La proroga di Opzione donna anche per il 2022–2023 è una questione che fa discutere i lavoratori e le lavoratrici e oggi vogliamo proporvi questa lettera aperta di una lavoratrice, Antonietta, che spiega le motivazioni per cui Opzione donna dovrebbe essere una scelta possibile per uscire dal mondo del lavoro per tutti coloro che hanno questa necessita. Vi riportiamo di seguito le sue parole, e come sempre ci potete dare la vostra opinione e i vostri commenti nella sezione a fine articolo.
Pensione Opzione donna 2022-2023: lettera di una lavoratrice
“Buona sera, oggi più che mai le donne sono chiamate ad affrontare tempi difficili. Discontinuità lavorativa e contributiva, la cura di marito, figli (normodotati e disabili) di genitori anziani e malati, la pandemia con la necessità di dover affrontare difficoltà sanitarie, economiche, di conciliazioni sempre più difficili e dolorose tra le necessità familiari (figli in DAD o in quarantena) e bisogni materiali da soddisfare come mettere in tavola un pasto decente, di dover pagare un mutuo altrimenti si rischia di perdere la casa comperata con tanti sacrifici.
OPZIONE DONNA per tante di noi è l’unica speranza di vedersi riconosciuta la possibilità di poter avere una piccola pensione (decurtata del 20% o oltre e calcolata interamente con calcolo contributivo quindi con i nostri contributi versati) eppure osteggiata da molti e francamente non ne capisco il motivo. Non chiediamo allo Stato soldi in più, vogliamo solo la possibilità di poter avere la nostra piccola pensione e di poter occuparci dei nostri famigliari e anche di noi stesse (anche la nostra salute spesso è compromessa).
Ci hanno rimproverato di non aver fatto figli ma chi di noi ne ha avuti è stata spesso discriminata sul posto di lavoro con carriere discontinue e minori soldi in busta paga. Non è una questione sessista chiediamo, delle misure che agevolino anche gli uomini padri single o vedovi o divorziati che sono in difficoltà con misure a loro dedicate”.
Proroga Opzione Donna 2022-2023 ultime novità oggi 2 marzo
Antonietta poi continua: “Opzione Donna in questi anni è stara scelta da un numero minore delle aventi diritto proprio in quanto misura penalizzante sia per il calcolo tutto contributivo che per la decurtazione operata sulla pensione stessa e che varrà per tutti gli anni a venire, proprio per questo motivo viene scelta solo da quelle donne che hanno davvero una situazione molto difficile da gestire e non hanno altra scelta.
A tutte le donne e agli uomini di buona volontà chiedo, a nome mio e di quante per qualche mese sono rimaste escluse da OPZIONE DONNA, di chiedere a chiunque abbia parola e potere di decisione in merito un atto di umanità con la proroga di OPZIONE DONNA come misura pensionistica per il 2022-2023.
Se proprio il Governo non volesse riproporre con attuali caratteristiche di 58 anni di età e 35 anni contributi posseduti al 31.12.2021, anche per il 2022, disponibile anche a un aumento di un anno ogni due anni (quindi per il biennio 2022-23) dei contributi richiesti (che ora sono 35 anni), disponibile ad aumento a 36 anni per il biennio 2022-23 e per chi non ha questo anno di contributi col lavoro si potrebbe avere la possibilità di poter fare riscatto (pagando un anno di contributi volontari a INPS). Spero che le mie parole non siano lasciate cadere nel vuoto. Antonietta”
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Grande Antonietta!! Mi domando se questi commenti saranno mai letti da chi può decidere ..mah.. A maggior ragione, con questo clima di incertezze, guerre vicino a casa, la situazione di una donna diventa sempre più stressante.. Io sono figlia unica, ho 58 anni e 35 anni di contributi, sempre lavorato, mai preso periodi di malattia ( se non qualche gg di virus intestinale o i 10 gg di Covid a gennaio scorso ), mai preso aspettativa per maternità ( non ho figli ), mio marito per lavoro è sempre all’estero e non ho mai nemmeno chiesto qualche gg di aspettativa per avvicinamento a coniuge . I miei 35 anni e 6 mesi li ho lavorati proprio tutti. Abito in una zona lontana dai servizi pubblici, papà disabile con demenza senile da anni deceduto poco fa, mamma ottantenne con depressione ( peggiorata durante la pandemia e poi per la scomparsa di papà ), faccio i salti mortali tra lavoro a giornata piena, mamma da accudire ( e prima c’era anche papà ) , il mio stipendio è di 1300€/mese, la mamma una pensioncina di 750 euro. Io potrei accedere all’opzione donna per il il 2023, ma lo Stato non si è ancora pronunciato per il prossimo anno e io non so se ne avrò la possibilità.. se potessi andrei subito!! Ma non perché sono benestante, ma perché se devo continuare a lavorare per pagare una badante, preferisco stare a casa e curare la mia famiglia .. e avrei anche un marito che potrei riuscire a vedere un po’ più spesso .. spero che qualcuno si renda conto che l’opzione donna dovrebbe essere resa strutturale, già è penalizzante la decurtazione.. penso sia abbastanza!
Sono assolutamente d’accordo sia con la Sig.ra Antonietta che con gli altri che hanno commentato : le donne hanno il peso della famiglia quasi interamente sulle proprie spalle e ‘la società’, dovrebbero anche fare più figli, ma vi pare che le nuove generazioni di donne ‘leggendo’ questa situazione possano decidere di dover sostenere tale peso?
La ricompensa per tutto quello che le donne fanno è una ‘opzione’ non garantita e per di più pagata a caro prezzo a suon di decurtazioni!!!
stefania
Gentile Antonietta hai scritto tutta la verità che circonda una donna. Condivido pienamente di rendere strutturale opzione donna. Speriamo che qualche governo legga questa richiesta.
Sono d’accordo. Ognuno dovrebbe essere libero di ritirarsi dal lavoro in base alle proprie condizioni di vita, vedendosi riconosciuta una pensione calcolata sui contributi versati. Opzione donna va prorogata, non è un regalo per nessuno, viste le penalizzazioni (ingiuste) che vengono applicate.
Scusate ,ho lavorato quasi 38anni,verrei a percepire una pensione di circa 700 euro quando il mio stipendio ora è di 1200 euro, mi sembra una penalizzazione esagerata e menomale che la chiamano uscita a favore delle donne,non ho parole.
Secondo me è giusto dare alle donne la possibilità di poter uscire dal lavoro a 58 con 35 anni di contributi, io sono nata a giugno del 1964 e purtroppo pur avendo i contributi.per il momento non posso usufruire di opzione donna,mi sembra di aver già dati abbastanza, ma voglio pensare anche a me stessa e alla mia famiglia, anche perché purtroppo non sappiamo cosa succederà in futuro. Speriamo che diventi strutturale e soprattutto con questi parametri altrimenti per molti sarà una rincorsa infinita. Speriamo ci diano buone notizie in generale. Buona serata a tutti.
Opzione donna dovrebbe essere resa strutturale e non così penalizzante, dopo 35 anni di lavoro, non mi sembra corretto per poi riconoscere pensioni sociali , integrazioni ecc a chi non ha mai versato contributi.
Opzione donna va prorogata anche per il 2023, non è giusto precludere questa possibilità ad una donna che ha lavorato 35 anni, e che accetta di ottenere una pensione più bassa del 30-40 % pur di porre fine allo stress lavorativo. A 60 anni e con tutti gli acciacchi dell’età , dopo la menopausa e le sue conseguenze a volte severe, una donna ha il diritto di porre fine, accetta la penalizzazione economica e tanto basta. Non sono d’accordo sul bonus figli della riforma Draghi: anche una donna che non ha figli e ha dedicato l’essere al lavoro, a genitori disabili, ai nipoti..ha diritto di dire basta dopo 35 anni!!!
Cominciare a mettere delle certezze sarebbe un bene .Opzione donna così come è penalizzante ma è sostenibile.
Andrebbe resa certa.
Basta chiacchere basta privilegi per molte categorie…a 62 anni in pensione senza vincoli ‘ con 30 – 32 – 34 anni di contributi .Non si può PAGARE TUTTI GLI ERRORI E LO SCHIFO DEL PASSATO ADESSO .
Io voglio scrivere che ci sono e ci saranno tanti Putin nel mondo. Che dobbiamo sperare…….? Tante scuse…..
Lo stato deve dare a tutti la possibilità di uscire a 62/63 anni con la pensione maturata fino a quel momento .
Le persone non devono continuare a lavorare per pagare case di riposo o badanti….gli affetti famigliari sono prima dituttod
Salve, sono del 1959 è dal 1983 che lavoro in regola , sono invalido del lavoro con il 47% , dal 83 All’ 90 ero dipendente e tra cassa integrazione ed altro mi mancano diverse settimane di lavoro. ( il mio infortunio mi ha tenuto 3 anni lontano dal mio posto di lavoro. Dal 1990 sono p. IVA con tutti i versamenti, mi dite cosa debbo fare x andare in pensione, visto che sono anche zoppo ??? Grazie
Io sono del parere che l’opzione donna dovrebbe essere resa strutturale ( e non prorogata solo per il biennio 2022/2023). Mi sembra giusto dare la possibilità a TUTTE LE DONNE, interessate a tale misura, di potervi accedere anche negli anni a venire.
Si sono d accordo con Elisabetta bisogna dare l opportunità a tutte le donne….. E poi non dobbiamo pagare noi gli errori dello stato fatto in passato…
Vorrei proprio sapere perché ci accontentiamo sempre del peggio. Perché dopo aver lavorato per 40 anni uno deve essere contento se lo penalizzano solo in pochino? Ma scherziamo? Continuiamo a correre dietro alla pensione, misera, per pioi sentire dire da uno come fede che con 8000 euro non c’è la fa a mantenere cameriera badante, autista… Continuiamo a farci prendere in giro e mettiamo il fondo dei giornalisti nell’inps, visto che le loro pensioni sono così basse . Ma per favore
👍
Cara Signora Antonietta sono perfettamente d’accordo con lei.
Mi permetto solo di aggiungere che l’opzione donna oltre che essere resa strutturale dovrebbe essere estesa a tutti, senza distinzione di genere.
Mi piacerebbe che diventasse una possibilità di accesso alla pensione (anche se purtroppo con qualche penalizzazione) per chiunque (donna o uomo) si trovi nella brutta situazione di disoccupazione a tarda età.
Già è tremendo sentirsi dire che bisognerà lavorare più a lungo per andare in pensione ma pensate a chi non ha nemmeno questa facoltà…
Io sono più di due mesi chè aspetto una risposta dell’Inps per l’ape sociale. Intanto si và avanti senza soldi con bollette e affitto…..
Spero tanto che opzione donna venga prorogata anche perché almeno una donna sceglie se andare oppure no in base alle proprie esigenze e problematiche familiari….che non sono poche ! Chiedo a tutti i governanti di riprovare questa opzione sono del 1964 e per poco non riesco vorrei ritirarmi dal lavoro SONO STANCA con genitore anziano disabili
Antonietta GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, vorrei conoscerti. Hai avuto un’ottima idea ed iniziativa. Non solo hai rappresentato e sintetizzato molto bene le esigenze di molte donne ma hai proposto anche delle bellissime soluzioni. Ai signori che sottolineano la differenza tra speranze di vita tra uomini e donne dico che purtroppo è l’ennesima prova di egoismo e poca gentilezza nei confronti del femminile. Per ciò che concerne la decurtazione dell’importo rispondo che coloro che scelgono Opzione Donna SANNO FARE BENE I PROPRI CONTI ed evidentemente a fronte di costi sociali e di salute maggiori è più conveniente prendere meno. Quindi evitiamo tutti i paternalismi “delle poverette che prendono poco di pensione”: avere il libero arbitrio di poter scegliere questa Opzione dovrebbe essere sacrosanto. Forza Antonietta!! Sei tutte noi!
Cara signora, sono io che sottolineo la differenza tra la la speranza di vita tra uomini e donne e il fatto che certe problematiche non hanno genere e sa perchè? sono rimasto vedovo a 50 anni e mi sono cresciuto da solo due figlie, non mi sono rimaritato e non darò una pensione di reversibilità sono uomo e mi vanto di essere riuscito a tirare avanti senza l’aiuto di nessuno! Forse le apparirò poco gentile ma credo che la gentilezza in questa materia c’entri nulla! Le invece mi appare solo una candida opportunista, la parità di genere a convenienza, ci sono maschi che quando la vita lo richiede sanno fare da padre e madre e che vorrebbero godere delle stesse opportunità delle donne!
Allora premetto che tutto è plausibile ma bisogna tenere conto anche conto del lavoro che una persona fa. Nel mio caso io sono un operatore socio sanitario e lavoro presso un reparto multidisciplinare ossia comprende vari reparti tra cui chirurgia e ortopedia. Non cosa da poco per una persona che come me ha già un’età matura doversi confrontare con collega che hanno la metà degli nel fior fiore della loro giovinezza. Mi potete dire di cambiare reparto è giusto ma quando ti trovi davanti una dirigenza sorda e menefreghista del benessere dei lavoratori e anzi quasi li punisce per certe richieste alquanto legittime per li benessere della persona ti trovi sul punto di fare una scelta e vi dico che questa scelta sebbene decurta lo stipendio è la meno peggio che si possa fare
Cara signora, condiviso pienamente il suo ragionamento ma mi permetta di fare alcune osservazioni:
1) le esigenze familiari da Lei prospettate non sono esclusive del mondo femminile;
2) opzione donna possono permetterselo solamente coloro le quali hanno stipendi molto alti;
3) la vita media delle donne è maggiore di 4-5- anni rispetto a quella degli uomini.
Fatte queste considerazioni Le chiedo non sarebbe, invece meglio, un sistema generalizzato di flessibilità che, con CONGRUE PENALIZZAZIONI, consenta a tutti di valutare, per il proprio benessere esistenziale, la possibilità di andare in pensione prima dei limiti imposti dalle vie di uscita ordinarie (anticipata e vecchiaia)?
pienamente d’accordo e non capisco soprattutto perche’ l’anticipo a 64 anni debba essere solo possibile per chi ha versato dal 1996 e non a tutti coloro che facente parte del misto rinunciano alla quota retributiva….qualcuno ha qualche idea in merito?
Io suppongo che vedano questo intento come lo scavare alla base delle fondamenta del concetto di pensione di vecchiaia, dei 67 anni a salire che ben conosciamo.
Condivido ogni sua parola! Sono sola, pago l’affitto, come potrei sostenermi dignitosamente con € 800,00? Opzione donna trovo che sia efficace per tutte quelle persone che possano contare su un altra entrata economica, diversamente per le Donne che hanno la situazione simile alla mia facciano fatica a sostenersi con questa pensione
Condividi pienamente la sua proposta e non da donna ma da uomo 57 disoccupato e con poche/zero speranze nonostante le stia provando tutte e mi accontenti di tutto: negli anni precedenti ho lasciato somme piuttosto CONGRUE a INPS (parlo di stipendio sui 2000€ nel 2001… sono passati 21 anni ed è ancora, ahimè, considerato uno stipendio irraggiungibile dai più).
Piuttosto che sulla panchina che mi aspetta accetterei volentieri una CONGRUA DECURTAZIONE, la butto li: 600€ al mese e potrei ALMENO affittarmi una camera.
Per quanto condivida … non sono solo le donne in difficoltà (provate,da uomo, a cercarvi lavoro come badante).
Anch io penso che Opzione Donna debba diventare strutturale e la penalizzazione sull assegno non dovrebbe superare il 20%…(e non il 30 o 35%)..Se vogliamo una pensione dignitosa dopo tanti sacrifici, (perche’ la donna ha sempre dovuto effettuare nella sua vita un doppio lavoro)il governo deve aiutarci in questo senso.
Gentile Antonietta, sono assolutamente d’accordo sulla stabilizzazione dell’OD per gli anni a venire, molto penalizzante tutta contributivo, ma mi rincresce però dirle che, per quanto riguarda chi ne usufruisce, è un po’ come la quota 100 che è stata un mezzo flop. Ne ha usufruito principalmente chi poteva permettersi un’assegno inferiore, vuoi per situazione economica familiare benestante vuoi per carriere ben remunerate. Chi non ha potuto, ha continuato a lavorare per raggiungere i requisiti Fornero ricevendo cosi un assegno pieno. Certo poi ci sono anche casi di lavoratrici/tori disoccupati da tempo e che hanno bisogno di quel misero assegno per sostentarsi. Una donna single, magari con un figlio disoccupato e un’affitto da pagare non può scegliere serenamente di anticipare la pensione perdendo cosi un 20-30 %. mi sembra ovvio. Saluti.
Grande la signora che ha scritto la lettera…i signori che commentano un po’ meno ho cominciato a lavorare nel 1981 naturalmente a tempo pieno ho avuto una figlia nel 1993 ecco le prime grane asili inesistenti e con grandi sacrifici in quelli privati dei due lavorava uno,per fortuna ho trovato un part-time al mattino nel 1999 secondo figlio i sacrifici in fase lavorativa li ho sempre fatti io .adesso ne ho 57 i ragazzi sono grandi e faccio la badante a mio papà cieco e non posso nemmeno andare a lavorare perché sono tre anni che mi picchio per avere l accompagnamento…quindi a questo signori chiedo chi di voi a rinunciato a vivere per tutto questo???
Difatti è una scelta, chi vuole vi aderisce, chi non vuole essere penalizzata continua a lavorare.
È meglio avere un opzione in piu, che non averla.
Si chiama opzione donna proprio perché è un’opzione. Non vedo perché debba essere osteggiata se qualcuno ha la possibilità di usufruirne.
Anche questo è ovvio