Pensioni di invalidità 2020, ultime sull’aumento: ORA equiparare parziali e totali

Prosegue la diatriba sull’aumento relativo alle pensioni di invalidità, se da un lato sono grati quanti, invalidi al 100% con un reddito personale o coniugale rientrante nei limiti stabiliti dalla sentenza n°152 pubblicata il 20 luglio, sono riusciti ad ottenere l’aumento a 651 euro e gli arretrati spettanti dal mese di luglio, dall’altro vi sono gli esclusi, gli invalidi parziali con un’invalidità dal 74 al 99%, che chiedono appellandosi anche al nostro sito, di farci portavoce delle loro istanze. Non si può vivere con 286 euro, non si trova lavoro, ed é doveroso, dicono all’unanimità, le istituzioni si adoperino affinché venga colpata tale ingiustizia. Anche gli invalidi parziali meritano una vita dignitosa, dunque é più che mai importante, specie oggi in un momento in cui il Covid 19 ha reso ancora più fragili economicamente ed a livello di salute queste persone, che vi sia l‘equiparazione dell’assegno di invalidità tra quanti sono invalidi parziali, comunque senza redditi aggiuntivi da lavoro, e gli invalidi totali. Eccovi alcune importanti testimonianze che bel esplicitano le difficoltà di quanti, ad oggi, sono rimasti fuori dall’aumento concesso.

Pensioni invalidità 2020: bene l’aumento per gli invalidi al 100%, ora si pensi a quelli parziali

Così Gianni, che incolpa lo Stato di fare distinzioni, assurde ed ingiuste, tra invalidi di serie A ed invalidi di serie B, entrambi in gravi difficoltà: “Mi chiamo Gianni, invalido civile al 90% con una patologia che progredisce anno dopo anno, sono un cittadino di questo stato che ancora una volta fa distinzioni, senza aver nessun diritto di farlo quando si parla di malattie e condizioni proprie. Lo stato per non far pesare a nessun invalido di essere un peso alla società ha solo il dovere di ascoltare tutti noi nel trovare una giusta soluzione, senza fare la solita scaletta di gravità, perchè cari amministratori dello Stato essere invalido significa aver difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito. L’invalidità è “civile” quando non deriva da cause di servizio, di guerra, di lavoro, e non può basarsi solo su una %. Giorgio conclude dicendo: “Essere invalidi non può essere considerata una nostra colpa” . Tra le righe emerge con fermezza in concetto del nostro lettore, che pare dirci: “non possiamo ritenerci , paradossalmente, ‘sfortunati’ perché stiamo meno peggio di un invalido al 100%, giacché a lui é stato concesso l’aumento. Siamo alla solita guerra ‘tra i poveri‘” “.

Luca, dal canto suo fa notare come le condizioni possano cambiare rapidamente nell’arco della vita, e come si possa passare dall’essere un soggetto in forze che lavorava ad un invalido senza più reddito: “Vorrei solo fare un cambiamento di posizione, far vivere i nostri politici discriminanti con 297 euro mensili, di cosa parliamo? Ero un artigiano, 2 anni fa ho avuto un incidente stradale, nn posso piu fare il mio lavoro, mi sono iscritto lavoro disabili con il risultato che gia’ tutti possono immaginare”. Poi facendo notare come si senta escluso e mal tutelato dallo Stato, dice: “Ho sempre lavorato, sempre pagato tutto, inps e tutte le beghe che ci circondano, e quando hai bisogno di giustizia sociale, di essere ricordato come persona, questo e’ il risultato, siamo solo numeri e abbiamo peso solo quando dobbiamo pagare, per il resto questo è il risultato di tutto, elemosina!!. Grazie Erika e Stefano

Alessandro, ci offre la sua testimonianza, facendo emergere come venga meno la dignità stessa della persona, quando non si é economicamente indipendenti: “Mi vergogno anche a rilasciare il mio commento, ho 75% di invalidità, sono una categoria protetta da: 1) dal lavoro (dopo aver perso quello che avevo per chiusura del supermercato, non c’è modo di trovarne altri); 2) dal Reddito di cittadinanza perchè vivo con i genitori, ma senza i miei genitori cosa farei? il barbone? …..mi vergogno per non poterli aiutare”.

Pensioni invalidità, proposte: portare ad almeno 520 euro le pensioni di invalidità parziale

Michele, pare porre una sorta di mediazione, se l’aumento a 651 euro per gli invalidi parziali non fosse possibile, sarebbe bene almeno considerare un aumento ‘parziale’ al vecchio milione di lire. L’aumento a 520 euro sarebbe sacrosanto, dice, perché avrebbe lo scopo di permettere almeno le cure basilari, medicine e beni di prima necessità. Eccovi le sue parole: “Come anche tutte le altre pensioni minime, aggiornare le pensioni degli invalidi civili parziali (75%-99%) almeno a 520 euro (milione di vecchie lire) è doveroso e sacrosanto. Essendo denaro vitale (utile per spese mediche basilari e alimentari), avrebbe effetto positivo immediato anche sui consumi primari, dando beneficio all’economia e occupazione indotta”.

Vi é anche chi come Dany ci fa notare che anche chi ha un’invalidità ‘non degna’ dell’aumento in realtà non ha modo di lavorare, perché ha problemi fisici molto seri, ragion per cui, specifica, non si tratta di fare ‘vittimismo’ ma di avere la possibilità di tornare a vivere dignitosamente: “Buongiorno sono un disabile all 75×100. Non sto qui ad elencare tutte le mie problematiche fisiche, mi limito solo a dire che ho patogie gravi permanenti… di cui una di queste è una artrite che non mi permettono di fare più di 30 metri a piedi che mi si infiammano tutte le articolazioni. Chi mi assumerebbe? Io non voglio fare vittimismo. Ma mi dite che colpa ho se mi trovo in questo stato di salute a dir poco mortificante e di nullità in quanto non posso provvedere ai tre componenti della mia famiglia”. Poi la domanda viene rivolta direttamente a quanti hanno legiferato, ritenendo giusto dare l’aumento solo a quanti sono stati considerati inabili al lavoro e invalidi al 100%: “Perché con 286 euro al mese mi dite voi come si fa, è mi rivolgo ovviamente a chi ha fatto questo atto discriminatorio tra 75 x 100 e quelli del 100 x 100 di disabilità, a sopravvivere in questo tempo di sofferenza, aggravata dal Covid 19? Vorrei far notare, aggiunge, che solo di medicinali ne spendo piu di 300 euro, possono bastare 286 euro?. Infine, prima di ringraziarci per aver messo in luce il problema, rivolge il suo appello accorato alle istituzioni ed al Governo tutto: “A questo punto spero solo che qualcuno ci ascolti e ci dia una mano ad avere perlomeno un vita non dico più adagiata ma perlomeno più dignitosa di quello che la vita è non per nostra scelta siamo costretti a vivere. Colgo l’occasione per ringraziare di vero cuore gli artefici del sito. Erica e Stefano per la visibilità che ci dà in questo mondo buio per noi oggi“. Poi vi é chi come Giuseppe fa notare che i problemi sono molti in realtà e riguardano ancora tutti gli invalidi, eccovi le sue ragioni.

Pensioni di invalidità: troppi i limiti dell’aumento

Giuseppe, dalla sua, mette in luce almeno tre problemi che riguardano sia gli invalidi totali, che a suo dire non hanno comunque ottenuto un aumento tale, il massimo é stato di circa 350 euro perché si andava a sommare ai 289 ricevuti in precedenza, da permettere loro una vita serena, in quanto , dice, se é diagnosticato che l’invalido non può lavorare dovrebbe essergli concesso una sorta di aumento che rispecchi un salario minimo pari a 1.100/1200 euro mensili: “Salve a tutti, la situazione è davvero triste. Non solo perché l’aumento non è stato riconosciuto a tutti gli invalidi, ma anche perché parliamo di un aumento di 350€ x coloro a cui è stato riconosciuto. Quindi senza fare polemiche i problemi sono tanti e diversi. Anzitutto SE lo Stato decide di dare un sussidio a chi non è in grado di lavorare e lo riconosce invalido al 100% non lo può e non lo deve liquidare con 650€ mensili. Quindi primo problema va innalzato il tetto minimo di sopravvivenza che dovrebbe essere equiparato a uno stipendio base statale da 1.100/1.200€. Perché se tu Stato mi riconosci che nn posso lavorare mi devi riconosce anche una dignità di sopravvivenza”.

Il secondo problema concerne quanti non hanno l’invalidità al 100%, ma non potendo più lavorare dovrebbero, attraverso l’Inps, riuscire ad ottenere l’aggravamento:Altro problema sono gli invalidi sotto il 100% che non possono comunque più lavorare. Qui il problema invece è farsi riconoscere l’aggravamento dall’INPS… Bisogna rifare domanda all’INPS, produrre la giusta certificazione e ottenere il 100%“. Il terzo problema, ma non per importanza, riguarda quanti pur invalidi potrebbero ancora lavorare, ma nessuno glielo permette: “Altro problema ancora è chi è in ridotte capacità lavorativa, cioè che può ancora lavorare ma che nn trova lavoro. Qui invece bisogna mettere mano alla legge sul collocamento obbligatorio. Che sulla carta è pure una bella legge ma è applicata male” . In conclusione fa notare Giuseppe i problemi sono davvero ancora molti e sarebbe bene che una legge, prima o poi, riuscisse a ridare dignità a tutti gli invalidi: “Quindi i problemi sono ancora tanti e diversi e purtroppo il momento storico non è dei migliori x affrontarli. Ma voglio sperare che presto una legge specifica riformi e dia dignità a tutti gli invalidi“.

Alberto, dopo averci rilasciato la sua testimonianza, lancia una sorta di appello alle istituzioni perché si adoperino per aumentare le pensioni di invalidità civile parziali, insomma affinché vengano equiparate a quelle totali: “Da cinque anni non ho più un lavoro e ho un invalidità al 75% ho subito due interventi chirurgici per carcinoma alla vescica e l’Inps non vuole riconoscermi la pensione anticipata ho 25 anni di contributi e 61 anni come faccio a vivere con 286 euro al mese ? Chiedo alle istituzioni preposte di attivarsi per aumentare anche le pensioni di invalidità civile parziali grazie“.

Speriamo la voce di questi invalidi, anche attraverso il nostro sito, possa arrivare a chi ha potere di rappresentanza o decisionale, lo scopo primario sarebbe quello di far arrivare ai tavoli almeno la richiesta degli invalidi civili parziali. Invitiamo dunque sindacalisti o politici favorevoli a tali considerazioni a contattarci al fine di poter supportare concretamente tali istanze, riteniamo che qualsiasi intervento pro causa potrebbe già permettere a questa categoria di persone, particolarmente fragili in questo contesto, di sentirsi compresi, non lasciati soli e soprattutto parte di un potenziale progetto futuro.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

13 pensieri riguardo “Pensioni di invalidità 2020, ultime sull’aumento: ORA equiparare parziali e totali

  • Pingback: Pensioni di invalidità 2020, fuori dall'aumento anche chi ha il 100%? | Pensioni Per Tutti

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    27 Novembre 2020 in 2:17
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    sono emilio invalido al 75% vivo in famiglia con genitori ultra 80enni con mio papa pensione da fiat da operaio e invalido al 100×100 ma escluso mio padre dai 650 euro perche percepisce pensione fiat da 1.200 euro circa al mese mantenendo mia mamma mia sorella disoccupata e malata e io invalido con 290 euro al mese. costretto a vivere in famiglia per essere a mia volta da assistenza in casi di emergenze verso i miei genitori malati e molto anziani….ma vivendo in casa sono escluso dai 100 miliardi di aiuti di conte nella prima ondata del covid. da redditi di cittadinanza e sostegni aggiuntivi dello stato …..invalidi parziali esclusi dal mondo del lavoro e dalla vita sociale…mi appello ai sindacati…alle autorita …legislatori di disabili…che come x gli invalidi totali….vadano alla consulta a portare il messaggio x noi invalidi parziali se e giusto aumentare le pensioni di invalidita come ai totali o esserne esclusi x chi vive senza redditi e vive in famiglia con 280 euro al mese costretti vivere …a sopravvivere …..costretti a mendicare durante vita a sperare che i supermeracati gettino dei beni alimentari….o vestiti nei bidoni dell’immondizia essendo questo l’unico sostegno nostro al reddito. e giusto con 290 euro continuare sotto autorita medica a prendere nel mio caso en gocce non mutuabili…o altri sonniferi per dormire che non sono inferiori dal tariffario di 15 o 20 euro. e giusto continuare a essendo impossibilitati a vivere in mobili vecchi degli anni 70 con blatte intasate in casa….spendendo euro per disinfestanti ddt…gel antiblatte di 50 euro al mese tra ddt e gel ….o 100 euro x chiamare disinfestazioni vivendo in condominio pagando 1600 euro x amministratore e bollette mensili i miei genitori anziani…..impossibilitati di essere a loro sostegno….e giusto per la consulta vivere in queste condizioni….??????quello che viviamo noi invalidi civili parziali con 2 righe non e facile …..dobbiamo continuare a stringere i denti o essere tentati nel costringerci la politica ….lo stato…a cedere nell’illegalita….dal borseggio allo spaccio o altre inqualificabile atto per portare un pezzo di pane in casa????cosa dobbiamo fare….?dobbiamo continuare a vivere col berretto spalancato chiedendo elemosina durante vita cari giudici della consulta????? le associazioni e i sindacati degli invalidi parziali dovrebbero portare queste disperazioni ai giudici della consulta di noi invalidi parziali……di belle parole e piu di 20 anni che se ne dicono …..? di sole parole non servono a nulla. il 3 dicembre e la giornata della disabilita dove si cantera vittoria per gli invalidi con gli aumenti x molti giornalisti pero non sanno o non si ricorderanno che per noi invalidi parziali sara un giorno come gli altri dove comprare un panettone o uno spumante ne influisce sul misero assegno di 286euro al mese.

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    26 Novembre 2020 in 12:30
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    Cmq,vorrei ricordare che non tutti gli invalidi con percentuale 100% hanno avuto diritto all ‘maggiorazione.Chi per un motivo chi per altro.Bisogna ammettere che con limiti cosi bassi,forse e stata riconosciuta al 10% degli invalidi 100%..Auguro a tutti di avere il giusto.Ma combattere con l’inps si rischia il TSO.Ogni volta che ricevo comunicazioni da questo (carrozzone ) mi mette l’ansia pensando hai trascorsi. 14 anni di “guerra” Mancavano i contributi (TROVATI DOPO UN ANNO).Due volte in giudizio (vinto sempre),Assegni non riconosciuti.(RESTITUITI)..Pensate che mi hanno attribuito una pensione mai ricevuta.Mi fermo l’elenco e troppo lungo.Menomale che esistono persone come la dott.sa Erika che ci aiutano ,come uscire da questa giungla Auguri a tutti PS Perdonate il mio sfogo

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    • Erica Venditti
      27 Novembre 2020 in 11:28
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      Grazie Angelo 🙂

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    25 Novembre 2020 in 15:01
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    Buongiorno io sono invalida al 100 % percepisco pensione di invalità più inabilità ma oggi non ho trovato nessun aumento grazie per la risposta

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    • Erica Venditti
      27 Novembre 2020 in 11:29
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      Vita dipende dal suo reddito personale o coniugale nel caso fosse sposata, controlli anche i limiti

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    24 Novembre 2020 in 15:19
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    Se un pensionato invalido non accede all’incremento per aver un reddito superiore alla quota di euro 8469,63, ma perde il lavoro a dicembre 2020, come sicalcola il reddito annuo per accedere all’adeguamento. Deve aspettare il primo gennaio 2021 per presentare la domanda?.

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    24 Novembre 2020 in 12:27
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    Salve sono il signor Maiorano Pasquale percepisco ASSEGNO DI INVALIDITA’
    Categoria IOn.15026267 Decorrenza gennaio2004 IMPORTI MENSILI GennaioTredicesima Pensione lorda 515,07515,07 Trattamentidifamiglia 46,48 PENSIONE LORDA COMPLESSIVA 561,55515,07 TRATTENUTE Contributo e
    PENSIONE AL NETTO DELLE TRATTENUTE euro 558,97512,49 L’assegnodi invalidità è integrato in via provvisoria,inattesa della verifica della Sua situazione reddituale.Importo dell’assegno non integratoal1°gennaio2020: euro 267,16 FAMILIARE PER IL QUALE E’CORRISPOSTO IL TRATTAMENTO DI FAMIGLIA Cognome e nome NEGRIBOSCHI CARLA , non mi è stato concesso l’aumento per l’invalidità civile perché supero il reddito personale,il Caf mi ha detto che in questi casi il reddito fa riferimento al conteggio unendo le pensioni per calcolarlo, perché il mio ISEE meno di 7.000 € ma se calcoli anche l’invalidità civile euro 267,16 lo supera. Ora mi chiedo ma l’invalidità civile non è mai stata calcolata come reddito ora si ,mi scuso ma vorrei dei chiarimenti vi seguo e siete gli unici a dare delle risposte comprensibili grazie di tutto un saluto solidale

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    • Erica Venditti
      24 Novembre 2020 in 13:14
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      Il caso é molto tecnico Pasquale, la risposta data dall’Inps mi pare concordi con quanto abbiamo sempre detto negli articoli, conta tutto nel fare ilreddito tranne l’assegno di accompagnamento. Per informazioni maggiori sul suo singolo caso provi a contattare su messanger Domenico Cosentino, già esperto di previdenza e presidente di patronato, faccia pure il mio nome.

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    24 Novembre 2020 in 7:38
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    Io vorrei che solo x un mese i nostri governanti passassero il nostro disagio parlo x me la situazione che mi si è creata in seguito ad un ischemia premetto che sono una persona che nella vita si è sempre adattata a tutto pur di portare decorosamente avanti due figli oggi invalida al 75/100 x IMPES MA PURTROPPO X NOI NON SONO PIU SUFFICENTEMETE AUTOSSUFFICENTE X VIVERE SOLA QUINDI SONO TOTALMENTE SULLE SPALLE DI UNA RAGAZZA O MEHLIO DONNA DI 30ANNI TARPANDOGLI LE ALI NON POTENDOSI PERMETTERE DOPPIO AFFITTO E SPESE DI SOPRAVVIVENZA X UNA FAMIGLIA TUTTA SUA E NON SOLO X CAUSA MIA STA ENTRANDO NEL BUIO BARATRO DELLA DEPRESSIONE VIVENDO CONTINUAMENTE CON L ANSIA E LA PAURA DI NON FARCEL a sostenere le spese mensili visto che tra le disgrazie c’è anche il terrore di perdere il lavoro avendo fortunatamente trovato un lavoro con contratto a tempo io continuo a sperare in un miracolo

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    23 Novembre 2020 in 23:07
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    Buonasera a tutti gli assidui lettori e partecipanti al sito come me cosidetto disabili parziale.
    Questa sera volevo semplicemente far notare a quelli che… A dir vero pochissimi additavano ERICA E STEFANO… di far poco nel evidenziare la nostra situazione di salute E di vita disomane.
    Bene non è per niente così.
    Chi in questi giorni è stato un po attento avrà sicuramente ascoltato il discorso del presidente nazionale del ANMIC. PAGANO NAZARO. che anche se non lo conosco gli do i miei più sentiti ringraziamenti per quello che a detto a nostra difesa dicendo che non si devono fare distinzione tra invalidi dal 75 a 99. A quelli al 100 X100. E questo sapete grazie a chi… Ad erica e Stefano che grazie al loro lavoro e i loro collaboratori che lavorano x cosidire dietro le quinte mettono in luce le nostre difficoltà grazie ancora 🙏.
    Infine più che un appello vorrei fare un invito a chiunque essa sia. E mi sento di parlare a nome di tutti i disabili cosidetti parziali…
    O che sia il presidente dello stato persona più che umana e sensibile alle difficoltà dei cittadini, o che sia un politico di qualsiasi credo e colore.
    Una cosa e sicura che gli faremo una statua e gli saremo per sempre grati 🙏 un saluto a tutti… Dany

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    • Erica Venditti
      24 Novembre 2020 in 11:03
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      Grazie Dany 🙂 perla stima

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    23 Novembre 2020 in 15:35
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    Sono francesco 80% di invalidita’ ho 55 anni ho tre figli , non mi hanno accettato il REM neanche iL RDC … e nessuno ti assume con tutte le problematiche che ho.
    A questo punto AMMAZZATECI TUTTI. E facciamola finita invece di tenere in piedi BARACCONI ciuccia soldi che fanno finta di darci una mano.
    GRAZIE STATO

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