Pensioni, il centrodestra risponde a Bonomi: ‘Riforma entro l’anno’

Nella giornata di ieri vi abbiamo riportato le dichiarazioni del presidente della Confindustria Bonomi, che ha redarguito il Governo ricordando quali sono le priorità per il paese e frenando le possibili riforme promesse in campagna elettorale (soprattutto da Salvini), come la flat tax e la riforma delle pensioni. Non sono mancate le risposte da parte del centrodestra, che sembra intenzionato a perseguire gli obbiettivi promessi prima delle elezioni, quota 41 compresa.

Le dichiarazioni di Bonomi

Tajani risponde a Confindustria: Riforma Pensioni entro fine anno.

Uno dei primi esponenti del centrodestra a rispondere a Bonimi è stato il numero due di Forza Italia Antonio Tajani, che in una lunga intervista ad affaritaliani promette una riforma delle pensioni entro fine anno, e di proseguire con la flat tax. Il coordinatore nazionale di FI è in pole position per diventare ministro degli Esteri, ma per ora non si sbilancia e spiega che “Farò quello che Silvio Berlusconi deciderà, insieme al presidente del Consiglio incaricato e al Capo dello Stato“.

Intanto sembra avere le idee ben chiare su quello che il prossimo Governo di centrodestra farà per quanto riguarda pensioni e riforme fiscali: “La flat tax è già stata introdotta per le partite Iva fino a 65mila euro e sono convinto che, come abbiamo detto in campagna elettorale, la strada giusta sia quella di andare avanti su questa direzione con un graduale incremento della platea dei beneficiari. Sulle pensioni faremo una riforma entro fine anno. Ci siederemo al tavolo con tutte le organizzazioni sindacali, rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro – l’importante è che nessuno venga escluso -, e ascolteremo tutte le opinioni per arrivare a una decisione”. Insomma, via al più presto a delle misure per evitare il ritorno della Legge Fornero, previsto per il 1 gennaio del prossimo anno.

Riforma Pensioni, La Lega rilancia le sue misure, ma quota 41 resta difficile

Oltre che in Forza Italia, anche dalle parti della Lega non si vuole cedere nulla, e dopo la riunione di ieri in consiglio federale sono arrivate le richieste del carroccio agli alleati, su tutte i quattro ministeri: Interno, Riforme, Agricoltura e Infrastrutture. A Salvini è stato dato pieno mandato per condurre le trattative con gli alleati di Governo, ed il Leader della Lega sembra esser subito ripartito all’attacco su pensioni e Flat Tax, nonostante la bocciatura di confindustria (e i dubbi di Giorgia Meloni che vorrebbe accantonare inizialmente queste misure per altre priorità).

Quifinanza, riporta che , Salvini ieri sera parlando con Borghi, Bagnai e gli altri falchi del partito ha rilanciato, rispondendo a Bonomi: “Altro che immaginifiche, noi la Flat tax e la riforma delle pensioni le portiamo a casa, costi quel che costi, saranno nel programma dei primi cento giorni del governo“. Ma ci sarà da fare i conti con gli alleati, e con l’ 8 per cento raccolto alle Elezioni l’agenda politica del Governo non potrà esser dettata in prevalenza dalla Lega, e questo sicuramente complicherà le cose per quota 41 o per altre misure troppo costose. Voi cosa ne pesante? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito!

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63 commenti su “Pensioni, il centrodestra risponde a Bonomi: ‘Riforma entro l’anno’”

  1. Come già detto da altri ed uscendo dal feticcio Quota 41 per tutti, promessa dal 2012 ed attuata in modo parziale a rate e con la logica del divide et impera (se lavoratori precoci, ma ….. per alcune categorie più o meno sfortunate …….poi quelle usurate e gravate …. ma poi anche………) sarebbe già un segnale di rispetto verso chi ha versato per oltre 41 e 42 anni contributi previdenziali e magari di lavoro sono di più (sorvolo riguardo alla distinzione per genere di 12 mesi peraltro unico ambito dove questo avviene) ridurre di qualche mese (esempio….. 6 mesi) già nel 2023 l’anzianità contributiva per ottenere la pensione.
    Si resta sconcertati che il rappresentante di Confindustria ….. sia entrato a gamba tesa nella questione previdenziale ….. definendo un furto alle giovani generazioni i prepensionamenti (a suo dire…….) che non ha indicato e specificato, prospettati forse in campagna elettorale, se intendeva quelli….. per Quota 41 anni di contributi previdenziali pagati.
    Purtroppo la riforma fornero e le parziali e discutibili modifiche successive hanno definito le pensioni ottenute in base all’anzianità contributiva (i contributi previdenziali se regolarmente versati) pensioni ordinarie “anticipate”…..
    Sarebbe opportuno ridenominarle:
    Pensione per anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi+3 mesi di finestra per uomini
    Pensione per anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi+3 mesi di finestra per donne.
    Nota bene: prescinde dall’età anagrafica (57-58-59-60-61-62-63-64-65-66 anni) importante solo per il coefficiente di trasformazione = più alta è l’età …. più alto è il coefficiente.
    Legenda:
    anzianità contributiva= numero anni e mesi di contributi previdenziali regolarmente versati e validati dall’Inps (nb: possono essere meno e troppo spesso lo sono rispetto agli anni di lavoro effettivo)

    Per chi legge:
    Secondo voi queste sopra sono da definire “prepensionamenti”?

    Alle giovani generazioni è ora di dire con chiarezza che il loro futuro lavorativo e quindi previdenziale dipenderà dalla qualità dei loro studi, dalla capacità di svolgere lavori tecnicamente evoluti ed in continua evoluzione, che comportano continui aggiornamenti e quindi dalla contrattazione sociale con i datori di lavoro e le loro associazioni ……..con annesse lotte sindacali o meno (con loro stessi necessariamente protagonisti ed attivi…..non i genitori o le vecchie generazioni…..) compreso l’aspetto previdenziale sempre più privatizzato e pretendere dallo stato un’opportuna defiscalizzazione della previdenza complementare.
    Il resto è solo fumo per giustificare fallimenti politici ed imprenditoriali passati e non che si vogliono nascondere con ….. ricatti più o meno morali e divisivi tra generazioni.
    I presunti “prepensionamenti” di Bonomi (Confindustria) di soggetti con la sotto descritta contribuzione previdenziale:
    Pensione per anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi+3 mesi di finestra per uomini
    Pensione per anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi+3 mesi di finestra per donne
    hanno consentito negli ultimi 42 anni quanto segue:
    Attualmente, oltre il 34% dei 16 milioni di pensionati beneficia del trattamento da oltre 20 anni e la metà di questi da oltre 30 anni:
    circa 476mila pensioni sono in pagamento da oltre 40 anni tra settore pubblico e privato!
    Le pensioni di invalidità civile, le indennità di accompagnamento, il rei prima ed adesso il reddito di cittadinanza, le indennità di maternità, le pensioni sociali, i bonus previdenziali e non.
    Ed aggiungo hanno consentito dagli anni 70 in poi, esodi più o meno massicci di lavoratori espulsi o esodati dall’industria con destinazione inps-pensione e con contribuzione previdenziale molto più ridotta di quella sopra descritta.
    Concludo ripetendo:
    Senza promettere elettoralmente ancora Quota41 per tutti che finora si è trasformata in una delusione quasi per tutti/e sarebbe più opportuno socialmente ed economicamente (INPS) sostenibile cominciare dal 2023 a ridurre a tutti/e i soggetti pensionandi che stanno arrivando ai sotto ridescritti requisiti:
    Pensione per anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi+3 mesi di finestra per uomini
    Pensione per anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi+3 mesi di finestra per donne
    di sei mesi l’anzianità contributiva necessaria per ottenere la pensione.
    Un piccolo segno di attenzione, non solo pre-elettorale e di rispetto.

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  2. Ma chi vogliono prendere in giro con questi costi assurdi di quota 41?
    Ma se si stratta di anticipare di un(1) anno e 10 mesi per gli uomini e 10 mesi per le donne la legge Fornero . Ma di cosa stiamo parlando?

    Facciamo un calcolo semplice:
    – consideriamo 2 anni di anticipo tra uomini e donne , quindi a sfavore nel calcolo finale
    – consideriamo 400.000 pensionati ogni anno ( cifra forse esagerata inquanto 41 anni di lavoro sono veramente tanti ) per i 2 anni di anticipo sulla Fornero
    – consideriamo 1.500 euro di pensione netta a testa ( cifra anche questa sovradimensionata).

    gruppo A 400.000 persone primo anno percepiscono 400.000x 1500 =600 Mio EUR
    gruppo A stesse 400.000 persone secondo anno percepiscono 600 Mio EUR
    gruppo B 400.000 nuove persone del secondo anno 600 Mio EUR

    In 2 anni costo= 3 x 600 milioni= 1.8 miliardi di euro. con 800.000 lavoratori in pensione
    ( cifra sovradimensionata sicuramente)
    Al terzo anno i primi 400.000 sarebbero comunque andati in pensione con la legge Fornero e quel costo non va certo imputato a quota 41.

    Quindi a spanne quota 41costerebbe un miliardo e 800 milioni di euro ogni 2 anni e non durerebbe decenni perchè 41 anni di contributi non si raggiungeranno più tra 10 anni e anche se fosse ci sarebbe tutto il contributivo.
    Qualcuno al Governo , certamente più esperto del sottoscritto, aveva appunto fatto uscire la cifra di un costo di 1 miliardo e 800 milioni di quota 41 e non altrre cifra da capogiro!
    E ci raccontano che non si può fare o che costa decine di miliardi di euro all’anno ?

    Se riescono a trovare e giustificare 10 miliardi di euro per il reddito di cittadinanza all’anno, è un problema gigantesco investire 1,8 miliardi ogni 2anni in un qualcosa che darebbe senza dubbio altrettanta giustizia al lavoro?
    Oltretutto quell’investimento mi sa che creerebbe certamente più lavoro del reddito di cittadinanza attuale fornendo ricambio generazionale e consumi di chi va in pensione.

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    • Bravissimo Ale, è da tempo che asserisco quanto da te efficacemente descritto. Le roboanti cifre di spesa che circolano mi sembrano frutti di faziosa propaganda senza possibilità di contradditorio e soprattutto senza un chiaro calcolo dimostrativo. Prova ne sia che esistono previsioni di spesa contraddittorie e abbastanza dissimili fra loro.
      Tra l’altro, aggiungo, la spesa supplementare ipotizzata dovrebbe anche essere calcolata al netto delle pensioni che cessano per decesso del beneficiario perché, pare brutto dirlo, ma coloro che la percepiscono da più di 40 anni, nella maggior parte dei casi, saranno ultranovantenni o che si riducono a partire dal 60% in giù per quelle di reversibilità.

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    • Peccato che hai considerato solo una mensilità di pensione, mentre il calcolo va fatto sul ‘ anno intero, ovvero parliamo di un miliardo e ottocento milioni da moltiplicare per 13 (tra l’altro al netto) cioè 22,4 miliardi sui due anni, il tutto a spanne naturalmente!

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    • Condivido …… è il conteggio che ha esposto anche la cgil?
      Inoltre se con 41 dal secondo/terzo anno l’importo mensile sarà minore rispetto a pensioni con 41 e 10 e 42 e 10 per meno montante differenza fra sessi 12 mesi a 58-59-60-61 anni unico ambito ….. ma che senso ha … (le donne ed i loro partner gli aiuti quando nascono i figli non quando hanno 58-59-60-61-62 anni – ipocrisia culturale che ha radici lontanissime e madre delle pensioni baby e non solo che paghiamo da più di 40 anni)
      Secondo me non vogliono toccare “il bancomat” per pagare altro….. e posizioni di oltre 41-42 anni di contributi previdenziali le chiamano “anticipate” e confindustria prepensionamenti ….. furto alle giovani generazioni ……. cosa avranno bevuto a quell’evento?????
      I presunti “prepensionamenti” di Bonomi (Confindustria) di soggetti con la sotto descritta contribuzione previdenziale:
      Pensione per anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi+3 mesi di finestra per uomini
      Pensione per anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi+3 mesi di finestra per donne
      hanno consentito negli ultimi 42 anni quanto segue:
      Attualmente, oltre il 34% dei 16 milioni di pensionati beneficia del trattamento da oltre 20 anni e la metà di questi da oltre 30 anni:
      circa 476mila pensioni sono in pagamento da oltre 40 anni tra settore pubblico e privato!
      Le pensioni di invalidità civile, le indennità di accompagnamento, il rei prima ed adesso il reddito di cittadinanza, le indennità di maternità, le pensioni sociali, i bonus previdenziali e non.
      Ed aggiungo hanno consentito dagli anni 70 in poi, esodi più o meno massicci di lavoratori espulsi o esodati dall’industria con destinazione inps-pensione e con contribuzione previdenziale più ridotta di quella sopra descritta e spesso anche con soli 25-30 anni di contribuzione ma calcolati come 35.

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  3. Pensione piena con 41 anni, solo contributivo a partire da 62 anni, che diventerà misto alla maturazione dei 41. Basta la volontà ed i conti potrebbero tornare

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  4. BUONGIORNO.
    IN PRIMIS VORREI DIRE CHE LA RIFORMA FORNERO E’ UNA FOLLIA SOTTO TUTTI I PUNTI DI VISTA. SE A SEGUITO DI QUESTA RIFORMA L’ ECONOMIA ITALIANA AVESSE FATTO UN BOOM TALE DA GENERARE POSTI DI LAVORO PER I LAVORATORI “ANZIANI” E PER QUELLI GIOVANI SI SAREBBE POTUTO DIRE LA RIFORMA AVEVA AVUTO SUCCESSO…MA TENERE AL LAVORO GLI ULTRA SESSANTENNI (E GIA’ QUALCUNO PROPONE DI TENERE ANCHE I SETTANTENNI”) E TENERE I 30ENNI E I 40 ENNI A SPASSO COL REDDITO DI CITTADINANZA E’ UNA FOLLIA. PRIMO PERCHE’ NON HO MAI VISTO NESSUNO COMINCIARE A LAVORARE SERIAMENTE A 40 ANNI …E POI PERCHE’ CREDO CHE NEL MONDO IN CUI SIAMO ALLE AZIENDE PER COMPETERE SERVONO 20 ENNI E D 30 ENNI CON LE MENTI FRESCHE E NON DEGLI ANZIANOTTI STANCHI E A RAGIONE DEMOTIVATI (E TRALASCIO PER CARITA’ DI PATRIA IL TEMA DEI PROBLEMI DI SALUTE CHE AD UNA CERTA ETA’ SI COMINCIANO AD AVERE).
    PERCIO’ SMETTIAMOLA UNA VOLTA PER TUTTE CON LE FAVOLETTE PIU’ O MENO IDEOLOGICHE O PARA-ECONOMICHE (TIPO TIRARE IN BALLO I CONTI DELLO STATO CHE ATTENGONO CERTO ALL’ ASSISTENZA MA CHE CON LA PREVIDENZA C’ENTRANO MOLTO POCO) E RICONOSCIAMO CHE DOPO 40/41 ANNI DI LAVORO IN REGOLA SI HA IL SACROSANTO DIRITTO DI DEDICARSI A SE’ STESSI E ALLA PROPRIA VITA.
    OPPURE SI DICA CHIARAMENTE CHE C’E’UN DISEGNO DI SMANTELLAMENTO DEL SISTEMA PENSIONISTICO ITALIANO CHE SI RICOLLEGA ALLO SMANTELLAMENTO DEL SISTEMA SCOLASTICO, DELLA SANITA’ E DI TUTTI QUEI DIRITTI UMANI FONDAMENTALI CHE CONNOTANO UN PAESE CIVILE.
    SALUTI.

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  5. tanto per rispondere al commento di”parassita”io sono uno del 60 a metà degli anni 70 molti non avevano la possibilità di andare a scuola e non per propria scelta e si andava a lavorare parlare di fortuna o di calci in culo per trovare il lavoro non starei in fabbrica da 40 anni a fare i turni e cosi tanti altri come me,oggi non è che il lavoro non ci sia è che non è più “lavoro”,con tutte le riforme fatte a favore dei nostri industriali vedi jobs act di Renzi, perchè uno dovrebbe assumere a tempo indeterminato garantendo tutti i diritti quando può farlo a chiamata senza costi fissi per anni trattando le persone come schiavi,però quando vado alle manifestazioni di giovani ne vedo pochi, li vedo con il telefonino a fare l’aperitivo contenti, salvo poi non poter andare in bagno per tre ore dopo la pausa pranzo o lavorare 2 ore in più al giorno senza che gli vengano retribuite e non sono casi sporadici.Io non dico che i giovani non vogliono lavorare ma purtroppo non hanno la cultura del lavoro.

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  6. Buongiorno x fare digerire meglio lo scoglio costi si potrebbe proporre uscite scaglionate nel tempo sia x la vecchiaia che x il monte contributi : 2023/65-42.6 .2024/64-42. 2025/63-41.6. 2026/62-41

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  7. In un articolo dal web leggo:
    “Le prime indiscrezioni dal Consiglio federale del Carroccio
    La Lega “opziona” quattro ministeri. Giorgetti: “Salvini è candidato naturale per il Viminale” I 4 ministeri chiave che il Carroccio punta ad aggiudicarsi sono Interno, Riforme, Agricoltura e Mit. Ma “di nomi non si è parlato”, assicura chi ha partecipato al summit con Matteo Salvini”.
    Se questo articolo tratto da una agenzia fosse vero, mi chiederei perchè la Lega FAUTRICE di quota 41 e abolizione della fornero non abbia richiesto il Ministero del lavoro…

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    • Buongiorno a tutti. Egregio Fabio,lo so che è difficile avere fiducia, soprattutto nell’ambito della politica, vediamo come si evolve il tutto. Una cosa è certa, il partito che ha è credo porterà in porto quota 41,ha avuto un calo significativo di consensi rispetto alle precedenti elezioni, quindi se la cosa non andasse a lieto fine ,molto probabilmente in futuro ,con le persone ulteriormente deluse ,il calo sarebbe molto più evidente.

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  8. Dovrebbero aumentare anche quelle pensioni al di sopra anche di poco ai 35500 euro che hanno perso potere di acquisto ed ottenere x intero tutta la perequazione, mica sono pensioni d’oro!!!!

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  9. Temo che questo film di averlo già visto nel 2011 con lo stesso governo e gli stessi personaggi, solo che questa volta cambierà il finale e non sarà migliore ma molto peggio. Teniamoci forte.

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  10. tassare le pensioni d’oro, tassare chi, dopo essere andato in pensione, continua la professione dai privati (vedi medici), abbassare l’asticella da 67 anni a 64/65 e far andare in pensione, chi vuole andare, con una piccola penalità, e incentivare chi vuole restare anche fino ai 70 anni. Non capisco perché noi del 60 dobbiamo continuare a lavorare per pagare le pensioni a chi è stato agevolato prima.
    Le promesse elettorali di dx e sx vanno mantenute, se si trovano i soldi per fare la guerra (meglio adoperarsi per la pace, basta guerra, basta crisi) si devono trovare per le pensioni.

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  11. Ohibò !!!! Quel : ” L’importante è che nessuno venga escluso ” a chi si riferisce ? A chi siederà a quel tavolo di confronto o ai lavoratori in attesa di una vera riforma ? E’ importante questo punto dove per l’ennesima volta si dice tutto ma non si specifica nulla. Già è chiaro, sentendo Bonomi, che gli imprenditori non gradiscono nessuna forma di prepensionamento e da parte dei sindacati invece si richiede una solida riforma della pensione con un’ampia flessibilità. Possibile che noi sono tre anni che ci scervelliamo su una proposta equa e sostenibile e questi hanno già pronta una proposta dove nessuno verrà escluso ? Incredibile, abbiamo dei politici geni e noi che pensavamo fossero dei parolai incapaci. Allora: Non sarà una quota, perchè le quote di per se, escludono sempre qualcuno. Non avrà paletti d’età o di contributi perchè anche questi escludono chi non li raggiunge. Per non escludere nessuno c’è una sola possibilità: Ognuno andrà con l’età che vorrà, con i contributi che deciderà di versare, il tutto senza limiti e tutti con il contributivo. Quindi ci sarà chi andrà in pensione con 65-20, chi con 65 45, chi con 50 30, chi con 40-20, ad ognuno la sua quota preferita. Come ha detto la Meloni : ” E’ finita la pacchia ” ( cari lavoratori ).

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  12. Insomma è mai possibile che neanche un mese fa’ si poteva far tutto(OD Strutturale,41 e via dicendo)e adesso che le elezioni sono passate ci sono tutti questi se e questi ma.È una vergogna che Noi Donne dopo aver lavorato una vita in casa e fuori casa si debba sottostare a questa VIOLENZA PSICOLOGICA (la chiamo così xche ci tenete tutti gli anni sul filo del rasoio, senza poter programmare un attimo la Nostra vita e quella dei Nostri cari).I problemi del caro energia e della guerra c’erano anche un mese fa’ e pure non vi risparmiavate ad andare in televisione e fare tante,ma tante promesse. Fra l’altro OD non è la prima volta che viene proposta STRUTTURALE. PENSATECI…., non chiediamoci poi il perché dell’ astensionismo alle Elezioni. Buon Lavoro

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  13. Bravo Raffaele.
    QUOTA 41 SENZA PENALIZZAZIONI è stato detto e così deve essere.
    Siamo anziani ma non rimbecilliti e in futuro ci ricorderemo di come siamo stati trattati e raggirati.
    BUON LAVORO!!!!!!!!!!!

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    • Cosi dicevano anche i lavoratori nel 2018 che poi sono comunque stati costretti ad andare con la Fornero. Adesso tocca a voi subire le false promesse elettorali.

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  14. Aldo hai ragione, ma saranno in grado di realizzare una ricetta buona per tutte le stagioni? ammesso sempre che si faccia una riforma e non si metta un’altra “pezza a colori”, credo sarà impossibile accontentare il mondo intero. La percezione che ho è che forse quota 41 (senza penalizzazioni) metta d’accordo una fascia di persone molto vasta stando anche ai costi stimati (anche qui la forbice rimane comunque molto mobile…) e a tale proposito forse non è un caso che sia stata così “spinta” dalla politica in fase pre-elettorale.
    Saluti

    Rispondi
  15. Quota 41 è una promessa da mantenere, e sono d’accordo che ci deve essere una riforma che accontenti anche chi, a questa altissima quota di contributi, non ci può arrivare!
    Appena insediato il governo si lavori alacremente a questi obiettivi!

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  16. Ma perche’ NESSUN POLITICO PARLA DEI 264.000 MORTI DI COVID? Vogliamo alzare la VOCE su questo? Quante pensioni non vengono più pagate?
    Grazie se pubblicate questo mio sfogo.
    Sandro

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  17. Non scherziamo ! Le promesse vanno mantenute ! Mandate subito in pensione senza penalizzazioni chi è disoccupato da tempo e ha già 41 anni di contributi !

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  18. Secondo me il nuovo governo farà benissimo a sentire sindacati ecc. , ma dovrebbe prima analizzare attentamente la proposta del gruppo UTP, una delle migliori proposte in tema di riforma previdenziale

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  19. Sarebbe meglio 62 e 41 aldila dell era anagrafica. Chi ha 41 anni di contributi e 60 di età dovrebbe ancora aspettare ancora 3 anni e andrebbe con 44 anni di contributi. E una follia.

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  20. Ma è possibile che quota 41 non si possa fare…. Vedete che non regalate niente a nessuno sé là attuerete… 41 anni di contributi nel settore privato sono veramente tantissimi…. Lo volete capire si o no….. Nel centro destra prima delle elezioni tutti parlavano di 41 x tutti…. E ora e solo la Lega…… Vergognatevi e questo sarebbe il cambio generazionale mi viene da ridere…… Io non andrò più a votare se non rispettate quello che avete promesso…..

    Rispondi
  21. DESTRE AVANTI CON RICONTEGGI PENSIONI SENZA… CONTRIBUTI GIUSTI
    VERSATI SAI QUANTI SOLDI SALTERANNO FUORI PER QUELLI CHE LI HANNO
    VERSATI REGOLARI … TANTO QUASI TUTTI L AVRANNO AVUTA ANCHE ANTICIPATA
    RICORDA DESTRA QUELLO CHE HAI PROMESSO PRIMA DEL VOTO…..

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  22. Bungiorno io nn sono felice di questa quota 41 😱io vorrei andare in pensione da viva nn da morta dessero la possibilità di scivoli nelle aziende

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  23. Buongiorno dopo 40 e passa anni di contributi qualsiasi età abbia una persona deve essere normale andare in Pensione…. Sicuramente non toglie niente a nessuno la pensione se le già stra Pagata.

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  24. La risposta di Taiani a Bonomi è sensata e sfrontata, perché vuole tenere fede alle promesse ed al programma elettorale di destra- quindi la smettano Bonomi di dire stupidaggini e aspettiamoci da Taiani e tutto il Governo di centrodestra di fare subito un incontro coi sindacati dopo l’insediamento del governo e di fare la riforma basandosi sulle proposte Utp,Damiano ,Tridico e riformismo la fornero- il tutto in legge di bilancio- Vedrei bene Taiani al ministero del lavoro, farebbe meglio di Orlando sicuramente.

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  25. Abbiamo passato più di quarant’anni a lavorare ed a pagare contributi anche per quelli che non hanno fatto ne l’una ne l’altra cosa. Chi si oppone al giusto riconoscimento di una vita di sacrifici ? Probabilmente chi non conosce il significato della parola “Lavoro” .

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  26. Mi pare che l’obiettivo dei 62 anni per la vecchiaia e 41 per “l’anticipata” sia condiviso dalle forze di centrodestra con qualche diversa veduta sul momento di attuazione data la supposta onerosità della riforma.
    A questo punto confermando tuute le attuali possibilità di uscita parallele alla legge Fornero (opz donna, ape sociale ecc.) si potrebbe pensare di ridurre gradualmente i tetti di vecchiaia e di anticipata previsti da quest’ultima spalmando la riduzione nell’arco degli anni della legislatura o se possibile in un periodo minore.
    A titolo di esempio si potrebbe prevedere da subito l’eliminazione della finestra di 3 mesi visto che è compensativa del blocco della speranza di vita che FdI ha ribadito più volte di voler abolire. Secondo si potrebbe portare già nel 2023 a 41 anni l’uscita delle donne (sarebbe ridicolo spalmare in 5 anni 10 mesi di riduzione). Terzo si potrebbero ridurre ridurre i 22 mesi che dividono q41 da q42-10 di 1/5 ogni anno anno a partire dal 2023.
    Infine per la vecchiaia si potrebbe passare da 67 anni a 62 scalando un anno per ognuno dei 5 anni di legislatura. Ovviamente questa scaletta dovrebbe essere normata già dal 2023 in modo che le riduzioni degli anni successvi siano già previsti per legge ed applicabili automaticamente.
    In questo modo penso che lo scoglio dei costi possa essere più facile da affrontare.

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  27. Tajani nelle sue dichiarazioni è molto ecumenico!…”Non escluderemo nessuno…ci siederemo…ascolteremo le opinioni di tutti…arriveremo a una decisione…”.
    Queste sono le premesse ideali per introdurre una riforma sui generis del tipo “opzione tutti”, viste anche le perplessità di FdI, che sono sempre stati molto sul vago. Con buona pace di coloro che rientrano nel sistema misto e che ci perderebbero col calcolo tutto contributivo!
    Vedremo chi sarà il successore dell’ineffabile ministro Orlando…non che si possa sperare molto di più! All’orizzonte si addensano nuvoloni sempre più neri…

    Rispondi
  28. Sarebbe “bello” che anche i sindacati UNITARIAMENTE focalizzino la loro attenzione su queste misure, pensioni in testa! Invece sento/leggo solo sparute dichiarazioni su questo tema alcune ormai anche datate.
    SINDACATI: PALESATEVI!!! SBILANCIATEVI…SE ANCORA POTETE.

    Rispondi
  29. Buongiorno a tutti. Le promesse vanno mantenute altrimenti non vanno fatte ,soprattuttoa questi livelli .In merito a gli alleati, menzionati nel commento, erano già noti , i costi erano già noti, quindi non facciano come i bambini che si nascondono dietro al dito.Quello che è stato detto su quota 41 ,senza alcuna penalizzazione e altre trovate,va rispettato, ne vale anche della credibilità e capacità nel fare di chi promette.
    Buon Lavoro

    Rispondi
  30. Buongiorno! Spero che il nuovo Governo Italiano reperisca, al più presto, le risorse necessarie per incrementare le pensioni e per fare fronte alla crisi energetica. Grazie a tutti di vero cuore!

    Rispondi
  31. Ma una volta per tutte fatemi capire perché anche altri paesi hanno un debito pubblico spaventoso nonostante ciò possono accedere alla pensione con età anagrafiche inferiori alle nostre? Tutti a impartire lezioni la Germania l’unione europea ora Confindustria ma basta sottostare a tutti perché di questo passo in base a questi ragionamenti qualora dovesse alzarsi il debito mandiamo in pensione al raggiungimento degli ottant’anni? Credo che si possa mettere tutti d’accordo con una quota 63 e 41 che sommati fanno 104 non è forsa la cosa migliore rispetto a 104 -38? Aspetto cortesemente una risposta dai gestori del sito ( dottor Perfetto?) perché potrebbe essere interessante il dibattito a quello che ho esposto. Grazie a prescindere per le informazioni.

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    • Luigi la tua proposta scontenta sicuramente chi ha iniziato a lavorare da giovane diciamo a 15 anni. 15+41 fa 56 anni di eta. per arrivare a 104 lo fai lavorare 44 anni.

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    • Lei gentile Luigi ancora non ha capito che le quote non potranno mai essere fisse se si mettono dei paletti. Come possono essere d’accordo tutti con 63-41 ? Ci sarà sempre qualcuno che al raggiungimento dei 63 anni non avrà ancora raggiunto i 41 e viceversa ci sarà sempre qualcuno che avrà raggiunto i 41 ma avendo solo 60 anni. Quindi i primi per raggiungere i 41 anni dovranno lavorare ancora aumentando proporzionalmente anche l’età che a quel punto potrebbe arrivare anche oltre i 67. Per i secondi invece, avendo solo 60 anni, dovranno lavorare altri 3 anni per raggiungere il paletto dei 63 ma a quel punto i contributi saranno diventati 44. Spero che comprenda quanto scritto. Alle quote mettiamoci un macigno sopra, altrimenti addio equità.

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    • Buonasera a tutti .Egregio Luigi ,probabilmente la risposta al quesito,secondo la mia fantasia , è la seguente: se dovessero risolvere la questione pensioni favorirebbero sicuramente il turover con i giovani ,i quali troverebbero una occupazione .Fatto questo passaggio, l’economia Italiana nel giro di poco tempo inizierà a girare con trend positivi perche’ le persone in pensione possono spendere ,i nuovi lavoratori possono spendere ,siamo un paese che ha risorse vedi localita’ turistiche ,siti archeologici ,produzione di alimenti apprezzati in tutto il mondo ,prodotti tipici ,siamo un paese manifatturiero ,si potrebbero riavviare produzioni fermate perche’ politicamente non ce’ stato un sostegno valido eccetera ….Ecco .
      Buon Lavoro

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    • Sig. Luigi, il problema che ha l’Italia si chiama “credibilità”.

      L’Italia non è un Paese credibile. Non è credibile, per esempio, quando afferma di voler applicare la flat tax.

      Più volte i costituzionalisti hanno spiegato perché non è possibile applicare la flat tax, e l’hanno spiegato richiamando l’Articolo 53 della Costituzione italiana che recita così: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

      La flat tax è “flat” cioè è “piatta”, e quindi non è “progressiva”. La flat tax va contro la Costituzione italiana; la flat tax è anticostituzionale.

      Si vuole applicare la flat tax? Lo si potrebbe fare, perché no? Ma prima occorre modificare la Costituzione italiana.

      L’Italia, di nuovo, non è un Paese credibile. Non è credibile, per esempio, quando afferma di voler realizzare Quota 41 a prescindere dall’età anagrafica.

      Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si dice che “Il Piano risponde a gran parte delle CSR 2019 non ancora soddisfatte” (pag. 27) (https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf).

      Una delle CSR (Country Specific Recommendations) per l’Italia è la seguente: “si richiede di attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica e creare margini per altra spesa sociale e spesa pubblica favorevole alla crescita”. In altre parole, il Consiglio europeo richiede di attuare pienamente la Riforma Fornero, e la “Quota 41 a prescindere dall’età anagrafica” non è contemplata dalla Riforma Fornero.

      Si vuole applicare la Quota 41 a prescindere dall’età anagrafica? Lo si potrebbe fare, perché no? Ma prima occorre modificare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

      Anche la formula “63 e 41” (come proposta da lei) troverebbe difficoltà ad affermarsi presso l’Unione europea. Qui non si tratta solo di debito pubblico, di spesa pensionistica e di quant’altro. Qui si tratta di “credibilità”, che è il fondamento di ogni cosa.

      La prima cosa, in assoluto, che l’Italia dovrebbe fare è questa: rendersi credibile agli occhi dei Paesi partner europei.

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      • Quanto afferma non fa una piega…ma allora?
        Sa bene che la credibilità è una cosa seria che si da alle cose serie per parafrasare uno spot di una pubblicità del 1973…(in quel caso era la fiducia) ma in questo caso direi più che altro che non si ottiene in poche ore…
        Se non sbaglio lei “tifa” per le proposte di legge Damiano e Rizzetto opportunamente contestualizzate giusto?
        E’ un caso che nel toto Ministri di questi giorni non si sia fatto mai un nome per il ministero del lavoro? Almeno a me non è mai capitato. Lei ha sentito fare nomi?
        Saluti

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        • …sul toto Ministri se la mia impressione è corretta abbiamo due risposte diametralmente opposte:
          o perchè non frega un piffero a nessuno e non lo ritengono un dicastero “strategico” e quindi addio riforme e tutto il resto;
          oppure al contrario stanno cercando di capire chi mandare su una poltrona molto bollente.

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          • Forse nessuno vuole prendersi la rogna di dover ammettere che era solo una boutade acchiappavoti e acchiappagrulli.

        • Sig. Fab60, personalmente sono a favore delle Proposte di legge di Damiano e di Rizzetto da attualizzare al 2022. Le ritengo di pari rango della Riforma Fornero e dotate di un grado di flessibilità maggiore della Riforma Fornero.

          Ritengo che ci sia un solo modo per acquisire credibilità nei confronti dei Paesi partner europei: formare una Coalizione di Governo in cui partecipino sia il Centrodestra che il Centrosinistra. Solo così si può acquisire credibilità nell’attuare le Riforme. Con tale grado di credibilità la strada per attuare una Riforma Previdenziale in sostituzione della Riforma Fornero sarebbe tutta in discesa. Occorre, però, tenere a mente una considerazione: non basta avere la volontà politica di attuare una Riforma, occorre avere anche idee che sostengano quella volontà politica.

          Se il Centrodestra si presenterà da solo al Governo (anche se con posizioni vicine a quelle di Mario Draghi), dovrà faticare molto per scrollarsi di dosso la nomea che gli Stati gli hanno appioppato, ovvero quella di essere di “estrema destra”, “fascista”, “filo-Putin”, “filo-Orbàn”, ecc. Con una tale nomea, nessuno (ma proprio nessuno) potrà dar credito al Centrodestra, e per ricredersi dovrà attendere che il Centrodestra, una volta al Governo, presenti i risultati attesi dall’Europa (più che dagli italiani).

          Per quanto riguarda il futuro Ministro del Lavoro (e delle Politiche Sociali, vorrei aggiungere) non ho sentito alcun nome. Ritengo che ciò sia dovuto al fatto che il Centrodestra stia pensando ai tre dicasteri più importanti: Economia, Esteri, Interni. Saranno queste le sue credenziali per presentarsi all’Europa e in Europa.

          Ai Ministeri dell’Economia e del Lavoro potrebbero probabilmente essere avanzate le candidatura di due “tecnici” sui quali far ricadere la responsabilità delle mancate attuazioni delle promesse elettorali soprattutto in tema di “flat tax” e di “Quota 41 a prescindere dall’età anagrafica”.

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      • Dottor Perfetto grazie innanzitutto per rispondere sempre alle nostre affermazioni che a volte possono risultare inesatte o non congrue all’argomento trattato detto questo mi sembra di capire per tradurre il suo ragionamento basato su dati oggettivi che modificare la legge della “signora” (non riesco a pronunciarla) diventa praticamente una missione impossibile quindi mettiamoci il cuore in pace.

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        • Sig. Luigi, a mio giudizio diventa pressoché impossibile modificare la Riforma Fornero.

          Il Centrodestra (giusto per restare in tema bellico) deve innanzitutto difendere le proprie posizioni (“Dio, Patria e Famiglia”, che sono valori che la Storia ci ha tramandato come disvalori); e non può “combattere” su molti fronti (emergenza energetica, inflazione, alleanze europee, elevato debito pubblico, “flat tax”, “Quota 41”) senza adeguate coperture (con un alleato come il Centrosinistra).

          Il Centrodestra dovrà quindi concentrarsi su fronti più ristretti: emergenza energetica, inflazione, alleanze europee, elevato debito pubblico.

          Con tanta carne al “fuoco”, le pensioni diventerebbero un problema in più da risolvere, e ciò potrebbe distogliere il Governo dall’attuare misure prioritarie. Credo che sia per questo che il Presidente di Confindustria Bonomi si è mostrato contrario ai prepensionamenti.

          Comunque, i fatti sono il criterio della verità, e quindi occorrerà attendere i risultati che verranno prodotti dal nuovo Governo.

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      • Mi scusi Dott. Perfetto ma non mi è chiaro. La legge Fornero in questo caso non verrebbe azzerata ma affiancherebbe la 63+41. Inoltre la legge Fornero “pura” non aggiunge i tre mesi di finestra reintrodotti dal governo giallo-verde nel 2019: si dovrebbero perlomeno eliminare quelli, rispettando in questo modo i vincoli europei.

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        • Sig. Roberto, a mio avviso, la Riforma Fornero non può essere azzerata dal Centrodestra (ma neppure dal Centrosinistra), e se dovesse andare in porto una soluzione del tipo “63+41” sarebbe questa “pensione anticipata” ad affiancarsi alla Riforma Fornero, e non viceversa.

          La Riforma Fornero potrà essere superata solo con un Governo di Unità Nazionale, ovvero, con la stessa tipologia di Governo che l’ha concepita e realizzata.

          Per quanto riguarda le “finestre”, la Lega, come ce le ha messe con il Governo Conte 1, così ora – se andrà al Governo – potrebbe effettivamente rimuoverle (perlomeno queste).

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  32. Insomma, è mai possibile che qui si continui con questa quota 41, non rendendosi conto che chi ha avuto l’opportunità di iniziare a lavorare a 30 anni debba andare in pensione a 71 anni?
    Perché se la Fornero non ci sarà più neanche i 67 anni max per la vecchiaia si esaurisce lì. Che qualcuno spieghi bene come funzionerà domani.
    Grazie

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    • Ricordo che quando ho iniziato a lavorare c’ era un continuo via vai di ragazzi in azienda, entravano al mattino e nel pomeriggio se ne andavano…. come mai ? Perche’ c’ era da farsi il culo…. oggi queste persone si lamentano perche’ non trovavano lavoro, poi magari a 30 anni hanno capito che per lavorare a volte bisogna stringere i denti e cercare di adattarsi.

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    • Sig. Aldo non c’è motivo di preoccupazione i requisiti ordinari (67 anni per la pensione di vecchiaia) resteranno. La verità è che Q41 serve solo per fare andare in pensione gente che ha avuto la fortuna o magari il calcio in culo per trovare subito lavoro. E UNA CONGRUA FLESSIBILITÀ ANAGRAFICA NO!?

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    • Colgo l’occasione per alcune considerazioni:
      – in un mondo economico dove le competenze anche formative sono fondamentali non si può far diventare uno svantaggio di alcun genere il periodo formativo per cui se l’opportunità di lavorare è a 30 anni per questo motivo occorrerà riconoscere il periodo formativo.
      – se i 41 anni non si possono realizzare per discontinuità della carriera lavorativa, condizione dovuta al sistema produttivo caro dott. Bonomi, non ai lavoratori, bisogna istituire ammortizzatori come in altri paesi che non disincentivano la disponibilità al lavoro e non sovvenzionano anche i carcerati.
      – se il mancato raggiungimento dei 41 anni di contribuzione è “inspiegabile”, delle situazioni di cui sopra si trova facilmente traccia, come ho detto ad un mio caro amico imprenditore di se stesso che prima di capire l’importanza dei contributi ci ha messo 10 anni, ognuno è giusto che raccolga quanto seminato e non che faccia pagare in alcun modo ad altri le proprie improvvide scelte.

      Se poi al sud ci sono elementi di difficoltà nella continuità contributiva bisogna che il sud e lo stato affrontino la situazione eventualmente anche cambiando approccio.
      Il sud non si può permettere di appesantire all’infinito e di essere il paradigma al ribasso determinante per tutti anche in considerazione del fatto che qui nel nord-est d’Italia i meridionali sono molti, sono fondamentali per le performance di questa parte d’Italia, sono artigiani, imprenditori e professionisti con ottimi risultati come pure nel mondo.

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    • Chi ha iniziato a lavorare a 30 anni ha sicuramente lavorato meno e versato meno, o sbaglio? E’ la stesa situazione di chi per 40 anni ha lavorato a nero e poi pretende la pensione perchè ha 65 anni e ne ha 15 di contributi.
      Ti pare che queste due categorie meritino la pensione prima di quelli che ne hanno lavorati 40 e più?

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    • Sono due cose diverse l anticipata a 41 anni di contributi e la pensione di vecchiaia che oggi prevede l uscita a 67 con minimo 20 anni di contributi. La 41 per tutti andrebbe a sostituire le attuali 42+10+3 (uomini) e 41+10+3 (donne) volute con la Legge Fornero del 2012 e varie modifiche con innalzamenti regolati dalla aspettativa di vita. Se ha iniziato a lavorare a 30 anni (se nulla cambiasse per l uscita per vecchiaia) uscirà a 67 anni con 37 anni di contributi.

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