Pensioni invalidità 2021, Messaggio INPS n°3495: via l’assegno a chi lavora, urge modifica

Il 14 ottobre scorso l’INPS ha proceduto alla stesura del messaggio n°3495 recante disposizioni relativamente all’assegno di invalidità parziale, che non potrà più essere concesso se il disabile effettua una qualsiasi attività lavorativa produttiva di reddito anche se questa sottosta al limite dei 4.931,29 euro. Una situazione che ha generato molto malcontento tra i disabili in quanto impedisce loro di svolgere anche piccoli lavoretti precari al fine di arrotondare un assegno misero, pari, lo ricordiamo a 287 euro al mese, ed inoltre rischia di creare differenze tra chi ha un reddito da lavoro anche minimo e chi, invece, percepisce un reddito da locazione, che se resta nel limite reddituale stabilito permette all’invalido parziale di continuare a poter godere del suo assegno.

A fronte delle tante lamentele da parte dei disabili che ritengono ingiusto un tale accanimento nei loro riguardi, é intervenuta nei giorni scorsi anche il Ministro per le disabilità Erica Stefani, che si é detta al fianco dei lavoratori disabili affinché conservino quella minima appartenenza al mercato del lavoro e non vengano privati di opportunità importanti di inclusione. Sulla questione ha puntato il focus anche Domenico Cosentino Presidente di FAREdiPiù, associazione per la promozione dell’inclusione sociale, del benessere e della qualità della vita. Le sue parole in esclusiva per il nostro sito:

Assegno pensione di invalidità civile esclusi i lavoratori: il Messaggio Inps n°3495 beffa i disabili

Si dice basito e affranto del Messaggio Inps n° 3495 il Presidente di FAREdiPiù, Domenico Cosentino: “sono mesi che andiamo dicendo che la pandemia ha creato grandi fragilità ed ha colpito soprattutto le categorie già di natura più deboli, sono mesi che ci battiamo affinché anche gli invalidi parziali, compresi nel range 74-99%, possano avere il famigerato ‘aumento al milione’ ora previsto solo per gli invalidi totali e solo a patto che rispettino determinati paletti reddituali stringenti reddituali. Ed ora giusto nel periodo post pandemico, anziché aiutare quanti sono stati maggiormente colpiti dal contesto in quanto soggetti fragili a complicare ulteriormente le cose, ci pensa l’INPS”

Il messaggio Inps n°3495 del 14 ottobre effettivamente pare gettare ‘benzina sul fuoco’, un’ingiustizia sociale, l’ennesima beffa a detta dei disabili, l’Inps ha, infatti, ritenuto di escludere dall’assegno mensile gli invalidi parziali, appunto, che svolgono attività lavorativa produttiva di reddito, anche se questo risulta inferiore a quello previsto (euro 4.931,29 l’anno) per ottenere la prestazione assistenziale.  

Se consideriamo, interviene a ‘gamba tesa’ Cosentino. che l’assegno è pari solo a 287 euro, bisognerebbe forse chiedersi se è davvero possibile per un invalido potersi mantenere con tale sostegno, o se forse, come è normale sia, egli, provi a cercare un lavoro, seppur precario, in primis per arrotondare tale importo e poi per sentirsi comunque utile e parte attiva nel mondo del lavoro.

Il Messaggio INPS, chiosa fermamente, non fa altro che creare inoltre assurde ed ingiustificabili disuguaglianze: “se una persona disabile ha proventi reddituali che giungono dalla locazione di un appartamento che stanno nel limite della soglia di accessibilità al beneficio dell’assegno mensile ha diritto ai 287 euro, mentre colui che ha un reddito da lavoro, seppur basso e seppur occasionale che non raggiunge la soglia limite si vede esentato dallo stesso, non avendone, per questa assurda norma, più diritto”.

Pensioni di invalidità 2021 e taglio assegno: Cosentino (FAREdiPiù) su messaggio INPS n°3495

Ma non è tutto, il Messaggio INPS, e su questo concordano in molti che si sono detti contrari alla norma, ‘tarpa le ali ’ soprattutto ai giovani, impedisce loro di inserirsi in un contesto di pseudo normalità lavorativa, non permette, infatti, di poter fare una qualsiasi tipo di esperienza che potrebbe poi portarli verso un’eventuale occupazione stabile e compiutamente remunerata, che permetterebbe poi addirittura di poter rinunciare all’assegno di invalidità e di integrarsi a pieno titolo nel mondo lavorativo, portando, dunque, un vantaggio in termini di ‘risorse risparmiate’ per l’INPS stesso. Purtroppo una norma di questo tipo, fa notare Cosentino, impedisce ai giovani di accettare un lavoro anche solo occasionale per mettersi alla prova, in quanto farebbe perdere il diritto al beneficio.

Il Presidente di FarediPiù conclude rivolgendo un sentito appello al Governo: “non posso far altro che accogliere a pieno le rimostranze dei cittadini più fragili esercitando con loro una pressione comune e congiunta nei confronti dell’INPS affinché spieghi cosa l’abbia spinto ad emanare il messaggio in questione. Il Governo dalla sua deve intervenire per impedire che tale assurdità abbia un seguito e danneggi ulteriormente le persone già maggiormente fragili che non potrebbero davvero reggere un altro affronto di questo tipo, lesivo della loro dignità”.

Ringraziamo Domenico Cosentino per il piacevole confronto, chi volesse riprendere le sue considerazioni, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.

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5 commenti su “Pensioni invalidità 2021, Messaggio INPS n°3495: via l’assegno a chi lavora, urge modifica”

  1. Non ci posso credere, tra chi percepisce il reddito di cittadinanza molti pur potendo lavorare rifiutano i lavori, o lavorano in nero. e continuano a percepirlo, chi sta male e a chi riesce a lavorare parzialmente, con un minimo stipendio gli vengono tolti i miseri euro che danno un po’ di respiro….. Come buttarli giu da una rupe perché tano non servono a niente…. Ma quale dignità? E chi se ne importa? Sanno cosa vuol dire vivere con 4900 euro in un anno.? … I 280 in più al mese è troppa grazia? Bollette gas e tutto aumentato il doppio 6th😭😭😭ma come si fa? I deboli vanno protetti, ripensateci🙏😭

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  2. Salve a tutti! Spero che il requisito dell’inattività lavorativa, introdotto dall’Inps con il messaggio 14 ottobre 2021 n° 3495, in seguito alla pronuncia della Cassazione, venga immediatamente abrogato e che le Istituzioni politiche aumentino, al più presto, le pensioni a tutti gli invalidi civili parziali. Vi ringrazio immensamente!

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  3. Salve a tutti! Spero che il requisito dell’ inattività lavorativa, introdotto dall’Inps con il messaggio 14 ottobre 2021 n°3495, in seguito alla pronuncia della Cassazione, venga immediatamente abrogato e che le Istituzioni politiche aumentino, al più presto, le pensioni a tutti gli invalidi civili parziali. Vi ringrazio immensamente!

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  4. La cosa più assurda è che non ne ho sentito una sola volta parlare in tv e che i pochi e scarni articoli apparsi sulla stampa generalista passano di fatto inosservati. Possibile che queste persone valgano tanto poco? Perché non ignorare piuttosto i no-vax e le loro proteste stupide?

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  5. Mi chiamo Andrea sono di Latisana, ho una pensione di 297,42 di invalidità civile da 1993,e, dall 1999 mi esercito di una borsa di lavoro mensile tra i 230 al massimo di 300 euro è una paga data dalla regione Friuli Venezia Giulia, questa non fa reddito e l’inps è capace di togliere? L’inps dovrebbe darci a noi invalidi almeno 780 euro allora possiamo vivere meglio perché io sarei costretto ad andare via dal lavoro e prendere una misera pensione da fame. L’inps che faccia marcia indietro se noi invalidi veniamo in sede e, facciamo guerra.

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