Pensioni donne ultime novità 30 gennaio: il CODS lancia un appello su OD

Nella serata di ieri la fondatrice del Comitato Opzione Donna Social ha parlato della situazione attuale di molte lavoratrici che sono andate in pensione tramite l’Opzione Donna (utilizzando quindi un metodo di calcolo per la pensione interamente contributivo) e che ora si trovano in difficoltà a causa dello scarso importo dell’assegno pensionistico. Da qui arriva quindi un monito a valutare con attenzione simulazioni e calcoli prima di prendere una decisione definitiva.

Pensioni ultime novità su Donne ad oggi 30 gennaio: parla Armiliato

Ecco la riflessione di Orietta Armiliato: “Il parere dei sindacati sulla misura dell’Opzione Donna sia da quando la legge fu emanata sia successivamente, fu sempre piuttosto negativo poiché le OO.SS ravvisavano il rischio, almeno per una significativa platea, di andare a percepire un reddito mensile così basso da poter creare situazioni di pesante criticità anche in considerazione dell’elevato numero di anni di contribuzione richiesto per accedervi. Però, ad onor del vero, va detto che tutte le rappresentanze (CGIL-CISL-UIL) sventolarono unitariamente le loro bandiere e sostennero le istanze di noi donne, quando fu negato il diritto di esercitare tale opzione a seguito dell’emissione da parte di INPS di due circolari operative che ne accorciarono arbitrariamente di un anno il diritto di accesso, escludendo dall’esercizio un contingente pari a circa 36000 lavoratrici.

Ora, vi domanderete perché vi racconto tutto questo e la risposta è nello stesso tempo preoccupante e semplice: non passa giorno che io non riceva almeno un messaggio da parte di donne che, esercitato il diritto, si sono rese conto che non riescono a vivere dignitosamente con la pensione che percepiscono (ricordo che OD è interamente calcolata con il sistema contributivo). Comprendo che la reazione immediata di chi sta leggendo possa essere del tipo “ma non vi siete fatte fare simulazioni e conteggi prima di sottoscrivere la richiesta di pensione?” A domanda posta, le risposte sono sempre le stesse ” ma era un più o meno, non avevano il programma, mi hanno detto che all’incirca poteva essere xxx” o, peggio, “non avevo alternative essendo completamente senza reddito” e/o “ho pensato di poter integrare la pensione facendo qualche lavoretto etc.etc “

Dunque il monito per tutte le lavoratrici, siano esse già in possesso dei requisiti ma che ancora non hanno esercitato l’opzione oppure siano lavoratrici che chiedono a gran voce che la misura sia inserita nei programmi dei vari partiti, di valutare attentamente la scelta, facendosi produrre puntuali simulazioni e calcoli che i Patronati e l’INPS debbono essere in grado di produrre in nome del diritto di tutela del nostro personale interesse.

Non offendetevi per quel che dico e non rispondete dicendo: “sappiamo ben fare i nostri conti” o “nessuno mi può venire a dire cosa è meglio per me” e robe similari, perché la stanchezza o il dramma del non avere reddito, può non aiutare a compiere una scelta consapevole che deve essere, essendo l’opzione irreversibile, una scelta ben ponderata di lungimiranza soprattutto perché, le evidenze che mi si propongono ogni giorno e che non avrei francamente immaginato, inducono ad una opportuna condivisione e ad un invito alla riflessione.”

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