Pensioni invalidità 2021, gli esclusi dall’aumento: doppia beffa di cui nessuno parla

Pensioni invalidità aumento 2021: il doppio plaetto di cui nessuno parla

Si continua a discutere sull’aumento delle pensioni di invalidità, in molti sperano che la situazione possa variare col nuovo anno, anche perché gli esclusi dalla sentenza 152/2020 definita ‘storica’ sono comunque ancora troppi. In questi giorni ci sono giunte più richieste da parte dei nostri lettori affinché non calino i riflettori sulle rimostranze di quanti purtroppo nulla hanno ottenuto e continuno a vivere, se, puntualizzano, di vita si può parlare, con appena 287 euro. Una miseria, ci dicono all’unisono sia gli invalidi parziali, nel range 74-99% esclusi a priori, quanto gli invalidi totali rimasti fuori per assenza dei requisiti reddituali, estremamente stringenti, o perché sposati e dunque si sono visti negare l’aumento a causa del cumulo del reddito del coniuge. Ora dai commenti é emerso un altro paletto, di cui abbiamo sinceramente anche noi poco parlato, che ha tagliato fuori anche una parte di altri invalidi al 100%, vediamo di cosa si tratta.

Pensioni invalidità 2021, fuori anche gli invalidi totali al 100% con reddito complessivo coniugale inferiore a 14.447

Cosa sta accadendo agli esclusi? Gli invalidi al 100% ci stanno scrivendo decine e decine di commenti per farci notare che nei nostri articoli in cui diamo voce a quanti sono rimasti esclusi, non menzioniamo mai un altro paletto che ha invece lasciato fuori molti invalidi. Si tratta di quanti sposati pur cumulando il proprio reddito con quello del coniuge non arrivano in realtà ai 14.447 euro indicati come limite massimo reddituale, ma comunque NON hanno ricevuto l’aumento ugualmente.

Come é possibile si chiederanno molti di voi? Tutto regolare in base ai paletti reddituali richiesti per poter ottenere la maggiorazione, purtroppo non si tratta di nessuno sbaglio, infatti si legge tra i requisiti che per poter ottenere l’incremento si devono guardare, anche per i disabili sposati, sia il reddito proprio quanto quello complessivo, spieghiamo meglio:

  • il beneficiario non coniugato deve possedere redditi propri non superiori a 8.469,63 euro (pari all’importo massimo moltiplicato per tredici mensilità);
  • il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere: redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro; redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 euro.

Quindi qui emerge chiaramente che si é in presenza in realtà per chi é coniugato di un doppio paletto reddituale, che va oltre il cumulo tra i due redditi dei coniugi, e che ha creato confusione inizialmente tra quanti avendo insieme un reddito minore di 14.447 euro si aspettavano l’incremento. Invece purtroppo, come ci fanno notare i nostri lettori, le cose sono andate diversamente. Ecco una delle loro testimonianze:

Pensioni invalidità 2021, doppio paletto per gli invalidi coniugati

Francesco ben ci segnala il doppio paletto, chiedendoci tra le righe di non scordarci di evidenziare anche questa anomalia che andrebbe risolta perché doppiamente penalizzante: “Tengo a precisare che i paletti per gli invalidi al 100% sono 2 e non uno, io sono invalido al 100% sono andato al patronato per chiedere di fare la domanda per l’aumento, mi ha risposto che era inutile perché il mio reddito personale superava il paletto di 8 mila e rotti, mentre il mio reddito con mia moglie non supera i 14.440 semplicemente perché mia moglie non lavora non capisco perché per darmi la pensione di 286 al mese hanno considerato il reddito di oltre 16 mila euro, per essere giusto devo noconsiderare per tutti gli invalidi a prescindere dell’invalidità lo stesso reddito per il quale hanno concesso quei quattro soldi, è una ingiustizia“.

Commenti ne abbiamo ricevuti parecchi, ma il più completo ed esaustivo che ben chiarisce il problema del doppio paletto per gli invalidi ci é parso quello del Sign Francesco, a cui effettivamente dobbiamo confermare di avere ragione in quanto da come si evince dai limiti reddituali su riportati, Il limite di reddito personale di riferimento per il pensionato solo è euro 8.469,63. Se il pensionato è sposato il limite di reddito coniugale è di euro 14.447,42, ma per il beneficiario coniugato non basta, é dunque in vigore un doppio limite, esattamente quello evidenziato dal nostro lettore, e che forse fino ad oggi non avevamo adeguatamente evidenziato e ce ne scusiamo, cioè il disabile non deve disporre di redditi propri di importo superiore a 8.469,63 euro, perché in caso li superasse, sebbene i redditi cumulati con quelli del coniuge non dovessero superare i 14.447,42 euro, resterebbe comunque privo dell’aumento.

Confidiamo davvero con quest’ultima precisazione di aver elencato tutti i paletti imposti per ottenere l’aumento, nel caso qualcuno evidenziasse altre anomalie ce le segnali, sarà nostra cura approfondire ulteriormente al fine di poter dare risalto a tutti i limiti che gli invalidi stanno riscontrando, ostacoli che impediscono loro di ottenere l’agognato aumento a cui ambivano fiduciosi, e che confidano possano venire meno nel 2021 affinché l’incremento possa essere esteso a più persone possibile.

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6 commenti su “Pensioni invalidità 2021, gli esclusi dall’aumento: doppia beffa di cui nessuno parla

  1. a parte pensionipertutti nessuno ne parla di noi del range 74-99%….dalle associazioni di disabili solo belle parole…tanto loro sono sistemati….non vivono con 290 euro in tasca al mese.siamo abbandontati da tutti e tutto. il barcone della disabilita nell’inclusione sociale sprofonda sempre giu….niente aumenti….niente ristori… niente redditi cittadinanza…nulla di nulla a chi vive coi genitori oltre 290 euro al mese niente lavoro …niente alternative….. niente di niente.a cosa serve prendere i psicofarmaci nelle disabilita mentali…a cosa serve curarsi ( avendone i soldi permettendo)….se poi lo stato la societa ci fa vivere peggio degli schiavi di una volta…almeno una volta il padrone allo schiavo gli garantiva il cibo quotidiano….a noi disabili parziali neanche questo.DOVE MOLTI DISPREZZANO QUESTO MOMENTO DEL COVID.E LO DISPREZZO ANCHE IO PERCHE CAUSA MORTALITA. MA ALMENO QUESTA SITUAZIONE CON AZIENDE CHIUSE…NEGOZI CHIUSI…CHI VIVEVA NELLA NORMALITA ALMENO IN PERIODI DI ZONA ROSSA E DI PANDEMIA STANNO ASSAGGIANDO SULLA LORO PELLE LA CROCE CHE PORTIAMO NOI DISABILI PARZIALI ….X NOI IL CORONAVIRUS LO PORTIAMO ALLE SPALLE DA PIU DI 20 ANNI. CHIEDENDO LAVORO NEI CENTRI PER L’IMPIEGO MA UNA VOLTA CHE TI ABBIANO DATO UN SOLO MINUTO DI LAVORO PAGATO DIGNITOSAMENTE. PERCHE LE BORSE LAVORO DI 2 EURO CIRCA ALL’ORA PER QUALCHE MESE CHE POI FINISCE TUTTO LI E RAZZIALE E SFRUTTANTE VERSO I DISABILI.

  2. Non meritiamo di essere trattati in questo modo …i nostri politici sono dei veri cialtroni ….vergognatevi ….rubate soldi da tutte le parti e poi vi appellate sul reddito coniugale…..i veri disabili mentali siete voi ……

  3. Grazie x il servizio che ci offrite anke io ho i requisiti richiesti dall inps riguardo all’adeguamento della pensione invalidità 100% ma finora niente ancora

  4. La soluzione machiavellica del doppio paletto che ci ha ben espresso Francesco, ci fa capire come il Governo monco che ci ritroviamo non abbia nessuna intenzione di intervenire su questo scempio nei nostri confronti con invalidità e inabilità al 100%
    Il parlamento che ci ritroviamo il giorno dopo le votazioni al senato mi pare sia ancora peggio e soprattutto non in grado di approvare (perché sono degli svergognati) quel famoso aumento che la sentenza della Corte gli ha ordinato di fare ormai già da 8 mesi.
    Perciò gentile Dott. ssa Venditti il mio parere è quello di accendere il più possibile i riflettori sui patronati che contano, testate giornalistiche e queste specie di partiti che vogliono stare attaccati alle poltrone altrimenti cari amici di pensioni per tutti non ci rimane altro da fare che andare a Roma davanti alla loro porta e fargli vedere e sentire che anche noi siamo cittadini italiani e dobbiamo essere rispettati e non presi in giro certo da loro!!!!!!!
    Alessandra

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