Pensioni di invalidità 2020, ultime su aumento e compatibilità con RdC: le risposte

Sulle pensioni di invalidità prosegue il dibattito sul sito, a seguito della pubbicazione della circolare 107 del 23/9/2020 che ha recepito la sentenza della Corte Costituzionale che prevede la maggiorazione per gli invalidi totali, tantissimi ancora i dubbi dei nostri lettori. Alcuni abbiamo cercato di sanarli grazie all’intervista esclusiva che abbiamo rivolto alla Vicepresidente Inps Maria Luisa Gnecchi, che ringaziamo nuovamente per averci dedicato del tempo, altri ancora abbiamo nel tempo cercato di risolverli grazie ad un nostro lettore esperto di pensioni di invalidità, il Dott Massimiliano, anch’egli invalido al 100%. Molti avranno imparato non sono a conoscerlo, ma certamente ad apprezzare le sue competenze in materia. Grazie al suo supporto, in questo articolo, risponderemo nuovamente a differenti questioni che ci sono state poste negli ultimi giorni riguardanti: la compatibilità con il reddito di cittadinanza, chiarimenti relativi a quale anno, 2019-2020, venga preso in considerazione per stabilire il limite reddituale, quanto incida una rendita Inail e ancora cosa ne sarà dell’aumento della pensione di invalidità per un invalido che ha più di 60 anni. Vi invitiamo a prestare attenzione alle risposte, affinché anche il mio ruolo di moderatrice, relativamente alle centinaia di commenti che vengono postati ogni giorno, divenga più semplice, ultimamente mi trovo a rispondere sempre alle stesse domande, leggete dunque con attenzione. Eccovi dunque le ultime delucidazioni:

Pensioni di invalidità, ancora dubbi sui limiti reddituali, i chiarimenti

Antonio: Nel caso l’ invalido coniugato (moglie zero reddito) che percepisce euro 297×13 +2600 annui da rendita inail (nel caso venisse conteggiata) il calcolo x l eventuale delta va fatto in riferimento agli 8400 oppure ai 14400? A dirle Grazie infinite x quello che ci dedica è poco. Cordialmente Antonio

Massimiliano: Buongiorno signor Antonio. La rendita INAIL non è mai stata conteggiata per la pensione di invalidità che ammonta a 286,81. L’aumento va aggiunto a questa pensione ma non ne cambia la natura (resta sempre una pensione d’invalidità). Pertanto una rendita INAIL non dovrebbe (uso il condizionale solo perché la Circolare non l’ha inserita tra i redditi che non concorrono al calcolo reddituale) essere considerata. Le formule per gli invalidi soli e coniugati (e per questi ultimi il chiarimento riguardo al raggiungimento PERSONALE della soglia pari a 8.469,63) sono indicati nel mio articolo del 30 settembre 2020 “Pensioni invalidità 2020, ultimi chiarimenti ANMIC: chi deve fare domanda e c/c fa reddito?”. COMUNQUE NEL SUO CASO (invalido che percepisce la rendita) si deve prestare attenzione alla frase, presente anche sulla circolare, che riporta: “il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere REDDITI PROPRI DI IMPORTO NON SUPERIORE A 8.469,63 EURO. Tuttavia le consiglio di leggere anche il mio articolo dove faccio ESEMPI PRATICI ed entro più nel dettaglio.

Pensione di invalidità, cosa accade per chi ha più di 60 anni?

Ariella: “Grazie infinite, dottoressa Venditti e dottor Massimiliano, per le vostre risposte tempestive e per il tempo che mi avete dedicato, siete davvero encomiabili. Ma ora mi permetto di farvi un’altra domanda, perché leggo risposte contrastanti che mi confondono le idee. Qui, nei commenti precedenti al mio, qualcuno, non ricordo il nome, afferma che l’aumento spetta agli invalidi con età fino ai 60 anni.
Ma perché, non capisco!?!? !
Io ho 65 anni e non posso ricevere ancora la pensione di cittadinanza, che viene data al compimento dei 67 anni d’età. E quindi per gli invalidi dai 60 ai 67 cosa c’è, una specie di limbo??? Ma che confusione!!!
Io ho letto più volte la circolare inps e non mi sembra si metta questo limite anagrafico, semplicemente si abbassa la soglia di fruizione dai 60 anni, ai diciotto. Almeno così mi sembra di aver capito! Potete, gentilissimi, dissipare anche questo mio dubbio???
Grazie ancora, vi auguro ogni bene!!”

Dott Massimiliano: “Buongiorno signora Ariella la spiegazione al suo quesito è semplice: nella Circolare si considerano solo gli invalidi tra i 18 e i 59 anni perché l’aumento fino a 651,51 per le persone con età pari o superiore ai 60 anni esiste fin dalla nascita dell’articolo 38 della Legge 448/2001… anzi, è stato proprio questo articolo a stabilire l’incremento per gli “over 60” nel 2001 (e pertanto da oltre 19 anni). Infatti la Corte, tramite la sentenza n.152 pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 22 luglio, ha abbassato l’età (e il D. L. 104, riportato nella Circolare alla voce “Premessa”, lo sottolinea) degli aventi diritto all’aumento dai 60 anni fissati in precedenza portandola ai 18 anni. Quindi NON C’E’ NESSUN LIMBO… L’AUMENTO SPETTA ANCHE A LEI! Se non lo ha ricevuto quando ha compiuto i 60 anni, come è accaduto a molti altri invalidi, immagino che l’unica spiegazione possibile sia che era necessario presentare una domanda. FORSE ora lo riceverà in automatico MA NON LO DAREI AFFATTO PER SCONTATO dato che l’INPS potrebbe accertare a chi spetta la maggiorazione “D’UFFICIO” solo per i NUOVI beneficiari (ovvero coloro tra i 18 e i 59 anni). Se vuole può aspettare finché l’aumento non verrà erogato a tutti: se lo riceverà anche lei tutto bene, in caso contrario dovrà fare domanda. Se invece non desidera attendere può sempre rivolgersi subito all’INPS (o anche, suppongo, a un CAF o patronato) e presentare istanza. In ogni caso, poiché tale incremento per gli invalidi che abbiano raggiunto i 60 anni esiste dal 2001, PATRONATI, CAF E SIMILI DOVREBBERO ESSERE IN GRADO DI CHIARIRE SE DOVEVA EFFETTIVAMENTE PRESENTARE UNA DOMANDA COMPIUTI I 60 ANNI mentre potrebbero avere anche loro dei dubbi sull’applicazione “in automatico” dell’attuale aumento per persone della sua età (e in questo caso starà a lei decidere quale dei due modi, che le ho prospettato poco sopra, sia il preferibile). Sperando di esserle stato d’aiuto le porgo i miei più distinti saluti”

Aumento pensioni invalidità: quale anno verrà tenuto conto per i redditi 2019 o 2020?

Stefano:Unica cosa che ancora non è del tutto chiara è la seguente: quale anno di redditi verificherà l’Inps, 2019 o 2020, al fine di poter concedere gli aumenti agli aventi diritto? Grazie e Complimenti

Dott Massimiliano: “Viene considerato l’anno precedente rispetto all’erogazione della prestazione. Quindi per il 2020 si osserverà il 2019. Allo stato attuale si considera, per l’accertamento della sussistenza del requisito reddituale per un determinato anno, il reddito dell’anno PRECEDENTE (quindi per il 2020 si considera il 2019). Mentre per determinare il REQUISITO REDDITUALE di un determinato anno si fa riferimento al limite di reddito stabilito per l’anno in questione (fonte INPS). Ecco un esempio: a partire dal mese di gennaio 2020 un invalido civile totale per ricevere la pensione di 286,81 euro deve rispettare il requisito reddituale di euro 16.982,49 (limite stabilito nello stesso 2020); per rispettare questo limite si devono considerare i redditi percepiti nel 2019. Per l’aumento si applicheranno le stesse disposizioni e pertanto verranno considerati i redditi dell’ anno precedente

Aumento pensione invalidità: fa reddito e quanto incide il Rdc?

IVan: “Mai nessuno che pone la domanda più importante: ma quanto conterà il RdC?”

Dott. Massimiliano: “Veramente Ivan non solo é un argomento di cui abbiamo già parlato, ma Ho già risposto almeno dieci volte a questa domanda. E comunque, se cercasse in rete leggerebbe che il RdC, pur non essendo soggetto a tassazione, è comunque un reddito e quindi viene considerato per determinare l’aumento. Molti siti lo riportano ma non va dimenticato che LA FONTE MIGLIORE SONO LE LEGGI STESSE (precedenti e successive alla 448/2001 che contiene l’art. 38) CHE, NEI LORO ARTICOLI E COMMI, AFFRONTANO LA QUESTIONE DEI REDDITI NON ASSOGGETTABILI A IRPEF. Le faccio inoltre presente che IL TITOLARE DEL RdC E’ COLUI CHE NE FA DOMANDA.
Nel caso di un INVALIDO SOLO ovviamente viene conteggiato (e, spero sia chiaro, per intero). Per gli INVALIDI SPOSATI il calcolo è più complesso dato che si deve considerare chi è il titolare del RdC e pertanto le faccio un esempio ipotizzando, per semplicità, che il RdC di una famiglia ammonti a 500 euro mensili (6.000 annui): se la domanda la fa l’invalido allora 6.000 + 3.728,53 supera la soglia di 8.469,63 (e quindi niente aumento). Se invece il titolare è il coniuge allora l’incremento si deve calcolare così [14.447,42 – (0 + 6.000 + 3.728,53)]/13 = 363 euro CHE SOMMATI A 286,81 DA’ UNA PENSIONE PARI A 649,81 euro (per le formule utilizzate, qualora ancora non le conoscesse, la invito a leggere il mio articolo del 30 settembre)“.

Confidiamo ora sia tutto maggiormente chiaro e ringraziamo come sempre il Dott Massimiliano per il tempo che dedica al sito e per queste preziose specifiche. Ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte delle risposte qui fornite, che é tenuto a citare la fonte, in quanto il Dott Massimiliano collabora (si interfaccia) unicamente con il nostro sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

28 pensieri riguardo “Pensioni di invalidità 2020, ultime su aumento e compatibilità con RdC: le risposte

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    19 Ottobre 2020 in 23:14
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    Salve, Dr.ssa Erica Venditti, e Dr. Massimiliano,
    io sono invalido al 100% e percepisco 297.14€ di pensione+650€ per 9 mensilità di Reddito di Cittadinanza , nelll’anno 2019, e poi non ho più redditi, ho diritto a qualcosa di aumento di pensione? e se, si, di quando? malgrado il gentilissimo e preparatissimo Dr. Massimiliano, abbia fatto degli esempi, ahimè non ci acapezzo nulla😅
    vi ringrazierei anticipatamente per una eventuale e gentile risposta.

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    7 Ottobre 2020 in 9:28
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    Il reddito di cittadinanza non fa reddito ma va nell’ISEE

    La legge 26/2019 che istituisce il reddito di cittadinanza fa subito chiarezza sul fatto che l’importo percepito mensilmente “non fa reddito”. Nel comma IV dell’articolo 3, infatti, si legge chiaramente che Il beneficio economico è esente dal pagamento dell’IRPEF.

    NON C’E SCRITTO IL RDC PER LA CIRCOLARE INPS N. 107 DEL 23 SETTEMBRE 2020.

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      8 Ottobre 2020 in 19:23
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      NELLA CIRCOLARE E’ SCRITTO CHE VANNO INSERITI, tra gli altri redditi, ANCHE I REDDITI ESENTI DA IRPEF E QUELLI TASSATI ALLA FONTE.
      Leggiamole bene le Circolari prima di salire in cattedra citando Leggi a casaccio.

      Difatti un notaio, ancora 2 mesi fa, quando gli ho fatto notare le stesse cose che riporta lei (contraddizioni allora poco chiare e dunque lecite… ma a volerne parlare ancora oggi significa semplice ottusità) mi ha risposto (sintetizzando quando mi ha detto altrimenti facciamo notte):
      “è un sussidio che pur non essendo sottoposto all’Irpef costituisce un’integrazione al reddito; non viene tassato ma è pur sempre un reddito”.
      Quindi non va inserito nel 730 o CU (e SOLO in questo senso non fa reddito…) perché al netto delle tasse, ma E’ COMUNQUE UN REDDITO PERCEPITO! Non a caso si chiama REDDITO di cittadinanza.

      Se comunque si volesse consultare un’altra fonte basta leggere la Circolare INPS n.44 del 2002 dove, al punto 5, si conferma quanto da me affermato:
      “(…) ai fini dell’incremento in parola (art. 38 N.d.A.) si deve tener conto dei redditi di qualsiasi natura, compresi i redditi esenti e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva. Devono pertanto essere presi in considerazione i redditi assoggettabili all’IRPEF, sia a tassazione corrente che a tassazione separata, con esclusione della casa di abitazione, nonché i redditi tassati alla fonte, ed i redditi esenti non assoggettabili all’IRPEF con esclusione dei trattamenti di famiglia comunque denominati.” Qui SI POTREBBE OBIETTARE che il RdC è un trattamento di famiglia… invece NON E’ COSI’. Sempre da fonti INPS riferite a quest’anno (fonti che dunque sono aggiornate riguardo l’esistenza del RdC) i trattamenti di famiglia sono:
      ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE;

      ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE PER LAVORATORI DOMESTICI E DOMESTICI SOMMINISTRATI;

      ASSEGNI FAMILIARI PER COLTIVATORI DIRETTI, COLONI E MEZZADRI, PICCOLI COLTIVATORI DIRETTI, TITOLARI DELLE PENSIONI A CARICO DELLE GESTIONI SPECIALI DEI LAVORATORI AUTONOMI;

      ASSEGNO AL NUCLEO FAMILIARE DEI COMUNI;

      ASSEGNO PER CONGEDO MATRIMONIALE;

      CARTA ACQUISTI ORDINARIA;

      ASSEGNO DI SOLIDARIETÀ;

      REDDITO DI INCLUSIONE (REI);

      Come si può constatare il Reddito di Cittadinanza non è presente.

      E ora facciamola finita una buona volta di rivangare sempre sulle stesse questioni ripetute fino allo sfinimento e confermate in ogni dove.

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    7 Ottobre 2020 in 0:20
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    Buona sera, carissimi e gentilissimi, signora Venditti e signor Massimiliano, scusate il disturbo.
    Sono Antonio, ho 45 anni e vivo da solo;
    sono titolare di 2 pensioni di invalidità civile con indennità accompagno:
    – Pensione invalidità civile di € 286,81;
    – Pensione cieco assoluto, di € 310,16;
    quindi non percepisco redditi, ma soltanto prestazioni assistenziali statali ed erogati dall’INPS.
    L’ultimo modello RED. presentato/richiesto è riferito all’anno 2018,
    debbo presentare spontaneamente all’INPS, anche il modello RED. del 2019?
    La somma delle due pensioni di invalido civile totale, e di cieco assoluto è di € 596,97.
    Avrei diritto all’incremento economico maggiorativo, e se si, di quanto esattamente?
    Ringrazio di vero cuore, per una vostra cortese risposta,
    grazie per l’attenzione!
    Porgo i miei più cordiali saluti.
    07 Ottobre 2020
    ANTONIO

    Rispondi
    • Erica Venditti
      7 Ottobre 2020 in 11:12
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      Credo abbia diritto al delta 651-596, pochi euro insomma ma per tredici mensilità, non occorre domanda. Corretto Massimiliano, intervenga se sbaglio qca, lei é certamente più esperto di me in materia.

      Rispondi
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        8 Ottobre 2020 in 19:26
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        Esatto Erica, l’aumento sarà di 651,51 – 286,81 – 310,16 = 54,54 euro

        Rispondi
  • Avatar
    5 Ottobre 2020 in 20:24
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    IO ho una pensione di invalidità e inabilità essendo un militare riformato per cause di servizio
    mia moglie invalida 100% il mio reddito fa cumulo con pensione di mia moglie grazie

    Rispondi
    • Erica Venditti
      6 Ottobre 2020 in 11:57
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      Massimiliano mi pare avesse già risposto a qualcuno su questo fronte.

      Rispondi
      • Avatar
        10 Ottobre 2020 in 16:05
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        Buongiorno signor pellegrino (non uso il maiuscolo perché non so se questo sia il vero cognome, mi perdoni).
        La sua pensione/reddito va considerata per l’aumento, ma poiché sua moglie riceve solo la pensione d’invalidità la soglia è 14.447,42 euro e la formula da utilizzare per il calcolo dell’incremento, qualora non avesse letto i miei precedenti articoli, è: [B – (RP + RF + INVCIV)]/13 dove
        B=14.447,42
        RP=reddito dell’invalido (in questo caso il reddito di sua moglie è = 0)
        RF=reddito del coniuge (ossia la sua pensione di invalidità e inabilità ANNUALE)
        INVCIV=pensione già percepita da sua moglie annualmente (286,81 x 13 = 3.728,53)

        E quindi [14.447,42 – (0 + sua pensione annuale + 3.728,53)]/13

        Se il risultato è positivo allora a sua moglie spetterà un aumento mensile pari alla somma ottenuta (se supera i 364,70 euro – ad esempio 404,23 – deve comunque essere abbassata a 364,70) che DOVRA’ ESSERE SOMMATA alla pensione d’invalidità di 286,81 (se il risultato è 100 allora “nuova pensione” = 286,81 + 100 = 386,81 ; per questo motivo non si può andare oltre ai 364,70 poiché 286,81 + 364,70 = 651,51 che è il massimo raggiungibile).

        Spero d’esserle stato di aiuto

        Rispondi
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    5 Ottobre 2020 in 15:46
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    Gentilissimo dottor Massimiliano, io non so come ringraziarla per la sua risposta che però mi ha veramente shokkato!!!
    Lei mi ha detto che avevo diritto ad un sostanziale aumento della mia pensione di invalidità da ben cinque anni e non l’ho mai avuto!!! E il mio unico reddito è la pensione stessa con l’accompagnamento. Si immagina come abbia potuto vivere, sola, invalida 100 per cento, non potendo camminare, pagando un affitto di 500 euro al mese???? Sono veramente allibita!!! E nessuno nessuno del caf a cui mi rivolgo da anni mi ha mai detto che avevo diritto a questo aumento, nonostante io abbia chiesto non so quante volte se c’era altro a cui poter accedere!!!! La prego, sia gentile, mi può dire, se lei lo sa, se io posso chiedere gli arretrati, anche con causa legale, alla inps o al caf??? Sono veramente furiosa!!! Ci crede alle difficoltà immense che ho affrontato finché mi hanno dato il reddito di cittadinanza ad aprile scorso!?! Ancora grazie per la sua gentilezza!!!!! Dottoressa Venditti grazie immense anche a lei.. Posso chiederle se lei vuole prendersi cura di questa mia posizione, aiutarmi come professionista, naturalnente a pagamento???? La prego, mi dica di sì!!!

    Rispondi
    • Erica Venditti
      5 Ottobre 2020 in 15:49
      Permalink

      Ariella Mi informo e le faccio sapere.

      Rispondi
      • Avatar
        5 Ottobre 2020 in 21:42
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        Gentilissimo dott. Massimiliano, la ringrazio per le sue parole di conforto, sostegno e comprensione. Se penso a quante assistenti sociali, per citare una sola categoria a cui mi sono rivolta per ricercare aiuto, ho visto negli ultimi 5 anni e nessuna di loro mi ha saputo indicare una via così breve e scontata, mi viene da battere la testa al muro.
        Comunque, ho già scritto ALL’INPS, dalla mia area personale, chiedendo l’integrazione della mia pensione e gli arretrati.
        Ma non riesco a capire se questo aumento sarebbe dovuto avvenire in automatico o se avrei dovuto presentare istanza, perché l’articolo 38 della legge, che ho letto almeno 10 volte, non lo specifica e se digito qualcosa come: domanda articolo ecc mi vengono fuori solo riferimenti relativi alla sentenza della cassazione di questi mesi… Quindi non sono ancora riuscita a capire come stanno le cose e a risolvere questo dilemma.
        Non posso recarmi di persona al patronato e poi, sinceramente, non mi fido più.
        Spero che la dottoressa Erika possa aiutarmi altrimenti cercherò un altro professionista qui sul web che mi aiuti a risolvere questo dubbio…

        Certo, leggendolo, l’articolo 38,sembra che si esprima come se l’aumento fosse automatico ma davvero non specifica nulla a riguardo.
        Ancora la ringrazio, davvero con il cuore, siete encomiabili, da premio Nobel..
        Le farò sapere, appena avrò saputo come stanno realmente le cose…

        Rispondi
        • Erica Venditti
          6 Ottobre 2020 in 10:32
          Permalink

          Ho inoltrato la sua domanda ad un Presidente di patronato ed ad uno studio legale per sapere se avrebbe senso o meno procedere, mi dia solo del tempo , per capire, il mio non rispondere immediatamente, non vuol dire io non stia facendo nulla per lei. Ma ci va tempo anche solo per capire. Sono certa che saprà comprendere e pazientare un pochino, per pianificare una strategia ci va tempo.

          Rispondi
          • Avatar
            6 Ottobre 2020 in 11:45
            Permalink

            Si si. Capisco, dottoressa, capisco… Mi scuso, anzi ma per me è stato davvero un duro colpo… Durissimo…. Io la ringrazio infinitamente per prendersi a carico del mio problema…. Davvero non ho parole bastanti. Attendo fiduciosa….

      • Avatar
        6 Ottobre 2020 in 12:16
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        Buongiorno Erica e Massimiliano, stamattina sono andato al Caf dove vado ormai da diversi anni e mi ha detto espressamente di fare domanda per ricevere l”aumento e i relativi arretrati. Naturalmente gli ho spiegato che non ho altri redditi oltre la pensione di invalidità e l”accompagno, sono invalido al 100% e non ho mai lavorato ma comunque mi ha detto di fare la domanda. A questo punto consiglio a tutti di fare domanda entro il 9 Ottobre (ovviamente ognuno è libero di fare ciò che vuole) per non avere sgradite sorprese con l”Inps, anche se loro dicono che sara tutto in automatico e non sarebbe la prima volta che l”INPS dice una cosa e poi né fa un”altra. Meglio cautelarsi altrimenti i soldi arriveranno l”anno prossimo se tutto va bene. Ringrazio e mando un forte abbraccio di cuore ad Erica e al sig. Massimiliano per i continui aggiornamenti che ci riguardano.

        Rispondi
        • Erica Venditti
          6 Ottobre 2020 in 12:20
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          Io CREDO nelle parole della Vicepresidente dell’Inps Gnecchi e non ho ragione di pensare che l’INPS voglia farsi carico di una caterva di ricorsi, ma lei ha fatto bene a seguire il suo istinto, per acrità. Solo dico che fare una corsa contro il tempo, la scadenza é il 9, su un automatismo, confermato dalla Gnecchi stessa, dalla circolare, edall’Inps in molti casi, mi pare un pò ‘masochismo’. Ma comprendo l’ansia di vedersi defraudati di qualcosa che spetta di diritto.

          Rispondi
          • Avatar
            6 Ottobre 2020 in 13:38
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            Premessa:
            Il fatto stesso che PPT riporti affermazioni proprie della vicepresidente Gnecchi è una garanzia. Infatti, nel caso (praticamente inesistente) che la vicepresidente ci avesse informati in modo erroneo, tutti i lettori potrebbero fare ricorso adducendo come prova la comunicazione errata da parte di una persona ai vertici dell’INPS.
            REALTA’:
            1) La Circolare è DAVVERO chiara! Il CAF al quale si è rivolto il signor Stefano deve essere composto da analfabeti.
            2) La vicepresidente GNECCHI ha più volte dato prova della sua competenza e serietà pertanto NON NUTRO ALCUN DUBBIO riguardo i suoi chiarimenti.
            3) Se le parole dell’onorevole Gnecchi non bastassero si faccia uno sforzo leggendo le risposte che gli utenti di PPT hanno ricevuto via mail (e non tramite il call center…) dall’INPS stesso: TUTTE INFORMANO IL RICHIEDENTE CHE LA DOMANDA E’ IN AUTOMATICO.
            4) Non dimentichiamo infine quanto comunicatomi dall’ANMIC (che non è un semplice CAF o patronato) ovvero che NON OCCORRE PRESENTARE ALCUNA ISTANZA.
            5) Consigliare a tutti da fare domanda a causa di CAF e patronati sommamente ignoranti comporta solo un ulteriore rallentamento per l’INPS che si troverà sommerso da richieste a discapito di tutti gli invalidi.
            6) Infine presentare istanza senza vera cognizione di causa rischia d’essere persino controproducente: se (come è certo) l’INPS provvede d’ufficio all’erogazione dell’aumento, una domanda potrebbe comportare per il loro sistema informatico che, come l’ANMIC ha confermato da fonti INPS, è stato aggiornato appositamente per questo incremento un “eccesso d’informazioni” (magari anche discordanti poiché un CAF non conosce tutta la casistica, assai variegata, inserita invece nel sistema) le quali, nel peggiore dei casi, porterebbero ad un accantonamento della domanda stessa perché ridondante e quindi non comprensibile per una macchina che si limita ad effettuare dei computi.
            CONCLUDENDO:
            Personalmente consiglio di non lasciarsi ingannare dalla disinformazione che certi enti dimostrano palesemente, MA DI FIDARSI DELLE DICHIARAZIONI DELLA VICEPRESIDENTE GNECCHI E (in secondo luogo) DI QUANTO RIFERITOMI PER BEN DUE VOLTE DELL’ANMIC (senza tener conto delle mail INPS che avvalorano ulteriormente la completa inutilità di fare domanda).

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      5 Ottobre 2020 in 19:11
      Permalink

      Cara Ariella,
      la sua rabbia è pienamente giustificata. Da un punto di vista etico è più che discutibile (per non usare termini più pesanti…) la disinformazione verso gli invalidi in merito all’aumento che spetta loro dai 60 anni.
      Tuttavia temo possa fare ben poco riguardo agli arretrati: l’INPS potrebbe sempre risponderle che l’articolo 38 esiste dal 2001 e che doveva essere sua premura accertarsi se aveva diritto all’incremento e presentare di conseguenza la domanda (altro comportamento che sarebbe assai discutibile ma che non mi sento di escludere).
      SE INVECE L’AUMENTO LE SPETTAVA IN AUTOMATICO (PROVI AD INFORMARSI) ALLORA LO SBAGLIO E’ DA IMPUTARE SOLO E UNICAMENTE ALL’INPS E PERTANTO HA DIRITTO AGLI ARRETRATI.
      Posso immaginare le difficoltà economiche e i disagi che ha dovuto affrontare e sono pienamente solidale con lei.

      Rispondi
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      21 Ottobre 2020 in 16:35
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      Buongiorno

      mi trovo in una posizione uguale a quella della signora Ariella quindi chiedo;conviene adire alle vie legali per avere 4 anni di aumento arretrato?

      grazie per l’eventuale risposta

      Rispondi
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    5 Ottobre 2020 in 14:51
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    Salve, io non ho ancora presentato il red 2020 con riferimento all’anno 2019. Ho chiamato l inps e ho fatto presente qst cosa e mi hanno risposto che non fanno riferimento al 2019 per il calcolo ma fanno un calcolo presunto del 2020 e che l inps, x determinare il presunto reddito dell invalido, si incrocera anche con altri enti x verificare le soglie reddituali. Quindi, x voi, io che nn ho ancora presentato red poiché ho limite d presentazione sino al 1 marzo 2021, non avrò aumento? Io con l inps, x le norme red emanate, sono in regola e perceposco regolarmente la pensione (mio unico reddito). Spero mi rispondiate, vi ho scritto diverse volte. Grazie

    Rispondi
    • Erica Venditti
      5 Ottobre 2020 in 15:50
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      Massimiliano, le inoltro la domanda di Antonella. Il reddito da tenere in considerazione é il 2019, ma credo che l’Inps abbia modo di valutare la sua posizione incorciando i dati

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        5 Ottobre 2020 in 18:51
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        Ho risposto alla signora Antonella pochi minuti fa nell’articolo del 2 ottobre, ma non ho problemi a ripetere quanto scritto:
        Nel caso della signora Antonella, presentazione Red, generalmente viene preso in considerazione l’anno dell’ultimo Red (2018) o, appunto, si potrebbe fare il calcolo sul “reddito presunto”: una procedura che prima del 1992 veniva utilizzata per tutti gli invalidi civili (mentre ora, per tutti coloro che presentano una classica dichiarazione dei redditi si fa riferimento all’anno precedente rispetto a quello in corso).

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          5 Ottobre 2020 in 19:44
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          Grazie signor Massimiliano, la seguo con interesse e da lei ho compreso molte cose sull incremento al milione. Mi è sfuggita la sua risposta sull’altro articolo, in effetti oggi un operatore inps mi parlava di reddito presunto. Comunque, salvo equivoci, oggi ho provveduto a inviare il mio red 2019 all inps tramite caf ( che come il 2018 testimonia ho solo la pensione assistenziale come forma di sostentamento). Grazie per la risposta.

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          5 Ottobre 2020 in 23:36
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          Salve mi chiamo Mauro sono un invalido al 85% con patologie che non mi permettono di lavorare. Essendo affetto da obesità grave. Ipertesto affetto da depressione con disturbo di personalità nas. In più faccio un cipap con ossigenazione artificiale se mi permette un giorno e fatto di 24 ore io ne ho a disposizione la metà e altre patogie che non elenco se no ci vorrebbero delle ore ma la cosa che mi fa più male che ancora oggi non mi viene riconosciuto il 100% è non mi sembra giusto la legge applicata che x l aumento di pensione si deve avere il cento x cento quando ci siamo invalidi gravi che non possiamo lavorare senza nessun reddito solo con 289 euro ad andare avanti x me non è giusto era giusto che si facessero dei controlli a tt gli invalidi come fosse in realtà la loro situazione. Della propria salute. A dimenticavo a causa del obesità la mia compagna si prende cura della mia igiene personale.. Tutto qui spero che ne prenda atto di questa situazione veramente che come me c’è ne sono altri.. Spero che. Si rifletta su questa situazione x l aumento della pensione xche c’è ne siamo tanti anche senza 100% ad avere bisogno.. Grazie della vostra attenzione spero in una risposta grazie.. Distinti saluti..

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    5 Ottobre 2020 in 14:39
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    Salve la mia domanda è questi aumenti riguardano anche chi percepisce assegno ordinario d’invalidità?

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      5 Ottobre 2020 in 19:33
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      Buongiorno signor Luciano.
      Tra tutte le pensioni/assegni di tipo previdenziale la Circolare INPS cita solo la pensione di inabilità stabilita dalla legge 222/1984. Temo dunque che l’aumento non le spetti.
      Per averne certezza provi a rivolgersi (via mail, non attraverso il call center) all’INPS stesso.

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    5 Ottobre 2020 in 13:26
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    Sono invalida all ottanta per cento e non trovo giusto che debbano fare l aumento solo a chi e invalido totale

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    5 Ottobre 2020 in 13:23
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    Non e giusto che una persona invalida come me all ottanta per cento non debba avere l aumento tra l’ altro ho un diabete mellito che mi costringe ha farmi la puntura di insulina nella pancia quattro volte al giorno.

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