Pensioni anticipate ultim’ora INPS: metà delle domande non utilizza quota 100

L’ultimo monitoraggio INPS sulle domande di pensione anticipata mette in mostra dati molto interessanti su cui riflettere ed evidenzia come quota 100 non sia l’unica via possibile per accedere alle pensioni anticipate, ma anzi come quasi la metà delle domande pervenute riguardino altri canali alternativi, come ad esempio Ape Social, Opzione donna e precoci. Vediamo i dati e l’analisi del Sole 24 ore.

Ultim’ora Pensioni anticipate oggi 17 settembre: 341mila domande presentate 

I dati aggiornati dell’INPS parlano in maniera chiara, su 341mila domande presentate al 10 settembre, ben 165mila riguardano i canali alternativi all’uscita con almeno 62 anni di età e 38 anni di contribuzione. Insomma la quota 100 perde il suo fascino e rischia di esser superata per numeri dalle altre forme di pensionamento (previste dai decreti dello scorso gennaio). Quasi la metà delle pensioni anticipate non si avvale di quota 100, bensì delle altre 4 misure.

Il Sole24ore nella sua analisi dei dati di Davide Colombo e Marco Rogari spiega che: “Per la quota 100 sono invece arrivate 175.999 richieste, di cui 110.733 accolte, con un trend molto più contenuto rispetto alle 290mila domande (comprese quelle per i pensionamenti senza adeguamento automatico) stimate originariamente. Non sarà, insomma, soltanto la misura bandiera del governo gialloverde a gonfiare le vele della spesa pensionistica. A far correre i nuovi pensionamenti anticipati del 2019, su cui ha acceso i fari la Ragioneria generale dello Stato, sono anche le altre agevolazioni e deroghe alla legge Fornero introdotte a inizio anno.

Pensioni anticipate ultime novità , la spesa pensionistica sale non solo per quota 100

La curva della spesa pensionistica è legata a salire quindi anche per i quattro canali di pensioni anticipate presenti oltre la quota 100:  anticipi senza adeguamento automatico alla speranza di vita; Opzione donna; Ape sociale; percorso agevolato per i cosiddetti lavoratori precoci.  L’analisi approfondita del Sole24ore ci aiuta ancora una volta a capire quali sono le voci che pesano di più a bilancio: “A fare la parte del leone sono le uscite anticipate svincolate dall’aggancio alla speranza di vita, che è stato congelato fino al 2026: quasi 124mila richieste, di cui oltre 55mila accolte e circa 50mila che risultavano giacenti al 10 settembre. L’utilizzo di questo canale di uscita è in crescita negli ultimi mesi. Basti pensare che al 10 giugno risultavano inoltrate all’Inps circa 81.500 domande , mentre quelle per «Quota 100» erano 145mila, appena 30mila in meno di quelle risultanti al 10 settembre”.

Per quanto riguarda gli altri canali invece vediamo che oltre 20mila sono invece le istanze emerse dall’ultimo monitoraggio per Opzione donna (misura che è esplicitamente prevista anche nel programma del nuovo esecutivo). Sono poi poco più di 9300 le domande di Ape sociale, per questo strumento con finestra unica fissata al 31 marzo scorso. Analoga la situazione per le uscite agevolate dei lavoratori “precoci”: 11.500 le richieste riscontrate dall’ultimo monitoraggio, in questo caso le scadenze entro le quali si può presentare domanda di pensionamento sono il 1° marzo e il 30 novembre. Di seguito vi riportiamo l’infografica del Sole 24 ore con il monitoraggio di acceso alle nuove misure pensionistiche: dati INPS aggiornati al 10 settembre 2019.

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

4 pensieri riguardo “Pensioni anticipate ultim’ora INPS: metà delle domande non utilizza quota 100

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    16 Novembre 2019 in 15:18
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    buonasera nel mese di aprile ho presentato domanda lavoratore precoce essendo stato licenziato x chiusura azienda domanda accettata in attesa se rientra in graduatoria vorrei sapere dove posso vedere la graduatoria? saluti

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    3 Ottobre 2019 in 12:52
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    vorrei sapere se entro il 15 ottobre 2019 si fanno le graduatorie per le pensione precoce 41

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    18 Settembre 2019 in 6:30
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    Vorrei chiedere una cosa alla redazione che ovviamente è più informata di me sull’argomento.
    Come è possibile che ci siano domande respinte per quota 100?
    Prima di fare la domanda è necessario licenziarsi e lo si fa, immagino, quando si è sicuri di avere i requisiti certificati dal datore di lavoro o da un caf.

    Quindi?
    E se uno che si è licenziato si vede respingere la domanda pur essendo sicuro di avere i requisiti, cosa succede, viene riassunto perché le sue dimissioni non valgono essendo legate di fatto alla domanda di pensionamento?

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    • Erica Venditti
      18 Settembre 2019 in 10:36
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      Le consiglierei di chiedere una consulenza a Domenico Cosentino, Presidenete del Patronato Inapi, lo contatti su messanger , dica che la mando io 🙂

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