Pensioni anticipate, ultim’ora su Quota 100 e opzione donna intervista alla Saraceno

Le ultimissime novità sulle pensioni anticipate al 13 febbraio 2019 e nello specifico su quota 100 e proroga opzione donna, contenute nel capitolo previdenziale del Dl 4/2019, derivano da un’importante confronto maturato nel corso di un’intervista che ci ha rilasciato la sociologa Chiara Sacareno. 

L’intervista ha toccato altresì l’importante tematica del lavoro di cura, eccovi in dettaglio quanto ne é emerso. Ricordiamo che l’intervista é in esclusiva per il sito, ragione per cui chiunque volesse riprenderne parte é tenuto a citare la fonte pensionipertutti.it

Pensioni quota 100, Saraceno: non é il superamento della Fornero

Cosa ne pensa del capitolo previdenziale introdotto nel Dl 4/2019, reputa quota 100 il ‘superamento della Riforma Fornero’ come sostengono Salvini e Di Maio? Crede sia una misura per le donne?

Non è il superamento della riforma Fornero perché la maggior parte dei lavoratori continuerà a dover andare in pensione con le regole introdotte con quella. In compenso introduce un’ulteriore forma di disuguaglianza tra lavoratori: tra chi ha avuto storie contributive ininterrotte e ha maturato una pensione sufficiente e chi ha storie lavorative più interrotte e ha muturato una pensione più bassa. I primi, per lo più uomini che vivono al Nord, potranno andare in pensione più giovani e goderla più a lungo, perciò con un elevato rischio che la loro pensione ad un certo punto sia pagata dai fondi pubblici, quindi a carico delle generazioni più giovani. I secondi dovranno andare in pensione con le regole standard, cioè più vecchi, e ne fruiranno per meno anni.

Le donne è più probabile che si trovino nel secondo gruppo, vuoi perché hanno carriere contributive più corte/interrotte, vuoi perché, per questo motivo e per i differenziali salariali, maturano pensioni più basse. Anche coloro che hanno i requisiti di età e di contributi, in molti casi non possono permettersi di andare in pensione perché la loro pensione sarebbe troppo bassa. Quindi non è proprio una misura per le donne, anche se alcune, poche (prevalentemente impegate nello stato) potranno avvantaggiarsene.

Lavoro di cura: riconoscere contributi figurativi a determinate categorie

Cosa ne pensa delle richieste di Orietta Armiliato, amministratrice e fondatrice del Comitato Opzione donna Social, circa la valorizzazione del lavoro di cura?

Da anni sostengo che alle donne, non in generale, ma a quelle che hanno avuto figli e alle donne e uomini che si sono presi cura di un famigliare non autosufficiente dovrebbero essere riconosciuti contributi figurativi.

Ad esempio, in Germania, per ogni figlio sono riconosciuti contributi figurativi del valore di un anno, mentre in Italia solo per tre mesi e fino al massimo di un anno complessivo se si hanno quattro figli o più.

Pensioni opzione donna, Saraceno: imbroglio a carico delle donne

Ritiene utile invece la proroga dell’opzione donna per un ulteriore anno e accettabile il desiderata di molte donne che chiedono al Governo divenga un provvedimento strutturale?

Come ho detto e scritto più volte, ritengo l’opzione donna un imbroglio a carico delle donne: si fa pagare loro in termini di riduzione della pensione la possibilità di lasciare “precocemente” il lavoro per occuparsi, gratuitamente, del lavoro di cura nei confronti di anziani, un marito, nipoti. Mentre quota 100 non comporta nessuna decurtazione, l’opzione donna ne comporta una sostanziosa. Da questo punto di vista
mi sembra che l’APE sociale sia meglio, anche se forse solo per i redditi bassi.

Le donne dovrebbero chiedere non la messa a regime dell’opzione donna, ma lo sviluppo di servizi di cura. E, insieme agli uomini, dovrebbero chiedere la flessibilità nell’età alla pensione, con un minimo e un massimo, accettando però che chi va prima in pensione prende meno non solo perché ha maturato meno anzianità contributiva, ma perché fruirà della pensione per più anni; quindi i suoi contributi devono “bastare” per un periodo più lungo. Altrimenti, come avviene con quota 100, si scarica tutto sulle generazioni più giovani.

Ringraziamo per il tempo dedicatoci la Professoressa Chiara Saraceno, Sociologa, filosofa, studiosa della famiglia e del Welfare. Cosa ne pensate delle sue parole?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

7 pensieri riguardo “Pensioni anticipate, ultim’ora su Quota 100 e opzione donna intervista alla Saraceno

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    14 Febbraio 2019 in 18:50
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    Premesso che tutte le opinioni sono rispettabili e che una professoressa di 78 anni merita rispetto vorrei sapere ( ma vale anche per altri pensionati tipo Brambilla, Cottarelli, …. )
    – da quanti anni questa professoressa è in pensione e che pensione incamera
    – se non condivide l’idea che la pensione debba essere funzione di quanto versato e che forse le giovani generazioni dovranno contribuire anche alla sua di pensione
    Opzione donna comporta un importante anticipo controbilanciato da un sacrificio in termini di importi erogati. Se questo principio non piace allora perchè ci lamentiamo delle baby pensioni di un tempo ?
    Definire Opzione donna un imbroglio quando era stata invocata anche dalla parte politica in cui questa professoressa si riconosce è solo un modo per ricercare consenso che forse alla sua figura serve a poco.
    La sinistra paga una colpevole inerzia sul tema. Avevo personalmente sollecitato l’ On Morando a non sottovalutare il tema qualche anno fa; mi aveva risposto che non era un argomento importante. Come previsto hanno lasciato a Lega e 5S il monopolio del tema e adesso pur avendo partorito una riforma certo parziale e per certi versi sbagliata quantomeno hanno dimostrato che si sono battuti e qualcosa hanno realizzato. Criticare questo da parte della sinistra è un atteggiamento che non porta a nulla specie per recuperare consenso

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      18 Febbraio 2019 in 18:08
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      Finora è sempre stato così, OGNI generazione ha contribuito a pagare la pensione della generazione PRECEDENTE; smettere di fare ciò, con l’idea dell’introduzione del calcolo contributivo per cui, almeno teoricamente, “ogni generazione paghi SOLO per la SUA pensione” sarebbe semmai penalizzante “NON PER LE FUTURE GENERAZIONI MA PER LE PRECEDENTI” CHE, INVECE, HANNO SEMPRE PAGATO PER QUELLE “A LORO PRECEDENTI” SENZA AVERE INDIETRO IL “DIRITTO E DOVERE (dovere peraltro giudizialmente previsto)” RESTITUITO DALLE LORO SUCCESSIVE SAREBBE ILLEGALE: IN PRATICA, ALTRIMENTI, LE PRECEDENTI GENERAZIONI SAREBBERO LE UNICHE, AL CONTRARIO DI CIO’ CHE ORMAI POLITICI E MASS MEDIA (PER PORRE LE GENERAZIONI L’UNA CONTRO L’ALTRA PER ” DIVIDI ET IMPERA?”) “BLATERANO”, AD ESSERE PENALIZZATE: PERCHE’ SI VEDREBBERO COSTRETTE A PAGARE ANCHE PER LE SUCCESSIVE GENERAZIONI DOPO AVER PAGATO ANCHE PER LE LORO PRECEDENTI.
      Non entro in merito al resto della risposta, volevo solo puntualizzare questo falso storico che si trascina dal 2011, insieme al falso storico “del retributivo” iniquo” che “da più” di quanto versato e dell’equo contributivo che “ridà solo” quanto versato: FALSO: SE IO PRESTO PER DECENNI I MIEI SOLDI ALLO STATO, ALL’INPS (PERALTRO IN PERIODI STORICI, ANNI ’70, IN CUI CCT E CONTO IN BANCA DAVANO IL 17% ED IL 13% DI INTERESSI ED UN MUTUO COSTAVA ALTRETTANTO IN INTERESSI) SOTTO FORMA DI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI DOVRO’ AVERE UN CORRISPETTIVO DI INTERESSI PARI A QUELLI CHE FINANZIARIE E BANCHE CHIEDEVANO PER EROGARE UN PRESTITO; D’ALTRO CANTO, COME SI PUO’ PRETENDERE DI RESTITUIRE, DOPO DECENNI, AL PENSIONATO, SOLO QUANTO VERSATO (NATURALMENTE RIPARAMETRATO AL COSTO DELLA VITA DEL MOMENTO DEL PENSIONAMENTO,MA RIPARAMETRATO SOLO A QUANTO VERSATO)? DOPO QUARANTA ANNI NEANCHE UN EURO DI INTERESSI? E, ALLORA, PERCHE’ NON INVESTIRLI A PIACIMENTO DEL LAVORATORE, TOGLIENDO LA PREVIDENZA “OBBLIGATORIA”? E, PERCHE’, SE SI RIDA’ “SOLO QUANTO VERSATO” METTERE UN LIMITE DI TOT ANNI DI ETA’ E TOT DI LAVORO PER LA PENSIONE? SE RIPRENDO SOLO QUANTO VERSATO DOVREI POTERCI ANDARE IN QUALSIASI MOMENTO LO DESIDERI, ANCHE DOPO UN MESE!

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      18 Febbraio 2019 in 18:16
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      Caro Riccardo, le persona da Te citate, probabilmente, per il prestigio e la gratificazione che ricevono dal loro lavoro, al contrario di molti comuni mortali che, invece, devono lavorare “per sopravvivere” e non per fare un qualcosa che si ama fare e piace fare, hanno, probabilmente, il problema opposto: ovvero quello che, giunti ad una certa età, anche se vorrebbero continuare a lavorare, SONO OBBLIGATI PER LEGGE AD UNA ETA’ MASSIMA OLTRE LA QUALE DOVER SOTTOSTARE AL PENSIONAMENTO!
      Come vedi a volte ciò che per alcuni è una meta da raggiungere per altri è uno spauracchio da temere: forse per questo, alcuni di loro, non possono capire i problemi della maggioranza dei lavoratori?

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      18 Febbraio 2019 in 18:38
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      La sedicente sinistra, nell’assecondare il Governo Tecnico dei sacrifici e della rivincita ideologica contro le conquiste dello stato sociale che i lavoratori avevano ottenuto, anche per le future generazioni, in decenni di lotte sindacali, nell’incoerente far finta di niente voltandosi dall’altra parte con la scusa dell’Euro che ce lo chiede, nell’indire solo “ben tre ore di sciopero” per un massacro sociale inaudito che ha visto più volte, e con più parametri e meccanismi contemporaneamente, innalzare fin quasi a dieci anni l’età pensionabile fino a che la cosa sia divenuta di una ingiustizia, anche solo ideologicamente, oltre che materialmente, insopportabile a qualsiasi senso di giustizia, nel distruggere materialmente i programmi di una vita futura a migliaia di persone, SENZA FAR PAGARE I VERI RESPONSABILI DI UNA EVENTUALE CRISI, SENMZA FAR PAGARE I 110 MILIARDI ANNUI AGLI EVASORI FISCALI, SENZA FAR PAGARE, COME NEGLI ALTRI PAESI, ALLA FISCALITA’ GENERALE IL DEBITO PUBBLICO MA, INVECE, FACENDOLO PAGARE SOLO ALLA VITA DISTRUTTA DEI PENSIONATI E, PERALTRO, IMPROPRIAMENTE, DESTINANDO “I RISPARMI” COSI’ OTTENUTI, 80 MILIARDI, NON A RAFFORZARE L’INPS, TRATTANDOSI DI RISPARMI DI PREVIDENZA MA, PERALTRO, DIROTTANDI TALI SOLDI DELLA PREVIDENZA AD ABBASSARE IL DEBITO, HA LASCIATO ALLA DESTRA L’EGEMONIA DELLA QUESTIONE DELLA GIUSTIZIA ED EQUITA’ SOCIALE, COL RISULTATO CHE TUTTI VEDIAMO: LA SINISTRA HA NON SOLO LA COLPA DI AVER DELUSO E MASSACRATO INERMI ED INNOCENTI LAVORATORI MA ANCHE LA RESPONSABILITA’ DI AVER FATTO RAFFORZARE E VINCERE LA DESTRA CHE HA SAPUTO GESTIRE E, IN UN QUAL PARTICOLARE MODO, RAPPRESENTARE, LA GIUSTA PROTESTA E RABBIA DEI LAVORATORI!
      LA SEDICENTE SINISTRA SI PUO’ CONGRATULARE, DICENDOSI BRAVI L’UN L’ALTRO, E DICENDO CHE E’ GIUSTO LAVORARE FINO A 68 ANNI, SI PUO’ CONGRATULARE PER IL REGALO FATTO ALLA DESTRA E AI DANNI CHE LA SINISTRA E I POVERI LAVORATORI, POVERI, ANCORA, A LORO INSAPUTA, RICEVERANNO.
      MA QUESTI, PER CERTA POLITICA, SONO L’ULTIMO DEI PROBLEMI: IL LORO TORNACONTO E’ SOLO QUELLO DEI VOTI E DELLO SBRANARSI FRA LORO; I LAVORATORI SONO STATI GIA’ SBRANATI PER DECENNI E FORSE PER SEMPRE.
      CONGRATULAZIONI!

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    13 Febbraio 2019 in 19:48
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    I servizi di cura, e i relativi, sia per questi che per le donne, contributi figurativi, pur se doverosamente da riconoscere economicamente per il loro valore sociale, andrebbero messi A CARICO DELL’ASSISTENZA E NON DELLA PREVIDENZA E A CARICO, QUINDI, DELLA FISCALITA’ GENERALE, COME NEGLI ALTRI PAESI E NON DEI CONTRIBUTI VERSATI SOLAMENTE DAI LAVORATORI PER LA LORO PENSiONE; ANCHE PERCHE’, ALTRIMENTI, SI DISCONOSCEREBBE QUANTO FINORA, SECoNDO ME ERRONEAMENTE DETTO, AL RIGUARDO DI CHI, PER ESEMPIO COL RETRIBUTIVO, ABBIA PRESO PIU’ DI QUANTO VERSATO (IO NEGO CHE SIA COSI’): TESI, PERALTRO, SE NON RICORDO MALE, ALTRIMENTI CHIEDO SCUSA, SOSTENUTA ANCHE DALLA PROFESSORESSA SOCIOLOGA SARACENA, COME TANTI ALTRI. IO AMO LA COERENZA.

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    13 Febbraio 2019 in 12:40
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    Ancora una che “ti insegna a vivere”
    Dice “I primi, per lo più uomini che vivono al Nord, potranno andare in pensione più giovani e goderla più a lungo, ”
    Ecco che ti vuole fare andare anche con un senso di colpa
    Noi del 1957 abbiamo pagato di tutto e di più ….ed ecco che tocca a noi……ma ora siamo avidi perché non pensiamo al futuro …..chiara saraceno perché non se la va’ a prendere con i baby pensionati o con quelli che fino a poco tempo fa’ avevano il contributivo!

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      14 Febbraio 2019 in 23:41
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      Se ricordo bene, la Signora Saraceno, in un talk show, dichiarò che non si può andare in pensione, PERCHE’ TROPPO GIOVANI, a “tot” anni (chiedo venia, non ricordo bene, forse prima dei 67 anni?, ma era comunque una età alta, superiore di molto a quella in cui io, psico fisicamente distrutto e, peraltro, da impiegato, lavoro secondo me a torto considerato non usurante, ci andai).
      La Signora Saraceno immagino sia una ammiratrice della Professoressa Fornero e dei politici dei sacrifici; probabilmente perché il lavoro di sociologa e “intervistata” da talk show stanca meno di quanti sopravvivano con altri lavori meno gratificanti? e, anzi, Lei amerebbe NON avere limiti di età “massima” che La “obblighino” ad “andare” in pensione.
      Nonostante sembrerebbe un controsenso per chi, da sociologo, studi la società, da certe dichiarazioni sembrerebbe che, proprio chi studia la società, in alcuni casi, sembri non capire bene i problemi di chi faccia un lavoro che serva solo per sopravvivere economicamente e non per essere gratificati; e pensi che, come chi faccia un lavoro gratificante, SI POSSA ANDAR IN PENSIONE SOLO PROSSIMI ALLA MORTE.
      ALLORA, PERO’, CI SI DOVREBBE CHIEDERE quale sia IL “MOTIVO” PER CUI “SUBIRE” PRELIEVI MENSILI SULLO STIPENDIO PER LA PREVIDENZA OBBLIGATORIA; E OCCORREREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE LA POSSIBILITA’ DI NON ESSERE “OBBLIGATI” AI VERSAMENTI PER LA PENSIONE”, VERSAMENTI PRELEVATI OGNI MESE PER IL 33% DELLO STIPENDIO, PARTICOLARE NON PRECISAMENTE INSIGNIFICANTE: NO PENSIONE, NO CONTRIBUTI!
      COME LA VEDE, QUESTA IDEA, DAL PUNTO DI VISTA SOCIOLOGICO, PROFESSORESSA SARACENO?
      NON PENSA, INOLTRE, CHE TANTI LAVORATORI CHE SI VEDANO PRELEVARE MENSILMENTE INGENTI SOMME PER QUALCOSA CHE SEMBRI ARRIVARE SOLO PROSSIMI ALLA MORTE POSSA, A QUESTI, DAR L’IMPRESSIONE CHE QUALCUNO STIA “BEFFANDOSI” DI LORO (O MAGARI E’ SOLO UNA MIA IMPRESSIONE SBAGLIATA), E ABBIA, MAGARI, SOLO ISTITUITO UNA NUOVA TASSA CON LA “SCUSA” DELLE “FUTURE GENERAZIONI” E CHE NON GLIENE IMPORTI MOLTO NE’ DELLE PASSATE, NE’ DELLE PRESENTI, NE’ DELLE FUTURE, GENERAZIONI?
      DAL PUNTO DI VISTA SOCIOLOGICO, NON PENSA CHE CONTINUARE CON TALE “ANDAMENTO” POSSA PORTARE A QUALCOSA DI PERICOLOSO DAL PUNTO DI VISTA SOCIALE, TIPO RIBELLIONE AD UNA “APPARENTE” INGIUSTIZIA?
      COME CI SI PUO’, POI, MAGARI ANCHE DA NON SOCIOLOGI, STUPIRE DI CERTI “ROVESCI” DI VOTO CONTRO UNA SEDICENTE SINISTRA “AMICA” DI GOVERNI TECNICI “APPARENTEMENTE POCO AMICHEVOLI VERSO IL MONDO DEL LAVORO”, AD OGNI ELEZIONE?
      E, DAL PUNTO DI VISTA LEGALE CONTRATTUALE, RITIENE GIUSTO PRELEVARE “OBBLIGATORIAMENTE” VERSAMENTI OGNI MESE PER LA PENSIONE E POI, QUESTA, PROROGARLA UNILATERALMENTE IN CONTINUAZIONE E CON PIU’ PARAMETRI CONTEMPORANEAMENTE, COL RISCHIO CHE CHI SE LA SIA PAGATA NON LA PERCEPISCA PERCHE’ MUOIA SUL LAVORO?

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