà tre mesi”, paradossale che “mentre si dice di voler abolire la legge Fornero si introduca lo stesso meccanismo che inizialmente diede i maggiori risparmi”. Tornando al divieto di cululo, anche per Ghiselli si tratta di un paletto assurdo.

Pensioni, quota 100 e il divieto di cumulo, Ghiselli: un’ingiustizia

Così il segretario confederale della Cgil parlando del divieto di cumulare redditi da lavoro e pensione per chi usufruirà di quota 100: “é un’ingiustizia che ridurrà e di molto la platea di quanti decideranno di optare per la quota 100, Insomma, fatta la norma, sono stati messi i paletti, affinchè il decreto non venga utilizzato”.

Poi aggiunge critico, temendo un flop della misura: “Alla fine, la platea degli aventi diritto è così ristretta che anche coloro che ci rientrano non hanno le motivazioni per starci: ad esempio, quota 100 è del tutto incompatibile con qualunque attività lavorativa, sia di lavoro dipendente che di lavoro autonomo, a meno che non sia lavoro autonomo di tipo occasionale sotto i 5 mila euro l’anno di guadagno: un forte handicap e anche un’ingiustizia”.  Se si considera inoltre, spiega il sindacalista, che il taglio dell’assegno ultimo, per sempre e non solo per gli anni di anticipo, potrebbe arrivare anche al 30%, mi pare si stia chiedendo un sacrificio davvero troppo grande ai cittadini. Non  certo meno perplesso sulla quota 100 é parso Alberto Brambilla: “con quota 100 il sistema non reggerà”.

Pensioni anticipate: quota 100 non regge


Per Alberto Brambilla la questione è semplice, con quota 100 il sistema non potrà reggere, a suo dire, infatti, nonostante la riduzione di platea determinata dai vari paletti imposti, 62+38 e divieto di cumulo tra redditi da lavoro e pensioni, saranno circa 300 mila i potenziali fruitori della quota 100 dal 2019, che sommati a quanti sarebbero in procinto di uscire con i requisiti della riforma Fornero, o a quanti sono oggi a 104/105/106 in attesa di entrare in quiescenza con 66 anni e 42 di contributi creeranno una mole di domande pensionistiche eccessive.

L’ostacolo non sarà solo burocratico, troppe pratiche da gestire per l’Inps, sebbene il Governo per far questo abbia pensato alle finestre di uscita, ma, dice certo Brambilla, uno dei massimi esperti previdenziali ed ex consulente pensionistico della Lega, si andrebbe incontro ad un esborso eccessivo che non permetterà al sistema previdenziale di reggere a lungo. Anche i cittadini iniziano ad avere il sentore che questa manovra farà acqua da tutte le parti, ecco alcune considerazioni.

Pensioni anticipate e quota 100, i lavoratori: questa riforma é un obbrobrio

Così scrive Giuseppe: “Questa sottospecie di riforma è un obbrobrio, uno scandalo giuridico senza giustizia sociale ed equità. Chi ha lavorato di più e ha contributi maggiori vedrà andare in pensione chi ha lavorato meno e ha meno contributi. Qui si sta perdendo di vista un fatto importante: Se dopo tutte queste regalie elettorali, i conti non tornassero, cosa succederà dopo ?Ritornerà la situazione del 2011 e a pagare saranno nuovamente quelli che sono stati bastonati dalla Fornero ? Allungheranno ulteriormente gli anni contributivi ? Saranno pensionati con tutto il calcolo contributivo? Ci ritroveremo con lavoratori che avranno più di 43 anni contributi che percepiranno una pensione uguale a chi ha solo 38 anni di contributi? Amici, il pericolo è quello se ci assalirà una nuova crisi. Pensiamoci e protestiamo con forza.

La precoce Carmen Reitano, dalla sua dice: ” Q100 per i lavoratori PRECOCI è una beffa e non è possibile sopportare l’ennesima ingiustizia perpetrata nei confronti dei lavoratori/bambini che con l’attuazione di Q100 vedranno colleghi più anziani di età, ma con meno anni di contributi versati andare in pensione mentre loro continueranno ad essere condannati all’ergastolo lavorativo prima di raggiungere il requisito pensionistico. Ancora una volta il Governo mette ingiusti paletti (62 anni di età) e divide i lavoratori!I PRECOCI non possono più aspettare e se davvero nel 2020 questo Governo istituita Q41 molti dei lavoratori/bambini avranno già raggiunto il requisito pensionistico con la Legge Fornero che quindi non è stata né “smontata” né “superata”!Questo Governo, che non ha previsto nulla in questa LdS per i lavoratori PRECOCI, ha anche ignorato le oltre 73mila firme raccolte e consegnate alla Commissione Lavoro lo scorso settembre, dalla quale abbiamo inutilmente aspettato di essere convocati dai loro tecnici! NOI CHIEDIAMO A QUESTO GOVERNO, CHE CON UN DECRETO A LATERE, ISTITUISCA UNA FINESTRA IN Q100 DOVE INSERIRE I LAVORATORI PRECOCI PERMETTENDOGLI DI ANDARE IN PENSIONE CON 41 ANNI DI CONTRIBUTI E 59 ANNI DI ETà”. Voi cosa ne pensate?

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

4 commenti su “Pensioni anticipate, ultim’ora Boeri, Ghiselli e Brambilla su Quota 100: flop in arrivo?

    Giuseppe C.

    (10 Gennaio 2019 - 18:26)

    Lasciare la libertà di prendere lo stipendio senza trattenute previdenziali rinunciando al “diritto” a pensione, con eventuale restituzione di quanto già versato, con gli stessi interessi che, durante la vita lavorativa, mese per mese, esigevano al momento banche e finanziarie per erogare prestiti e dare la possibilità di scegliere, al pensionamento, un montante, se lo si trovi conveniente per gli interessi che si sommano al capitale. Applicare le leggi nuove solo per chi inizi a lavorare da quel giorno in poi e, chiudendo l’INPS, provveda lo Stato a erogare le pensioni.
    PREVEDERE UN INTERESSE UGUALE A QUELLO PRATICATO MENSILMENTE DA BANCHE E FINANZIARIE DA AGGIUNGERE MESE PER MESE AI CONTRIBUTI PENSIONISTICI, E DA RESTITUIRE POI AL MOMENTO DEL PENSIONAMENTO, NON RESTITUENDO “SOLO QUANTO VERSATO”.
    SEPARARE LA PREVIDENZA DALL’ASSISTENZA, PONENDO, COME NEGLI ALTRI PAESI, QUEST’ULTIMA A CARICO DELLA FISCALITA’ GENERALE.

    revenge

    (9 Gennaio 2019 - 17:44)

    brambilla … eppur si muove ancora.
    perchè costui continua a favellare ?
    ma per caso … non è che abbia preso la tessera pd ?

    ANTONIO

    (9 Gennaio 2019 - 14:28)

    BRAMBILLA E’ UN INCOMPETENTE ALTRO CHE ECONOMISTA. LA SUA PROPOSTA INIZIALE ERA QUELLA DI QUOTA CENTO PARTENDO DA 64 ANNI E 36 DI CONTRIBUZIONE. POI COL PASSAR DEL TEMPO HA PROPOSTO 62 ANNI E 38 DI CONTRIBUZIONE MA SPOSTATI DI 2 ANNI, QUINDI CON SOMMA 104. ADESSO DICE CHE NON REGGE LA NUOVA QUOTA 100. CONTINUERO’ ALL’INFINITO RIBADIRE CHE FORSE COME MAGAZZINIERE AL DISCOUNT POTREBBE ESERCITARE.

    Luigi

    (9 Gennaio 2019 - 13:55)

    Buon Giorno,
    Il mio gilet Giallo e già pronto, resta inteso violenza a parte…su questo bisogna essere chiari .
    Ma non serve neppure la violenza, bastano due milione di cittadini presenti a Roma ad oltranza e fanno tutte le leggi che devono fare, le fanno in giornata garantito, direi anche meno!!

    Ma esiste un ma:
    ci sono amici degli amici,
    gli evasori,
    i mafiosi,
    gli spacciatori,
    i raccomandati fini alla decima generazione,
    i ruffiani,
    gli amici di lenzuola, ecc..ecc…

    Non ci resta pochissimo dopo questa scrematura, forse qualche arzillo anziano…che tristezza che paese finito, marcio…

    Non vedo altre strade continuano a prenderci per i fondelli.
    Spero Ne siate tutti coscienti..

    Cordiali saluti.
    Luigi Napolitano

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