Pensioni invalidità 2020, ok dell’INPS: chiarimenti su domande ed arretrati

Mercoledì 23 settembre é stata emanata la circolare Inps n°107 che ha sancito modalità, decorrenza e beneficiari dell’aumento della pensione di invalidità, a tal riguardo, su quanto scritto all’interno, abbiamo deciso di confrontarci col Dott Massimiliano, invalido al 100% e esperto nel districarsi nei meandri delle circolari Inps, che ha ripercorso l’intera circolare al fine di poter risolvere alcuni dubbi che ancora attanagliano i nostri lettori. Lo ringraziamo ancora una volta per queste specifiche e la sua solita precisione e vi invitiamo a leggere le specifiche nel dettaglio.

Pensioni invalidità 2020: analisi della circolare, via i dubbi

Finalmente è stata pubblicata la Circolare INPS inerente l’aumento della pensione d’invalidità; più precisamente la Circolare n. 107 del 23/09/2020. Il testo è piuttosto breve ma ha comunque generato delle perplessità.

Mi sia concessa innanzi tutto la possibilità di sottolineare che quanto riportato da Pensioni per Tutti in questi ultimi 40 giorni viene ampiamente confermato dalla Circolare.

Le soglie sono quelle indicate, la cifra massima di 651,51 euro è confermata e quindi anche le ormai note formule per il computo dell’aumento. Infatti nella Premessa si cita la Sentenza n. 152 che ha di fatto abbassato l’età minima necessaria per ricevere “l’incremento al milione” (oggi appunto 651,51 euro). Questo beneficio, ora ampliato (dai 60 anni si è scesi ai 18 anni), è TUTTORA sancito dall’articolo 38 della Legge 448 del 2001; pertanto, come abbiamo già scritto negli articoli precedenti, i limiti reddituali non vengono modificati.

Sempre nella Premessa si accenna al decreto-legge n. 104 del 14 agosto 2020 il quale conferma quanto sopra esposto: “Con effetto dal 20 luglio 2020 all’articolo 38, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e successive modificazioni, le parole “di età pari o superiore a sessanta anni” sono sostituite dalle seguenti: “di età superiore a diciotto anni”. Il comma 4 dell’art. 38 riporta: “I benefici incrementativi  di cui al comma 1 sono altresì concessi ai soggetti di età pari o superiore a sessanta anni, che risultino invalidi civili totali o sordomuti o ciechi civili assoluti titolari  di  pensione o che siano titolari di pensione di inabilita’ di cui all’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222.”

Pensioni invalidità 2020, requisiti reddituali: chi avrà l’aumento?

Requisiti reddituali: “Nel mio articolo del 6 settembre 2020 esternavo la mia perplessità riguardo alle condizioni reddituali che l’invalido coniugato doveva soddisfare secondo l’articolo 38, comma 5, punto “b”: “il beneficiario non possieda, se coniugato e non effettivamente e legalmente separato, redditi propri per un importo annuo pari o superiore a 6.713,98 euro, né redditi, cumulati con quello del coniuge, per un  importo annuo pari o superiore a 6.713,98 euro incrementati dell’importo annuo dell’assegno sociale.” Il mio timore consisteva nella possibilità che il beneficiario, ossia l’invalido, raggiunti i 6.713,98 euro (oggi 8.469,63), non avrebbe ricevuto alcun aumento nonostante la soglia “coniugale” fissata a 14.447,42 risultasse inferiore.

La Circolare riprende il punto “b” passo passo dall’articolo 38: il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere: redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro; redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 euro.

Tuttavia l’INPS non analizza e/o spiega nel dettaglio queste due soglie ma le inserisce in un contesto più limitato, ossia ipotizzando che entrambi i coniugi siano invalidi: “Se entrambi i coniugi hanno diritto all’incremento, questo concorre al calcolo reddituale. Pertanto, nel caso in cui l’attribuzione del beneficio a uno dei due comporti il raggiungimento del limite di reddito cumulato, nulla è dovuto all’altro coniuge. Se invece il limite non viene raggiunto, l’importo dell’aumento da corrispondere a un coniuge deve tener conto del reddito cumulato comprensivo dell’aumento già riconosciuto all’altro.” La prima frase non è difficile da comprendere. La seconda informa che se uno dei due incrementi, e quindi solo uno dei due invalidi coniugati, raggiunge la soglia (che dovrebbe essere 14.447,42 dato che viene denominata “reddito cumulato”) l’altra maggiorazione, che spetterebbe al secondo coniuge, non verrà corrisposta. In caso contrario il secondo aumento verrà definito dalla somma del reddito coniugale con il primo incremento.

Questa è, a mio avviso, una aggiunta ad hoc che non era prevista nell’originale articolo 38. Ma tutto questo non smentisce né confuta il mio dubbio in merito al punto “b”. Perché, mi chiedo, è necessario il limite di 8.469,63 anche per gli invalidi sposati? Perché, se il beneficiario è sposato, si considerano comunque entrambe le soglie elencate distintamente nella circolare e la prima, al solito, dichiara che il beneficiario coniugato deve possedere redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro (compresa la pensione di invalidità di 286,81 x 13 = 3728,53 per un reddito effettivo di euro 4.741,10)? Benché la Circolare non dia alcuna spiegazione in merito credo che il problema possa essere chiarito paradossalmente attraverso il testo della stessa; si può difatti leggere che la maggiorazione è “tale da garantire un reddito complessivo (per l’invalido, N.d.A.) pari, per il 2020, a 651,51 euro per tredici mensilità.” Se dunque l’invalido coniugato ha già un suo reddito (prima dell’aumento) pari a 8.469,63 euro annui (ovvero 651,51 x 13) non riceverà l’aumento anche se la soglia di 14.447,42 risulta inferiore. Facciamo un esempio: il beneficiario coniugato percepisce una pensione di 400 euro mensili, ossia 5.200 annui, proveniente da contributi maturati quando non era ancora invalido; 5.200 + 3.728,53 (ossia 286,81 x 13) è di molto inferiore ai 14.447,42 ma supera il limite di 8.469,63 pertanto l’invalido percepisce già un reddito complessivo di 651,51 euro per tredici mensilità (anzi, lo supera) e dunque non può ricevere l’aumento; se invece lo stesso reddito (5.200 euro) proviene dal coniuge la persona disabile riceve l’incremento per intero perché, in questo caso, non raggiunge personalmente la soglia di 8.469,63 avendo a suo nome solo la pensione di invalidità (286,81 x 13) e si utilizzerebbe per il calcolo il limite di 14.447,42. Questa, secondo me, è l’unica spiegazione possibile.

Pensioni di invalidità: domanda ed arretrati, le specifiche

Domanda e arretrati: “Partiamo dalle conclusioni alle quali sono giunto rovistando tra leggi e circolari (non telefonate al call center dell’INPS, sarebbe tempo perso; io l’ho fatto… l’operatrice era solo a conoscenza dell’esistenza della circolare ma era evidente che non l’aveva mai letta!):

1) Per gli invalidi totali, i ciechi assoluti e i sordomuti gli arretrati dovrebbero partire dal 20 luglio 2020 e non dovrebbe essere necessaria alcuna domanda (il condizionale è d’obbligo dato che il sottoscritto non lavora all’INPS, ma confido d’essere nel giusto; comunque sono certo che nei prossimi giorni tutti noi cercheremo ulteriori conferme)

2) I titolari di pensione di inabilità di cui all’articolo 2 della legge n. 222/1984 devono presentare domanda e gli arretrati saranno percepiti (nel migliore dei casi) dal 1° agosto 2020.

Osservando la Circolare si può notare una sua suddivisione in due parti fin dall’indice. Il punto “1.” è riservato al “Diritto alla maggiorazione per le prestazioni assistenziali agli invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi titolari di pensioni di inabilità.” Il punto “2.” invece si riferisce al “Incremento della pensione di inabilità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222” ed sotto di esso vengono riportate le sezioni 2.1 e 2.2.

All’inizio dell’articolo ho citato il decreto-legge n. 104 del 14 agosto 2020 che esordisce: “Con effetto dal 20 luglio 2020 (…)” pertanto gli arretrati dovrebbero essere riconosciuti da tale data.

Inoltre va considerato ciò che viene riportato all’inizio del punto 1, il quale esclude i “titolari della pensione di inabilità di cui alla legge 222/1984” (poiché il beneficio a loro concesso viene analizzato nel punto 2) includendo invece tutti gli altri invalidi: “A decorrere dal 20 luglio 2020, agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità è riconosciuta d’ufficio una maggiorazione economica tale da garantire un reddito complessivo pari, per il 2020, a 651,51 euro per tredici mensilità.” Il testo sembra dunque avvalorare quanto sopra auspicato in merito alla data da considerare effettiva per gli arretrati, difatti la frase: “A decorrere dal 20 luglio 2020 (…) è riconosciuta (…) una maggiorazione  economica” non sembra lasciare dubbi. Il medesimo testo chiarisce che non è necessaria alcuna domanda: “(…) è riconosciuta d’ufficio una maggiorazione economica tale da garantire un reddito complessivo pari, per il 2020, a 651,51 euro per tredici mensilità.” Anche qui i dubbi sembrano dipanarsi in quanto lessicalmente “d’ufficio” significa per una iniziativa autonoma di un funzionario o di un’autorità, ossia senza una previa istanza.

A creare confusione è l’aumento previsto anche per le pensioni di inabilità di natura previdenziale (Legge 222/1984) ed evidenziato ai punti 2, 2.1, 2.2; un aumento la cui misura è dettata dalla Legge 544/1988 (Il Sole 24 Ore conferma che la somma massima ammonterà a 516,46 euro come riportato nella Circolare). Quindi i punti 2.1 e 2.2 sono riferiti SOLO a questo incremento.

Infatti il punto 2.1 “Domanda” indica la “maggiorazione di cui alla legge n. 544/1988 che, ai sensi dell’articolo 1, comma 10, della medesima legge, può essere riconosciuta solo a domanda” (l’art. 1 comma 10 L. 544/1988 dichiara: “La maggiorazione  sociale decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda e non è cedibile, né sequestrabile, né pignorabile. Per coloro che, potendo far valere i requisiti di cui ai commi precedenti, presentino domanda entro il primo  anno di applicazione della presente legge, la maggiorazione decorre dal 1° luglio 1988(…)”).

Il punto 2.2 “Decorrenza” può essere compreso proprio dal comma 10 appena riportato: la domanda la si può fare in qualsiasi momento, anche tra un anno, e la maggiorazione (anch’essa influenzata da limiti di reddito) sarà concessa “dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda” tuttavia se il titolare di una pensione di inabilità (lo ripeto ancora: di natura previdenziale e descritta dalla Legge 222/1984) presenta istanza per il beneficio entro il 09 ottobre 2020 potrebbe, se ne ha fatto esplicita richiesta, ricevere gli arretrati dal 1° agosto 2020, non prima: “Si precisa che la decorrenza non può comunque essere anteriore al 1° agosto 2020.” Il fatto che la Circolare stessa lo specifichi potrebbe essere un’ulteriore prova che per tutti gli altri invalidi gli arretrati dovrebbero partire dal 20 luglio.

Queste informazioni si possono trovare in numerosi siti (comprese le conclusioni alle quali sono giunto), ma ho ritenuto fare cosa gradita chiarendo nel modo più esplicito possibile (per quanto sia nelle mie capacità) quanto esposto nel testo in esame”.

Ringraziamo il Dott Massimiliano per questa precisa analisi sui punti insiti nella circolare, speriamo altresì possa essere tornata d’aiuto per quanti ancora hanno dei dubbi.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

67 pensieri riguardo “Pensioni invalidità 2020, ok dell’INPS: chiarimenti su domande ed arretrati

  • Avatar
    3 Ottobre 2020 in 13:12
    Permalink

    buongiorno, vorrei sapere , mio figlio è invalido al 100% con inabilità al lavoro permanente più legge 104, con revisione nel 2022. prenderà l’aumento? se si bisogna fare domanda? grazie

    Rispondi
  • Avatar
    29 Settembre 2020 in 14:24
    Permalink

    Milano, 29 settembre 2020

    Gentile Dottoressa Venditti,
    Gentile Signor Massimiliano,
    buongiorno.

    …finalmente il “gran giorno” è arrivato, la CIRCOLARE INPS è uscita e ora ne sappiamo qualcosa/molto di più ; personalmente, però, forse anche a causa di limiti mentali personali,

    NON SONO ANCORA RIUSCITO A CAPIRE con chiarezza ne’ CERTEZZA SE, con i miei “requisiti”
    e cioè

    – 58 anni,
    – celibe,
    – “INVALIDO con TOTALE e permanente inabilità lavorativa 100% art. 2 e 12 L 118/71”,
    – con Reddito Annuo del 2020 (RED riferito al 2019) di Euro 212,43 (oltre alla Pensione di Invalidità stessa di Euro 297,14 x 13 mens.)
    – Reddito per il 2020 : Euro 0,00

    avrò diritto a questo aumento IN AUTOMATICO da parte di INPS,

    oppure se sono “obbligato” a inoltrare personalmente apposita Domanda e se questa eventuale Domanda va presentata tramite Caf o Patronato o magari nella fattispecie può essere presentata anche/soltanto tramite apposito modulo/Format che eventualmente compaia sul sito INPS.

    Quindi vi scrivo per avere per favore – se possibile – chiarimenti in merito “chiari e SICURI” (per quanto a vostra conoscenza e con nuove notizie in progress al riguardo a vostra disposizione) che potrebbero interessare anche altri lettori nella mia stessa “condizione” e soprattutto per potermi eventualmente “muovere” per tempo, un po’ prima del 9 ottobre 2020.

    Grazie molte per la cortese attenzione,
    cordiali saluti, Claudio

    Rispondi
    • Erica Venditti
      29 Settembre 2020 in 15:02
      Permalink

      Domani pubblicheremo un ulteriore articolo grazie al Dott Massimiliano che permetterà di certo di risolvere altri dubbi. Cordialità

      Rispondi
  • Avatar
    28 Settembre 2020 in 21:05
    Permalink

    Sono mamma di una ragazza di 31 anni invalida al 100%, il papà è morto da 7 anni per cui oltre al l’accompagnamento, invalidità e assegno della pensione di reversibilità di €168, vorrei gentilmente sapere se le dpetta l’aumento. Grazie anticipatamente!

    Rispondi
    • Erica Venditti
      29 Settembre 2020 in 11:08
      Permalink

      Direi di sì, riceverà l’aumento fino al raggiungimento del reddito personale.

      Rispondi
  • Avatar
    28 Settembre 2020 in 16:31
    Permalink

    Buongiorno, con invalidità 100% prendo 282 euro mensilmente. Da ottobre dovrei percepire 280 euro mensili per una casa data in locazione. Questo reddito verrà considerato per ridurre l’aumento sino alla concorrenza dei 651 euro, comportando quindi un aumento effettivo di solo 90 euro? Se sì la riduzione da quando scatterebbe?

    Rispondi
    • Erica Venditti
      29 Settembre 2020 in 11:09
      Permalink

      La rimando a Massimiliano :-), cmq vi anticipo che domani forniremo ulteriori chiarimenti sui redditi che andranno a fare reddito

      Rispondi
  • Avatar
    28 Settembre 2020 in 16:15
    Permalink

    Salve dottoressa , percepisco una pensione di invalidita’ al 100×100 con accompagnamento x problemi di salute mentale . Non ho altri redditi e non sono sposato . Potro’ percepire questo aumento ? E se si , devo fare domanda ? La ringrazio e le auguro tante belle cose . Fabio

    Rispondi
    • Erica Venditti
      29 Settembre 2020 in 11:11
      Permalink

      Certo che si percepirà l’aumento, non credo sia necessario fare domanda nel suo caso, domani usciremo comunque con ulteriori chiarimenti.

      Rispondi
      • Avatar
        29 Settembre 2020 in 16:37
        Permalink

        La ringrazio dottoressa . Gentilissima . Aspetto qualche chiarimento se dovro’ fare domanda .

        Rispondi
  • Avatar
    28 Settembre 2020 in 13:59
    Permalink

    Salve, sono portatore di handicap al 100% ai sensi dell’art. 3, comma 1, Legge 05/02/1992, n. 104.
    Ho un ISEE di 888 euro, sono single, DSU di 0 (zero) euro, e come reddito ho solo i 297,xx euro mensili.
    Volevo chiedere, vista la poca limpidezza della Circolare INPS n. 107 del 23/09/2020 sul se e chi deve presentare domanda per l’ampliamento del cedolino mensile a somma superiore (chi dice 516 chi 614 euro, nds). Domanda che….dov’è? Sono stato sul sito INPS per due ore e non ho trovato alcuna domanda/modulo o modello da compilare e, soprattutto, visto che la mia invalidità non rientra tra quelle previste dall’articolo 2 della legge n. 222/1984.
    Secondo lei cosa bisogna fare?
    La ringrazio per l’attenzione.

    Rispondi
  • Avatar
    28 Settembre 2020 in 9:16
    Permalink

    Una persona con invalidità 100 per cento, inabile al lavoro, con accompagnamento. Il marito supera il reddito dei 14400, 00. Spetta aumento. Grazie

    Rispondi
      • Avatar
        28 Settembre 2020 in 14:32
        Permalink

        Buongiorno Erica e Massimiliano, prima di tutto faccio i complimenti al sig. Massimiliano per l’analisi molto chiara che ha fatto. Volevo sapere 2 cose: la prima è’ che i soldi sul conto corrente bancario fanno reddito oppure no? Io ho solo la pensione di invalidità civile al 100% e l’indennità di accompagnamento e non sono sposato, quindi i soldi che ho sul conto sono SOLO quelli che l”Inps mi accredita ogni mese e non ho altri redditi. La seconda cosa che volevo sapere e” per chi ha un”integrazione con il Reddito di Cittadinanza e supera il limite reddituale l”importo stesso del RdC viene tagliato fino a raggiungere il reddito massimo di 8 mila e 440 euro all’anno? Vi ringrazio infinitamente per i continui aggiornamenti che ci date e un ringraziamento particolare al sig. Massimiliano per la sua gentilezza nel rispondere ai nostri dubbi. Grazie di cuore ad Erica e Massimiliano

        Rispondi
      • Avatar
        28 Settembre 2020 in 23:51
        Permalink

        Mi scuso se rispondo ad una sua risposta con un quesito ma non sono un genio con il computer. Dunque mia moglie percepisce una pensione 044invciv in forza dell’art. 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118. Siccome nella circolare 107 non è citata tale legge, Le chiedo se trovano applicazione per l’erogazione dell aumento i limiti reddituali familiari o puo’ trovare applicazione l’art.14 septies della legge n. 33 del 1980? Grazie per il chiarimento che vorra’ fornirmi.
        E complimenti per il servizio che fornite.

        Rispondi
        • Erica Venditti
          29 Settembre 2020 in 11:07
          Permalink

          Massimiliano io mi sono un pò persa, lei forse avrà maggiore competenza per rispondere a Saverio

          Rispondi
  • Avatar
    28 Settembre 2020 in 7:43
    Permalink

    Sono Stefano, sono invalido al 75 /per cento. Mi aspetta l aumento?

    Rispondi
    • Erica Venditti
      28 Settembre 2020 in 11:07
      Permalink

      NO! ma gli articoli li leggete?

      Rispondi
  • Avatar
    27 Settembre 2020 in 23:43
    Permalink

    Buona sera, scusate il disturbo.
    Ho 45 anni e sono solo.
    Sono titolare di due pensioni di invalidità civile, in quanto invalido totale e cieco assoluto;
    non percepisco altro e sono proprietario della mia casa di abitazione principale.
    Secondo voi, potrei avere diritto ad un incremento di circa € 55,00 mensili x 13 mensilità,
    se sommiamo le mie due pensioni, arriviamo a circa € 600,00 mensili x 13 mensilità;
    Sono io che sbaglio il calcolo? E a quanto avrei diritto di ricevere in più?
    Ringrazio anticipatamente di vero cuore, per una vostra cortese risposta!
    Cordiali saluti,
    Tony

    Rispondi
    • Erica Venditti
      28 Settembre 2020 in 11:19
      Permalink

      Massimiliano giro a lei la questione, a me pare cmq Tony abbia ragione

      Rispondi
      • Avatar
        28 Settembre 2020 in 16:37
        Permalink

        Tony ha pienamente ragione.
        Con le due pensioni d’invalidità percepisce meno di 600 euro (dovrebbe ricevere 297,14 euro x 2 = 594,28) e non ha altri redditi; dunque gli spetta l’aumento per intero arrivando a percepire 651,51 euro mensili.

        Rispondi
    • Avatar
      28 Settembre 2020 in 21:16
      Permalink

      Dunque.. signor Tony se ho capito bene il suo ragionamento è il seguente :

      Lei percepisce la pensione di cieco assoluto di 310.17 più quella di invalidità civile di 286.81 (297.14 se con maggiorazione) per un reddito mensile totale di 596.98, o di 607.31 se con maggiorazione …quindi all’incirca 600 euro totali come lei stesso ha detto. 600 euro per 13 mensilità danno un reddito annuo di 7800 euro. Se sottraiamo questo reddito al limite massimo stabilito otteniamo : 8469.63 – 7800 = 669.63 / 13 = 51.51 Questo è il calcolo fatto da lei Tony, giusto?

      Io invece per calcolare la sua maggiorazione avrei fatto questo ragionamento :
      * 310.17 x 13 = 4032.21 che è il reddito annuo della pensione di cieco assoluto.
      * 297.14 x 13 = 3862.82 che è il reddito annuo derivante dell’invalidità civile. ( ho preso come esempio la pensione maggiorata ma lo stesso discorso varrebbe se percepisse 286,81)
      La somma dei due importi determina il suo reddito annuo complessivo, ossia 7895.03
      Sottraendo questo importo al reddito massimo previsto per il pensionato non coniugato otteniamo la maggiorazione mensile che le dovrebbe spettare : 8469.63 – 7895.03 = 484.60/13 = 37.27

      Se ho fatto un ragionamento errato correggetemi pure. Mi scuso per l’intromissione nella questione, dato che non mi riguarda in prima persona, ma essendo una situazione particolare poiché il signor Tony percepisce due pensioni di invalidità distinte mi sono incuriosita.

      Non capisco invece come potrebbe percepire l’aumento per intero, anche per una sola delle due pensioni, in quanto supererebbe di parecchio il limite massimo di 8469.63.

      Rispondi
  • Avatar
    27 Settembre 2020 in 22:55
    Permalink

    Salve:mio figlio a 21 invalido civile 100%
    E prende la sociale 286.90 circa.
    Adesso ci cosa ci spetta?

    Rispondi
    • Erica Venditti
      28 Settembre 2020 in 11:13
      Permalink

      Direi l’aumento massimo

      Rispondi
    • Avatar
      28 Settembre 2020 in 16:22
      Permalink

      Salve sono invalido al 100% sono disoccupato dal giugno 2011 percepisco il reddito di cittadinanza da aprile del 2019 e quindi questo è l’ultimo mese sono solo e quindi mi hanno dato come RDC 499,99 ho diritto all aumento della mia pensione di INVALIDITÀ CIVILE di euro 286,81 mi fa sapere qualcosa grazie

      Rispondi
      • Erica Venditti
        29 Settembre 2020 in 11:12
        Permalink

        Il reddito di cittadinanza fin qui percepito da reddito, dunque temo che superi la soglia massima reddituale prevista

        Rispondi
    • Avatar
      29 Settembre 2020 in 7:06
      Permalink

      Buon giorno (domanda) la pensione d’invalidita civile, viene conteggiata come reddito? Visto he mio papà e cieco assoluto di età 62 anni a carico di mia mamma, perché è a reddito zero spetterà l’aumento.. Grazie

      Rispondi
  • Avatar
    27 Settembre 2020 in 21:24
    Permalink

    Io non riesco a capire, sono invalida civile al 100°% non lavoro dal 2013.
    In casa lavora solo mio marito, allora mi chiedo ho diritto alla maggiorazione dei 651 e rotti? O come mi hanno detto 3 anni fa devo aspettare i 60’anni?

    Rispondi
    • Erica Venditti
      27 Settembre 2020 in 22:07
      Permalink

      Ne ha diritto se il reddito coniugale non supera 14447 euro

      Rispondi
      • Avatar
        28 Settembre 2020 in 0:37
        Permalink

        Salve,
        Ho mia moglie che è stata dichiarata invalida al 100%,inabile al lavoro permanente con legge 104 art 3 comma 3, Disabilità Neurologica ma gli è stato negato l’accompagnamento il tutto per epilessia farmacoresistente con cadute a terra plurigiornaliere.
        Ora però ho impugnato il verbale. Volevo chiederle, mia moglie percepisce 290 € al mese e nulla di più, io ho un reddito di lavoro di circa 15.900 €, avrà in questo caso diritto all’aumento della sua pensione di invalidità civile oppure no ? Grazie.

        Rispondi
        • Erica Venditti
          28 Settembre 2020 in 11:11
          Permalink

          NO CONTA il reddito conougale che non può superare i 14447 euro

          Rispondi
      • Avatar
        28 Settembre 2020 in 1:29
        Permalink

        Dottoressa scusi il disturbo ma può essere che la differenza tra le due pensioni di invalidità al 100*100 siano i limiti di reddito , quella assistenziale a un limite 16.400 , quella previdenziale , ne ha un’ altro?

        Rispondi
        • Erica Venditti
          28 Settembre 2020 in 12:51
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          Massimiliano, risponde lei?

          Rispondi
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            28 Settembre 2020 in 16:28
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            La differenza consiste proprio tra prestazione assistenziale e previdenziale:

            la prima interviene con prestazioni (quali appunto la pensione di invalidità) rivolte a coloro che versano in un stato di bisogno SENZA RICHIEDERE A QUESTE PERSONE ALCUNA ATTIVITA’ LAVORATIVA;

            la seconda si rivolge alle persone che a causa di invalidità, inabilità ecc. NON POSSONO PIU’ LAVORARE e che per ricevere una prestazione (come la pensione di inabilità di cui all’art. 2 della legge 222/1984) devono “finanziarla” tramite i contributi (i contributi non vengono versati solo dai soggetti assicurati, ma anche dai datori di lavoro e, in certi casi, subentra anche lo Stato). In altre parole le prestazioni previdenziali sono determinate in base ai contributi versati durante una PRECEDENTE attività lavorativa.

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    27 Settembre 2020 in 20:08
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    Volevo sapere mia moglie invalida al 100×100 con accompagnamento ha diritto all aumento

    Rispondi
    • Erica Venditti
      27 Settembre 2020 in 22:08
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      L accompagnamento non fa reddito, ma dipende dal vs reddito coniugale, se insieme superate 14447 euro non ne avete diritto

      Rispondi
      • Avatar
        28 Settembre 2020 in 17:12
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        Bonjorno mia figlia da 27 ani invalida civile 100% inabile al lavoro con acompaniamento seza altri rediti ,solo cieli di invalidita e acompaniamento . A dirito al aumento? Grazie

        Rispondi
        • Erica Venditti
          29 Settembre 2020 in 11:09
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          Si l’accompganamento non fa reddito

          Rispondi
    • Avatar
      28 Settembre 2020 in 5:59
      Permalink

      Buondì dott. Massimo: io ho una invalidità civile al 100% con totale e permanente inabilità lavorativa, a tempo indeterminato; la legge 104 art 3 comma 3. La legge 68/99 non l’ho richiesta, a detta dei miei assistenti sociali, da che io non sia in grado di lavorare. Ora, senza contare il reddito, nella mia situazione, io dovrei rientrare tra i beneficiari? Grazie.

      Rispondi
      • Avatar
        28 Settembre 2020 in 14:33
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        Buongiorno Guido,
        premetto che un assistente sociale NON PUO’ STABILIRE SE LEI E’ IN GRADO DI LAVORARE, QUESTA DECISIONE SPETTA SOLO ALL’INPS.
        In ogni caso lei rientra tra i beneficiari.
        Distinti saluti

        Rispondi
        • Avatar
          28 Settembre 2020 in 16:26
          Permalink

          Sì, dunque: con l’ultima revisione del 2019, sono andato all’accertamento solo per confermare il 100% e la legge 104 art. 3comma3. Non ho richiesto la legge 68 / 99 da che io adesso non sia sui binari giusti per affrontare un lavoro protetto. Dico: non è che per farmi considerare inabile al lavoro io abbia dovuto espletare la legge 69 / 99 e farmi barrare la dicitura riguardante l’impossibilità a lavorare cioè senza le capacità residue? Grazie.

          Rispondi
        • Avatar
          28 Settembre 2020 in 16:34
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          A detto dei miei curanti, meglio, ho errato a scrivere prima…

          Rispondi
    • Avatar
      28 Settembre 2020 in 8:24
      Permalink

      Dove posso fare la domanda per l’aumento della pensione di inabilità?
      Sono invalida al 100×100.

      Rispondi
  • Avatar
    27 Settembre 2020 in 18:34
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    Ho 64 anni sono invalido all’86% dal 2009 prendo 297.14 € al mese ,purtroppo ho 11anni di contributi .
    Perche non mi spetta l’aumento?

    Rispondi
  • Avatar
    27 Settembre 2020 in 17:27
    Permalink

    Buongiorno e grazie come sempre alla dott. ssa Erica e al dott. Massimiliano. Analisi molto precisa e dettagliata come sempre.
    Riguardo al dubbio se gli invalidi civili totali dovessero presentare domanda o meno avevo provato a chiedere delucidazioni attraverso il form “Inps risponde” del sito Inps appunto..
    Se può essere utile (anche se oramai pare assodato che la maggiorazione scatterà in automatico) vi riporto la loro risposta.
    “Gentile utente,
    con riferimento alla sua richiesta con numero di protocollo ********
    le comunichiamo quanto segue:
    in presenza dei requisiti richiesti, anagrafici e reddituali (circolare 107/2020), a decorrere dal 20 luglio 2020, agli invalidi civili totali 100%, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità la maggiorazione è riconosciuta d’ufficio.”

    Il mio dubbio però al momento riguarda i requisiti reddituali. Premetto che non sono coniugata e sono a reddito zero.
    Poiché la circolare dice :

    “Ai fini della valutazione del requisito reddituale concorrono i redditi di qualsiasi natura, ossia i redditi assoggettabili ad IRPEF, sia a tassazione corrente che a tassazione separata, i redditi tassati alla fonte, i redditi esenti da IRPEF, sia del titolare che del coniuge.”
    Vi domando : I SOLDI DEL CONTO CORRENTE BANCARIO FANNO REDDITO O NO ? Perdonate la banalità della domanda.
    Grazie a chi mi saprà chiarire il dubbio.

    Rispondi
    • Erica Venditti
      27 Settembre 2020 in 22:10
      Permalink

      Massimiliano a suo avviso? A me verrebbe da dire sì, ma rimando a lei

      Rispondi
      • Avatar
        27 Settembre 2020 in 22:20
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        Ogni anno io formulo per l inps la rea e all’interno della stessa io non dichiaro il mio conto in banca ma solo il mio reddito (nulla poiché percependo solo la pensione io dichiaro di percepire solo la stessa)

        Rispondi
      • Avatar
        27 Settembre 2020 in 23:29
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        Grazie Erica. Se così fosse sarebbe una vera fregatura nel mio caso. Il mio conto corrente ad oggi (compresi gli accrediti della pensione) sfora di pochissimo la soglia massima per l’invalido non coniugato. Questi soldi sono risparmi di mia mamma, che ha nel mio conto. Di “mio” ho solo l’invalidità.. nessun altro reddito.
        Non so se possano essere considerati tra i redditi esenti da IRPEF 😓

        Rispondi
      • Avatar
        28 Settembre 2020 in 5:17
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        Buongiorno Stefania e buongiorno Erica.
        Devo proprio ammettere che la domanda mi ha spiazzato… semplicemente perché appena letta ho esclamato d’impulso: “Ci mancherebbe altro!”.
        Secondo me per rispondere basta porsi una domanda molto semplice: “Nella dichiarazione dei redditi il conto corrente viene conteggiato?” La risposta è no. Va inserito solo ciò che concorre ad aumentarlo, ossia le entrate annue. E, nella dichiarazione, non si considerano neppure gli interessi del c/c poiché vengono già trattenuti (la banca effettua una ritenuta alla fonte, quindi gli interessi vengono corrisposti dal contribuente al netto delle tasse).
        IL CONTO CORRENTE NON E’ UN REDDITO MA DA’ UN REDDITO GRAZIE APPUNTO AGLI INTERESSI. DUNQUE PER LA PENSIONE D’INVALIDITA’, sia per quella attuale di 286,81 euro sia per quella che verrà con l’aumento, GLI INTERESSI DEL C/C FANNO REDDITO (non lordi ma anche in questo caso al netto delle tasse).
        IL CONTO CORRENTE (qualunque sia il suo ammontare) INVECE NON FA REDDITO NE’ PER LA PENSIONE D’INVALIDITA’ “BASE” DI EURO 286,81 NE’ PER L’AUMENTO IN ARRIVO (riguardo all’invalidità base avevo già letto diversi anni fa che non influiva, così ho controllato se i redditi conteggiati per quest’ultima coincidevano con quelli considerati per ricevere l’aumento e SONO ESATTAMENTE GLI STESSI).
        Naturalmente per il calcolo dell’ISEE (utilizzato ad esempio per il reddito di cittadinanza) il conto corrente deve essere, in parte, inserito. Inoltre per il reddito di cittadinanza si valuta anche il “patrimonio mobiliare” che consiste proprio in c/c, titoli ecc.
        Scusate per la digressione (l’ISEE CON L’AUMENTO DELLA PENSIONE D’INVALIDITA’ NON C’ENTRA ASSOLUTAMENTE) ma, nel caso un altro utente in seguito fosse interessato alla relazione tra conto corrente e RdC o ISEE, ho ritenuto opportuno farne menzione.
        Per tranquillizzare ulteriormente la signora Stefania e tutti gli altri invalidi che leggendo la sua domanda, pienamente giustificata e sensata, si sono sentiti mancare la terra tutto ai piedi VOGLIO FAR NOTARE CHE SE IL CONTO CORRENTE RAPPRESENTASSE UN REDDITO ALLORA, SEGUENDO IL BUON SENSO, SI DOVREBBERO DICHIARARE ALTRESI’ (giusto per citarne solo due) GLI AUTOVEICOLI E I BENI IMMOBILIARI (ovvero ANCHE la casa di abitazione, che invece sappiamo per certo dalla circolare stessa che “non concorre al calcolo reddituale”).
        Naturalmente lascio l’ultima parola alla dottoressa Venditti che potrebbe avere informazioni in contrasto rispetto a quanto affermato dal sottoscritto dato che il suo parere diverge dal mio e possiede competenze di gran lunga più ampie.

        Rispondi
        • Erica Venditti
          28 Settembre 2020 in 11:10
          Permalink

          Massimiliano ora é lei che spiazza me, avrei pensato facesse reddito, in quanto se possiedo 1 milione di euro in banca, forse all’aumento dell’invalidità non ne ho diritto. Ma probabilmente ha ragione lei, che su invalidità ha competenze ben maggiori delle mie. Se scoprissi altro vi terò certamente al corrente.

          Rispondi
    • Avatar
      27 Settembre 2020 in 23:10
      Permalink

      Buongiorno Stefania.

      Io credo che il reddito sia una cosa, l’eventuale “capitale” (che può generare reddito) sia altra cosa:

      “REDDITO
      /rèd·di·to/
      sostantivo maschile

      1.
      L’utile proveniente in un dato periodo di tempo da un’attività o da un impiego di capitale: titoli a r. fisso, misto; r. individuale; r. disponibile, al netto delle imposte dirette.

      Reddito individuale, quello derivante a ciascun individuo o ente dal proprio lavoro o dalla propria attività.

      2.
      com.
      Utile, guadagno “.

      Rispondi
      • Erica Venditti
        28 Settembre 2020 in 11:12
        Permalink

        Claudio il suo parere e in linea con quello di Massimiliano probabilmente avete ragione voi, perdoni le mie considerazioni errate Stefania

        Rispondi
        • Avatar
          28 Settembre 2020 in 14:38
          Permalink

          Buongiorno Dott. Massimiliano e dott.ssa Erica, e buongiorno a tutti i lettori. In primis vi ringrazio di cuore tutti quanti ( compresi la signora Antonella e il signor Claudio) per essere intervenuti a fugare questo mio dubbio.
          Rispondo a tutti in un unico post in modo che sia di più facile lettura.
          @Dottoressa Erica le sue considerazioni non sono affatto errate, anzi. Io stessa mi ero posta la medesima domanda : se si ha una somma di denaro nel conto corrente, più o meno cospicua, è possibile che non venga conteggiata tra i redditi?
          Da lì il dubbio che il “patrimonio mobiliare” facesse reddito ai fini della maggiorazione.
          @Dott. Massimiliano come ha detto lei, mi sono un po’ sentita crollare la terra sotto i piedi all’idea che i risparmi sul conto corrente potessero essere conteggiati come reddito. Anche perché nel mio caso son davvero 4 “spicci” e nemmeno miei, ma di mia madre. Ma essendo depositati su un conto a nome mio non potrei certo dimostrare il contrario. Il mio unico reddito è l’invalidità base di 286,81 + maggiorazione di 10.33 ( quest ‘ultima corrisposta a chi ha reddito molto basso, perciò mi sembrava proprio un paradosso! ) Che gli interessi facciano reddito invece mi pare giustissimo.
          Mi scuso per aver sollevato questo “polverone” , ma spero che sia servito a chiarire le idee anche ad altre persone che possono aver avuto il mio stesso dubbio. Avevo cercato informazioni in ogni dove ma di patrimonio mobiliare si parlava solo in riferimento all ‘Isee, come ha poi spiegato alla perfezione il dottor Massimiliano.

          Rispondi
      • Avatar
        29 Settembre 2020 in 7:53
        Permalink

        Buongiorno reddito cognugale 9500 euro ..precepisco la pensione assistenziale cecita 100% maggiorazzione di 10.33 .. .avro la maggiorazzione di 651? Grazie fabio

        Rispondi
        • Erica Venditti
          29 Settembre 2020 in 11:04
          Permalink

          Si perché il reddito coniugale é inferiore a 14447 euro, dunque avrà il delta spettante

          Rispondi
          • Avatar
            29 Settembre 2020 in 12:49
            Permalink

            La ringrazzio per l informazione e gentilezza ..grazie fabio

  • Avatar
    27 Settembre 2020 in 15:04
    Permalink

    Non riesco a capire nulla di tutto quello che viene scritto x quanto riguarda laumento x la pensione di invalidita.e vorrei sapere.io ho fatto causa allimps nel 2015. e sono stato riconosciuto dal tribunale con sentenza di un giudice.invalido e inabbile totale e parziale al lavoro al 100%100..secondo voi rientro nell’aumento x la pensione ho ridevo presentare domanda essendo ultimamente riconosciuto da una struttura ospedaliera con classificazione nia 3..se potete darmi qualche spiegazione ho delucidazione.vi ringrazio..

    Rispondi
    • Avatar
      27 Settembre 2020 in 18:56
      Permalink

      Buongiorno Francesco.
      Il termine “nia 3” può essere inteso in due modi:
      1) se si riferisce alle informazioni riportate nella scheda di dimissione ospedaliera con classificazione ICD-9-CM allora il codice identificativo NIA (in maiuscolo) viene utilizzato solo quando la formulazione diagnostica e l’eventuale revisione della documentazione clinica non forniscono informazioni sufficienti per consentire l’utilizzo di un codice più specifico.
      2) se invece allude alla classificazione NYHA (che riguarda la gravità di uno scompenso, o insufficienza, cardiaca) la classe 3 indica una malattia cardiovascolare moderatamente severa.
      Detto questo: sia che si parli di NIA o di NYHA se tali classificazioni hanno comportato una INVALIDITA’ CIVILE DEL 100% allora, sempre che i suoi redditi non superino le soglie che la stessa circolare INPS indica nel punto uno (come calcolare l’aumento in base al reddito veda i nostri articoli precedenti), ha diritto all’aumento (se totale, parziale oppure pari a zero dipende appunto dai suoi redditi); TUTTAVIA SE L’INVALIDITA’ NON E’ STATA CERTIFICATA DALL’INPS POTREBBE ESSERE NECESSARIO PRESENTARE UNA DOMANDA.
      Non posso essere più preciso. Per non avere alcun dubbio le consiglio di rivolgersi ad un patronato che potrà darle spiegazioni più specifiche consultando i suoi documenti d’invalidità; inoltre, se fosse necessario fare istanza per l’aumento, lo stesso patronato provvederà ad inoltrala all’INPS.
      Distinti saluti

      Rispondi
      • Avatar
        28 Settembre 2020 in 13:56
        Permalink

        Caro Sig. Massimiliano, ancora non è chiaro quali redditi l’Inps va a verificare, esempio se nel 2019 prendevo solo la pensione di inabilità civile di 297,14 euro e da Marzo 2020 anche il RDC di 500 euro, avrò diritto all’aumento oppure no? Grazie

        Rispondi
  • Avatar
    27 Settembre 2020 in 11:53
    Permalink

    Qual’ è la differenza tra pensione di inabilità , e pensione di invalidità civile totale, se non è il 100*100 , qualcuno me lo sa spiegare? Non c’è una dicitura fa qualche parte?

    Rispondi
    • Avatar
      27 Settembre 2020 in 16:54
      Permalink

      secondo me la pensione di invalidità civile totale è la pensione di chi è stato riconosciuto ufficialmente o dalla commissione preposta, nel verbale, o in mancanza dal centro medico legale dell’inps anche un’inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa.

      Rispondi
      • Avatar
        28 Settembre 2020 in 0:11
        Permalink

        Ho il 100×100 invalidità permanente totale con inabilità lavorativa ,non ho redditi,mio marito percepisce il Reddito di cittadinanza 780 euro, rientro nell’aumento

        Rispondi
        • Erica Venditti
          28 Settembre 2020 in 11:18
          Permalink

          Il reddito di cittadinanza fa reddito, se insieme superate i 14447 euro non avrà dritto all’aumento

          Rispondi
    • Avatar
      27 Settembre 2020 in 18:11
      Permalink

      Io sono titolare di una pensione di inabilità lavorativa sono coniugato e di reddito ho 13500 annui, e di invalidità al 100 % prendo 282 mensili, rientro nell aumento.. ma devo presentare domanda nel mio caso dato che ho la pensione di inabilità al lavoro? oppure avviene in modo automatico l aumento?

      Rispondi
      • Erica Venditti
        27 Settembre 2020 in 22:08
        Permalink

        Rilegga il distinguo nel pezzo…

        Rispondi
      • Avatar
        29 Settembre 2020 in 14:22
        Permalink

        La ringrazzio per l informazione e gentilezza ..grazie fabio

        Rispondi
  • Avatar
    27 Settembre 2020 in 9:19
    Permalink

    Penso che session ricevera un aumento moo figlio invalidita 100 perceptive pensione ordinaria minima piu invalidita ma non bastano a vivere certo non si more di fame ma tuna persona che si ritrova con un tumore e assolutamente non puo piu lavorare vivere con quello e Brutto perche l
    E nostre pensioni non sono di almeno,1000

    Rispondi

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