Pensioni invalidità 2020, gli esclusi dall’aumento: ‘ingiusto, paletti troppo rigidi’

L’aumento delle pensioni di invalidità 2020 stabilito dalla storica sentenza della Corte Costituzionale n°152 pubblicata il 20 luglio 2020, ha esteso il beneficio della maggiorazione sociale agli invalidi civili totali, ai ciechi totali e ai sordi di età compresa tra i 18 e i 59 anni. La pronuncia si fonda sul fatto che sia irragionevole collegare il beneficio al requisito anagrafico poiché le minorazioni psico-fisiche non dipendono dall’invecchiamento ma da una condizione patologica. Sebbene su questo nulla gli invalidi abbiano da eccepire, i nodi critici restano almeno due ed i nostri stanno continuando a sollevarli.

Pensioni invalidità 2020, due nodi critici: reddito coniugale e percentuale di invalidità richiesta

Il primo concerne la percentuale richiesta per poter godere della maggiorazione, il 100%, che taglia inesorabilmente fuori tutti gli invalidi civili parziali con invalidità dal 74 al 99%, la seconda riguarda i limiti reddituali imposti, non tanto quelli personali, quanto quelli che portano gli invalidi sposati a rischiare di non avere la maggiorazione se il reddito del rispettivo coniuge supera con il proprio la soglia dei 14447,72 euro.

Un’ingiustizia, dicono affranti, perché l’invalidità non la si divide con il proprio coniuge, é purtroppo del tutto personale, senza considerare che poiché non conta il reddito famigliare, un figlio invalido i cui genitori possiedono redditi elevati può, invece, a dispetto dell’invalido coniugato, percepire ugualmente la maggiorazione, rafforzando ulteriormente tale senso di ingiustizia. Abbiamo raccolto alcune testimonianze, che mettono in luce tale malessere generalizzato. Gli invalidi parziali chiedono con un appello accorato, in parte già accolto da Amnic, di vedere esteso il beneficio anche agli invalidi civili parziali che in questo momento di crisi pandemica, necessitano di cure e di supporto esattamente quanto gli invalidi civili totali e non hanno modo, con le sole risorse a disposizione, di poter appoggiarsi a caregiver esterni. Resta dunque tutelato solo chi può contare sul welfare famigliare, su ammortizzatori insiti all’interno della stessa famiglia, ma é davvero giusto sia così, si chiedono affranti gli invalidi parziali? Non sarebbe più etico estendere il beneficio concesso agli invalidi totali anche agli invalidi parziali, se a reddito zero e disoccupati? Perché mettere in atto, si chiedono, due pesi e due misure se le difficoltà economiche e le fatiche nel reperire il lavoro sono le medesime? La parola ai nostri lettori.

Pensioni invalidità Inps 2020, appello al Governo degli esclusi: le testimonianze

Così scrive Emilio: “Salve sono invalido civile al 75% vivo coi genitori ultra 80enni, mio papà percepisce 1.200 euro al mese, e io percepisco 290 euro circa. Sono escluso dal mondo del lavoro perche nessuno,a noi invalidi anche se parziali, ci assume a lavorare, e con i 4 soldi che guadagna mio papà 87enne dopo una vita di sacrifici dobbiamo viverci in quattro. Possibile che debba ancora lui dover ‘portare la croce’ e sfamare 4 bocche….? Per non essere di peso, cosa dobbiamo fare con 290 euro? Continuare a cercare nell’immondizia al fine di trovare tra i rifiuti, umiliandoci e perdendo la dignità, vestiti e mangiare? Non chiedo di poter vivere come gli altri che possono permettersi un lavoro ed uno stipendio fisso, ma almeno di poter vivere senza essere costretto dopo alcuni giorni dall’aver ricevuto il misero assegno di invalidità a dover cercare nei bidoni dell’immondizia, col rischio di essere giudicati barboni…pazzi…. Un peso troppo grande da portare, oltre a quello che già porto ossia il peso della disabilità, nel mio caso mentale, possibile che dobbiamo anche sentirci addosso la disabilità sociale e morire di fame oppure per non arrivare a tanto, procedere come in ‘pellegrinaggio’ ogni settimana nelle parrocchie per chiedere pane, riso e pasta?.

E mai possibile che si debba dipendere x tutta la vita dai nostri genitori? Con 290 euro col covid19 siamo obbligati da Conte e governanti per uscire a doverci anche pagare l’aria comprandoci le mascherine, che non possiamo permetterci, perché incidono sul nostro già ridicolo assegno. Se lo Stato non ci dà il lavoro, perché a noi basterebbe anche solo poter essere messi nelle condizioni di lavorare, almeno ci dia l’equa assistenza, se devo continuare a vivere con 300 o 400 euro al mese meglio che riapriate i manicomi o ci mettiate in galera almeno li saremmo esenti dal dover pagare le bollette, ed il mangiare ed il bere sarebbero comunque garaniti ogni giorno, forse sarebbe anche più facile essere inseriti in lavori socialmente utili. Perché inutile essere liberi se non lo si é realmente, con 300 euro non si può vivere dignitosamente e non ci si può considerare liberi, purtroppo”.

Fa eco Maurizio, che solleva invece il problema reddituale: Purtroppo questi politici calpestano la nostra dignità. Anche io sono invalido 100%. Con 104 comma 3 art.3, disoccupato e ovviamente reddito zero,! E non ho avuto nessun aumento perché mia moglie supera il reddito. Mi chiedo: la consulta si è espressa con aumento agli invalidi e loro ti mettono il trabocchetto. Credo che sia giusto escludere dal cumulo gli invalidi disoccupati. Perché con 286,00 euro al mese non mi bastano nemmeno per i viaggi che faccio per curarmi.Ogni mese devo chiedere l’elemosina a mia moglie anche per un caffé! Lascio immaginare la mia dignità dove sta!” .

Non resta che sperare che l’appello di questi invalidi parziali o totali, che si sono visti negare l’aumento solo perché sposati, seppur a reddito personale zero, possano veder accolte le loro istanze, affinché qualcosa possa ancora cambiare per quanti, fino ad oggi, sono purtroppo rimasti esclusi, da quella che resta pur sempre, e su questo non vi sono dubbi, una sentenza storica. Non resta che confidare che la sentenza crei il precedente da cui partire per procedere ad ulteriori tutele anche nei confronti degli invalidi parziali.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

8 pensieri riguardo “Pensioni invalidità 2020, gli esclusi dall’aumento: ‘ingiusto, paletti troppo rigidi’

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    16 Novembre 2020 in 16:32
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    invalido al 100% con 286£ a fine gennaio ho compiuto 68 anni ed automaticamente mi è aumentata fino a 456£ circa , ora con l’aumento che c’è stato , perchè a me non mi è stato dato nulla!!!!!!!! p0treste dirmi perchè? grazie

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    • Erica Venditti
      18 Novembre 2020 in 17:40
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      Magari superava già i limiti reddituali

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    14 Novembre 2020 in 16:42
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    Buonasera insieme al pagamento di dicembre riceverò anche gli arretrati mi e arrivata la notifica..
    ho due dubbi..

    il primo che mi dice il patronato che questo aumento durerà solamente questo anno e il 2021.. che dopo dovrà essere riconfermato dal Inps visto che i fondi sono destinati solo per il 2020/2021 quindi non sarà per sempre ritorneremo a fare la fame??

    il secondo dubbio la tredicesima sarà doppia 651.51 x2? ovvero 1300 euro totali? al di fuori degli arretrati??

    Saluti Michael,

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      19 Novembre 2020 in 14:05
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      Michael,per il primo dubbio vedrai che Governo e INPS troveranno un accordo per estendere l’aumento anche per i prossimi anni altrimenti la sentenza della Corte Costituzionale andrebbe a
      farsi benedire.
      Per il secondo dubbio,certamente la rata di Dicembre sarà doppia quindi 651,51 euro X 2.
      In merito agli arretrati,questo è un conteggio a parte a partire dal 01-08-2020.
      Nel mio caso sono stato fortunato e gli arretrati li ho già ricevuti al 02 Novembre 2020.Anzi,ancora
      prima,perchè all’Ufficio Postale come si sa a causa delle regole anti-covid il pagamento avviene in
      anticipo di alcuni giorni.
      Ti saluto cordialmente,
      Luciano S.

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    13 Novembre 2020 in 18:36
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    sono sola dopo la morte del io compagno e di mio fratello ho una pensione di 13. 000 euro lordi annui netti 11.000. Secondo il nostro governo una invalida al100% con legge 104 costretta a pagare affitto e tutto ciò di cui ho bisogno compresi apparecchi acustici che costano migliaia di euro e di cui la sanità ti dà le briciole, non certo la badante come fa. Secondo me anche il limite reddituale è troppo basso.

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    12 Novembre 2020 in 20:05
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    Salve vorrei un informazione mio marito è invalido al 100% inabile al lavoro e percepisce l’accompagnamento ma gli hanno detto che non può avere l’aumento perché supera il reddito ora io sono disoccupata ho usufruito del rdc fino a settembre e’ questo il motivo per cui non può averlo. il reddito è 7mila e qualcosa non ricordo bene (senza il rdc) attendo una risposta grazie

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    • Erica Venditti
      19 Novembre 2020 in 11:40
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      Se insieme superate il limite reddituale di 14447 non percepirà l’aumento

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    12 Novembre 2020 in 17:58
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    BUONASERA,
    SONO CON UN ASSEGNO SOCIALE DA INVC CON UNA PERCENTUALE DEL 70%. NON HO POTUTO MAI LAVORARE ED ORA MI TROVO CON 442,00 € MENSILI A 68 ANNI E CON UN SOLO ALTRO REDDITO ANNUO DI 500 € . E’ ORA CHE QUALCUNO SI RENDA CONTO CHE NON SI PUO’ FARE DUE PESI E DUE MISURE. E PUR VERO CHE ALTRI 200€ MENSILI NON MI STRAVOLGEREBBERO LA VITA, MA QUANTOMENO RIUSCIREI A VIVERE CON PIU’ DIGNITA’.
    GRAZIE E SALUTI

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